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Gazzettino – “La Regione dica no ai rifiuti di Mantovani”

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14

set

2012

Assessore e consiglieri comunali contro Alles 

Il potenziamento dell’impianto Alles del gruppo Mantovani non deve passare. Lo hanno ribadito ieri l’assessore comunale all’Ambiente, Gianfranco Bettin, che accusa i commissari regionali della Via di aver violentato la normativa comunale urbanistica vigente, e Giuseppe Caccia con Camilla Seibezzi della lista “In Comune”, che hanno presentato un ordine del giorno in Consiglio comunale.

I due chiedono alla Giunta regionale di «non recepire il parere positivo della Commissione tecnica V.I.A., e di negare qualsiasi autorizzazione al potenziamento dell’impianto di ricondizionamento di rifiuti speciali anche pericolosi di Alles Spa», e impegnano «il Sindaco e la Giunta comunale a contrastare in ogni sede, a partire dal ricorso al Tar, la realizzazione di tale progetto».

Non si tratta di negare un eventuale contributo degli impianti di Marghera per risolvere possibili crisi (come è avvenuto con lo smaltimento dei residui dell’alluvione dello scorso autunno, o come si potrebbe fare con materiali come quelli della Nuova Esa), dice Bettin «ma di evitare che Porto Marghera venga di nuovo inchiodata al ruolo di pattumiera globale dei rifiuti tossici e nocivi».
Caccia e Seibezzi rincarano la dose sostenendo che,

«con ogni evidenza, il progetto di potenziamento dell’impianto di Alles si inserisce in un più ampio disegno finalizzato allo sviluppo dell’intera filiera produttiva per lo stoccaggio, il trattamento e lo smaltimento di rifiuti civili e industriali, speciali, pericolosi e tossico-nocivi, provenienti da tutto il territorio del Veneto e non solo». Questo mentre, invece, la stessa Regione predica «la bonifica e la riconversione di Porto Marghera».

(e.t.)

 

Gazzettino – Primo via libera per i rifiuti Alles

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13

set

2012

MARGHERA – La commissione tecnica regionale ha approvato il progetto di potenziamento dell’impianto

Gli ambientalisti pronti ad una nuova mobilitazione, l’assessore Bettin annuncia ricorso al Tar

Che la commissione regionale Via desse un parere favorevole al potenziamento dell’impianto di Alles a Fusina era abbastanza scontato ma che, invece di limitarsi a considerazioni e prescrizioni tecniche, si addentrasse in questioni politiche questo proprio non era prevedibile. E per gli ambientalisti di Marghera è «una decisione dove pesano pressioni e ingerenze della Giunta regionale». Per questo annunciano la ripresa della mobilitazione generale che, in occasione dell’esame di un altro progetto, quello dell’inceneritore Sg31, aveva portato tempo fa ad organizzare pure cortei acquei fino alla sede della Regione.
Anche l’assessore comunale all’Ambiente, Gianfranco Bettin, è preoccupato e annuncia che, assieme alla Provincia, il Comune farà tutto ciò che è in suo potere per evitare l’ampliamento di quell’impianto, compreso un ricorso al Tar, perché il rischio è di aprire la strada alla trasformazione di buona parte di Porto Marghera in un’immensa pattumiera con rifiuti provenienti da ogni parte d’Italia.

Gli ambientalisti dell’Assemblea permanente contro il pericolo chimico sostengono che il progetto Alles comporterebbe ricevere a Fusina «70 diverse tipologie di rifiuto, incluse varie tossico-nocive (contro le 20 attuali), con il raddoppio dei seimila metri cubi autorizzati oggi per arrivare a 12 mila, e portando i flussi giornalieri da quasi 700 tonnellate a oltre mille: più di 300.000 tonnellate annue da stoccare e trattare, rifiuti in arrivo da terra e dal mare con aumento del traffico di camion e navi».

Bettin afferma che i tecnici provinciali e comunali «hanno ribadito il parere contrario espresso dalle due Istituzioni ma la Regione, in commissione, conta tanti voti quanti sono i tecnici regionali, ossia una dozzina. Quindi non c’è stata partita ma una forzatura autoritaria e violenta».
La settimana prossima i commissari regionali torneranno a riunirsi per approvare verbale della seduta di ieri e poi lo invieranno alla Giunta regionale che dovrà decidere definitivamente. La posizione politica espressa da quei commissari starebbe nel fatto che hanno respinto l’obiezione comunale e provinciale sull’incompatibilità dell’impianto con i piani urbanistici sostenendo, invece, la pubblica utilità dell’opera e quindi preparando la strada a una Variante urbanistica regionale che annulla i piani comunali.

 

MARGHERA. Parere favorevole con prescrizioni. È il “verdetto”della Commissione regionale per la valutazione dell’impatto ambientale (Via) che ieri ha esaminato il progetto di “revamping” dello stabilimento di Alles spa (del potente e onnipresente gruppo Mantovani-Baita) che chiede di trattare una quantità e una tipologia maggiore di fanghi e rifiuti speciali e pericolosi, provenienti anche da fuori provincia e regione. Il parere positivo espresso dai membri della Commissione (di nomina esclusivamente regionale) va nella direzione opposta rispetto al parere negativo formulato sia dal Comune che dalla Provincia di Venezia, dopo una approfondita discussione in commissione e in consiglio, per la dichiarata «incompatibilità ambientale e urbanistica» del progetto di Alles. Per l’assessore comunale all’Ambiente, Gianfranco Bettin, si tratta di una «decisione inaccettabile che mortifica le amministrazioni comunale e provinciale che in commissione hanno solo due rappresentanti a fronte dei dodici di esclusiva nomina regionale».

«Si tratta di una violenza istituzionale che snobba il parere delle altri istituzioni pubbliche e dei cittadini» aggiunge, senza mezzi termini, Gianfranco Bettin «per questo, se la Giunta regionale ribadirà il parere positivo e Zaia firmerà il decreto che autorizzerà Alles a trattare ancora più rifiuti pericolosi, prodotti chi sa dove, in un territorio già provato come Marghera, presenteremo un ricorso al Tribunale amministrativo regionale sostenendo che oltre all’incompatibilità ambientale, il via libera al revamping degli impianti di Alles dato dalla Regione è, di fatto, una variante al piano regolatore generale di Venezia in palese contrasto con il piano urbanistico adottato dal Comune».

Contrariato dalla decisione della Commissione Via anche l’assessore provinciale all’Ambiente, Paolo Dalla Vecchia che ricorda il parere negativo già espresso dal consiglio provinciale con un voto trasversale e commenta: «A questo punto, mi domando che senso abbia chiedere anche alla Provincia di approfondire se ci sono o meno le compatibilità ambientali di un progetto sul territorio in cui si vuole realizzare, se poi il parere della Provincia, alla stregua di quello analogo espresso dal Comune sulla compatibilità urbanistica, vale quanto i due di coppe in una partita di briscola».

Immediata e rabbiosa anche la reazione dell’Assemblea Permanente contro il Rischio Chimico di Marghera, che annuncia una «immediata mobilitazione dei cittadini contro il parere positivo al progetto di Alles che premia gli interessi di pochi affaristi senza scrupoli e ignora quelli dei cittadini e di un territorio, come quello di Marghera che ha sì bisogno di sviluppo, ma uno sviluppo finalmente compatibile e non con progetti come questo che bloccano la trasformazione che si sta lentamente delineando tramite progetti di bonifica, di risanamento, di riconversione verso produzioni pulite ed attività economiche sostenibili. Per questo ci opporremo come abbiamo già fatto con altri progetti che pretendono di fare di Marghera la pattumiera di immani quantità di rifiuti pericolosi e nocivi provenienti da chissà dove e oltre tutto causerà flussi giornalieri di centinaia di migliaia tonnellate di fanghi inquinati in arrivo da terra e dal mare con notevole aumento del traffico di camion e navi».

Gianni Favarato

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200 mila tonnellate all’anno da trattare

Sono sessanta le tipolgie di fanghi e rifiuti speciali e pericolosi che Alles spa intende trattare negli impianti in via dell’Elettronica a Marghera, accanto al Vallone Moranzani. Il progetto esaminato ieri dalla Commissione Via era stato presentato per la prima volta da Alles spa nel 2009 ma alla fine del 2011 è stato riformulato con una riduzione delle tipologie di rifiuti pericolosi (da 120 a 60) e delle quantità da trattare passate da 230.000 a 200.000 mila tonnellate annue.

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A Marghera torna la paura per l’arrivo di nuovi rifiuti

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12

set

2012

ALLES IN REGIONE

I COMITATI  «Si rischia di creare un polo per i veleni da tutta Italia»

Ogni volta che si riunisce la Commissione regionale è come se una vecchia ferita di guerra si riaprisse. Questa mattina il progetto di Alles per aumentare la quantità e le tipologie di rifiuti da trattare a Malcontenta (nel piccolo impianto che fino ad oggi è servito solo per trattare i fanghi scavati dai canali industriali) tornerà sui banchi della commissione per la Valutazione di impatto ambientale (Via). Si tratta del prosieguo dell’esame tecnico del progetto, e la decisione definitiva spetterà alla Giunta regionale, ma l’Assemblea permanente contro il rischio chimico si è già mobilitata, perché «se passasse questo progetto Marghera rischierebbe di diventare la pattumiera d’Italia, bloccando la trasformazione della vecchia zona industriale in un posto dove le produzioni inquinanti sono bandite».
Quelli dell’Assemblea ricordano che «il nostro territorio ha già pagato e sta ancora pagando un tributo altissimo in termini di malattie da inquinamento legate alle produzioni vecchie e nuove di Porto Marghera. È ora di dire basta».
Dal punto di vista politico il Comune e la Provincia di Venezia hanno già bocciato il progetto, anche con una votazione dei rispettivi Consigli. Lo stesso assessore comunale all’Ambiente, Gianfranco Bettin, ha più volte detto che «se passasse un progetto del genere rischieremmo di aprire la strada alla trasformazione di Porto Marghera in un polo globale di smaltimento dei rifiuti provenienti da tutta Italia».

Il progetto di Alles prevede il potenziamento dell’impianto in banchina su via dell’Elettronica «con l’obiettivo di aumentare i 20 tipi di rifiuti speciali, consentiti dall’attuale Autorizzazione al funzionamento, a 70 diverse tipologie di rifiuto, incluse varie tossico-nocive – sostengono gli attivisti dell’Assemblea permanente -. Si prevede il raddoppio dei seimila metri cubi autorizzati oggi per arrivare a 12.000 metri cubi, portando i flussi giornalieri da quasi 700 tonnellate a oltre mille: più di 300.000 tonnellate annue da stoccare e trattare, rifiuti in arrivo da terra e dal mare con aumento del traffico di camion e navi».

Tutto questo ad opera di Alles, che sta per Azienda Lavori Lagunari Escavo e Smaltimenti, controllata dalla Mantovani SpA. (e.t.)

 

Nuova Venezia – Rifiuti, funziona il sistema a calotta

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21

ago

2012

Aumenta la raccolta differenziata sia in Riviera del Brenta che nel Miranese

Il sistema a calotta funziona in Riviera e nel Miranese, fa aumentare le percentuali di raccolta differenziata nel primo semestre del 2012. I dati li dà Veritas. Rimangono alte le percentuali di rifiuto differenziato pure per i comuni che hanno adottato il sistema porta a porta. Comuni questi ultimi che sono quasi tutti in Riviera del Brenta con percentuali sopra il 65%. Il record è di Pianiga con il 74,5% di differenziata, poi Salzano (73,2%), Stra (72%), Fossò (70,3%), Campagna Lupia (69,8%), Fiesso d’Artico (68,2%), Camponogara (67,7%), Campolongo Maggiore (66,9%). Ma le sorprese maggiori dal sistema a calotta.               A Mira comune più popoloso del comprensorio con circa 40 mila abitanti, le calotte sono state installate sul 30% del territorio, la differenziata è arrivata al 58,4% (47,8% nel 2010, 53% nel 2011). Il comune punta a completare il restante territorio e passare anche alla differenziata spinta. Scorzè con 25% del territorio coperto con i sistemi a calotta, arriva al 60,9% contro il 52,6% del 2010 e il 54,5% del 2011. A Mirano, con il 20% del territorio comunale dotato di cassonetti con il nuovo sistema di apertura, la percentuale di differenziata è passata dal 47% 2010 e dal 52% del 2011, al 57,9% del periodo gennaio-giugno 2012. Santa Maria di Sala, passato dal 46,8% del 2010 e dal 54,9% del 2011 al 67,9% del primo semestre del 2012. Poi Martellago (arrivato al 70,9% dal 55,6% del 2010 e dal 63,2% del 2011) e Spinea che ha raggiunto il 62,7. In tutti questi Comuni oltre ad aumentare la quantità di rifiuti raccolti in maniera differenziata e poi riutilizzati, è diminuita la quantità di rifiuto secco.           «L’apertura delle calotte – spiegano i tecnici di Veritas – non consente di inserire sacchi di grandi dimensioni. È diminuito, infine, nei primi sei mesi del 2012 il fenomeno dell’abbandono di rifiuti da parte degli abitanti dei Comuni che hanno il porta a porta». (a.ab.)

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Gazzettino – Interrogazione sulla Mestrinaro

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18

lug

2012

ZERO BRANCO – (N.D.) «Non si possono autorizzare impianti di trattamento per rifiuti speciali a pochi metri da dove abitano centinaia di persone». Lo dicono i consiglieri regionali di Verso Nord (Diego Bottacin e Andrea Causin) che sulla spinosa questione della ditta Mestrinaro di Zero Branco hanno deciso di presentare un’interrogazione ad hoc al presidente della Regione Luca Zaia. A far discutere è sempre la sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la delibera della Giunta regionale di autorizzazione all’impianto di trattamento di rifiuti speciali della Mestrinaro. «E’ tanto chiedere al presidente Zaia una risposta definitiva?», chiedono Bottacin e Causin.

 

Gazzettino – Rifiuti, Dolo e Mira non sono “virtuosi”

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18

lug

2012

RIVIERA – Il concorso indetto da Legambiente rileva una doppia personalità dei Comuni nella differenziata

AL LIMITE – Camponogara fuori per poco

RICICLONI – Pianiga e Fossò guidano la lista

VIDEOSORVEGLIANZA – Telecamere per evitare l’abbandono selvaggio

Una Riviera del Brenta che sul fronte rifiuti mostra una doppia personalità. È questo quanto emerge dai dati sulla raccolta differenziata forniti da Legambiente in occasione della diciannovesima edizione di «Comuni Ricicloni». Se da un lato ci sono tantissimi comuni virtuosi, dall’altro preoccupa che nella classifica finale per quanto concerne il territorio rivierasco manchino all’appello comuni del calibro di Mira e Dolo. Le due realtà più popolose e con numeri di differenziazione importanti negli anni Novanta. Segno che qualcosa deve ancora cambiare. Il «concorso» indetto da Legambiente, premia i comuni che hanno raggiunto, già nel 2011, la quota di almeno il 65 per cento di raccolta differenziata, richiesta per legge solo dal 2012 (era del 60 per cento lo scorso anno). Il risultato, secondo l’associazione ambientalista, è positivo.

Della nostra zona, la Riviera del Brenta, sono presenti nel lungo elenco di comuni virtuosi con più di 10.000 abitanti.A Pianiga è andato il podio con il 74,7 per cento di differenziata; seguita da Campolongo Maggiore (66,2 per cento). Tra i comuni con meno di 10.000 abitanti, invece, il più bravo è stato Fossò con il 71 per cento; seguito da Stra (69,4 per cento), Campagna Lupia (68,1 per cento) e Fiesso d’Artico (65,7 per cento).

Camponogara è stato sulla soglia del riconoscimento, in quanto ha superato il limite fissato per legge del 60 per cento, pur non raggiungendo il 65 per cento necessario per essere considerato «Comune Riciclone» di Legambiente. All’appello mancano però i due comuni più popolosi ed importanti: Mira e Dolo. Un dato preoccupante, specie se considerato che quest’ultimo negli anni Novanta aveva ricevuto diversi riconoscimenti proprio per la sua gestione dei rifiuti. Sempre Dolo ha infatti installato un sistema di videosorveglianza, che coinvolge anche Fiesso, teso a contrastare il fenomeno dell’abbandono selvaggio dei rifiuti lungo le strade. Una piaga, comunque, ancora piuttosto sentita e che con i nuovi regolamenti adottati dai vari comuni della Riviera si sta cercando di contrastare. Specie a Mira, dove sono state diverse le discariche abusive di eternit scoperte da polizia locale e Rangers.

Gianluigi Dal Corso

 

ZERO BRANCO – (N.D.) La Giunta regionale dovrà presto occuparsi del discusso progetto dell’impianto di trattamento di rifiuti speciali che la ditta Mestrinario Spa intende attivare nella zona agricola di via Bertoneria a Sant’Alberto di Zero Branco. Sull’argomento la capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Laura Puppato, ha presentato un’interrogazione ad hoc alla Giunta guidata da Luca Zaia.

«Perchè la Giunta regionale – chiede Puppato nella sua interrogazione – non ha tenuto conto della sentenza del Consiglio di Stato (n.6917 del 2011) che ha annullato la delibera della Giunta regionale (n.100 del 2010) di autorizzazione all’impianto di trattamento di rifiuti speciali della ditta Mestrinaro per incompatibilità con la strumentazione urbanistica del Comune di Zero Branco e per illegittimità del parere favorevole della commissione regionale di valutazione di impatto ambientale?». L’esponente democratica rileva che il Comune di Zero Branco è ricorso al Consiglio di Stato a tutela della zona dove vivono oltre 500 persone e dove «operano numerose aziende che coltivano prodotti orticoli di pregio, come il Radicchio rosso di Treviso Igp e il variegato di Castelfranco, prodotti di punta del settore agroalimentare della Marca».

 

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