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Venerdi’ 19 giugno Opzione Zero a Festambiente a Piove di Sacco

Posted by Opzione Zero in Appuntamenti | 0 Comments

15

giu

2015

Venerdì 19 giugno alle 21.00 Opzione Zero interverrà al dibattito:

LA TRUFFA DELLE GRANDI OPERE:  infinite,  costose   e inutili a spese dei cittadini
nell’ambito della 7^ edizione di Festambiente della Saccisica, in programma dal 18 al 21 giugno presso Villa Roberti di Brugine (PD), promossa da Legambiente della Saccisica.

Sotto il programma completo.

Vi aspettiamo!

 

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Gazzettino – Treni. Giornata nera per i pendolari.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

7

mag

2015

MESTRE / SAN DONA’

I SENSORI – Troppo carico convoglio bloccato

MOBILITÀ Giornata di passione per i viaggiatori, pesanti disagi sulla linea Treviso-Venezia

Stipati sul treno dei pendolari

Odissea a bordo della “Vaca Mora”, una sola carrozza in servizio per circa 400 passeggeri

Giornata pesante per i pendolari che quotidianamente si devono recare a Venezia per lavoro o per studio. Particolarmente impegnativo l’inizio per gli utenti del treno della linea che collega Adria a Venezia, passando per Piove di Sacco, Camponogara e Mira.

Di solito il convoglio, l’ex “Vaca Mora”, è composto di due carrozze che lungo la strada si riempiono di persone. Ieri, alle 6.10 , i pendolari in partenza da Adria hanno trovato una sola carrozza automotrice e hanno dovuto fare buon viso a cattivo gioco, sapendo ciò che avrebbero vissuto dopo.

«Eravamo stipati come in un carro bestiame – lamenta Daniele Brandolese un pendolare che ha preso il cellulare per immortalare la scena – Dopo Camponogara eravamo in circa 400 nella carrozza. Il capotreno stesso era bloccato dalla gente e impossibilitato a muoversi, tanto che è stato aiutato in un’occasione da alcuni passeggeri per abbassare le barriere nella stazione di Oriago».

La segnalazione è partita anche a Sistemi Territoriali, la società partecipata dalla Regione che tra le altre cose gestisce anche la linea Adria-Venezia. «Ora – si chiedono altri pendolari inviperiti per il disservizio – dobbiamo pensare che è stato un guasto e che domani (oggi per chi legge) troveremo le due solite carrozze oppure è una mossa politica per cercare di ottenere qualcosa? Speriamo che non sia a nostre spese».

Intanto sempre ieri a Treviso un treno di pendolari sovraccarico diretto a Venezia è stato bloccato in stazione dai sensori che stabiliscono quando il peso dei vagoni è eccessivo e la sicurezza è a rischio. Molti viaggiatori sono stati costretti a scendere dal convoglio, troppo «corto» e troppo poco capiente per ripartire con tutta quella gente a bordo, e ad aspettare un altro treno, a sua volta rallentato da un guasto. Col risultato di accumulare quasi un’ora di ritardo. A provocare la «reazione a catena» è stato il treno 2855 partito da Sacile, con destinazione Venezia. Alle 8.15 la tappa a Treviso Centrale. Doveva trattarsi di un treno a due piani, un «Vivalto», e invece a fermarsi al binario è stato uno «Stadler»: 4 carrozze, 200 posti a sedere, circa 400 in piedi. Meno della metà di quello che sarebbe stato in grado di fare il treno a due piani che doveva percorrere quella tratta a quell’ora. Dal marciapiede sono saliti i molti pendolari. A quel punto, i sensori sono entrati in azione: il peso del convoglio era stato superato, le condizioni per viaggiare in sicurezza non c’erano. Così è scattato il blocco della trazione. Per gestire la situazione sono intervenuti anche gli agenti della Polfer.

 

TRASPORTI – Il comitato scrive alla Regione: «Situazione intollerabile»

Ritardi, l’ira dei pendolari

Ieri ancora disagi nella tratta ferroviaria tra Portogruaro e Venezia

Soppressi alcuni treni. Vetture stracolme

La causa un guasto a un passaggio a livello

SAN DONÀ – Nuovi ritardi e treni soppressi, Il Comitato dei pendolari del Veneto Orientale scrive al presidente della Regione Veneto Luca Zaia e all’assessore regionale ai Trasporti Elena Donazzan. Ancora disagi nella tratta tra Portogruaro e Venezia. In una nota il Comitato segnala che ieri a causare il ritardo dalle 6.40 circa sarebbe stato un guasto di un passaggio a livello tra San Stino e Portogruaro che ha provocato ritardi a catena tra i 15 e i 25 minuti a diversi treni. Segnalata inoltre la chiusura di 3 vetture, di cui poi sarebbe stata riaperta soltanto una, sul Regionale 10012 in partenza da Portogruaro alle 7.44 con arrivo a Venezia alle 8.56, «uno dei più affollati treni del mattino – spiega il portavoce del comitato Nicola Nucera – arrivato a Venezia con 21 minuti di ritardo».

All’attenzione dei vertici della Regione anche la soppressione di 3 treni avvenuta martedì 5 maggio nella stessa tratta. Si tratta dei Regionali del mattino 10001 e 10002 e 10055 delle 19,57. In seguito alla soppressione dei primi due, il Regionale 10008 era dotato di 200 posti a sedere, anziché 500. «Dimezzando i posti a sedere – continua Nucera – si sono verificate situazioni di malessere tra i viaggiatori, con segnalazioni di mancamenti. Sempre l’altro ieri si sono verificati diversi importanti ritardi: Regionale veloce 2697 giunto a Portogruaro con 40 minuti di ritardo, Regionali 10049 e 10051 giunti con 30 e 10053 con 22 minuti di ritardo».

«Da quando c’è l’orario cadenzato i pendolari segnalano un bollettino di guerra quotidiano – ha commentato l’assessore alla Mobilità di San Donà Francesca Zottis – un deciso peggioramento del servizio nel Veneto Orientale con il taglio di alcuni treni». Trenitalia conferma che le questioni, dovute a guasti tecnici e al rispetto della normativa di sicurezza, sono state seguite dalla sala operativa che ha cercato di limitare i disagi inevitabili. La puntualità sulla linea si è ridotta solo in questi due giorno dell’87 per cento contro il 95 per cento del mese di aprile, ossia dopo un periodo prolungato di puntualità elevata.

Davide De Bortoli

 

Treviso. I passeggeri restano a piedi

Treno dei pendolari sovraccarico bloccato sui binari dai sensori che stabiliscono quando il peso dei vagoni è eccessivo e la sicurezza è a rischio. È accaduto ieri mattina in stazione a Treviso.

Il sensore ferma il treno affollato

L’ODISSEA – Pendolari come sardine costretti a scendere e aspettare l’arrivo di un’altra corsa

Treno sovraccarico: tutti a terra

Peso dei vagoni eccessivo e sicurezza a rischio: convoglio bloccato in stazione dai sensori

Treno di pendolari sovraccarico, bloccato in stazione dai sensori che stabiliscono quando il peso dei vagoni è eccessivo e la sicurezza è a rischio.

È accaduto ieri mattina in stazione a Treviso, dove molti viaggiatori sono stati costretti a scendere dal convoglio, troppo “corto” e troppo poco capiente per ripartire con tutta quella gente a bordo, e ad aspettare un altro treno, a sua volta rallentato da un guasto. Col risultato di accumulare quasi un’ora di ritardo. A provocare la «reazione a catena» è stato il treno 2855 partito da Sacile, con destinazione Venezia. Alle 8.15 la tappa a Treviso Centrale. Doveva trattarsi di un treno a due piani, un Vivalto, e invece a fermarsi al binario è stato uno Stadler: 4 carrozze, 200 posti a sedere, circa 400 in piedi. Meno della metà di quello che sarebbe stato in grado di fare il treno a due piani che doveva percorrere quella tratta a quell’ora. Inutile dire che dal marciapiede affollato sono salite decine di pendolari, stringendosi negli scompartimenti dei quattro vagoni. A quel punto, i sensori sono entrati in azione: il peso del convoglio era stato superato, le condizioni per viaggiare in sicurezza non c’erano.

E automaticamente è scattato il blocco della trazione. Di fatto, il risultato di un errore di programmazione dei treni, ma tant’è. Una parte dei viaggiatori è stata fatta scendere, e problemi grossi non ce le sarebbero stati se l’11011 seguente fosse arrivato in orario. Il caso ha voluto che per un guasto alla linea, il treno in questione portasse 20 minuti di ritardo. Con il risultato che i pendolari hanno perso quasi un’ora. A gestire la situazione sono dovuti intervenire anche gli agenti della Polfer, anche perché il problema del convoglio fermo al binario ha causato a sua volta disagi anche per le corse seguenti. Ai viaggiatori, visibilmente contrariati, non è rimasto da fare che rassegnarsi al disservizio.

Lina Paronetto

 

CAMPOLONGO – Quattro serate ad hoc per far andare avanti con forza il progetto dell’idrovia Padova-Venezia. Questa l’iniziativa del comitato “Brenta Sicuro” che in questi giorni ha raggiunto i 25 incontri con gli amministratori del territorio.

«Un enorme grazie a loro», spiega per il comitato Marino Zamboni, «alla loro disponibilità e ferma determinazione. 25 è anche un numero simbolico: sono le amministrazioni, del Padovano e del Veneziano, che nel 2014 hanno chiesto alla Regione il completamento dell’idrovia Padova-mare. Negli anni precedenti altri cinque erano stati i Comuni che avevano chiesto il completamento. Ora aspettiamo la conferenza servizi che la Regione con l’assessore Maurizio Conte ha promesso di indire prima delle elezioni».

Intanto il comitato insieme ad altre associazioni e a Legambiente organizza quattro incontri sempre alle 2: il 10 aprile a Caselle di Selvazzano Dentro, al centro civico di Caselle in piazza Carlo Leoni 11. Il 17 aprile a Stra alla biblioteca di via Fossolovara 1. Parteciperà il professor Luigi D’Alpaos. Il 7 a Piove di Sacco, all’auditorium Papa Giovanni Paolo II, in via Ortazzi 9; infine il 15 maggio a Ponte San Nicolò, al centro civico Rigoni Stern.

(a.ab.)

 

CHIOGGIA – L’imminente apertura della struttura a Brondolo allarma i piccoli esercizi

CHIOGGIA – “Il centro commerciale farà chiudere molti negozi del territorio”. L’Ascom, per voce del proprio presidente Alessandro Da Re, lancia l’allarme. La crisi, infatti, non è alle spalle. A Chioggia e Sottomarina continuano tuttora a chiudere molte saracinesche.

“La situazione è difficile – afferma il presidente di Ascom Confcommercio Chioggia Alessandro Da Re – gli affitti alti, le troppe tasse, la mancanza di clientela, stanno mettendo in ginocchio l’economia locale. Anche il quartiere di Borgo San Giovanni, dove solitamente non si sono mai avuti negozi sfitti, comincia a vedere le prime chiusure. E con l’apertura del centro commerciale di Brondolo andrà ancora peggio”.

L’inaugurazione è prevista a fine aprile – inizio maggio. Un grandissimo supermercato Coop e 12 negozi, di cui sei di grandi catene come Decathlon, Trony, Scarpe & Scarpe.

“A risentirne saranno soprattutto i piccoli negozi – continua Da Re – e quelli presenti nelle frazioni. Gli unici che riescono ad andare avanti sono quelli che hanno le mura di proprietà e quindi, non avendo affitti da pagare, possono arrivare con un po’ più di tranquillità a fine mese. Come Ascom abbiamo bloccato l’arrivo di questo centro commerciale per otto anni. L’ideale sarebbe stato vincere il ricorso, ma comunque abbiamo ottenuto lo stesso un ottimo risultato. Se avesse aperto quando doveva aprire infatti, sarebbe stato un cataclisma per l’economia locale ben peggiore di quello che andremo a vivere tra poco”.

Da Re crede poco alla possibilità di fare sinergia con il parco commerciale. “Io – afferma – non conosco nessuno che va alla Nave de Vero o a Auchan e poi fa una passeggiata a Mestre, oppure che va a Panorama e fa una passeggiata a Marghera, o che va a Piazza Grande e poi va in giro per Piove di Sacco. Chi va al parco commerciale difficilmente poi va a ravvivare il centro storico cittadino. Chi dice queste cose si è mai fatto, in questi ultimi anni, una passeggiata in centro a Mestre? È come essere nel deserto dei tartari”.

Da Re fa anche un appello all’amministrazione comunale: “Si deve cominciare a lavorare per cercare di ridurre le tasse. Se si lavora meno, si producono meno rifiuti. Perché quindi il Comune non fa come ha fatto quello di Mira e va a trattare con Veritas una riduzione delle bollette? Anche 100 euro in meno all’anno darebbero respiro a commercianti e famiglie”.

 

Opzione Zero: un’opera inutile che costa miliardi. Oggi presidi nel Padovano

«Romea sicura subito» corteo con 150 persone

MIRA – Cartelli, striscioni e proteste sulla Romea. È stata una giornata di impegno e mobilitazione ieri in Riviera del Brenta, a Mira e Dolo contro la realizzazione della nuova autostrada Orte Mestre. In strada sono scesi oltre 150 militanti con cartelli coloriti e fischietti. I messaggi degli attivisti erano chiari: “Basta strade, basta cemento, solo panoce e formento”; “Solo una grande opera, casa e lavoro per tutti”, “Vogliamo la Romea sicura subito”. Momento clou l’attraversamento della statale 309 sopra un finto passaggio pedonale creato ad hoc per l’occasione. La manifestazione organizzata da Opzione Zero ha visto la partecipazione di Legambiente Riviera, Cia Emergency, Libera, Mira 2030, Comitato No Grandi Navi, Comitato Lasciateci Respirare Padova, Associazione per la Decrescita, Sel Movimento 5 Stelle il Ponte del Dolo e Mira Fuori del Comune. Con le associazioni a Dogaletto, Giare di Mira e Dolo c’erano tanti residenti e il sindaco Alvise Maniero in prima fila contro questa infrastruttura. Fra i presenti anche i famigliari di chi ha perso la vita in tragici incidenti agli incroci maledetti. La manifestazione è cominciata alle 9,30 sotto la pioggia e poi è proseguita a Giare di Mira. «La Romea commerciale» hanno detto Mattia Donadel e Lisa Causin per i comitati Opzione Zero «è una sciagura per tutto il territorio. L’opera dal punto di vista dei flussi di traffico non regge. Avrà secondo le previsioni 45 mila auto nel 2030. Una cifra risibile rispetto alle altre grandi arterie del territorio nazionale. Quest’opera viaggia sulla stessa logica, e con gli stessi rischi, delle altre grandi opere, quelli che hanno portato agli arresti eccellenti. I politici ora in galera devono restituire il maltolto ai cittadini. Invece di fare una grande opera già bocciata dalla Corte dei Conti, il governo si impegni a mettere in sicurezza l’attuale Romea che purtroppo miete vittime con assiduità, come dimostrato la notte scorsa». E a manifestare con i comitati c’erano anche tanti cittadini di Giare e Dogaletto. «Qualche mese fa» spiegano a Giare «ha perso la vita all’incrocio fra via Primo Maggio e via Giare un giovane investito mentre era in bicicletta. C’è ancora un mazzo di fiori che ricorda quella morte. Cosa aspettiamo? Sono anni che ci parlano di costruire sottopassi e attraversamenti pedonali in sicurezza e invece adesso vogliono buttare miliardi di euro su un’opera inutile». Poi la manifestazione sulla strada. I militanti hanno steso un finto passaggio pedonale e hanno cominciato ad attraversarlo avanti e indietro. Alcuni militanti hanno acceso dei fumogeni sulla strada e la viabilità per mezz’ora è stata interrotta dai carabinieri e dalla polizia locale per evitare che qualcuno venisse investito dalle auto. Le proteste a Mira e Dolo fanno parte di due giorni di mobilitazione “Stop Or- Me”. Altri presidi e volantinaggi c’erano ieri a Cavarzere e oggi a Piove di Sacco e alla chiusa di S.Marco a Ravenna. Dopo la tappa di Mira la manifestazione è proseguita nel pomeriggio allo Squero di Dolo dove sono stati collocati i gazebo di vari comitati e associazioni: Ci sono stati dibatti ed interventi, in collegamento con gli altri presidi e infine in prima serata il concerto del gruppo Osteria dei Pensieri.

Alessandro Abbadir

 

Il sindaco di Mira e i Verdi ribadiscono il “no”. Assenti gli esponenti del Pd

Maniero: «Siamo con chi protesta»

MIRA «Siamo dalla parte della gente che protesta, cercheremo di fermare quest’opera devastante. Non vogliamo la Romea commerciale nè a Mira nè da altre parti. La priorità è quella di trovare subito i fondi per mettere in sicurezza la Romea attuale che tanti incidenti provoca e ha provocato. Una richiesta che arriva dalla gente». È la posizione del sindaco di Mira Alvise Maniero. Con lui c’erano tanti esponenti dell’esecutivo, il presidente del consiglio comunale Serena Giuliato e la maggioranza dei consiglieri del Movimento 5 Stelle. Il sindaco ha contestato l’utilità della nuova autostrada lunga 400 km e dal costo preventivato di 10 miliardi di euro. Oltre ad essere estremamente impattante e pericolosa sotto il profilo ambientale e della salute, è «anche un’opera che non sta in piedi da nessun punto di vista». Non mancavano esponenti di caratura nazionale come il senatore Sergio Endrizzi. «Creare un’opera di questo genere» ha detto Endrizzi «è una assurdità. Dove sono questi senatori o deputati o esponenti dei partiti che parlano di sicurezza della Romea quando succede una tragedia? Quest’opera è una forzatura del governo in carica che la vuole far procedere ad ogni costo». Assenti gli esponenti del Pd sia locale che provinciale. Il Pd infatti su questo tema si trova in una vera e propria impasse con aree geografiche come Chioggia che spingono per l’attuazione del progetto e altre come la Riviera e il Miranese che sono dalla parte dei comitati. Durissima l’esponente nazionale dei Verdi Luana Zanella. «La Orte-Cesena-Mestre» dice «è un’opera dall’enorme impatto sull’ambiente, che massacrerebbe terreni agricoli preziosissimi, zone importantissime dal punto di vista ambientale e paesaggistico del Parco del Delta del Po e delle valli emiliane e venete mentre già nel tratto Ravenna Padova Mestre funziona benissimo l’autostrada esistente. Questo progetto, da sempre contestato da Verdi ed ambientalisti, unisce la destra e la sinistra, che trovano su questo modello sbagliato di sviluppo una convergenza sempre più solida».

(a.ab.)

 

LA PROTESTA

Mestre-Orte, in 100 per dire no

A Giare finto passaggio pedonale sulla Romea: gli attraversamenti rallentano il traffico

PROTESTA – Molte associazioni e comitati ieri mattina a Giare di Mira, ma anche tanti residenti esasperati dalla Romea

I RESIDENTI «Va messa in sicurezza la Romea»

«Quasi ogni famiglia che vive o lavora in questa zona ha subito almeno un incidente se non addirittura un morto; nessuno interviene concretamente per mettere in sicurezza questa strada».

FINTE ZEBRE – L’attraversamento pedonale srotolato sulla Romea a Giare e il rallentamento del traffico

Code e disagi lungo la Romea all’altezza di Giare di Mira ieri mattina per la mobilitazione contro la realizzazione della Mestre-Orte. Oltre un centinaio di persone in rappresentanza di comitati e associazioni hanno manifestato ieri mattina lungo la Romea: hanno srotolato un finto passaggio pedonale realizzato e l’hanno attraversato rallentando e bloccando il traffico ad intervalli regolati, per alcuni minuti, per dire “no” all’infrastruttura e per chiedere invece interventi urgenti per la messa in sicurezza dell’attuale Romea che il Governo non ha previsto. Una mobilitazione articolata in due giorni che ha coinvolto anche Cesena, Ravenna, Perugia, Orte, Cavarzere, Adria e Piove di Sacco.
Al presidio sono intervenuti tra gli altri, insieme a Mattia Donadel di Opzione Zero, il sindaco di Mira Alvise Maniero, il senatore del M5s Endrizzi, Fabrizio Destro per Legambiente e Tommaso Cacciari per No Grandi Navi, oltre a Luana Zanella per i Verdi, Francesco Vendramin per Sel e l’ex sindaco di Camponogara Walter Mescalchin per Libera. alla manifestazione hanno aderito anche Confederazione Italiana Agricoltori, Emergency, Mira 2030, Comitato Lasciateci Respirare Padova, Associazione per Decrescita, le forze politiche come il Ponte del Dolo, Mira Fuori del Comune, Movimento 5 Stelle. Presenti, tra i manifestanti, anche molti residenti della zona.
«Quasi ogni famiglia che vive o lavora in questa zona ha subito almeno un incidente se non addirittura un morto in questa Romea – ha commentato Valter Petennò nato e residente a Giare di Mira – ma nonostante le petizioni, gli incontri con Prefetto e con Anas e le manifestazioni nessuno interviene concretamente per mettere in sicurezza questa strada». «Chiamarla Nuova Romea è un falso clamoroso – ha ribadito Donadel – perché si tratta di una nuova autostrada che non ha nulla a che far con questa Romea che finirà come il Mose e la Tav». «A Mira siamo stati i primi a dire “no” senza trattative alla Mestre-Orte – ha sottolineato Maniero – ma la mobilitazione dei cittadini ha indotto molti sindaci a cambiare rotta ed ora tutti in Riviera sono contro quest’opera devastante». La mobilitazione si è trasferita nel pomeriggio allo Squero di Dolo con interventi, collegamenti con gli altri presidi e per il concerto con il gruppo Osteria dei Pensieri.

Luisa Giantin

 

Nuova Venezia – Oggi scatta la protesta contro la Nuova Romea

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20

set

2014

Un’autostrada al posto della statale con innesti in Riviera o Miranese

I Comitati chiamano a raccolta: «Fermiamo insieme questa opera assurda»

MIRA – Oggi sarà protesta contro la Romea Commerciale: due cortei a Mira e Dolo contro la Orte – Mestre, che sarà autostrada ed è stata inclusa dal governo Renzi nel decreto “Sblocca Italia”. Oggi chi è contrario alla “Romea in Riviera e Miranese” si troverà dalle 9.30 a Mira al parcheggio del supermercato Lando, da qui in bici fino all’incrocio di Giare, uno dei punti più pericolosi della statale, dove si svolgerà un presidio di protesta e sensibilizzazione rallentando il traffico con volantinaggi e attraversamenti. Nel pomeriggio allo Squero di Dolo gazebo di vari comitati e associazioni, interventi, collegamenti e infine concerto del gruppo Osteria dei Pensieri alle 18.30. All’evento sia a Mira che a Dolo parteciperanno diversi sindaci: Alvise Maniero di Mira, Maddalena Gottardo di Dolo, Giampietro Menin di Camponogara, Maria Rosa Pavanello di Mirano e Silvano Checchin di Spinea. Contro la grande opera insieme a Opzione Zero in strada ci saranno Legambiente Riviera, Cia, Emergency, Libera, Mira 2030, Comitato No Grandi Navi, Comitato Lasciateci Respirare Padova, Associazione per la Decrescita, Sel, Movimento 5 Stelle, il Ponte del Dolo e Mira Fuori del Comune. Le proteste a Mira e Dolo fanno parte di due giorni di mobilitazione chiamati “Stop Or- Me”. Altri presidi e volantinaggi sono previsti ad Adria, Cavarzere, Ravenna e Piove di Sacco. «Per le organizzazioni che aderiscono alla Rete Stop Or-Me», spiega Mattia Donadel presidente del comitato Opzione Zero, «la nuova autostrada lunga 400km e dal costo preventivato di 10 miliardi di euro oltre ad essere estremamente impattante e pericolosa sotto il profilo ambientale e della salute, è anche un’opera che non sta in piedi da nessun punto di vista, tantomeno da quello economico, come emerge dai dati dello stesso proponente e come emerge dai dati previsti di flussi di traffico. Per far quadrare i conti e ottenere il via libera dal Cipe, il ministro Lupi si è dovuto inventare stratagemmi di ogni genere: dalle defiscalizzazioni, al project financing, dai project bond alle ultra-semplificazioni amministrative». Di qui infine l’appello ai cittadini: «Rispondere partecipando ai cortei e facendo pressione sui parlamentari».

Alessandro Abbadir

 

La spaccatura

Il Pd si divide Mira e Dolo contro Chioggia

MIRA – Il Pd di Mira e Dolo si schiera in difesa del territorio e contro la Romea Commerciale. A spiegarlo è il capogruppo del Pd in Consiglio Francesco Sacco: «Come partito siamo contro la realizzazione di opere che possono distruggere il territorio mirese. Proprio per questo abbiamo votato in Consiglio comunale un documento contro infrastrutture come il polo logistico, la camionabile sull’idrovia e la Romea Commercial». Il segretario del Pd di Mira Albino Pesce ribadisce il concetto : «Il progetto della Romea Commerciale è vecchio 15 anni e va rivisto dagli organi competenti. Specie per capire se l’opera è ancora necessaria». Il Pd di Chioggia però vuole l’opera e chiede al governo di fare presto.

(a.ab.)

 

Gazzettino – Manifestazione in Romea contro la Mestre-Orte

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20

set

2014

Rallentamenti e disagi a Mira per la mobilitazione organizzata per dire “no” alla realizzazione dell’autostrada

Rallentamenti in Romea questa mattina a Giare di Mira per la mobilitazione interregionale contro la Mestre – Orte. Ci sarà anche l’associazione «Salvaguardia idraulica del territorio padovano e veneziano» alla manifestazione organizzata da Opzione Zero e da molte altre associazioni, comitati cittadini e liste civiche per protestare contro la realizzazione dell’autostrada «indirettamente finanziata», secondo gli organizzatori, dal Decreto «sblocca Italia».
«Tra l’altro – spiegano gli organizzatori – tra tutti gli interventi previsti e finanziati per strade e autostrade nello “Sblocca Italia”, non figura nemmeno un centesimo per la messa in sicurezza della SS 309 Romea né della E-45. Mettere in sicurezza E-55 e E-45 costerebbe molto di meno e darebbe risposte alle comunità in tempi più rapidi».
La mobilitazione avrà inizio in Riviera del Brenta: i comitati al mattino saranno sulla Statale Romea in località Giare di Mira (ore 10.30) e proseguiranno con una festa in piazza a Dolo nel pomeriggio (dalle ore 15). Altre iniziative sono previste a Cesena, a Terni, ad Adria, Piove di Sacco e Cavarzere oltre che in Emilia Romagna.

 

Con l’ultimo l’incontro avvenuto a Dolo giovedì scorso, è terminato il calendario di appuntamenti organizzati dal comitato intercomunale «Brenta sicuro» con gli amministratori pubblici della Riviera del Brenta e del padovano per esaminare le criticità delle rive dei fiumi. Complessivamente gli incontri hanno coinvolto 14 comuni, in un territorio abitato da circa 130.000 persone. I comuni coinvolti sono stati i paesi padovani di Codevigo, Arzergrande, Piove di Sacco, Noventa Padovana, Saonara e quelli veneziani di Campolongo Maggiore, Vigonovo, Fossò, Camponogara, Strà, Fiesso d’Artico, Dolo e Pianiga.
È il primo «test» significativo che il Comitato Brenta Sicuro ha condotto «con la convinzione che la conoscenza delle realtà locali sia fondamentale per affrontare i problemi che solo apparentemente sono piccoli e localizzati, ma in realtà presentano molti punti in comune tra di loro».
«La manutenzione delle rive dei grandi fiumi – ha affermato il presidente del Comitato – è compito del Genio Civile. Ai Consorzi di bonifica spetta invece la cura e pulizia degli scoli, ai Comuni quella di fossati pubblici e ai cittadini dei fossati privati. Tutti tasselli che compongono un puzzle che si integra e se qualcosa non è posizionato correttamente, avvengono le piccole (o grandi) inondazioni. Tutti gli amministratori coinvolti hanno dimostrato grande sensibilità al problema e hanno affermato che ritengono la grande opera “idrovia Padova-Mare” fondamentale per prevenire i fenomeni alluvionali con la consapevolezza che, in presenza di una perfetta manutenzione delle rive, di una adeguata pulizia e manutenzione delle vie d’acqua minori, rimane comunque il grave rischio di inondazioni dovute al deficit di portata a sud di Padova rispetto alla parte posta a nord. L’unica soluzione è rappresentata dal completamento dell’idrovia con una portata di almeno 400 metri cubi d’acqua al secondo».

(v.com.)

 

Dolo. Comitati e agricoltori chiedono alla Regione di rivedere il progetto

Lazzaro (Cia): va aumentata la portata del canale per evitare altri allagamenti

DOLO Il bando regionale per la progettazione dell’idrovia va ritirato e va riformulato, la portata del canale potenziata. A prendere questa posizione è stata ieri mattina la Cia (Confederazione italiana agricoltori) con i comitati del territorio. Un no secco all’ipotesi di costruire accanto a un canale scolmatore una camionabile, ipotesi che nasce a detta di molti da un bando che appare sconclusionato e che rischia di portare alla redazione di un progetto di completamento dell’idrovia da 700-800 milioni del tutto elefantiaco, che farebbe ripiegare appunto verso la soluzione scolmatore affiancato da strada. A sottolineare la necessità che il canale sia navigabile è stato soprattutto Marino Zambon, rappresentante del Comitato Brenta Sicuro. Zambon ha spiegato che i fondi europei all’opera arriverebbero solo di fronte a un canale navigabile. Luca Lazzaro, della Cia Venezia, ha ribadito che il bando è insufficiente ai fini della tutela dal rischio idraulico del territorio padovano e veneziano,con una portata prevista di 350 mc/sec: «Sarebbe necessaria una portata minima di 450 mc/sec, in modo da riuscire a scolmare (in caso di piena) le acque del Brenta Cunetta e alleggerire il sistema Brenta-Bacchiglione. È poi singolare la scelta del tipo di imbarcazione che dovrebbe navigarci, una nave utilizzata sul Volga in Russia dato che, col pescaggio di 3,8 m, non potrebbe navigare in nessun altro canale». Ernestino Prevedello e Carlo Bendoricchio, rispettivamente presidente e direttore del Consorzio di Bonifica Acque Risorgive hanno appoggiato l’idea di un canale che diventi scolmatore, per la messa in sicurezza del territorio consortile e per fini irrigui. Il sindaco di Fossò Federica Boscaro ha ricordato che uno scolmatore del genere tutelerebbe gli argini del Brenta. «Quando i quartieri e le zone industriali delle nostre città vanno sott’acqua, i risarcimenti non sono mai sufficienti a ripagare i costi o a fare ripartire le attività economiche, è meglio prevenire ». Il sindaco di Fiesso d’Artico Andrea Martellato ha invitato a non «dividersi su troppi particolari e di muoversi unitariamente, perché comunque la Regione ha deciso di intervenire. Meglio sostenere il progetto, con migliorie condivise, piuttosto che mandare tutto all’aria per colpa di particolarismi». Infine per il presidente della Cia Venezia Paolo Quaggio «l’idrovia potrebbe anche stimolare una nuova cultura del territorio: attrezzata con una pista ciclabile diventerebbe fruibile in un’ottica di turismo lento e integrabile con attività come canoa, diportismo ed economiche a basso impatto ambientale come agriturismo, B&B, ristorazione ».

Alessandro Abbadir

 

Dolo «Brenta, stop al degrado»

DOLO Si è concluso giovedì scorso a Dolo, sulle rive del Naviglio e del canale Serraglio, il tour del Comitato Brenta dedicato alle criticità delle rive dei fiumi. Ad accompagnare i comitati c’erano il sindaco Maddalena Gottardo e l’assessore Alessandro Ovizach. Complessivamente gli incontri, avvenuti in quattro giornate, hanno visto partecipare 19 pubblici amministratori in rappresentanza di 13 Comuni che contano complessivamente oltre 130.000 abitanti: Codevigo, Arzergrande, Campolongo, Vigonovo, Saonara, Fossò, Camponogara, Piove di Sacco, Stra, Noventa Padovana, Fiesso, Dolo, Pianiga. «Anche a Dolo», spiega Marino Zamboni, «abbiamo trovato situazioni di degrado delle rive del Naviglio e dei canali consortili molto evidenti. La manutenzione delle rive (ricordiamo che i grandi corsi d’acqua sono seguiti dal Genio civile e consorzi di bonifica), oltre che la cura e pulizia dei fossati, dei tombini, nasce dalla collaborazione di tutti». Si è trattato di un primo“ test” significativo, il Comitato Brenta Sicuro è convinto che la conoscenza sia fondamentale per risolvere i problemi.

(a.ab.)

 

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