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presentato il ricorso al tar

TESSERA. L’aveva annunciato, l’ha fatto: il Comune – su proposta del sindaco Giorgio Orsoni – sta notificando alle parti il ricorso con il quale chiede ai giudici del Tribunale amministrativo regionale di annullare l’accordo di programma tra Enac e Save, che autorizza la società ad aumentare le tasse aeroportuali in cambio di una serie di interventi nell’ambito dell’aeroporto Marco Polo. «Interventi», si legge nella delibera di ricorso, «fortemente lesivi delle scelte pianificatorie operate dalla amministrazione comunale nell’ambito delle proprie competenze in materia di disciplina e sviluppo del territorio». Ed enumera: «Il contratto prevede in particolare la realizzazione, all’interno del sedime aeroportuale, della stazione sotterranea dell’Alta velocità, che dovrebbe collegate la stazione di Mestre all’aeroporto di Tessera, mediante un tunnel sotto la gronda lagunare. Un intervento del tutto difforme da quanto previsto dal Pat, che l’ha espressamente escluso, favorendo il vaglio di ipotesi alternative che conducano alla valorizzazione e potenziamento dei tracciati ferroviari esistenti», tanto più che il tunnel «impedirebbe lo sviluppo di tutte le aree attraversate e in particolare la zona di via Torino, di Campalto e Tessera, secondo le concrete previsioni del Pat». E, ancora, «il contratto di programma prevede l’acquisizione dell’area ex Aeroterminal, per destinarla a un nuovo terminal acqueo, hotel e centro congressi», secondo i progetti Save. Ma quest’intervento «risulta in contrasto con le indicazioni del Pat per un’area considerata strategica per la realizzazione del sistema di terminal di interscambio terra-acqua, per la riorganizzazione dei flussi turistici dalla terraferma alla città storica». Infine, il contratto di programma Enac-Save prevede la realizzazione dalla fermata di metropolitana sublagunare, non prevista in alcun modo dal Pat. Conclusione: «Le previsioni del contratto di programma incidono sulle scelte pianificatorie operate dal Comune nell’ambito delle proprie competenze, attribuite dal decreto legge 267/2000», «in aperta violazione delle norme sul giusto procedimento e la trasparenza dell’azione amministrativa, che impongono il coinvolgimento dei soggetti direttamente coinvolti».

Roberta De Rossi

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CAMPAGNA LUPIA – Parere definitivo al Pat che dovrà subire alcune picoole modifiche. Il piano è stato adottato dal consiglio comunale a novembre 2011 per poi subire un ulteriore passaggio in Regione in quanto serviva una nuova valutazione atteso che il territorio di Campagna Lupia è particolare con la presenza della laguna e anche di opere di un certo rilievo. Per tale ragione la Vas (valutazione ambientale strategica) ha ritenuto di compiere un’ulteriore valutazione. Da novembre dello scorso anno finalmente a fine dicembre è stato dato il parere definitivo, con alcune prescrizioni. «Tale valutazione – dice ora il sindaco, Fabio Livieri – ci conforta perché adesso il Pat finalmente viene sbloccato definitivamente, i passaggi ulteriori verranno svolti qui in consiglio comunale, dove prenderemo atto delle osservazioni della Vas, successivamente verrà convocata una conferenza dei servizi con la Provincia e la Regione per la sottoscrizione del documento, quindi la fase finale». In seguito si potrà dare il via alla realizzazione del piano degli interventi. L’iter di approvazione del Pat è stato travagliato anche a causa dell’avvicendarsi delle competenze in materia di urbanistica dalla Regione alla Provincia.

Emanuele Compagno

 

Spinea. Associazioni contro il piano urbanistico: diventano edificabili i terreni di via Costituzione

SPINEA. Il 2013 è l’anno del Pat, il Piano di assetto del territorio che disegnerà la Spinea del futuro. Approvato dalla Provincia lo scorso mese, in città resta alto il dibattito sulle novità apportate dal nuovo strumento urbanistico. Da una parte il Comune, che ha voluto metterle bene in evidenza sul proprio sito Internet, dall’altra comitati e associazioni che contestano le sue linee guida e a riguardo hanno presentato decine di osservazioni. Anche sul loro numero però è in atto un duro braccio di ferro. Secondo il Comune il nuovo Pat, frutto di sei anni di lavoro, ha solo carattere strutturale e non attribuisce nuovi diritti edificatori, concentrando ogni sforzo sulla riqualificazione della città. «Porterà uno sviluppo edilizio moderato, finalizzato alla riqualificazione edilizia e alla sostenibilità energetica e ambientale, con un consumo limitato di territorio», spiegano il sindaco Silvano Checchin e gli assessori, «importanti le aree verdi, con zone da destinare ad arredo urbano e la creazione di una rete ecologica e di opere di mitigazione ambientale. Inoltre ruoterà attorno alla definizione di due poli: quello attorno alla nuova stazione ferroviaria di Spinea e quello nelle adiacenze del nuovo casello di Crea». Sempre secondo il Comune il Pat non va associato o confuso col piano norma 22, che caratterizzerà lo sviluppo nella zona strategica attorno alla stazione Sfmr. «Gli accordi intercorsi tra Regione, Provincia e Comune nel 2011 per la definizione della progettazione definitiva del piano», spiega il Comune, «non sono da mettere in relazione con l’approvazione del Pat. Tali accordi che il Comune sta perseguendo per la futura pianificazione dell’area tengono fede agli impegni assunti fin dal 2007 e prevedono progetti per dare nuovo volto e nuovi servizi alla città».

Ma per le associazioni e i comitati c’è poco da festeggiare:

«Una delle innovazioni introdotte», spiega il Movimento 5 Stelle, «è il cambio della destinazione d’uso di tutta la fascia di terreni che costeggia il lato est di via Costituzione, classificandola da zona agricola ad area di espansione commerciale e direzionale e quindi, edificabile. Alla faccia del limitato consumo di territorio e della tutela dell’area agricola. Vero poi, che il Pat non va associato al piano norma 22, ma la sua approvazione, contrariamente a quanto afferma il Comune, è da mettere in stretta correlazione con la definizione della progettazione definitiva di quell’area».

(f.d.g.)

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Gazzettino – Spinea, E’ scontro aperto sul nuovo Pat

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30

dic

2012

Movimento 5 Stelle e Comune

SPINEA – Continua lo scontro fra Movimento 5 Stelle e Amministrazione comunale sul nuovo PAT di Spinea, approvato lo scorso 17 dicembre. Sul sito del Comune, l’Amministrazione ha voluto replicare alle accuse sull’eccessiva superficie agricola edificabile e sullo scarso coinvolgimento dei cittadini. «Il PAT è il frutto di sei anni di studi, valutazioni ed indagini ed è stato sottoposto in ben due occasioni alla partecipazione dei cittadini, le cui osservazioni sono state accuratamente esaminate – si legge sul sito – Prevede un grande progetto di riqualificazione della città, attraverso uno sviluppo edilizio moderato, che limiti il consumo del territorio, la tutela dell’area agricola e la creazione di una rete ecologica e di opere di mitigazione ambientale». Il Movimento 5 Stelle, dal proprio sito Facebook, rincara però la dose.

«Proprio in questi giorni l’Amministrazione valuta il progetto di espansione di Coop Adriatica in via Costituzione – scrive uno degli attivisti, Massimo De Pieri – Una delle innovazioni che il nuovo PAT ha introdotto – prosegue De Pieri – è proprio il cambio della destinazione d’uso di tutta la fascia di terreni che costeggia il lato est di via Costituzione, classificandola da zona agricola ad area di espansione commerciale e direzionale e, quindi, edificabile. C’è stato un impegno da parte di quest’Amministrazione per ridurre il consumo del suolo e la cementificazione rispetto al PAT precedente, ma ciò appare del tutto insufficiente a fermare la macchina del cemento».

(D.Cor.)

 

ugo bergamo

«Non è una posizione ideologica, non abbiamo detto si o no alla sublagunare. Abbiamo detto però che in questo momento non ci sono le condizioni per valutare quel progetto, che servono approfondimenti e nuovi studi. Se i privati lo vogliono si facciano avanti». Ugo Bergamo, sindaco nel 1990 e oggi assessore Udc alla Mobilità della giunta Orsoni, spiega così il suo voto favorevole al Pat. Che tra l’altro blocca il progetto di sublagunare già inviato qualche anno fa al Cipe per il finanziamento. «Si punta sulla ferrovia e sul completamento dell’anello urbano di collegamento tra Tessera, Dese e poi Venezia con il tram», ha detto l’assessore all’Urbanistica Ezio Micelli. Bergamo è sulla stessa linea. «Occorre approfondire». Fatto sta che per la prima volta in un Piano regolatore (il Pat) del Comune si scrive chiaramente che la sublagunare non è tra i progetti strategici dell’amministrazione. Uno scontro durato anni. Cominciato proprio negli anni Novanta quando la giunta Bergamo aveva proposto l’anello di collegamento subacqueo con i tunnel e i treni da Tessera aal Lido e poi a San Marco, Giudecca, piazzale Roma. Progetto bocciato dalla comunità internazionale. Poi nel 2001 era stata la giunta di Paolo Costa, attuale presidente del Porto, a tornare alla carica. Tracciato ridotto – da Tessera all’Arsenale passando per le Fondamente Nuove – 380 milioni di costo raddoppiati in pochi anni. Qui la bocciatura è stata tecnica, poi ribadita dal parere chiesto da Camera di commercio e Comune nel 2011. A parte l’impatto ambientale e socio economico, la sublagunare non sarebbe nemmeno redditizia. E porterebbe altri milioni di turisti nella città storica da Est. Progetto in archivio, per lasciare spazio ad alternative più economiche e compatibili? La via tracciata dal Consiglio comunale è quella. (a.v.)

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Nuova Venezia – “Grandi navi, piano innovativo”

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24

dic

2012

L’articolo 35 bis del Pat le definisce “incompatibili”, soddisfazione del Pd

Un articolo, il 35 bis, votato a stragrande maggioranza. Che prevede l’allontanamento delle grandi navi dalla laguna perché definite «incompatibili con la città storica e il contesto lagunare». Nuovi studi sugli impatti ambientali e socioeconomici del turismo e delle navi, da affidare a «enti pubblici indipendenti» per stabilire una soglia massima di sostenibilità turistica giornaliera della città.

Sono alcuni dei punti del nuovo Pat, il Piano di Assetto territoriale, approvato l’altra sera dal Consiglio comunale. Un Piano che disegna la città del futuro, ambiti di interventi e nuovi progetti su cui dovranno essere disegnati i Piani Attuativi. Il terzo grande Piano regolatore dopo quello del 1962 e il Piano Benevolo della fine degli anni Novanta. «Un grande lavoro», commenta Carlo Pagan, consigliere del Pd e presidente della commissione sulla Pianificazione strategica, «sono state esaminate 800 osservazioni di cittadini, aziende e associazioni. Alla fine ne è uscito un Piano innovativo, dove per la prima volta si affronta il tema del risparmio del consumo di suolo, si pianifica per zone e non più per lotti, insieme ai cittadini avvalendosi dei privati». Secondo l’assessore Micelli, la delibera sulle osservazioni ha mantenuto intatto lo spirito del Piano, respingendo la gran parte delle richieste di cambi d’uso (accolti solo 5,8 ettari su 1254). Tra le novità previste dal Pat, appunto quella sulle grandi navi che dovranno trovare una soluzione alternativa, la destinazione industriale di Marghera e la produzione «verde», la concentrazione della nuova edificazione in alcune aree.

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Gazzettino – Venezia. Pat, nasce la nuova citta’

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24

dic

2012

URBANISTICA – Il consiglio comunale ha approvato il piano strategico per il territorio metropolitano

Stop alle grandi navi, scatta l’iter per stadio e il Quadrante di Tessera

Il criterio è quello di non “consumare” suolo, ma di valorizzare gli spazi già esistenti. Certo, lo sviluppo della città – Venezia, Mestre, Marghera – è garantita. Lo “sfogo” sarà verso Tessera e il suo Quadrante. Il resto dovrà essere valorizzato ma senza “mangiucchiare” nuovi territori. E se soluzioni ci dovranno essere queste saranno “in verticale”, recuperando gli spazi esistenti all’interno dei perimetri cittadini. É un po’ questa la filosofia del Pat, il Piano di assetto del territorio, approvato l’altro giorno in consiglio comunale con 22 voti favorevoli, sette contrari (Pdl, Lega, Prc, Funari) e due non votanti (Conte del Pd, Lastrucci).
Un “passaggio” storico che punta a delineare la città soprattutto in funzione metropolitana. E in questo senso vanno intesi in particolar modo scelte strategiche come l’area di Tessera (stadio, casinò, zone sportive); il no attuale alla seconda pista dell’aeroporto, ma con ampi margini di manovra sul futuro, anche in relazione agli assi con gli scali di Treviso e Trieste; la scelta per un rilancio della manifattura a Porto Marghera secondo standard da Terzo millennio e infine la “grande partita” della mobilità che farà perno sul tram, sul raccordo con il Sistema ferroviario metropolitano costituendo una grande “C” in relazione all’interscambio tra Venezia-Santa Lucia-Mestre-Aeroporto. Criteri che hanno portato anche al “no” al progetto sulla sublagunare anche se – come riferiamo qui sopra – la “metropolitana” rimane all’ordine del giorno, sempre che vi sia un progetto adeguato e nuovo, e non quello finora conosciuto ormai superato dalle circostanze e dalle innovazioni tecnologiche. Altro punto centrale anche il “no” deciso alla grandi navi nella Laguna di Venezia.
«É un piano – chiarisce l’assessore all’Urbanistica, Ezio Micelli – che ricalibra la città d’acqua e di terra. Mi ritengo molto soddisfatto. Non puntiamo all’espansione territoriale, ma a ricostruire». E sul Pat approvato gongolano Giuseppe Caccia, Camilla Seibezzi e l’assessore Gianfranco Bettin (In Comune). «Tanti elementi positivi – sostengono – e condivisi con la cittadinanza per il governo del territorio bloccando mire speculative e imposizioni dall’alto». Carlo Pagan (Pd) ribadisce invece l’impegno del Partito Democratico: «Abbiamo detto sì ad uno strumento di pianificazione strategica fondamentale – sottolinea – che tiene, tra l’altro, in forte considerazione la questione ambientale e la tutela del territorio». Contesta l’approvazione del Pat, Sebastiano Bonzio (Prc): «La mia idea – taglia corto – era diversa, oltre che nei contenuti, anche nel metodo. É stato dato l’ennesimo schiaffo alla partecipazione democratica dei cittadini e pure, per altri versi, al consiglio comunAale».
P.N.D.

 

Gazzettino – Spinea, Pat bocciato dal M5S

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20

dic

2012

SPINEA – De Pieri: morte certa per le attività del centro

«Cementificherà la zona a ridosso della stazione»

Ha appena ricevuto la firma ufficiale ed è già sotto il fuoco delle polemiche. Non cessa di far discutere il nuovo Piano per l’assetto del territorio di Spinea, il Pat sottoscritto nei giorni scorsi dall’assessore Provinciale Mario Dalla Tor e dal sindaco di Spinea Silvano Checchin.
A tenere alta l’attenzione sul nuovo Piano è il Movimento 5 Stelle di Spinea, che già lo scorso anno aveva raccolto circa 800 osservazioni di cittadini e associazioni criticandone l’eccessiva superficie agricola edificabile.

«L’hanno approvato giusto in tempo per sottoscrivere gli impegni relativi al Piano Norma 22 e garantire nuovi e pesanti diritti edificatori, che porteranno una nuova colata di cemento su Spinea – attacca Massimo De Pieri del Movimento 5 Stelle – L’approvazione del Piano Norma 22 consentirà di costruire migliaia di metri quadri di superfici commerciali (4.500 mq, oltre a 5.000 mq di uffici e “alberghi”, 250 nuovi alloggi ed una piscina) a ridosso della stazione ferroviaria, decretando la morte certa per ogni attività commerciale del centro e l’inutilità di qualunque progetto di riqualificazione della piazza. A cosa serve preoccuparsi dei parcheggi a pagamento – conclude De Pieri – quando i commercianti del centro non avranno più clienti da far parcheggiare?».

A De Pieri replica l’assessore alle Attività produttive Gianpier Chinellato. «È ovvio che un aumento della superficie commerciale, comporti un conseguente aumento anche della concorrenza – spiega l’assessore – Ma appena avremo in mano il progetto definitivo, contatteremo tutte le categorie e la consulta delle attività produttive e incontreremo i commercianti per studiare le soluzioni migliori. Di certo è un Piano di assetto mediato e migliorato rispetto a quello precedente, con una consistente diminuzione della superficie edificabile».

 

Gazzettino – PAT, Aree edificabili, una raffica di no

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5

ott

2012

IL PAT – La Giunta ha stabilito i criteri per le controdeduzioni. Micelli: «Basta col consumo del suolo»

Il Comune negherà il cambio d’uso richiesto con buona parte delle 773 osservazioni al Piano di assetto del territorio

Mille e 254 ettari di terreni da rendere edificabili e da aggiungere a quelli che già lo sono. Un po’ come dire che è lo spazio per due nuove piste aeroportuali compresi gli annessi e le aree di rispetto. È la somma delle richieste avanzate dai proprietari di piccoli e grandi aree nel comune di Venezia, sotto forma di osservazioni al Pat.
La stragrande maggioranza delle 773 osservazioni al Piano di assetto del territorio è composta proprio da richieste di cambio d’uso per terreni agricoli sparsi un po’ per tutta la terraferma: chiedono al Comune di renderli edificabili o comunque di creare aree di nuova espansione.
La risposta è già scritta ed è no. «D’altro canto non potremmo fare altrimenti. La filosofia del Pat è basata proprio sullo stop al consumo di suoli che nei decenni passati sono già stati anche troppo sfruttati – spiega l’assessore all’Urbanistica, Ezio Micelli -. Può essere che qualcuna di quelle osservazioni sia fondata, nel senso che magari si tratta di terreni collegati ad altri già edificabili o che c’è qualche errore nelle mappe, ma parliamo appunto di qualche caso».
Oltre alle osservazioni per chiedere cambi di destinazioni d’uso dei terreni, molto staccati ci sono sostanzialmente altri tre filoni principali: quello che riguarda le aree portuali e industriali, quello per Tessera e la zona dell’aeroporto, e quello per il percorso della Tav o alta velocità ferroviaria. E ieri mattina la Giunta comunale ha fatto sintesi di tutto avviando l’ultima fase del percorso che porterà all’approvazione definitiva ed all’entrata in vigore del Pat: ha infatti votato i criteri per le controdeduzioni alle osservazioni.
La vecchia legge Urbanistica prevedeva che, dopo l’adozione del Piano, il Consiglio comunale dovesse esaminare tutte le controdeduzioni ossia tutte le risposte che il Comune darà ad ogni singola osservazione. Con il nuovo testo, invece, il passaggio in Consiglio non è più previsto «ma noi abbiamo scelto di mantenerlo – aggiunge Micelli -. La differenza è che i consiglieri non dovranno più esaminare le singole controdeduzioni ma avranno il compito di dare al sindaco i criteri perché poi possa partecipare alla Conferenza dei servizi».
Prima di sbarcare in Consiglio comunale, comunque, il Pat tornerà nella quinta commissione consiliare, dove assessore e tecnici illustreranno le osservazioni e le risposte del Comune; inoltre sempre Micelli incontrerà le varie associazioni cittadine e le categorie per spiegare le stesse cose.
Piuttosto in fretta, però, dato che la Giunta ha deciso di accelerare i tempi per non rischiare di finire nel periodo di interregno tra la Provincia e la nuova Città metropolitana. Non è pensabile, infatti, presentare al governo della Città metropolitana, guidata dal sindaco Orsoni, un documento da approvare che è stato varato dal Comune di Venezia. L’obiettivo, quindi, è quello di completare tutto l’iter con la Provincia ancora in piedi e che abbia il tempo di potersi esprimere.

 

Gazzettino – Cartoline contro Valle Vecchia

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12

set

2012

CAORLE – Manifestazione di Legambiente in municipio

CAORLE – Legambiente manifesta in difesa di Valle Vecchia davanti al municipio: l’occasione è la consegna delle cartoline sottoscritte da cittadini di Caorle, turisti e residenti nel territorio del Veneto orientale contro il progetto di villaggio turistico da 6.750 posti letto, previsto nel Pat adottato dal Comune. Sono state stampate 1350 cartoline su cui sono state apposte o oltre 3.000 firme. Inoltre sono state spedite, al sindaco di Caorle e all’assessore provinciale all’urbanistica Mario Dalla Tor, alcune centinaia di cartoline in formato elettronico. Anche la petizione on line ha raccolto oltre 3.000 firme. «La raccolta cartacea è stata chiusa – spiegano i manifestanti – mentre continuano le sottoscrizioni on line. Abbiamo incontrato l’assessore Dalla Tor che ci ha rilasciato dichiarazioni di importante apertura verso la questione sollevata. Giovedì incontreremo il sindaco di Caorle. La prossima tappa sarà costituire un coordinamento che rappresenti tutti gli interessi contrari alla costruzione del villaggio turistico». (m.mar.)

 

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