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Gazzettino – Cav, i comitati preparano la battaglia

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21

mar

2013

RIVIERA-MIRANESE – Contro il caro pedaggi previsto un presidio dopo Pasqua

Già avviati contatti con legali e associazioni consumatori

MIRANO – «Il nostro sarà un presidio tosto, non certo una passerella di rappresentanza». I comitati della Riviera e di Mirano tornano ad alzare la voce e rilanciano la battaglia contro la società autostradale Cav per opporsi all’aumento delle tariffe prospettato per giugno e per chiedere la riapertura del casello di Dolo, che risolverebbe molti problemi di traffico nell’area che gravita attorno all’uscita di Vetrego.
Martedì sera quasi un centinaio di persone si sono radunate al centro civico in centro a Scaltenigo, l’occasione era un’assemblea promossa dal comitato rivierasco «Opzione Zero» per decidere le nuove azioni di protesta dopo le manifestazioni alla rotonda del casello della scorsa settimana. A suscitare maggior consenso è stata la proposta di organizzare un rumoroso sit-in sotto le finestre della sede di Cav, in via Bottenigo a Marghera. Il presidio si farà: probabilmente in un giorno feriale subito dopo Pasqua. Si punta a coinvolgere almeno un centinaio di manifestanti.
Ulteriori manifestazioni potrebbero essere organizzate in seguito sotto le sedi di Regione e Anas. Altri due comitati molto attivi sono «Rinascita Vetrego» e «Viabilità sicura» di Scaltenigo, ma martedì sera erano presenti pure i residenti di Marano e molti pendolari. Ma non è tutto: i comitati hanno già avviato i contatti con avvocati e associazioni dei consumatori per valutare tutti i margini di manovra, l’obbiettivo è avviare class action e azioni legali.
Nuove riunioni decisionali saranno indette nei prossimi giorni. «Opzione Zero» critica apertamente pure la gestione finanziaria di Cav, dalla società autostradale non arriva alcuna replica. Si attende il via libera dal ministero per applicare i nuovi pedaggi, dopodiché sarà probabilmente convocata una conferenza per illustrare motivazioni e dettagli.
I comitati intendono accelerare i tempi, sperando di influenzare qualche scelta prima che il nuovo piano tariffario entri in vigore. (G.Pip)

 

PASSANTE – Pavanello: un grave errore. Babato: disattesi gli impegni assunti

La Regione non compensa

No all’emendamento che sbloccava parte dei fondi per le opere viarie complementari

Il consiglio regionale boccia l’emendamento che prevedeva lo stanziamento di quattro milioni di euro al Comune di Mirano per la realizzazione di opere viabilistiche complementari al Passante. Nulla da fare, l’amministrazione miranese non ottiene nemmeno la prima tranche dei 19 milioni che spettano al Comune per via dell’accordo di programma firmato nel 2008.
L’emendamento è stato discusso ieri a Palazzo Ferro Fini in occasione dell’approvazione del bilancio di previsione 2013. A Mirano ci speravano, ma all’ora di pranzo è stata doccia fredda. Nonostante gli accordi presi in passato, per ora nelle casse comunali non arriverà un centesimo, con buona pace dei miranesi che da anni sollecitano la realizzazione di piste ciclabili e altre opere pubbliche.
La maggioranza Pdl-Lega ha bocciato l’emendamento (32 voti), il voto favorevole è invece arrivato da Pd, Federazione della Sinistra, Idv e Udc (18). «Respingere l’emendamento è stato un grave errore, non vorrei che la Regione non avesse alcuna intenzione di rispettare l’accordo. Zaia è garante, non si possono firmare gli atti e poi non impegnarsi – sbotta il sindaco Maria Rosa Pavanello – L’assessore Ciambetti ci aveva pronosticato poche chance, ma speravamo che nel frattempo si fossero dati da fare per trovare almeno una parte dei fondi di cui Mirano ha diritto». Della questione si era interessato il consigliere miranese Giorgio Babato (Udc): «La bocciatura è un grave gesto di irresponsabilità e dimostra l’incapacità di mantenere gli impegni presi. È chiara l’assenza di proposte di soluzioni d’accordo. Ora bisognerà valutare che azioni intraprendere».
L’emendamento è stato fortemente sponsorizzato dal consigliere regionale Bruno Pigozzo (Pd), che attacca l’assessore Chisso: «Il suo silenzio è stato assordante. Non una parola di spiegazione, non un cenno di sostegno. Ora è chiaro che quegli impegni erano solo un bluff». Stessa linea per Pietrangelo Pettenò (Federazione della Sinistra): «Per Pdl e Lega gli accordi sono carta straccia».

Nuova Venezia – I soldi del Passante possono aspettare

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21

mar

2013

Mirano. Pdl e Lega bocciano la richiesta di assegnazione immediata di 4 dei 19 milioni promessi. Comitati in rivolta

MIRANO – Bocciato in Regione l’emendamento che chiedeva di inserire in bilancio la prima tranche di fondi destinati a Mirano come compensazione del Passante. A silurare la città e le sue legittime pretese sono stati Pdl e Lega, che in Consiglio regionale hanno votato contro il documento che chiedeva alla giunta di erogare, già quest’anno, 4 milioni dei 19 totali previsti dall’accordo di programma del 15 febbraio 2010. A promuovere l’emendamento era stato il Pd, su iniziativa di Giorgio Babato (Udc), presidente della commissione comunale Bilancio. Non sono però bastati i 18 voti favorevoli di Pd, Udc, Idv, sinistra e Gruppo misto. Contro si è espresso tutto il centrodestra, che ieri poteva contare su 32 voti. Le giuste pretese di Mirano erano già state cassate nei mesi scorsi, prima in fase di assestamento di bilancio 2012 e poi quando il sindaco Maria Rosa Pavanello era andata a batter cassa in commissione regionale Bilancio. Durissimi Udc e centrosinistra: «È un gesto di irresponsabilità e insensibilità grave verso i cittadini di Mirano», sentenzia Babato, «la maggioranza ha dimostrato la propria incapacità di mantenere gli impegni presi, violando tra l’altro lo Statuto regionale dove parla di leale collaborazione con le autonomie locali. Al di là delle motivazioni di comodo, è chiaro che la Regione non vuole trovare soluzioni per il rispetto dell’accordo». «Chiedevamo solo coerenza con gli impegni presi e la necessità di intervenire con urgenza su alcuni punti critici della viabilità miranese provocati dall’apertura del Passante», afferma per il Pd Bruno Pigozzo, «il silenzio dell’assessore Chisso è stato assordante: non una parola di spiegazione, non un cenno di sostegno. A questo punto è chiaro che gli impegni presi allora erano solo un bluff: le risorse non ci sono, ma i problemi restano per cittadini e territorio». «Per Pdl e Lega gli accordi firmati sono carta straccia», aggiunge per la sinistra Pietrangelo Pettenò, «prima di impegnare risorse per nuove infrastrutture, si onorino gli accordi sottoscritti e mai adempiuti».

Intanto a Mirano ormai è rivolta: senza ancora conoscere l’esito della votazione di ieri, martedì sera si erano riuniti a Scaltenigo i comitati che per una settimana, tutte le sere, hanno protestato contro il tornello di Vetrego e i disagi arrecati dal Passante. Residenti e pendolari avevano già deciso di proseguire la lotta contro Cav, Concessioni autostradali venete: subito dopo Pasqua scatterà una manifestazione-presidio davanti alla sede di Cav in via Bottenigo a Mestre, ma Opzione Zero e Rinascita Vetrego vogliono andare oltre: valuteranno, insieme a legali di fiducia, la possibilità di un ricorso contro il mancato arretramento della barriera a Roncoduro e, se ci saranno gli estremi, l’azione legale potrebbe diventare collettiva, con una vera e propria class-action. Non sono nemmeno esclusi nuovi blocchi stradali. A dispetto del meteo, la primavera miranese appare in anticipo e a dir poco incandescente.

Filippo De Gaspari

IL SINDACO PAVANELLO
 
«Non rispettano gli accordi Zaia ci deve spiegazioni»

MIRANO «Non si possono firmare accordi e poi non rispettarli, Zaia è garante di quel patto». Il sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello reagisce con rabbia all’ennesimo schiaffo subito dalla città. Soldi messi nero su bianco e che non arriveranno, in totale inadempienza delle firme poste in calce a documenti ufficiali. «Purtroppo hanno confermato quanto l’assessore regionale al Bilancio Ciambetti, che aveva pronosticato poche chance, aveva anticipato in occasione dell’audizione di gennaio in Consiglio regionale», continua Pavanello, «la nostra speranza era che, nel frattempo, si fossero dati da fare per trovare in qualche modo almeno una parte dei fondi di cui Mirano ha diritto, visto che, tra l’altro, la città sta sopportando anche il peso del casello di Vetrego. Respingere l’emendamento è stato un grave errore. Non vorrei che, alla fine, in Regione non si avesse alcuna intenzione di rispettare l’accordo». Il sindaco, con la giunta, è già scesa la settimana scorsa a fianco dei manifestanti, contro il tornello. La battaglia ora rischia di essere ancora lunga: «Vorrei ricordare al governatore Zaia che, di questo accordo, lui è il garante. Non si possono firmare degli atti e poi non impegnarsi». (f.d.g.)

 

MIRANO –

«Il rapporto tariffa-chilometri dice che il Passante è il tratto autostradale con il più alto pedaggio d’Europa, e Cav intende finanziarlo tartassando gli utenti della Padova-Venezia». Con un’interrogazione e un’interpellanza protocollate ieri, il Movimento 5 Stelle di Mirano torna all’attacco contro la concessionaria autostradale: il tema sarà trattato nella seduta del consiglio comunale prevista probabilmente per la settimana prossima. Il consigliere Marchiori si rivolge al sindaco Pavanello chiedendole di «contestare a Cav non solo il prospettato aumento del pedaggio sulla Mirano-Padova ma pure l’attuale tariffa del Passante, totalmente avulsa dagli standard europei».

Il Movimento 5 Stelle va anche oltre: «

Viste le difficoltà di Cav a far fronte agli impegni presi (chiaro il riferimento alla mancata riapertura del casello di Dolo, ndr) chiediamo se l’amministrazione non abbia pure considerato di chiedere alla Regione lo scioglimento della concessionaria autostradale».

Il secondo documento riguarda invece il Cda di Cav:

«Ci pare composto da politici e avvocati, più che da ingegneri», commenta Marchiori. Nell’interrogazione si legge: «Chiediamo se l’amministrazione abbia approfondito i criteri di nomina e se li ritenga appropriati, e quali siano le competenze tecniche espresse all’interno del Cda».

(g.pip.)

 

MIRANO. Continua il tema dell’aumento del pedaggio sulla Mirano-Padova ma anche della tariffa da pagare per percorrere il Passante. Ieri il Movimento 5 Stelle di Mirano ha protocollato un’interrogazione e un’interpellanza che saranno discusse nel prossimo Consiglio comunale. La questione era nata ancora settimane fa e l’obiettivo è sempre quello: Concessioni autostradali venete (Cav). Infatti per le prossime settimane è previsto un rincaro dei pedaggi sulla Padova-Mirano da 80 centesimi a 2,70 euro, mentre da Padova a Venezia ci sarebbe un ribasso di 50 centesimi e un’agevolazione per i pendolari a 1,50 euro. E così Marco Marchiori, Antonio Milan e Martina Pasqualetto si rivolgono al sindaco Maria Rosa Pavanello.

«Chiediamo» si legge nell’interpellanza «se non si sia considerato di contestare a Cav non solo il prospettato aumento del pedaggio ma anche l’attuale tariffa del Passante, totalmente avulsa dagli standard europei e che ne limita, di fatto, la fruizione da parte dei cittadini di Mirano che viceversa ne subiscono l’impatto». E poi chiedono l’ipotesi di sciogliere la stessa Cav, «Viste le difficoltà di Cav a far fronte agli impegni presi».

(a.rag.)

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Richiesta di 61 euro ad Alberto Guariento per non aver pagato Oriago-Mestre «O mi accusano di aver sfondato la sbarra oppure dicano che non è più gratis»

SPINEA. «Lei non ha pagato l’autostrada, ora ci deve 61 euro». Questa la lettera arrivata a un cittadino di Spinea nei giorni scorsi. Passi il fatto che uscire dal casello senza sfondare la sbarra è materialmente impossibile, a rendere tutto più grottesco c’è un altro fatto: il tratto in questione è quello liberalizzato, quindi gratuito, della A57 da Mira-Oriago a Mestre-Villabona.

Non è proprio un bel periodo per Cav, Concessioni autostradali venete, che dopo una settimana di contestazioni a Vetrego per la questione del tornello, ora manda a casa di un automobilista una richiesta di pagamento di un pedaggio inesistente.

Protagonista incredulo della vicenda è Alberto Guariento, volto noto del Teatrino Zero di Spinea, che giovedì si è visto recapitare una lettera di Cav che lo imputa di non aver pagato il pedaggio a Villabona.

«A parte il fatto che non capisco come avrei potuto tirare dritto al casello», afferma il malcapitato, «e considerando che non possiedo né il Telepass né la Viacard, o mi si accusa di aver distrutto la sbarra, come in un film americano, oppure qualcuno crede che sia uscito attraverso i campi».

Fatto sta che Guariento deve pagare 61 euro entro 15 giorni dalla data di ricevimento della lettera. Gli estremi rimandano tutti alla sede Cav di via Bottenigo a Mestre.

La missiva fa riferimento a un viaggio fatto in autostrada da Guariento il 2 dicembre scorso. «Quel giorno in autostrada ci sono entrato davvero», spiega l’automobilista, «per andare a pranzo dalla mia morosa. Ma sono entrato a Oriago e uscito a Mestre, dove non è dovuto alcun pedaggio, almeno così aveva stabilito Cav».

Il tratto è infatti quello liberalizzato della vecchia A4, ora A57: nessuno che entri a Mira-Oriago, come anche a Mirano-Dolo e sia diretto a Mestre, deve pagare il ticket, tanto che a Villabona sono anche riservate alcune porte a chi proviene da questi caselli liberi. Due le possibilità: o Cav imputa a Guariento una furbizia (alcuni sostengono che sia possibile accodarsi in uscita alla porta Telepass a meno di mezzo metro dal veicolo che precede, sfruttando così la sbarra alzata per alcuni secondi), oppure si tratta di un errore, di uno scambio di persona, o meglio di targa, come accade talvolta in caso di contravvenzioni. Ovviamente Guariento giura di non aver fatto alcuna furbizia: «Che senso avrebbe se il pedaggio era gratuito?». E per questo motivo non intende pagare un euro: «È una situazione assurda, non ho intenzione di pagare per un disservizio».

Filippo De Gaspari

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Pedaggi, il giallo delle carte a Roma

Il sindaco di Mirano: «Voglio vedere le carte mandate al Ministero»

«Chiederò a Cav una copia del documento presentato al Ministero, vogliamo avere certezze su tempistiche e modalità».
Il sindaco di Mirano Pavanello alza la voce e vuole vederci chiaro sulla questione del nuovo piano tariffario che la società autostradale intende applicare da giugno. Dei nuovi pedaggi si parla da settembre, ma negli ultimi mesi si sono verificati continui slittamenti, e la partita sembra tutt’altro che chiusa e definita. Dalle indiscrezioni che filtrano, Cav non avrebbe infatti ancora inviato il proprio piano al Ministero dei Trasporti, come invece annunciato due settimane fa alla Conferenza dei sindaci di Riviera e Miranese. Le difficoltà sono tante e certamente non aiuta la settimana di sit-in al casello appena trascorsa. Dal quartier generale dell’autostrada di via Bottenigo a Marghera non arriva alcuna dichiarazione ufficiale, mentre l’assessore regionale ai Trasporti Renato Chisso taglia corto: «Il problema del casello di Vetrego va risolto, punto e basta», senza però aggiungere altro.
La decisione di adottare un nuovo piano tariffario deriva dalla necessità di eliminare l’ormai nota manovra del “tornello” che provoca ingorghi e mancati ricavi per la stessa Cav. I pendolari della Mestre-Padova, infatti, escono e rientrano a Mirano per godere del tratto gratuito tra Mestre e Mirano. Cav intende risolvere il problema uniformando le due tratte (Mestre-Padova e Mirano-Padova costeranno entrambe 2,70 euro, con uno sconto di 1,20 euro ai pendolari di Miranese e Riviera), ma la gente protesta per l’aumento delle tariffe e per la mancata riapertura del casello di Dolo, che risolverebbe molti problemi di traffico.
I comitati si stanno organizzando per andare a manifestare sotto le finestre di Cav e Regione, probabilmente entro una decina di giorni. E l’eco delle proteste è arrivato forte e chiaro pure a Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio Regionale. In settimana è prevista l’approvazione del bilancio di previsione 2013 e si discuterà un emendamento che prevede lo stanziamento entro la fine dell’anno di 4 milioni di euro per il Comune di Mirano, una “quota” di quelli promessi per le opere complementari al Passante.

Gabriele Pipia

 

LA PROTESTA – Terminata ieri sera la settimana di mobilitazione dei comitati contro l’autostrada «Dopo i blocchi assedieremo Cav»

CODE E DISAGI PER GLI AUTOMOBILISTI – Martedì sera assemblea a Scaltenigo per decidere.

Martedì cittadini e comitati si ritroveranno al centro civico di Scaltenigo per decidere le prossime mosse contro l’aumento dei pedaggi. Si pensa ad un sit-in davanti alla sede di Cav.

Cinque giorni di proteste, oltre un centinaio di persone in strada ogni sera e la promessa: «Andremo avanti».

Si è chiusa ieri la settimana di presidi che ha visto i cittadini di Mirano e della Riviera scendere in strada per contestare l’aumento delle tariffe autostradali e la mancata riapertura del casello di Dolo. Anche ieri i comitati “Rinascita Vetrego”, “Opzione Zero” e “Viabilità sicura” si sono riuniti nel tardo pomeriggio, all’ora di punta, sulla rotonda d’immissione del casello Mirano-Dolo. Presente la giunta Pavanello al completo, i manifestanti hanno distribuito centinaia di volantini provocando pesanti rallentamenti al traffico, già quotidianamente congestionato. Muniti di mascherine, cartelloni e altoparlanti, questa volta sono spuntati pure i tamburi per accompagnare i cori “Un euro può bastare” e “Vetrego vuole respirare”. Il fronte contro Cav e Regione è compatto, ma la protesta si divide in due rami distinti: molti si oppongono all’aumento tariffario previsto per giugno (da 80 cent a 2,70 per Mirano-Padova est, con sconto di 1,20 ai pendolari), i residenti di Vetrego e Marano protestano invece contro gli ingorghi nelle due frazioni ricordando che il casello doveva essere provvisorio. Tutti chiedono a gran voce la riapertura di quello di Dolo, mantenendo tariffe agevolate e diluendo il traffico. «Siamo soddisfatti, siamo riusciti a portare una media di cento persone al giorno a protestare – commenta il presidente di “Rinascita Vetrego”, Emanuele Congia -. Attendiamo una risposta da Cav in tempi brevi, e martedì sera al centro civico di Scaltenigo discuteremo le nuove iniziative da intraprendere».

Ma l’idea c’è già: organizzare un sit-in davanti alla sede della società autostradale, in via Bottenigo a Marghera. Si pensa pure a coinvolgere qualche associazione dei consumatori, magari avviando un’azione legale. «E ora cosa facciamo? Quando ci ritroviamo?» chiede una signora srotolando l’ennesimo striscione. È il segno che per la gente l’iniziativa ha colto nel segno. Ora bisognerà capire se sarà in grado di influenzare pure le decisioni di Cav.

Gabriele Pipia

 

“Sconto irrisorio”- La protesta torna in Consiglio

MIRANO – «Il piano tariffario proposto da Cav propone sconti irrisori e solo per i pendolari muniti di Telepass: è una proposta inaccettabile. In attesa dell’arretramento della barriera a Dolo, il pedaggio deve essere computato sui chilometri della tratta Mirano-Padova». Il Movimento 5 Stelle prende posizione e, nelle prossime settimane, la questione autostradale tornerà ad animare il Consiglio comunale miranese. Per ora il 5 Stelle alza la voce con un intervento pubblicato dal consigliere Antonio Milan sul blog di Beppe Grillo, ma lunedì saranno presentate due interpellanze da discutere nella prossima seduta del Consiglio, probabilmente il 25 marzo. La maggioranza di centrosinistra, 5 Stelle e i cittadini sono tutti sulla stessa linea: manifestano fianco a fianco contro Cav e Regione giurando che la battaglia non finirà con i cortei di questa settimana. Intanto dalla Società autostradale non arriva alcuna dichiarazione: si attende il via libera dal Ministero per l’applicazione delle tariffe. (g.pip.)

 

Mirano. Ogni giorno, puntuale alle 17.30, al guinzaglio della padrona Paola abbaia senza tregua ai camionisti che escono e rientrano al casello. «Lo porteremo anche sotto le finestre della Cav»

MIRANO. Lui i Tir proprio non li sopporta. E tra i vetreghesi è forse quello che alza la voce più di tutti. Si chiama Pippo, ha 7 anni ed è un arrabbiatissimo esemplare di bastardino. Lo hanno già ribattezzato il cane No-Cav, perché è diventato la vera mascotte della protesta dei residenti contro il casello, il traffico e le tariffe, che prosegue senza sosta, ogni sera, da lunedì. Dal primo giorno, puntuale alle 17.30, lui si piazza in testa al corteo che manifesta contro il tornello, fa i suoi giri di rotonda al guinzaglio, guidando la processione e abbaiando contro i mezzi in transito, soprattutto camion. Dopo quattro giorni è già una star: arriva puntuale con la sua padrona all’imbocco della rotonda, attende la partenza della manifestazione e mentre gli organizzatori prendono accordi con i carabinieri sul percorso da seguire e le modalità di protesta, lui comincia già ad abbaiare contro i bisonti della strada che girano il rondò. Se poi qualcuno strombazza perché c’è coda, apriti cielo. «Anche lui non li vuole», spiega Paola, la padrona, «abbaia contro le auto e i camion ogni volta che lo porto fuori ed è impossibile calmarlo». I bisonti della strada sono i suoi più acerrimi nemici, anche se il piccolo Pippo è grande un quarto di una loro ruota. Sarà che fanno un rumore insopportabile, sarà che un cane come lui arriva giusto all’altezza del tubo di scarico, sarà forse che in quei bestioni vede la vera minaccia per sé e per i suoi amici umani che vivono nel paese a fianco dell’autostrada. Martedì però Pippo ha abbaiato nervosamente anche contro gli agenti della polizia locale che cercavano di contenere la protesta. Li vedeva come una limitazione al loro diritto di manifestare. Un paladino della libertà a quattro zampe, che prigioniero del traffico proprio non vuole diventarci. Alla celebrità, tra l’altro, è già abituato: «È già mascotte della squadra di calcio», racconta Paola, «lo hanno anche disegnato allo stadio». Lì però abbaia da tifoso, in rotonda lo fa da contestatore. Pippo ha guidato la protesta anche ieri, presenza fissa per il quinto giorno di fila e ci sarà anche stasera, per gli ultimi giri di rotatoria. Qualcuno del comitato Rinascita Vetrego ora lo vuole portare anche sotto i balconi della sede di Cav, Concessioni autostradali venete. Se gli striscioni non sono bastati, i vertici della società ora sono avvertiti. Adesso gli oppositori mostrano i denti davvero.

Filippo De Gaspari

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Gazzettino – Il maltempo non ferma la protesta al casello

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14

mar

2013

MIRANO – «Siamo determinati e irriducibili. Il temporale? Figuratevi se può fermarci». Terzo giorno in strada per i manifestanti contro Cav: ieri sotto il diluvio erano oltre un centinaio, muniti di volantini, striscioni, mascherine antismog e stavolta si sono aggiunti pure gli ombrelli. Si sono riuniti alle 17.30 alla rotonda d’immissione al casello: chi si aspettava un gruppo di persone meno numeroso rispetto ai primi giorni si sbagliava di grosso. Al coro di «Un euro può bastare» i comitati hanno sfilato per la rotonda provocando pesanti rallentamenti al traffico, con una viabilità già penalizzata dal maltempo. Ai molti miranesi ieri si è aggiunto pure un gruppo di residenti di Marano, segno che il problema è davvero sentito. La gente chiede la riapertura del casello di Dolo e si oppone al nuovo piano tariffario di Cav che per la Mirano-Padova prevede tariffe decisamente maggiorate dal prossimo giugno. Gli automobilisti ormai ci hanno fatto l’abitudine: hanno capito il motivo della protesta e sanno che dovranno conviverci fino a venerdì. Pochi sbuffano, molti applaudono e suonano il clacson in segno di approvazione. Carabinieri, Polizia Locale e Digos hanno il loro bel da fare per gestire la situazione. Oggi la gente sarà di nuovo in strada ma il grosso è previsto per domani, quando torneranno a manifestare gli attivisti del comitato rivierasco «Opzione Zero». Nelle prossime settimane, invece, un nuovo presidio potrebbe scattare davanti alla sede di Cav. (g.pip.)

 

Secondo giorno di mobilitazione dei comitati contro le scelte di Cav per i pedaggi

Prosegue il presidio di protesta alla rotonda d’immissione al casello, ieri seconda giornata di mobilitazione contro Cav. Sarà così tutti i pomeriggi fino a venerdì, sempre dalle 17.30 alle 18.30. Lunedì i comitati «Rinascita Vetrego» e «Opzione Zero» hanno riunito oltre 150 persone, ieri erano invece un centinaio. Presente pure il comitato «Viabilità Sicura», rispetto a lunedì si son visti vari giovani. Con altoparlanti, striscioni e volantini hanno manifestato attorno alla rotonda, richiamando l’attenzione di molti automobilisti e provocando qualche rallentamento. Cresce l’attesa per martedì, quando il centro civico di Scaltenigo ospiterà una riunione pubblica per stabilire ulteriori iniziative. La gente protesta per l’aumento delle tariffe (da giugno il pedaggio Mirano-Padova est passerà da 80 cent a 2.70 euro, con sconto di 1.20 euro per i pendolari) e per gli ingorghi vetreghesi, chiedendo ad alta voce la riapertura della barriera di Dolo-Villabona. Le stesse richieste sono state avanzate ieri con una mozione in Consiglio Regionale da Pietrangelo Pettenò (Federazione della Sinistra). «La Giunta faccia rispettare gli accordi del Passante con la riapertura bidirezionale del casello di Dolo e la liberalizzazione della tratta Dolo Mestre – si legge – stanziando adeguate somme fin dall’approvazione del bilancio di previsione 2013». (g.pip.)

 

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