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Sabato 26 settembre dalle 17.15 un evento speciale su un palco costruito nei campi,

accanto alle macerie. Tutto il ricavato alle famiglie colpite dalla tromba d’aria

TORNADO RIVIERA DEL BRENTA: BALASSO, BERTELLI E PAOLINI ASSIEME PER NON DIMENTICARE

Ingresso libero con offerta obbligatoria.

In caso di maltempo l’evento viene spostato al 27 settembre

Sono passati più di due mesi da quell’8 luglio 2015. Il TORNADO ha spazzato via in pochi minuti case, auto, serre, fabbriche, campi. Ha spezzato vite e famiglie.

I riflettori della cronaca si sono spenti, la solidarietà c’è stata, ma per chi ha subito gravi danni è importante adesso non cadere nella solitudine. Per riportare l’attenzione sul dramma di un territorio e delle famiglie colpiti dal tornado, sabato 26 settembre dalle 17.15 NATALINO BALASSO, GUALTIERO BERTELLI e MARCO PAOLINI salgono su un palco costruito nei campi, accanto alle macerie. Non portano in scena uno spettacolo, ma con “Riviera del Brenta, 8 luglio 2015” cercano di raccontare quello che è accaduto e quello che sta accadendo dopo.

Raccontare per non dimenticare, per continuare a stringere forte il cerchio della solidarietà in una comunità che si è scoperta unita, forte, solida di fronte al disastro. “Non serve solo a loro, ai colpiti – sottolineano i tre artisti presentando l’evento – serve a tutti noi dimostrare di sentirci parte di un territorio non perché residenti, ma perché abitanti, vicini di casa, concittadini. Serve a ciascuno per comprendere quanto possano essere fragili le nostre sicurezze di fronte a eventi estremi e di quanto sia indispensabile prenderci cura l’uno dell’altro e del territorio che abitiamo”.

Ci sono state altre iniziative, tutte lodevoli. Questa non vale più delle altre, ma farla a questa distanza di tempo serve a rinnovare l’impegno reciproco, a non lasciare indietro nessuno e allargare lo sguardo”.

Riviera del Brenta, 8 luglio 2015 è dunque un pomeriggio insieme nei campi di Via Seriola – tra Dolo e Mira (Ve) – per parlare, ascoltare, suonare in compagnia.

Gli artisti hanno rinunciato al cachet e un nutrito gruppo di supporter pubblici e privati ha dedicato gratuitamente tempo, energia, risorse per rendere possibile l’evento con il minimo della spesa. L’ingresso è libero con offerta obbligatoria, il ricavato servirà a sostenere le famiglie colpite dalla terribile tromba d’aria che si è abbattuta sulla Riviera del Brenta. I fondi raccolti saranno gestiti dal Comitato Opzione Zero che si impegna a coordinarne l’utilizzo secondo le richieste e le necessità.

SI CONSIGLIA DI RAGGIUNGERE L’EVENTO IN BICI (accesso preferenziale da Via E. Tito nei pressi della Fornace)

IN CASO DI MALTEMPO L’EVENTO VIENE SPOSTATO AL 27/09

TUTTE LE INFO > www.opzionezero.org/rdb8715/
tel. 338.1678008 – 393.9795570 – 349.8711926

 

 

DOMENICA 13 SETTEMBRE

ORE 10.00 RITROVO PIAZZA IX MARTIRI (PIAZZA DEL MUNICIPIO) MIRA

ORE 10.30 PARTENZA IN BICI

ORE 11.30 RITORNO E  INTERVENTO IN PIAZZA IX MARTIRI

ORE 12.30 RISTORO IN RIVA DI FRONTE LA FORNACE DI VIA E.TITO 24 – DOLO

 

Noi forze sociali e politiche della Riviera del Brenta, che ancora crediamo nella solidarietà e nell’accoglienza come valori che demarcano il confine tra civiltà e barbarie, rispondiamo con una biciclettata festosa e colorata: “Uniti nella solidarietà – Benvenuti in Riviera”.

La storia dovrebbe essere scritta con la vita delle persone non con la tragedia di un tornado o con le morti nei viaggi della speranza. La Lega non manca invece occasione per attribuire ai migranti le cause di tutti i mali della società, incentivando una guerra fratricida fra chi ha poco e chi non ha niente. E il tentativo di mettere in contrapposizione le vittime del tornado con i richiedenti asilo suona ancora più perverso, perché, strumentalizzando le tragedie umane degli uni e degli altri, si vogliono nascondere o scaricare le responsabilità di chi dovrebbe dare risposte concrete e tempestive a queste emergenze.

Le problematiche dovute alla incapacità di garantire un’accoglienza degna ed una reale integrazione alle persone che fuggono dalla miseria e dalla guerra, non hanno nulla a che vedere con i ritardi e le mancanze del post tornado.

Siamo certi che nei bilanci pubblici le risorse per fare fronte agli oltre 100 milioni di danni subiti in  Riviera ci siano e che sia compito della politica e delle istituzioni garantire gli interessi di tutta la collettività e il pieno rispetto dei suoi diritti.

La Riviera del Brenta non ha bisogno di “guerre tra poveri”; piuttosto, forse ha bisogno di imparare qualcosa proprio dai più poveri, da quelle persone che, consapevoli di cosa significa perdere tutto, non hanno esitato un minuto a prendere la pala in mano per aiutare chi ha avuto la casa distrutta dalla furia del vento.

Si tratti di cambiamenti climatici o di migrazioni di interi popoli, stiamo attraversando trasformazioni globali epocali; di fronte a questi cambiamenti è necessario attivarsi in prima persona scegliendo da quale parte stare. Siamo consapevoli che soluzioni semplici a questi problemi non esistono; ma certamente le guerre, le persecuzioni, i disastri naturali, le tragedie, le difficoltà del vivere non ci devono dividere ma rendere più uniti e forti, poiché solo uno spirito di solidarietà senza nome e senza barriere può salvarci, può salvare l’Umanità.

Per scendere in piazza e dare una risposta di civiltà abbiamo scelto non a caso la bicicletta, un mezzo ecologico, lento ma non troppo, che consente di incontrare, conoscere e scambiare, che richiede equilibrio e responsabilità.

Domenica 13 settembre, proprio in occasione della festa di Riviera Fiorita, inforchiamo le nostre biciclette per accogliere i nuovi profughi in arrivo nel nostro territorio, ma anche per chiedere con forza:
1. certezza di corridoi umanitari sicuri per vittime di guerre, catastrofi e dittature
2. accoglienza degna e rispettosa per tutti
3. chiusura e smantellamento di tutti i luoghi di concentrazione e detenzione dei migranti
4. Istituzione un vero sistema unico di asilo in Europa superando il regolamento di Dublino

Inoltre, proprio a partire da quanto successo lo scorso 8 luglio, e in vista della conferenza internazionale sul Clima in programma il prossimo dicembre a Parigi, lanciamo dalla Riviera del Brenta un appello al Governo italiano e ai Governi degli altri Paesi affinché abbiano finalmente il coraggio di adottare misure drastiche e immediate per fermare il surriscaldamento globale, la minaccia più grave alla sopravvivenza su questo Pianeta.

L’appuntamento per tutti è domenica 13 settembre alle ore 10.00 in Piazza IX Martiri a Mira.

Si proseguirà in bici verso le zone colpite dal tornado per poi tornare al presidio di Mira.

Si invita alla massima partecipazione.

 

COMUNICATO STAMPA 10 SETTEMBRE 2015

Di ieri la notizia che il Governo ha intenzione di rimettere in pista la Orte-Mestre con la prossima Legge di Stabilità. Una notizia che non sorprende più di tanto i Comitati che da anni si battono contro il mostro.

“Il sospetto lo avevamo avuto già lo scorso aprile– dichiara Mattia Donadel di Opzione Zero – quando i parlamentari di PD, Lega e NCD si sono rifiutati di scrivere la parola fine a questa assurda vicenda. Avevamo avvertito che togliere l’opera dalla lista di quelle finanziabili per il 2015 era solo un modo del nuovo ministro Del Rio per prendere tempo dopo la buriana dello scandalo sistema.

D’altra parte 10 miliardi di euro sono un bottino troppo grosso che fa gola alle multinazionali del cemento, e non è un caso che subito dopo questa notizia i gruppi Astaldi e Salini abbiamo fatto un balzo in avanti in borsa (rispettivamente +5%, +2%).

Renzi e Zaia ora spieghino ai cittadini della Riviera del Brenta per quale motivo hanno deciso di “regalare” quasi 2 miliardi di euro di sconti fiscali ai costruttori di un’autostrada del tutto inutile oltre che devastante, mentre invece non si riescono a trovare 100 milioni di euro per risarcire le vittime del tornado, né tanto meno le risorse per scontare loro IMU e TASI. Questa decisione è vergognosa e inaccettabile, ma sappia il Governo che troverà pane per i suoi denti, siamo pronti a dare battaglia”.

 

Balasso, Bertelli e Paolini insieme per la Riviera

Posted by Opzione Zero in Appuntamenti, Rassegna stampa | 4 Comments

8

set

2015

 

A breve saranno pubblicati i dettagli dello spettacolo (orario, modalità per raggiungere il luogo etc).

 

Natalino Balasso, Gualtiero Bertelli e Marco Paolini tutti insieme per un evento a favore della Riviera del Brenta ferita lo scorso 8 luglio dalla terribile tromba d’aria.

Lo spettacolo, organizzato dal Comitato Opzione Zero e da Jole Film con il supporto di La Fornace e Mira On Air Festival, si svolgerà sabato 26 settembre in via Seriola a Dolo. L’ingresso sarà a offerta libera ma necessaria perché l’incasso sarà utilizzato per aiutare in modo diretto le famiglie colpite dal tornado, secondo criteri di equità, efficacia e trasparenza.

 

A oltre due mesi di distanza dal disastro ci sono state molte iniziative, tutte lodevoli. Questa non vale più delle altre, ma farla a questa distanza di tempo vuole essere un modo per rinnovare l’impegno reciproco a non lasciare indietro nessuno e per allargare lo sguardo. Proprio da questo punto di vista per nulla casuale è la scelta del luogo: i campi di via Seriola devastati dalla furia del vento, gli stessi che domani potrebbero essere definitivamente sfregiati dal passaggio della nuova autostrada Orte-Mestre.

Per Opzione Zero è importante non fermarsi all’elogio della solidarietà dimostrata da tanti cittadini – certo encomiabile e indispensabile – ma è necessario essere lungimiranti e fare una riflessione seria sulle cause e sulla possibilità del ripetersi di questa tragedia. Il tornado non è stato una fatalità, un caso isolato, ma la dimostrazione plastica di un processo molto più grande e spaventoso: il riscaldamento globale. Così è stato anche per le alluvioni degli ultimi anni che in Veneto hanno avuto effetti ancora più disastrosi a causa della massiccia cementificazione del territorio.

Gli scienziati hanno pronosticato da tempo quanto sta accadendo, spesso inascoltati e perfino messi a tacere, ma ora tutti sono di fronte alla realtà: gli eventi atmosferici estremi, a causa del riscaldamento dell’atmosfera e dei mari, saranno sempre più frequenti, intensi e imprevedibili, anche qui nel Veneto, nella Riviera del Brenta.

A partire da quanto successo, l’evento sarà dunque l’occasione per coniugare solidarietà e consapevolezza, per sensibilizzare la comunità sulle problematiche del territorio e sul tema del surriscaldamento globale in vista della importante conferenza internazionale sul clima (COP 21) in programma a Parigi il prossimo dicembre.

 

COMUNICATO STAMPA OPZIONE ZERO 30 LUGLIO 2015

E’ passato quasi un mese dal terribile tornado: tante le passerelle di politici e rappresentanti delle istituzioni che si sono viste in Riviera, soprattutto tante le parole e le promesse che si sono sentite. Ma di fatti e di risposte concrete per chi è stato colpito ancora niente, o quasi.

I danni stimati ammontano ad oggi a circa 100 milioni di euro, ma tutto quello che sono riusciti a racimolare il Governo Renzi e la Giunta Zaia sono solo 6 milioni; praticamente delle elemosine che verranno distribuite chi sa quando e chi sa come.

E’ un film già visto troppe volte in Italia: di fronte a eventi disastrosi e a calamità, i cittadini vengano sistematicamente abbandonati a sé stessi.

Una situazione vergognosa e intollerabile per Opzione Zero che attacca: “Chi dice che il problema è la scarsità di risorse mente sapendo di mentire. Qualcuno del Governo, magari lo stesso Renzi o almeno uno dei suoi aiutanti come il sottosegretario Pier Paolo Baretta o il ministro Graziano Del Rio, dovrebbe spiegare ai cittadini perché ai costruttori della Orte-Mestre, la nuova autostrada che distruggerà definitivamente la Riviera del Brenta, verranno applicati sconti fiscali per quasi 2 miliardi di euro, mentre togliere le tasse a chi ha perso casa e lavoro sembra un’operazione impossibile. Basterebbero da sole queste risorse per risolvere i problemi provocati dal tornado, e anche di tutte le altre emergenze causate da alluvioni, frane e terremoti.

In un Paese a forte rischio sismico, con un territorio sfigurato dalla cementificazione, con un evidente aumento della frequenza e dell’intensità di fenomeni meteorologici estremi dovuti ai cambiamenti climatici, si continua a investire in politiche dissennate che vanno ad aggravare la situazione: sono oltre 4 i miliardi stanziati con lo Sblocca Italia per altre grandi opere inutili e devastanti (TAV e autostrade); di oltre 400 milioni l’ultima tranche per il MOSE, dopo che almeno 1 miliardo dei 5 già spesi è finito in tangenti e regalie. E sempre con lo Sblocca Italia si lascia campo libero alle multinazionali di trivellare in lungo e in largo il mare e il suolo del Belpaese per estrarre ancora petrolio e gas.

Proprio da questo punto di vista l’idea di aumentare di 5 centesimi il costo del carburante per finanziare la ricostruzione in Riviera è irricevibile. Opzione Zero rammenta a Luca Zaia l’impegno preso per fermare le trivellazioni in Adriatico, e invita il Presidente a chiedere al Governo di aumentare piuttosto le Royalties e i canoni di concessione alle compagnie petrolifere, che grazie a livelli di tassazione tra i più bassi in Europa possono godere di profitti miliardari.

Sarebbe certo una proposta più intelligente, più efficace e più equa, visto che proprio l’estrazione e il consumo di combustibili fossili sono la principale causa del surriscaldamento globale e quindi anche di tornado e alluvioni.

 

Sovvertire la “nuova normalità” meteorologica

Posted by Opzione Zero in Blog | 0 Comments

11

lug

2015

villa_fini

 

di Chiara Spadaro –  Partendo dai tragici eventi di Mira apriamo una discussione attorno all’odierno modello di sviluppo e le conseguenze che genera

Dobbiamo adattarci a una “nuova normalità”. La chiama così il meteorologo Luca Lombroso, per farci capire che i cambiamenti climatici e le loro conseguenze sulla vita sono una realtà con cui dobbiamo fare i conti. Si tratta di una condizione “irreversibile. Il danno è già stato fatto”, dice.

Una testimonianza concreta e tragica di quello che significa ha sconvolto ieri sera la Riviera del Brenta, tra Padova e Venezia. Una violenta tromba d’aria – classificabile EF4 secondo l’Arpav, nella scala Enhanced Fujita che va da 0 a 5 – ha distrutto case e ville venete tra Dolo, Mira e Pianiga, facendo un morto a Sambruson, un ferito grave, e circa novanta feriti. 15 milioni di euro i danni stimati dal sindaco di Pianiga, Massimo Calzavara; 300 le case e una decina le ville venete danneggiate (Villa Fini di Dolo è stata letteralmente rasa al suolo). “Impatto peggiore dell’alluvione 2010” twitta il governatore del Veneto, Luca Zaia, che ha decretato lo stato di crisi e chiesto di accedere al fondo nazionale della Protezione civile.

Ma non si tratta di un caso isolato. Aprendo stamattina le pagine web dei quotidiani locali si leggevano tre titoli uno dopo l’altro: “Tromba aria nel veneziano, un morto e feriti”; “Frana su strada vicino Cortina”; “Romeno muore per colpo di calore”. Le conseguenze dei cambiamenti climatici sono sotto gli occhi di tutti, quotidianamente.

Nemmeno la tromba d’aria della Riviera del Brenta è una novità, spiega Lombroso. “Questi fenomeni, tipici delle medie latitudini, si formano quando si presentano contemporaneamente alcune particolari condizioni climatiche: l’aria calda e umida, l’ingresso di aria fredda in quota (la cosiddetta “ondata di caldo”) e la confluenza di venti da nordest, la bora, con i venti caldi dall’Adriatico”. E anche la traiettoria seguita dalla tromba d’aria di ieri sera è simile a quella di altri episodi: partita dalla terraferma, si è spostata verso il mare.

Un percorso lungo il quale, però, oggi si incontrano molti più “ostacoli” di un tempo. “Sta cambiando la frequenza di questi fenomeni e il fatto che oggi trovano molte più cose da distruggere”. Edifici e strutture che non sono pronti a subire questi attacchi, continua Lombroso: “Il nostro tessuto urbano non è predisposto ad affrontare queste situazioni, come è invece negli Stati Uniti, dove la comunità si è organizzata per far fronte a un fenomeno che ci si aspetta. Questo vale sia per le case e le opere pubbliche minori, che per le grandi opere. Il progetto del Mose, per fare un esempio, non tiene conto di questi mutamenti in corso, del fatto che il clima sta cambiando e continuerà a farlo”.

E’ un dato ormai inarrestabile, davanti al quale è possibile, secondo Lombroso, intraprendere solo due strade: “Imparare a convivere con questi fenomeni, attrezzandosi, e dall’altro, evitare che peggiorino. Immaginate che tra 50 anni, continuando così, queste ondate di caldo potrebbero sembrare ondate di fresco”.

Una “normalità” che dobbiamo, tuttavia, mettere in discussione, portando una forte critica al sistema che ha prodotto questa realtà e trovando delle vie d’uscita che portino altrove. Ci uniamo all’appello della rete dei comitati della Riviera del Brenta, Opzione Zero, che chiede un’assunzione di responsabilità: “Basta parlare di tragiche fatalità”. L’uso smoderato di combustibili fossili e lo spreco delle risorse naturali, il consumo di suolo e la cementificazione della nostra Regione sono tra le cause che hanno portato all’aumento della frequenza e della violenza di questi fenomeni climatici estremi. “Il consumo di suolo e l’impermeabilizzazione delle superfici, oltre a rendere il territorio più vulnerabile dal punto di vista idraulico, favoriscono anche la formazione delle cosiddette “isole di calore urbano”, un aumento della temperatura dell’aria sopra le zone più cementificate che va ad alimentare proprio le trombe d’aria – si legge nel comunicato di Opzione Zero -. Insistere con le trivellazioni per estrarre petrolio, favorire la costruzione di nuove autostrade, dare via libera ad operazioni come Polo Logistico a Dogaletto o Veneto City significa riproporre politiche vecchie, inadeguate, e soprattutto irresponsabili”.

Si avvicina la Conferenza internazionale sul clima, COP 21, che si terrà a Parigi il prossimo dicembre, sul quale possiamo fare una facile previsione. Al nulla di fatto che viene dai Governi nazionali possiamo però contrapporre le tante esperienze già in atto che praticano un’alternativa a tutela del territorio. A partire da queste voci locali, è necessario arrivare a una mobilitazione corale e una proposta concreta che, a partire dalla messa in discussione dei nostri stili di vita e di un modello di sviluppo onnivoro, possa rovesciare questa “normalità” e aprire nuove prospettive per un’altra economia che guardi, prima di tutto, al benessere e al futuro del Pianeta.

tratto da eco-magazine.info

 

 

Il Consiglio dell’ordine degli Avvocati di Venezia ha deliberato un’apertura straordinaria dello sportello del Cittadino presso il Comune di Dolo, al fine di aiutare i cittadini colpiti dal tornado.
Lo sportello sarà aperto i giovedì mattina dalle 9,30 alle 12,00 e avrà il compito di fornire gratuitamente alla cittadinanza un servizio di informazione e orientamento.

 

 

 

tromba_aria

Comunicato stampa Opzione Zero 9 luglio 2015

Tornado in Riviera: Opzione Zero esprime costernazione per la vittima e per i feriti dalla furiosa tromba d’aria che ha devastato gli abitati nei Comuni di Pianiga, Dolo e Mira e forte solidarietà a tutti i cittadini colpiti.

Il comitato si sta attivando in queste ore per contribuire in modo concreto e fattivo agli aiuti, anche se è chiaro che per la gravità di quanto successo è necessario che le amministrazioni locali e la Regione richiedano al Governo il riconoscimento dello stato di emergenza, mettendo a disposizione tutte le risorse economiche e i mezzi per ripristinare la situazione e ridare un tetto a chi lo ha perso.

Per Opzione Zero l’evento di ieri deve fare riflettere tutti, a cominciare dagli amministratori e dai politici di ogni livello, perchè se è vero che alluvioni e trombe d’aria sono sempre esistite, ormai è altrettanto evidente che la frequenza e la violenza dei cosiddetti eventi eccezionali sta aumentando in modo esponenziale.

Non si tratta dunque di tragiche fatalità, ma delle conseguenze del surriscaldamento globale causato da un “modello di sviluppo” insostenibile basato sull’uso di combustibili fossili e sullo spreco delle risorse naturali.

D’altra parte non è nemmeno un caso che proprio il Veneto, una delle Regioni più inquinate e cementificate d’Italia, sia diventata una delle aree maggiormente soggetta ad alluvioni e ad eventi atmosferici estremi.

Infatti, il consumo di suolo e l’impermeabilizzazione delle superfici, oltre a rendere il territorio più vulnerabile dal punto di vista idraulico, favoriscono anche la formazione delle cosiddette “isole di calore urbano”, un aumento della temperatura dell’aria sopra le zone più cementificate che va ad alimentare proprio le trombe d’aria.

Insistere con le trivellazioni per estrarre petrolio, favorire la costruzione di nuove autostrade, dare via libera ad operazioni come Polo Logistico a Dogaletto o Veneto City significa riproporre politiche vecchie, inadeguate, e soprattutto irresponsabili.

A fine anno i Governi di tutto il mondo si riuniranno a Parigi per l’ennesima conferenza internazionale sul clima (COP 21); con molta probabilità tutto si concluderà con un nulla di fatto, mentre il tempo per invertire la rotta è ormai scaduto.

E’ dunque dai territori e dalle amministrazioni locali che deve venire una risposta diversa, impedendo la realizzazione di infrastrutture inutili e dannose, e attuando una svolta nelle politiche urbanistiche che consideri tra le priorità proprio il problema dei cambiamenti climatici.

 

elettrodotto

 

COMUNICATO STAMPA OPZIONE ZERO

La commissione nazionale per la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) ha definitivamente archiviato l’elettrodotto aereo tra Dolo e Camin voluto da Terna spa.

Il progetto aveva subito una pesante battuta di arresto già nel giugno 2013, quando  il Consiglio di Stato aveva dato ragione al ricorso dei comitati della Riviera del Brenta e di alcuni Comuni con il quale si puntava ad ottenere l’interramento.

La sentenza emessa dai giudici della sesta sezione imponeva di fatto a Terna spa di presentare un progetto completamente nuovo e un nuovo Studio di Impatto ambientale, oltre a eventuali altre osservazioni.

Nonostante formale richiesta, nessuna risposta è però giunta da Terna nei termini stabiliti per legge, e per questo motivo lo scorso 16 giugno la Direzione Generale per le Valutazioni e le Autorizzazioni ambientali con una nota ufficiale ha definitivamente archiviato il procedimento.

Ora per Terna è davvero tutto da rifare.

Intanto Opzione Zero intende chiedere l’immediato ripristino dei luoghi danneggiati dai vari cantieri aperti e poi abbandonati.

 

elezioni a dolo

DOLO – Rivedere le schede ospedaliere, bloccare l’atto aziendale, e due secchi “no” al progetto di sistemazione dell’ospedale presentato alla Crite e al trasferimento degli uffici a Noale. Questi i punti di unità tra i candidati sindaci di Dolo emersi durante il dibattito pubblico sulla sanità, organizzato lunedì dal comitato “Bruno Marcato” con sei candidati: Alberto Polo (Dolo Democratica), Antonio Di Luzio (Lega Nord), Marco Cagnin (Dolo del Fare), Maddalena Gottardo (M. Maddalena Gottardo Sindaco), Giorgio Gei (Il Ponte del Dolo) e Valentina Peruzzo (Movimento 5 Stelle).

Proprio Peruzzo ha letto un documento a difesa dell’ospedale e della sanità pubblica chiedendo agli altri di firmarlo. I candidati hanno sostenuto la necessità di preservare e potenziare l’ospedale di Dolo e i suoi servizi, soprattutto chirurgici, dato il ruolo baricentrico della struttura.

Critiche al progetto del “Monoblocchino” sostenendo la priorità di sistemare il pronto soccorso e le strutture esistenti.

I candidati si sono detti favorevoli al nuovo distretto sanitario a Dolo con opzioni diverse: Gottardo nell’ex Tribunale mentre gli altri negli edifici dismessi dell’ospedale.

 

DOLO – Impegno comune

DOLO – Anche i candidati a sindaco di Dolo, com’era successo una settimana prima per i candidati rivieraschi in Regione, si sono schierati compatti per il salvataggio dell’ospedale. All’incontro pubblico, promosso dal Comitato Bruno Marcato, hanno assistito anche i sindaci Gianpietro Menin di Camponogara e Alessandro Campalto di Campolongo Maggiore e molti candidati consiglieri. Sono intervenuti tutti ad eccezione di Elisabetta Ballin che presentava la sua lista ad Arino. Valentina Peruzzo del M5S ha letto una lettera d’impegno ed ha chiesto a tutti i candidati di sottoscriverla.

L’impegno comune è quello di battersi per bloccare e rivedere le schede ospedaliere, anche se nel frattempo l’atto aziendale sta depotenziando i reparti, rivedere il Piano regolatore che nel 2010 consentiva di vendere la parte vecchia dell’ospedale per costruirvi un parcheggio ed un albergo, evidenziare la centralità territoriale e la rilevanza del bacino servito dal nosocomio.

Un bacino, come ha sottolineato Giorgio Gei, “penalizzato da scelte politiche regionali che non hanno fondamento né tecnico, né economico».

Il sindaco Maddalena Gottardo ha rilanciato l’idea di un ospedale unico e ha ricordato che la scelta del Distretto nei locali dell’ex tribunale è strategica. «Perché gli spazi esistenti sono conformi alle esigenze – ha analizzato – e darebbero impulso economico alla zona mentre per Villa Massari il mio sogno è quello di spostare la Casa di riposo».

Marco Cagnin ha aggiunto: «Non capisco perché sono stati stanziati 22 milioni di euro per l’ospedale e non sono mai iniziati i lavori».

Antonio Di Luzio sullo spostamento a Noale dei servizi amministrativi: «È una decisione che non si spiega né dal punto di vista logico, né funzionale».

E Alberto Polo ha aggiunto: «C’è bisogno dell’impegno di tutti nella Conferenza dei sindaci perchè l’ospedale è un bene non solo dolese, ma di un territorio che comprende 10 Comuni e 140.000 abitanti».

(L.Per)

 

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