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MARCON «Una proposta razionale di orario cadenzato: prospettive a confronto per studenti, pendolari e turisti della linea Portogruaro-Venezia» è il titolo dell’incontro il programma lunedì 29 luglio alle 20.45 al centro civico di via della Cultura.

Parteciperanno il sindaco di Marcon, Andrea Follini, il primo cittadino del Comune di Quarto d’Altino, Silvia Conte, l’assessore alla Mobilità marconese, Enrico De Marco, Davide Cester, Federico Gitto e Paolo Corposanto, dell’associazione Ferrovie a Nordest, la Onlus che sta affiancando le amministrazioni nell’analisi delle migliorie da apportare all’orario cadenzato proposto ai Comuni, che hanno segnalato diversi gap e mancanze specialmente per la linea Venezia-Trieste e i paesi di cintura che si trovano lungo il percorso.

I portavoce dei pendolari hanno in più di un’occasione fatto notare che per come è impostato, il nuovo orario cadenzato taglia corse importanti e lascia dei vuoti, impedendo tecnicamente la possibilità di integrazione tra servizio ferroviario e servizio su gomma. Il 31 luglio, in ogni caso, è in programma un incontro tra i sindaci e l’assessore ai Trasporti regionale, Renato Chisso.

 

Nuova Venezia – “Salvato solo il 20% del raccolto”

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13

lug

2013

 

Cia, Consorzio Agrario e Coldiretti: «Un disastro, colpiti ben cinquemila ettari» 

PORTOGRUARO – Quantificare i danni in agricoltura provocati dalla tempesta di giovedì sera non è impresa così difficile. Le cifre sono a sei zeri. Per il Consorzio Agrario di Venezia e Padova sono stati danneggiati cinquemila ettari di coltivazioni nel territorio di Caorle e per ogni ettaro le aziende agricole hanno speso 1000 euro in sementi e antiparassitari. Non sono mancati i danni nemmeno nelle zone di Portogruaro e Fossalta, risparmiata San Michele. Mais, soia e vite sembrano perduti. Danni del 100%. Una tempesta simile forse non si vedeva da anni. Il 2013 è caratterizzato da piogge intense, ma gli agricoltori stanno patendo ancora le conseguenze dei problemi dello scorso anno, cioè dei danni provocati dalla grande siccità presentatasi nell’estate 2012. «

Gli agricoltori sono in ginocchio», afferma Paolo Martin, direttore del Consorzio Agrario di Venezia e Padova, «le punte di distruzione del raccolto oscillano tra il 70 e il 100%. La media è dell’80% di colture distrutte, una cifra spaventosa. È vero che in agricoltura si stilano bilanci quinquennali, è altrettanto vero però che per il secondo anno consecutivo molti agricoltori del Veneto orientale non guadagneranno nulla. Ci rimetteranno e basta».

Come minimo cinque milioni di euro, fatti salvi i calcoli degli investimenti di 1000 euro a ettaro. Un’altra bella grana è quella dei risarcimenti.

«Le norme», ricorda Martin, «stabiliscono che chi non è assicurato non può essere risarcito, chi è assicurato verrà risarcito sicuramente».

Un po’ come avviene per chi viaggia regolarmente in macchina. Da non dimenticare poi che le colture della zona hanno patito danni ingenti alle semine nel corso delle alluvioni di novembre. La posizione della Cia. La grandinata dell’11 luglio ha distrutto le coltivazioni di mais, soia e vite anche per la Cia. Il sopralluogo è stato eseguito ieri mattina nelle campagne di Concordia Sagittaria.

«Ci sono zone», spiega il presidente di Cia Venezia Paolo Quaggio, «in cui la devastazione è totale: a Sindacale, Cavanella, Lugugnana e Torreselle di Fossalta di Portogruaro i danni sono pari al 100%: le coltivazioni sono state spazzate via. abbiamo registrato 60 millimetri di acqua in meno di mezz’ora. Grossissimi problemi anche a Caorle, San Gaetano e Giussago. Lungo la strada tra Concordia e Lugugnana il vento ha sradicato 11 alberi. Per non parlare dei fabbricati agricoli e delle serre».

La Cia ha subito attivato l’ufficio calamità naturali dell’Avepa.

«La situazione dell’agricoltura era già difficile a causa del clima dei mesi scorsi. Questa grandinata rischia di mettere definitivamente in ginocchio l’attività di decine e decine di imprenditori. Ci auguriamo si possa intervenire per garantirne la sopravvivenza».

Coldiretti. “Siamo a pezzi”. Il segretario mandamentale della Coldiretti Antonio Tessari è demoralizzato.

«I nostri associati sono distrutti, l’agricoltura ha subito danni enormi, irreparabili. Stiamo dando molto allo Stato, attraverso l’Imu e altre tasse. Spero ci venga restituito qualcosa per riparare ai danni provocati dal maltempo».

Anche Tessari come i suoi associati si sono recati nelle aziende colpite, nelle campagne di Portogruaro, Concordia e Fossalta.

«Si parlava proprio pochi giorni fa del fatto che c’era un clima siccitoso. Questa è stata la risposta del tempo», conclude, in mezz’ora sono caduti i millimetri di pioggia che normalmente interessano questa zona forse in un mese. È stata una tempesta esagerata».

Rosario Padovano

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OLTRE 5 CENTIMETRI DI GRANDINE

Campi di mais e vigneti flagellati. E l’ultimo pescatore di fiume-Felice “Canarìn” ha perso nel Livenza tutta la sua attrezzatura.

Agricoltura in ginocchio, la grandine distrugge vitigni e mais. Addio ai raccolti tra le campagne di Concordia, Caorle e Portogruaro. La violenta grandinata ha distrutto i vigneti e il granoturco tra i campi di Viola, Giussago, Lugugnana, Sindacale, Cavanella e Marango. I danni sono incalcolabili tanto che, se i raccolti stagionali sono distrutti, per il prossimo anno sono compromesse le vendemmie.

«Sono stati letteralmente rasi al suolo da una grandinata mai vista – spiegano gli agricoltori della zona – purtroppo non recuperiamo nulla, ma le piante sono compromesse anche per la prossima stagione».

Intanto il sindaco di Concordia, Marco Geromin, ha perlustrato tutta la zona.

«Abbiamo già avviato l’iter per chiedere lo stato di calamità – spiega – Molte delle nostre aziende sono in ginocchio».

Se il maltempo si fosse abbattuto in un altro momento, il bilancio potrebbe essere stato ben più grave. Basta passare davanti all’asilo di Sindacale per capire che quel grosso albero che si è abbattuto sulla recinzione, avrebbe potuto provocare conseguenze gravi. Ne sanno qualcosa anche a Cavanella, dove il capanno allestito per la sagra del paese è volato via. Grave il bilancio per gli alberi sradicati, un centinaio in tutto il portogruarese. Moltissimi quelli finiti sulla provinciale “Jesolana”, che è rimasta bloccata per gran parte della giornata, con disagi in prossimità dell’incrocio per la Brussa. Caduto anche un grosso platano sulla curva “maledetta”» tra Marango e Sindacale, che in tanti anni ha segnato molte vite tra gli automobilisti.
Quella dell’altro ieri, a detta degli esperti, non è stata una tromba d’aria: si è trattato di raffiche di vento lineari che hanno sfiorato i 100 chilometri l’ora, investendo soprattutto il territorio tra Eraclea e Torre di Mosto. La nuova stazione meteo di Eraclea Mare, che a giorni sarà inaugurata nel centro di Educazione ambientale, ha avuto il suo battesimo del fuoco.

«Le raffiche di vento erano lineari – spiega Giorgio Pavan, responsabile della stazione meteo -, ma localmente si sono trasformate in vortici di polvere che hanno creato danni di una certa entità. Fenomeni che hanno colpito soprattutto la zona di Stretti».

Ma anche a Eraclea Mare si sono riscontrati danni non indifferenti.

«Oltre a cadere una serie di alberi in via Abeti – dice Giuliano Battistel, assessore comunale ai Lavori pubblici -, si è abbattuto un enorme albero nel parco del maneggio, danneggiando il fabbricato; sono stati abbattuti alberi in pineta, nel parco del Centro Ambientale e anche un grande pino all’Hotel Marilù».

A subire i danni maggiori è il pescatore delle acque interne Felice Gazzelli (detto “Canarìn”) che ha perso il bilancione di Boccafossa sul Livenza. L’enorme rete è volata sopra la casetta di comando, sradicando tiranti di acciaio e corde e lasciando nudi i tralicci. Un danno enorme proprio all’inizio del periodo di pesca con questo attrezzo, che potrebbe compromettere definitivamente la carriera del pescatore già messa a dura a prova dalle ultime piene devastatrici del fiume e ultimamente anche dal’invasione dei pesci-siluro.

(M.Cor.- M.Mar.)

 

Il maltempo sfregia le spiagge

Sono bastati pochi minuti per devastare una lunga fetta di litorale e per seminare la morte. Una grandinata così violenta erano anni che non si vedeva e il bilancio è drammatico. Un morto, decine di abitazioni e attività allagate, agricoltura in ginocchio e fuggi fuggi dei turisti. In meno di mezzora una tromba d’aria e una violenta grandinata hanno definitivamente segnato l’estate 2013 del litorale veneziano. Colpite Caorle, Eraclea e le campagne circostanti fino a quasi al confine con il Friuli Venezia Giulia. Poco dopo le 20 di giovedì, una vera bomba d’acqua è caduta sul Veneto orientale, provocando gli allagamenti. Tra le vittime Renzo Gusso, 65 anni, che al rientro a casa, alle porte di Caorle, si è ritrovato l’abitazione sott’acqua. Quando è sceso le scale per raggiungere la taverna è scivolato, battendo violentemente il capo sul pavimento, morendo sul colpo. In ginocchio gli agricoltori, con le coltivazioni spazzate via da una grandinata senza precedenti.

«Ci sono zone – spiega il presidente di CIA Venezia Paolo Quaggio – in cui la devastazione è totale: a Sindacale, Cavanella, Lugugnana e Torresella di Fossalta di Portogruaro i danni sono al 100%: le coltivazioni sono state spazzate via. Abbiamo registrato 60 millimetri di acqua in meno di mezz’ora. Grossissimi problemi anche a Caorle, San Gaetano e Giussago, per non parlare dei fabbricati agricoli e delle serre».

Almeno un centinaio gli alberi caduti, fra cui molti all’interno dei camping di Falconera a Caorle, che hanno distrutto quasi una quarantina di caravan dei vacanzieri. Il centro storico della cittadina marinara è rimasto imbiancato da una «coltre» di grandine. Solo l’intervento della protezione civile e dei vigili del fuoco, che hanno lavorato per tutta la notte, ha permesso di superare i primi disagi. Intanto i sindaci di Caorle e Concordia Sagittaria, Luciano Striuli e Marco Geromin, hanno chiesto al Governatore Zaia di dichiarare lo stato di crisi.

Situazione pesante anche nel Rodigino dove la tromba d’aria nel Delta del Po ha devastato il Lido di Barricata, uno degli angoli più belli e incontaminati del Polesine dove le spiagge sono immerse nella natura. Molta paura per i turisti, in particolare quelli – soprattutto stranieri – del Villaggio Barricata. Pioggia e vento hanno iniziato a sferzare tutto il comune di Porto Tolle verso le 23, trovando il culmine intorno all’una quando il fortunale si è abbattuto sulla spiaggia principale di Barricata, mentre la vicina spiaggia “delle Conchiglie” non ha subito danni.
I venti hanno procurato qualche problema, ma soprattutto molto spavento, al Villaggio Barricata (attualmente con circa 1600 occupanti) dove sono intervenuti Vigili del Fuoco, Carabinieri e Polizia. Tanto spavento nella splendida struttura popolata da numerosi turisti del Nord Europa, in particolare tedeschi e olandesi. Diversi alberi sono stati abbattuti dalla forza del vento e alcune tende dei villeggianti hanno ceduto. Ma la situazione è ben presto rientrata nella normalità.
Ieri gli operatori balneari della spiaggia di Barricata si sono trovati di fronte una scena straziante. Un vera e propria devastazione. Pedalò volati via, lettini ammucchiati, strutture ricettive di bar e ristori scoperchiate, torretta dei bagnini abbattuta, servizi pubblici distrutti. Insomma, un bel danno alla vigilia del fine settimana, ma con tutti al lavoro sin dalle prime ore del mattino per permettere la migliore accoglienza possibile dei turisti.

Marco Corazza – Luca Crepaldi

 

Gazzettino – Portogruaro, Il dibattito sulla Tav

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13

mar

2013

Bertoncello: «Nessun confronto se non ci sono novità sul tracciato»

PORTOGRUARO – «Nessun tavolo tecnico. I momenti di coinvolgimento e di confronto sono stati numerosi e ad oggi non ci sono novità da affrontare». Questa la replica dell’Amministrazione comunale alle accuse del gruppo No Tav di Portogruaro che nel corso della “Giornata di mobilitazione informativa” di sabato scorso ha distribuito volantini per denunciare «la morte della partecipazione cittadina» su un tema fondamentale per il futuro del territorio.

«La posizione dell’Amministrazione sulla Tav – spiega il sindaco Antonio Bertoncello – è nota. Già nel mese di giugno del 2012 il consiglio comunale si è detto contrario al tracciato “litoraneo” della linea ferroviaria ad Alta velocità e favorevole alla proposta del commissario straordinario Bortolo Mainardi di potenziamento della linea ferroviaria Venezia-Trieste. Nuove polemiche sulla questione non pare abbiano motivo di esserci. Né pare ci siano per ora novità da affrontare. Tanto più che le posizioni dell’Amministrazione sembrano coincidere con quelle espresse in altre occasioni dal gruppo No Tav. In ogni caso – ha concluso – siamo disponibili ad incontrare il gruppo per ribadire posizioni conosciute e che sembrano comuni». (T.Inf.)

 

PORTOGRUARO. Quello che i cittadini non sanno sulla Tav che invece dovrebbero sapere. Questo quanto emerso ieri mattina dalle richieste di chiarimenti della gente che, nonostante il tempo inclemente, ha affollato il gazebo del comitato No Tav in piazza della Repubblica. Sono state distribuite numerose copie del filmato sulle proposte di tracciato del Tav «dalla laguna al Lemene» sulle quali, secondo quanto ha più volte detto il comitato, nessun sindaco ha saputo dimostrare con dati e studi alla mano, l’utilità dell’opera. Le analisi del comitato puntano invece il dito verso una spesa sproporzionata (600 milioni) per rendere più moderna la linea Mestre-Portogruaro, senza avere una proiezione di futuro utilizzo per il trasporto merci.

«Inoltre», dicono dal comitato, «visto che il nostro territorio è interessato da trasporti regionali, che il decantato Corridoio 5 non c’è più, tanto che Portogallo ed Ucraina hanno rinunciato ai loro percorsi, che l’attuale linea ferroviaria è sotto utilizzata, che senso ha far passare per Tav una semplice aggiunta di due binari normali alla linea storica, ben sapendo che in nessuna linea ferroviaria ad alta velocità è mai transitato un treno merci?».

(g.p.d.g.)

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Gazzettino – Portogruaro, No-Tav ancora in piazza

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10

mar

2013

«Bertoncello convochi il tavolo tecnico»

PORTOGRUARO – I No Tav in piazza celebrano il “funerale della partecipazione cittadina”. Nella giornata di mobilitazione informativa che si è svolta ieri mattina in piazza della Repubblica, il gruppo No Tav ha distribuito un volantino listato a lutto che annunciava,

«dopo un anno di sofferente attesa, la morte della partecipazione cittadina».

Sotto accusa, ancora una volta, il sindaco Antonio Bertoncello, ritenuto colpevole di non aver ancora dato risposta alla richiesta di convocare associazioni, comitati, partiti, forze politiche e tutte le realtà del territorio portogruarese interessate ad affrontare la questione Tav e a partecipare ad un tavolo tecnico che affronti, con dati e cifre, la reale utilità dell’opera.

«Da quella richiesta – hanno spiegato i promotori della mobilitazione – è passato un anno e, nonostante i molti solleciti, aspettiamo ancora delle risposte. Restiamo convinti che nel nostro territorio la domanda è orientata su servizi regionali e non su servizi a lunga percorrenza. Le direttive dell’Unione Europea non citano la necessità di costruire linee ad Alta Velocità, bensì richiedono il miglioramento e adeguamento delle infrastrutture al fine di accrescere il traffico ferroviario per ottimizzare e facilitare lo spostamento di persone e di merci all’interno del territorio europeo».

(t.inf.)

 

Gazzettino – Portogruaro, Gli anti-Tav tornano in piazza

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8

mar

2013

PORTOGRUARO – Nuova mobilitazione dei No Tav in piazza della Repubblica. È in programma per domani, sabato, dalle 9, la giornata che il gruppo No Tav ha definito “di mobilitazione informativa per informare sul progetto Tav Venezia-Portogruaro”. Verranno distribuite copie gratuite del filmato “Il Tav: dalla Laguna al Lemene. Venezia-Portogruaro 25:41min” e altro materiale informativo.

«Sul panorama Tav – spiegano gli organizzatori – dominano confusione, disinformazione e un castello di bugie. La faraonica spesa pubblica ha fatto sì che per realizzare solo una parte del progetto in Italia, siano stati spesi o impegnati oltre 90 miliardi di euro, tutti usciti o che usciranno dalle casse pubbliche, cioè dalle tasche dei cittadini. Con 600 milioni si renderebbe più moderna l’attuale tratta Mestre-Portogruaro-Cervignano, ora utilizzata al 40 per cento della sua potenzialità prevedendo anche la nuova bretella da Mestre all’aeroporto Marco Polo. L’attuale linea ferroviaria Venezia-Trieste consente fino a Portogruaro velocità massime di 150 km/h e con adeguati interventi tecnologici, tale limite potrebbe essere aumentato».

La mobilitazione si svolgerà quasi in contemporanea a San Donà e in serata a Marghera.

(t.inf.)

 

Gazzettino – Portogruaro, Zero rifiuti entro il 2020

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31

gen

2013

AMBIENTE – Il Comune aderisce alla rete nazionale

PORTOGRUARO – Il Comune di Portogruaro, primo nel Veneto, ha aderito alla rete nazionale dei Comuni Rifiuti Zero, che conta 100 enti locali in tutta Italia.

L’impegno è quello di favorire la pratica della raccolta differenziata, scoraggiare l’incremento dei rifiuti e ridurne «alla fonte» la produzione pro-capite.

La strategia «rifiuti zero» si colloca tuttavia oltre il riciclaggio, ponendosi l’obiettivo dell’azzeramento dei rifiuti entro il 2020. Il Comune si è quindi impegnato anche a favorire il riuso e la riparazione, attraverso il sostegno o l’istituzione di centri specializzati che possano riparare e vendere beni durevoli quali mobili, vestiti, infissi, sanitari ed elettrodomestici.

«L’adesione a Rifiuti Zero – ha detto l’assessore alle Politiche ambientali Ivo Simonella – vuol essere un ulteriore trampolino di lancio per proseguire nei percorsi di sostenibilità già intrapresi».

(T.Inf.)

 

PORTOGRUARO – «Un faro acceso per illuminare la verità e fare chiarezza su un argomento di cui tanti parlano senza alcuna cognizione precisa». I No Tav Portogruaro definiscono così il video da loro realizzato per spiegare ai cittadini la «questione Tav Venezia-Portogruaro». Il video, «Il Tav: dalla Laguna al Lemene. Quello che i cittadini dovrebbero sapere, ma poteri forti e certi politici non dicono», mette a confronto le dichiarazioni di politici e tecnici ed evidenzia le informazioni contenute negli studi progettuali e nei documenti ufficiali. Tre le domande cui si cerca di dare risposta: il Tav è un’opera indispensabile o di incalcolabile danno ambientale? I cittadini dei territori interessati dall’attraversamento vengono tempestivamente informati? Il «quadruplicamento in affiancamento alla linea storica» è l’aggiunta di due nuovi binari oppure un gioco di parole?. Il commento introduttivo del video, visibile su Youtube o nel sito internet del Gruppo, è del giornalista Ivan Vadori. (T.Inf .)

 

PORTOGRUARO – I “No Tav” pronti a distribuire altri ventimila volantini contro l’opera e a favore di un Piano di mobilità sostenibile. Si è svolta senza intoppi, ieri mattina, l’iniziativa del gruppo No Tav di Portogruaro, sceso in piazza anche per denunciare il mancato coinvolgimento della cittadinanza da parte dell’amministrazione comunale.

«Risulta veramente incomprensibile capire come e perché i consiglieri comunali di Portogruaro possano aver votato un ordine del giorno che si basa su uno studio di prefattibilità incompleto, non aggiornato e non corrispondente alla realtà, e senza fare nessuna valutazione di merito per spiegare ai cittadini il loro sì all’alta velocità – affermano i No Tav -. Diciamo no all’ennesimo scempio del territorio e sì all’ammodernamento della linea ferroviaria storica, con una riorganizzazione del trasporto pubblico ed il completamento del progetto del Sistema ferroviario metropolitano regionale».

«Il Consiglio comunale ha chiesto la redazione di un nuovo progetto preliminare per la modernizzazione della linea storica e per il futuro quadruplicamento, con una particolare attenzione all’impatto ambientale dell’opera – replica però l’assessore alle Politiche ambientali, Ivo Simonella -. È in quella fase, realmente decisionale, che verrà chiesto il coinvolgimento della popolazione. La realizzazione di altri due binari verrà programmata all’eventuale saturazione della linea attuale, cioè non prima del 2030, e non sarà più una linea come quella proposta in origine, quasi tutta in viadotto, ma si affiancherà a quella esistente, posizionandosi a nord e rimanendo alla stessa quota. In sostanza non si potrà più parlare di Tav, ma più semplicemente dell’aggiunta di due nuovi binari che occuperanno 15 metri di larghezza».
I No Tav hanno comunque annunciato che nelle prossime settimane saranno impegnati nella distribuzione di volantini all’ingresso dei luoghi pubblici, nei grandi parcheggi e al mercato.

Teresa Infanti

 

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