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Sempre più case sfitte nel centro storico di Pieve di Soligo. Oltre a un altro problema: da edificabili ad agricoli, boom di richieste di declassamento dei terreni a Pieve di Soligo. Una tendenza che si registra negli ultimi mesi anche negli altri comuni del Quartier del Piave. Se, fino a una decina di anni fa, avere un terreno edificabile era considerato un tesoretto, oggi questo rappresenta invece solo un motivo di sconforto per i proprietari, chiamati a versare tasse che, negli ultimi tempi, sono diventante insostenibili.

«L’esigenza di far diventare un terreno da edificabile e agricolo c’è – conferma il sindaco di Pieve di Soligo, Stefano Soldan -, chiaro che verranno accolte solo le richieste plausibili. Ora stiamo cercando di capire quale sia l’approccio corretto verso queste richieste. Il nostro orientamento è quello di andare incontro a quei cittadini proprietari di terreni edificabili che oggi vivono una situazione vessatoria per le tasse».

Il bisogno di convertire i terreni è molto sentito a Pieve di Soligo, «un segno della crisi che ancora stagna in un territorio che un tempo era il motore dell’economia del Nord-Est». Senza contare che Pieve di Soligo, come tutto il Quartier del Piave, deve fare i conti con una cementificazione che ha segnato gli anni del boom edilizio e che oggi fa sì che molti edifici, civili e industriali, siano vuoti e sfitti anche in città.

Già alcune richieste di conversione della destinazione sono allo studio degli uffici comunali. «Stiamo verificando come dal punto di vista normativo queste domande siano accoglibili e poi come le modifiche della destinazione del terreno si inseriscano nel Pat (piano di assetto del territorio) – puntualizza Soldan -, senza contare che dopo aver modificato il terreno da edificabile a agricolo difficilmente si potrà tornare indietro. Dunque una scelta che va soppesata».

Una richiesta dunque sintomo di un contesto sociale ed economico in netto mutamento: «Se negli anni del boom edilizio le richieste erano in tutt’altro senso, affinché ogni angolo della terra diventasse fabbricabile, oggi – chiude il sindaco – il processo è stato invertito alla luce anche dell’incremento delle tasse con cui i cittadini devono fare i conti».

Claudia Borsoi

 

PIEVE DI SOLIGO – Stop al sorvolo aereo del territorio di Pieve di Soligo per eseguire i trattamenti aerei dei vigneti con pesticidi. Prima la giunta, poi martedì sera il consiglio comunale hanno ratificato le nuove disposizioni del regolamento intercomunale di polizia rurale dicendo «no» al rinnovo della deroga che fino ad oggi ha consentito i trattamenti aerei. «Il regolamento già aboliva l’uso dell’elicottero – spiega l’assessore all’ambiente e agricoltura Giuseppe Negri -, ma a Pieve di Soligo è sempre stato concesso il sorvolo grazie a una deroga. Ora si è deciso di togliere questa deroga e di vietare così l’impiego dell’elicottero dal prossimo primo gennaio per i trattamenti con fitofarmaci».

Dopo il comune di Tarzo, anche quello di Pieve di Soligo dice in questi mesi «no» al rinnovo della deroga per i trattamenti aerei dei vigneti, pratica che negli ultimi tempi è stata al centro di una intensa discussione. Non solo stop ai mezzi aerei per i trattamenti fitosanitari, ma anche sanzioni più pesanti per i recidivi, coloro cioè che violano ripetutamente il regolamento di polizia rurale. La sanzione amministrativa partirà da 80 euro e in caso di reiterazione del reato la multa successiva sarà di 480 euro. «Non è una norma punitiva – chiarisce l’assessore Negri -, gli errori commessi una tantum e per semplice distrazione ci possono essere. Chiaro che serve maggiore attenzione».
Con la prossima primavera dunque i viticoltori di Pieve di Soligo non potranno più fare ricorso all’Eliconsorzio del prosecco di Valdobbiadene per quei trattamenti solitamente eseguiti sui vigneti in una parte delle rive al confine tra Solighetto e Refrontolo. L’amministrazione Soldan vuole aprire sul tema un dialogo con cittadini, viticoltori, tecnici del consorzio del prosecco e esponenti delle associazioni ambientaliste: venerdì sera si è tenuto un primo incontro pubblico per parlare di normativa ed esperienza in viticoltura.

Claudia Borsoi

 

PIEVE DI SOLIGO – E il Consorzio Prosecco Docg annuncia l’impiego del Gps per controllare i vigneti

Il Comune tutela le zone sensibili: 50 metri da scuole e case di riposo, 20 da corsi d’acqua e strade

Trattamenti con i pesticidi: il Comune di Pieve di Soligo amplia la fascia di rispetto per le zone particolarmente sensibili. «Abbiamo voluto garantire ancor più la tutela della salute dei nostri cittadini» annuncia l’assessore Gino Lucchetta.
Questa decisione si inserisce nell’ambito dell’approvazione della nuova versione del regolamento di polizia rurale: in caso di trattamento con pesticidi ci dovrà essere una distanza dalle zone «particolarmente sensibili», come scuole e case di riposo, di almeno 50 metri. Per corsi d’acqua, strade e altre zone classificate come «sensibili» è invece vietato l’utilizzo in una fascia di almeno 20 metri. Cinque sono infine i metri da tenere in tutti gli altri casi.
«Siamo il primo Comune che aggiorna l’elenco, come da indicazione della disposizione della Comunità Europea già inserita nella nuova versione del regolamento – continua Lucchetta -. Il nostro obiettivo è garantire sempre più la tutela della salute dei Pievigini, senza per questo ledere l’attività dei viticoltori, e continuando la nostra politica di rispetto dell’ambiente. Abbiamo voluto estendere il divieto di utilizzo dei prodotti, ampliando il novero delle zone per le quali esiste una distanza minima per i trattamenti che ora comprende anche le aree sportive all’aperto: questo perché possono essere frequentate da bambini».
E intanto, sempre sul fronte trattamenti vigneti, il Consorzio di Tutela Prosecco Docg annuncia l’impiego sulle colline del prosecco di un «satellite anti-pesticidi», ovvero un dispositivo gps in grado di evidenziare, oltre che di localizzare, il rischio di insorgenza di malattie, lo stato vegetativo del vigneto e le possibili minacce di insetti.
«Avremo a disposizione due terminali Gps – spiega il tecnico del Consorzio Filippo Taglietti – con i quali possiamo registrare il punto in cui ci troviamo, l’orario e cosa vediamo. Per esempio quanto è lungo il germoglio, quante foglie ha, che rischi ci possono essere. I dati vengono caricati sulla mappa dal satellite e sono a disposizione di tutti. Ho una foto in tempo reale della singola zona, e posso avvisare i viticoltori. Conoscendo il punto preciso dell’insorgenza di una malattia, o di una qualsiasi minaccia, la difesa integrata diventa più limitata, e localizzata». Il tutto con l’obiettivo di ridurre l’utilizzo di prodotti fitosanitari.

 

PIEVE DI SOLIGO – Giro di vite dell’amministrazione, contro l’abuso della chimica in agricoltura: ampliato il numero delle zone per le quali esiste una distanza minima per i trattamenti. Sono in pratica raddoppiate (da 20 a circa 40) le aree del Comune dalle quali gli agricoltori dovranno tenersi a debita distanza, durante i trattamenti. Se fino a quest’anno erano state censite solo le aree “particolarmente sensibili”, come scuole, asili, case di cura e distretti sanitari, oggi i siti off limits per i pesticidi si allargano a un altro gruppo di aree “sensibili”, tra le quali sono stati inseriti lo stadio “D’Agostin” di Pieve, i campi sportivi di Solighetto, il campo di rugby del Patean, il parco del Soligo sotto l’istituto Balbi, l’area verde di Barbisano. Per le aree particolarmente sensibili, i trattamenti devono restare a una distanza di almeno 50 metri; per le sensibili, la fascia di rispetto scende a 20 metri. Si parla di trattamenti con l’atomizzatore: se l’agricoltore irrora i fitofarmaci con un tunnel a recupero, a mano, o con una pompa a spalla, la distanza scende a 5 metri, perché è più facile indirizzare il getto verso la pianta, e ridurre la dispersione nell’aria del prodotto. Pieve diventa così il primo Comune della Docg Prosecco ad aggiornare l’elenco dei siti sensibili, coerentemente con quanto prescritto dal Regolamento di Polizia Rurale approvato dai 15 Comuni della denominazione. «L’elenco dei siti particolarmente sensibili risaliva al 2012, e comprendeva luoghi in cui la presenza di persone era conclamata e continua, come scuole e case di riposo» spiega Gino Lucchetta, assessore all’Ambiente «ora invece estendiamo le tutele ai luoghi in cui la presenza di persone è anche solo occasionale. Abbiamo voluto estendere il divieto di utilizzo dei prodotti, ampliando il novero delle zone per le quali esiste una distanza minima per i trattamenti che ora comprende anche le aree sportive all’aperto: questo perché possono essere frequentate da bambini». Il Comune pubblicherà in una delibera ufficiale, consultabile pubblicamente, l’elenco delle venti nuove aree “protette” dai pesticidi. «Il nostro obiettivo è garantire sempre più la tutela della salute dei pievigini» conclude Lucchetta «senza per questo ledere l’attività dei viticoltori, e continuando la nostra politica di rispetto dell’ambiente».

Andrea De Polo

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SALUTE E AMBIENTE »PIEVE DI SOLIGO

Accordo del Comune con un agricoltore che rinuncia a 2 mila 149 metri quadri di Prosecco: si farà un parco per i bimbi

PIEVE DI SOLIGO – Un vigneto estirpato per allargare il giardino della scuola primaria. E allontanare i trattamenti con i pesticidi dai polmoni dei suoi piccoli allievi. È il risultato di un accordo tra il Comune di Pieve e un agricoltore di Solighetto, che ha deciso di rinunciare a ben 2.149 metri quadrati di filari di Prosecco Docg, per mettere a disposizione dei bimbi un parco più grande in cui correre, giocare, divertirsi. Entro 45 giorni da oggi, una consistente porzione del vigneto tra via Fabbri e la scuola primaria “Papa Luciani” dovrà essere estirpato. L’accordo è frutto di una mediazione durata diversi mesi. E fa felice tutte le parti in causa: i bambini, prima di tutto, che avranno più spazio per giocare, e i genitori, che non dovranno preoccuparsi dei trattamenti effettuati sul vigneto. Il Comune, che in questo modo recepisce i dettami del Regolamento di Polizia Rurale, molto severo sulle distanze tra vigneti e siti sensibili, come le scuole. E il privato, che in cambio dei filari sacrificati, e grazie a una perequazione urbanistica, otterrà l’edificabilità di un’altra sua proprietà, poco distante. «Non solo un’area più grande per i bambini, ma anche la tutela della loro salute» è il risultato della mediazione, secondo il sindaco di Pieve di Soligo, Fabio Sforza. «Il privato ha capito appieno il senso della nostra richiesta e lo ringrazio: era necessario garantire ai bimbi delle scuole uno spazio più consono alle loro attività, evitando di avere vicino uomini e mezzi impegnati a lavorare alla manutenzione del vitigno. In questo modo, abbiamo dato anche un segnale importante sul fronte ambientale: non solo il controllo per il rispetto del Regolamento in vigore nelle nostre colline, ma anche azioni concrete e propositive, senza che alcuna delle parti coinvolte venga svantaggiata negli accordi». È di mercoledì l’atto pubblico ufficiale con cui l’agricoltore ha ceduto il terreno al Comune. I bimbi della primaria di Solighetto, in effetti, fino a oggi erano costretti a convivere con spazi piuttosto angusti, nel loro giardino. Chiuso tra le strade, e il vigneto. Anche se nell’ultimo anno non sono giunte segnalazioni ufficiali in municipio, a qualche genitore la vicinanza con i filari di Prosecco non piaceva troppo, per via dei trattamenti fitosanitari effettuati in primavera. E infatti, il Comune ha imposto all’agricoltore di rimuovere tutte le piante entro 45 giorni, quindi prima che inizino i trattamenti. In modo da prevenire, come già avvenuto nelle scuole di Refrontolo e Conegliano, denunce alla polizia locale durante i trattamenti. «Era giusto creare un’area di rispetto» sottolinea Sforza «ora la zona di protezione sarà ampliata». I “pali di testa” del vigneto arretreranno di alcune decine di metri, poi il Comune collaborerà con il privato per la posa della nuova recinzione. Anche il “nuovo” vigneto, più arretrato, dovrà comunque rispettare il Regolamento, che recita: «Nei pressi di aree particolarmente sensibili quali asili, scuole di ogni ordine e grado, centri diurni, aree verdi aperte al pubblico, è obbligatorio operare esclusivamente nell’orario di chiusura e, comunque, dopo il termine delle lezioni». Dopo che i filari saranno rimossi, gli operai comunali procederanno con il livellamento del terreno e la semina dell’erba. I bimbi di Solighetto dovrebbero avere il loro giardino pronto per l’inizio del prossimo anno scolastico. Novità sono in arrivo anche sul fronte della viabilità. L’ampliamento potrebbe permettere al Comune anche di ricavare una nuova entrata, e un nuovo spazio di manovra per gli scuolabus.

Andrea De Polo

 

Mano tesa tra produttori e ambientalisti

Il Consorzio Docg: «Ma il connubio vigneto-rischi salute è fuoriluogo» . Il Wwf: «Convertire al bio»

PIEVE DI SOLIGO – L’accordo di Pieve di Soligo per allontanare il vigneto dalle scuole è una mano tesa tra produttori e ambientalisti. Due mondi che nei 15 Comuni della Docg Prosecco si sono letteralmente fatti la guerra, negli ultimi anni, ma che ora sembrano dialogare di più, e meglio. Anche se quella di Solighetto, per gli ambientalisti, è solo una soluzione temporanea, e servirebbe un intervento radicale: convertire la Docg al biologico. Innocente Nardi, presidente del Consorzio di Tutela Prosecco Docg, rifiuta il connubio vigneti-rischi per la salute: «I vigneti arricchiscono il territorio in termini di bellezza. Certo, le medicine alle piante vanno date con parsimonia, e sono convinto che i luoghi sensibili, come le scuole, necessitino di un’attenzione particolare. Pensare al vigneto come a un rischio per la salute, però, è un’equazione fuori luogo».

Il caso di Solighetto è unico nel suo genere: «Lì le scuole avevano comunque bisogno di più spazio, mi sembra un’operazione positiva».

Un plauso all’iniziativa anche da Legambiente Sernaglia: «Quando le azioni mettono al primo posto la salute, al posto del business, vanno nella direzione giusta» spiega il presidente, Marcello De Noni. A Solighetto l’accordo è stato possibile grazie alla buona volontà del privato, altrove non è così facile: «Non ci interessa entrare in conflitto con gli agricoltori: sappiamo che ci sono persone che per vivere e lavorare hanno bisogno di utilizzare anche prodotti “discutibili”, ma la soluzione non è semplice».

Alla base di tutto, anche una certa concorrenza tra agricoltori: perché io devo rinunciare a qualcosa, se il mio vicino continua a lavorare come ha sempre fatto? «La prospettiva a lungo termine è portare la Docg al biologico. Così il prodotto sarebbe più spendibile anche sui mercati esteri, oltre che inimitabile, e farebbe anche il bene dei produttori. Altrimenti ci fanno le scarpe».

Più severo Wwf Altamarca, con Gilberto Carlotto: «Sicuramente non è acquisendo le vigne che si risolve il problema. La ciclopedonale da Pieve a Barbisano è costeggiata dai vigneti, li acquistiamo tutti? Per proteggere i gruppi vulnerabili che transitano sulle strade, giocano nei parchi o nei giardini privati e vivono nelle case di proprietà, soggette alla deriva dei fitosanitari, non è questa la soluzione: l’unica possibilità è il passaggio alla difesa biologica certificata Ce».

(a.d.p.)

 

CORNUDA – (lbel) I ripetuti disagi dei pendolari che viaggiano in treno saranno al centro dell’incontro organizzato questa mattina, alle 10.30, nella sala consiliare di Cornuda. A organizzarlo, il sindaco Claudio Sartor. All’incontro sono stati invitati i sindaci di Alano, Caerano San Marco, Crocetta del Montello, Pieve di Soligo, Feltre, Maser, Montebelluna, Moriago della Battaglia, Pederobba, Quero, Segusino, Sernaglia della Battaglia, Trevignano, Valdobbiadene, Vas, Vidor e Volpago.

«In più occasione – spiega Claudio Sartor – abbiamo inoltrato alle Ferrovie dello Stato e alla Regione Veneto documenti per richiamare l’attenzione sui disagi degli utenti. Purtroppo in questo periodo il servizio non è assolutamente migliorato. Continua il persistere di minori collegamenti diretti, è evidente che il materiale rotabile è inadeguato. Preoccupano il minor numero di treni in orari mattutini, serali e festivi che impattano sull’utilizzo da parte dei pendolari e sulla riduzione di offerta turistica».

Aggiunge il sindaco di Cornuda: «Dobbiamo inoltre segnalare l’assenza di treni in alcune fasce per i pendolari e nessuna coordinazione preventiva e migliorativa tra enti e gestori per interconnessione treno-bus. Non è un caso se anche il rapporto di Legambiente inserisce la linea Padova-Calalzo tra le sette peggiori linee ferroviarie italiane. Credo pertanto che sia necessario ribadire ancora una volta le problematiche relative alla nostra tratta con questo incontro di approfondimento tra amministratori locali, associazioni dei pendolari e rappresentanti politici».

 

San Donà. Orario cadenzato, pendolari a raduno a Mussetta

SAN DONÀ- Un incontro pubblico per tutti gli interessati alle problematiche legate al trasporto pubblico e all’orario cadenzato. L’appuntamento è indetto dal Comitato dei pendolari di Quarto d’Altino e del Veneto orientale per questa sera, giovedì, alle 21 al ristorante “Al Fogolar” a Mussetta. Sarà l’occasione per fare il punto della situazione dopo le proteste dovute all’entrata in vigore dell’orario cadenzato e dopo gli aggiustamenti discussi lunedì dall’assessore regionale alla Mobilità Renato Chisso, dai rappresentanti di Trenitalia e gli amministratori dei Comuni della linea Venezia-Portogruaro. Tra questi l’anticipo del Regionale 11100 (Portogruaro 4.38 – Venezia 5.50) con partenza da Portogruaro alle 4.13, esclusi sabati e giorni festivi; l’inserimento di un treno da Portogruaro a Mestre (forse fino a Venezia) verso le 12, sempre escluso nei festivi.

In un comunicato congiunto i Comitati spiegano che «un piccolo passo in avanti è stato compiuto ma non è sufficiente e non copre tutte le necessità degli utenti che prima del cadenzato erano serviti senza difficoltà dai treni esistenti». Un secondo pacchetto di misure, applicabile da aprile, prevede il ripristino della corsa notturna dopo le 24 da Venezia nei soli giorni feriali e l’inserimento di una corsa tra le 20.11 e le 22.11, forse fino a San Donà per interferenze con Intercity.

Davide De Bortoli

 

VITTORIO VENETO – Pesticidi irritanti vietati: è la stretta sui fitofarmaci del regolamento di polizia rurale, che passerà domani sera in consiglio comunale per un aggiornamento. I Comuni della Docg del Prosecco hanno deciso di introdurre delle restrizioni su pesticidi che pur si troverebbero in commercio. Determinante è stato il contributo vittoriese all’elaborazione del nuovo documento, che bloccherà i pesticidi classificati come irritanti o tossico-nocivi nel trattamento delle vigne e in generale per i trattamenti fitosanitari in agricoltura.

«È un anno che stiamo lavorando a questo aggiornamento del regolamento, seduti a un tavolo comune con tutti gli enti coinvolti. Se si approverà, si approverà tutti insieme. Nel testo c’è una sensibile restrizione dei prodotti che possono essere usati per i trattamenti», aveva spiegato nei giorni di stesura delle bozze l’assessore Antonio Miatto, che si sta occupando del regolamento per il Comune di Vittorio, «Hanno collaborato attivamente tutti i 15 Comuni coinvolti nel primo regolamento di polizia rurale, già in vigore, e anche l’Usl. Ora non resta che il testo venga approvato dai consigli comunali dei singoli Comuni».

Tra le molecole che saranno bloccate dalle nuove restrizioni ci sono anche i ditiocarbammati, sospettati da più parti di avere effetti nocivi sulla salute, anche cancerogeni. Si tratta di norme che i Comuni intendono autoimporsi: se alcuni prodotti possono in via teorica essere usati legalmente i Comuni invece ne introdurranno il divieto a maggior tutela della salute. È questo lo spirito della nuova bozza che sta arrivando sui tavoli delle giunte e delle commissioni comunali del territorio.

I Comuni coinvolti sono San Pietro di Feletto, Cison di Valmarino, Colle Umberto, Conegliano, Farra di Soligo, Follina, Miane, Pieve di Soligo, Refrontolo, San Vendemiano, Susegana, Tarzo, Valdobbiadene, Vidor e Vittorio Veneto. Hanno partecipato ai lavori la scuola per l’agricoltura di Conegliano, il centro ricerche Car, l’università di Padova, l’Arpav, la Regione e la Provincia.

Alberto Della Giustina

 

PIEVE DI SOLIGO – Rivoluzione sulle colline del Prosecco: norme più restrittive della legge nazionale

Quindici Comuni hanno approvato la revisione del regolamento intercomunale di Polizia

Basta con i fitofarmaci molto tossici, tossici e nocivi sul territorio della Docg del Prosecco superiore. I 15 sindaci dell’area che va da Conegliano a Valdobbiadene hanno approvato la revisione del Regolamento intercomunale di Polizia Rurale sull’uso dei prodotti fitosanitari che dovrà ora essere ratificata dai singoli consigli comunali. Una decisione che rivoluzionerà quello che è il modo di fare agricoltura perchè “sfida” la legge nazionale introducendo limitazioni senza dubbio più restrittive. Con una sola eccezione: in caso di condizioni climatiche che possono pregiudicare la produzione una speciale commissione formata da esperti deciderà in tempo reale in quale area e con quali modalità concedere eccezioni.
«Il documento – evidenziano infatti i sindaci – contiene delle regole che non hanno precedenti nella regolamentazione a tutela della salute e del territorio».

Vengono vietati infatti i fitofarmaci molto tossici, tossici e nocivi dai territori della Docg del Prosecco Superiore; viene introdotto l’obbligo di segnalazione preventiva dell’inizio dei trattamenti a richiesta del vicino; vengono definite le distanze di sicurezza dai corsi d’acqua, abitazioni e aree sensibili.

«Lo abbiamo fatto per i cittadini ma anche per gli stessi agricoltori – affermano i sindaci -. In questo modo viene data una risposta forte e inequivocabile alla domanda di tutela della salute pubblica e viene straordinariamente qualificato un territorio ed un prodotto che reciprocamente si valorizzano e che oggi sono legati anche dalla qualità dell’ambiente già buono ma che i sindaci vogliono sempre più in costante progressivo miglioramento».

Ecco i 15 Comuni che hanno siglato l’accordo: Cison di Valmarino, Colle Umberto, Conegliano, Farra di Soligo, Follina, Miane, Pieve di Soligo, Refrontolo, San Pietro di Feletto, San Vendemiano, Susegana, Tarzo, Valdobbiadene, Vidor e Vittorio Veneto.

La rivoluzione introdotta dal Regolamento a questo punto potrebbe anche far piacere ai grillini del Quartier del Piave che per oggi hanno indetto una manifestazione a Farra. «Sindaco: più salute e meno veleni»: questo è l’appello che verrà lanciato proprio contro l’uso dei pesticidi. L’appuntamento è alle 16 davanti al municipio. «Per spronare le amministrazioni – spiega il Movimento 5 stelle – a tutelare la salute pubblica».

 

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