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Dopo tre rinvii.

DOLO «Non riteniamo sussistano le motivazioni per la nomina del commissario “ad acta” per l’approvazione del Pati Dolo e Fiesso ». Giorgio Gei (Ponte del Dolo) ha inviato una lettera al difensore civico regionale. Dopo tre rinvii il Pati deve essere ancora adottato. «La maggioranza», prosegue, «non può rifugiarsi dietro la scorciatoia del commissario ad acta per risolvere un problema che è politico, almeno fin quando non saranno espletati i percorsi a disposizione del Consiglio».

(g.pir.)

 

DOLO – Il Consigliere Giorgio Gei del gruppo “Il Ponte del Dolo” ha scritto ieri una lettera al sindaco per sollecitare la definizione della situazione delle commissioni comunali. “Egregio Sindaco Gottardo – scrive Gei – a seguito delle mail ricevute oggi e senza voler entrare nel merito della questione capogruppo, ritengo sia ormai ora di porre fine all’atteggiamento assunto dai consiglieri Vescovi e Fattoretto, che rifiutano di indicare i nomi dei componenti le commissioni, impedendo in tal modo un regolare compimento dell’attività nei pochi mesi che restano e mettendo anche a repentaglio, come affermato dal consigliere Vescovi in precedente mail, la correttezza degli atti amministrativi. Le rinnovo pertanto l’invito, più volte fattole personalmente, in Conferenza capigruppo e in Consiglio comunale, di nominare d’autorità, come Le è consentito fare, i membri delle commissioni di spettanza del Gruppo misto al fine di procedere, entro la fine del mese di agosto al regolare insediamento delle commissioni. Le chiedo inoltre di convocare al più presto una conferenza capigruppo per approfondire questa questione e, alla luce del Suo carteggio con il Difensore Civico Regionale, anche la questione relativa al capogruppo del Gruppo misto.”

(l.per.)

 

IL NUOVO PAT

TREVISO – «Il riconoscimento di Legambiente conferma che sul PAT (il vecchio piano regolatore, ndr) il centrosinistra ha cambiato marcia». Così ieri Luigi Calesso, del movimento “Impegno Civile”, ha commentato il nuovo indirizzo della giunta Manildo nel settore urbanistico. «L’atto di indirizzo del sindaco Manildo in materia di revisione del PAT – continua Calesso – rappresenta una autorevole conferma del fatto che l’amministrazione di centrosinistra ha imboccato la via di una netta discontinuità rispetto alle giunte precedenti in materia di governo del territorio. Si apre una fase completamente nuova e si restituisce a Treviso la prospettiva di una crescita sostenibile, intelligente, costruita intorno alla qualità della vita e non all’affastellarsi di condomini e strade: è la fine della cementificazione dopo che le giunte Gentilini e Gobbo dalla Variante Generale al PRG di inizio anni 2000 fino al PAT avevano operato esattamente nel senso opposto rovesciando sulla città 2 milioni di metri cubi di cemento che, tra l’altro, si sono trasformati in migliaia di alloggi vuoti».

 

DOLO – In attesa del commissario duro scambio d’accuse tra la lista civica del sindaco e il “Cuore”

DOLO – Botta e risposta senza esclusione di colpi tra maggioranza e opposizione. Materia del contendere è ancora una volta il Pati (il Piano di Assetto territoriale intercomunale di Dolo e Fiesso d’Artico che, peraltro, è in attesa di essere esaminato, per l’approvazione, dal Commissario ad Acta la cui richiesta di nomina è arrivata in Regione) e stavolta lo scambio d’accuse è cartaceo. A dar fuoco alle polveri un “manifesto” della lista “Per Dolo Cuore della Riviera”, affisso nei giorni scorsi nella bacheca davanti al municipio, con cui si spiega ai cittadini la scelta di non approvare il Pati, accusando l’amministrazione di voler riversare sul comune una colata di cemento. Dura risposta della lista civica “Mariamaddalena Gottardo sindaco” con un volantino distribuito ovunque dal titolo “Facce di bronzo e sacchi di cemento”. Nel volantino vengono elencati a uno a uno i firmatari del manifesto, specificando il ruolo politico che hanno avuto in passato e accusando: “I nostri concittadini hanno il diritto di conoscere chi, in realtà, ha dato il via libera alla cementificazione delle nostre terre nel corso di un incontrastato trentennio di dominio politico ed amministrativo». Nel volantino della maggioranza si fa riferimento all’approvazione della cosiddetta “Lottizzazione Ormenese” che portò 107.000 metri cubi di cemento, del Progetto “Laguna 2000″ nei pressi di Arino con altri 29.000 metri cubi di cementificazione e l’intervento in piazza don Gazzotti ad Arino, altri 8.760 metri cubi, tutte del 2002. “Si tratta di un elenco volutamente ridotto e parziale di cementificazioni firmate dal “Cuore” per un totale di 144.760 metri cubi. Una colata di cemento silenziosa ed incontrastata che si è stretta su Dolo nel corso degli anni”.

Lino Perini

 

DOLO – Il Comune di Dolo invierà nei prossimi giorni al difensore civico regionale la richiesta di nomina di un commissario “ad acta” per l’approvazione del Pati (Piano assetto territoriale intercomunale) Dolo- Fiesso. È in fase di completamento la documentazione da inviare che sarà corredata anche dal verbale dell’ultimo consiglio comunale. La decisione di chiedere la nomina di un commissario “ad acta” era stata presa dal sindaco Maddalena Gottardo dopo che per tre volte la votazione in consiglio era stata sospesa. Nel frattempo è scoppiata la “guerra” dei volantini e dei manifesti tra i gruppi consiliari dolesi. Il gruppo “Dolo Cuore della Riviera” aveva affisso, prima dell’ultimo consiglio comunale, un volantino intitolato “Salviamo dal cemento Arino e Sambruson” nel quale puntavano il dito contro l’amministrazione comunale e il progetto del nuovo Pati. I consiglieri del gruppo di maggioranza hanno risposto nella loro bacheca con il volantino “Facce di bronzo e sacchi di cemento” con cui accusavano le “vecchie” amministrazioni comunali dolesi, di cui facevano parte anche attuali consiglieri della lista “Dolo Cuore della Riviera”, di aver a loro volta cementificato con il vecchio piano regolatore. Se mancava la conferma adesso è arrivata. A Dolo con un annodi anticipo è cominciata la campagna elettorale in vista delle elezioni comunali del 2015.

Giacomo Piran

 

DOLO – Non si placano le polemiche sul Pati (piano assetto territoriale intercomunale) Dolo – Fiesso. Dopo il terzo rinvio consecutivo del consiglio comunale che doveva adottare il provvedimento e l’annuncio del sindaco Maddalena Gottardo di voler chiedere al difensore civico regionale la nomina di un commissario “ad acta”, il consigliere comunale Giovanni Fattoretto (Lega Nord) ha scritto al Prefetto, alla Corte dei Conti, all’assessore regionale Luca Coletto e alla conferenza dei sindaci. La questione riguarda il futuro dei terreni dell’ospedale di Dolo: «Nell’ultimo Consiglio comunale», spiega, «ho presentato il Legato Guolo, testamento redatto nel 1852 da Antonio Guolo che donava dei terreni con vincolo di inalienabilità per la creazione dell’ospedale di Dolo conosciuto come Villa Massari. La conseguenza è che l’ospedale di Dolo è divenuto proprietario dei terreni Guolo con vincolo di inalienabilità». Fattoretto attualizza la vicenda. «Nell’attuale Pati si prevede invece un cambio di destinazione d’uso dell’area adibita da 162 anni ad ospedale. Per questo ho chiesto l’interessamento del Prefetto, della Corte dei Conti, dei sindaci e della Regione».

Giacomo Piran

 

DOLO. Il Comune presenterà all’inizio della prossima settimana la richiesta al Difensore civico per la nomina del Commissario ad Acta che dovrà esaminare ed approvare il Piano di Assetto del Territorio Intercomunale (P.A.T.I.) dei Comuni di Dolo e Fiesso d’Artico. Assente per ferie la sindaca Maddalena Gottardo, la richiesta sarà inoltrata dal vicesindaco Giuliano Zilio che commenta con soddisfazione: «Questa soluzione si dimostrerà un vantaggio anche per le minoranze perché sarebbe stato deleterio per tutti bloccare un documento così importante e che coinvolge anche il comune di Fiesso. Entro 60 giorni dalla nomina, il Commissario approverà e darà modo a tutti i professionisti di operare. Nel caso di ricorso per incompatibilità, si rischiava altrimenti di paralizzare tutto per anni».

(l.per.)

 

Il giorno dopo la mancata approvazione del Pati e la conseguente richiesta di nomina del Commissario ad Acta, le opposizioni replicano alla maggioranza. Il capogruppo Alberto Polo di “Per Dolo Cuore della Riviera” non usa giri di parole. “La maggioranza non ha più i numeri: ne prenda atto!”. Ed aggiunge. «Il consiglio comunale di Dolo è ingessato per colpa di una maggioranza che non è più tale». Polo spiega le sue affermazioni. «Il terzo rinvio del consiglio dedicato all’approvazione del Pati dimostra che il progetto politico e amministrativo del sindaco Gottardo è miseramente fallito». Polo insiste… «Il problema è di natura politica: non ci sono consiglieri, che non abbiano interessi diretti dal nuovo Piano di Assetto del Territorio, disposti a metterci la faccia per votare quel documento. Non è bastato provare a dividere i singoli punti per ovviare alla legge che impedisce di votare chi trae beneficio dal PATI, non sono bastati gli ordini di scuderia, le pressioni, le commissioni alle quali non sono stati ammessi tutti i consiglieri che ne hanno diritto». Il portavoce dell’opposizione conclude. «L’esperienza Gottardo è finita, vittima di un generale conflitto d’interessi della sua stessa maggioranza». Da parte sua la Lega Nord rappresentata da Mario Vescovi e Giovanni Fattoretto, quest’ultimo ha distribuito durante il consiglio una copia dell’atto testamentario con cui Antonio Guolo destinò i fondi per l’ospedale di Dolo, ha aggiunto: “I consiglieri comunali hanno rilevato una grave violazione di legge dell’intero strumento urbanistico proposto per l’approvazione. A noi sembra che l’amministrazione ignori esistere un documento che ha determinato l’assetto del centro urbano dolese, il testamento di Antonio Guolo. Da tale disposizione si rileva il vincolo di inalienabilità dell’ospedale per volontà del benefattore Antonio Guolo. Prevedere nel PATI che l’originario insediamento dell’Ospedale conosciuto come Villa Massari e pertinenze possano essere alienate a privati, significa ignorare questo vincolo di inalienabilità che sta in piedi e opera contro ogni previsione superficiale.”

 

DOLO «Il consiglio comunale di Dolo è ingessato per colpa di una maggioranza che non è più tale. Il terzo rinvio del consiglio dedicato all’adozione del Pati dimostra, ancora una volta, comeil progetto politico e amministrativo del centrodestra e del sindaco Gottardo sia crollato dall’interno». Alberto Polo, capogruppo de “Dolo, Cuore della Riviera” commenta così l’esito del Consiglio di giovedì in cui il sindaco è stata costretta a rinviare ancora l’adozione del Pati (piano assetto territoriale intercomunale). Durissimo anche Mario Vescovi (Lega Nord), che chiede le dimissioni del sindaco. «In quattro anni di mandato non è riuscita a realizzare nessuna nuova opera né tantomeno di progettarne. In compenso ha aumentato tasse e tributi locali in contrasto con quanto aveva promesso in campagna elettorale. Per la sua incapacità di amministrare e condividere con i gruppi consiliari le scelte politiche che intende adottare, le chiedo di essere responsabile e di dimettersi». Dalla maggioranza fanno notare che alcuni consiglieri non hanno potuto partecipare al voto per presunte incompatibilità. «Il problema è di natura politica », obietta Polo, «la maggioranza non ha più i numeri: ne prenda atto». Il sindaco di Dolo ha deciso di chiedere la nomina di un commissario “ad acta” che adotti il Pati. Per Giorgio Gei (Ponte del Dolo) la questione, però, non è così semplice. «È l’ennesimo errore politico. La legge parla chiaro e il caso dolese è un caso politico e non tecnico. Un Pati condiviso con le minoranze ha i numeri per essere approvato, è la precaria maggioranza che non ha i numeri per imporre le sue scelte».

Giacomo Piran

 

Gazzettino – Pati, arriva il commissario

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20

giu

2014

DOLO – L’opposizione ha abbandonato l’aula sostenendo ragioni di “incompatibilità”

Sospeso per la terza volta il Consiglio, il sindaco si arrende e scrive al Difensore civico

IL SINDACO «Questa non è opposizione costruttiva» Maddalena Gottardo: «Tutte queste incompatibilità c’erano anche 4 anni fa quando sono stati approvati Prg e cementificazione?»

SCINTILLE – Il consiglio comunale di Dolo, ieri sospeso dopo il venir meno del numero legale

Per la terza volta il Consiglio Comunale non riesce a discutere ed approvare il Piano di Assetto del Territorio Intercomunale (Pati) dei Comuni di Dolo e Fiesso d’Artico e, perciò, oggi il sindaco Maddalena Gottardo invierà formale richiesta al Difensore Civico di nominare un Commissario ad Acta che avrà il compito di esaminare gli atti e di approvare il documento entro 60 giorni.
L’opposizione ha reso impraticabile la votazione con l’uscita ad uno ad uno dei propri consiglieri. Motivazione: l’incompatibilità prevista dall’articolo 78 del testo unico del regolamento degli Enti Locali e la conseguente impossibilità di prendere parte a discussione e votazione da parte di chi abbia interessi diretti o per parentela sino al quarto grado. Ai consiglieri di opposizione si sono aggiunti anche alcuni colleghi della maggioranza, facendo così venire meno il numero legale.
Il sindaco Maddalena Gottardo ha criticato il comportamento dell’opposizione: «Abbandonando l’aula ha dimostrato di non essere in grado di fare opposizione costruttiva, ma ci ha fatto anche sorgere dei dubbi. Dichiarando che l’ha fatto per motivi d’incompatibilità, ci si chiede se quattro anni fa, quando sono state approvate la cementificazione e il Prg, queste incompatibilità vi fosse già. Ad ogni modo ora tutto passa al Commissario che farà un esame tecnico e procederà finalmente all’approvazione». In realtà la situazione non è sgradita alla maggioranza, con qualche consigliere a dichiarare: «Siamo entrati senza secondi fini» e il capogruppo Paolo Menegazzo ha aggiunto: «Il nostro atteggiamento dimostra che siamo uniti e compatti».
L’opposizione ha criticato l’impianto del Pati e la mancanza di un confronto sui punti cardine. Alberto Polo e Giorgio Gei hanno evidenziato: «I dati contenuti sono ipotetici e illusori e prevedono una crescita della popolazione sino a 20.000 abitanti entro il 2025, cosa assolutamente impensabile, e uno sviluppo edificatorio e un aumento della cementificazione che andrebbe a diminuire gli spazi agricoli. La maggioranza non ha voluto coinvolgerci e farci partecipi di una collaborazione che poteva servire a migliorare l’impianto del Pati chiedendoci di uscire in caso d’incompatibilità e per tale motivo ha determinato l’inevitabile nostra decisione».

Lino Perini

 

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