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DOLO – I litigi tra Fattoretto e il sindaco lasciano il segno. I capogruppo di opposizione Alberto Polo (Dolo Cuore della Riviera), Giorgio Gei (Ponte del Dolo) e Stefano Uva (Gruppo Misto) hanno chiesto la convocazione di una commissione consiliare urbanistica urgente per discutere del Pati tra Dolo e Fiesso.

«Venuti a conoscenza dalla stampa locale delle recente sottoscrizione dei documenti per l’adozione del Pati Dolo – Fiesso D’Artico da parte del vicepresidente della Provincia e dai sindaci», scrivono, «chiediamo, quando prima, la convocazione della commissione comunale permanente urbanistica al fine di conoscere e approfondire la documentazione tecnica prodotta dalla Provincia».

Dopo l’adozione del Pati era state molte le proteste da parte di opposizione, ma anche dei consiglieri della Lega Nord, che avevano accusato il sindaco di non aver coinvolto la commissione consiliare e di voler aumentare il terreno edificabile nelle vicinanze di Veneto City. Il presidente della commissione urbanistica Giovanni Fattoretto, tra i più critici nei confronti del sindaco Gottardo, ricevuta la richiesta ha subito convocato la commissione per giovedì.

Giacomo Piran

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Nuova Venezia – Mogliano “Troppi centri commerciali”

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22

feb

2014

Carola Arena attacca Azzolini: il nuovo Pat consente una colata di cemento

MOGLIANO «Dentro al Pat si nasconde un’invasione di centri commerciali». Carola Arena candidato del centro sinistra lancia la prima offensiva all’amministrazione uscente. «Se ne sta parlando troppo poco» ammonisce l’ex segretario pd «eppure il Piano di assetto del territorio rappresenta il principale strumento urbanistico che andrà ad influire sul futuro della città».

E sebbene il sindaco Giovanni Azzolini abbia annunciato il taglio drastico di cubature, le polpette avvelenate, secondo Carola Arena, professione architetto, non mancano.«Sta passando sotto silenzio l’introduzione di una notevole cubatura residenziale nell’ambito dell’Istituto Gris a sud di via Torni» spiega «e poi c’è il rischio che i negozi del centro storico vengano stritolati dalla concorrenza dei centri commerciali».

Secondo la candidata emersa dal voto delle primarie del centro sinistra è un programma un vero e proprio assedio di strutture destinate alla grande distribuzione. «Una si trova all’interno dell’area Spz, un’altra andrà ad unificare quanto previsto all’interno del vecchio piruea dell’area ex Nigi. Strutture di medie dimensioni sono inoltre previste nell’area ex Sotreva, sempre sul Terraglio, nell’ex Apomt vicino alla stazione e nell’area ex Macevi».

Sono attualmente allo studio della coalizione le contromisure.

«Presenteremo diverse osservazioni» assicura Carola Arena.

La candidata del centro sinistra, in vista delle elezioni di maggio, nelle prossime settimane sarà inoltre impegnata in un’intensa attività di incontri e consultazioni porta a porta con la cittadinanza: «Con un atteggiamento di ricezione» spiega «incontreremo sia singoli cittadini, sia le associazioni, i commercianti e i quartieri operando una ventina di incontri in meno di un mese per definire il programma finale».

Matteo Marcon

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“Salviamo il Paesaggio” ha censito edifici e vecchie case disabitate

MOGLIANO. La perla del Terraglio si scopre abbandonata al degrado: il censimento del forum “Salviamo il Paesaggio” scopre più di cento buchi neri nel territorio moglianese. In queste settimane una mezza dozzina di volontari ha girato palmo a palmo la città e le sue campagne per censire i luoghi, le aree e le costruzioni lasciate nella più totale incuria. Il risultato completo di questo rapporto sarà presentato in occasione di un’assemblea pubblica con i candidati sindaco il prossimo 28 febbraio. Ma alcune anticipazioni corrono già attraverso il web: dallo stabile Zanetti all’area ex Macevi, dall’ex Apomt alle case coloniche disabitate.

Il portavoce, Paolo Favaro, spiega così l’iniziativa: «Ci siamo proposti di censire tutti gli edifici e le aree nel territorio comunale che, ad avviso dei componenti del coordinamento locale che aderisce al Forum nazionale “Salviamo il Paesaggio”, risultano in stato di abbandono. Per ognuno di essi c’è un punto sulla mappa, una breve descrizione e la documentazione fotografica. Abbiamo suddiviso il censimento in tre categorie: edifici in stato di abbandono, le aree chiuse da recinzione con cantieri che non sono mai partiti e le case al grezzo in fase di stallo». Ieri l’iniziativa è stata presentata all’associazione Mojan.

«Ci sono una ventina di schede a quartiere» spiega Favaro, «ma il centro nord ne ha addirittura una cinquantina. In campagna poi ci sono migliaia e migliaia di metri cubi di case coloniche abbandonati».

Questo originale censimento ha ottenuto l’interesse anche delle associazioni di quartiere e vuole rappresentare un punto di partenza concreto per il dibattito sul Pat e in vista del confronto politico delle prossime amministrative.

Matteo Marcon

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Piano della giunta: basta proroghe ai cantieri autorizzati e non conclusi in tempo

No a nuove “cittadelle” come l’Appiani, si punta sul recupero dei contenitori vuoti

Un milione e 815 mila metri cubi di cemento: un milione esatto in meno di quello concesso dalla giunta Gobbo soltanto un anno fa, nel Pat accelerato per venire varato prima della scadenza del mandato.

E stop alle proroghe: dopo aver pagato gli oneri di urbanizzazione, i progetti delle lottizzazioni e di nuovi complessi direzionali, ricettivi, commerciali avranno 5 anni di tempo per essere avviati. Altrimenti i progetti saranno considerati decaduti.

Valorizzazione e crediti per demolizioni, riqualificazioni e ristrutturazioni.

Il Pat – piano di assetto territoriale – del centrosinistra, che la coalizione voleva a «cemento zero», con le istanze dal basso di comitati, cittadini, ambientalisti e altre associazioni di base, prende forma. E lo fa nel documento varato dal gruppo di lavoro e consegnato in questi giorni ai consiglieri di maggioranza, che avranno un confronto a breve con sindaco e giunta. Lo hanno redatto il presidente della commissione Uurbanistica, Giovanni Negro con i professionisti Gaetano Di Benedetto, padre del Prg degli anni ’80; Oliviero Dall’Asen, padre del Pat di Feltre divenuto modello di un’urbanistica verde, sostenibile, non cementificata; politici come Luigi Calesso (Impegno Civile), con gli architetti Fabrizia Franco (Pd), e Beatrice Ciruzzi (club Ricerca). Fortissimo l’impegno per una crescita sostenibile della città.

Fermissimo «no» ad altre mega-cittadelle tipo Appiani, impegno a mantenere in centro storico le scuole, e a riportare entro mura la residenza in primis.

In periferia servizi ulteriori per connotare i quartieri e dare loro nuova identità, per rivitalizzare i quartieri e far perdere l’identità di dormitori.

In generale, grandi incentivi ad aree verdi, piste ciclabili, riqualificazioni e recupero di contenitori vuoti, attività di piccolo artigianato, servizi qualificati, e agricoltura nella seconda periferia.

E perchè poi queste linee guida non restino inapplicate, saranno tutte recuperate nei piani di intervento. Poi c’è un «giallo», che aleggia in questi giorni a Ca’ Sugana. E che cioè il documento del gruppo di lavoro, che è destinato a diventare atto politico della maggioranza (nome ufficiale: «regesto delle proposte elaborate dal gruppo di lavoro per la gestione conclusiva del Pat»: andiamo, c’è di meglio…) non fosse in sintonia con l’atto di indirizzo del sindaco, che doveva fare da cappello al nuovo Pat. Laddove la scure sul cemento era di 1 milione di metri cubi, l’atto del sindaco ne avesse in realtà solo 700 mila. I «no comment» e gli imbarazzi, ai piani alti, si moltiplicano: c’è chi dice che i 300 mila metri cubi mancanti fossero stati collocati nei piani di intervento successivi. Ma c’è anche chi dice che fossero la spia di linee diverse all’interno della giunta: cosicché i pompieri si sono mossi (uno dei più attivi è stato Zuliani del Pd), per disinnescare una potenziale «bomba» che rischiava di far deflagrare la coalizione. Anche perchè si era sparsa la voce che l’atto di Manildo, almeno inizialmente, non avesse recepito troppo il lavoro di base dei gruppi, della associazioni e dei cittadini su verde, piste ciclabili, riconversioni degli edifici dismessi, con forte riduzione delle volumetrie. Ma proprio ieri sera in commissione Urbanistica ci sono state scintille, e questo fa capire quanta tensione ci sia sul tema urbanistica. Gian Mario Bozzo (Per Treviso) ha invocato un richiamo al dirigente di settore Stefano Barbieri, assente alla seduta di lunedì scorso, quando sono state lette le osservazioni al Pat. L’assessore Paolo Camolei lo ha difeso, ricordando che la seduta precedente aveva carattere sostanzialmente interlocutorio. Ma il presidente di commissione Giovanni Negro (Impegno Civile), Said Chaibi (Sel) e Maristella Caldato (Pd), gli ultimi due già critici sulle modalità della procedura, hanno sostenuto l’istanza di Bozzo, mentre le minoranze (Sandro Zampese e Giancarlo Iannicelli), tecnicamente, difendevano Camolei. Scenari inconsueti, al punto che l’assessore ha informato Manildo dell’accaduto. E non sembra che la cosa finirà qui: il confronto sul Pat rischia di arroventarsi. Alcuni consiglieri hanno chiesto di visionare l’atto di indirizzo del sindaco in anteprima.

 

E il documento urbanistico diventa poesia…

«Una città fatta di trame sottili e ritmi pacati, di grandi alberi e piccole case, di verde e di acque in cui si specchiano raffinatissimi teoremi architettonici e paesaggistici… che sviluppi tutto il suo potenziale di sviluppo e grazia…». Così il capitolo del documento dedicato all’idea di città che ha guidato il gruppo di lavoro sul Pat. Pare, si parva licet, una delle «Città invisibili» di Calvino. Il documento che gira a Ca’ Sugana ribadisce che «la Treviso cui il piano tende non è diversa dalla Treviso cui tutti i cittadini sono legati e che incanta i visitatori, che non conduce competizioni con gli altri poli maggiori, che ha stabilito un delicatissimo equilibrio dimensionale e funzionale». Una «Treviso snella ma capitale nella sua Marca», con il primato territoriale delle funzioni superiori e principale centro di servizi».

 

IN PROVINCIA

DOLO – Nuovo passo in avanti per la realizzazione del Pati (piano assetto territorio intercomunale) tra Dolo e Fiesso. Ieri mattina il vicepresidente della Provincia Mario Dalla Tor ha firmato con i sindaci Maddalena Gottardo e Andrea Martellato i documenti per l’adozione del piano. «Esprimo soddisfazione per il risultato raggiunto», ha spiegato Maddalena Gottardo, «il Pati è uno strumento di pianificazione che delinea le scelte strategiche di assetto e di sviluppo per il governo del territorio, e individua le specifiche vocazioni e le varianti di natura idrogeologica, paesaggistica, ambientale, storico-monumentale e architettonica».

Critiche le opposizioni. «Gli amministratori», accusa Alberto Polo (Dolo Cuore della Riviera), «nemmeno nelle dichiarazioni ufficiali tengono conto che il nostro territorio, idrogeologicamente parlando, è fragilissimo e i recenti problemi causati dalle abbondanti piogge lo dimostrano. Come possono andare fieri di un Pati dove sono previsti 24 ettari che saranno oggetto di nuova urbanizzazione?».

«Era proprio necessario incrementare la superfice edificabile in un’area delicata come quella di Dolo già pesantemente urbanizzata dal vecchio Prg?» si chiede Giorgio Gei (Ponte del Dolo). «Se il documento non verrà emendato durante la fase di consultazione e partecipazione, mi auguro che in Consiglio si possano trovare i voti per respingerlo».

(g.pir.)

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MARTELLAGO. Doppio appuntamento domani in biblioteca a Maerne per raccogliere proposte e idee per gli interventi urbanistico-edilizi da mettere nel Piano d’assetto del territorio (Pat) di Martellago. Il Comune ha deciso di coinvolgere tutti i soggetti interessati, per arrivare a prendere delle decisioni condivise. Il Piano Interventi, infatti è lo strumento che permetterà di attuare il Pat, con il documento che sarà redatto dagli studi professionali Agriteco, Metroplan Architettura/Ingegneria, Theorema Sas. Di recente la giunta ha dato il via libera a un atto d’indirizzo, per una spesa di 65 mila euro. A fine dicembre 2012, il vecchio Consiglio comunale aveva adottato il Piano Interventi e ora spetta a questo parlamentino dettare le regole del futuro del territorio, secondo le strategie del Pat approvato. Per presentare le proprie indicazioni, si potrà compilare il modulo inserito nel sito internet del Comune.

Intanto il Movimento 5 Stelle ha presentato un’interpellanza sul Pat su presunte irregolarità del calcolo della Superficie agricola utilizzata (Sau), che permetterebbero di avere più aree edificabili, minacciando anche dei ricorsi all’autorità giudiziaria.

Alessandro Ragazzo

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MOGLIANO. Candidati a confronto sui temi ambientali: scende in campo il comitato “Salviamo il Paesaggio”. «Stiamo realizzando una serie di iniziative per tentare di incidere sul futuro di Mogliano», spiega il portavoce Paolo Favaro, «sia intervenendo sui contenuti esposti dal Pat, sia coinvolgendo i diversi candidati sindaco in una pubblica discussione sui temi del parco alle Cave senili di Marocco, sulla situazione urbanistica in rapporto al tema consumo di territorio, sull’ ipotesi di realizzare una nuova piazza a Campocroce fronte Filanda Motta e sulla possibilità di attrezzare dei percorsi paesaggistici attraverso le campagne moglianesi».

Sono questi i contenuti dell’incontro coi candidati sindaco previsto per venerdì 28 febbraio al centro sociale. Hanno dato la loro disponibilità Elvinio Agnolin, Carola Arena, Giovanni Azzolini (per il momento a titolo personale), Giannino Boarina e un esponente di Forza Italia. Non ci saranno Alessandro Gosetto (impegni personali) e il candidato dei M5S Cristina Manes, che ieri ha annunciato il rifiuto ad ogni confronto pubblico. Il comitato ha censito gli edifici del territorio che sembrano in stato di abbandono.

(m.m.)

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Gazzettino – Dolo: Rifondazione. Maggioranza in crisi.

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10

feb

2014

DOLO- Il circolo del Partito della Rifondazione Comunista di Dolo esprime la sua forte preoccupazione per la grave crisi attraversata dalla maggioranza che amministra il comune rivierasco.

«Mai si era giunti ad un livello così basso di accuse personali- afferma il segretario Massimo Bortoli – L’incompatibilità di alcuni esponenti della maggioranza con gli altri e la forte tensione anche personale sono palpabili».

E rilancia: «Questa Amministrazione, che doveva rappresentare il nuovo e godere di un canale privilegiato con Provincia e Regione, galleggia, senza ottenere risposte sui temi fondamentali: Romea Commerciale, casello, ospedale, distretto sanitario e quant’altro».

Ma non lesina accuse: «Non manca però di presentare un PATI che regala ancora aree agricole alla speculazione. Abbiano uno scatto d’orgoglio, altrimenti si vada al voto a maggio».

(g.d.cor.)

 

Il Movimento 5 Stelle chiede la revisione dello strumento

MARTELLAGO – Interpellanza su 186 aree censite come agricole: «Ma in realtà non lo sono»

I “grillini” denunciano «Il Pat è stato gonfiato»

Il Comune parte col piede giusto sul Piano Interventi, strumento che darà attuazione al nuovo Pat. “C’è parso opportuno, prima di redigerlo, sentire i desiderata dei soggetti interessati alla gestione delle possibili trasformazioni del territorio, cittadini, imprenditori, associazioni, in un’ottica di compartecipazione e concertazione” ha spiegato l’assessore Valerio Favaron, venerdì a Maerne alla presentazione del bando approvato dalla Giunta per la raccolta delle manifestazioni d’interesse per gli interventi da inserire nel Piano. Chiunque entro il 7 marzo potrà presentare proposte che però, come hanno chiarito Nadia Rossato, caposettore dell’Urbanistica comunale, e Alessandro Calzavara, del pool che realizzerà il Pi, dovranno essere coerenti, in primis con gli obiettivi delineati dal Pat. Tra i criteri di valutazione, oltre a qualità e fattibilità, spicca l’interesse pubblico della proposta: con il Pi si supera il vecchio Prg e si afferma la logica della perequazione, in base alla quale il Comune dovrà ricevere in cambio dal privato un corrispettivo in servizi, opere o danaro.

Sempre in tema, però, il Movimento 5 Stelle presenterà nel consiglio di giovedì una dura interpellanza in cui torna a denunciare il calcolo effettuato nel Pat della Superficie Agricola Utilizzata, che sarebbe stata gonfiata per disporre di più metri cubi trasformabili. I grillini hanno contato ben 186 aree censite come agricole “ma che non lo sono, e ciò ha contribuito a raddoppiare le possibilità edificatorie favorendo il processo di cementificazione del territorio, a scapito di uno sviluppo sostenibile” accusano. Di qui la richiesta di revisione del Pat da parte dei 5 Stelle che minacciano ricorsi all’autorità giudiziaria, e chiedono anche lumi sui “141mila euro di consulenze esterne spesi per avere un Pat sbagliato”.

 

 

Proposta di legge per restituire ai Comuni la possibilità di pianificare il territorio

Lo stesso documento votato nelle altre città capoluogo di provincia del Veneto

Lotta al nuovo Piano casa voluto dalla Regione per rilanciare il settore edilizio, concordata con i costruttori ma non con i sindaci. Che si ribellano. Ieri la giunta ha votato la delibera per la proposta di legge regionale di iniziativa del consiglio comunale – dove dovrà essere discussa e votata nei prossimi giorni – per modificare la legge regionale 32, per l’appunto quella che disciplina il Piano casa. La delibera votata ieri dalla giunta è nel solco delle iniziative intraprese con gli altri sindaci delle città capoluogo di provincia a gennaio per la modifica di una legge che, a detta delle amministrazioni locali, rischierà di stravolgere i territori, aumentando la cementificazione e togliendo ai Comuni la capacità di gestire il territorio. In centro storico, ad esempio, basterà una modifica interna, anche minima, in un immobile – possibile senza autorizzazione della sovrintendenza in edifici non vincolati – per agganciarci un cambio di destinazione d’uso, e trasformare un appartamento in un nuovo, ennesimo, affitta-camere. In terraferma invece, rispetto alle attuali indicazioni del Piano di assetto del territorio (il Pat) il Piano casa regionale permette un potenziale ampliamento economico stimato, dagli uffici Urbanistica di Ca’ Farsetti, tra il 50% e il 70%, anche in terreni classificati anche come agricoli. Come si può fare? Semplice, a patto che lo stesso proprietario, a una distanza massima di 200 metri, abbia un immobile da voler ampliare.

«È un piano che non possiamo accettare» rimarca l’assessore all’Urbanistica Andrea Ferrazzi «e per questo abbiamo proposto la modifica della legge regionale sul Piano Casa».

Tra le richieste di modifica anche quella che riguarda gli oneri di urbanizzazione (vale a dire i soldi che i costruttori versano per marciapiedi, fognature, etc) azzerati dalla Regione, con l’intento di rilanciare il settore edilizio.

«Ma dal momento che strade, marciapiedi e fogne bisogna comunque realizzarle» spiega Ferrazzi «chiediamo che sia la Regione a provvedere a stanziare le risorse necessarie per poter garantire gli interventi».

Contro il piano casa della Regione, impugnato anche dal governo davanti alla corte costituzionale, sono tutti i sindaci della città capoluogo di provincia le cui giunte comunali stanno votando una delibera analoga a quella approvata ieri dal sindaco Giorgio Orsoni e dai suoi assessori.

Francesco Furlan

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