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Nuova Venezia – Campagna Lupia. La Provincia approva il Pat

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

27

apr

2013

«Più tutele per la laguna»

CAMPAGNA LUPIA. È stato approvato in Provincia il piano di assetto del territorio (Pat) del Comune di Campagna Lupia, che dovrà essere ratificato in conferenza dei servizi. Il Pat riguarda i circa 50 km quadrati di laguna compresi nel territorio di Campagna Lupia, lungo un tratto di quasi 10 km di gronda lagunare. Soddisfatto il sindaco Fabio Livieri: «Il Pat ci permette di valorizzare le peculiarità del nostro territorio e in particolare l’ambiente lagunare che per le sue caratteristiche va adeguatamente tutelato e salvaguardato». ll vicepresidente della Provincia e assessore all’Urbanistica Mario Dalla Tor va nel dettaglio: «Questo strumento urbanistico incide su un territorio che si caratterizza per la presenza di un sito archeologico di epoca romana e di un’oasi del Wwf nella frazione di Lova, dove c’è anche la sede del Gal Antico Dogado e di una postazione naturalistica della Provincia, è un Pat significativo per la valenza ambientale e ha tra gli obiettivi anche quello di sviluppare un potenziale edilizio a misura d’uomo».

(a.ab.)

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Appello alla giunta di commercianti, artigiani e agricoltori

ASOLO – Ascom, Confartigianato AsoloMontebelluna, Cia, Cna e Coldiretti bocciano il Pat e inviano una lettera a tutti i gruppi consiliari che siedono nell’assemblea asolana. «Sfruttiamo quello che abbiamo già», ribadiscono. L’impegno chiesto dalle associazione di categoria alla giunta Baldisser e alla maggioranza che la sostiene è chiarissimo: «Basta sfruttare il territorio». La mobilitazione per fermare l’adozione del nuovo piano di assetto del territorio continua. Davanti ai 350 mila metri cubi di cemento previsti dal piano presentato dal vicesindaco Federico Dussin, commercianti, artigiani e agricoltori avevano alzato già la voce e assieme ai cittadini e alle minoranze consiliari avevano bacchettato la giunta. Nelle tavole del Pat è stata disegnata una nuova immensa area industriale ai piedi della Rocca, vicino alla sede della Replay.

«Quando in realtà esiste già una zona industriale»,

fa notare Stefano Zanatta, presidente di Confartigianato AsoloMontebelluna,

«Perché bisogna costruire ancora? Meglio mantenere l’attuale area industriale senza consumare in maniera selvaggia il nostro territorio».

Nel nuovo piano di assetto del territorio, adottato dalla giunta, l’attuale area industriale che si trova a cavallo di via Galilei, via dell’Artigianato, via Monache e via Venezia rischia di diventare l’ennesima cattedrale nel deserto. «Questa operazione non ha senso, l’attuale area si svaluterebbe dal punto di vista economico», sottolinea Zanatta. Il nuovo Pat riconverte le aree esistenti in uffici, residenze oppure in aree agroindustriali e per la produzione energetica all’interno della zona industriale. Per artigiani, commercianti e agricoltori un vero e proprio «spreco». Trascorsi 5 anni dall’entrata in vigore del Pat e del piano degli interventi, in caso di abbandono o di smantellamento delle attività produttive già esistenti, non sarà possibile l’insediamento di altre aziende causando così il tracollo finanziario dell’economia del territorio. Secondo le associazioni di categoria le conseguenze dell’adozione di questo piano sarebbero, per questi motivi, gravissime. «In primo luogo siamo in presenza di aree non ancora completate», scrivono nella lettera i presidenti, «Il danno economico che creerebbero alle aziende è tanto evidente quanto sostanzioso. Per questo chiediamo di fare attenzione perché potrebbe causare seri danni all’economia». E in questi giorni tecnici incaricati dalle cinque associazioni di categoria stanno verificando le tavole del Pat. «Dobbiamo lavorare assieme per valorizzare questa “perla”, non per distruggerla», dichiara Zanatta, «Questo territorio è legato soprattutto al turismo e quindi sfruttiamo quello che abbiamo». E quale sarà il prossimo passo? «Al consiglio comunale in cui si parlerà del Pat saremo tutti presenti», annuncia il presidente, «Speriamo che venga discusso il prima possibile perché il nostro territorio va salvaguardato».

Vera Manolli

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ASOLO – Gli otto consiglieri di opposizione invitano il presidente ad una pubblica assemblea

«Invitiamo il presidente Muraro a venire ad Asolo per capire meglio il Pat». I gruppi consigliari dell’opposizione (Con te per Asolo, Gruppo Misto, Insieme per Asolo e Progetto Asolano) fanno blocco contro il Pat e mettono in atto una serie di iniziative importanti. La prima, viste le dichiarazioni del numero uno della Provincia («il Pat non si tocca»), è quella di invitarlo ad Asolo in un pubblico incontro. La seconda iniziativa è quella di inviare un volantino, “Fermiamo il Pat”, chiedendo il sostegno delle 4 mila famiglie asolane. Inoltre sono state firmate e protocollate in Municipio le richieste di sospensione del Pat e di convocazione di un consiglio comunale straordinario. Tutto questo è stato annunciato ieri nel corso di una conferenza stampa congiunta dove gli otto consiglieri dei quattro gruppi d’opposizione, hanno voluto anche smentire alcune dichiarazioni rese nei giorni scorsi.

«Ci hanno detto che il Pat serviva anche alla Replay per ampliare ed aumentare la forza lavoro ma la Replay ha seccamente smentito; ci hanno detto che il Pat era in continuità con il documento programmatico presentato nel 2008 e anche questo è stato smentito; si tratta di bugie che la maggioranza usa per confondere la gente. Questo invece è un piano che fa cemento da tutte le parti».

I consiglieri contestano anche le dichiarazioni di Muraro quando dice che «le cifre sul Pat non sono vere».

«Invitiamo il presidente a leggere bene i documenti: sono scritte tutte e per quanto possa sembrare impossibile sono purtroppo vere».

 

ASOLO – Summit in Provincia, il presidente ribadisce: «È stato studiato in conformità al Ptcp»

Da una parte c’è la richiesta ufficiale presentata ieri in Municipio dagli otto consiglieri di opposizione per arrivare alla definitiva sospensione del nuovo piano urbanistico, dall’altra c’è il Sant’Artemio che in nome del rispetto del piano provinciale è pronto a confermare ogni virgola del documento finito in mezzo a una bufera di dimensioni internazionali. Su questo il sindaco Baldisser è stata rassicurata anche martedì scorso durante un incontro privato con Muraro.
«La copianificazione è stata portata avanti di concerto con i nostri tecnici e quindi il Pat di Asolo rispetta appieno i dettami del piano territoriale di coordinamento provinciale – mette in chiaro il presidente – è evidente che nei giorni scorsi c’è stato un problema di comunicazione: nessuno ha mai previsto una colata di cemento ai piedi delle colline o cose del genere».
I numeri, però, sono sulla bocca di tutti: circa 285 mila metri cubi di nuova edificazione residenziale e circa 720 mila metri cubi su 15 ettari all’interno di un’area da 30 di nuova capannoni. «Le cifre non sono vere», ribatte Muraro. Ma è su questi che le opposizioni in Comune hanno alzato le barricate arrivando a far rinviare tutto. E lo stesso si apprestano a fare quelle della Provincia. «Ma se il Pat di Asolo rispetta il piano territoriale di coordinamento provinciale, come lo rispetta, nel giro di un mese si arriva all’approvazione immediata – chiude il presidente – il consiglio ha approvato il piano provinciale e tutto quello che si cala al suo interno in modo conforme viene vagliato direttamente dalla giunta».
Insomma, si può far tutto quello che concede il piano urbanistico della Provincia, per altro già messo in discussione per i casi Colomberotto-RotoCart a Barcon di Vedelago e Ikea a Casale sul Sile. Per centrare il suo obiettivo, di conseguenza, la giunta Baldisser deve superare solo lo scoglio del consiglio comunale. Cosa che, però, pare tutt’altro che facile.

Mauro Favaro

 

ASOLO Niero (Pd) e Amendola (Sel) interrogano il Governatore: «Impedisca la distruzone del territorio»

ASOLO – (m.fav.) Il nuovo piano urbanistico, congelato dalla giunta Baldisser dopo le proteste, finisce sulle scrivanie della Regione e della Provincia. Non per essere approvato, bensì per essere definitivamente stracciato. A portarcelo, infatti, sono rispettivamente Claudio Niero, neo consigliere regionale del Pd, e Luigi Amendola, capogruppo provinciale di Sel.

«Che cosa intende fare la giunta Zaia contro la deturpazione di Asolo? – chiede Niero nell’interrogazione ad hoc presentata ieri – Il Pat prevede un’espansione delle aree produttive e residenziali molto rilevante, in particolare 285 mila metri cubi di nuova edificazione residenziale e 720 mila metri cubi di nuovi capannoni, che causerebbe una distruzione di territorio». «Il club Borghi d’Italia ha classificato Asolo come »meta privilegiata” e ha minacciato la sua cancellazione da tale indicazione se si approvasse tale scempio urbanistico e paesaggistico – rivela il consigliere regionale – la stessa minaccia è stata avanzata da altri tour operator”.

La palla, però, ce l’ha la Provincia, ente chiamato a ratificare o meno le scelte urbanistiche. E se in Comune le opposizioni alla Lega hanno alzato le barricate, al Sant’Artemio non sono da meno.

«Muraro deve comportarsi da amministratore – avverte Luigi Amendola – non da leghista tifoso e supporter dei suoi compagni di partito alla guida del municipio».

Fatto sta che il presidente, richiamando i casi Colomberotto a Barcon e Ikea a Casale, si è già detto possibilista. Con buona pace delle associazioni di categoria che hanno messo nero su bianco il loro dissenso.

«Il piano urbanistico provinciale non è stato fatto per ampliare le zone industriali, ma per ridurle – chiude Amendola ricordando le 1.077 aree produttive censite nella Marca – porteremo in consiglio le ragioni del territorio contro l’ansia cementificatoria leghista».

 

PRESIDENTE Moreno Marangoni

VENEZIA – «Ci vuole tanto a capire che non c’è bisogno di ulteriori nuove case?» A dirlo è il presidente degli agenti immobiliari Fiaip del Veneto, Moreno Marangoni, all’indomani delle polemiche per il “blocco del mattone” nei comuni a rischio alluvione e per quelle suscitate dal nuovo Pat di Asolo.

«Di fronte a notizie di questo genere, ribadiamo il recupero del patrimonio edilizio esistente come via da percorrere anche per la ripresa del mercato immobiliare».

Secondo i dai di Legambiente le case vuote nel solo Veneto sarebbero 400mila e sono destinate ad aumentare: le case sfitte, o non più abitate, sono cresciute del 21% negli ultimi 10 anni.

«La curva demografica è in discesa, la crisi in salita – dichiara Marangoni – La Regione Friuli dà contributi per le ristrutturazioni, noi cosa facciamo? Stiamo a guardare, mentre qui non si riesce a comprar casa e neanche a venderla. Da lungo tempo la nostra Federazione ha avviato una politica volta a valorizzare il patrimonio edilizio esistente, suggerendo alle istituzioni locali di dare agevolazioni ai privati che vogliano riattare l’alloggio».

Magari abbattendo molti obbrobri del passato,

«con interventi volti a migliorarne la classe energetica, la vivibilità, senza che vengano sacrificate ulteriori aree. La nostra proposta è rivitalizzare le aree urbane esistenti senza ulteriori lottizzazioni».

Oggi a Mestre Fiaip Veneto presenterà i dati dell’Osservatorio Immobiliare Regionale.

 

Articolo di  greenme.it

Su Asolo, cittadina veneta nota anche come ‘la città dei cento orizzonti’, potrebbe piombare una colata di cemento. Uno dei borghi più belli d’Italia è seriamente minacciato dalla cementificazione. L’attuale amministrazione infatti guarda allo sviluppo edilizio più che al consumo di suolo.

La scorsa settimana, l’Amministrazione comunale di Asolo, guidata dalla Lega Nord ha presentato un piano per costruire nuovi alloggi sui colli e sui terreni circostanti e per creare una zona industriale di 75 ettari nelle vicinanze. Il risultato? Nuovi metri cubi di cemento con destinazione residenziale, commerciale e artigianale. Secondo la relazione tecnica l’obiettivo finale è la ”riqualificazione e il completamento degli ambiti di edilizia diffusa, per corrispondere alle esigenze dei nuclei familiari, favorendo la permanenza delle nuove generazioni”.

In cosa consiste il nuovo Piano di Assetto del Territorio? Spiega l’ex sindaco Daniele Ferrazza che il PAT prevede la possibilità, tra la zona collinare e la pianura, di realizzare ben 285 mila metri cubi di nuova edificazione residenziale, oltre 700 villette di 400 metri cubi ciascuna o più di mille appartamenti (di 90 metri quadrati). “Un’assurdità, considerando che il precedente Piano regolatore generale, approvato nel 1998, prevedeva già nuovi insediamenti per 150 mila metri cubi, mai richiesti dal mercato e quindi mai realizzati. Parte di queste costruzioni potranno essere realizzate in campagna e in collina grazie al sistema della ‘Edificazione diffusa’, un criterio che, facendo leva sul pretesto della ‘casa del figlio’, consente di costruire nuove abitazioni in un contesto di case sparse in zona agricola”.

Per questo, domenica scorsa, un gruppo di residenti è sceso in piazza per protestare con in mano una petizione firmata quel giorno da 500 persone, per chiedere che i piani dell’amministrazione leghista vengano fermati. La petizione è intitolata In difesa di Asolo.

Ne è nato uno scontro che ha valicato anche i confini nazionali. La notizia ha attraversato la Manica tanto che a trattarla è stato anche il Guardian. Residenti illustri del passato hanno amato Asolo, da D’Annunzio a Eleonora Duse, dalla Regina d’Inghilterra a Robert Browning. Quest’ultimo ha chiamato il suo ultimo volume di poesie “Asolando”

Ma la protesta, capeggiata da Ferrazza, non si ferma: “Per l’amore che provo per questa parte d’Italia non intendo lasciare nulla di intentato per difenderla dall’aggressione e dal saccheggio di un manipolo di persone, senza storia e senza scrupoli di coscienza”.

La cosiddetta “perla di Treviso”, Asolo, va dunque difesa.

Cliccare qui per firmare la petizione

 

 

ASOLO. Sul nuovo Pat interviene il presidente degli agenti immobiliari Fiaip del Veneto, Moreno Marangoni.

«Di fronte a notizie di questo genere, ribadiamo il recupero del patrimonio edilizio esistente come via da percorrere anche per la ripresa del mercato immobiliare», osserva, «Ci vuole tanto a capire che non c’è bisogno di ulteriori nuove case? La curva demografica è in discesa, la crisi in salita. Mentre la Regione Friuli dà contributi per le ristrutturazioni, noi cosa facciamo? Stiamo a guardare, mentre qui non si riesce a comprar casa e neanche a venderla. Da lungo tempo la nostra Federazione ha avviato una politica volta a valorizzare il patrimonio edilizio esistente suggerendo alle istituzioni locali di dare agevolazioni ai privati che vogliano riattare l’alloggio. Nelle nostre città ci sono numerose unità abitative che posso essere ristrutturate e trasformate abbattendo molti obbrobri del passato. La nostra proposta è rivitalizzare le aree urbane esistenti senza ulteriori lottizzazioni».

 

Puppato porta il Pat in Parlamento

Summit delle minoranze per stabilire il piano d’attacco, il console britannico firma la petizione

ASOLO – La senatrice del Pd Laura Puppato porta il nuovo Pat di Asolo in Parlamento. L’ex sindaco di Montebelluna, eletta in Senato, ha pronta un’interrogazione al Governo sul piano di assetto del territorio.

«L’atteggiamento della giunta Baldisser è davvero incomprensibile»,

sostiene Laura Puppato davanti alla volontà dell’esecutivo asolano di tirare dritto. Sabato intenso ieri per le minoranze consiliari che si sono riunite per discutere sulla strategia da adottare contro l’adozione del nuovo piano di assetto del territorio. L’aveva annunciata una settimana fa, alla fine l’interpellanza è arrivata e nei prossimi giorni la senatrice è pronta a presentarla già in parlamento.

«Non si capisce l’atteggiamento così ostile della giunta», osserva Puppato, «Mi sembra impossibile che vadano avanti, che spingano per l’adozione».

Da una decina di giorni il Pat ha messo sul piede di guerra le minoranze, i cittadini e le associazioni di categoria. Tutti contro l’adozione del piano di assetto del territorio che prevede una colata di cemento pari a 350 mila metri cubi, previsti in capannoni, villette e condomini, proprio ai piedi della Rocca.

«Adesso c’è proprio il bisogno di preparare e fare un’interpellanza: presto la presenterò al Governo»,

assicura la senatrice Puppato. L’imperativo per la parlamentare, le minoranze e i cittadini è solo uno: salvare la città dei cento orizzonti dalla colata di cemento. L’opinione pubblica è scesa in campo: i cittadini con le associazioni di categoria si sono fatti sentire, hanno protestato in piazza e firmato petizioni sempre e comunque contro il Pat. Da palazzo Beltramini intanto bocche cucite. «Asolo non si tocca: quel Pat è un attentato al territorio. È una città molto importante per la sua storia e ricca di bellezza», sottolinea ancora la senatrice,

«L’attuale giunta purtroppo sembra essere un muro di ferro. Fino ad ora non ha dimostrato ancora di avere la volontà di fare un passo indietro rispetto all’adozione del piano di assetto del territorio e questo è inconcepibile. Il rinvio del consiglio comunale di mercoledì sera non è ancora la vittoria, il lavoro da fare per bloccare l’adozione del Pat è solamente all’inizio».

Si sono messi attorno a un tavolo ieri mattina i tre gruppi consiliari di minoranza (ConTe per Asolo, Progetto Asolano e Insieme per Asolo). Nell’incontro svoltosi a Casella hanno fissato i punti da adottare per una linea strategica comune che contrasti con la decisione della giunta leghista. E l’ondata di proteste continua. Per questa settimana è in programma un incontro pubblico organizzato dal comitato “Asolo Viva”. Oltrepassa invece le 800 firme la petizione online “In difesa di Asolo”, messa in rete dal gruppo consiliare “Insieme per Asolo”. Dopo le firme dell’onorevole esponente del Pd Ermete Realacci e dello scrittore Salvatore Settis arriva la sottoscrizione del console britannico di stanza a Venezia.

Vera Manolli

 

 

Ma anche alla luce di questo cosa succederà ora?

«Le minoranze -spiega Brolese- stanno lavorando per respingere in tutti i modi questo obbrobrio urbanistico».

Dal canto suo il consigliere Gino Gregoris di Progetto Asolano va giù duro:

«In questi giorni il sindaco Baldisser e il vice Dussin continuano a ripetere che il Pat è la semplice prosecuzione delle scelte fatte dalla precedente amministrazione. Sono bugie dalle gambe corte ed è ora che sindaco e vice la finiscano di prendere in giro la gente».

Fa specie anche l’interesse della stampa internazionale per il caso Asolo, a partire dal pezzo scritto dal Guardian, quotidiano inglese, mentre il gruppo civico Viva Asolo, formato tutto da giovani, si sta dando parecchio da fare: ha coinvolto il noto Joe Bastianich della celeberrima trasmissione Master Chef e sta contattando altri famosi personaggi per perorare la causa.

«Abbiamo pensato a Bastianich -dice Andrea Dal Mina, uno dei fondatori- perché sappiamo che è sensibile a queste tematiche essendo lui proprietario di vigneti. Non siamo contrari all’opportunità che può offrire il Pat per il lavoro -conclude Dal Mina- ma ad Asolo ci sono capannoni sfitti e case disabitate. Questo Pat è stato completamente stravolto dalla bozza originale». Gli occhi dell’Italia ambientalista sono puntati su Asolo.

ASOLO

«Credo che ci siano gli estremi per la revoca dei mandati ai progettisti».

A parlare è Gianmarco Brolese, esponente di spicco dell’opposizione asolana. È stata soprattutto la presa di posizione dell’architetto Franco Mancuso, uno dei quattro progettisti, a convincerlo. Mancuso, con una lettera inviata al Comune il 10 aprile, aveva preso nettamente le distanze dai colleghi affermando di non aver mai sottoscritto né la convenzione né alcuna analisi rispetto al Pat. Una lettera che è stata deflagrante, sulla quale i gruppi di opposizione Insieme per Asolo e Con Te per Asolo hanno presentato le interpellanze.

 

L’architetto Mancuso: mai sottoscritto. E da Replay: nessun progetto definitivo di ampliamento per lo stabilimento

ASOLO –  È giallo sulla firma dell’architetto Francesco Mancuso in calce al Pat. Il professionista, assieme al collega Francesco Finotto e all’architetto Leopoldo Saccon, aveva ricevuto l’incarico dalla giunta leghista per la redazione del nuovo piano di assetto del territorio. Ma, in una lettera inviata all’amministrazione comunale, l’architetto sostiene di non aver mai sottoscritto la bozza del nuovo Pat e soprattutto di essere estraneo a qualsiasi attività svolta per la redazione dello strumento urbanistico, successivamente alla costituzione dell’associazione temporanea tra professionisti per partecipare all’assegnazione dell’incarico. A sollevare la questione sono i gruppi di minoranza di “Con te per Asolo” e “Insieme per Asolo” . Ieri hanno presentato un’interrogazione urgente al sindaco Loredana Baldisser. «Nella lettera l’architetto segnala di non aver mai sottoscritto la convenzione e nessuna analisi rispetto al Pat», osserva Insieme, «nonostante il suo nome compaia, a sua insaputa, in tutte le cartografie». Il gruppo di minoranza chiede alla giunta Baldisser quali iniziative prenderà nei confronti dell’ associazione temporanea di professionisti che ha avuto l’incarico della redazione del Pat visto il mancato rispetto delle clausole di assegnazione. Nell’interrogazione il capogruppo di ConTe, Franco Dalla Rosa, pone analoga domanda. Per Insieme è interessante capire «se l’amministrazione intende procedere con l’adozione del Pat in pendenza di questo elemento». E intanto dalla Replay prendono le distanze e riguardo all’ampliamento della Fashion Box parlano di pura ipotesi. A dichiararlo è lo stesso vicepresidente della Replay Fashion Box group, Attilio Biancardi. «Se dovesse esserci la necessità di ampliare la Fashion Box ne saremo ben felici», sostiene, «ma l’attuale momento del mercato ci impone di riflettere a fondo». Investimento in forse. E il Pat?

Vera Manolli

Il comitato convoca un’assemblea al Duse «Il sindaco venga a spiegare il piano»

ASOLO. Protesta no stop contro l’approvazione del Pat: il comitato Asolo Viva programma un’assemblea pubblica fissata per la prossima settimana al teatro Duse. «Alla serata inviteremo tutti», spiega Andrea Regosa, attivista del gruppo, «soprattutto sindaco e assessori». Un confronto diretto con presentazione del nuovo piano di assetto del territorio. E se il sindaco Loredana Baldisser non dovesse presentarsi? «Vorrà dire che la sedia resterà vuota», risponde Regosa, «La serata informativa potrebbe essere l’occasione giusta per spiegare a molti cittadini cosa sono il Pat e le sue funzioni». Giovedì mattina il comitato ha inviato una lettera alla giunta. «L’amministrazione comunale, con il rinvio dell’adozione del Pat, ha preso al balzo la possibilità di ritornare sui propri passi se non altro sotto il profilo dell’acquisizione del parere dei cittadini», scrive il comitato, « Se è vero che è stato dettato dall’esigenza e la voglia di un confronto con la cittadinanza, partecipate all’assemblea». (v.m.)

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