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I consiglieri Caccia, Seibezzi e Bonzio: «Inaccettabile, troppi regali al Porto. Il sindaco spieghi»

VENEZIA – Accordo «stravolto» per il tram a San Basilio. E la maggioranza rischia. Tamburi di guerra ieri a Ca’ Farsetti, dopo che tre consiglieri di maggioranza (Beppe Caccia e Camilla Seibezzi di In Comune, Sebastiano Bonzio della Sinistra) hanno scoperto che il Comune ha già sottoscritto con l’Autorità portuale l’Accordo di programma per l’arrivo del tram a San Basilio. C’era il mandato del Consiglio comunale e la delibera approvata dall’aula. Ma quello che ne è uscito, accusano i tre, non risponde affatto alla volontà del Consiglio. Cosa è successo?

«Sono state modificate parti strategiche dell’accordo, su richiesta dell’Autorità portuale», attacca Caccia, «e non certo su parti di secondaria importanza. Abbiamo fatto un regalo al Porto, e questo è inaccettabile».

Caccia, Seibezzi e Bonzio se la prendono con l’assessore alla Mobilità Ugo Bergamo, artefice della «trattativa» che a loro dire avrebbe penalizzato il Comune.

«Ma non è vero, leggano le carte», si inalbera l’assessore, «dal punto di vista economico abbiamo risparmiato due milioni di euro».

Carte alla mano, i tre consiglieri di maggioranza fanno l’elenco delle parti modificate.

«È sparito ogni riferimento al Pat, e il Porto si riprende spazi che erano stati conquistati dalla città», dice Caccia, «così si torna indietro di dieci anni».

Fa discutere la destinazione dei magazzini Ligabue di e degli spazi dove adesso è ospitata l’Università (Ca’ Foscari e Iuav). Non pià «attrezzature per l’istruzione» ma «per attività formative e attività portuali».

Stessa sorte per i capannoni attigui ai Ligabue, oggi occupati dalla Guardia di Finanza, da cui è sparita la dicitura «Istruzione».

Cambia anche la destinazione della vecchia stazione Marittima. Non più «servizi per il trasporto pubblico e attività commerciali e di Pubblico esercizio» ma «attività portuali».

Ancora, sparisce il progetto del garage multipiano che doveva garantire almeno il 30 per cento dei posti ai veneziani, sostituito con un parcheggio a raso che servirà soltanto al Porto per spostare lì i parcheggi sacrificati per il tram.

Infine, è stata ampliata la superficie a disposizione del terminal portuale (da 2000 a 2400 metri quadrati), autorizzata la demolizione di un magazzino, aumentato il canone da 150 a 200 mila euro anno.

«Inaccettabile», ripetono i consiglieri, «o il sindaco spiega o ne trarremo le conseguenze. Quell’area che doveva essere restituita interamente alla città torna di proprietà dell’Autorità portuale. Un accordo totalmente diverso da quello approvato dal Consiglio».

E promettono battaglia: «Non è l’applicazione di linee guida, ma un’altra cosa. E dovrà tornare in aula».

Alberto Vitucci

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Gazzettino – Venezia. Bufera sul tram a San Basilio

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7

feb

2014

LA DENUNCIA  «La lobby delle crociere ha suoi uomini anche in giunta»

COMUNE – Beppe Caccia e Sebastiano Bonzio attaccano il documento firmato dal sindaco

Il tram a San Basilio «Accordo inaccettabile»

C’è aria di fronda nell’ala più a sinistra del Consiglio comunale. I gruppi “In Comune” e “Federazione della Sinistra” denunciano l’accordo di programma stipulato venerdì tra Comune e Autorità portuale, giudicandolo gravemente sbilanciato a favore del porto rispetto alla prima stesura, sottoposta all’attenzione del Consiglio comunale nel gennaio 2013. Con quel voto, il sindaco Giorgio Orsoni ha ottenuto il mandato ad andare avanti e firmare, ma per i consiglieri Beppe Caccia e Sebastiano Bonzio questo nuovo accordo è una fregatura per Ca’ Farsetti.

«Il tram – attacca Caccia – è il cavallo di Troia per ribadire la destinazione portuale di San Basilio e della Marittima contro la volontà espressa dal Consiglio con la variante al Piano regolatore vigente e il Pat. Evidentemente esiste una lobby di interessi – continua – che ha suoi uomini in giunta e anche in maggioranza».

Anche Bonzio non va giù leggero: «Al voto di gennaio 2013 mi astenni perché volevo vedere la stesura definitiva. Per quanto mi riguarda non c’è la possibilità di dare la fiducia ad un testo simile e se rimane così per me questa maggioranza è finita. Si torna indietro di 10 anni, perdendo tutte le conquiste della città a partire dall’abbattimento delle mura portuali. Non si può firmare una roba del genere».

Ma cosa è cambiato rispetto al testo precedente, da far imbufalire questi due esponenti della maggioranza?

«Il Porto vuol cancellare ogni riferimento al Prg e al Pat – spiega Caccia – dove si parla di grandi navi, il parcheggio multipiano diventa a raso e servirà solo per spostare i posti auto che dovranno essere liberati a San Basilio. La quota “fino al 30 %” dei posti eccedenti il bisogno è una barzelletta: non ci saranno posti per residenti».

«In cambio di modifiche sostanziali dell’accordo – gli fa eco Bonzio – il Comune ci perderà anche sul piano finanziario, perché sarà il Comune a realizzare il tram direttamente e poi perché è stato aumentato il canone di concessione da 150mila a 200mila euro l’anno. Per far passare il tram in un’area che avrebbe dovuto essere sdemanializzata da tempo».

Claudio Borghello, capogruppo del Pd, smorza i toni: «Il sindaco ha spiegato a tutti i capigruppo i termini dell’accordo e francamente non mi pare che sia così penalizzante».

Michele Fullin

 

DOLO «Nel Piano urbanistico (Pati) il sindaco, l’assessore all’urbanistica e la giunta di Dolo hanno previsto l’incremento di capannoni e di nuovi hotel nell’area che comprende anche Veneto City».

La denuncia arriva dai sei consiglieri del gruppo d’opposizione “Dolo Cuore della Riviera” – Alberto Polo, Adriano Spolaore, Vincenzo Crisafi, Gianluigi Naletto, Andrea Zingano e Gianni Lazzari – che accusano la maggioranza di voler cementificare il territorio.

Torna quindi nell’occhio del ciclone il Pati che nelle scorse settimane aveva provocato il duro scontro, ancora in corso, tra i consiglieri leghisti Giovanni Fattoretto e Mario Vescovi contro il sindaco Maddalena Gottardo anche lei leghista.

«Oltre agli attuali 500 mila metri quadri di cemento di Veneto City», proseguono, «lì sono stati previsti ulteriori 20 mila cubi di nuova volumetria a destinazione turistica e altri 20 mila metri quadrati di superficie coperta a destinazione produttiva. È questa la città sostenibile ed intelligente di cui parla il sindaco Gottardo? Intanto il centro storico dolese muore e l’unica cosa a crescere è la cementificazione e l’inquinamento. La giunta ha fallito tutti gli obiettivi e il nostro comune è stato relegato ai margini basti pensare al declassamento dell’ospedale, la chiusura del Tribunale, le richieste della Provincia di inserire nella cartografia del Pati il tracciato della Romea Commerciale e della Camionabile sull’Idrovia».

Giacomo Piran

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Gazzettino – Dolo. “Pati, una colata di cemento”

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4

feb

2014

DOLO – L’accusa: «Zona già congestionata con Veneto city. Intanto il centro storico muore»

Il gruppo di opposizione attacca il piano: «Nuovi hotel e capannoni ad Arino»

«Sul Pati il sindaco Gottardo prevede un’ulteriore volumetria per il polo del terziario avanzato di Arino»: lo rilevano gli esponenti de il gruppo consiliare di opposizione “Per Dolo, Cuore della Riviera” che si dicono preoccupati. «Emergono sempre più lampanti le contraddizioni di questa “associazione politica” che governa Dolo e, in tanti cittadini, si sta rinsaldando la convinzione che il sindaco Gottardo, la sua Giunta e ciò che resta della maggioranza, hanno fallito tutti gli obiettivi per i quali sono stati eletti».
Sotto accusa le “cementificazioni” che arriveranno ad Arino: «Come lista di opposizione è nostro compito far risaltare quello che, anche se sotto traccia, questo sindaco purtroppo continua a portare avanti: intendiamo denunciare con forza il fatto che sul disegno del Pati, il sindaco, l’assessore all’Urbanistica Ballin e la Giunta tutta, stanno appoggiando l’incremento di nuovi hotel e di altri capannoni nell’area del polo del terziario avanzato che comprende anche Veneto City. Oltre agli attuali 500mila metri quadri di superficie netta di pavimento di Veneto City, al polo di Arino sono stati previsti ulteriori 20.000 metri cubi di nuova volumetria a destinazione turistica e altri 20.000 metri quadrati di superficie coperta a destinazione produttiva. Intanto il centro storico muore e l’unica cosa a crescere a Dolo è la cementificazione e l’inquinamento».
La lista di opposizione insiste: «Il primo cittadino Gottardo non è in grado di rappresentare il nostro territorio, da tempo abbandonato e relegato ai margini della Provincia e del Veneto. Basti pensare al declassamento dell’ospedale di Dolo e alla vendita di alcuni suoi immobili nel pieno centro storico, già annunciata dal direttore generale. Per non parlare della richiesta della Provincia che chiede di inserire nella cartografia del Pati il tracciato della Romea Commerciale e della Camionabile sull’Idrovia. I dolesi e la Riviera del Brenta, si meritano amministratori responsabili e più presentabili».

Lino Perini

 

Nuova Venezia – Un terminal da 83 mila metri cubi a Tessera

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2

feb

2014

IL PIANO PARTICOLAREGGIATO

Parcheggi, alberghi, negozi, una piazza e la fermata del vaporetto per Fondamente Nuove

Quasi 166 mila e 500 metri quadri per un volume di massimo 83.200 metri cubi. Sono questi i numeri del Piano particolareggiato del nuovo Terminal di Tessera. Anche questo progetto si sposta, lascia le aree demaniali del sedime aeroportuale al centro delle polemiche del passato con Save e si concentra per il 94 per cento sui terreni dell’Aeroterminal, la società dei fratelli Poletti, condannati per il reato di bancarotta fraudolenta per il crac milionario della società veneziana, oggi in mano ad un curatore. Se non si andrà ad un accordo, il sindaco ha già fatto intendere di voler procedere all’esproprio dell’area per realizzare il più importante dei due terminal, previsti dai piani comunali. «Con quali soldi viene da chiederselo», commenta polemica il consigliere comunale di Forza Italia, Saverio Centenaro. Un sottopasso in ingresso per evitare la Triestina, aree verdi, edifici con coperture verdi per ridurne l’impatto, una nuova piazza, un percorso che dal centro abitato di Tessera costeggia lo scolmatore fino a ridosso di Forte Bazzera per realizzare un collegamento sia viabilistico che pedonale e ciclabile con il futuro imbarcadero Actv del vaporetto che porterà turisti e cittadini ad arrivare alle Fondamenta Nuove e a Murano via acqua, evitando il giro per piazzale Roma.

«L’intera gronda lagunare può essere riqualificata e il Terminal di Tessera può diventare una realtà. Terminal che consente il miglioramento dell’accesso alla città insulare per i residenti di Tessera, Favaro e di Campalto».

Le funzioni: 7.800 metri quadri di attività direzionali, ricettive e di pubblici esercizi; 8 mila metri quadri di servizi alle persone; 11.930 metri quadri di strutture ricettive e soprattutto 215.920 metri quadri di parcheggi, 33.365 metri quadri di verde attrezzato e una piazza di oltre 23 mila metri quadri.

Ora le tappe del piano particolareggiato, adottato dalla giunta counale il 20 dicembre, prevedono, come ha spiegato il direttore di Urbanistica Oscar Girotto, 10 giorni di pubblicazione, scattati dal 24 gennaio, e 20 giorni per le osservazioni ( dal 3 al 24 febbraio). Successivamente partirà il lavoro degli uffici per le controdeduzioni alle osservazioni. Il piano, poi, approderà in Regione per lo screening Vas e Vinca e per la conferenza di servizi con tutti gli enti interessati, in particolare la Soprintendenza. La commissione Vas ha 90 giorni di tempo per esprimersi e qui torna il pressing del Comune di Venezia presso la Regione affinché Zaia nomini e renda operativa la commissione e conduca in porto l’approvazione del Pat, che attende da un anno. Dopo il voto della Municipalità il piano potrà tornare in giunta comunale per la delibera di approvazione finale.

(m.ch.)

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Stadio, la palla passa a Korablin

La prossima settimana sarà in città. Il parere Enac sposta il Quadrante più a nord

Un accordo di programma con Yuri Korablin, il presidente del Venezia Calcio, o chi altri metterà sul piatto i fondi necessari per realizzare i progetti del Quadrante di Tessera, con la realizzazione del nuovo stadio, atteso da trent’anni, e della nuova sede del Casinò e servizi annessi. Un accordo, che ha spiegato il sindaco Giorgio Orsoni venerdì pomeriggio al consiglio di Municipalità di Favaro potrà «arrivare anche prima dell’approvazione del Pat, Piano di assetto del territorio in Regione». Ora si «può fare», questo il messaggio chiaro di Orsoni e ora la palla passa ai privati, a Korablin e al suo staff. L’imprenditore russo è atteso in laguna la prossima settimana e pare arrivato per lui il tempo di dire cosa intende davvero fare in laguna e se l’investimento da 200 milioni di euro che dovrà passare per un accordo di programma e poi la partecipazione ad un bando per la realizzazione del nuovo stadio si potrà davvero concretizzare. Dopo l’ultimatum del russo a Comune e Save, molte cose si sono mosse: c’è stato il passo indietro della società aeroportuale, dopo il parere di Enac favorevole al Comune che ha consentito di riaprire la partita, dopo quasi due anni di polemiche e stallo. Cosa dice esattamente l’Enac lo si è capito venerdì sera in Municipalità. Ecco un passo del parere dell’Ente di aviazione civile: «Le tipologie di opere previste sono coerenti con le indicazioni del Regolamento per la costruzione e l’esercizio degli aeroporti», con una «forte rarefazione delle funzioni sull’area di tutela C e con posizionamento delle strutture con maggiore carico antropico in prossimità del limite esterno della zona D della nuova pista di volo». Di conseguenza, per effetto dei vincoli per circa mille metri imposti dalla presenza della seconda pista, quella che in città nessuno vuole, Orsoni con il suo staff di Urbanistica ha scelto di spostare i progetti di stadio e Casinò verso Nord Ovest. Progetto con “le ruote” quello del Quadrante che si sposta a Nord Ovest per uscire dalle aree di vincolo imposte dal Masterplan di Save e dall’indicazione della seconda pista. Interessato sono ora i 28 ettari opzionati da Save e ora offerti ai privati che vogliono realizzare lo stadio e i circa 30 ettari comunali. L’Enac nel suo parere dice anche che è importante sviluppare il terminal acqueo e dell’utilizzo del sedime aeroportuale e suggerisce un apposito tavolo tecnico per integrare interventi urbanistici e piani di sviluppo aeroportuale. E sui 17 milioni di euro, congelati da anni dal Comune per il progetto della porta d’acqua di Gehry, poi cancellato da Save, ora l’Enac invita ad andare a siglare la convenzione con Comune e Save per realizzare le opere di viabilità previste. «Faremo il nuovo stadio», ha ribadito più volte venerdì sera il sindaco al presidente della Municipalità Ezio Ordigoni che gli chiedeva certezze sul progetto. E il presidente municipale esce dal confronto soddisfatto dalle rassicurazioni ottenute. «Con il parere favorevole di Enac del 20 gennaio 2014 al Piano comunale le cose sono più chiare: riabbiamo un Nuovo Quadrante dove il Casinò si può fare, lo Stadio può essere realizzato».

Mitia Chiarin

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La filosofia del Pat: stop alle nuove lottizzazioni residenziali e commerciali

La giunta comunale preferisce puntare su riqualificazioni e polmoni verdi

Stop all’edificazione in città per i prissimi 10 anni. Il sindaco Manildo ha pronta sul tavolo una maxi-osservazione al Pat che consentirà di diminuire la possibilità edificatoria a Treviso di 1,1 milioni di metri cubi. Con questa modifica il Pat targato Lega e Pdl sarà rifatto. Tra giugno e luglio si concluderà l’iter che sancirà la nuova politica urbanistica per il capoluogo. Resteranno solo 600 mila metri cubi, in dieci anni, costruibili. Ma sono vecchie “licenze”.

«In campagna elettorale abbiamo ripetuto più volte che il Pat così come concepito dalla precedente amministrazione doveva essere rivisto», spiega Manildo. E così ha formato un gruppo di tecnici che dallo scorso settembre lavora a una rivisitazione. Gaetano Di Benedetto, Luigi Calesso, Beatrice Ciruzzi, Oliviero dell’Asen, Fabrizia Franco e Giovanni Negro, i componenti del gruppo. Ieri è stato presentato il documento che ne è emerso, i cui contenuti finiranno in un atto d’indirizzo firmato dal sindaco Manildo, e in seguito in un’osservazione al Pat redatta dagli uffici. Il focus di tutto il lavoro della commissione è stato la salvaguardia del territorio.

«Tutte le costruzioni che sono state autorizzate fino ad ora, ma non ancora realizzate, sono sufficienti per i prossimi 20 anni», spiega il consigliere Giovanni Negro. E Ca’ Sugana su tutto questo non può più intervenire, sono diritti acquisiti: si tratta di 1,2 milioni di metri cubi. Ma con il Pat redatto dalla giunta Gobbo si arrivava a ben 2,9 milioni di metri cubi. Riducendo le aree in cui sarà possibile costruire, e valorizzando il restauro rispetto al nuovo, il gruppo di lavoro è riuscito a ridurre notevolmente questa quota. A disposizione ci saranno 1,8 milioni di metri cubi, ma molti, come detto, sono eredità del passato. A ciò si aggiunga il fatto che è stato deciso non verrà più data alcuna proroga. Se l’autorizzazione scadrà prima che inizino i lavori, il privato perderà il diritto a costruire.

«Nel documento sono contenuti diversi suggerimenti. Per esempio», prosegue Negro, «una decisa riduzione del dimensionamento delle cubature, una forte attenzione al sistema del verde, cunei verdi che arrivino al cuore della città. Sarà necessario puntare poi all’economia del fare, rivitalizzare le frazioni, dare impulso all’agricoltura di qualità e realizzare dei cunei verdi che arrivino al cuore della città; la promozione del sistema ferroviario metropolitano è particolarmente importante».

A ciò si aggiunga il fatto che attraverso la maxi-osservazione si apriranno ancora una volta i termini per le osservazioni e si dovrà passare nuovamente in consiglio comunale. In questo modo la giunta Manildo potrò fare il suo Pat. A Ca’ Sugana inoltre prepareranno un piano del verde: si tratta di indicare percorsi per collegare campagna e città, oltre a collocare orti e boschi urbani. Quella dei cunei verdi che dalla periferia raggiungono la città (come lo Storga), è un’idea che era stata lanciata anche da Impegno Civile durante la campagna elettorale. Resta poi la grande, e complessa, sfida del sistema ferroviario-metropolitano. Nel documento saranno inserite delle stazioncine comunali, ma in questo caso oltre al Pat serviranno soldi. «Siamo riusciti a trasformare un brutto anatroccolo in un cigno», dice l’assessore all’Urbanistica Paolo Camolei. «L’abilità di questo gruppo di lavoro è stata di riuscire a tradurre la nostra visone politica in un documento in grado far diventare il Pat nostro».

(f.c.)

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Nuova Venezia – Dolo. Tutti contro tutti nella Lega.

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31

gen

2014

I “lealisti” contro il segretario 

DOLO «Il gruppo Lega formato da Sabrina Bachet, Cecilia Canova, Silvia Carraro e Roberto Stradiotto si ritiene perfettamente in linea con i principi del movimento e non riconosce chi si è schierato dalla parte di coloro che usano l’arroganza e l’offesa per perseguire i propri scopi. Nessun movimento o partito che si rispetti può imporre a qualsivoglia persona di andare contro a principi guida quali l’etica e la moralità». A dirlo sono i quattro consiglieri comunali della Lega Nord che si sono schierati a favore del sindaco Maddalena Gottardo dopo gli attacchi subiti dai consiglieri Fattoretto e Vescovi anche loro del Carroccio. Nel frattempo continuano le richieste di dimissioni. «Il segretario della sezione dolese della Lega Carlo Levorato», proseguono i quattro consiglieri “lealisti”, «con la sua lettera aperta ha preso posizioni evidentemente personali e per conto di pochi. Tutto ciò risulta imbarazzante e a nostro avviso si dovrebbe dimettere da segretario non essendo in grado di sostenere il sindaco e la maggioranza del suo comune».

Una staffilata alla Lega arriva poi da Giorgio Gei (Ponte del Dolo). «Avevano promesso fuoco e fiamme», dichiara Gei, «espulsioni e licenziamenti in tronco. Sono invece disarmanti le dichiarazioni del commissario del Carroccio per il quale la Lega ha posizioni diverse rispetto al sindaco Gottardo su Veneto City, ospedale, Romea commerciale e Pati, ma rimane in maggioranza in posizione critica. Sarebbe interessante conoscere quali sono le divergenze della locale sezione dolese su Veneto City o chiedere quali prese di posizione ufficiali ci siano state verso i vertici regionali per difendere l’ospedale di Dolo da parte della Lega della Riviera».

Giacomo Piran

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Gazzettino – Dolo. La Lega spara sul suo sindaco.

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29

gen

2014

DOLO  – La Lega accusa il “suo” sindaco «Ci denigra»

Il Commissario della Lega Nord, Ennio Zane, contro il sindaco Maddalena Gottardo: «Ce l’ha con me perchè ho preso il posto del marito.»

DOLO «Non vorrei che il suo astio sia dovuto al fatto che ho preso il posto di suo marito»

Il commissario Zane attacca la Gottardo: «Non fa che denigrare il movimento»

NEL MIRINO – Maddalena Gottardo, primo cittadino di Dolo, attaccata dal commissario Zane

Non si placa la polemica che sta scuotendo il Carroccio di Dolo. Il commissario della Lega Nord della Riviera del Brenta Ennio Zane si produce in una replica al vetriolo al sindaco Maddalena Gottardo, da cui è stato chiamato in causa nei giorni scorsi. Zane non esclude che vi possano essere, all’interno della maggioranza, cambiamenti per il gruppo consiliare della Lega Nord.

«La signora Gottardo deve avere la capacità di scindere la sfera politica da quella amministrativa, non strumentalizzando quest’ultima, come sta facendo a suo comodo in questo periodo – attacca Zane – È palese che la vittoria amministrativa la legittima a rimanere fino alla scadenza del suo mandato, ma non deve scordare di essere parte di un movimento politico. Non si capisce poi quali sarebbero le mie dichiarazioni personali, poiché, non solo non ve ne sono ma nemmeno ne ho rilasciate. È vero invece che la signora Gottardo, da molto tempo, pur essendone ancora iscritta, ha cominciato un’opera di denigrazione nei confronti della Lega Nord, che non ha risparmiato nessuno, dal semplice militante, fino a giungere a colpire, da ultimo, anche Luca Zaia».

Poi Zane torna sulla questione della riorganizzazione del movimento, scagliando un affondo: «Ritenendo che alcune circoscrizioni non stessero lavorando bene, si è provveduto a prendere delle decisioni che hanno riguardato persone ed organi, come nella circoscrizione della Riviera del Brenta. Qui i segretari delle varie sezioni hanno votato a maggioranza la sfiducia a Stefano Boscolo, marito della signora Gottardo, non ritenendolo più politicamente adatto a ricoprire questo ruolo. Non vorrei che questo astio nei miei confronti derivi proprio dal risentimento personale della signora per quanto accaduto al marito». E ancora: «La signora Gottardo dovrebbe poi spiegare cosa intenda con la sibillina frase: “Un partito deve aiutare solo i suoi amici e parenti?” ed eventualmente fare nomi e cognomi».

Il commissario conclude: «La signora Gottardo deve continuare a svolgere il suo mandato fino a scadenza naturale, accettando, visto la sua mancanza di condivisione e partecipazione con il movimento Lega Nord, la critica dei consiglieri su quelle azioni messe in atto dalla maggioranza dolese, per le quali la Lega ha una posizione diversa da quella del Sindaco, come per esempio su Pati, Romea Commerciale, Ospedale e Veneto City».

Lino Perini

 

MOGLIANO. Azzolini stralcia i diritti edificatori del vecchio prg: nel nuovo Pat passa una cura dimagrante di 200mila metri cubi. Ma il blitz in consiglio comunale del primo cittadino non piace a tutti, e Forza Italia esce dall’aula. Sullo sfondo dell’approvazione del nuovo Piano di Assetto del Territorio, in consiglio comunale continuano a tenere banco le divisioni interne alla maggioranza.

polemica in consiglio a Mogliano

Giovedì sera è stato adottato il nuovo Piano di assetto del territorio: ma la versione finale approvata dai consiglieri non è quella originale.

Con una mossa a sorpresa il sindaco Giovanni Azzolini ha modificato all’ultimo momento il piano predisposto dagli uffici e dal suo vice Giannino Boarina, assessore all’urbanistica. Il suo maxi emendamento potrebbe far saltare a breve circa una sessantina di nuove lottizzazioni previste in città, ma rimaste al palo negli ultimi anni: «Sono l’unico sindaco che ha tolto metri cubi», commenta trionfale Azzolini, «basta alle lottizzazioni degli amici degli amici. In molte casi si tratta solo di giochi speculativi».

Azzolini ha deciso di cancellare tutte quelle lottizzazioni (aree di tipo C2 e C1) per cui fino ad oggi non sono mai stati presentati i progetti. «Chi ha avuto trent’anni per costruire e non l’ha fatto, con l’approvazione del Pat, perderà il diritto ad edificare», spiega il sindaco.

L’approdo di questo documento in consiglio comunale è stato però anticipato da forti perplessità da parte delle associazioni di quartiere.

Pesanti critiche sono state espresse anche durante il dibattito in consiglio comunale da Alberto Vianini della lista Giovani.

(m.m.)

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MOGLIANO – Il piano passa per un solo voto, Tronchin e Montegnano (pdl) abbandonano l’aula

MOGLIANO – La maggioranza Lega Nord-Pdl si spacca sull’adozione del Pat. Il Piano di Assetto del Territorio di Mogliano è passato l’altra sera in Consiglio comunale per il rotto della cuffia: 10 voti a favore contro i 9 contrari dei gruppi dell’opposizione. Il capogruppo del Pdl, Liliana Buzzanca Montegnano, ha abbandonato l’aula dopo che la sua proposta di rinviare di una settimana la discussione sul Pat è stata respinta. Ha lasciato l’aula anche l’assessore al welfare Lucia Tronchin, sempre del Pdl. Il nuovo strumento urbanistico non sarebbe stato approvato se fosse stato presente il consigliere del Pd, il cardiochirurgo Leonardo Corò, trattenuto in ospedale per un intervento urgente. A tenere banco è stato il maxi emendamento al Pat presentato dal sindaco Giovanni Azzolini che ha fatto sparire con un colpo di spugna circa 200mila metri cubi di nuova edificazione. Dura la critica del capogruppo del Pd Antonio Bortoluzzi: «Il sindaco Azzolini non è nuovo a questi colpi di teatro. L’emendamento con il quale ha deciso di cancellare per l’esattezza tecnica 178mila metri cubi di aree edificabili contrasta con la stessa normativa del Pat. Una decisione del genere poteva essere eventualmente presa solo in sede di approvazione del Piano degli interventi, cioè tra un anno circa se tutto procederà per il verso giusto con la definitiva adozione del Pat. Invece Azzolini ha voluto anticipare i tempi volendo far credere di essere contrario alla cementificazione del territorio, vedi caso in pieno clima di campagna elettorale».

 

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