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SCORZÈ – Mercoledì dopo mezzogiorno aprirà il casello del Passante Martellago-Scorzè e qualcuno non sarà contento. Quel qualcuno è il comitato Cappella Vive, tra i più critici verso questo progetto e ora ancora più insoddisfatto per quanto non è stato fatto.

«Inizieranno quei problemi che abbiamo denunciato», spiega il portavoce Vittorio Pellizzato, «inquinamento atmosferico e acustico che dovremmo sopportare oltre al traffico sulle strade ordinarie. Mancano le dune, le barriere fisse, gli alberi e avremo circa 45 mila metri quadri di acquitrini».

Un’opera da 70 milioni di euro. «Ora ci sarà solo asfalto» prosegue Pellizzato «laddove c’era un’oasi tranquilla e a ottobre si vedevano arrivare le oche selvatiche che sostavano e ripartivano. E poi era diventato l’habitat naturale per martin pescatori, picchi verdi e rossi, lepri, fagiani, volpi e tanta altra flora e fauna. Hanno trasformato una superficie del genere in una striscia di catrame, con viadotti, rotatorie, smog: poi si parla di qualità del territorio. Sono stati spesi 70 milioni di euro per asfaltare l’area verde di Cappella e Martellago, lì da 1500 anni».

Pellizzato punta il dito anche su come si sono svolti i lavori e agli interventi mancanti. «Nel cantiere» osserva «si è scavato altro terreno di grande pregio per portarlo altrove e si sono creati vasti acquitrini a nord del Dese. Perché tutto questo? Per contenere le acque erano previste delle dune lunghe 1200 metri e alte 5 ma manca il materiale per farle. Le barriere e la fascia boschiva? Mancano pure quelle».

Alessandro Ragazzo

 

Martellago. L’Ugl contro la Cav: la mobilitazione è programmata per mercoledì

Nel mirino l’organico ridotto all’osso e il contratto integrativo scaduto da un anno

MARTELLAGO – Il casello di Martellago-Scorzè lungo il Passante si aprirà all’insegna della protesta. L’Unione generale del lavoro (Ugl) del settore viabilità e logistica ha indetto uno sciopero proprio per mercoledì per chiedere a Cav convocare in fretta una riunione e rimpinguare l’organico.

Di fatto l’organizzazione sindacale pretende che nelle stazioni lungo l’autostrada ci sia l’uomo mancante. Da più di un anno è scaduto il contratto integrativo ma a oggi, fa presente l’Ugl, non ci sono novità all’orizzonte. E da più di venti giorni Cav e sindacati non si vedono.

«Di fronte alle nostre richieste», si legge in una nota di Ugl, «l’azienda fa orecchie da marcante continuando così a prendere decisioni unilateralmente, vedi le ultime quattro assunzioni a tempo parziale. Lungi da noi essere contrari a nuove assunzioni, anzi vorremmo che ne venissero fatte molte di più. Ma che dire di quei part-time che da più di cinque anni sono ancora fermi al contratto di partenza? Perché l’azienda non accoglie la nostra richiesta di far fare un passo in avanti a tutti i part-time già in essere, migliorandone così la qualità della vita e conseguentemente alleviando le molteplici tensioni stratificatisi nel tempo?».

Il sindacato chiede di completare l’organico al casello di Spinea, dove ci sono otto persone, di cui cinque a tempo pieno e tre part-time. Ne mancherebbero altre due, uno da aggiungere ai primi e l’altro ai secondi. Con l’apertura di Martellago-Scorzè, per il sindacato la situazione rischia di peggiorare.

«Ora la copertura avviene con le trasferte», continua, «con dispendio di risorse economiche. Anche per il futuro Cav è intenzionata a proseguire con trasferte o a completare il organico?». Ugl spiega che se la trattativa non sarà aperta quando prima, le iniziative proseguiranno. Intanto si parte con il 1 di aprile.

«Il 16 marzo scorso», continua la nota Ugl, «abbiamo chiesto un incontro con carattere di procedura di raffreddamento ma ormai i termini per la convocazione sono scaduti. Lunedì 23 abbiamo chiesto un incontro per capire quali sono le intenzioni dell’azienda che pretende di spostare personale da Preganziol a Martellago, ma quei posti a Preganziol da chi verranno poi occupati? E gli esattori mancanti (come ad esempio a Spinea) quando li rimpiazzerete?». Il taglio del nastro del casello è previsto alle 12.

Alessandro Ragazzo

 

Permetterà finalmente l’accesso al Passante e si chiamerà come i due Comuni

Pedaggio non ancora stabilito ma sarà basato sul chilometraggio percorso

MARTELLAGO – Niente scherzi, a dispetto della data: 1 aprile. Mercoledì prossimo aprirà il casello del Passante tra Martellago e Scorzè. E si chiamerà con il nome dei due comuni. Il taglio del nastro è previsto a mezzogiorno e, qualche minuto dopo, potranno transitare tutti i veicoli. Stavolta, dunque, ci siamo, dopo l’ipotesi fatta in un primo momento del 3 marzo ma poi smentita. Invece in questi giorni nella sede di Cav sono arrivati gli ultimi documenti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e ora si potrà aprire.

All’inaugurazione arriveranno i rappresentanti della Regione e della stessa Cav, oltre a quelli di Martellago e Scorzè. Per quanto riguarda il pedaggio, si dovrà aspettare ancora per capire quanto si spenderà per andare a Padova o San Donà: la tariffa, comunque, si baserà tenendo presente il chilometraggio. Il cantiere del casello era partito a gennaio 2013 e si era concluso il 30 novembre scorso. Da allora, sono state sistemate le banchine, i cartelli stradali di accesso e di uscita, fatti gli allacciamenti Enel e le altre rifiniture.

Una fase accompagnata dalle polemiche e dalle discussioni da parte dei comitati locali e anche nelle varie sedute dei due consigli comunali per la forma a diamante rovesciato e per dimensioni, considerate molto impattanti. Sopra l’autostrada passa un viadotto lungo 575 metri per collegare l’entrata e l’uscita, oltre a quattro rotatorie per favorire l’innesto della circolazione in autostrada. Per arrivare al casello ci sono la bretella da via Boschi, tra Martellago e Scorzè, e la tangenziale a nord di Martellago, lunga cinque chilometri e mezzo, che parte dalla Kelemata sulla Castellana. In quest’ultima ci sono quattro rotatorie: agli incroci con via Canove e in via Morosini a Martellago, via Ponte Nuovo e via San Paolo a Scorzè. A queste vanno aggiunte altre due che Martellago ha richiesto e si realizzeranno in un secondo momento: una tra via Canove e la Castellana a fianco del municipio, l’altra sempre su via Canove ma all’incrocio con via Volta. La rotonda di via Ponte Nuovo è spostata più a est per tutelare Villa Astori. Manca pure la complanarina di circa un chilometro, che dalla Moglianese, zona via Astori, arriverà al casello; i due Comuni hanno già dato il via libera alla convenzione e sarà finanziata da Cav per quasi 5,8 milioni di euro: non se ne parlerà prima di due anni.

Alessandro Ragazzo

 

Finalmente ci siamo e non è un «pesce d’aprile». Arrivata dal Ministero alle Infrastrutture l’attesa autorizzazione all’apertura, la Concessioni Autostradali Venete ha fissato per il primo di aprile, alle 12, l’inaugurazione del nuovo casello di Martellago-Scorzè, che dopo un’ora e mezza-due, il tempo della cerimonia, verrà anche aperto al traffico. E si potrà così sperimentare anche – ciò che più preme agli utenti dell’autostrada – il costo del pedaggio per le varie tratte, ad esempio la Martellago-Padova Est, che sarà reso noto tra un paio di giorni, ma da Cav assicurano che non ci saranno sorprese: la definizione delle tariffe scatterà in automatico da un calcolo matematico sulla base del costo a chilometro.

A sette anni dalla sua apertura, si completano dunque le opere del Passante: la nuova barriera era l’ultima che ancora mancava. Realizzata a cavallo del Dese, al confine tra i due comuni, l’opera è caratterizzata da un lungo viadotto di 600 metri che scavalca l’autostrada e collega i due piazzali del doppio casello a diamante rovesciato, con due accessi ciascuno, che serviranno le due direzioni Milano e Trieste, uno a est e uno a ovest del fiume.

L’entrata in funzione del casello interessa da vicino anche i residenti della zona: l’intero pacchetto, costato sui 50 milioni di euro, comprende, tra i vari interventi, anche la nuova viabilità d’adduzione che a sua volta sarà aperta mercoledì, con le relative rotatorie di collegamento con le strade preesistenti: la tangenziale nord, che dal casello si allaccia alla Castellana, a est, presso la Kelemata, attraversando via Cà Nove, Ponte Nuovo e Morosini e bypassando il centro di Martellago, e la bretella ovest, che dal casello si collega in via Boschi.

Al taglio del nastro è atteso anche il Governatore del Veneto, Luca Zaia: interverranno anche i due sindaci di Martellago, Monica Barbiero, e Scorzè, Giovanni Battista Mestriner, il presidente di Cav, Tiziano Bembo, e l’ad, Piero Buoncristiano, e per l’Anas il dg, Stefano Granati.

 

MARTELLAGO –  Torna “Un albero per ogni nato”, ma vicino al Passante. Oggi, alle 14.30, il Comune ripropone l’iniziativa d’inizio primavera, che gli è valsa anche un premio di Legambiente, che impone di piantare un albero per ogni bambino registrato all’Anagrafe. Ma stavolta la piantumazione non avverrà ai Laghetti, bensì nell’area a verde attrezzato di via delle Motte, vicino al Passante, con un intento anche di mitigazione ambientale.

Saranno piantumati 138 tra frassini, carpini e aceri, quanti i bimbi nati nel 2014, 74 maschi e 64 femmine, ciascuno dei quali avrà la sua pianta personale. Interverranno anche sindaco e assessori, oltre ai familiari con i piccoli e agli operai comunali, che porranno a dimora gli alberi.

Si terrà invece, al solito, ai Laghetti, l’altra iniziativa ambientale del week-end, “Puliamo le cave”, promossa da Carp e Associazione Genitori Martellago. Ritrovo dei volontari alle 8 all’ingresso di via Fornace .

(N.der)

 

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COMUNICATO STAMPA OPZIONE ZERO

Mercoledì 11 marzo 2015 a Strasburgo, il Parlamento europeo ha votato una Risoluzione in meritoalla “Relazione annuale 2013 relativa alla tutela degli interessi finanziari dell’Unione europea – Lotta contro la frode”. In occasione di tale presentazione è stato votato un emendamento (sostenuto da deputati del Movimento 5 Stelle) riguardante l’operazione Project Bond per il Passante di Mestre, con il quale sostanzialmente si mette in guardia la BEI circa l’emissione di titoli obbligazionari legati ad un’opera sulla quale gravano pesanti sospetti di corruzione.

L’emendamento arriva in sessione plenaria dopo il voto favorevole espresso dalla Commissione affari economici e monetari del Parlamento qualche giorno prima. Per la precisione nel testo finale della Risoluzione si legge che: “Il parlamento Europeo esprime la propria preoccupazione per il fatto che diversi progetti finanziati dalla BEI sono stati interessati da corruzione e frode” oltre a ritenere che “la politica della BEI in materia di prevenzione e deterrenza delle pratiche di corruzione, frode, collusione, coercizione, ostruzione, riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo, denota una mancanza di sufficiente controllo in alcuni casi durante l’attuazione dei progetti finanziati; esprime la propria preoccupazione per il fatto che, nel 2013, la BEI abbia finanziato il progetto Passante di Mestre per un totale di 350 milioni di euro e che, malgrado il fatto che questo progetto sia stato inficiato da corruzione e frode, con l’arresto di molte delle persone coinvolte, la Banca stia valutando se rifinanziare il progetto per un importo aggiuntivo di 700 milioni di euro attraverso obbligazioni di progetto; chiede quindi che, in caso di frode e corruzione comprovate, la BEI sia tenuta a sospendere e/o bloccare qualsiasi finanziamento previsto e in corso per il progetto in questione”.

Grande soddisfazione esprimono le organizzazioni Opzione Zero e Re-Common che nell’ultimo anno si sono battute per far emergere in tutti i modi, sia a livello nazionale che europeo, la questione del Passante in particolare per quanto riguarda i rischi che dietro al costo dell’opera si nascondano pesanti situazioni di corruzione, e la pericolosità del rifinanziamento di un debito del tutto fittizio, dato che il by-pass e le opere complementari sono state costruite utilizzando esclusivamente fondi pubblici.

“E’ chiaro che la risoluzione del Parlamento Europeo non blocca di per sé l’emissione dei Project Bond per il Passante, ma il peso politico di questo avvertimento così esplicito rivolto direttamente ai vertici della BEI, l’ente che dovrebbe varare e garantire tutta l’operazione, non potrà essere ignorato così facilmente. Dopo il MOSE e lo scandalo che ha Travolto Ercole Incalza e il ministro Lupi sulle grandi opere, c’è da aspettarsi di tutto anche sul Passante, è solo questione di tempo” afferma Mattia Donadel di Opzione Zero.

Lisa Causin e Rebecca Rovoletto portavoce del comitato rincarano la dose: “Finalmente qualcuno ha raccolto i nostri appelli: nell’ultimo anno e mezzo insieme a Re-Common e a altre organizzazioni abbiamo fatto di tutto, azioni, esposti, dossier, parlato con deputati europei, scritto al Governo, al presidente della Regione per denunciare i gravi rischi per i cittadini dell’operazione project bond visto che già oggi è chiaro come i ricavi dei pedaggi della società CAV non siano sufficienti per chiudere un buco da oltre un miliardo di euro in 15 anni. E’ arrivato il momento che anche a livello politico regionale e nazionale si prendano delle posizioni chiare ed inequivocabili nel merito: la spirale del debito del Passante così perversa deve essere bloccata subito; non è più tollerabile che si vada avanti facendo finta di niente, soprattutto da parte chi governa o si candida a governare la Regione del Veneto.”

 

IL PASSANTE

MARTELLAGO – Per l’apertura del casello del Passante Martellago-Scorzè si stanno attendendo le autorizzazioni del ministero delle infrastrutture. Poi si potrà dare il via libera a macchine e camion. E Cav pensa che per fine mese tutto possa essere risolto. Si aspettano gli ultimi documenti prima del taglio del nastro che dovrebbe avvenire comunque per Pasqua, dopo che i lavori sono finiti il 30 novembre mentre negli ultimi tre mesi sono state fatte le rifiniture, sistemate le banchine, istallati i cartelli, fatti gli allacciamenti e i collaudi.

Completate anche le quattro rotatorie lungo il tracciato che porterà al casello, ovvero quelle ai lati, agli incroci con via Canove e in via Morosini a Martellago, via Ponte Nuovo e via San Paolo a Scorzè: su queste si può transitare senza alcun problema.

Ora che tutto è concluso, la gente, anche attraverso i social network e le telefonate ai municipi, si sta chiedendo quando ci sarà l’inaugurazione. Ma dai Comuni non conoscono la data ufficiale, così come da Cav, che si dice fiduciosa, però, di iniziare con i transiti per la fine di marzo. E quando arriveranno gli ultimi documenti da Roma, all’interno ci saranno pure le tariffe dei pedaggi.

(a.rag.)

 

MARTELLAGO – Bisognerà attendere fino a fine mese per vedere aperti il casello di Martellago-Scorzè e la viabilità di adduzione. Dalla Cav fanno sapere che è tutto pronto e sono stati ultimati anche i collaudi, ma si è ancora in attesa della autorizzazione all’apertura da parte del Ministero alle Infrastrutture: autorizzazione che porta con sè anche uno degli aspetti che più stanno a cuore agli utenti, la definizione del pedaggio. La data, dunque, non è stata ancora stabilita ma la Cav la prevede per la fine di marzo e comunque, appena fissata, la pubblicizzerà subito, in primis nel proprio sito.

Con l’entrata in funzione della nuova barriera, che completa le opere del Passante a 7 anni dalla sua apertura (è l’ultimo casello che mancava), sarà attiva anche la nuova viabilità di collegamento compresa nel pacchetto: la tangenziale nord, che dal casello si allaccia alla Castellana presso la Kelemata, attraversando via Ca’ Nove, Ponte Nuovo e Morosini e tagliando il centro di Martellago, e la bretella ovest, che dal casello si collega in via Boschi.

Per chiudere il quadro manca solo la “complanarina”. Il passaggio che collegherà casello e Moglianese, correndo parallela al Passante, e il cui iter è rimasto indietro, sarà realizzato da Veneto Strade con fondi Cav (6 milioni) e pronto presumibilmente tra un anno e mezzo-due.

N.Der

 

 

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Comunicato stampa congiunto Opzione Zero e Re:Common

Opzione Zero e Re:Common chiedono con forza alla Banca europea per gli investimenti (BEI) e a cinque istituti di credito privati di non procedere con l’emissione dei cosiddetti project bond europei per rifinanziare il debito contratto dalla società CAV, co-partecipata dall’Anas e dalla regione Veneto, per la realizzazione del Passante di Mestre.

Le due associazioni temono che la concessione di questi nuovi strumenti finanziari ideati in ambito europeo possa gravare sulle spalle dei contribuenti italiani, dal momento che permane l’incertezza legata alle indagini ancora in corso sul caso di corruzione e sulla reale sostenibilità economica del progetto.

Opzione Zero e Re:Common hanno espresso tutte le loro preoccupazioni anche al presidente dell’Autorità nazionale anti-corruzione Raffaele Cantone, a cui oggi hanno inviato una lettera. Nella missiva si ribadisce come non tutte le opere ancillari del Passante di Mestre siano state completate e soprattutto che sono ancora in vigore contratti tra la CAV e le società sotto indagine da parte della Procura di Venezia per la loro realizzazione.

Inoltre non è chiaro se tutte le fatture per le opere del Passante già realizzate siano state saldate da CAV. Ciò significa che il trasferimento del debito esistente contratto da CAV con Cassa Depositi e Prestiti e Anas ai sottoscrittori dei bond (obiettivo dell’operazione di emissione del project bond europeo) implicherebbe il rischio che le nuove risorse finanziarie disponibili alla società possano essere utilizzate per favorire la monetizzazione di proventi della corruzione su cui sta indagando la Procura di Venezia.

Cantone viene anche messo in guardia su come non sia pubblico il prospetto in cui la CAV comunica in dettaglio ai futuri sottoscrittori dei bond, i grandi investitori istituzionali internazionali, tutti i rischi collegati all’operazione. In tale prospetto informativo per investitori privilegiati, le cinque banche emittenti (tra cui le nostrane Unicredit e IMI-Intesa) sono tenute a evidenziare anche eventuali carichi giudiziari pendenti o potenziali obblighi e responsabilità finanziarie collegate a fenomeni corruttivi ed eventuali condanne o sanzioni.

Va sottolineato come la settimana scorsa la Commissione affari economici e monetari del Parlamento europeo, abbia approvato una risoluzione sul rapporto annuale della Banca europea per gli investimenti in cui si chiede all’istituzione di non finanziare il Passante di Mestre tramite il meccanismo dei project bond o qualsiasi altro strumenti finanziario, esprimendo inoltre il rammarico che una tale opera sulla quale pesano come macigni le ombre della  corruzione abbia già goduto del sostegno della Banca. Nel frattempo la BEI continua a negare che gli atti illeciti relativi alle ditte che hanno costruito il Passante abbiano alcun collegamento diretto con il suo finanziamento al progetto.   

“Ci sembra incredibile che i cittadini rischino seriamente di pagare il passante per la terza volta” ha dichiarato Antonio Tricarico di Re:Common. “Prima sono arrivati i finanziamenti pubblici nel 2013 (350 milioni di euro concessi dalla BEI tramite Cassa depositi e prestiti, ndr), poi il considerevole aumento dei pedaggi, ora si ipotizza l’ennesimo sostegno da parte della BEI con i controversi project bond, che potrebbero ricadere sul groppone della Regione Veneto se le cose non dovessero andare bene. Visto quanto accaduto in questi anni, tra corruzione e previsioni di incassi errate, non c’è di che essere ottimisti” ha concluso Tricarico.

“Tutta questa storia del debito del Passante è un’assurdità” ha dichiarato Mattia Donadel di Opzione Zero. “Il Passante è stato finanziato in parte dal Ministero delle Infrastrutture e in parte da ANAS, SpA totalmente pubblica, vale a dire che il Passante è stato costruito solo ed esclusivamente con i soldi dei contribuenti. Una spirale del debito così perversa ha lo scopo di favorire gli speculatori finanziari a scapito dei cittadini” ha concluso Donadel.

 

I soldi ci sono, le banche pure. Eppure il project bond da 830 milioni per ripagare il passante di Mestre si è bloccato sulle orme di un bando fantasma che Giunta e Consiglio regionale del Veneto si rimpallano da mesi per la nomina di due degli amministratori della Cav, la società paritetica tra Regione e Anas per la gestione del passante.

Un balletto che va avanti da quando l’attuale Cda è scaduto lo scorso anno: ma mentre Anas , socio al 50% di Cav ha già stabilito i nomi dei nuovi consiglieri e dell’amministratore delegato, restano ancora vuote le caselle in capo alla Regione. La quale al momento avrebbe confermato il presidente della Concessionaria, Tiziano Bembo, espressione dell’attuale giunta leghista guidata da Luca Zaia, mentre sugli altri due consiglieri c’è tutt’ora il vuoto assoluto.

A complicare la già travagliata vicenda ha contribuito la nuova legge sulle nomine che stabilisce la designazione attraverso il bando di tutti i consiglieri non soltanto del presidente delle società pubbliche. Dunque, quel bando che in un primo tempo designava solo il presidente, ora deve essere rifatto.

A chi spetta questo compito? Su questo cavillo, Giunta e Consiglio litigano da mesi. Il presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato in una lettera inviata a Zaia lo scorso dicembre sosteneva che se il primo bando era stato fatto dalla giunta anche le modifiche successive erano in capo allo stesso organo. Non di questo parere il presidente della Giunta che dopo la fumata nera dei soci della Cav sul rinnovo degli organi sociali, lo scorso 16 gennaio ha scritto a Ruffato invitandolo a «provvedere alle designazioni degli altri due componenti di spettanza regionale individuandoli tra le candidature già presenti e ritenute ammissibili».

A cercare di fare chiarezza è stato il presidente della prima commissione, Costantino Toniolo che ha rimandato a Zaia il carteggio.

Contattato ha confermato la sua posizione: «E’ la giunta che deve indire il nuovo bando. Bisogna partire al più presto – aggiunge – perché abbiamo già perso troppo tempo».

Un pasticcio, insomma, a cui contribuiscono anche Pd e Pdl a cui spetterebbe un consigliere ciascuno.

E così mentre sulle sponde della laguna il carteggio tra la giunta e consiglio si fa più voluminoso, i tempi per l’emissione del project bond si allungano con il rischio di perdere l’opportunità dei mercati e dei tassi ai minimi storici, un cavillo che può costare milioni. Un’operazione che doveva fare da apripista a uno strumento su cui fin dal governo Monti poi rilanciata dal provvedimento del governo Renzi lo “Sblocca Italia” con si puntava per il rilancio delle opere pubbliche.

Nello specifico l’obiettivo è rifinanziare il debito (circa un miliardo) che Cav deve all’Anas, che ha anticipato la somma per realizzare il Passante. Nel 2013 la Cav ha già ottenuto un finanziamento di 450 milioni (restituiti all’Anas) dalla Banca Europea Investimenti e dalla Cassa Depositi e Prestiti, portando la sua esposizione debitoria a circa un miliardo. Anas ha poi incassato dallo Stato, sempre nel 2013 altri contributi per il Passante, per cui oggi il debito di Cav è sceso a circa 414 milioni di euro.

L’emissione del project bond che dovrebbe essere di circa 830 milioni di euro è nettamente superiore al debito e servirà ad utilizzare parte del finanziamento per rimborsare subito anche i 423 milioni anticipati da Bei e Cdp, mentre le condizioni di un prestito obbligazionario sono generalmente più favorevoli.

Cav aveva anche provato, sempre nel 2013 a reperire altre risorse sul mercato finanziario con un bando al quale si era però presentato un solo pool di banche la cui offerta non era stata giudicata adeguata. Così come lo Sblocca Italia finora è servito allo scopo.

Mara Monti

 

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