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SAN DONA’

Zanetti contro il piano urbanistico

Il Comune accusato di distruggere gli ultimi territori verdi

Nuovo Piano di assetto territoriale (Pat), è assedio alla Laguna Nord. E presto verrà anche realizzata una “Gardaland” nel territorio di Caposile. Denuncia pubblica dell’associazione naturalistica sandonatese che con il presidente Michele Zanetti se la prende con il comune di San Donà. «Le sue scelte», dice il naturalista, «sono spesso “vendute” alla gente con lo sciagurato slogan “Paroni a casa nostra” che ha fatto breccia nelle menti semplici e che sta determinando in zona, autentiche devastazioni irreversibili. Tutto è cominciato a Jesolo con i grattacieli costruiti sul litorale. Ad un certo punto gli albergatori jesolani, hanno realizzato che avrebbero potuto stipare un numero ancora maggiore di visitatori, stratificandoli in 30 piani per volta. Nessuno si è preoccupato del fatto che gli orizzonti della laguna nord, che avevano resistito indenni per duemila anni, ne sarebbero stati devastati. Poi è stata la volta del Mose». L’analisi si spinge fino ai confini veneziani e l’aeroporto che vuole raddoppiare i turisti e le piste. «Da ultimo”, continua Zanetti, “interviene il genio degli amministratori sandonatesi, che nel Pat inseriscono una “Porta del divertimento”, ovvero una Gardaland sulle superfici di bonifica della gronda di Caposile. Incredibile, una Gardaland a Caposile, su una superficie di appena 250 ettari! 500 campi veneti. Il tutto per divertirsi e forse per dimenticare lo scempio che si sta perpetuando a danno della zona più bella e più celebrata del mondo. È ora che la gente si arrabbi».(g.ca)

 

MARTELLAGO.

«Abbiamo fatto un’analisi critica sul consumo generale del territorio del nostro Comune. C’è un documento di disapprovazione su www.meetup.com/Grilli-Martellago/files: forse la Lega non se n’è accorta».

Risponde così il Movimento 5 Stelle di Martellago alle critiche avanzate nei giorni scorsi dal Carroccio, che aveva accusato i grillini di aver solo protestato senza fare proposte concrete sulla stesura del Piano d’assetto del territorio (Pat).

«Se la Lega ha apportato concrete modifiche», si legge in una nota del Movimento 5 Stelle, «allora non si riesce a capire come ci siano ancora ben 68 aree non agricole con alcuni casi clamorosi rimasti anche dopo il primo ricalcolo chiesto dalla Provincia. Senza contare, poi, che è stata ridefinita la superficie territoriale comunale, diminuita per poter mantenere l’indice di trasformabilità più alto e, quindi, con maggior consumo del suolo».

Poi nella nota si spiega quali sono le intenzione dei grillini sul Pat di Martellago:

«Ridurre in modo drastico la quantità di aree di nuova edificazione, tutelare e valorizzare la biodiversità e i beni culturali delle aree naturalistiche e agrarie».

 

(a.rag.)

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Martellago. Secca replica del “Movimento 5 Stelle” al Carroccio sulla battaglia combattuta contro il Pat

Pronta la replica dei Grillini alla Lega, che li aveva accusati di essersi aggregati dal nulla alla battaglia del Comitato pro Complanare contro il Pat. «Invitiamo a visionare il nostro documento di disapprovazione del Pat del Comune, all’indirizzo www.meetup.com/Grilli-Martellago/files dove critichiamo la politica di consumo del territorio, riferendosi poi a Martellago, e avanziamo proposte, di cui la Lega non s’è accorta» scrive il meetup del Movimento Martellago 5 Stelle, che attacca. «La Lega dice di aver apportato modifiche al Pat sostenendo le istanze locali, ma come mai allora, nell’ultima elaborazione della Superficie Agricola Utilizzata ci sono ancora 68 aree non agricole con casi clamorosi rimasti anche dopo il promo ri-calcolo chiesto dalla Provincia?». I grillini spiegano poi la sinergia col Comitato. «Il Movimento è fatto da cittadini che non si riconoscono nei partiti politici, non ha ideologie di destra o sinistra ma lo scopo di realizzare uno scambio democratico fuori dai legami partitici e senza mediazioni di organismi direttivi, riconoscendo a ogni cittadino pari dignità nel ruolo di governo, in genere attribuito a pochi. In quest’ottica il M5S Martellago controlla legittimamente l’operato della PA e ritiene, se necessario, di condividere con altri movimenti di cittadini una verifica su temi cruciali, come il Pat».

(N.Der.)

 

 

Petizione di trecento cittadini al sindaco per evitare ulteriori colate di cemento

La cittadina risulta la più densamente popolata in Veneto dopo Padova

SPINEA. Trecento cittadini chiedono al sindaco un censimento del patrimonio edilizio di Spinea. La richiesta è stata protocollata in municipio e sollecita la giunta ad attivare urgentemente una rilevazione statistica in grado di definire la situazione degli edifici pubblici e privati in città. A promuovere la petizione è stato il Forum italiano dei Movimenti per la terra e il paesaggio, a cui aderiscono oltre 650 organizzazioni, tra cui il Fai, Fondo ambiente italiano, Italia Nostra, Lipu, Legambiente, Slow Food, Touring Club Italia, Wwf e molti altri.           Un’iniziativa nazionale che riguarda molti Comuni italiani, ma che assume particolare significato a Spinea, il più densamente popolato del Veneto dopo Padova, il primo non capoluogo. Già pronta una scheda, redatta da professionisti del settore, amministratori e cittadini, il cui scopo è mettere in luce con esattezza quello che in realtà già si conosce e cioè che esiste un notevole numero di strutture edilizie sfitte, vuote, non utilizzate. E soprattutto che questo dato rende inutile nuove edificazioni.        «Soprattutto con un Piano di assetto del territorio come quello della nostra città che prevede ulteriori 740 mila metri cubi», afferma Massimo De Pieri, portavoce del Forum a Spinea, «una scelta che riteniamo poco lungimirante, in considerazione dello stato attuale dell’economia e del mercato immobiliare che vede, sono dati dell’Agenzia del territorio, un 20% in meno di compravendite nel primo trimestre 2012, con previsioni di peggioramento».         Disporre di dati certi e incontrovertibili per ragionare senza pregiudizi sul fenomeno del consumo di suolo.

«Un’iniziativa che riteniamo indispensabile nel nostro comune», aggiunge De Pieri, «in particolare vista la definitiva approvazione del Pat. Come movimento avevamo già sollevato dubbi in merito, con le osservazioni presentate in relazione al dimensionamento e al calcolo della Sau, la Superficie agricola utilizzabile, che definisce quanto costruire e quanto suolo agricolo consumare. Osservazioni che non sono state accolte in prima istanza ma che la commissione regionale Vas ha in parte riconsiderato il 18 aprile scorso».

Il sindaco Silvano Checchin non vede ostacoli all’avvio del censimento. Dal Comune arriva così un primo assenso alla rilevazione statistica promossa dal Forum. «A patto però», aggiunge Checchin, «che non si chiedano soldi al Comune per farlo».

Filippo De Gaspari

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Un censimento del patrimonio edilizio per conoscere il numero degli edifici sfitti, vuoti o non utilizzati presenti nel territorio. La richiesta, accompagnata da una petizione sottoscritta da circa trecento cittadini, è stata presentata al sindaco di Spinea dal Movimento 5 Stelle per conto del Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio, a cui aderiscono oltre 650 organizzazioni.

Il Forum sta richiedendo tale censimento allo scopo di mettere in luce con esattezza la realtà delle strutture edilizie già presenti nel territorio, per monitorare lo stato attuale dell’offerta edilizia e ragionare il fenomeno del consumo di suolo. «È un’iniziativa indispensabile nel nostro comune, il più densamente popolato del Veneto – spiega Massimo De Pieri del Movimento 5 Stelle – soprattutto

in vista della definitiva approvazione del nuovo PAT, che prevede ulteriori edificazioni per circa 740.000 metri cubi. Una scelta che riteniamo poco lungimirante, considerato lo stato attuale dell’economia ed, in particolar modo, del mercato immobiliare (-20% di compravendite nel primo trimestre 2012)».

Il Movimento 5 Stelle aveva già sollevato dubbi in merito con le osservazioni presentate sul PAT, in particolare in relazione al calcolo della SAU (la Superficie Agricola Utilizzabile).

«Osservazioni che non sono state accolte in prima istanza – prosegue De Pieri – ma che, invece, la commissione regionale VAS ha in parte riconsiderato, stabilendo che prima della definitiva approvazione del PAT vengano nuovamente verificati il dimensionamento ed il calcolo della SAU».

Secondo il movimento, il censimento consentirebbe di mettere in luce la reale situazione urbanistica del territorio, favorendo il contributo dei cittadini nel definire il futuro assetto urbanistico, e quindi sociale, della città.     

Damiano Corò

 

MARTELLAGO – Il Pat finisce in Procura. Alla vigilia della sua approvazione – salvo imprevisti, oggi in conferenza dei servizi con la firma dell’assessore provinciale Mario Dalla Tor e del sindaco Giovanni Brunello –

il Comitato pro Complanare ha scritto ancora a Regione, Provincia (che ha già dato l’ok al Piano) e Comune, ma anche a Prefetto, Difensore Civico e Procura per chiedere la revisione del calcolo della superficie agricola utilizzata (Sau), che sarebbe stato gonfiato per ottenere il parametro più alto per le nuove urbanizzazioni.

«Nelle procedure abbiamo rilevato numerose difformità dalle indicazioni regionali individuando con sopralluoghi le aree non agricole comprese nella Sau: aree occupate da infrastrutture stradali e ferroviarie o da fabbricati, che cambiano sensibilmente il conteggio»

scrive il Comitato,

accusando gli uffici di Comune e Provincia «che avrebbero dovuto controllare, date anche le nostre osservazioni. Uno strumento costato 150mila euro non può contenere tali difformità e su un parametro chiave per quantificare le nuove aree edificabili»

spiega il Comitato, denunciando anche che

«il Comune, nell’ultima determinazione della Sau, ha ridotto furbescamente la superficie comunale da 2.010 a 1.998 ettari: riduzione stranamente ignorata dalla Provincia e che fa rientrare nei parametri che consentono di raddoppiare il calcolo delle nuove aree edificabili».

«Questo Pat, per come interpreta le norme, appare più orientato a favorire interessi speculativi di certe categorie che perseguire gli obiettivi della nuova legge urbanistica, in primis contenere il consumo di suolo» conclude il Comitato, che perciò si è rivolto anche gli organi giudiziari.

(n.der.)

 

INTERROGAZIONE DI BEPPE CACCIA

Il consigliere: «L’Autorità portuale vuole ampliare il terminal. L’amministrazione dia un segno concreto contro le navi in laguna»

«Mentre la città chiede di allontanare le grandi navi dalla laguna, l’Autorità portuale vuole raddoppiare il terminal di San Basilio». Il consigliere comunale Beppe Caccia (In Comune) chiede chiarezza e un preciso atto da parte dell’amministrazione comunale per intervenire sul Porto.        «L’amministrazione – afferma Caccia – intervenga per ottenere il rinvio dell’approvazione del progetto di raddoppio in Salvaguardia e per l’adozione di un Piano regolatore portuale armonizzato col Pat».        L’Autorità portuale, sostiene Caccia in una sua interrogazione, «avrebbe presentato in sede di Commissione di Salvaguardia un progetto relativo alla ristrutturazione e all’ampliamento del fabbricato portuale noto come Stazione Passeggeri di San Basilio, allargando le funzioni di terminal anche al settore attualmente adibito a deposito della stessa Autorità, e che questo progetto dovrebbe essere approvato dalla stessa Commissione entro la prima settimana del prossimo mese di luglio».        Il progetto, prosegue il consigliere comunale, contrasterebbe con le previsioni urbanistiche della variante al Piano regolatore generale vigente per la Città Antica, là dove di prevede la demolizione senza ricostruzione del fabbricato, nella prospettiva di apertura e restituzione alla piena fruizione della città di tutte le aree portuali di San Basilio e Santa Marta».        Un progetto che giunge proprio nel momento in cui in città cresce la volontà di escludere dai canali della città Storica e dall’area di San Basilio–Santa Marta–Marittima il traffico delle grandi navi. Lo stesso Piano di assetto del territorio (Pat) adottato lo scorso 4 febbraio dal consiglio comunale “assume come proprio obiettivo la definitiva estromissione delle navi incompatibili con la città storica e con il contesto lagunare”. Tanto più, dice Caccia, che «recentemente il sindaco ha richiesto al Governo nazionale e alle altre competenti autorità provvedimenti urgenti che consentano di trasferire nell’ambito della prima Zona industriale di Porto Marghera il terminal delle attività portuali che non possono più trovare spazio in Marittima».        Nell’interrogazione il consigliere chiede quindi che l’amministrazione comunale «intervenga nei confronti dell’Autorità portuale e della Commissione di Salvaguardia affinché l’esame del progetto di cui sopra sia sospeso e si proceda ad un confronto nel merito» e che «il Comune eserciti tutte le necessarie forme di pressione nei confronti della stessa Autorità portuale affinché si avviino le procedure finalizzate alla discussione e all’adozione del Piano regolatore portuale, sulla base delle previste intese con il Comune e di un più ampio, pubblico e partecipato confronto sulle prospettive di sviluppo delle attività portuali per la Città e la Laguna».

 

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