Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al Consiglio di Stato. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso Consiglio di Stato contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

Gazzettino – Mirano. Un legale per i soldi del Passante

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

25

nov

2012

MIRANO Martedì incontro a Veneto Strade. Pavanello: «Vogliamo garanzie»

Il Comune incarica un avvocato per ottenere i 19 milioni promessi

Decine di incontri e altrettanti documenti ufficiali non sono bastati: il Comune di Mirano ha deciso di affidarsi ad un legale per ottenere i 19 milioni di euro promessi dalla Regione per la realizzazione di opere di compensazione al Passante.
Lo stanziamento mai arrivato venne inserito nell’accordo di programma firmato da Regione e Comune, ma nonostante i ripetuti solleciti degli ultimi anni la questione non è mai stata sbloccata. Nelle casse del municipio non è arrivato nemmeno un euro, ma per Mirano quei 19 milioni sono fondamentali: solo con quel finanziamento potranno infatti prender forma tutte quelle infrastrutture richieste a gran voce dai cittadini ed inserite nel programma triennale delle opere pubbliche, dalle rotatorie alle piste ciclabili, destinate in primis alle frazioni penalizzate dalla costruzione del Passante. La vicenda va avanti dal 2010: la Regione risponde che quei soldi non ci sono e il Comune batte i pugni, ma per ora senza risultati.
L’amministrazione Cappelletto non riuscì ad ottenere quei soldi e nemmeno la giunta Pavanello finora è riuscita a far rispettare l’accordo. Ecco, dunque, la decisione di procedere per vie legali: d’ora in avanti il Comune di Mirano sarà appoggiato dall’avvocato mestrino Alfiero Farinea. Proprio l’altro ieri la Provincia ha ottenuto 44 milioni di euro dallo Stato, cui aveva fatto causa dopo un contenzioso nato addirittura nel 1997. Segno che il ricorso alla vie legali può aiutare a sciogliere qualche nodo, anche se in questo caso il Comune di Mirano auspica tempi decisamente più rapidi.
Dopodomani, martedì, Maria Rosa Pavanello e l’avvocato Farinea incontreranno il dirigente regionale Silvano Vernizzi, ex commissario del Passante. E se non dovessero arrivare le garanzie richieste?

«Valuteremo con il legale la strada da seguire, perché finora abbiamo ricevuto solo promesse per quei soldi che sono fondamentali per sistemare i problemi legati alla viabilità di Mirano – spiega il sindaco -. Saremo appoggiati da un avvocato per rendere esecutiva l’applicazione dell’accordo».

In un documento ufficiale inviato alla Regione, il Comune chiede 5 milioni di euro entro fine anno e il restante nel corso nel 2013.

 

Gazzettino – Una “cura del ferro” contro il traffico

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

25

nov

2012

IN TANGENZIALE – Il traffico è in calo ma la mitigazione segna ancora il passo

Gli ingorghi del passato sono un ricordo. Se nel 2008, fra via Miranese via Castellana, sulla tangenziale si contavano 126mila transiti al giorno, oggi si è scesi a 96mila.
Un calo del 31%, anche più sensibile per i mezzi pesanti, passati nello stesso periodo di tempo da 22.500 a 12mila. Ma la tangenziale rimane un problema per i residenti che aspettano da anni che sia completata la posa dei pannelli fonoassorbenti – ne mancano ancora circa quattro chilometri per ammissione della Cav – e le altre opere di mitigazione ambientale. Come le piante, che alla Cipressina sono state annunciate da quattro anni ma ancora non si vedono.
Senza contare che il rischio di un aumento del traffico lungo la tangenziale c’è ancora. A fugare i timori dei comitati e dei cittadini presenti nella sala di S. Maria della Grazie ha pensato l’assessore ai Trasporti Ugo Bergamo: «È da escludere che la Romea commerciale si innesti sulla tangenziale – ha detto – e lo stesso vale per il traffico proveniente dal porto, che andrà invece sul Passante».
Quanto al traffico pesante lungo il Terraglio, Bergamo ha annunciato che a breve saranno attivate le telecamere che controlleranno il rispetto del divieto di transito ai Tir, già in vigore. Rimane il problema ambientale, perché il Passante, come osservato dall’assessore Gianfranco Bettin, non ha inciso se non in misura minima sul livello di polveri sottili presenti nell’aria.
Un fatto, come sollecitato anche dall’assessore provinciale Paolo Dalla Vecchia, richiede una concertazione anche maggiore fra le istituzioni locali, i gestori autostradali e ferroviari per riequilibrare un territorio che ha pagato un prezzo fin troppo elevato alla mancanza di programmazione e allo sviluppo selvaggio. (a.fra.)

 

MOBILITÀ – Amministratori e comitati a confronto al convegno sul Valico di Mestre

Bivi in trincea coi soldi del tunnel

Micelli: «Rfi risparmia 700 milioni», i residenti chiedono opere per limitare l’impatto ambientale

LA RICETTA – Per l’assessore Ezio Micelli la pianificazione urbanistica dovrà tenere conto dello sviluppo del trasporto su rotaia di merci e persone.

Per non morire di traffico bisogna fare la “cura del ferro”. Ovvero trasferire gradualmente il trasporto di merci e persone sulla ferrovia, liberando le strade da auto e mezzi pesanti. Ma le medicine, si sa, non piacciono, e oltretutto possono avere effetti collaterali. Lo sanno bene i residenti lungo la linea dei Bivi che il progetto alternativo per l’Alta velocità-Alta capacità prevede di riattivare entro il 2020, con l’obiettivo di potenziare il traffico merci by-passando il nodo di Mestre. La linea era stata dismessa nel 1993 e ai suoi margini nel frattempo erano sorte nuove abitazioni, benché Rfi avesse fatto sottoscrivere ai privati un atto che chiariva che la linea non era da considerarsi dismessa.
A indicare una possibile soluzione al problema, sollevato dal Comitato Bivi Terraglio ma anche dal Cocit, da “Vivi Terraglio” e dall’associazione “Sette nani”, promotori di un convegno sul Valico di Mestre, è l’assessore all’Urbanistica Ezio Micelli: se verrà riattivato il tratto Terraglio-Bivio Carpenedo, ciò dovrà avvenire con tratti in tunnel o in trincea, con sottopassi e eventuali sovrappassi a garantire l’unità del territorio. Quanto ai soldi, il costo dell’intervento (220 milioni di euro) potrebbe essere sostenuto da Rfi che ne “risparmierà” già 700, dato che il tunnel in gronda lagunare previsto per l’Alta velocità è destinato a essere accantonato. L’obiettivo è creare un corridoio in grado di sostenere fino a 180 treni al giorno nelle due direzioni, alternativo e competitivo rispetto al trasporto su gomma.
L’incontro di ieri al Centro S. Maria delle Grazie, cui hanno partecipato con Micelli gli assessori Ugo Bergamo e Gianfranco Bettin, l’assessore provinciale all’Ecologia Paolo Dalla Vecchia e rappresentanti di Rfi, Cav e Autorità portuale, è servito a chiarire alcuni dubbi ai cittadini che, anche dopo la realizzazione del Passante, patiscono il peso delle infrastrutture che attraversano la città. La stessa “cura del ferro”, citata da Diego Saccon e seguita per la metropolitana di superficie Sfmr, ha portato all’abbattimento di diversi alberi al rione Sabbioni, dove sorgerà entro due anni la fermata Gazzera-Olimpia. Meno problematico l’impiego della fermata di Porto Marghera mentre via Trezzo, con l’attivazione del primo stralcio del progetto Sfmr – il primo orario cadenzato è annunciato per l’estate 2013 – sarà chiusa. Ciò richiederà, come chiesto dall’ingegner Stefano Fasiol a nome della Regione, uno sforzo urbanistico da parte del Comune per sfruttare al meglio le potenzialità del mezzo ferroviario nel sistema di trasporto pubblico locale.
 

mirano. il sindaco Pavanello

MIRANO. Il sindaco in campo contro il salasso al casello di Vetrego. Maria Rosa Pavanello torna a chiedere una risposta a Cav, gestore dell’autostrada, in vista dell’introduzione delle nuove tariffe che pare possano scattare già a gennaio. In arrivo per i miranesi c’è la soluzione dell’annoso problema del “tornello” alla rotonda di accesso all’A57, ma anche un salasso per i pendolari diretti ogni giorno a Padova. Dai 70 centesimi di ticket previsti oggi l’aumento dovrebbe arrivare fino a 2,70 euro, forse 2,40, comunque troppo. Vero che il salasso sarà per tutti e scoraggerebbe gli automobilisti a fare il giro di rotonda, ma Pavanello non vuol sentir parlare di aumenti per i miranesi:

«Di questa ipotesi si parla da tempo e ci siamo opposti già a settembre, quando ho inviato a Cav una lettera che ad oggi è ancora senza risposta». Sono passati due mesi, nei giorni scorsi l’assessore regionale Renato Chisso ha ribadito che l’intenzione di Cav rimane quella di introdurre un pedaggio virtuale e aggiuntivo a Vetrego in modo da scoraggiare il tornello. «Molti continuano a chiedersi quando e in che modo la Cav, quindi l’Anas, avranno intenzione di risolvere concretamente questa difficile e scomoda realtà», scrive Pavanello all’ingegner Eutimio Mucilli di Cav, «chiediamo di farlo presto e senza aggravi economici per i residenti di Mirano, che già sopportano il disagio del casello e che quindi hanno il diritto ad avere qualche agevolazione tariffaria per il tratto Mirano-Padova».

Intanto il comitato Viabilità Sicura torna a paventare proteste al casello di Vetrego, ricordando il mancato rispetto degli accordi:

«Nel progetto del Passante vi sono una serie di prescrizioni, per la precisione 29 e, tra esse, al punto 5 si legge: prevedere in corrispondenza dei caselli aree di parcheggio per mezzi pubblici idoneamente attrezzate con un numero di posti macchina non inferiore a 200 per le stazioni sulla A4 e non inferiore a 100 sulle altre. Nello stesso documento il Passante viene considerato una continuità del corridoio europeo 5, snodo cruciale tra Barcellona e Kiev, ma chi esce al casello di Vetrego è costretto a sostare pericolosamente sulla rotonda o entrare nel cortile delle abitazioni. La rotatoria inoltre ha dimensioni del tutto inadeguate: non vi può essere concentrato tutto il traffico pesante».

(f.d.g.)

link articolo

 

SPINEA – Il casello di Spinea resterà chiuso ai tir fino all’apertura del nuovo casello di Martellago-Scorzè, prevista nel 2014. La conferma arriva dall’assessore ai Lavori pubblici Giampier Chinellato: «Riteniamo che con i lavori complementari attualmente in corso sul nostro territorio, il passaggio di Tir causerebbe pesantissimi riflessi sulla viabilità generale». A chiedere l’apertura per i tir erano stati prima il sindaco di Mirano e poi un comitato di cittadini, per sgravare un po’ di traffico dall’uscita miranese. Ma Spinea cita gli accordi: «Nella carte si legge che il casello di Spinea sarà esclusivamente per il transito di mezzi leggeri inferiori alle 7,5 tonnellate, fino alla conclusione degli altri interventi previsti» conclude l’assessore ai Lavori pubblici. Intanto il comitato “Viabilità Sicura” di Mirano torna all’attacco: «La legge prevede la presenza di aree di parcheggio attrezzate, ma chi esce dal casello di Mirano-Dolo e deve fermarsi, è costretto a sostare pericolosamente sulla rotonda o ad entrare nei cortili delle abitazioni. A Spinea invece il casello è definitivo e il parcheggio c’è eccome». (g.pip.)

 

Dieci volanti a protezione, agenti ai piedi dei cavalcavia Nessun amministratore né curiosi lungo il Passante

MIRANO. Notte aspettando le scorie. Mentre tutti dormono, il carico di materiale irraggiato in transito da Vercelli a Trieste sfila quatto quatto lungo il Passante e si porta via in pochi minuti tutte le apprensioni e le polemiche dei giorni scorsi.

I primi segnali dell’arrivo del carico in territorio veneziano si notano dopo la mezzanotte, quando una decina di auto della questura di Venezia si posizionano ai piedi dei cavalcavia e dei viadotti dell’autostrada, giudicati i punti più sensibili per la sicurezza: poliziotti stazionano a lungo nel nodo di Vetrego ovest, al cavalcavia di via Porara e a Spinea, nel cavalcavia di Crea. L’ordine è quello di non far stazionare curiosi o manifestanti sulle rampe al momento del transito del carico in autostrada.

Non c’è il blocco del traffico, peraltro quasi assente a quell’ora della notte. Di curiosi però neanche l’ombra. L’ora tarda e il giorno infrasettimanale tengono a letto anche i più apprensivi. Anche gli amministratori del Miranese, dopo giorni di fuoco e fiamme per la mancanza di notizie, spariscono dalla scena. Polizia locale e protezione civile hanno solo consegnato alla prefettura i numeri di reperibilità in caso di emergenza.

L’ultimo summit di mercoledì mattina col viceprefetto è stato un Valium per i sindaci, che hanno potuto dormire sonni tranquilli. A loro è stato in pratica detto di non fare nulla: a garantire la fascia rossa, con una zona di sicurezza di 50 metri attorno al convoglio, ci pensano Polstrada, vigili del fuoco e ditte incaricate. L’attesa dunque è solo per qualche cronista e fotografo, nel freddo della notte, con una temperatura che crolla fino a 3 gradi. C’è anche una leggera foschia, ma in autostrada la visibilità è buona. La tabella di marcia prevedeva il transito nel Miranese tra l’l.30 e le 2, ma tra Verona e Vicenza il convoglio subisce un leggero ritardo. All’ingresso del Passante i lampeggianti della scorta annunciano il transito alle 2.30. Ma è dal cavalcavia di Crea, quando il Passante si abbassa sotto viale Venezia, che la colonna di sicurezza appare in tutta la sua imponenza: aprono il convoglio le auto della Stradale, mentre altri mezzi della polizia allungano per andare a presidiare in anticipo, senza chiuderli, gli accessi all’autostrada. Seguono una serie impressionante di lampeggianti gialli: sono i mezzi della Cav, la concessionaria autostradale e quelli della ditta che sta effettuando il trasporto. Poi eccolo, il carico di scorie, diviso su due mezzi: le lamine radioattive sono stipate in involucri all’interno di container speciali montati su due tir. Sono seguiti a vista dai mezzi speciali dei vigili del fuoco, pronti a intervenire in caso di incidente. L’autostrada è quasi deserta, in carreggiata solo qualche tir. Il convoglio supera la Fossa e si dirige verso Martellago e poi il Veneto orientale. Nel Miranese, dopo giorni di allerta e polemiche, fila tutto liscio e la gente nemmeno se ne accorge. I sindaci dormono, le volanti restano ancora un po’ a sorvegliare i cavalcavia. Il carico di scorie ora attraverserà l’oceano a bordo di una nave, direzione Stati Uniti.

link articolo

 

Gazzettino – Carico nucleare, la paura e’ passata

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

9

nov

2012

LA NOTTE “RADIOATTIVA”

Notte bianca solo per le forze dell’ordine lungo la A4 per il transito del convoglio con le lamine di uranio

Nucleare, paura passata. Ma con “giallo”

ALLERTA – Grande dispiegamento di mezzi e controlli serrati in tutta la zona

PERCORSO BLINDATO – Quindici veicoli per la scorta. Duecento uomini per i presidi.

È filato tutto liscio nella lunga notte del carico radioattivo, partito mercoledì sera dalla provincia di Vercelli e arrivato alle cinque del mattino a Trieste. La curiosità nel vederlo passare era tanta, la paura era invece ormai scemata dopo le ripetute rassicurazioni da parte di istituzioni ed esperti del settore. Nel Miranese erano comunque decine gli agenti impegnati nel presidiare ogni sovrappasso dell’autostrada, da Vetrego a Spinea, da Salzano a Martellago. Ma le strade dei paesi erano isolate, la gente si è addormentata senza accorgersi di nulla. Si sono accorti eccome del passaggio, invece, gli automobilisti che transitavano tranquillamente lungo il Passante: solitamente in piena notte la carreggiata è deserta e poco illuminata, ma in questo caso più di qualcuno avrà fatto un colpo vedendosi attorniato da una ventina di mezzi con i lampeggianti accesi. Al centro un container abbastanza piccolo, quello che probabilmente conteneva le dieci lamine di un elemento combustibile irraggiato denominato Mtr e proveniente da attività di ricerca. È accaduto poco dopo le due e mezza, ma la lunga attesa era cominciata già in serata, con varie pattuglie delle forze dell’ordine a predisporre controlli e posti di blocco. Un piano di sicurezza studiato nei minimi dettagli per evitare qualsiasi tipo di intralcio al passaggio: l’enorme dispiegamento di mezzi e uomini (almeno 200 addetti per il tragitto stradale) probabilmente era dovuto pure al timore di incappare in qualche comitato di manifestanti anti-nucleare. Ma è andato tutto bene e, rispetto a quanto preannunciato lunedì, non è stato nemmeno necessario chiudere gli accessi autostradali. «Il mezzo viaggia ad ottanta chilometri orari e non si può fermare» è stato ripetuto più volte nei giorni precedenti al suo passaggio. E invece una sosta tecnica c’è stata: attorno a mezzanotte, a Desenzano nel veronese. Dal momento del suo ingresso nel territorio veneto, la presenza di pattuglie nel Miranese si è intensificata e ha preso piede pure un vorticoso tam-tam di contatti telefonici tra le forze dell’ordine. «Ha appena passato Arino di Dolo, tra pochi minuti sarà nel territorio di Mirano» annuncia alle due e mezza un agente della Polizia. «Ma no, a noi risulta che sia molto più indietro, arriverà alle quattro» spiega un collega. Alla fibrillazione si affianca la confusione. Pochi minuti dopo, attorno alle 2.40, ecco il convoglio: si contano almeno sette macchine della Polstrada e due della Cav a fare staffetta di accompagnamento, più Protezione Civile, Carabinieri, scorta privata e il mezzo dei Vigili del Fuoco del Nucleo Nucleare Biologico Chimico Radiologico. Tutto è filato liscio, e non ci sarà nemmeno bisogno di particolari indagini sull’aria da parte dell’Arpav: i tecnici spiegano che, in termini di radiazioni, stare per ore davanti a quel mezzo equivale a un semplice esame radiografico ospedaliero. Il pericolo ci sarebbe stato solo in caso di intralcio o incidente, ma i timori sono presto passati. Assieme al carico, salpato alle 9.30 con una nave danese diretta al porto di Charleston, negli Stati Uniti.

 

IL RETROSCENA

Il sospetto di un diversivo: forse un camion civetta

MIRANO – Il carico radioattivo è arrivato nel veneziano poco dopo le due, accompagnato da una scorta molto imponente e soprattutto appariscente: questa è la versione ufficiale sul passaggio del convoglio. Ma se invece il materiale nucleare fosse passato in gran segreto oltre due ore prima, senza dare nell’occhio? Nella giornata di ieri si è diffusa questa tesi alternativa, che se confermata rappresenterebbe senza dubbio un’eccellente operazione di depistaggio. Far passare in sordina il carico con il materiale più pericoloso, le dieci lamine appunto, per far concentrare l’attenzione dei possibili manifestanti sul bersaglio sbagliato, quello accompagnato dal convoglio imponente. L’indiscrezione è filtrata nella giornata di ieri ed è stata rafforzata da alcune testimonianze dirette di chi transitava lungo il Passante di Mestre poco dopo la mezzanotte. A quell’ora è infatti transitato nella zona del Miranese un grande autotreno con i lampeggianti gialli accesi, anticipato da due vetture con lampeggianti blu e accompagnato da altre due camionette «in borghese». Dopo questo primo passaggio alcune pattuglie delle forze dell’ordine presenti nei vari sovrappassi si sono allontanate, come se il carico pericoloso fosse già passato. Ma avrebbe avuto senso impiegare due ore dopo tutti quei mezzi per una scorta solo da depistaggio? La tesi è tutta da verificare, ma visto il caos informativo degli ultimi giorni questo retroscena non è comunque da escludere. (g.pip.)

 

Gazzettino – Carico nucleare, una notte di allerta

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

8

nov

2012

TENSIONE – Una task force per coordinare le operazioni e per vigilare sul passaggio in autostrada

Il convoglio è transitato sul tratto veneziano dell’A4 verso l’una, il cessato allarme attorno alle tre

«Tutto è stato pianificato nei minimi dettagli, siamo stati informati e rassicurati». Fino a pochi giorni fa i sindaci del Miranese protestavano per la scarsa informazione, ma ieri sono usciti dal vertice di Mestre con volti distesi e poca voglia di creare ulteriore allarmismo. Qualcuno sarà stato sveglio fino a notte fonda in attesa di notizie, altri avranno preso tranquillamente sonno lasciando comunque il telefono acceso. Tutti, per pura prassi, hanno fornito alla Prefettura una lista di numeri reperibili anche in piena notte. La convinzione comune è che spesso e volentieri sul Passante transitino trasporti ben più pericolosi, come quelli di gas esplosivi per esempio, di cui però non si viene a conoscenza. Ieri la parola d’ordine tra i sindaci era «tranquillizzare». «I cittadini stiano tranquilli, il passaggio si svolgerà in massima sicurezza, i Comuni saranno chiamati a intervenire solo in caso di grave incidente ma le possibilità sono davvero minime» ha spiegato subito dopo il vertice, il sindaco di Spinea Silvano Checchin, che nei giorni scorsi era parso tra i più agguerriti per l’assenza di informazioni dettagliate. Per il Comune di Mirano ha parlato la vicesindaco Anna Maria Tomaello: «Abbiamo informato i cittadini nel modo giusto, seguendo un preciso protocollo: tutto sarà in massima sicurezza». Stessa linea a Salzano: «Nessuna paura, ci è stato presentato un accurato piano sicurezza coordinato dal Ministero» dichiara Alessandro Quaresimin. E allora, se ieri sembravano tutti tranquilli, perché è stata una settimana di tensioni e frenetici contatti tra sindaci, Questura e Prefettura? «Probabilmente l’eccessivo allarmismo è stato una conseguenza di una comunicazione mal gestita che ha creato parecchio caos» commenta ancora la Tomaello. Un caos che ha messo in guardia anche e soprattutto i residenti: «Abbiamo ricevuto un foglio informativo sul passaggio di questo convoglio ma non sappiamo nient’altro» lamentavano alcune famiglie che abitano in prossimità dell’autostrada. Se dopo il passaggio le analisi dell’aria lungo il tragitto evidenzieranno valori fuori norma, i residenti riceveranno un’ordinanza con il divieto di raccogliere ortaggi e altre precauzioni simili. Per ora restano in attesa, già nella giornata di oggi potrebbero arrivare le prime notizie in questo senso.
Gabriele Pipia

 

IL PIANO – Carico nucleare in autostrada

Notte di allerta

Rendez vous a mezzanotte. L’allerta operativa scatta in largo anticipo a scanso di intoppi o disguidi dell’ultimo minuto. L’ora “x” è all’una e mezza di ieri. Prefettura, Pompieri, Polizia, Polstrada, Carabinieri, Suem, Arpav, Protezione civile. Il piazzale del Comando provinciale dei Vigili del fuoco si riempie delle auto dei dirigenti chiamati, dalla Sala unificata delle emergenze, a coordinare e vegliare sul passaggio in sicurezza del carico radioattivo per l’intero tratto veneziano dell’A4. I dettagli dell’operazione sono stati messi a punto al mattino in una riunione tecnica allargata anche ai sindaci dei comuni che si affacciano sull’autostrada.
«Abbiamo completato l’esame delle prescrizioni previste ed esplicitato le fasi di gestione dell’evento, chiarendo le modalità da adottare nell’ipotesi assai remota di un incidente» dichiara il Vicario del Prefetto.
Viene ribadito più volte che il materiale trasportato e le caratteristiche del contenitore che lo racchiude garantiscono l’assenza di rischi per la popolazione e che “il caso” è stato montato dai media. Eppure il dispositivo perfezionato è a dir poco imponente, così come il dispiegamento di mezzi e di uomini, almeno un centinaio: presidiati da pattuglie dell’Arma e delle Volanti tutti i cavalcavia, gli svincoli di immissione e persino le strade a viabilità ordinaria se corrono parallele all’A4. Nessun casello chiuso: al momento del transito dello speciale container Nac caricato su un autocarro largo due metri e mezzo e lungo sei, l’accortezza di bloccare l’accesso in carreggiata di eventuali veicoli.
L’unica incognita è la nebbia che può rallentare la corsa – fissata a una velocità di 80 chilometri all’ora – della lunga carovana partita da Saluggia in provincia di Vercelli alle 21.30 per portare fino a Trieste dieci lamine nucleari, utilizzate a scopo scientifico, provenienti dal reattore olandese di Petten e catalogate come combustibile irraggiato ad uranio altamente arricchito. Se il ruotino di marcia sarà rispettato, il cessato allarme avverrà attorno alle tre o poco più. All’atto dell’ingresso nel territorio della Serenissima nel ruolo di staffette apripista due auto della Polstrada di Mestre e di San Donà. A chiudere invece una della Polstrada di Trieste, seguita dalla scorta della società privata responsabile del trasferimento, e dei mezzi della Squadra Nbcr dei vigili del fuoco di Mestre e della Protezione civile. Il cambio di testimone una volta varcato il Tagliamento. Da lì in poi ci pensano i friulani e i giuliani.

 

Nuova Venezia – Scorie nucleari in A4, piano d’emergenza

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

6

nov

2012

Il carico radioattivo passerà entro il 14 novembre: le ipotesi incidente e sversamento esaminate in Prefettura a Venezia

MESTRE. Domani ci sarà l’ultimo incontro tecnico prima del transito di materiale radioattivo, sempre coordinato dalla Prefettura, mentre ieri, nella centrale operativa comune in caso di calamità ed emergenze di Mestre, si è svolta la riunione della Protezione Civile coordinata dal vicario del Prefetto. Riunioni simili si svolgono nelle varie Prefetture delle province attraversate dal convoglio che deve trasportare dieci barre di materiale irradiato da un deposito in provincia di Vercelli al porto di Trieste dove saranno imbarcate su una nave con destinazione gli Stati Uniti.

Proseguono le attività connesse alla pianificazione provinciale di emergenza, adottata il 31 ottobre scorso, d’intesa della Regione Veneto, per il trasporto delle scorie dal deposito di Avogrado di Saluggia, in provincia di Vercelli, al porto di Trieste, piano che è stato contemporaneamente inviato ai sindaci dei Comuni interessati dal passaggio per l’informazione preventiva alla popolazione. Il piano è stato messo a punto dalla Prefettura di Vercelli ed è uguale per tutte le singole province toccate dal trasporto che avverrà lungo l’A4. Cambia sicuramente l’attuazione nelle varie realtà attraversate.

Nel corso della riunione di ieri sono stati affrontati argomenti tecnici che riguardano la sicurezza del transito. O meglio sono state prospettate le possibili emergenze che dovranno essere affrontate nel caso il trasporto venga coinvolto in un incidente stradale o per l’incendio del tir che trasporta le barre irradiate. Quest’ultima evenienza è quella che comporterebbe lo sgombero della zona attorno al punto in cui scoppia l’incendio. Se nel caso dell’incidente la zona da evacuare, per un fatto di prevenzione, si limita ad un massimo di cento metri, ben più ampio è il raggio entro il quale la popolazione sarà fatta spostare se l’imprevisto è un incendio. Scenari che vengono prospettati ogni qualvolta avviene un transito di materiale pericoloso lungo un’autostrada.

Sempre durante la riunione sono stati esaminati anche i problemi di viabilità collegati al transito. Infatti durante il passaggio gli accessi in autostrada saranno limitati, di conseguenza è possibile che per brevi periodi i caselli vengano chiusi. Le auto in transito al momento del passaggio del convoglio saranno tenute a debita distanza dalle pattuglie della polizia stradale di scorta al carico.

Domani è previsto un nuovo incontro per definire gli ultimi dettagli dell’operazione, nel corso del quale sarà completata l’informazione ai sindaci dei Comuni interessati dal passaggio del convoglio. Sempre domani è possibile che venga comunicata la data del transito che non avverrà di sicuro oltre il 14 novembre.

Il giorno e l’orario scelti sicuramente riguarderanno momenti in cui il traffico commerciale lungo l’A4 non è intenso, anzi è praticamente nullo.

link articolo

 

La rabbia dei sindaci del miranese

“Vogliamo sapere quando transitera’ il carico pericoloso”

Checchin (Spinea): «Dobbiamo informare i cittadini sul passaggio ma non siamo in grado di precisare il giorno»

MIRANO. «Comuni obbligati a informare i cittadini, abbiamo fatto tutto quanto previsto dalle procedure». A chi li accusa di eccessivo allarmismo, i sindaci replicano carte alla mano.

Nel Miranese, quattro comuni su sette sono attraversati dal Passante e hanno dovuto mettere in pratica le procedure previste dal piano di emergenza stilato e consegnato dalla prefettura. Si tratta sia di prescrizioni da attuare in via preventiva, sia in caso di incidente rilevante al convoglio durante il percorso. Ai cittadini poco importa, perché un’informativa con tutti quegli scenari dice poco o nulla sul comportamento da tenere in caso di pericolo: da Mirano a Spinea, passando per Salzano e Martellago, la popolazione del Passante non ha gradito.

Messi in guardia da un pericolo grave, ma difficile che si realizzi, nonostante tutto allertati senza conoscere tempi ed effetti dell’allertamento, soltanto con la consegna di un’informativa che sembra parlare più agli enti che alla gente comune. Prova a spegnere le polemiche il sindaco di Spinea Silvano Checchin, in prima linea insieme ai colleghi nella gestione di questa strana vicenda. «Abbiamo fatto quello che dovevamo fare», afferma Checchin, «e che è contenuto nel piano di emergenza provinciale predisposto dalla prefettura».

La parte che interessa i comuni è quella riportata al punto 6, dove è precisato: «Condizione fondamentale per una corretta gestione dell’emergenza nucleare è che la popolazione sia informata in anticipo sui rischi generici a cui è soggetta, sul piano di emergenza, sulle precise istruzioni da seguire in caso di incidente e sull’adozione delle misure urgenti da adottare in caso di vera e propria emergenza nucleare». Dunque informazione preventiva: «Ed è quello che abbiamo fatto avvisando casa per casa i cittadini lungo il Passante», chiarisce Checchin, «per il resto ai comuni tocca l’avviso alla popolazione con altoparlante e tramite la polizia locale in caso di emergenza radiologica». Ma resta lo scontro sui tempi. Per ogni comune il passaggio del convoglio durerà pochi minuti e i sindaci chiedevano solo di sapere quando allertare i cittadini interessati per non doverlo fare in maniera continuata e indefinita nel tempo.

«La prefettura ha deciso di non comunicare la data», allarga le braccia Checchin, «alla luce di questo noi abbiamo agito nell’unico modo possibile: allertare subito». La questione però non è chiusa: i comuni chiedono di sapere almeno un giorno prima la data del transito del carico pericoloso. Da Mirano intanto si leva anche la voce del presidente del circolo di Legambiente, che se la prende con la scarsa informazione, tutta a scapito dei cittadini: «Il caos informativo di questi giorni ci lascia perplessi e mette un po’ paura», afferma Pierluigi Paloscia, «la nostra associazione stigmatizza da sempre questi trasferimenti di materiale e ne denuncia l’estrema pericolosità. Resta il fatto che normative ben precise e rigorose regolano il transito di materiali su gomma. A livello informativo però si poteva fare di più, anche se in questi casi è sempre molto difficile capire quale sia la cosa migliore da fare. Ci auguriamo che non accada nulla e che per il futuro il Comune di Mirano sappia opporsi in sinergia con gli altri sindaci a questi traffici in modo che nessun carico pericoloso, radioattivo e non, transiti per i nostri territori».

Filippo De Gaspari

link articolo

 

Dal vertice tenuto ieri in Prefettura a Venezia nessuna indicazione sulla data

Carico nucleare, bocche cucite

Continua a montare la protesta: mercoledì nuovo incontro

Il passaggio è imminente, ma la data non c’è. Nemmeno dopo il vertice di ieri tra la Prefettura e la Protezione civile è stata comunicata ai Comuni la data in cui il convoglio che trasporta pericoloso carico nucleare transiterà lungo l’A4 e il passante di Mestre. L’unica notizia certa è che il materiale radioattivo sarà trasportato una delle prossime notti da Vercelli al porto di Trieste.
«L’incontro con la Protezione civile – spiegano in Prefettura – è servito per fare chiarezza su alcuni aspetti tecnici. In questi casi la data del transito del convoglio viene indicata solo all’ultimo momento per cui bisogna prepararsi. Non appena sapremo il giorno contatteremo subito i sindaci». Nei giorni scorsi i sindaci dei Comuni interessati (nel Miranese sono Mirano, Spinea, Salzano e Martellago) sono stati avvisati che il convoglio, composto da una quindicina di mezzi, passerà in piena notte nel corso di questa settimana. La Protezione Civile è stata allertata domenica e le amministrazioni hanno informato i cittadini, soprattutto alcune decine di famiglie residenti in prossimità dell’autostrada, senza però poter dare notizie precise. Pare che il motivo di questo silenzio da parte delle istituzioni governative sia il timore di manifestazioni di protesta che potrebbero intralciare il tragitto del convoglio. Per motivi di sicurezza l’autotreno correrà al massimo ad 80 Km/h e non potrà mai fermarsi. Per questo gli accessi all’autostrada saranno bloccati al momento del passaggio. Ieri è stata un’altra giornata di frenetici contatti telefonici tra sindaci, Prefettura e forze dell’ordine, ma senza riscontri concreti. A Mirano la notizia ha fatto molto parlare: per le vie del mercato cittadino come su Facebook, i cittadini chiedono maggior informazione. «Questo caos informativo ci lascia perplessi e il silenzio degli ultimi giorni mette un pò paura» commentano dal circolo Legambiente del Miranese. Mercoledì in Prefettura è previsto un nuovo incontro per definire gli ultimi dettagli dell’operazione, nel corso del quale sarà completata l’informazione ai sindaci dei Comuni interessati dal passaggio del convoglio.

 

Gazzettino – Carico nucleare, sindaci in rivolta

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

4

nov

2012

ALLERTA SUL PASSANTE

L’ALLARME – Nei prossimi giorni un carico nucleare transiterà sul Passante di Mestre nel suo viaggio da Vercelli a Trieste. La notizia ha messo in allarme i sindaci del Miranese, cui non è stata comunicata la data e l’ora del passaggio del carico.

IL MATERIALE – A trasportare le dieci lamine di materiale radioattivo sarà un camion che sarà scortato da 15 veicoli che dovranno tenersi a 50 metri di distanza. Il materiale, diretto negli Stati Uniti, sarà poi imbarcato al porto di Trieste.

IL CASO – Dovrebbe passare una delle prossime notti con 15 mezzi di scorta. Allertate le famiglie lungo l’autostrada

Carico nucleare in A4, l’ira dei sindaci

I primi cittadini dei Comuni del Passante mobilitati: «Inaccettabile, nessuno ci ha avvertito»

VIAGGIO – Partito da Vercelli raggiungerà il porto di Trieste. Il carico radioattivo sarà poi imbarcato in una grande nave diretta in America

TIMORI – Nei prossimi giorni transiterà un convoglio che trasporta materiale radioattivo. Avrà ben 15 mezzi di scorta

I PRIMI CITTADINI – «Non ci è stata data alcuna comunicazione su data e orario»

Nei prossimi giorni un convoglio che trasporta pericoloso materiale radioattivo transiterà sul passante autostradale, i Comuni interessati sono in allerta. Telefonate, mail, fax e note ufficiali: quella di ieri è stata una giornata di frenetiche comunicazioni che ha visto in prima linea da una parte i sindaci del Miranese, dall’altra Prefettura di Venezia e Questura di Trieste. Lo stato di allerta non deriva solo dalla pericolosità del materiale che sarà trasportato, ma pure del caos che si è creato a livello informativo. Mancano infatti una data e un orario certo sul passaggio del convoglio. Ipotesi, conferme e smentite si rincorrono: in ogni caso il mezzo dovrebbe passare in una delle prossime notti, non prima di quella tra lunedì e martedì. Ma iniziamo dalle notizie certe: il materiale radioattivo, dieci lamine di un elemento combustibile proveniente da attività di ricerca, partirà da Vercelli per dirigersi al porto di Trieste. In piena notte passerà dunque per la provincia di Venezia: a portare il carico nucleare sarà un autotreno che viaggerà con velocità massima di 80 Km/h e per motivi di sicurezza non potrà interrompere la corsa. Per questo sarà accompagnato da una quindicina di mezzi di scorta, che dovranno stare a 50 metri di distanza. C’è il timore che alcuni comitati di manifestanti provino ad intralciarne il tragitto, ed è forse per questo che si è preferito non comunicare il momento esatto del passaggio. Squadra volante e Carabinieri saranno comunque impegnate a bloccare temporaneamente tutti gli accessi all’autostrada.

«Ma per quale motivo una notizia così importante non è stata comunicata con precisione almeno a noi?» sbottano i sindaci dei comuni del Miranese interessati: Maria Rosa Pavanello per Mirano, Silvano Checchin per Spinea, Alessandro Quaresimin per Salzano e Giovanni Brunello per Martellago. «Non ci è stata data alcuna comunicazione su data e orario – si legge nella nota congiunta diramata ieri -. Questo episodio conferma la tendenza diffusa a scaricare le responsabilità sui Comuni senza renderli in grado di affrontarle efficacemente. In questo modo si alimenta il senso di un’organizzazione superficiale e pressappochista – proseguono i sindaci – quando invece proprio le amministrazioni locali si sono sempre dimostrate in prima linea».

In ciascuno dei quattro Comuni ci sono almeno dieci famiglie che abitano a pochi metri dal Passante. Come agiranno dunque le amministrazioni? Non c’è alcuna voglia di creare inutili allarmismi, ma per legge i Comuni hanno l’obbligo di informativa nei confronti dei cittadini. Ieri all’ora di pranzo i sindaci hanno convocato d’urgenza un vertice con le forze dell’ordine, decidendo poi di informare personalmente i residenti interessati e mettere in allerta la Protezione Civile.

 

IL TRAGITTO

Da Vercelli al porto di Trieste dieci grandi lamine di Petten

MIRANO – Arrivato al porto di Trieste, il carico radioattivo sarà poi imbarcato in una grande nave diretta in America. L’Italia partecipa infatti al programma di rimpatrio negli Stati Uniti di materie nucleari, e una parte di questo materiale (lamine di Petten) è attualmente stoccato in un deposito di Saluggia, in provincia di Vercelli. Il convoglio passerà in piena notte e trasporterà dieci lamine di elemento chiamato Mtr, irraggiato e proveniente da attività di ricerca. Dopo il suo passaggio lungo tutto il percorso saranno effettuate bonifiche e accurate analisi delle radiazioni. I Comuni interessati hanno pubblicato sul proprio sito internet il Piano Provinciale d’Emergenza rassicurando comunque i cittadini. «Il transito su strada del contenitore e la loro sosta temporanea lungo il percorso non configurano alcuna situazione di pericolo – si legge – , in quanto i materiali e le modalità di realizzazione del contenitore sono tali da garantire assenza di rischio sanitario per la popolazione». L’unico pericolo – spiegano gli esperti – si verificherebbe in caso di incidente o intralcio al mezzo durante il tragitto. (g.pip.)

 

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui