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VENETO – Per i pendolari più treni e anche bus

VENETO – I convogli regionali aumentano da 600 a 800 ma spuntano anche i pullman sostitutivi

Presentati i modelli di carrozza tipo “Flirt” . Trenitalia e Chisso difendono i nuovi orari

Più corse per i treni regionali in Veneto: passeranno da 600 e 800 al giorno. Con il nuovo orario cadenzato, in vigore da domenica prossima, l’offerta aumenterà, questo è certo. Ma non tutti potranno riavere i vecchi orari, che in questi giorni tanti pendolari stanno reclamando. Qualcuno dovrà accontentarsi degli autobus sostitutivi, per il momento soluzione temporanea, ma che in mancanza di passeggeri numerosi potrebbe diventare definitiva.

Lo hanno detto chiaramente, ieri, a Venezia, l’assessore regionale alla mobilità, Renato Chisso, e il direttore per il Veneto di Trenitalia, Maria Giaconia, alla presentazione dei nuovi treni Flirt, che saranno usati proprio per questo orario. Un acquisto deciso dal Consiglio regionale nel lontano 2008 che finalmente si concretizza. In tutto 24 treni (gli ultimi 8 arriveranno entro giugno) prodotti dalla svizzera Stadler, in collaborazione con l’AnsaldoBreda, costati alla Regione 130 milioni di euro. A ripercorrerne la storia il presidente di Sistemi territoriali, Michele Gambato: «Per abbattere il costo, facemmo una gara con l’Emilia Romagna. Ora li stiamo pagando con un leasing ventennale».

L’aspetto è quello tipico da servizio metropolitano: grandi porte e tanto spazio per i passeggeri in piedi. I convogli da sei carrozze possono portare fino a 650 persone, con 400 posti a sedere, quelli da quattro fino a 400, con 250 sedute. «É un treno dall’accelerazione veloce – ha spiegato Chisso – quindi adatto al servizio locale, con fermate frequenti».

Ma le domande dei giornalisti sono state tutte per il nuovo orario, ormai prossimo al varo. Chisso e Giaconìa ne hanno difeso la logica, che mette il Veneto in linea con i sistemi metropolitani europei. Treni in “canali orari scelti” che si ripetono ogni ora, con vantaggi importanti anche sul fronte delle coincidenze e delle rotture di carico. La linea Calalzo-Venezia, ad esempio, sarà spezzata in due: una navetta da 3 carrozze tra Calalzo e Conegliano; un convoglio da 7 per proseguire verso Venezia, evitando l’attuale sovraffollamento. Complessivamente 200 corse in più al giorno, costate alla Regione 10 milioni di euro, su una spesa totale di 150.

Eppure, pendolari e sindaci continuano a segnalare buchi di servizio, fasce scoperte, tagli che rischiano di rendere difficile la vita a lavoratori e studenti. «C’è stato tanto sciacallaggio politico – ha ribadito Chisso – ma le segnalazioni vere le abbiamo ascoltate». Ed ecco le correzioni introdotte negli ultimi giorni, per il momento con un servizio autobus: da Portogruaro e Venezia, ad esempio, ma anche da Mogliano o Salzano.

Soluzioni da verificare per capire se reintrodurre il treno o meno. «Il treno resta la soluzione di ieri, oggi e domani, ma otto carrozze non possono viaggiare per 3 persone» ha continuano l’assessore. «La mobilità va garantita con il vettore giusto – ha aggiunto Giaconia – che per i piccoli numeri è l’autobus. Ad esempio, a noi non risulta che i treni la sera viaggino pieni. Verificheremo anche questo».

Giaconìa ha poi avvertito che i primi giorni del nuovo orario potranno essere difficili, per l’inevitabile rodaggio a cui andrà incontro l’intero sistema. «Per il primo anno la domanda dovrebbe restare costante, poi puntiamo a un incremento» ha concluso. Il quadro complessivo del nuovo orario sarà pubblicato nel sito di Trenitalia solo tra un paio di giorni. Ma già da oggi è possibile verificare i cambiamenti, cliccando sul menù di scelta dal giorno 15 in poi.

 

MOBILITÀ – Convogli dei pendolari da Santa Lucia con cadenza ridotta: da 7 a 4 minuti in partenza

Più treni per i pendolari sul ponte

L’assessore Chisso: «Già stanziati i soldi per un intervento sulla linea tra centro storico e terraferma»

Treni più frequenti sul ponte della Libertà, grazie a un radicale intervento sui binari. E se oggi, con il nuovo orario cadenzato, molte corse si attesteranno a Mestre, complici anche i lavori in corso, in prospettiva, questo limite non ci sarà più. «I soldi per il nuovo intervento sono già stati stanziati dal Cipe» ha riferito l’assessore regionale alla mobilità, Renato Chisso. E i treni, a quel punto, potranno essere distanziati, l’uno dall’altro, di 4 minuti, invece dei 6, 7 di oggi. Un’altra novità a medio termine, mentre quella del nuovo orario cadenzato è ormai alle porte: entrerà in vigore da domenica 15 dicembre.

Di questo e di quello si è parlato ieri, alla stazione Santa Lucia, dove Chisso ha presentato, con il direttore per il Veneto di Trenitalia, Maria Giaconìa, i nuovi treni Flirt, acquistati dalla Regione e destinati proprio all’orario cadenzato. L’occasione per fare il punto su questa novità che tanto sta preoccupando i pendolari e ha mobilitato i sindaci. Chisso ha confermato alcune delle correzioni che aveva chiesto a Trenitalia: il ripristino del collegamento di prima mattina da Portogruaro a Venezia, nonché quello da Mogliano, già annunciati durante l’incontro con i sindaci la settimana scorsa. Ha poi aggiunto un collegamento in più da Salzano a Venezia, dopo le 7, pure questo richiesto da sindaci e comitati. In tutti e tre i casi, per il momento, i servizi saranno garantiti con l’autobus. Perché non c’erano i tempi tecnici per riorganizzare i turni di Trenitalia, ma anche per verificare l’effettivo fabbisogno. «Se a Salzano saliranno 20 o più persone, ripristiniamo il treno. Se no, resta l’autobus» ha esemplificato l’assessore. Maggiori difficoltà, invece, ad accogliere le altre richieste dei pendolari su sabato, domenica o sere, tanto importanti per i turnisti. «A noi non risulta che i treni la sera viaggino pieni – ha annotato Giaconìa – Verificheremo anche questo».
La prova del nove, ora, sarà dal 15 in poi. Per un problema di sistema, tra l’altro, il quadro completo dell’orario non è ancora disponibile sul sito di Trenitalia, dove però si possono già vedere le novità cliccando sul menù di scelta, da domenica in poi.

 

Costretti a emigrare per mancanza di trasporti

Egregio direttore, sono il sindaco di Fossò e vorrei renderla partecipe di uno fra i tanti episodi che rattristano la vita di noi cosiddetti “politici” di trincea. Oggi ho conferito la cittadinanza Italiana ad un mio paesano di origine rumena che lavora presso un noto calzaturificio del paese. Ho riconosciuto subito la moglie, signora molto bella e raffinata, madre di una ragazza intelligentissima  amica di una conoscente. Come faccio di solito abbiamo conversato ed ho avuto così modo di partecipare della loro vita qui a Fossò da oltre 10 anni. Si tratta di persone davvero amabili e corrette, una vera ricchezza per il nostro paese.
Con disappunto ho appreso che dal prossimo mese si trasferiranno in periferia di Padova perché le figlie, una all’università e l’altra al liceo scientifico, non hanno mezzi di trasporto per andare nelle rispettive scuole e ritornare  a Fossò: devono cambiare tre pullman! Infatti da oltre un anno le corse da Fossò e per Padova sono state completamente sospese dalla Sita e molto parzialmente sostituite da qualche corsa dell’Actv. Negli ultimi mesi sono state ulteriormente ridotte per cui non ci sono più mezzi che rientrano a Fossò dopo le 18 nei giorni feriali e nessuno alla domenica.
Il padre, con molto spirito sportivo, e critico nei confronti dell’abuso che si fa da noi dell’auto, ha anche provato a insistere perché alcuni tratti, circa due chilometri, li facessero a piedi, ma ha prima provato lui. «Non è possibile camminare lungo il ciglio della strada che non ha marciapiedi e sostiene un traffico intensissimo, anche di mezzi pesanti, dalla statale verso il piovese, se non a rischio della vita. L’unica soluzione è andare via…». Io sono indignata, ma il mio disappunto non serve. Ho protestato con tutti gli enti e tramite portavoce autorevoli. Non ci sono risposte a questo isolamento.

Federica Boscaro – sindaco di Fossò

 

FINANZIAMENTI – Fondi europei per i 21 chilometri

INFRASTRUTTURE – Sul tema dell’elettrificazione della tratta la parlamentare Sara Moretto sprona le Regioni Veneto e Friuli

L’ASSESSORE – Luigi Villotta: «Un accordo di programma insieme a Rfi»

AL PALO – Treni sempre più strategici nell’area a cavallo fra Veneto e Friuli

«Sull’elettrificazione della Portogruaro-Casarsa è tempo che le Regioni Veneto e Friuli si attivino». Così l’onorevole portogruarese del Partito Democratico, Sara Moretto, sul progetto, in discussione da anni, relativo all’elettrificazione dei 21 chilometri di linea ferroviaria a binario unico che uniscono Portogruaro a Casarsa. Il tema dell’elettrificazione, definita da più parti strategico per lo sviluppo del territorio a cavallo tra Veneto e Friuli, è riemerso con forza nel corso del convegno sulla logistica svoltosi a Portogruaro nei giorni scorsi.

«Non più di un anno fa – dice Moretto – Rfi ha chiarito che l’elettrificazione della Portogruaro-Casarsa non è una priorità per la società e che pertanto non sarà oggetto di finanziamento. Se lo è però per le due Regioni – prosegue – è tempo di passare dalle intenzioni ai fatti e di attivarsi per inserire questo progetto interregionale all’interno della programmazione 2014-2020 per l’accesso ai Fondi Europei di Sviluppo Regionale. In questo senso invito anche i sindaci dei Comuni interessati dal tracciato a condividere una lettera per incalzare le rispettive Regioni».

Un appello in questo senso è stato lanciato dal vicesindaco e assessore alle Infrastrutture di Portogruaro, Luigi Villotta.

«Durante il convegno sulla logistica – ricorda Villotta – l’assessore veneto Renato Chisso, assieme ai tanti sindaci dell’area presenti, ha rilanciato il bisogno di potenziare la linea ferroviaria Portogruaro-Casarsa per permettere così un altro collegamento dei due assi ferroviari per Trieste e Udine/Tarvisio, oggi sottoutilizzati e quindi maggiormente sfruttabili soprattutto nel trasporto delle merci. Perché non si sottoscrive un accordo di programma tra Veneto, Friuli Venezia Giulia e Rfi? Questi 21 chilometri rappresentano una priorità per l’amministrazione Serracchiani oppure dovranno essere prese in considerazione altre opzioni? I Comuni di Portogruaro, San Vito al Tagliamento e Pordenone sperano davvero di vedere finalmente avviata l’opera».

Teresa Infanti

 

Nuova Venezia – Treni, una soluzione a meta’

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8

dic

2013

La Regione cambia alcuni orari. I sindaci: «Ma non basta»

Treni, prime correzioni. «Ma non basta»

La Regione formalizza alcuni aggiustamenti, i sindaci non sono soddisfatti. Conte: «Sono necessarie altre migliorie»

VENEZIA – La Regione sta lavorando per cercare di dare risposte, entro domani, alle tante lamentele dei sindaci, che si sono fatti portatori, in questi mesi e soprattutto settimane, dei disagi dei pendolari con l’entrata in vigore del nuovo orario cadenzato a metà dicembre. Dopo la lettera arrivata venerdì all’indirizzo dell’assessore regionale, Renato Chisso, da parte di 22 sindaci della Provincia, ieri sono state formalizzate le prime risposte alle criticità:

«Il nostro obiettivo era e rimane quello di migliorare una situazione che oggi è difficilmente sostenibile se non interveniamo alla radice», ribadisce l’assessore alle politiche della mobilità, Renato Chisso, «siamo impegnati a trovare le soluzioni alle nuove criticità di un orario cadenzato che comunque metterà a disposizione più servizi, più convogli e più posti a sedere. Per questo manteniamo aperto il confronto a 360 gradi con Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana, in modo da dare ulteriori risposte a mano a mano che si rendano libere le tracce che servono ai nostri utenti. Ma soprattutto rimane aperto il confronto con i passeggeri, dai quali attendiamo suggerimenti veri e concreti, che ci possono far pervenire chiamando al telefono il numero verde gratuito 800.042.822, in orario d’ufficio, oppure via e-mail all’indirizzo nuovorariocadenzato@venetotreni.it». Prosegue: «Intanto siamo già in grado di comunicare una prima serie di aggiustamenti che risolvono molte situazioni che ci sono state rappresentate».

Tra le variazioni migliorative c’è, ad esempio, il treno delle 7.44 da Portogruaro per Venezia e il Trieste centrale delle 5.26. Sulla tratta Treviso -Portogruaro, è stato inserito il treno che parte da Treviso alle 18.05 e arriva a Portogruaro alle 19.47, fermando in tutte le stazioni.

«Ringraziamo i tecnici», commenta il sindaco di Quarto, Silvia Conte, che sta lavorando assieme al presidente della Conferenza dei sindaci e sindaco di San Donà, Andrea Cereser, per cercare di ottenere le risposte per il territorio.

«Spiace che la Regione si trovi a lavorare ora quando questi elementi erano già stati forniti, apprezziamo lo sforzo, ma è del tutto insufficiente. Dal momento che l’assessore ci ha assicurato che fino a domani sono possibili migliorie, noi speriamo che proseguano e attendiamo con fiducia».

E ancora: «È apprezzabile il tentativo ma non basta, perché è orientato a dare risposte a chi viene da Trieste più che ai nostri pendolari. Ad esempio, il rientro da Venezia per Trieste di mezzanotte non è stato ripristinato, il bus non serve e non arriva fino alla fine della linea. È stata tamponata la tratta per chi viene da Trieste che può prendere la Freccia a Mestre, ma per tornare ci si deve sempre munire di auto».

Le segreterie regionali dei sindacati Filt, Fit, Uilt, Fast e Orsa, hanno proclamato uno sciopero del personale del Friuli calendarizzato per domani, mentre i sindacati autonomi di base dei ferrovieri del Veneto (Orsa) mantengono lo sciopero programmato in concomitanza con l’entrata in vigore del cadenzato, a metà dicembre.

Marta Artico

 

Su Trenitardo.org si calcola il tempo perso Gli studenti invitano a segnalare disagi

MESTRE – Storpiando un po’ il nome della società che gestisce per conto della regione il servizio di trasporto ferroviario, è uscito fuori “Trenitardo.org”. Il sito, fondato da un gruppo di studenti di Padova, gioca con la somma dei ritardi di tutti i convogli in transito in Veneto (siamo arrivati a 26 giorni) per arrivare a comporre una “banca del tempo perduto”. In questi giorni una speciale attenzione viene dedicata proprio ai nuovi orari cadenzati. È possibile scaricare un modulo precompilato per inviare proteste e segnalazioni all’assessore regionale alla Mobilità Renato Chisso. Inoltre su trenitardo.org viene riportata in tempo reale la situazione dei ritardi. La linea Venezia-Udine compare spesso, ma si può scegliere la propria città: Padova, Udine, Venezia, Treviso, le principali alle quali viene dedicata attenzione. «Ancora una volta il tuo treno viaggia in ritardo?», si legge nella sezione “home”, «i mezzi non sono adeguati al tipo di servizio richiesto? Hanno di nuovo soppresso il tuo treno facendoti perdere lezione, un appuntamento o il colloquio di lavoro? Da oggi puoi far pesare il tuo ritardo in 3 semplici click: città, tratta, sfogo».

 

«Studenti penalizzati con i nuovi orari»

Portogruaro. Il convegno organizzato da Legambiente mette in luce altri gap per il Veneto Orientale

PORTOGRUARO – Non sono solo i nuovi orari previsti sulla linea Venezia-Trieste a preoccupare i pendolari del Portogruarese. Nonostante i primi correttivi già apportati dalla Regione, dal 15 dicembre anche i viaggiatori delle tratte Portogruaro-Treviso e Portogruaro- Casarsa rischiano di fare i conti con orari scomodi e lunghe attese in stazione, che penalizzeranno soprattutto gli studenti che vivono nel circondario, ad esempio ad Annone. Le preoccupazioni sono emerse durante il convegno sull’orario cadenzato che Legambiente, in collaborazione con il Comune, ha organizzato a Portogruaro.

«È paradossale che a una settimana dall’entrata in vigore, l’orario sia ancora in piena evoluzione» hanno attaccato gli ambientalisti, annunciando l’intenzione di monitorare le ricadute del cadenzamento nei primi giorni di attuazione, dicendosi pronti a nuove manifestazioni davanti alla Regione. Nicola Nucera di Legambiente ha analizzato la situazione sulle linee minori del nodo di Portogruaro. Sulla Treviso-Portogruaro, stando a fonti sindacali, i Treni ad Alta Frequentazione (Taf) potrebbero lasciare spazio a convogli composti da due automotrici diesel 668 (le cosiddette «littorine»), con una forte riduzione dei posti a sedere, da 469 a 136 per treno. Per Legambiente, poi, il tentativo di cadenzamento attuato non risponde in pieno alle esigenze dei pendolari, soprattutto degli studenti. Al mattino attualmente sono due i treni in arrivo a Portogruaro alle 7.40 e alle 8.05. Col nuovo orario, nonostante il leggero aggiustamento annunciato ieri, il primo treno arriverà alle 7.17 (nella prima bozza era alle 7.06) e il secondo alle 8.30, rispettivamente troppo presto o troppo tardi per gli studenti. In partenza da Portogruaro si crea, invece, un «buco» dalle 13.31 alle 15.31.

Per la Portogruaro- Casarsa, su cui il cadenzamento non sarà introdotto, il problema restano le frequenti soppressioni. Nel corso dell’incontro si è discusso anche delle ormai ben note criticità presenti sulla Venezia-Trieste. A Portogruaro, peraltro, non fermeranno i due nuovi collegamenti Alta Velocità introdotti tra Trieste-Roma e Trieste-Milano.

L’assessore alla mobilità di Portogruaro, Ivo Simonella, si è soffermato sul problema dei «buchi» d’orario da e per Venezia (in particolare a metà mattinata), sottolineando il paradosso di un servizio «che prevede più corse, ma rischia di portare meno utenza, vanificando i soldi investiti». Simonella ha ricordato anche lo scarso coinvolgimento degli enti locali da parte della Regione.

Ilario Simonaggio (Filt Cgil) ha evidenziato la mancanza di dialogo tra le regioni Veneto e Friuli.

Giovanni Monforte

 

IN PARTENZA DA VENEZIA

Il Comitato conta i passeggeri dei treni serali

I pendolari: «Sul convoglio delle 22.57 c’erano 120 persone, i bus sostitutivi non basteranno» 

VENEZIA – Per dimostrare all’assessore regionale, Renato Chisso, che i treni della sera servono e che non possono essere sostituiti da autobus o pullman, venerdì sera un gruppo formato da rappresentanti del Comitato pendolari di Quarto d’Altino, Meolo e del Veneto Orientale, si sono bardati per bene visto il freddo, e si sono recati a Venezia, per testare, da vicino, quanti lavoratori, turnisti, turisti e semplici cittadini che si recano nella città lagunare per le più disparate motivazioni, tornano verso Quarto d’Altino, piuttosto che Marcon, Portogruaro e i comuni limitrofi che si trovano lungo la tratta. Sono saliti e smontati dai convogli, hanno controllato due linee della Venezia- Trieste e una della Venezia-Udine. Sono saliti sul treno 11043 delle 22.57 in partenza da Venezia.

«In attesa c’erano 50 persone, montate a Venezia», spiegano, «e 50 passeggeri che sono invece saliti a Mestre, in totale 120». Sul treno per Udine 2474 delle 23.56, sono stati contati a Venezia ben 90 passeggeri, sul treno per Trieste delle 00.21 sono salite 63 persone a Venezia, 15 a Mestre.

«Questo sta a dimostrare», spiega Luciano Ferro del comitato pendolari di Quarto d’Altino, «che quei treni non sono sottoutilizzati, al contrario. E che soprattutto non basta il servizio sostitutivo. Vorremmo far capire che prima di dire che non ci sono persone sul treno, appello che rivolgiamo a Trenitalia, alla Regione o chi per essi, controllino».

Aggiunge Angela Stortini: «Noi abbiamo preso l’ultimo treno, perché è quello che verrà sostituito con un bus, ma anche per altri convogli vale lo stesso, non viaggiano vuoti come qualcuno afferma. Ribadiamo, inoltre, che siamo in un periodo dove le persone del settore sono in ferie, tra Carnevale e Pasqua, il numero sale ancora di più».

Precisa il comitato: «Su questi treni, ci sono pendolari che vengono anche da fuori regione e tornano a casa loro nel fine settimana». Seguendo l’esempio dei portavoce dei comitati, c’è chi si è messo a contare il numero di persone che salgono anche sui treni del mattino, i primi della giornata, per capire effettivamente, di cosa si sta parlando.

(m.a.)

 

Gazzettino – Treni, l’orario cambia in anticipo

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8

dic

2013

La Regione Veneto ha imposto modifiche prima che il sistema già nel mirino delle proteste entri a regime

L’assessore Chisso: «Ci siamo impegnati a risolvere i punti critici». E invita gli utenti a dare suggerimenti

Dal 15 dicembre in servizio anche i bus sostitutivi

Dialogo aperto con Milano per l’altra tratta “calda”

LOTTA AI DISAGI – Una stazione con i pendolari che danno l’assalto al sul treno: sono ancora molti i problemi per chi viaggia per lavoro e studio tutti i giorni

L’altro ieri i sindaci del Bellunese fascia al petto e biglietto in mano, hanno voluto provare il sistema ferroviario. Quel sistema che i comitati di pendolari, ma anche i singoli cittadini, stanno violentemente contestando: il nuovo orario presenta “falle” che rendono lo spostarsi all’interno della regione ancora più complesso, con tratte, come Venezia-Portogruaro, la direttrice per Belluno o quella da Bassano pesantemente penalizzate.

Ieri la risposta. O meglio, la prima parte della soluzione. L’altra è attesa in settimana, quando l’assessore alle politiche della mobilità Renato Chisso incontrerà Trenitalia e Rete ferroviaria italiana per cercare di migliorare il servizio secondo le richiese. «Con Trenitalia il dialogo è comunque ormai quotidiano. Il nostro obiettivo era e rimane quello di migliorare una situazione che oggi è difficilmente sostenibile se non interveniamo alla radice – ribadisce l’assessore Chisso – e siamo impegnati a trovare le soluzioni alle nuove criticità di un orario cadenzato che comunque metterà a disposizione più servizi, più convogli e più posti a sedere. Per questo manteniamo aperto il confronto a 360 gradi con Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana, in modo da dare ulteriori risposte a mano a mano che si rendano libere le tracce che servono ai nostri utenti».

La Regione nel contempo apre un “filo diretto” con gli utenti dai quali si attendono suggerimenti. «Ce li possono far pervenire chiamando al telefono il numero verde gratuito 800.042.822, in orario d’ufficio, oppure via e-mail all’indirizzo nuovorariocadenzato@venetotreni.it. – aggiunge Chisso – Intanto abbiamo già messo in campo una serie di aggiustamenti che risolvono molte situazioni che erano diventate critiche».

I primi aggiustamenti riguardano le linee Portogruaro – Venezia; Trieste – Venezia; Portogruaro – Treviso; Bologna – Verona; Conegliano – Belluno. Inoltre saranno attivati servizi bus sostitutivi in attesa che si liberino le tracce per i convogli ferroviari Treviso Venezia; Padova – Castelfranco; Vicenza – Schio; Treviso – Portogruaro; Venezia – Portogruaro.

La Regione del Veneto ha inoltre garantito la tratta su Brescia, a complemento dell’offerta programmata dalla Regione Lombardia. Anche questa è un’area calda su cui i pendolari hanno sollevato non poche lamentele.

«Non abbiamo chiuso alcun ragionamento – aggiunge Chisso – Noi abbiamo fatto il primo giro a luglio, adesso tutti si accorgono che c’è qualcosa che non va. Il monitoraggio è costante e vogliamo arrivare all’appuntamento del 15, quando tutto il sistema dovrebbe entrare a regime, a posto».

Altro discorso la tratta Milano-Venezia che sta indispettendo un’altra fetta di pendolari anche se rientra in una partita diversa. «Si sta lavorando ancora con Milano perchè loro spostino di tre minuti la loro partenza e noi faremo altrettanto – conclude l’assessore – in modo che si possa avere un lasso di una decina di minuti. Dovrebbe risolvere i problemi delle coincidenze».

 

TRASPORTI – Intanto scattano le prime modifiche agli orari. Ieri ritardi per un suicidio sulla linea nei pressi di Mestre

I treni? Sono pieni anche di notte

Inchiesta dei pendolari: tra le 23 e l’una da Venezia e Mestre salgono in 300 sulla tratta verso Portogruaro

TANTI PENDOLARI – Non è vero che i treni di notte viaggiano vuoti, come sostiene l’assessore regionale Renato Chisso. Il Comitato pendolari del Veneto orientale, venerdì li ha contati. I risultati sono stati pubblicati ieri sul sito dei pendolari.

QUASI 300 – Sul treno 11043 delle 22.57 sono stati contati 120 passeggeri, 70 saliti a Venezia e 50 a Mestre. Erano in 90 a Venezia sul treno per Udine 2474 delle 23,56 e il treno per Trieste 2219 delle 0.21 ne ha trasportati 63. In tutto 273 passeggeri. E ieri pomeriggio linea Udine-Mestre interrotta per un suicidio.

 

MOBILITÀ – Censiti i viaggiatori delle corse serali in partenza da S. Lucia

In 300 sui treni della notte

Il Comitato pendolari: «Per Chisso sarebbero vuoti»

PENDOLARI – Quasi 300 persone a bordo dei treni serali in partenza da Venezia

Ma chi ha detto che di notte non si viaggia in treno? In totale sono 273 i passeggeri censiti in orario notturno dal Comitato pendolari del Veneto orientale. Venerdì alcuni pendolari sono stati alla stazione di Venezia Santa Lucia dalle 22 fino alle 0.21 contando i passeggeri di tre treni, due della linea Venezia-Trieste e uno della linea Venezia-Udine.

«Abbiamo fatto questa verifica in quattro – ha detto la portavoce del comitato Angela Stortini – secondo l’assessore regionale Renato Chisso quei treni erano deserti. Per non sbagliare siamo andati due volte verso Mestre, per ricontare i passeggeri saliti a Santa Lucia e aggiungere quelli che salivano dopo». I risultati sono stati pubblicati ieri sul sito dei pendolari. Sul treno 11043 delle 22.57 sono stati contati 120 passeggeri, 70 saliti a Venezia e 50 a Mestre. Erano in 90 a Venezia sul treno per Udine 2474 delle 23,56 e il treno per Trieste 2219 delle 0.21 ne ha trasportati 63, 48 saliti a Venezia e 15 a Mestre. Di questi due sono scesi a Quarto d’Altino, 20 a San Donà e due a San Stino di Livenza.

«Abbiamo verificato l’utilizzo notturno del servizio ferroviario – continua Stortini – il numero dei passeggeri è destinato ad aumentare poiché per molti lavoratori nei settori della ristorazione ed alberghiero ora è periodo di ferie. A preoccupare soprattutto è la corsa delle 0.21 che dovrebbe essere sostituita da un pullman, per noi insufficiente per tutti i turnisti che terminano il lavoro a mezzanotte. Stiamo approfondendo un’altra questione, sul treno delle 0.21 c’erano dei lavoratori che stanno fuori casa per tutta le settimana e rischiano di trovarsi a piedi, dovendo tornare a casa il giorno dopo».

Davide De Bortoli

 

Orario corretto, manca ancora il collegamento con Venezia dopo mezzanotte

L’assessore Chisso tratta. Numero verde per suggerimenti da parte dei pendolari

Fra una settimana partiranno i treni cadenzati, le ultime correzioni sono state rese note ieri dalla Regione, ma la sera resta un problema rientrare da Venezia e così pure da Milano. L’ultimo treno utile dalla laguna transiterà da Treviso poco dopo le 23.30, precisamente alle 23.35. Nessun altro convoglio, dopo mezzanotte. E nessuna Freccia da Milano troverà coincidenza con Treviso, Conegliano e Udine dopo le 23.04 a Mestre. Quindi i viaggiatori che dalla capitale lombarda, ma anche da Verona, Vicenza e Padova intendono rientrare a notte inoltrata devono portarsi in auto fino a Mestre o prendere un taxi. L’assessore ai trasporti, Renato Chisso, sta ancora trattando per un collegamento da Venezia intorno a mezzanotte, possibilmente anche dopo, ma la soluzione sarà trovata probabilmente a marzo, quando entreranno in funzioni i treni nuovi, una ventina in tutta la regione. Intanto, però, dalla Regione arriva la prima serie di risposte alle criticità del prossimo orario ferroviario, segnalate dagli utenti e dagli amministratori e associazioni locali.

Per la linea Portogruaro-Treviso, la più penalizzata dalle prime indicazioni, il regionale 5918 partirà da Portogruaro alle 5.46 per arrivare a Treviso alle 6.45, il 5900 da Portogruaro alle 6.56 per essere a Treviso alle 7.55, il 5901 da Treviso alle 6.18 per arrivare a Portogruaro alle 7.17.

Sulla linea Conegliano-Belluno, che farà tappa anche a Vittorio Veneto, sia il regionale 5600/01 scatterà da Conegliano alle 6.41 e arriverà a Belluno 7.42, sia il 5610/11 che partirà da Conegliano alle 13.41 e raggiungerà Belluno alle 14.42; faranno entrambi anche la fermata di Santa Croce del Lago (arr./part. minuti 14/15). Così pure il 5640/41, (Belluno 14.16 – Conegliano 15.18) e il 5648/49 (Belluno 18.16-Conegliano 19.18).

I bus sostitutivi sulla Treviso Venezia, attesi la sera, intorno a mezzanotte, per il momento daranno copertura solo all’alba. Il VE111 da Treviso alle 4.47 e a Venezia S.L. alle 5.45; circolerà nei giorni feriali e fermerà in tutte le stazioni.

Sulla tratta Padova-Castelfranco, il VE794 partirà da Padova alle 22.40 e raggiungerà la città castellana un’ora dopo, alle 23.47.

Sulla Treviso-Portogruaro ecco il VExxx che prenderà il via da Treviso alle18.05 e raggiungerà Portogruaro alle 19.47 (circola i feriali, ferma tutte le stazioni sino alla verifica della fattibilità tecnica).

«Il nostro obiettivo era e rimane quello migliorare una situazione che oggi è difficilmente sostenibile», ribadisce Chisso, «Rimane aperto il confronto con gli utenti, dai quali attendiamo suggerimenti che ci possono far pervenire chiamando il numero verde gratuito 800.042.822».

Francesco Dal Mas

 

Mattino di Padova – Caos orari treni, Chisso concede un bus

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8

dic

2013

LA RABBIA DEI PENDOLARI » PRIME MODIFICHE

La Regione viene incontro ai viaggiatori dell’Alta Padovana, ma quelli della Bassa sulla linea “Mantova” restano penalizzati 

SIMONAGGIO della FILT – Cgil L’assessore regionale ha accolto solo una parte delle richieste presentate dagli utenti. Ma gli aggiustamenti migliorano la situazione

MONSELICE – Le proteste dei pendolari per i “buchi neri” sui treni regionali, creati dal nuovo orario cadenzato che entrerà in vigore il 15 dicembre, hanno già raggiunto un primo importante risultato. Ieri mattina l’assessore regionale ai Trasporti Renato Chisso ha presentato le prime modifiche concrete rispetto all’orario già pubblicato sul sito di TrenItalia e ancora prima su quello delle Ferrovie Tedesche (Deutsche Bahn) che, da sempre, resta l’orario di riferimento internazionale per le ferrovie di ogni Paese dell’Unione Europea.

I primi cambiamenti riguardano le linee da Venezia per Portogruaro, da Belluno per Conegliano, da Padova per Verona e anche la Camposampiero – Belluno. La notizia più attesa da decine di pendolari, in particolare da gruppi di residenti che abitano nell’Alta o nella zona di Castelfranco, è l’istituzione di un bus sostitutivo (che un giorno potrebbe diventare un treno vero e proprio, ndr) che partirà alle 22.40 da Padova Centrale. La corriera fermerà in tutte le stazioni. Ossia anche a Vigodarzere, Campodarsego, San Giorgio delle Pertiche e, naturalmente, anche a Camposampiero. Non proseguirà, però, come oggi succede con il treno delle 22.46, per Montebelluna, Feltre, Belluno, ma farà capolinea a Castelfranco, dove arriverà alle 23,47. Non è una soluzione ideale, ma è sempre meglio di niente visto che nel nuovo orario l’ultimo treno partirà alle 21,29.

Novità anche per i pendolari che da Padova sono diretti in Lombardia. I regionali, che partono da Venezia Santa Lucia alle 16.12 e alle 19.05 (che quindi passano anche per la città del Santo), non faranno capolinea, come tutti gli altri a Verona Porta Nuova, ma proseguiranno per Brescia, dove arriveranno, rispettivamente, alle 18,34 e alle 22,09. Non ci saranno più, invece, i quattro regionali veloci per Milano.

Intanto prosegue, su Internet, l’indagine sulle cancellazioni e sui ritardi curata dai ragazzi del sito www.trenitardo.org. Sinora hanno accertato che, in tutto, i ritardi segnalati dai pendolari, alle 17.15 di ieri, assommavano a 26 giorni, 7 ore e 26 minuti.

Per quanto riguarda le segnalazioni degli utenti che si spostano in treno nel territorio padovano, è stato verificato che la maglia nera spetta alla linea Mantova – Legnago – Este – Monselice -Terme Euganee – Padova, dove un treno su quattro viaggia sempre in ritardo. Ed i ritardi coinvolgono anche singoli casi significativi. Ieri un utente ha comunicato che è stato cancellato il regionale delle 12.49 da Padova per Belluno, mentre Michele Costola fa sapere che, quasi ogni giorno, i locali tra Padova e Verona viaggiano con una media di 15 minuti di ritardo. Un altro ha segnalato di avere preso il regionale Padova – Venezia delle 7.50, ma a Mestre ha perso la coincidenza perché il treno ha viaggiato con 12 minuti di ritardo. Domani, intanto, nella stazione di Padova si terrà il secondo desk informativo sul nuovo orario, mentre gli utenti, per segnalare inconvenienti, possono chiamare l’ 800 042 822. «L’assessore Chisso, finalmente, ha accettato una prima parte delle proposte dei pendolari» dice Ilario Simonaggio, segretario Filt-Cgil «I primi aggiustamenti sono positivi».

Felice Paduano

 

LINEA ADRIA – VENEZIA

Raccolta di firme per un convoglio

È quello che passa da Piove alle 7.03, cancellato dal 15 dicembre

PIOVE DI SACCO – Sta suscitando preoccupazione il nuovo orario cadenzato che dal 15 dicembre sarà applicato anche alla linea ferroviaria Adria-Venezia gestita da Sistemi Territoriali. Preoccupa i pendolari la soppressione del treno che passava per Piove di Sacco alle 7.03, quello in assoluto più utilizzato da lavoratori e studenti. La corsa è stata posticipata alle 7.22, quella precedente parte alle 6.47. Per il mantenimento del treno delle 7.03 è stata avviata anche una raccolta di firme tra i pendolari e la stessa amministrazione di Piove di Sacco aveva ribadito in occasione degli incontri con l’assessore regionale Renato Chisso la necessità di implementare il servizio negli orari di punta. Tra l’altro proprio il treno delle 7.22 rimarrà uno dei pochi di Sistemi Territoriali a fermarsi a Mestre, costringendo i pendolari a cambiare treno, con inevitabili disagi e ritardi, per raggiungere Venezia.

Da circa un mese su tutta la linea si registrano frequenti ritardi e, diversamente da quanto fa con Trenitalia, la Regione non multa Sistemi Territoriali (società al 100% controllata dalla stessa Regione) per risarcire gli utenti. Tra l’altro anche l’Actv ha tagliato numerose corse, rendendo più difficile una sinergia di trasporto pubblico misto gomma-rotaia.

(e.l.)

 

Il pd di este fa la voce grossa

Panfilo stigmatizza i disservizi e invita i sindaci a protestare 

ESTE – Ritardi dai 35 ai 200 minuti. Giovedì, al primo ghiaccio di stagione, la linea Padova-Bologna è andata letteralmente in tilt e tra i pendolari costretti all’ennesima giornata di disagi c’era anche Francesco Panfilo, capogruppo del Pd in consiglio comunale a Este. Panfilo da oltre un mese raccoglie e segnala tutti i ritardi dei treni: il consigliere mostra per esempio quelli del 28 novembre (30 minuti di ritardo per i tre treni in partenza dalle 7 a Este), del 13 novembre (20 minuti di ritardo medio per gli stessi convogli), del 7 novembre (un picco di 39 minuti di ritardo nella medesima fascia oraria).

Commenta Panfilo: «Ho chiesto al sindaco di Este un intervento: so che sta cercando di contattare l’assessore veneto Renato Chisso, anche se con grosse difficoltà. Quello che mi sorprende è il silenzio degli altri sindaci della Bassa: anche i loro cittadini sono danneggiati da questi disservizi. C’è stata una levata di scudi per il pedaggio sul nuovo tratto della statale Carceri-Legnago ma sui treni non dicono una parola: è incomprensibile. Tutti i sindaci devono fare blocco, a prescindere dal loro colore politico, per dare peso e difendere il nostro territorio dal meschino trattamento che riceve da chi comanda in Provincia e in Regione».

(n.c.)

 

Nuova Venezia – Orari dei treni, le richieste di 22 Comuni

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7

dic

2013

I sindaci inviano una lettera all’assessore Chisso con tutte le modifiche necessarie ai pendolari. Ieri incontro con la Filt

QUARTO D’ALTINO – Tutte le richieste dei sindaci a Chisso. Mancano pochi giorni all’entrata in vigore dell’orario cadenzato dei treni a metà dicembre, l’assessore regionale ai Trasporti, Renato Chisso, prosegue gli incontri per cercare di trovare la quadra. Proprio all’indirizzo dell’assessore, ieri pomeriggio, è arrivato un documento, sottoscritto dalla Conferenza dei sindaci del Veneto Orientale (con i suoi venti comuni), a cui si aggiungono Quarto e Marcon.

Precise le richieste lungo la tratta Portogruaro-Venezia: «Anticipare alle 4.13 il treno previsto 11100 da Portogruaro a Venezia anziché farlo partire alle 4.38: molti turnisti hanno necessità di essere a Venezia alle 5.25 come accade ora senza orario cadenzato. Ripristinare i treni notturni 11043 e 2219 in partenza da Venezia alle 22.57 e 00.21: questi treni non solo sono usati da lavoratori del settore turistico ed alberghiero, da lavoratori e spettatori del teatro, da coloro che arrivano da città nazionali con le Frecce, ma anche dai turisti che soggiornano fuori Venezia e vogliono vivere la città di sera. L’autobus non garantisce sicurezza e tempi di percorrenza».

E ancora: «Ripristinare l’attuale 11036 in partenza da Portogruaro alle 12.05, inserire un treno da Venezia tra quello delle 20.11 e quello delle 22.11: se non ci sono treni in questa fascia non si ha un orario cadenzato».

Tra le richieste quella di prolungare le ultime corse serali (11154 e 11156) fino a Venezia, incrementare il servizio il sabato e nei festivi, soprattutto al mattino presto, prolungare fino a Venezia l’ultimo treno festivo, inserire treni nella fascia 10-12 da e per Venezia e nella fascia 11-13.

Tante e articolate, dunque, le richieste, tra le quali quella di istituire un tavolo permanente di confronto per riprogrammare il servizio ferroviario.

A firmare, per tutti, Andrea Cereser, sindaco di San Donà di Piave e presidente della Conferenza. Così come promesso, la Filt Cgil ha incontrato, sempre ieri mattina, l’assessore Chisso, assieme all’intero staff della Mobilità Regionale.

«Abbiamo espresso in modo chiaro malumori e preoccupazioni palesi trasversali a lavoratori e utenti che accompagnano questo cambiamento», spiega Ilario Simonaggio Filt Cgil, «registrando positivamente l’impegno dell’assessore di effettuare un nuovo incontro a gennaio, salvo emergenze, per operare ulteriori interventi o aggiustamenti di situazioni critiche tra febbraio e marzo 2014».

Aggiunge: «Relativamente alla critica sindacale riguardante democrazia, informazione, gestione affannata, l’assessore ha replicato e assunto alcuni impegni: alla fine del mese di gennaio 2014, passata la fase di start up, Chisso ha garantito la ripetizione dell’incontro per ogni provincia con le istituzioni locali e i portatori di interesse, replicando l’incontro fatto tra luglio e agosto scorso. Inoltre, accanto all’attività di desk informativo in corso da parte di lavoratori Trenitalia Spa nelle principali stazioni del Veneto (con la consegna di materiale informativo rivolto agli utenti), è stato attivato un numero e una casella di posta elettronica nuovoorariocadenzato@treniveneto.it cui indirizzare segnalazioni, richieste, osservazioni».

Ieri si sono svolti incontri tra Chisso e L’Orsa (Organizzazione sindacati autonomi e di base), che rappresenta i ferrovieri, e tra l’Orsa e Trenitalia. Ad intervenire, anche il segretario regionale dell’Udc Veneto, Antonio De Poli: «I treni dei pendolari sono l’ultimo pensiero del presidente Zaia. Mancano nove giorni al nuovo orario cadenzato e i cittadini sono già esasperati da un sistema che non funziona. È una novità che non funzionerà mai se non si operano degli investimenti sul trasporto». De Poli chiede di «sospendere il nuovo orario e di rivedere le decisioni prese».

Marta Artico

 

Convegno di Legambiente a Portogruaro «Orario cadenzato, più ombre che luci» 

PORTOGRUARO. «Orario cadenzato veneto: più ombre che luci. Cosa non è stato fatto? Cosa chiediamo?». È il titolo del convegno che Legambiente Veneto Orientale organizza oggi, alle 9.45, nella sala del Caminetto nella Villa comunale di Portogruaro. L’iniziativa, promossa in collaborazione con il Comune, segue un analogo convegno che si è svolto a San Donà alcune settimane fa, ma anche la mobilitazione di «Pendolaria» che ha visto gli ambientalisti al fianco della protesta dei viaggiatori della Venezia-Trieste.

Al convegno di oggi parteciperanno il segretario regionale della Filt-Cgil Ilario Simonaggio, l’assessore alla mobilità di Portogruaro Ivo Simonella, mentre per Legambiente interverranno Nicola Nucera del circolo del Veneto Orientale e Dario Balotta, responsabile trasporti per la Lombardia dell’ associazione. All’incontro sono stati invitati anche rappresentanti delle regioni Veneto e Friuli. Un altro momento di incontro per i pendolari, organizzato dal Pd, si terrà mercoledì 18 dicembre, alle 20.45, a Meolo. Vi parteciperanno il consigliere regionale Bruno Pigozzo, la sindaca di Quarto Silvia Conte e un rappresentante del Comune di San Donà, oltre a esponenti di Legambiente, Ferrovie a Nordest e Comitato Pendolari Veneto Orientale.

(g.mon.)

 

ORARIO CADENZATO»MONTA LA PROTESTA

Delusione dopo l’incontro di martedì a Venezia con l’assessore Chisso che ha promesso di modificare le linee entro lunedì

QUARTO D’ALTINO – Tanti mugugni, poche aspettative. All’indomani del corteo di protesta a Venezia e dell’incontro tra l’assessore Chisso e gli amministratori locali, i pendolari della linea ferroviaria Venezia-Trieste non si fanno molte illusioni. Adesso l’attesa è tutta per lunedì prossimo, 9 dicembre, quando è prevista la pubblicazione sul sito di Trenitalia delle ultime modifiche che saranno apportate agli orari. Ma alle rassicurazioni fornite da Chisso sembrano credere in pochi. Tanto più che, comunque, si tratterebbe di aggiustamenti, non di una piena soluzione alle criticità.

«Ho parlato con vari pendolari della nostra tratta e non si sono detti soddisfatti», commenta Gianni Foffano, dei pendolari altinati, «almeno a parole l’assessore Chisso ha detto che modificherà qualche orario, ma non soddisfano a pieno i pendolari e la situazione resta problematica. Ad esempio rimangono aperte le questioni dei treni di sabato e domenica e dei convogli serali. Il treno di mezzanotte e venti continua a essere sostituito con un autobus. Ma quel treno è abbastanza frequentato e un autobus non porta più di 50 persone. Vedremo cosa succederà lunedì, quando saranno ufficiali gli orari con le piccole modifiche. Ma credo che ci sarà ancora da battagliare».

Ai pendolari non sono piaciute neppure le modalità dell’incontro con Chisso, che l’assessore ha aperto solo a una piccola delegazione di viaggiatori.

«Io non sono stata tra coloro che sono potuti entrare nella stanza», aggiunge Angela Stortini, del Comitato Pendolari del Veneto Orientale, «ma riporto le voci e mi fido di quello che mi dicono. E nessuna delle persone ha colto impressioni positive».

Di positivo c’è la riuscita della mobilitazione, che pendolari e amministratori locali assicurano sia destinata a proseguire.

«L’unione fa la forza e la mobilitazione di pendolari e sindaci ha fatto capire quanto il problema sia sentito», commenta il sindaco di Quarto d’ Altino, Silvia Conte, «speriamo che anche grazie alla protesta venga apportata qualche modifica. Forse sulla nostra linea siamo riusciti a strappare qualche rattoppo rispetto alla prima bozza. Chisso si è impegnato a verificare la possibilità di migliorarlo, ma è chiaro che sono rimedi minimi, perché ormai l’orario ha questa impostazione deficitaria e i disagi restano. E’ allucinante che ci si ritrovi a dicembre ad affrontare nodi che noi sindaci avevamo già sollevato a luglio».

Tra i problemi che restano scoperti, ci sono anche quello dei «buchi» d’orario, ad esempio in tarda mattinata, oppure il fatto che i treni limitati a Mestre siano ancora attestati al binario «Giardino», privo di pensilina. Se è proprio necessario limitarli a Mestre, come ha fatto capire Chisso, l’obiettivo sarebbe almeno di farli arrivare al binario 1 o 2. I sindaci della tratta si sono attivati per scrivere una nuova lettera in cui ricordare ancora una volta le varie criticità. E attendono che l’assessore Chisso dia seguito alla promessa di convocare un tavolo di lavoro dopo Natale.

Giovanni Monforte

 

Legambiente mobilitata con i viaggiatori Sabato mattina incontro a Portogruaro

QUARTO D’ALTINO «Finora non abbiamo ottenuto niente di quello che chiedevamo. Non possiamo essere soddisfatti».

Da sempre attenti nei confronti del trasporto pubblico, anche gli attivisti di Legambiente Veneto Orientale si sono schierati a fianco dei pendolari. E, dopo l’iniziativa di «Pendolaria» attuata lunedì scorso, martedì hanno sfilato a fianco dei viaggiatori. Ma la mobilitazione di Legambiente non si ferma e sabato mattina farà tappa a Portogruaro.

«Orario cadenzato. Dopo la presentazione, più ombre che luci. Cosa non è stato fatto? Cosa chiediamo?» è il titolo dell’incontro che si terrà alle 9.45 nella Villa Comunale di Portogruaro.

«L’assessore Chisso parla di spostare forse l’ultimo Regionale veloce in partenza da Venezia alle 22.41. Ma non basta: il pullman di mezzanotte e venti deve tornare a essere un treno. E comunque, anche spostandolo, il Regionale veloce non sarebbe in coincidenza a Mestre con gli arrivi delle Frecce», commenta Nicola Nucera di Legambiente, «il primo treno del mattino è vero che c’è, ma dal lunedì al venerdì ed è spostato rispetto all’attuale. Abbiamo il problema dei turnisti e di chi il sabato e la domenica non riuscirà ad andare a lavorare. Il trasporto pubblico deve garantire la mobilità anche il sabato e nei festivi».

(g.mon.)

 

Nuova Venezia – “Treni, orari da cambiare”

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4

dic

2013

TRENI»LA PROTESTA 

Corteo di protesta a Venezia. Chisso: soluzione in una settimana

«Corse ferroviarie inadeguate la Regione ignora i pendolari»

Un centinaio di manifestanti ha attraversato Venezia per chiedere la modifica degli orari

Sindaci e viaggiatori in coro: mancano convogli nella fascia tra le 11 e le 13 e durante la notte

VENEZIA – La protesta dei pendolari esplode in Regione, l’assessore Renato Chisso riceve sindaci e lavoratori nel suo ufficio di palazzo Balbi. Nel pomeriggio l’ora X per i rappresentanti delle tratte ferroviarie che verranno modificate dall’orario cadenzato dei treni, che entrerà in vigore a metà dicembre e che in più punti non soddisfa le esigenze di chi tutti i giorni deve recarsi a Mestre e Venezia per lavoro e tornare dalla città lagunare nei diversi comuni della provincia, senza perdere giornate intere. L’appuntamento era alla stazione di Santa Lucia alle 14.

I pendolari, un centinaio, sono arrivati armati di croci, striscioni, cartelloni, fischietti, megafoni e vuvuzelas, urlando: «L’assessore Chisso si dimetta». Assieme al comitato di Quarto d’Altino, il comitato dei pendolari del Veneto Orientale, ma anche pendolari della tratta Venezia-Trento, della linea che passa per Castelfranco e Bassano, pendolari di Mogliano (linea Udine-Venezia) con 200 firme.

In testa al corteo Luciano Ferro e Gianni Foffano di Quarto d’Altino, il comitato del Veneto Orientale, Marco Fuga (pendolari di Mogliano), Elisa Costa (pendolari di Spinea) davanti a loro con la fascia tricolore, i sindaci e i rappresentanti di sette comuni: Silvia Lasfanti, Cinzia Fedrigo e Daniele Terzariol per San Donà, Silvia Conte (Quarto d’Altino), il sindaco di Salzano Alessandro Quaresimin, Silvano Checchin (Spinea), l’assessore di Portogruaro, Ivo Simonella, il vicesindaco di San Stino di Livenza, Mauro Marchiori, il vicesindaco di Mirano, Annamaria Tomaello, l’assessore di Marcon, Enrico De Marco. In Regione, si è aggiunto anche l’assessore veneziano Ugo Bergamo. Hanno marciato fino a palazzo Balbi per chiedere modifiche di orari, fermate nelle proprie stazioni, per denunciare il buco nella fascia mattutina tra le 11 e le 13 e la mancanza di treni notturni. Ma anche per contestare un percorso che non li ha visti, a loro dire, coinvolti nella partita e un orario definitivo (non ancora cristallizzato ma passibile di modifiche last-minute) che non hanno compreso a fondo.

Tra i manifestanti rappresentanti di Filcams e Filt Cgil. «Regione Veneto, siamo studi della vostra dittatura», recitano gli striscioni «l’orario cadenzato andava concordato con i pendolari».

All’assessore Chisso, è stata consegnata una lettera, firmata da 13 sindaci: oltre a Quarto, San Donà, Portogruaro, San Stino, Meolo, Spinea, Salzano, Ceggia, Marcon, anche quelle di Roncade, Casale, Castelfranco e San Martino Buonalbergo.

Nel documento, materialmente illustrato a Chisso dal sindaco altinate Silvia Conte, si contesta l’orario cadenzato per una questione di «merito» (non accontenta tutti, lascia scoperte delle fasce orarie, non tiene conto dei turnisti) e di metodo (perché da luglio le amministrazioni non sono state più ascoltate e la proposta di progetto presentata dai comuni della tratta Portogruaro-Venezia non è stata presa in considerazione).

Per i sindaci ha parlato Conte: «C’è stato un incontro in estate, a fine luglio, ma poi non abbiamo più ricevuto risposte e le nostre richieste non sono state considerate, si aumentano il numero dei treni, ma il servizio diminuisce, attendiamo da quindici anni l’entrata i funzione del sistema ferroviario metropolitano regionale e quando arriva lascia dei buchi». Chisso ha preso nota di tutte le rimostranze, una ad una, spiegando che molte criticità sollevate sono già state sistemate. Entro il 9 dicembre saranno risolti alcuni “errori” di Trenitalia, poi ci sarà la sperimentazione. I sindaci della protesta hanno chiesto un altro incontro.

Marta Artico

 

«Odissea tra soppressioni e ritardi»

Il racconto di un lavoratore che ogni giorno all’alba da Musile si reca in laguna

VENEZIA – Marco Natella è di Musile, ma prende il treno a San Donà di Piave. Ha quarant’anni e da ben 21 lavora all’ospedale civile di Venezia. Cammina dietro un cartello, dove a caratteri cubitali sta scritto R5800, che sarebbe il suo treno quello che deve prendere tutti i giorni, che è stato posticipato nel nuovo orario. Si tratta del convoglio con partenza alle 4.53, posticipato 5.17, ma che ieri l’assessore regionale, Renato Chisso, ha spiegato che è tornato al suo posto.

«Ogni giorno mi imbarco in un viaggio allucinante», racconta Natella, «intanto mi sveglio alle tre e mezza del mattino, per arrivare al lavoro alle sei, inoltre il mio treno subisce quindici, a volte si arriva a diciotto cancellazioni in un mese. Io al lavoro posso recuperare se arrivo in ritardo, la ditta esterna di pulizie da cui sono assunto me lo consente, ma conosco colleghi che non sono così fortunati. Inoltre, tra poco cambierà l’impresa, cosa vado a spiegare a chi subentrerà? Che contratto firmerò? Bisogna tenere conto che c’è chi parte da San Stino di Livenza e deve andare a lavorare a Punta Sabbioni. Senza contare che in estate fa caldo, ma in inverno, basta un po’ di ghiaccio perché i treni si fermino».

Prosegue: «Il fatto, è che uno non può alzarsi alle tre del mattino e andare a vedere se il suo treno è stato soppresso o meno, se deve prendere l’auto o se c’è il pullman sostitutivo. Una volta l’autobus si è rotto due giorni su due di seguito, ci hanno smontato a piedi un chilometro prima dei Venezia, in mezzo al ponte, e Trenitalia ha pure detto che erano cento metri. Capita anche che ci mettano dei pullman in cui gli autisti non conoscono la strada e dobbiamo persino fare da navigatori, una cosa fai-da-te».

«Voglio ricordare», precisa, «che il bus sostitutivo è arrivato dopo le proteste, non per spontanea volontà».

Ripeto: «Io d’ora in poi, se spostano il treno di quel quarto d’ora-venti minuti in avanti, inizierò alle sei e mezza anziché alle sei, la mia vita cambierà perché comunque ho due figli, ma c’è chi non può permetterselo e sarà costretto, per non arrivare tardi, a prendere la sua auto e non usufruire più del treno. Loro dicono che siamo pochi a prendere il treno del mattino, ma siamo pochi perché la gente si demoralizza, perché è un lento stillicidio, altrimenti saremmo molti di più.

(m.a.)

 

La rabbia dei sindaci «È troppo tardi per fare modifiche»

I primi cittadini della provincia di Venezia sono molto critici «La Regione ha perso quattro mesi per trovare una soluzione»

VENEZIA – Sindaci e pendolari, ieri pomeriggio, sono partiti dalla stazione di Santa Lucia ciascuno con precise richieste e problemi da segnalare, nella speranza che trovino una soluzione.

«La nostra difficoltà», spiega Alessandro Quaresimin sindaco di Salzano, «è che oltre al treno non possiamo contare su altri mezzi, nel senso che non abbiamo un’azienda del trasporto pubblico locale, dunque non c’è alternativa per noi. Gli studenti ed i lavoratori, non hanno le stesse possibilità di prima di andare a Venezia piuttosto che raggiungere Castelfranco. Nel nostro caso abbiamo perso non tanto treni che ci sono, ma fermate».

Quaresimin le soluzioni le avrebbe, le ha sottoposte con vigore all’assessore regionale ieri, bisogna capire se sono percorribili senza modificare l’equilibrio complessivo e spostare l’ago della bilancia.

«Due anni fa», commenta il sindaco di Spinea, Silvano Checchin, «abbiamo chiesto di potenziare la nostra fermata, che potrebbe diventare la porta di Venezia, ma attendiamo ancora risposta». «

Le carrozze sono inconsistenti e al mattino si sta pigiati come sardine», interviene il vicesindaco di Mirano Annamaria Tomaello, «soprattutto nessuno si sogni di togliere la stazione di Ballò per spostarla in corrispondenza di Veneto City».

«Bisogna ragionare sugli utenti potenziali», chiarisce l’assessore portogruarese Ivo Simonella, «altrimenti la gente il treno, se non ha servizi comodi ed efficenti, non lo prende».

«C’è gente che con le modifiche agli orari», spiegano i consiglieri sandonatesi Silvia Lasfanti e Cinzia Fedrigo, «rischia il licenziamento».

«A Marcon», aggiunge l’assessore locale ai Trasporti, Enrico De Marco, «non abbiamo nemmeno il servizio sostitutivo in alcuni casi, peggio di così non poteva andare».

«È veramente allucinante che questioni così importanti», registra il sindaco altinate Silvia Conte, che ha tenuto testa all’assessore regionale, Renato Chisso, a nome di tutti i sindaci, «problematiche già segnalate da pendolari e sindaci, non siano state affrontate in tempo. Mi fa piacere che l’assessore garantisca il suo impegno, ma siamo al 4 di dicembre e le cose che abbiamo detto non sono diverse da quelle spiegate il 31 luglio: si cercherà di tamponare, ma i disagi saranno notevoli. Spero Chisso abbia capito, con la mobilitazione di sindaci e pendolari, che è necessario ragionare in maniera più seria e concreta sul tema del trasporto regionale, i nodi prima o poi vengono al pettine: una Regione che non ha mai investito sul trasporto pubblico, oggi si trova a fare i conti con la realtà, ossia che non si investe neanche lo 0,5 per cento del proprio bilancio. Non chiediamo la luna, chiediamo quello che nelle grandi città d’Italia esiste da anni».

Marta Artico

 

Chisso: criticità eliminate nel giro di una settimana

L’assessore alla mobilità incontra gli amministratori e promette una soluzione «Trenitalia ha fatto dei piccoli errori». Nuove corse sulla Venezia-Trieste

VENEZIA «Avevamo già sistemato molte questioni e criticità sollevate dagli utenti relativamente al prossimo orario ferroviario cadenzato: entro il 9 dicembre vedremo di sistemare gli inconvenienti che restano». L’assessore regionale alla mobilità Renato Chisso, nel pomeriggio, non si è sottratto al confronto. Al contrario. Nel suo ufficio ai piani alti di palazzo Balbi, ha ricevuto tutti i sindaci e i rappresentanti dei pendolari. Orari alla mano, quelli che non aveva se li è fatti stampare, ha passato in rassegna linea per linea, tratta per tratta, ascoltando le lamentale dei rappresentanti degli utenti della linea e facendo capire, che alcune cose possono essere sistemate, altre invece dipendono da Ferrovie Italiane, come la questione dello stop per manutenzione dalle 11 alle 13 ed altre ancora non possono essere aggiustate pena l’andare contro altri comuni di altre province, visto che gli orari sono tutti collegati.

«Il sabato e la domenica c’è un problema, è vero, ma l’orario cadenzato è fatto per i lavoratori pendolari, che dal lunedì al venerdì, anzi fino al sabato alle 13, prendono il treno. Stiamo però lavorando ad una soluzione. Mediante il servizio di collegamento sostitutivo e cercando di capire effettivamente in quanti prendono questi treni».

Prosegue: «In ogni caso, ci sarà tempo anche dopo l’entrata in vigore del sistema per fare ulteriori verifiche, valutare le problematiche e procedere agli aggiustamenti. L’orario cadenzato serve per rispondere ad una situazione critica, non modificabile rattoppi e pezze dell’esistente».

Chisso ha spiegato che il primo treno del mattino lungo la Venezia-Trieste, il 5800, è tornato con il suo orario originale, che si sta lavorando per ripristinare il treno che da Venezia partiva alle 23.12, anticipato alle 22.41, che quello delle 00.21 è stato coperto con il servizio sostitutivo, in attesa di capire quanti lo usano. Ha precisato che l’orario attuale di Trenitalia presenta alcuni errori, non causati dalla Regione, che saranno corretti entro il 9 dicembre. L’assessore ha preso nota anche delle richieste del Miranese. Nello specifico cercherà di fare qualche cosa, senza penalizzare altre tratte, per risolvere la situazione degli studenti posta dal sindaco di Salzano e dai rappresentanti del comitato pendolari: i ragazzi delle scuole, rebus sic stantibus, arriverebbero a Venezia o troppo presto o in ritardo. Buone notizie anche per il treno che parte da Sacile e ferma a Mogliano alle 5.18, che sarà reintrodotto con servizio sostitutivo, poi definitivo. «Ci sono sciacalli che hanno messo in giro voci sbagliate per allarmare la popolazione, c’è chi ha seminato il panico e tanta brava gente che ha invece segnalato i problemi. Continuate a mandarci le vostre proteste, cercheremo di aggiustare il più possibile». Chiosa: «Laddove abbiamo verificato che c’erano dei buchi siamo già intervenuti, in altri casi stiamo studiando le soluzioni, in altri ancora dobbiamo trovare la quadra evitando di accontentare qualcuno penalizzando altri. Rimaniamo in ascolto delle criticità per dare risposte a chi usa il treno ogni giorno».

Marta Artico

 

REGIONALI LENTI E VELOCI

Dal 15 dicembre in vigore il nuovo orario cadenzato

PADOVA – Più i giorni si avvicinano all’entrata in vigore del nuovo orario annuale di TrenItalia, ossia al 15 dicembre e più per i viaggiatori, pendolari compresi, si avvicina il tempo di prendere confidenza con il cosiddetto orario cadenzato. A cominciare dalla tratta Venezia-Padova: i nuovi regionali veloci, istituiti per la prima volta sulla linea per Verona Porta Nuova, con fermate solo a Mestre, Padova, Vicenza, San Bonifacio e Porta Vescovo, partono da Santa Lucia sempre ai minuti 12. In pratica alle 7.12; 8.12; 11.12; 12.12 sino alle 21.12. Sino a Padova il tempo di percorrenza è di soli 26 minuti e si devono sborsare 3,55 euro (la Freccia Argento costa 16 euro).

Diverso il cadenzamento dei treni cosiddetti lenti sulla medesima linea. Da Venezia Santa Lucia si parte sempre ai minuti 35. Ossia alle 6.35; 7.35; 8.35 ed ultimo alle 22.35.

Da Padova per Vicenza, invece, i regionali veloci partono ai minuti 40. Ossia alle 7.40; 8.40; 11.40. Ultimo alle 21.40,anche se quello “lento” parte alle 23.26 ed arriva alle 23.52. Tempo: 17 minuti e si pagano 3,55 euro.

Venezia-San Donà di Piave- Portogruaro: i lenti partono alle 6.11, 7.11, sino alle 22.11. Dopo mezzanotte ci sarà un bus che partirà alle 0.20 ed arriverà, dopo un lungo giro a fianco dei vigneti e dei campi di mais dell’Alto Veneto, alle 2.26. Ossia oltre due ore per percorrere ottanta chilometri.

I regionali veloci sempre per Portogruaro partiranno alle 6.42; 7.41; 9.41, etc, sino alle 22.41.

Padova-Castelfranco- Montebelluna: 5.29; 6.29; 7.29 sino a 21.29.

Venezia-Castelfranco: i lenti alle 6.26; 7.26; 8.26; sino alle 20.26. I veloci alle 6.56; 7.56; sino alle 20.56. Tempo di percorrenza per i lenti un’ora, mentre per i regionali veloci 48 minuti. (Legnago)

Este – Monselice( Padova ): 7.13; 8.13; 10.13; 13.13 sino a 21.13. Tempo: nove minuti.

Treviso-Mestre: ai minuti 36 per i treni che fermano in tutte le stazioni. Ossia a 5.36; 6.36: 7.36; 8.36. Ai minuti 56 per quelli veloci. In pratica alle 6.56: 7.56; 8.56.Ultimo treno utile per Mestre alle 23.25( arrivo 23.46).

Chioggia-Rovigo: 5.35; 6.35; 7.35 sino a 19.35. Tempo: un’ora.

Portogruaro- Treviso: 6.31; 7.31; 9.31. Ultimo 19.31. Tempo: 59 minuti.

Belluno-Conegliano: ai minuti 16. Ossia 5.16; 6.16; 7.16; 8.16 sino a 19.16: Tempo di percorrenza: 1.02.

Treviso- Castelfranco- Cittadella- Vicenza: 5.39; 6.39; 7.39. Ultimo 20.39. Tempo: un’ora e 7 minuti .

Felice Paduano

 

Un altro incontro tra Natale e Capodanno

Sull’onda della richiesta di un maggior coinvolgimento da parte della Regione delle amministrazioni locali, è stato chiesto un incontro con l’assessore ai Trasporti, Renato Chisso, e i portatori di interesse, che verrà stabilito in una data utile tra Natale e Capodanno, visto che tutti i presenti si sono detti disponibili durante le feste, compreso Chisso. L’incontro sarà dunque fissato e comunicato al sindaco di Quarto d’Altino, Silvia Conte, che poi penserà ad avvertire gli altri sindaci delle diverse tratte.

 

Gazzettino – Ferrovie. La rivolta dei pendolari

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4

dic

2013

LA RIVOLTA DEI PENDOLARI

CORTEO A VENEZIA – Annunciate alcune modifiche degli orari. «Però non voglio strumentalizzazioni»

Treni, proteste e prime risposte

L’assessore Chisso riceve una delegazione di sindaci e pendolari, aperture ma anche momenti di tensione

IN CORTEO – Sindaci con fascia tricolore ma soprattutto pendolari, armati di striscioni e cartelli per protestare contro i nuovi orari cadenzati. Così ieri pomeriggio si è svolta la protesta dei cittadini che, arrivati in treno alla stazione di Venezia, sono andati in corteo a Palazzo Balbi per contestare le scelte di Trenitalia e dell’assessore Renato Chisso.

LE APERTURE – Il confronto fra una delegazione di cittadini guidata dai sindaci e l’assessore è stato piuttosto acceso. Chisso, dopo avere denunciato «strumentalizzazioni», ha però illustrato alcuni correttivi, come il ripristino di alcune corse mattutine per Venezia. Altre modifiche sono in corso di verifica con Trenitalia. L’assessore ha invitato i cittadini a segnalare i problemi per cercare uan soluzione.

LE VOCI  «Noi vogliamo continuare a poter andare al lavoro in treno»

Un sindaco: «No ad una guerra tra poveri»

LE PRIME MODIFICHE – Ripristinate le corse delle 4.38 da Portogruaro e delle 5.18 da Mogliano, resta il buco 11-13

Negli striscioni del corteo tutta la rabbia di chi viaggia «Basta prenderci in giro»

«Chisso vai a casa, hai finito di prendere in giro i pendolari. Vogliamo andare al lavoro con il treno e stare tranquilli». «L’orario cadenzato andava concordato coi lavoratori veneti». «Vogliamo le corse come prima». Slogan e striscioni non lasciano alcun dubbio: sono arrabbiati i pendolari che ieri hanno manifestato per chiedere il mantenimento dell’attuale orario estivo dei treni. Qualcuno ha appeso al collo una bara con il numero del treno soppresso, altri hanno foto o cartelli che illustrano la situazione. Mario Fuga, rappresentante dei pendolari della tratta Treviso-Venezia, ha in mano una copia della petizione di 200 firme che ha già consegnato all’assessore Chisso.

«Vogliamo ribadire – spiega – la necessità che il treno che collega Sacile con Venezia delle 4.19 venga mantenuto. È indispensabile per i lavoratori turnisti che entrano in servizio alle 6 del mattino. L’assessore deve intervenire presso la direzione compartimentale di Trenitalia, intercedendo per i pendolari».

«L’assessore aveva promesso di intervenire – afferma Elena Guida, rappresentante dei viaggiatori della tratta Bassano-Venezia – invece i treni sono stati tagliati. Per non parlare della domenica, quando i collegamenti sono ogni tre ore».

«Sono 25 anni che aspettiamo il sistema ferroviario metropolitano – afferma il segretario Filt Cgil Veneto – ed invece il 15 dicembre parte un orario più cadenzato che mette in difficoltà i lavoratori».

«Se la Regione non interviene – concorda Margherita Grigolato, segretaria regionale Filcam Cgil – i lavoratori rischiano l’impiego perché sopprimendo i treni del mattino arriveranno tutti con notevoli ritardi al lavoro».

Roberta Brunetti

(D.G.)

 

Treni, tra Chisso e sindaci confronto ad alta tensione

L’assessore regionale ha ricevuto una delegazione di amministratori e viaggiatori

Alcune aperture significative: «Stiamo già correggendo alcuni errori di Trenitalia»

L’assessore Renato Chisso, da una parte, ammette che nel nuovo orario cadenzato ci sono «errori» da correggere, che altri «problemi dovranno essere risolti», ma minimizza la questione e se la prende con quegli «sciacalli che hanno messo in giro voci sbagliate, solo per creare panico».

I sindaci, dall’altra parte, non mollano: chiedono garanzie per i loro cittadini che patiranno i disagi di questa riorganizzazione e ottengono un nuovo appuntamento con l’assessore, subito dopo Natale, per verificare le novità e studiare correttivi.

Confronto teso, ieri, a Palazzo Balbi sul nuovo orario ferroviario che entrerà in vigore il 15 dicembre. Non poteva andare diversamente, d’altra parte, vista la rabbia montata in questi giorni tra il popolo dei pendolari. Ieri erano in un centinaio davanti alla stazione di Santa Lucia, con nove tra sindaci, vice, assessori alla mobilità e consiglieri comunali in rappresentanza di otto Comuni. Forse meno delle attese, di certo tutti molto arrabbiati. Ad attenderli i consiglieri regionali Bruno Pigozzo e Lucio Tiozzo, che hanno concordato l’incontro con Chisso. Il corteo è così sfilato, con le fasce tricolore in testa, tra slogan e trombette, fino alla sede della Giunta regionale.

Chisso non ha nascosto la sua irritazione per una protesta che giudica esagerata, strumentalizzata a fini politici. Ha accolto solo una delegazione dei manifestanti nel suo piccolo studio, i nuovi orari alla mano. E non sono mancati i battibecchi. Ad esempio, quando amministratori e pendolari gli hanno chiesto di aumentare le corse di primo mattino da Salzano e Spinea verso Venezia, l’assessore ha ribattuto: «Anche a costo di toglierle a Maerne». A quel punto è intervenuto il sindaco di Quarto d’Altino, Silvia Conte: «Non può scatenare una guerra tra poveri». «Questo è politichese – ha reagito Chisso – Vergognatevi a fare politica su queste questioni. Io sono qui per parlare di orari…».

Tensione a parte, qualche apertura è comunque arrivata. Chisso ha premesso che l’orario sarà definito entro il 9 dicembre. «Alcuni errori di Trenitalia li abbiamo già corretti». Ad esempio, è stato ripristinato il treno delle 5.18 da Mogliano o quello delle 4.38 da Portogruaro. «Su altre cose stiamo lavorando – ha continuato – Un po’ le sistemeremo prima del 9, un po’ dopo. I cittadini ci inviino le loro segnalazioni». Chisso ha citato il caso dei sabato e delle domeniche, quando le corse vengono ridotte, ma tanta gente lavora comunque: «Questione aperta. Faremo una verifica dell’affollamento. I pendolari hanno ragione anche sull’ultimo treno per Portogruaro, anticipato dalle 23.12 alle 22.41, anche su quello stiamo lavorando».

Poche speranze, invece, sui cambi a Mestre che allungheranno i tempi di spostamento. «Si tratta di cinque minuti, poco più. In questa logica bisogna entrare».

Zero aperture anche sul buco che si è allungato tra le 11 e le 13. «É una richiesta legata alla manutenzione delle linee, andate a protestare con Rfi» ha ripetuto, piccato, a chi lo accusava di fare lo «scaricabarile». Un confronto-scontro destinato a continuare.

 

LE RIVENDICAZIONI DEI PRIMI CITTADINI

La protesta delle fasce tricolori

«Orari senza criterio, troppi buchi»

Le istanze dei nove rappresentanti dei Comuni presenti al corteo

In fascia tricolore a raccontare la rabbia dei pendolari. Ma anche la propria frustrazione di amministratori che non sono stati ascoltati. Sono calati in nove, ieri, a Venezia: sindaci, vicesindaci, assessori e consiglieri comunali.

«Contestiamo il metodo e il merito – ha accusato il sindaco di Quarto d’Altino, Silvia Conte – Non c’è stata condivisione. E il risultato è un orario che scontenta gli utenti. Ci saranno anche più corse, ma vengono scoperti degli orari cruciali per l’utenza, diradando corse e creando buchi nel servizio. In questo modo, invece di conquistare nuovi passeggeri, la ferrovia rischia di perderne».

«É da quindici anni che ci parlano di metropolitana di superficie, ma sono sempre solo parole – ha sottolineato il sindaco di Salzano, Alessandro Quaresimin – Noi non abbiamo alternative di trasporto pubblico. Questi tagli penalizzano proprio gli studenti e i lavoratori che vanno a Venezia e Castelfranco».

«Per noi il problema sono soprattutto le corse di mattina presto, tra le 7 e le 8, per Venezia: passate da 4 a 3, di cui 2 con il cambio a Mestre – ha spiegato il sindaco di Spinea, Silvano Checchin, che condivide con il collega la stessa tratta -. Si tratta di circa 300 persone che dovranno dividersi in tre corse, già oggi stracolme. Gli studenti, in particolare, non hanno più un treno che li fa arrivare a scuola in orario».

Ma c’è anche chi rischia di non arrivare a lavoro. «Marcon è molto penalizzato da questa nuova organizzazione – ha raccontato l’assessore ai trasporti, Enrico De Marco – Per chi ha il classico turno dalle 6 alle 2, o chi lavora la notte, non ci sono soluzioni. É un’indecenza. Noi avevamo avanzato delle proposte fattibili che non sono state accolte».

Tanta rabbia anche sulla tratta del Veneto orientale. «L’idea era giusta, ma è stata realizzata senza sentirci e il risultato è pessimo» ha sintetizzato l’assessore alla mobilità di Portogruaro, Ivo Simonella. «Il mondo del lavoro è molto cambiato negli ultimi anni. Non ci sono più i turni fissi delle fabbriche, tutto è spalmato – ha osservato il vicesindaco di San Stino di Livenza, Mauro Marchiori – E questo orario creerà problemi a chi va a lavorare nel pomeriggio o rientra dopo le dieci di sera».

«Ma come si fa a creare problemi proprio ai lavoratori, in un momento di crisi come questo» è sbottata Silvia Lasfanti, consigliera comunale e pendolare di San Donà di Piave, arrivata a Venezia con un’altra consigliera, Cinzia Fedrigo.

In corteo anche il vicesindaco di Mirano, Annamaria Tomaello: «Sono qui per sostenere gli altri Comune. Noi non abbiamo grandi tagli, ma i problemi del trasporto ferroviario interessano anche noi. Al mattino i nostri pendolari viaggiano schiacciati come sardine. E ora temiamo, che per agevolare Veneto city, taglino la stazione di Ballò, che serve tanti studenti e lavoratori».

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