Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al Consiglio di Stato. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT12C0501812101000017280280 causale "Sottoscrizione per ricorso Consiglio di Stato contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

DOLO – «È una tregua con un colpo in canna». Giovanni Fattoretto, consigliere della Lega Nord, non ha gradito le dichiarazioni del sindaco Maddalena Gottardo al termine del consiglio comunale di giovedì ed è pronto a riaprire «il fuoco amico».

«Non riesco a capire su quali basi possa parlare di maggioranza coesa. Sul piatto rimangono grossi problemi da risolvere come l’esclusione dalle riunioni di preconsiglio del sottoscritto e del collega Mario Vescovi così come dalle riunioni di maggioranza, per non parlare poi dei programmi che stentano a decollare come il casello autostradale di Roncoduro e l’idrovia».

Fattoretto, prosegue: «Mi è giunta voce che i rappresentanti sindacali del Ulss 13 sono stati convocati dalla direzione generale per esser informati dello spostamento di alcuni uffici dalla sede di Dolo al Monoblocco di Noale al fine di permettere la vendita della parte vecchia del ospedale di Dolo. Di tali argomentazioni si continua ad avere notizie frammentarie e ufficiose».

(L.Per.)

 

 

Scaltenigo, Ballò e Vetrego si uniscono e mandano una lettera al governatore «Siamo veneti anche noi, stanzi i 19 milioni delle opere di mitigazione del Passante»

MIRANO «Caro presidente, siamo veneti anche noi, liberaci dal traffico». I comitati fanno quadrato. Nella settimana che segna la riapertura delle scuole e il ritorno del gran traffico i comitati di Scaltenigo, Ballò e Vetrego stringono l’alleanza e scrivono a Luca Zaia chiedendo di essere ricevuti. Per la prima volta tutta l’area sud di Mirano, la più bistrattata dal Passante, si unisce nella lotta contro il traffico. “Viabilità sicura” e “Rinascita Vetrego” elencano uno per uno i loro problemi, nel caso il governatore non ne fosse ancora al corrente.

«A distanza di quattro anni dall’apertura del Passante», scrivono i portavoce Ivana Cagnin e Giuseppe Vesco, «ci troviamo a vivere in un ambiente gravemente inquinato dal passaggio di circa 70 mila veicoli al giorno che scaricano sui nostri polmoni e sulla nostra terra Pm10 e micropolveri dannose alla salute. Il casello di Mirano-Dolo, con il suo tornello, è fuori norma, senza i parcheggi scambiatori previsti dalla legge: doveva essere provvisorio ed è diventato definitivo. Uno scandalo viario generato dalla liberalizzazione della tratta Vetrego-Mestre senza prima aver arretrato la barriera di Villabona, come stabilito nel progetto originale del Cipe».

I comitati denunciano non solo il mancato completamento della mitigazione, con tratti di barriere ancora inesistenti o sottodimensionati, ma anche l’inquinamento da polveri che si deposita sui terreni agricoli circostanti e sui prodotti che arrivano sulla tavola dei cittadini. C’è poi il danno economico derivante dal deprezzamento dei terreni e delle case che si trovano in prossimità della nuova autostrada.

«Ci chiediamo perché non siano ancora stati stanziati dalla Regione i 19 milioni di euro previsti dagli accordi», continuano i comitati, «è una somma indispensabile per eseguire le opere complementari e rendere più scorrevole e sicura la viabilità. Ad altri comuni limitrofi, anche meno coinvolti di noi, sono stati già erogati anticipi».

Ecco dunque l’appello al presidente veneto: «Qualcuno dovrà pure preoccuparsi della salute di noi cittadini che ogni giorno subiamo l’impatto del Passante o dobbiamo mettere a repentaglio la nostra vita e quella dei nostri figli per un’opera che serve tutta l’Europa da Barcellona a Kiev? Ci affidiamo a lei, signor presidente, per un suo concreto interessamento, permettendoci di ricordarle che non siamo vittime da immolare all’altare d’Europa ma cittadini veneti che hanno sempre dato molto e ricevuto poco».

Filippo De Gaspari

link articolo

 

Iniziativa comune dei residenti di Scaltenigo e Vetrego per le opere complementari

MIRANO – I cavalli di battaglia sono sempre gli stessi, la notizia è che ora i due comitati più attivi di Mirano fanno fronte compatto e scrivono al governatore Zaia per ribadire tutti i problemi delle frazioni causati dal Passante di Mestre. La lettera è stata inviata venerdì: per il comitato “Viabilità Sicura di Ballò e Scaltenigo” firma Ivana Cagnin, mentre il firmatario referente per “Rinascita Vetrego” è Giuseppe Vesco. I due chiedono a Zaia di essere ricevuti per illustrare ogni problema.

«A distanza di quattro anni dall’esecuzione dell’opera, ci troviamo a vivere in un ambiente gravemente inquinato dal passaggio di circa 70mila veicoli al giorno, e poi c’è il famigerato tornello al casello di Vetrego: un casello fuori norma perché privo dei parcheggi previsti dalla legge, doveva essere provvisorio ed è diventato definitivo».

Gli attivisti dei comitati abitano nelle frazioni e convivono con questi problemi quotidianamente: «È uno scandalo viario – prosegue la lettera -. È stata liberalizzata la tratta Vetrego-Mestre senza prima arretrare la Barriera di Villabona, come stabilito nel progetto originale». Forti critiche anche per le opere di mitigazione realizzate dalla Regione: «Le barriere per contenere smog e rumore sono sottodimensionate e in alcuni tratti inesistenti – scrivono Cagnin e Vesco – Lungo il Passante ci sono dunque campi coltivati ma inquinatissimi. Per non parlare del danno economico, visto il deprezzamento di case e terreni».

La richiesta alla Regione è sempre la stessa: stanziare i 19 milioni di euro pattuiti per la realizzazione di opere complementari al Passante ma mai versate nelle casse comunali di Mirano. (g.pip.)

 

Il consigliere che ha fatto saltare l’ultimo consiglio comunale torna ad attaccare il sindaco

DOLO – «Un rimpasto di giunta? Non è questione di sedie, ma di un’azione amministrativa più incisiva e volta a dare risposte concrete ai tanti cittadini dolesi». È questo in sintesi il pensiero del consigliere leghista Giovanni Fattoretto. L’uomo che, con la sua assenza, ha fatto saltare per mancanza di numero legale, l’ultimo consiglio comunale dolese.

«Vogliamo renderci conto – esordisce – che quotidianamente vengono fermati giovani che fumano eroina, automobilisti che guidano ubriachi o fattori di rischio interni alle stesse abitazioni? Per non parlare di famiglie che non arrivano a fine mese».

Rilancia: «E l’amministrazione che fa? Si contrappone con spese bizzarre come i 2.400 euro per scongiurare la prematura caduta delle foglie degli ippocastani di via Arino o i 600 euro per gli addobbi natalizi del municipio. Dove è finito lo spirito con cui ha esordito questa amministrazione, quando nel 2011 la Proloco di Dolo, ritirandosi, ha costretto gli amministratori locali e Umberto Cogno a rimboccarsi le maniche ed organizzare un carnevale a costo zero, in contrapposizione ai recenti eventi estivi costati migliaia e migliaia di euro?».

Punta, poi, il dito sull’esclusione del collega di partito Mario Vescovi dalle riunioni e dall’attività di maggioranza: «Questo non è giusto, considerato che tutti hanno dato il loro apporto perché il sindaco si sedesse lì dove ora commette queste discriminazioni. E tutto ciò fa tornare alla mente quando nel consiglio comunale su Veneto City faceva riferimento all’utilizzo dell’«olio» per i manifestanti».

Conclude serafico: «Serve un sindaco con più concretezza più sobrietà, ma soprattutto orientato alla condivisione. Domenica (domani, ndr) ci sarà un iniziativa che vede la presenza di alcuni cantanti da quale casello autostradale arriveranno a Dolo, dal casello di Roncoduro o da quello di Albarea?». (g.d.c.)

 

Gazzettino – Casello di Vetrego, tornano code e tornelli

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

3

set

2013

 

Rinviato l’aumento del pedaggio, con la riapertura delle scuole e la fiera di San Matteo si teme il caos

MIRANO – Miranesi e pendolari costretti a ricredersi: non serviva aspettare l’inizio delle scuole per ripiombare nell’incubo del tornello a Vetrego. Code e lunghi tempi d’attesa, con relativo smog tutto a danno dei residenti, sono cominciati da almeno una settimana e l’impressione è che nulla sia cambiato da questa primavera. Ieri mattina (ma era così anche nell’ultima settimana di agosto) tutti in coda per entrare in autostrada, a causa del ritorno in grande stile del tornello alla rotonda del casello. A provocarla i pendolari che sulla Padova-Venezia scelgono di uscire e rientrare a Vetrego dopo un giro di rotonda, per risparmiare sul tratto liberalizzato della A57. Adesso tutti temono il traffico di settembre, quello peggiore, che a Mirano tra l’altro coincide, oltre che con la riapertura di tutte le fabbriche e gli uffici e con l’inizio delle scuole, anche con la fiera di San Matteo, con la piazza off-limits e deviazioni in vigore già da mercoledì 18. Come ogni anno la sagra riverserà a sud di Mirano tutto il traffico di attraversamento della Miranese e circolare tra viale Venezia, via Porara, via Caltana e via Vetrego diventerà un incubo. La situazione è ormai nota: l’eliminazione delle code passa per l’aumento delle tariffe autostradali, che però i pendolari sperano di evitare. Cav, Concessioni autostradali venete, fa sapere che non c’è ancora una data ufficiale di entrata in vigore dei nuovi pedaggi. Slitta dunque anche la soluzione del tornello e si prospetta un altro autunno di disagi. Il sindaco Maria Rosa Pavanello non fa che ribadire come Comune e residenti abbiano esaurito la pazienza: «Cav si è assunta impegni precisi e vorremmo che li rispettasse. Non so il motivo di questi ritardi, credo dipenda dal Ministero, ma la situazione è insostenibile e il silenzio è assordante. La contestazione si sta facendo pesante e non c’è solo il tornello: sono ancora molti, troppi, i nodi da risolvere». Si sente preso in giro anche il comitato Rinascita Vetrego, che ha in programma proprio per questa sera un nuovo incontro in paese. I residenti aspettano chiarimenti anche da Tiziano Bembo, presidente di Cav, che si è reso disponibile nelle scorse settimane a un incontro che dovrebbe tenersi proprio in questi giorni.

Torna a muoversi anche la politica regionale: il capogruppo di Rifondazione Pietrangelo Pettenò afferma: «La gente è stanca di promesse non mantenute. La mancanza di decisioni su Vetrego sta uccidendo la frazione: aspettavamo una soluzione a giugno e a settembre il traffico è tale e quale. Solo con l’arretramento del casello a Roncoduro si risolve la situazione, le altre soluzioni sono a danno della collettività».

(f.d.g.)

link articolo

 

MIRANO. Sale il malumore per la situazione delle mitigazioni ambientali lungo il Passante, dopo le denunce a Mirano e Spinea, dove il verde sembra non attecchire mai. A Mirano ora la protesta ha la voce dell’assessore Lauro Simeoni e del consigliere Idv Giovanni Boldrin.

Cav (Concessioni autostradali venete) e Regione finiscono nel mirino e ai due enti gestori i rappresentanti della maggioranza recapitano un messaggio forte e chiaro: «Basta prenderci in giro». Lo scontro proprio alla vigilia d’importanti appuntamenti che riguarderanno la gestione della viabilità e del Passante a Mirano: a settembre Cav ha annunciato la presa in carico progressiva del verde lungo l’autostrada e in arrivo potrebbero esserci anche gli aumenti tariffari al casello di Vetrego, rinviati a inizio estate.

Simeoni definisce senza mezzi termini “un dispetto” il parco realizzato lungo il Passante in via Porara e cavalca il malumore per la gestione di quei dieci ettari di verde inaugurati due anni fa.

«Non capisco cosa porti la classe politica a punire così Mirano», sbotta Simeoni, «la città ha subito uno stravolgimento dell’accordo di programma originario e guardiamo cosa succede ora alle “piantumazioni”, effettuate due anni fa e sempre sofferenti d’acqua, dove si continua a sostituire sistematicamente le “piantine” morte per sete. A gennaio il nostro sindaco è stato convocato per un’audizione in prima commissione regionale e si è sentita rispondere: “Sì, avete ragione, però la spending-review non ci permette di assolvere agli impegni”, i famosi 19 milioni di euro che i miranesi aspettano dal 2008 per opere complementari e di mitigazione ambientale). Poi leggiamo sui giornali che arriveranno altri 20 milioni per il Passante verde. E i 19 di Mirano?».

Simeoni e Boldrin chiedono dunque, alla vigilia di importanti appuntamenti istituzionali e della ripresa dei soliti problemi viari, come il tornello quotidiano a Vetrego, di cambiare registro: «Si mettano a bilancio i nostri 19 milioni e si facciano quegli interventi di mitigazione ambientale per ripristinare veramente l’equilibrio naturale che il Passante ha stravolto. Ci auguriamo che Cav s’impegni a risarcire i miranesi dello sfregio subito».

Filippo De Gaspari

link articolo

 

DOLO – Il gruppo de “Il Ponte del Dolo” e il comitato “Opzione Zero” allestiranno stasera e domani sera, in occasione della Sagra di San Rocco, un gazebo informativo sulla salvaguardia della Riviera del Brenta e del Miranese.

Durante le serate gli attivisti dei due gruppi forniranno informazioni sulle attività svolte, distribuiranno del materiale informativo, oltre a raccogliere le firme per la proposta di legge di iniziativa popolare “Rifiuti zero”.

Da tempo “Il Ponte del Dolo” e “Opzione Zero”, assieme ad altri comitati, associazioni e partiti del territorio, si stanno opponendo a progetti quali la Romea Commerciale, Veneto City, stradacamionabile ed elettrodotto “Dolo-Camin”, chiedendo tra le altre cose il ripristino del casello autostradale di Roncoduro, il blocco dell’aumento tariffario per il casello autostradale di Vetrego e il completamento dell’Idrovia navigabile Padova – Venezia.

Giacomo Piran

MIRANO – Dovevano entrare in vigore lo scorso giugno: i residenti di Vetrego minacciano nuove azioni

Tariffe-autostrada in ritardo «Pronti a bloccare tutto»

Cav: «Stiamo aspettando il parere del Ministero»

Dovevano entrare in vigore dallo scorso 1.giugno, ma delle nuove tariffe autostradali non c’è ancora traccia. Questo rinvio viene accolto con soddisfazione dai pendolari che la scorsa primavera avevano protestato contro l’aumento del pedaggio, ma provoca la rabbia dei residenti di Vetrego che da anni chiedono l’eliminazione del problema del tornello.

«Se a settembre non ci saranno novità e il problema rimarrà tale e quale, scenderemo nuovamente in strada per bloccare la rotonda e farci sentire» annuncia più di un cittadino.

La questione del tornello è nota: quotidianamente all’orario di punta al casello di Vetrego (uscita Mirano-Dolo) si creano lunghissimi ingorghi a cui contribuiscono i pendolari della tratta Mestre-Padova che escono e rientrano a Mirano godendo del pedaggio gratuito tra Mestre e Mirano. Per risolvere la situazione Cav ha delineato una netta rivisitazione delle tariffe già illustrata ai sindaci di Miranese e Riviera nei mesi scorsi: le tratte Mestre-Padova Est e Mirano-Padova Est verrebbero uniformate a 2.70 euro (la prima attualmente costa 3.20 euro, la seconda 80 cent), mentre i pendolari di Mirano, Spinea, Dolo, Pianiga e Mira godrebbero di uno sconto di 1.10 euro, comunque il doppio rispetto al pedaggio attuale.

«Le nuove tariffe dovrebbero entrare in vigore nel mese di giugno, siamo in attesa dell’approvazione da parte del Ministero dei Trasporti» annunciò Cav ai sindaci e al comitato «Rinascita Vetrego». Dalla scorsa primavera, però, più nessuna notizia. «Stiamo aspettando il parere del Ministero» è la posizione ufficiale dalla concessionaria autostradale.

Intanto Vetrego ribolle di rabbia, il comitato ha scritto al ministro Lupi e il deputato miranese del 5 Stelle, Emanuele Cozzolino, ha portato la questione in parlamento. Ma tutto continua a tacere. «Non abbiamo più ricevuto risposte nonostante le sollecitazioni – spiega il sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello -. Cav aveva assunto degli impegni di fronte a molti sindaci, gradiremmo conoscere almeno la situazione e la risposta del Ministero».

Intanto giovedì scorso si sono sollevate pure le accese proteste dei pendolari per la contemporanea chiusura all’ora di punta di due dei tre sportelli destinati al pagamento con biglietto.

Gabriele Pipia

 

Gazzettino – Passante. Esodo, code ma niente caos

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

4

ago

2013

VIABILITÀ – Traffico molto intenso per tutta la giornata sulla Venezia-Trieste e le strade del mare

Rallentamenti alla confluenza tra Passante e Tangenziale, intasata la Jesolana

LEGGERO CALO RISPETTO AL 2012

Un picco di 4500 auto all’ora

Ieri il picco di traffico, tra le 10 e le 11 del mattino, ha registrato un passaggio di circa 4.500 veicoli ora. Rispetto al 2012, c’è stato un leggero calo

Chi ricorda con pochissima nostalgia gli esodi di inizio agosto con 27 chilometri di code al casello di Villabona a Marghera deve cibarsi ormai solo di immagini sbiadite. L’apertura del Passante di Mestre ha decisamente cambiato la vita anche a chi la A4, almeno nel tratto che interessa la gestione di Cav, la percorre una volta all’anno, due al massimo, per andare in ferie: molti con direzione Croazia, moltissimi verso il mare delle località balneari veneziane o le montagne bellunesi. Meno bene vanno le cose quando il Passante finisce e riconfluisce nella A4, all’altezza di Venezia Est dove sono in corso i lavori per la realizzazione della terza corsia, anche se le attese ieri, giornata da bollino nero, non sono state da girone infernale.
«La nottata non ha registrato picchi di traffico tali da intasare l’autostrada e anche le prima ore del mattino, quelle più a rischio ingorgo, sono scivolate via abbastanza tranquille – conferma l’assessore alla Mobilità regionale Renato Chisso che ha monitorato al casello di Villabona con gli uomini di Cav la situazione fin dal primo mattino – Il punto critico che lo scorso anno e pure prima aveva creato dei disagi, cioè la confluenza di Venezia Est dove la tangenziale di Mestre si collega al Passante per diventare poi il tratto di A4 in direzione Trieste, ha registrato un piccolo rallentamento all’alba per un auto finita in panne. Una delle auto della Polstrada intervenuta sul posto e dotata di un gancio per il traino, è riuscita prima dell’arrivo dei nostri mezzi, a spostare l’auto dalla corsia di marcia, evitando che si formassero code».
Ieri il picco massimo di traffico, tra le 10 e le 11 del mattino, ha registrato un passaggio di circa 4.500 veicoli ora. Rispetto al 2012, quindi ad un anno fa, il volume di traffico è quasi lo stesso, anzi, il 2 agosto, c’è stato un leggero calo sul Passante con 81.236 veicoli transitati rispetto agli 83.528 (-2,74%). Più movimento, invece, c’è stato in tangenziale (+1,62%) ma dovuto, probabilmente, alla scelta di moti automobilisti di evitare le code che si sono formate in A4 per alcuni incidenti. Congestionato, come ogni fine settimana, il traffico sulla Jesolana.
Dove, invece, le criticità si sono fatte più sentire con code di 13 chilometri è stato il tratto fra Portogruaro e San Giorgio di Nogaro in direzione Trieste: il momento peggiore verso le 10 quando un incidente fra una moto e un’autovettura ha provocato congestioni e code: per smaltire il flusso sono servite tre ore di attivazione del by pass A27/A28. Verso le 15 da Venezia Est fino a San Giorgio di Nogaro in direzione Trieste, si snodava un lunghissimo serpentone di auto. Non una coda “ferma”, ma “a tratti”, che in ogni caso faticava a risolversi. I pannelli a messaggio variabile posizionati lungo l’asse autostradale del Passante di Mestre, hanno consigliato quindi gli automobilisti di deviare, indirizzandoli verso la A27 (Conegliano) per poi farli proseguire lungo la A28 fino a Portogruaro da dove si re-immettavano sulla A4. Estremamente intenso il transito, in uscita, ai caselli di Cessalto, San Donà di Piave e San Stino, da dove passano le auto dirette alle località balneari di Lignano, Jesolo e Caorle. Più 5,36% di uscite a Latisana (dati riferiti alla fascia oraria mezzanotte – sedici), + 10,67% a San Donà di Piave, + 3,58 a San Stino e + 8,18% a Cessalto.

Raffaele Rosa

 

DATI DEL SEMESTRE – La crisi economica “salva” il Passante dall’assalto di automobili e camion

I dati complessivi del primo semestre dicono che sul Passante di Mestre il volume di traffico rispetto ad un anno fa è calato del 4,27%%. A decrescere non è stato solo il traffico pesante (-4,65%) ma anche quello leggero (-4,11%). Dato, questo, chiaro indice dei riflessi della crisi economica, secondo i dirigenti di Cav, non certo della capacità attrattiva del nostro territorio dal punto di vista turistico. I volumi di traffico registrati nel primo vero mese vacanziero, quello di luglio, hanno, infatti, registrato solo un -2,21% di transiti rispetto al 2012 con 821.407 veicoli transitati il 26 luglio nelle due direzioni est e ovest.

Per quanto riguarda il tratto Pd Est – Mirano Dolo nel primo semestre 2103 si evidenzia una diminuzione dei volumi di traffico dei veicoli del2,69% rispetto allo stesso periodo del 2012 con un picco del -2,81% del traffico pesante. Nel mese di luglio la diminuzione. Sempre in questo tratto, ha comportato una diminuzione dello 0,52%.

Meglio sono andate le cose nei transiti alla barriera di Villabona che nel primo semestre del 2013 ha perso solo l’1% rispetto ad un anno prima. Il dato in controtendenza è il +1% del traffico pesante rispetto al -1,34% di quello leggero. Grazie a questa tendenza, anche il mese di luglio ha registrato un segno positivo, +0,39% rispetto al 2012. Buone notizie anche sul fronte degli incidenti, segno questo di maggior prudenza alla guida da parte di camionisti e automobilisti: Nelle tratte di competenza Cav si è passati da 129 nei primi sei mesi del 2012 ai 118 del 2013 con un calo, per gli amanti delle statistiche, dell’8,55.

Per quanto riguarda il Passante Verde procede anche l’abbellimento ambientale della nuova arteria autostradale. Ad oggi sono state complessivamente piantumate 49.400 specie vegetali, di cui 15.600 di alberature (150 ettari) e 33.800 di arbusti autoctoni. In tutto sono stati realizzati circa 1,3milioni di metri quadrati di tappeto erboso contro (130 ettari).(r.ros.)

 

MIRANO  – Emanuele Cozzolino, parlamentare miranese 5 Stelle, porta il casello di Vetrego direttamente alla Camera. In un’interrogazione il deputato chiede al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi di risolvere una volta per tutte la situazione dello svincolo, in stallo da anni e ostaggio di traffico e inquinamento. In particolare Cozzolino e il Movimento 5 Stelle chiedono al governo un’accelerata dei tempi per la piena realizzazione del progetto del Passante.

«Soprattutto», scrive il deputato miranese, «per quanto attiene lo spostamento a ovest della barriera di Venezia-Mestre, tra l’interconnessione ovest con l’A4 e lo svincolo di Mirano-Dolo e la riapertura dello svincolo diretto per Dolo in località Roncoduro».

Cozzolino chiede inoltre la liberalizzazione dei relativi tratti autostradali intermedi. La posizione dei grillini in Parlamento è dunque quella radicale, o sarebbe meglio dire “originaria”: completare il progetto iniziale del “sistema Passante”, che prevede l’arretramento della barriera di Villabona e l’apertura del casello di Roncoduro. In questo modo Vetrego tornerebbe a respirare, vedendo sparire i disagi che da anni interessano la viabilità locale e il traffico dei pendolari, un pasticcio finora senza soluzioni. Non piace infatti, nemmeno ai 5 Stelle, la proposta di risolvere il problema del tornello con l’aumento delle tariffe.

Filippo De Gaspari

 

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui