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MIRANO – Vertice a Venezia su via Vetrego. «È dell’Anas, ma non fanno nulla»

MIRANO – «Il manto stradale va ripristinato, la pista ciclabile non è illuminata e molti altri problemi devono essere risolti, ma Cav e Anas non rispettano gli accordi».
La questione è paradossale e si protrae da mesi: via Vetrego sembra una strada senza padrone e ieri la Prefettura ha convocato un vertice con tutti gli enti interessati per chiarire le competenze. A Mirano le criticità legate alle viabilità continuano a far discutere, questa volta al centro dell’attenzione finisce il tratto di strada che porta dalla rotonda con via Porara al casello autostradale. «Vogliamo sapere una volta per tutte di chi è la competenza di questa strada – sbotta il sindaco Maria Rosa Pavanello -. Chiediamo chiarezza dalla scorsa estate, quando la competenza sul Passante e sulla viabilità collegata è passata da Veneto Strade ad Anas. Molteplici incontri non sono serviti a darci alcuna risposta. La situazione è inammissibile». Il sindaco punta il dito contro l’Anas:

«Da quando hanno raccolto l’eredità del Commissario del Passante sono inadempienti su tutto, l’ultimo episodio si è verificato con le copiose nevicate di febbraio e i conseguenti disagi. Gli accordi parlano chiaro, la responsabilità di questa strada è dell’Anas, mentre a Cav spetta la gestione del casello».

La gente di Vetrego è sul piede di guerra, i problemi della strada sono sotto gli occhi di tutti e gli ingorghi sono all’ordine del giorno. «Una soluzione va trovata, se le inadempienze proseguiranno noi procederemo con una diffida» conclude la prima cittadina. Ieri la Prefettura ha ascoltato le parti per fare il punto della situazione, già la prossima settimana dovrebbe tenersi un secondo incontro. (g.pip.)

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Gazzettino – Mirano. Passante, Battaglia legale per i soldi

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22

mar

2013

MIRANO – Dopo la doccia fredda in Regione il Comune va dall’avvocato

Pavanello: «Quei 19 milioni delle opere complementari ci spettano»

Maria Rosa Pavanello ha incaricato il legale mestrino Alfiero Farinea di seguire la vicenda

«La battaglia non finisce certo qui. Quei 19 milioni ci spettano e andremo avanti per vie legali».
Maria Rosa Pavanello batte i pugni. Il sindaco di Mirano non intende arrendersi e continua a rivendicare i soldi che il suo Comune avanza dalla Regione come finanziamento per la realizzazione di opere complementari al Passante. L’accordo di programma venne firmato nel 2008 dalla giunta Cappelletto, ma decine di lettere, incontri ed appelli non hanno portato ad alcun risultato. L’ultima doccia fredda risale a mercoledì, quando in Consiglio regionale l’asse Pdl-Lega ha bocciato l’emendamento che prevedeva lo stanziamento di una prima tranche di 4 milioni di euro già nel corso del 2013. Rassegnazione? Nemmeno per sogno. «L’accordo va fatto rispettare, punto e basta. Io andrò avanti perché per legge ho l’incarico di tutelare la salute dei cittadini» commenta il sindaco riferendosi a smog e disagi provocati dall’apertura del Passante e del casello di Vetrego. «Ho incontrato l’avvocato la scorsa settimana e ci ritroveremo a breve. Proseguiremo sicuramente con altre azioni» spiega Pavanello. Il legale in questione è il mestrino Alfiero Farinea, individuato dal Comune lo scorso novembre per seguire al meglio la vicenda.
Il tema continuerà dunque a far discutere, intanto il consigliere comunale Udc Giorgio Babato lancia una provocazione: «Chiudiamo il traffico ai mezzi pesanti nell’area del casello, fino a quando non ci arriveranno i soldi». La Federazione della Sinistra ha invece presentato un ordine del giorno chiedendo che le risorse siano stanziate in sede di assestamento di bilancio 2013. Per ora non ci sono avvisaglie positive, ma la battaglia è entrata nel vivo. E se una prima tranche dovesse finalmente arrivare nelle casse miranesi, come sarebbe impegnata? La lista di interventi è lunga e prevede innanzitutto la pista ciclabile Mirano-Scaltenigo, ma pure la riqualificazione di Vetrego, varie rotatorie in tutto il territorio e dissuasori di velocità soprattutto nelle frazioni.

 

Babato (Udc) dopo il “no” della Regione ai primi 4 milioni che spettano a Mirano

Il sindaco Pavanello: «Azione legale congiunta con gli altri Comuni della zona»

MIRANO «Ora stop ai Tir al casello, come a Spinea». È rabbiosa la reazione dei miranesi alla bocciatura dell’emendamento che chiedeva di inserire in bilancio solo un acconto dei 19 milioni di euro destinati alla compensazione del Passante. A farsi portavoce della protesta è ancora una volta Giorgio Babato, di Vetrego, consigliere comunale Udc e tra i promotori dell’emendamento nemmeno discusso in Consiglio regionale: «Quanto accaduto impone alla comunità miranese e soprattutto alla giunta una seria valutazione delle azioni da intraprendere per salvaguardare il territorio e i suoi cittadini», spiega Babato, «immagino, ad esempio, che anche il Comune di Mirano potrebbe prevedere già da domani mattina, con più giustificazioni di altri, divieti di accesso dei mezzi pesanti al casello di Vetrego, fino a quando non avrà ottenuto i soldi necessari per adeguare la propria viabilità». Chiara la provocazione, che per la prima volta però sale dalla strada al palazzo, portata da un consigliere di maggioranza alla sua stessa giunta. Il sindaco Maria Rosa Pavanello però è di altro avviso e ha già fatto sapere di voler puntare soprattutto al rispetto degli accordi. Dopo lo schiaffo della Regione, Pavanello ribadisce di voler perseguire la strada legale e per questo ha già in programma un nuovo incontro con gli avvocati del Comune. «La Regione sta giocando la carta del patto di stabilità», spiega Pavanello, «quando l’accordo è stato firmato, c’erano regole diverse e oggi mi sento dire “Sono cambiati i presupposti, non siamo più in grado di onorare l’accordo” ha per la Regione un valore legale. Noi però dobbiamo far rispettare quanto sancito dagli accordi e come sindaco devo farlo perché sono responsabile, per legge, della salute dei cittadini». Vie legali dunque per far valere le firme in calce all’accordo del 2010 e ottenere così i soldi che spettano alla città, ma anche fronte comune con gli altri sindaci: Pavanello pensa a un’azione congiunta con i Comuni di Miranese e Riviera, ma anche a una, più decisa, sul fronte delle mitigazioni, con tutti gli altri sindaci dei paesi attraversati dal Passante. Intanto il consigliere regionale Pietrangelo Pettenò (Fds) ha presentato ieri un ordine del giorno in cui chiede alla giunta Zaia il rispetto dell’accordo di programma: «Stanziando», si legge nel documento, «adeguate somme in bilancio di assestamento 2013 e, nel caso di nuovi investimenti, per destinare prioritariamente le risorse all’accordo sottoscritto con Mirano».

Filippo De Gaspari

Gazzettino – Cav, i comitati preparano la battaglia

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21

mar

2013

RIVIERA-MIRANESE – Contro il caro pedaggi previsto un presidio dopo Pasqua

Già avviati contatti con legali e associazioni consumatori

MIRANO – «Il nostro sarà un presidio tosto, non certo una passerella di rappresentanza». I comitati della Riviera e di Mirano tornano ad alzare la voce e rilanciano la battaglia contro la società autostradale Cav per opporsi all’aumento delle tariffe prospettato per giugno e per chiedere la riapertura del casello di Dolo, che risolverebbe molti problemi di traffico nell’area che gravita attorno all’uscita di Vetrego.
Martedì sera quasi un centinaio di persone si sono radunate al centro civico in centro a Scaltenigo, l’occasione era un’assemblea promossa dal comitato rivierasco «Opzione Zero» per decidere le nuove azioni di protesta dopo le manifestazioni alla rotonda del casello della scorsa settimana. A suscitare maggior consenso è stata la proposta di organizzare un rumoroso sit-in sotto le finestre della sede di Cav, in via Bottenigo a Marghera. Il presidio si farà: probabilmente in un giorno feriale subito dopo Pasqua. Si punta a coinvolgere almeno un centinaio di manifestanti.
Ulteriori manifestazioni potrebbero essere organizzate in seguito sotto le sedi di Regione e Anas. Altri due comitati molto attivi sono «Rinascita Vetrego» e «Viabilità sicura» di Scaltenigo, ma martedì sera erano presenti pure i residenti di Marano e molti pendolari. Ma non è tutto: i comitati hanno già avviato i contatti con avvocati e associazioni dei consumatori per valutare tutti i margini di manovra, l’obbiettivo è avviare class action e azioni legali.
Nuove riunioni decisionali saranno indette nei prossimi giorni. «Opzione Zero» critica apertamente pure la gestione finanziaria di Cav, dalla società autostradale non arriva alcuna replica. Si attende il via libera dal ministero per applicare i nuovi pedaggi, dopodiché sarà probabilmente convocata una conferenza per illustrare motivazioni e dettagli.
I comitati intendono accelerare i tempi, sperando di influenzare qualche scelta prima che il nuovo piano tariffario entri in vigore. (G.Pip)

 

PASSANTE – Pavanello: un grave errore. Babato: disattesi gli impegni assunti

La Regione non compensa

No all’emendamento che sbloccava parte dei fondi per le opere viarie complementari

Il consiglio regionale boccia l’emendamento che prevedeva lo stanziamento di quattro milioni di euro al Comune di Mirano per la realizzazione di opere viabilistiche complementari al Passante. Nulla da fare, l’amministrazione miranese non ottiene nemmeno la prima tranche dei 19 milioni che spettano al Comune per via dell’accordo di programma firmato nel 2008.
L’emendamento è stato discusso ieri a Palazzo Ferro Fini in occasione dell’approvazione del bilancio di previsione 2013. A Mirano ci speravano, ma all’ora di pranzo è stata doccia fredda. Nonostante gli accordi presi in passato, per ora nelle casse comunali non arriverà un centesimo, con buona pace dei miranesi che da anni sollecitano la realizzazione di piste ciclabili e altre opere pubbliche.
La maggioranza Pdl-Lega ha bocciato l’emendamento (32 voti), il voto favorevole è invece arrivato da Pd, Federazione della Sinistra, Idv e Udc (18). «Respingere l’emendamento è stato un grave errore, non vorrei che la Regione non avesse alcuna intenzione di rispettare l’accordo. Zaia è garante, non si possono firmare gli atti e poi non impegnarsi – sbotta il sindaco Maria Rosa Pavanello – L’assessore Ciambetti ci aveva pronosticato poche chance, ma speravamo che nel frattempo si fossero dati da fare per trovare almeno una parte dei fondi di cui Mirano ha diritto». Della questione si era interessato il consigliere miranese Giorgio Babato (Udc): «La bocciatura è un grave gesto di irresponsabilità e dimostra l’incapacità di mantenere gli impegni presi. È chiara l’assenza di proposte di soluzioni d’accordo. Ora bisognerà valutare che azioni intraprendere».
L’emendamento è stato fortemente sponsorizzato dal consigliere regionale Bruno Pigozzo (Pd), che attacca l’assessore Chisso: «Il suo silenzio è stato assordante. Non una parola di spiegazione, non un cenno di sostegno. Ora è chiaro che quegli impegni erano solo un bluff». Stessa linea per Pietrangelo Pettenò (Federazione della Sinistra): «Per Pdl e Lega gli accordi sono carta straccia».

Nuova Venezia – I soldi del Passante possono aspettare

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21

mar

2013

Mirano. Pdl e Lega bocciano la richiesta di assegnazione immediata di 4 dei 19 milioni promessi. Comitati in rivolta

MIRANO – Bocciato in Regione l’emendamento che chiedeva di inserire in bilancio la prima tranche di fondi destinati a Mirano come compensazione del Passante. A silurare la città e le sue legittime pretese sono stati Pdl e Lega, che in Consiglio regionale hanno votato contro il documento che chiedeva alla giunta di erogare, già quest’anno, 4 milioni dei 19 totali previsti dall’accordo di programma del 15 febbraio 2010. A promuovere l’emendamento era stato il Pd, su iniziativa di Giorgio Babato (Udc), presidente della commissione comunale Bilancio. Non sono però bastati i 18 voti favorevoli di Pd, Udc, Idv, sinistra e Gruppo misto. Contro si è espresso tutto il centrodestra, che ieri poteva contare su 32 voti. Le giuste pretese di Mirano erano già state cassate nei mesi scorsi, prima in fase di assestamento di bilancio 2012 e poi quando il sindaco Maria Rosa Pavanello era andata a batter cassa in commissione regionale Bilancio. Durissimi Udc e centrosinistra: «È un gesto di irresponsabilità e insensibilità grave verso i cittadini di Mirano», sentenzia Babato, «la maggioranza ha dimostrato la propria incapacità di mantenere gli impegni presi, violando tra l’altro lo Statuto regionale dove parla di leale collaborazione con le autonomie locali. Al di là delle motivazioni di comodo, è chiaro che la Regione non vuole trovare soluzioni per il rispetto dell’accordo». «Chiedevamo solo coerenza con gli impegni presi e la necessità di intervenire con urgenza su alcuni punti critici della viabilità miranese provocati dall’apertura del Passante», afferma per il Pd Bruno Pigozzo, «il silenzio dell’assessore Chisso è stato assordante: non una parola di spiegazione, non un cenno di sostegno. A questo punto è chiaro che gli impegni presi allora erano solo un bluff: le risorse non ci sono, ma i problemi restano per cittadini e territorio». «Per Pdl e Lega gli accordi firmati sono carta straccia», aggiunge per la sinistra Pietrangelo Pettenò, «prima di impegnare risorse per nuove infrastrutture, si onorino gli accordi sottoscritti e mai adempiuti».

Intanto a Mirano ormai è rivolta: senza ancora conoscere l’esito della votazione di ieri, martedì sera si erano riuniti a Scaltenigo i comitati che per una settimana, tutte le sere, hanno protestato contro il tornello di Vetrego e i disagi arrecati dal Passante. Residenti e pendolari avevano già deciso di proseguire la lotta contro Cav, Concessioni autostradali venete: subito dopo Pasqua scatterà una manifestazione-presidio davanti alla sede di Cav in via Bottenigo a Mestre, ma Opzione Zero e Rinascita Vetrego vogliono andare oltre: valuteranno, insieme a legali di fiducia, la possibilità di un ricorso contro il mancato arretramento della barriera a Roncoduro e, se ci saranno gli estremi, l’azione legale potrebbe diventare collettiva, con una vera e propria class-action. Non sono nemmeno esclusi nuovi blocchi stradali. A dispetto del meteo, la primavera miranese appare in anticipo e a dir poco incandescente.

Filippo De Gaspari

IL SINDACO PAVANELLO
 
«Non rispettano gli accordi Zaia ci deve spiegazioni»

MIRANO «Non si possono firmare accordi e poi non rispettarli, Zaia è garante di quel patto». Il sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello reagisce con rabbia all’ennesimo schiaffo subito dalla città. Soldi messi nero su bianco e che non arriveranno, in totale inadempienza delle firme poste in calce a documenti ufficiali. «Purtroppo hanno confermato quanto l’assessore regionale al Bilancio Ciambetti, che aveva pronosticato poche chance, aveva anticipato in occasione dell’audizione di gennaio in Consiglio regionale», continua Pavanello, «la nostra speranza era che, nel frattempo, si fossero dati da fare per trovare in qualche modo almeno una parte dei fondi di cui Mirano ha diritto, visto che, tra l’altro, la città sta sopportando anche il peso del casello di Vetrego. Respingere l’emendamento è stato un grave errore. Non vorrei che, alla fine, in Regione non si avesse alcuna intenzione di rispettare l’accordo». Il sindaco, con la giunta, è già scesa la settimana scorsa a fianco dei manifestanti, contro il tornello. La battaglia ora rischia di essere ancora lunga: «Vorrei ricordare al governatore Zaia che, di questo accordo, lui è il garante. Non si possono firmare degli atti e poi non impegnarsi». (f.d.g.)

 

Leggo esterrefatto le ultime notizie sulla vicenda del “tornello di Vetrego”, e mi dispiace vedere come gli interessati si guardino bene dall’affrontare la vicenda con equità. Prima dell’apertura del passante, un pendolare residente tra Venezia e Padova, pagava l’intera tratta 1.80 euro, entrando invece a Mirano per andare a Venezia o a Padova la tariffa era di 70 cent. Dopo l’apertura del passante, senza percorrerlo, paghiamo oggi 3.20 euro. Nessuno ricorda che i residenti del Veneziano, grazie alle lungaggini ed inefficienze della politica, hanno sopportato per 20 anni una tangenziale al collasso, perdendoci salute, ore di vita e di lavoro. Inoltre, la gran parte di chi sta nei paraggi dell’asse Venezia-Padova e deve spostarsi a Padova o a Venezia in autostrada non usa il passante, dato che non gli serve. Secondo Cav, un utente, pur non transitandovi, se ne deve sobbarcare invece le spese. Infatti, le migliaia di pendolari che quotidianamente usano la Ve-Pd sono quelli che sostengono i costi maggiori, dovendo pagare due volte al giorno una “cresta” non dovuta, per una strada che non percorrono. Una “cresta” di oltre 1.000 l’anno. E dopo “i furbetti” saremmo noi? Le nuove tariffe comporteranno che molti sceglieranno di uscire comunque a Mirano e completare il viaggio lungo la viabilità ordinaria, rallentandola ulteriormente. I pendolari non vogliono sconti, vogliono solo pagare quello che gli compete.

Francesco Stefanon

 

Mirano. Si tratta di soldi “solennemente promessi” ma mai arrivati

Ruzzante (Pd) presenta un emendamento a Palazzo Ferro Fini per sbloccarli

MIRANO. Blitz in Regione del consigliere comunale di maggioranza Giorgio Babato, Udc: depositato un emendamento alla legge finanziaria regionale per il 2013, per chiedere 4 milioni di euro per Mirano, dove i lavori pubblici sono al palo a causa dell’inadempienza della Regione nell’assegnazione dei fondi di compensazione al Passante. Attualmente quello di Babato, che ha agito come presidente della commissione comunale Bilancio, pare essere l’unico modo per sbloccare i 19 milioni di euro che spettano al Comune. Relatore dell’emendamento in Consiglio regionale sarà il consigliere di minoranza Piero Ruzzante (Pd).

Se il documento venisse approvato (attualmente si sta tessendo la tela per racimolare voti, con buona disponibilità di molti consiglieri), verrebbe messa a disposizione del Comune di Mirano, già nel corso del 2013, la somma di 4 milioni di euro per la realizzazione di interventi di viabilità ordinaria complementari al Passante e delle opere di mitigazione e compensazione.

«L’intenzione», spiega Babato, «è quella di inscrivere poi nel bilancio pluriennale dei prossimi tre anni, tre trasferimenti di 5 milioni ciascuno, per il totale dei 19 che spettano a Mirano, come previsto dall’accordo». Insomma l’iniziativa di Babato vuole di fatto aggirare l’ostacolo: visto che la giunta regionale non liquida i 19 milioni che spettano a Mirano come previsto dall’accordo, il consigliere tenta la via del Consiglio.

Se l’emendamento verrà votato a maggioranza, la somma dovrà essere inserita in bilancio per forza, 4 milioni quest’anno, 5 nel 2014, 5 nel 2015 e 5 anche nel 2016. Totale proprio 19 milioni. Babato aveva già tentato in passato la sortita in Regione, ma senza grandi risultati. Aveva anche richiesto risorse per il Comune in fase di assestamento del bilancio 2012 e ottenuto la partecipazione dell’ente alle consultazioni della commissione regionale bilancio sulla legge finanziaria 2013, dove il sindaco Pavanello aveva potuto chiedere a gran voce il rispetto dell’accordo.

Ora la prova, decisiva, dell’emendamento. Il Consiglio regionale è convocato a partire da martedì pomeriggio per approvare il bilancio regionale 2013, il documento con il quale programmerà le finanze venete per l’anno in corso. L’approvazione da parte del Consiglio regionale dei vari emendamenti è prevista già nei prossimi giorni. Se non andrà a buon fine il tentativo avrà comunque l’effetto di svelare quali gruppi e consiglieri sono a favore del rispetto degli accordi sottoscritti e quali no.

Filippo De Gaspari

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Gazzettino – “Finanziate gli alberi col Passante”

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27

feb

2013

LA PROPOSTA – I residenti contro inquinamento e rumore: «L’1% del pedaggio per barriere fonoassorbenti»

MOGLIANO – (N.D.) «Destinare l’1% degli introiti dei pedaggi del Passante di Mestre alle opere di mitigazione ambientale». La proposta è stata avanzata da Vanni Campigotto nel corso dell’assemblea di quartiere di Campocroce. Perchè gli abitanti della frazione di Mogliano stanno pagando un pesante scotto dalla realizzazione del tracciato autostradale.

«Campocroce sta morendo a causa della frammentazione del suo territorio»,

ha detto il presidente del quartiere Pietro Lorenzon, nel corso dell’incontro al quale hanno partecipato il vicesindaco di Mogliano Giannino Boarina e l’assessore all’ambiente Davide Bortolato. A tenere banco sono stati i problemi legati all’inquinamento acustico e ambientale causati dai circa 35-40 mila automezzi al giorno lungo il Passante.

«Hanno realizzato due sovrappassi – ha detto il presidente Lorenzon – a distanza di circa 500 metri l’uno dall’altro, mentre il progetto iniziale prevedeva un sottopasso per by-passare Campocroce. Mancano ancora le barriere fonoassorbenti sia in alcuni tratti del Passante, sia ai lati della nuova variante di Campocroce che passa vicino all’ex Filanda Motta».

La proposta di Campigotto:

«Per anni abbiamo sentito parlare del progetto del “Passante verde”, cioè la barriera di verde ai lati dell’autostrada per abbattere l’inquinamento. Sono stati realizzati dei piccoli polmoni di verde con alberature inadeguate ad abbattere lo smog. C’è un reale pericolo per la salute dei cittadini costretti a respirare le micidiali poveri sottili Pm 10. Visto che chi gestisce il Passante ha consistenti entrate dovute ai pedaggi, si chiede che l’1% degli introiti venga destinato all’attuazione delle barriere fonoassorbenti e dei filari alberati ai lati del Passante».

 

PREGANZIOL

«La situazione dell’inquinamento acustico è sensibilmente peggiorata dopo l’apertura della nuova variante di Campocroce di dieci giorni fa».

Montano le proteste degli abitanti di via Bragato a Sambughè di Preganziol che abitano a poche decine di metri sia dal Passante di Mestre che dalla variante di Campocroce che sovrappassa il tracciato autostradale.

«Già i rumori del traffico del Passante (circa 50 mila mezzi al giorno dei quali il 40% sono mezzi pesanti, ndr) non ci facevano dormire la notte. Con l’apertura della variante di Campocroce la situazione è peggiorata. Ai rumori si aggiunge lo smog prodotto dai gas di scarico che si diffonde nei campi coltivati ad ortaggi e nelle abitazioni. Speravamo che lasciassero il terrapieno che c’è: avrebbe fatto da barriera. Invece la collina di terra è stata spostata da un’altra parte. Ci avevano promesso di mettere le barriere fonoassorbenti ma non abbiamo visto ancora niente. Chiediamo l’intervento dell’Arpav per verificare il tasso di inquinamento ambientale che ci dobbiamo sobbarcare a tutte le ore del giorno e della notte».

Critico sul problema delle barriere fonoassorbenti è anche il presidente del quartiere di Campocroce Pietro Lorenzon che punta il dito sulle opere ancora mancanti della Variante, complementare al Passante costata quasi 10 milioni di euro. Ci sono ancora dei tratti delle nuova arteria, che ha una lunghezza di 1,7 chilometri, che non hanno le barriere fonoassorbenti.

«La Variante – dice Lorenzon – passa a ridosso di abitazioni e di complessi storici come la secolare chiesa parrocchiale, casa Calzavara e l’ex Filanda Motta che hanno vincoli della Soprintendenza, e non si possono sottovalutare, al pari della tutela della salute pubblica».

Campocroce aspetta anche la pista ciclopedonale parallela alla provinciale 65 fino al confine con Zero Branco.

Nello Duprè

 

 

COMUNICATO STAMPA

IL COMITATO OPZIONE ZERO REPLICA ALLE DICHIARAZIONI DELL’ASSESSORE REGIONALE RENATO CHISSO

La debolezza delle argomentazioni di chi sostiene la Roma Commerciale (Orte-Mestre) è ben evidenziata nelle parole dell’assessore regionale Chisso, apparse sui giornali, che si limitano a spot propagandistici su fattibilità e necessità della nuova autostrada.

Emblematico, in proposito, l’annullamento ieri sera del convegno sulla Orte-Mestre in programma per il 2 febbraio a Ravenna. Anche lì, la fragilità della politica si è manifestata nell’incapacità degli amministratori di sostenere un confronto di merito sull’opera, preferendo tirarsi indietro su due piedi, di fronte al coordinamento nazionale contro la Orte-Mestre, Rete Stop OR-ME, cui anche Opzione Zero aderisce.

Da luglio 2012 e per 4 mesi, Ciaccia e Passera hanno proclamato l’imminente approvazione della Romea Commerciale. Ma il tentativo di arrembaggio si è fermato a un pre-CIPE, trovando l’ostacolo del Ministero dell’Economia, ben prima delle dimissioni del governo. Perché? “Problema tecnico”, dicono i ‘tecnici’, ma di che natura? Proprio economica, infatti la questione era, ed è tutt’ora, l’impossibilità di trovare un accordo tra Ministero delle Infrastrutture e quello dell’Economia per finanziare l’opera. Il piano economico-finanziario è un fantasma che non si mostra poiché proverebbe l’insostenibilità della Romea.

La Orte-Mestre è un progetto vecchio del 2001, travolto come tutte le grandi opere europee dalla crisi economica e dimostratamente inutile, se non per avvantaggiare le lobby del cemento che fanno profitti sulle opere in project finance. L’ulteriore truffa che sarà applicata alla Orte-Mestre si chiama project bond. Si tratta di obbligazioni garantite e coperte dalla Cassa Depositi e Prestiti con i soldi del risparmio postale.

Evidentemente, per  l’assessore Chisso l’opera è finanziariamente solida perché pagata dai cittadini risparmiatori, con gli stessi stratagemmi che abbiamo visto per il Passante di Mestre e che stanno portando ai noti aumenti dei pedaggi per coprire i buchi di bilancio. Il fatto incontrovertibile è che queste opere non stanno in piedi da sole e il 44% sono ferme al palo (dati ANCE) per problemi economici.

Questa classe politica deve smettere di mascherare dietro ai termini vuoti di ‘sviluppo’ e ‘crescita’ scelte devastanti, non solo sotto i profili ambientale e territoriale ma anche sotto quello economico, che scaricano sulle tasche dei cittadini i debiti contratti dalle lobby affaristiche.

 

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