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Sarà Veneto Strade a costruire la bretella tra il Passante e via Moglianese

A fine mese finiti i lavori della barriera autostradale, operativa in primavera

MARTELLAGO – Trovato l’accordo per la costruzione della complanarina lungo il Passante che collegherà via Moglianese al casello. Sarà Veneto Strade ad occuparsene dopo un incontro avuto nei giorni scorsi con i rappresentanti dei Comuni di Martellago e Scorzè. È il fatto nuovo, e pure atteso, del progetto, con i lavori delle tangenziali e dello stesso tornello a cavallo del fiume Dese che finiranno per fine novembre. Complanarina a parte, tutto sarà aperto per la prossima primavera.

Veneto Strade. Sarà proprio questo ente a farsi carico dell’appalto, costruzione e bando dell’arteria lunga all’incirca un chilometro che viaggerà a fianco del Passante. Dopo una serie di riunioni con i sindaci dei Comuni interessati, in settimana c’è stata la svolta con l’intesa trovata tra le parti. Ora si dovranno fare altri passaggi da qui ai prossimi mesi; infatti per procedere servirà il via libera del Ministero delle Infrastrutture e poi siglare un accordo tra Martellago e Scorzè. Solo a questo punto si potrà dare il via libera al cantiere. La futura opera sfrutterà l’attuale contro-strada di servizio, che sarà allargata da tre a dieci metri. Per questo non sarà aperta in tempi rapidi ma ci vorrà ancora un po’.

Lavori. Ormai ci siamo quasi per finire tutto il pacchetto di interventi attorno al casello. Gli operai sono da qualche giorno sulla Castellana, zona Kelemata, per costruire la rotatoria: inevitabile qualche coda specie nelle ore di punta. Il resto è praticamente fatto. Se il maltempo non dovesse intralciare, per fine novembre le ditte consegneranno il cantiere. Nei successivi due-tre mesi saranno terminate le rifiniture, vedi ad esempio la posa degli alberi, e saranno fatti i collaudi. Per primavera, forse già a marzo, il casello sarà quindi aperto a tutti i veicoli. L’entrata e l’uscita saranno collegate da un viadotto lungo circa 600 metri. Per arrivarvi, ci saranno la bretella da via Boschi, tra Martellago e Scorzè, e la tangenziale a nord di Martellago, lunga cinque chilometri e mezzo, che partirà proprio dalla Kelemata sulla Castellana. La gestione di questo tratto di Castellana passerà sotto il controllo del Comune di Martellago. Questo comporterà a una serie di trasformazioni di tutto il controllo della viabilità locale con il via a due tipi di Castellana: una vecchia e l’altra nuova (a nord del centro). Martellago e Scorzè non volevano accollarsi la manutenzione delle bretelle d’accesso, a inizio autunno si è trovata una soluzione che soddisfa.

Alessandro Ragazzo

 

OPERE – Raggiunto l’accordo tra Veneto Strade, Anas e i sindaci di Martellago e Scorzè

Collegherà la Moglianese al casello correndo parallela al Passante

La complanare sarà fatta, la realizzerà Veneto Strade e la finanzierà Anas. Dopo l’incontro di martedì alla sede Anas di Mestre, presenti i sindaci di Martellago, Monica Barbiero, e Scorzè, Giovanni Battista Mestriner, è stata raggiunta un’intesa per sbloccare la bretella che collegherà la Sp Moglianese al casello costeggiando il Passante, al confine tra i due comuni. Concertata in un protocollo sulla viabilità di adduzione della nuova barriera tra l’ex commissario Silvano Vernizzi e le due Amministrazioni, l’opera era stata aggiunta a progetto del casello già chiuso, rendendo necessario l’avvio di una procedura a sè che, per problemi tecnici, si è arenata al Ministero delle Infrastrutture. E si temeva passasse tutto in cavalleria. Ma adesso si è trovata la soluzione. L’intesa, che sarà sancita da un accordo di programma quando arriverà, tra un paio di mesi, il via libera del Ministero, prevede che l’Anas metta i fondi (4 milioni) e Veneto Strade si occupi di tutto l’iter realizzativo, che così dovrebbe risultare accelerato: progettazione definitiva ed esecutiva, appalto per i lavori, espropri, etc.

Non è stato ancora deciso chi poi si prenderà in carico la nuova bretella, ma è molto probabile che a gestirla sia sempre Veneto Strade. Se tutto va secondo i piani, i cantieri della complanare apriranno tra 8-9 mesi. Si stanno invece chiudendo quelli del casello e del resto della nuova viabilità: gli operai stanno ultimando la rotonda d’innesto della tangenziale nord in Castellana, il 24 novembre collegheranno gli asfalti del Passante a quelli delle rampe di entrata e uscita dalle stazioni e poi andrà aggiunto su tutto l’ultimo strato di asfaltatura. Maltempo permettendo, e salvo alcune finiture, per fine mese sarà ultimato tutto, anche se poi l’effettiva apertura del casello e della nuova viabilità slitterà in primavera (febbraio-marzo), per via dei tempi di cui Cav avrà bisogno per gli interventi impiantistici e di omologazione (computer, telepass, etc) delle stazioni.

 

Gazzettino – Passante. “Bonisiolo e’ solo un cimitero”.

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24

ott

2014

LA PROTESTA – Un paese spaccato dal Passante: «Vengono qui per seppellire i morti»

Abitanti della frazione esasperati per il senso di lontananza dal cuore pulsante del Comune

«Non accettiamo più di essere la cenerentola del comune, Bonisiolo non è solo il cimitero di Mogliano, sembra quasi che il camposanto metta in secondo piano tutti gli altri problemi della nostra comunità»: c’è tanta voglia di riscatto nelle parole del presidente del quartiere Antonio Bergo. Bonisiolo continua a pagare un duro prezzo a causa degli otto chilometri che la separano da Mogliano, senza la possibilità di avere un servizio di trasporto pubblico. Qui si viene solo per seppellire i morti. La scuola elementare è chiusa da una dozzina di anni nell’ambito di un severo programma di razionalizzazione che non guardò in faccia nessuno. Al lunedì e venerdì funziona il pulmino del trasporto comunale per consentire alla gente di sbrigare qualche pratica negli uffici municipali o per raggiungere i supermercati. In paese i negozi, il bar e la pizzeria hanno chiuso uno dopo l’altro. A restare in attività è solo la parrucchiera di via Altinia. Non va meglio per i fedeli: la chiesa si anima in caso di funerali, matrimoni e per la messa domenicale. Alcuni anni fa c’era stata la proposta di referendum per far passare Bonisiolo al vicino comune di Casale sul Sile dove gravita la parrocchia. Il presidente Bergo non perde occasione per ricordare la penalizzazione che ha subìto il territorio dalla realizzazione del tracciato autostradale del Passante.
«A distanza di alcuni anni – rileva il presidente del quartiere – in alcune zone resta da completare l’installazione dei pannelli fonoassorbenti per la mitigazione dei rumori». Ma la grande incompiuta resta la pista ciclopedonale per collegare Bonisiolo all’altra frazione di Zerman. Un progetto molto atteso per la sicurezza stradale a fianco della provinciale 64 di via Zermanesa, il cui finanziamento alcuni anni fa è stato però dirottato su altre opere pubbliche. Ma i residenti sono tornati alla carica perchè il progetto della pista ciclopedonale venga finalmente inserito tra le opere pubbliche della nuova amministrazione di Mogliano.

Scorzè. Il Pd sollecita la Giunta e lancia la campagna “Un albero per Cappella, più salute per tutti»

«Un albero per Cappella, più salute per tutti». È l’iniziativa richiesta dal Pd di Scorzè alla giunta comunale dato che non è stata ancora iniziata l’opera di mitigazione ambientale promessa da Veneto Strade per l’apertura del casello autostradale. Dieci ettari di bosco che dovrebbe sorgere a ridosso dell’area espropriata vicino al Casello e al passante autostradale, come ha detto il sindaco nell’ultimo consiglio comunale, e dove ha annunciato l’incontro avvenuto ieri, lunedì 6 ottobre, con il commissario straordinario di Veneto Agricoltura e l’assessore veneto all’Agricoltura e ai Parchi e alle Aree protette per definire le piante che formeranno il bosco di Cappella. Già dal 2009 il sindaco Giovanni Battista Mestriner affermava di voler chiedere una mitigazione ambientale fino a 300 metri di distanza. In un documento Giannina Manente e Gigliola Scattolin consiglieri del Pd ora invitano la giunta a opporsi all’apertura del casello fintanto che non saranno completate le opere di mitigazione previste dal progetto. ” Questa amministrazione, che quando vuole sa battere i pugni sul tavolo, su queste questioni sembra usare il guanto di velluto – scrivono i due consiglieri -Non solo si dichiarano sconfitti per quanto riguarda il tema del pedaggio agevolato, che utenti di tanti comuni interessati dal passaggio del passante hanno già ottenuto, ma ci dicono che il casello aprirà anche senza opere di mitigazione.” Da qui la richiesta del Pd. «A questo punto, non ci resta che chiedere all’Amministrazione di lanciare urgentemente l’iniziativa ‘Un albero per Cappella, più salute per tuttì, dove non sono arrivati loro arriveranno i cittadini, e, comunque chiediamo ancora con forza che non si parli di apertura senza opere di mitigazione adeguate».

 

“Un albero per Cappella, più salute per tutti”. Parte la campagna per avviare l’opera di mitigazione ambientale al nuovo casello: «Prima le piante, poi le auto»

SCORZÈ – Domani sarà un giorno importante per le opere di mitigazione del casello del Passante per il Comune di Scorzè. Infatti i rappresentanti della giunta comunale vedranno il commissario straordinario di Veneto Agricoltura Giuseppe Nezzo e l’assessore veneto all’Agricoltura e ai Parchi e alle Aree protette Franco Manzato per discutere dei 10 ettari di bosco e capire quali piante mettere. La questione è emersa anche nel Consiglio comunale di lunedì scorso e ha portato a delle polemiche, con il Pd che ha chiesto alla giunta di battere i pugni sul tavolo perché la fascia boschiva sia la più ampia possibile. Ora lancia l’idea di indire il progetto «Un albero per Cappella, più salute per tutti». Nell’ultima seduta del parlamentino, Mestriner aveva spiegato cosa succederà attorno alle due stazioni per entrare e uscire dall’autostrada, che sta sorgendo a cavallo del fiume Dese tra Martellago e Cappella. Il Comune ha avuto la possibilità di fare un’area verde da 10 ettari, espropriata con la procedura del casello, che dovrà fungere da mitigazione. Come ha ricordato l’assessore alla Viabilità Claudio Codato, Scorzè sta insistendo con Anas perché i terreni siano a disposizione il prima possibile, proprio per iniziare a posare degli arbusti in tempi rapidi. E fra poche ore, Scorzè aspetta novità e sapere qualcosa in più sui tempi. Pd. Il consigliere del primo partito di minoranza, Gigliola Scattolin, chiede alla giunta di farsi rispettare, magari puntando a non aprire il casello (inizio 2015 ndr) prima che non sia stati eseguiti gli interventi per ridurre l’impatto ambientale. «La maggioranza» dice Scattolin «quando vuole sa battere i pugni sul tavolo e qui sembra che voglia usare il guanto di velluto. Nel 2009 Mestriner affermava di voler chiedere una mitigazione fino a 300 metri. A questo punto, non ci resta che chiedere alla giunta di lanciare subito l’iniziativa “Un albero per Cappella, più salute per tutti”: dove non è arrivato il Comune, arriveranno i cittadini. E, comunque, chiediamo ancora con forza che non si parli di apertura senza opere di mitigazione adeguate. C’è da garantire la salute di chi abita in quella zona». Ma su quest’ultima ipotesi, nei giorni scorsi Codato ha ammesso che sarà difficile da attuare. Se il cantiere sta andando avanti senza soste e la sua chiusura avverrà nell’arco di due mesi, l’apertura al traffico del casello, invece, è prevista per fine inverno, inizio primavera, dell’anno prossimo. Per raggiungerlo, ci saranno le tangenziali che partiranno dalla Castellana (zona Kelemata a Martellago e via Boschi tra Martellago e Scorzè).

Alessandro Ragazzo

 

Fusione A4 Holding-Autovie, Schneck in sintonia con la concessionaria friulana. «Porte aperte alla Cav»

VERONA – Attilio Schneck, classe 1946, vicentino di Schio. Uomo di poche e chiare parole. Presidente dell’A4 Holding, la società che gestisce la Brescia-Padova. Commissario governativo della Provincia di Vicenza, di cui è stato presidente dal 2007 al 2012. È un uomo della Lega. Un politico che oggi si definisce «uno stradista» con il sogno di asfaltare chilometri oltre Piovene verso Trento e, soprattutto, «creare un’unica strada da Brescia a Trieste» in mano a una sola concessione. Il primo studio, dopo molte proposte e idee lanciate da anni, ha la firma dell’advisor Kpmg: 18 pagine di dossier, su richiesta della presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani che, attraverso Friulia, controlla Autovie venete. Parte da qui il disegno. Dal link Verona-Trieste. Presidente, sapeva che era stato commissionato lo studio? «No. Noi, comunque, già ci avvaliamo di Kpmg come revisori contabili. I nostri numeri sono nei database e hanno tutte le informazioni che servono». La concessione unica frutto della fusione non sarebbe contraria alla normativa europea sulla concorrenza? «Noi agiamo in funzione dello Sblocca Italia, che nell’incipit all’articolo 5 sottolinea “nel rispetto dei principi dell’Unione europea”. È un testo di legge, non una nostra invenzione la fusione tra concessionarie. Si tratta di applicare la norma, fatto salvo il passaggio con Bruxelles». La norma dice: “Proponeteci entro il 31 dicembre una rivisitazione del vostro piano finanziario ed entro il 30 agosto 2015 il ministero, con criteri certi e chiari, valuterà confrontandosi con Ue se intervenire o meno riguardo alla richiesta di proroga presentata”. Noi speriamo di stare nei tempi di legge, ma per fare un matrimonio bisogna essere in due… Mi pare sia così per Autovie. Allora bisogna correre, battere il chiodo finché è caldo. Quali gli obiettivi? «Contenimento costi, maggiori finanziamenti a favore delle tariffe, più potere contrattuale con le banche per completare le strade. È chiaro che con le gare imminenti e le concessioni in scadenza è difficile gestire partite complesse. Cosa significa a «favore delle tariffe»? Basta aumenti? «Oggi gli investimenti che sosteniamo li scarichiamo sugli utenti. Facciamo le strade con i soldi della gente ma sopra un certa soglia non è più sopportabile. Le strade non devono essere un lusso ma democratiche. Avere più massa critica significa maggior facilità nel reperimento dei fondi, non solo nell’orizzonte circoscritto italiano, ma estero. Senza toccare le tariffe». Avete qualche numero sulla fusione? «No, servirà un piano industriale. Al momento è difficile quantificare». Il polo sarebbe costituito da A4 Holding-Autovie e Cav, giusto? «Sì, Cav ha la facoltà di entrare ed è funzionale a creare un’unica strada sull’A4». L’A22 del Brennero invece? «È a sé stante e impegnata in un suo percorso. Noi oggi parliamo solo di una Brescia-Trieste». E Serenissima, la Venezia-Padova? «È un’altra cosa, una società che fa altro. Non è una concessionaria». Ma l’A4 potrebbe allargarsi anche alla Lombardia, oltre Brescia? «Se buttiamo troppa carne sul fuoco questo si spegne. Direi di alimentarlo poco alla volta». È un sì, ma non ora? «Diciamo che è una fase successiva da valutare. Però sia chiaro: non è un obbligo la fusione tra concessionarie, solo una facoltà».
Eleonora Vallin

 

Gazzettino – Autostrade Nordest, fusioni in corso

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2

ott

2014

Kpmg studia l’aggregazione tra Brescia-Padova e Autovie Venete: positiva, ma il peso maggiore va alla Serenissima. Trieste frena, la Cav alla finestra

BEMBO «Non siamo coinvolti abbiamo altro da fare»

SCHNECK «Vogliamo andare avanti con l’alleanza»

Il ministro Lupi aveva dato lo stop qualche giorno fa: i rincari tariffari del 6% previsti sull’autostrada A4 Venezia – Trieste sono esagerati, meglio salire solo dell’1,5%. In teoria una bastonata per Autovie Venete, concessionaria del tratto verso il confine con la Slovenia che sta realizzando l’opera miliardaria della terza corsia. Ma lo “sconto” autostradale potrebbe essere riassorbito se si varasse il polo d’asfalto del Nordest con la Brescia – Padova (primo azionista Banca Intesa, secondo Astaldi) e la Cav (la società metà Regione Veneto e metà Anas che gestisce il Passante di Mestre).
L’aggregazione è allo studio di Kpmg advisory, che ha avuto un mandato esplorativo. Le conclusioni dello studio, contenute in un documento di 18 pagine, sarebbero positive: l’accorpamento tra Autovie Venete (controllata dalla finanziaria regionale pubblica Friulia) e autostrada Brescia-Padova darebbe più efficienza, minori costi e maggior liquidità. In cambio dell’estensione delle concessioni al 2045, gli investimenti verrebbero attuati riducendo proprio gli incrementi delle tariffe come vuole il ministro Lupi.
I vertici delle società interessate avrebbero chiesto di estendere lo studio alla Cav. Ma il problema è un altro: Kpmg avrebbe pesato i soggetti in campo dando alla Brescia – Padova la palma della società più importante del lotto. Varrebbe infatti due terzi del polo con la sola Autovie Venete. Un assetto troppo sbilanciato per la Serenissima. Sarà per questo che a Trieste la fuga di notizie sul dossier di Kpmg non è stata accolta con grande entusiasmo e ci si trincera su un “è tutto prematuro”, il progetto è ancora nella fase embrionale e in ogni caso “potrebbe interessarci solo se è suffragato da un piano industriale completo e approfondito”. Sullo sponda della Brescia-Padova c’è più apertura: «Il progetto ci interessa e c’è l’idea sicuramente di andare avanti per chiudere l’aggregazione eventualmente entro fine anno e utilizzare le agevolazioni previste dallo Sblocca Italia – spiega Attilio Schneck, presidente di A4 Holding, la capogruppo che controlla il 100% dell’autostrada Brescia-Padova oltre ad altre spa operative, bilancio consolidato 2013 di 554,5 milioni (- 6,5%) ma con ritorno all’utile – per questo abbiamo al nostro advisor Kpmg un approfondimento. Il piano quando sarà pronto verrà sottoposto all’attenzione del board e dei soci per le valutazioni». Chi invece rimane alla finestra è la Cav. «Mai affrontata la questione dell’aggregazione, siamo troppo assorbiti da un’operazione molto complicata – osserva il presidente della società pubblica Tiziano Bembo – l’aggregazione valuteremo al momento opportuno». Che potrebbe essere anche dopo la fine dell’anno.
L’obiettivo di fondo dell’alleanza sarebbe portare la scadenza della concessione al 2045, un prolungamento che andrebbe a compensare l’obiettivo del ministro delle Infrastrutture: non pesare come in passato sui cittadini per la realizzazione delle opere autostradali. Lupi, citando i contenuti del decreto “Sblocca Italia”, ha parlato di ritocchi alle tariffe «non superiori all’inflazione», vale a dire circa l’1,5%. L’Ad di Autovie Maurizio Castagna aveva sintetizzato così la situazione: «Per non diluire ulteriormente la realizzazione degli investimenti, o ci viene garantita una proroga della concessione più ampia oppure ci aspettiamo che possa aumentare il contributo statale. Altrimenti, dovremmo ricorrere a un maggiore indebitamento». Ma da Roma sono netti: più soldi solo con la grande alleanza.

Maurizio Crema

 

Muro contro muro in consiglio comunale tra la maggioranza e il Pd

Il sindaco Mestriner: è già una vittoria aver ottenuto il bosco di dieci ettari

SCORZÈ – Battaglia in Consiglio comunale sui possibili sconti sui pedaggi da dare ai pendolari di Scorzè, o almeno quelli di Peseggia e Cappella, che useranno il casello del Passante a partire dalla primavera 2015 quando aprirà al traffico. E scoppia la polemica, perché la maggioranza spiega di aver fatto sì richiesta ma ormai i giochi erano fatti e sottolinea come tra gli interventi richiesti sarà fatto il bosco da 10 ettari. Dunque niente riduzioni nel prezzo di transito. Tutto è nato da un’interrogazione presentata dal Pd, dove si chiedeva se il Comune avesse fatto qualcosa, o avesse in mente di farlo, sulla scorta di quanto successo altrove, vedi a Mirano, Spinea, Dolo, Pianiga e Mira, dove si è riusciti a strappare delle agevolazioni per chi ogni giorno percorre l’autostrada per motivi di lavoro. «Avremo disagi e inquinamento», avverte il capogruppo Giannina Manente, «e almeno gli automobilisti di Peseggia e Cappella abbiano degli sconti». L’assessore alla Viabilità Claudio Codato spegne le illusioni: «Già nel 2009 con il primo mandato di Giovanni Battista Mestriner avevamo iniziato delle trattative sia per garantire un risparmio per chi transiterà dal casello sia sugli espropri. Abbiamo trovato un compromesso e siamo riusciti a portare a casa la complanare dalla Moglianese al casello e le aree verdi». Il 6 ottobre si terrà una riunione con Regione e Veneto Agricoltura per discutere del tipo di piante da mettere attorno al casello. «Stiamo chiedendo ad Anas», aggiunge Codato, «che ci mettano a disposizione i terreni». Insoddisfatta della risposta, Manente ha rilanciato. «Ci sono cittadini trattati in un modo e chi in un altro», mentre Codato ha replicato come il commissariamento del 2008-2009 abbia inciso. «Cinque anni fa», commenta, «le trattative erano già fatte e quell’assenza di sindaco e Consiglio comunale ha inciso. Spero che delle porte si aprano e in questo momento non me la sento di promettere delle agevolazioni per i nostri automobilisti». Ma a mettere altro pepe è stata Gigliola Scattolin del Pd: «Si deve aprire il casello dopo aver fatto le opere di mitigazione. Dove si vuole, i pugni sul tavolo si battono. A Spinea, ad esempio, non passano i camion. È una questione di rispetto per chi abita in quella zona». Mestriner ha difeso la scelta dei 10 ettari di bosco: «Siamo gli unici in Veneto ad averlo in una situazione del genere e non è stato facile ottenerlo. Sono stati espropriati e saranno funzionali da un punto di vista idraulico e ambientale. Nessuno di noi ha deciso che si facesse il Passante e si realizzasse il casello a Cappella. Tutto è in legge obiettivo».

Alessandro Ragazzo

 

Martellago. I lavori termineranno alla fine di novembre, altri due mesi per attrezzare le stazioni d’ingresso e uscita con il telepass e i computer

MARTELLAGO – Il casello di Scorzè-Martellago del Passante aprirà per primavera, mentre le tangenziali per accedervi (da Scorzè e da Martellago) saranno cura di Veneto Strade.Per la mitigazione ambientale, invece, Scorzè si è proposta di farsene carico. La gestione del tratto di Castellana a Martellago, compreso tra l’attuale rotonda di via Boschi e quella futura all’altezza della Kelemata, andrà, invece, al Comune. Questi i punti salienti emersi nell’ultima riunione sul futuro della viabilità locale a cui hanno partecipato i due Comuni, Anas e Veneto Strade e che hanno sciolto dei nodi ancora sul tavolo. Ne resta un altro: la bretellina complanare tra la Moglianese e lo stesso casello. L’iter va a rilento e i sindaci Giovanni Battista Mestriner (Scorzè) e Monica Barbiero (Martellago) chiedono che la questione si sblocchi in fretta. Castellana. Sarà distinta in vecchia e nuova. Siccome i due Comuni non avevano alcuna intenzione di sobbarcarsi la manutenzione delle tangenziali di accesso al casello, ad ovest da via Boschi (Martellago-Scorzè) e ad est dalla Castellana (Martellago), si è trovata un’altra soluzione. Così questo segmento sarà di competenza di Martellago, diventando vecchia Castellana, mentre le tangenziali a nord diverranno quella nuova e sarà Veneto Strade a occuparsene. Casello. Confermata la fine dei lavori per fine novembre, al massimo per inizio dicembre, per attrezzare le stazioni di ingresso e uscita servirà un po’ di tempo, due o tre mesi. Infatti si dovranno mettere gli impianti, installare il telepass e il pagamento a self service, oltre ai computer. A questo punto, non è difficile pensare che il via libera al traffico avverrà tra febbraio e marzo. Mitigazioni. Attorno al casello ci saranno delle opere per ridurne l’impatto sul territorio. Scorzè ha proposto di farle diventare demanio idraulico, quindi facendo gestire le acque al Consorzio di bonifica Acque Risorgive. Di contro, però, alla stessa Scorzè toccherebbe il compito di occuparsi della mitigazione ambientale. Bretellina. La parallela al Passante, dalla Moglianese al casello, era stata messa in progetto quanto la partita per quest’ultimo si era già chiusa. Lunga circa un chilometro, dovrà viaggiare a fianco dell’autostrada. Ebbene, se da un lato Anas nei giorni scorsi aveva assicurato che i soldi per farla ci sono, dall’altro lato l’iter va a rilento per problemi tecnici a Roma. Sia Mestriner sia Barbiero hanno chiesto di fare presto, visto che la strada era stata pensata con il commissario Silvano Vernizzi.

Alessandro Ragazzo

 

MARTELLAGO – L’accordo raggiunto durante l’incontro alla Cav. Ma l’inaugurazione è rinviata

Casello, l’apertura slitta in primavera

La nuova viabilità sarà gestita da Veneto Strade, mentre la Castellana diventerà comunale

Apertura in primavera; nuova viabilità a Veneto Strade, «vecchia» Castellana al Comune di Martellago: arenata la complanare. È il succo dell’incontro sul casello di Martellago-Scorzè tra i vari Enti tenutosi mercoledì alla Cav a Marghera per stabilire, dopo la fumata nera di quindici giorni fa, chi dovesse assumere la gestione della tangenziale nord, che dalla Sr 245 Castellana, in zona Kelemata, porta al casello, e della bretella che dalla barriera si riallaccia alla Regionale in via Boschi.
Stavolta la soluzione, condivisa, è stata trovava: la nuova viabilità di adduzione diventerà la nuova Sr 245 e sarà gestita (illuminazione compresa) da Veneto Strade, a parte le stazioni e il viadotto che le collega, che competeranno a Cav. In compenso, il tratto dell’attuale Castellana bypassato dalle nuove arterie, che passa per il centro di Martellago, sarà declassato a «comunale» e Veneto Strade lo girerà (da accordi, in buono stato) al Comune, che peraltro ha già in carico l’illuminazione.
Si è poi concordato che la nuova viabilità, anche se sarà pronta prima, entri in funzione con l’apertura del casello che – altra novità -, slitterà in primavera, rispetto alla data fornita sin qui di gennaio-febbraio: è confermata a inizio dicembre la consegna dei lavori, ma poi Cav avrà bisogno di più tempo per gli interventi impiantistici e di omologazione (computer, telepass, etc.) delle stazioni.
I due Comuni, rivela il sindaco di Scorzè Mestriner, hanno invece espresso preoccupazione per l’empasse della complanare, la bretella parallela al Passante dalla Moglianese al casello, ma aggiunta a progetto già chiuso e il cui iter è bloccato presso il Ministero per problemi tecnici: Mestriner, per il quale è essenziale per completare il quadro, annuncia una forte azione di pressing. La collega di Martellago Barbiero confida comunque di risolvere anche questo nodo. Scorzè ha infine chiesto di passare sotto il Demanio Idrico le opere di mitigazione ambientale su Cappella, in modo che le possa gestire il Consorzio di Bonifica (per la parte idraulica) e il Comune.

Nicola De Rossi

 

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