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Secondo giorno di protesta a Vetrego anche per dire no a smog e code in paese

Interrogazione di Pettenò in Regione: si rispettino gli accordi. Oggi altra replica

MIRANO «Un euro può bastare, un euro può bastare». A gridarlo stavolta, con un pugno fuori dal finestrino, è un automobilista bloccato dal secondo giorno di protesta al tornello di Vetrego. È uno dei pendolari su cui pende la minaccia del salasso al casello di un euro e mezzo (oggi è 80 cent) per raggiungere Padova. Il suo incitamento contagia subito i vetreghesi in corteo, che lo seguono con un coro da stadio. Sono un centinaio i partecipanti al secondo blitz settimanale alla rotonda di Vetrego est, un po’ meno di lunedì, ma con più rappresentanza: c’è infatti anche il comitato Viabilità Sicura di Scaltenigo e i grillini. Per il Comune tornano in strada il vicesindaco Annamaria Tomaello e Giorgio Babato. Quattro giri di rotonda, stessi effetti di lunedì: code in tutte le direzioni, una corsia occupata, volantinaggio e striscioni per dire basta a smog e code. La star del giorno è Pippo, un cagnolino portato in strada da una donna di Vetrego, che guida il corteo in testa: abbaia nervoso contro i camion che sfilano lenti a lato dei manifestanti a piedi e contro le forze dell’ordine che tentano di contenere chi vorrebbe occupare l’intera carreggiata. «È uno di noi», sorride la padrona, «anche lui è di Vetrego e vorrebbe vivere tranquillo». Non è per nulla tranquillo invece uno degli anziani del paese, che vorrebbe bloccare tutto con l’energia di uno studente durante l’occupazione della scuola: «Non accetto di dover aspettare mezz’ora ogni mattina prima di uscire di casa perché deve terminare la coda: siamo prigionieri in casa nostra, i miei orari non possono essere decisi da altri». Intanto, mentre si conclude la seconda giornata dei No-Cav in strada, in Regione la Federazione della Sinistra presenta una mozione per chiedere l’intervento della giunta Zaia per il rispetto degli accordi presi: «Intervenga presso la concessionaria affinché siano rispettati gli accordi sulla realizzazione del Passante», chiede Pietrangelo Pettenò, «con l’arretramento della barriera a Roncoduro, la riapertura in entrambe le direzioni del casello di Dolo e la liberalizzazione della tratta Dolo-Mestre, con tariffe adeguate fin dall’approvazione del bilancio di previsione 2013». Ma la politica, al solito, è lenta: i No-Cav saranno in strada anche oggi, puntuali, alle 17.30. E se piove? «Meglio», giurano, «con gli ombrelli aperti occupiamo più spazio e forse blocchiamo tutto davvero». Filippo De Gaspari

 

MIRANO – I comitati “Opzione Zero” e “Rinascita Vetrego” bloccano la rotonda del casello

Pesanti rallentamenti al traffico per la protesta contro i piani tariffari di Cav

«Basta prenderci in giro». Lo slogan capeggia in bella vista sulle centinaia di volantini distribuiti ieri pomeriggio dai comitati «Opzione Zero» e «Rinascita Vetrego» a residenti ed automobilisti. Erano oltre centocinquanta i manifestanti che si sono riuniti alle 17.30 nella rotonda d’immissione al casello autostradale Mirano-Dolo per manifestare fino alle 19 passate. L’autorizzazione della Questura riguardava solo un corteo pedonale nella pista ciclabile attorno alla rotonda ma gli attivisti dei comitati sono riusciti ad ottenere la possibilità di manifestare per una ventina di minuti pure sulla carreggiata, provocando pesanti rallentamenti al traffico in un orario in cui quella zona è già quotidianamente congestionata. I comitati erano ben organizzati con giubbini catarifrangenti, altoparlanti e mascherine antismog, il corteo è stato pacifico anche se caratterizzato da qualche diverbio con le forze dell’ordine perché molti manifestanti speravano di poter bloccare completamente la strada. Il comitato vetreghese ha già fatto sapere che presidi analoghi sono previsti fino a venerdì, ieri alla manifestazione erano presenti il sindaco Pavanello e molti altri esponenti politici di Pd, Rifondazione e Udc. Alle radici della protesta c’è il piano tariffario che Cav intende applicare entro il prossimo giugno: la tratta Mirano-Padova passerebbe dagli attuali 80 cent a 2.70 euro mentre i pendolari pagherebbero 1.50 euro, comunque praticamente il doppio rispetto ad ora. I vetreghesi lamentano pure smog e traffico esasperante nella propria frazione.

«Questo doveva essere un casello provvisorio, Cav aveva promesso la riapertura della barriera di Dolo-Roncoduro che però non è mai avvenuta. I rincari comporteranno pure un aumento del traffico sulla viabilità locale»

sbottano i cittadini. «Mestre-Padova, un euro può bastare» recita invece uno dei tanti striscioni che capeggiano alla rotonda. Molti pendolari si trovano imbottigliati, ma leggono gli striscioni e fanno un segno di approvazione. Qualcuno suona il clacson per solidarietà. Alla fine il presidio si conclude con una tavolata di pane e soppressa: la rabbia sembra scemare, ma oggi si torna in strada.

 

SALE LA PROTESTA – Nuove petizioni e azioni legali da parte dei Comitati di cittadini

Ulteriori presidi, nuove petizioni, magari pure un’azione legale. La mobilitazione dei comitati è appena cominciata, da qui a maggio prenderanno piede molte altre iniziative di protesta. Questa settimana i residenti di Vetrego manifesteranno alla rotonda tutti i giorni fino a venerdì, mentre il comitato «Opzione Zero» scenderà nuovamente in strada proprio nell’ultimo giorno della protesta. Martedì prossimo, invece, alle ore 18.30 il centro civico di Scaltenigo ospiterà un’assemblea pubblica in cui i cittadini di Miranese e Riviera potranno contarsi, misurare il termometro del malumore e concordare nuove iniziative.

«Decideremo assieme mobilitazioni, class action e denunce»

si legge nel volantino distribuito ieri dagli attivisti di Opzione Zero. La battaglia contro l’aumento del pedaggio è partita ieri da Vetrego ma nelle prossime settimane dovrebbe sfociare a Mestre, davanti alle sedi di Cav e Regione, li dove vengono prese tutte le decisioni che contano. La volontà è quella di farsi sentire senza creare ulteriori disagi agli automobilisti, la settimana prossima se ne saprà di più. Intanto i comitati studiano la possibilità di intraprendere un’azione legale contro il salasso autostradale: l’idea sarebbe quella di coinvolgere pure alcune associazioni dei consumatori. Per l’applicazione delle tariffe Cav attende il via libera del Ministero, ma chi protesta non intende mollare la presa. (g.pip.)

 

Nuova Venezia – Primo corteo, ora monta la rabbia

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12

mar

2013

A Vetrego tutti contro il “tornello” all’uscita dell’A57. Auto in coda ma ai residenti non basta più: «Blocchiamo tutto»

MIRANO  – Il sindaco Maria Rosa Pavanello con mezza giunta comunale guida la protesta No-Cav a Vetrego: dietro di lei oltre 150 manifestanti, aderenti a tre comitati (Rinascita Vetrego, Opzione Zero e Cat), ma anche liberi cittadini, nonni, mamme con bambini, qualche pendolare. Il blocco del traffico, vietato dalla questura, alla fine si materializza lo stesso nell’ora di punta, nonostante il corteo pacifico sfili silenzioso a bordo strada, girando due volte l’infame tornello. Il sottofondo è quello del rombo dei motori dei camion e delle auto in coda, che sovrasta perfino quello degli slogan che salgono dal corteo. I manifestanti sono costretti a soffocare la loro rabbia in gola, coprono la bocca con una mascherina e affidano la loro indignazione ai volantini distribuiti agli automobilisti in fila. Arrabbiati contro arrabbiati: finire una giornata di lavoro e trovarsi bloccati al rondò non facilita la solidarietà degli automobilisti verso i manifestanti e così qualcuno strombazza, manda a quel paese i vetreghesi e si becca gli insulti dei manifestanti. «Cosa suoni?», brontola una donna a un automobilista spazientito, «è anche colpa vostra se succede questo casino tutti i giorni». Il casino è in realtà solo accentuato, perché l’ingorgo a Vetrego c’è ogni sera. C’è anche chi riesce a farsene una ragione e, passando davanti ai manifestanti, mostra il pollice alto, come dire: «Avanti così». Basta un’ora ai vetreghesi (ma ci sono anche molti residenti di Mirano e Scaltenigo) per mostrare la loro rabbia contro Cav, Concessioni autostradali venete. Non per sfogarla tutta però: infatti si replica oggi, sempre alle 17.30, poi domani e così tutte le sere fino a venerdì. «L’agevolazione che Cav ha promesso non è sufficiente», spiega Pavanello, «la tariffa per i pendolari dev’essere più bassa dell’euro e mezzo ipotizzato e allo stesso tempo va risolto il problema del tornello. In questo pasticcio i miranesi non c’entrano: questo casello doveva essere provvisorio. Possono ancora prevedere l’arretramento della barriera a Roncoduro e risolvere tutti i problemi, ma non lo faranno, perché costa un po’ di più. Invece ora Cav ha bisogno di rimpinguare le proprie casse e l’unico modo per farlo è aumentare la tariffe, pur con agevolazioni per i residenti. Ricordo però che nel 2008 la società si era impegnata a verificare i flussi di traffico generati dall’opera in questo punto, per vedere se creavano problemi e non l’hanno mai fatto». «Basta prenderci in giro» recita il volantino del comitato Opzione Zero, che annuncia un incontro martedì 19, alle 18.30, al centro civico di Scaltenigo, per decidere come andare avanti nella battaglia, residenti e pendolari assieme. Si va dunque verso un’escalation della protesta, confermata anche dalla voce di qualche manifestante che riavvolge lo striscione deluso, dopo qualche battibecco con i carabinieri: «Così non va bene, al diavolo le autorizzazioni: dobbiamo bloccare tutto». Stasera si torna in strada: altro giro di rotonda, altre auto ferme in strada.

Filippo De Gaspari

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«C’è il coprifuoco in paese da quattro anni»

Gli abitanti stanchi di subire i disagi: la Cav sfrutta i pendolari, è il fallimento del project financing

MIRANO «Quattro anni che questa storia va avanti, quattro anni che ogni sei mesi ci propongono una soluzione. Stasera siamo qui perché non siamo fessi, ma stufi e stressati sì, tanto. Troppo». Paolo Fiume è uno dei promotori del nuovo comitato Rinascita Vetrego: «Tariffe a un euro per tutti, ma subito. Il tornello deve sparire ora, altrimenti la protesta si farà più dura ogni giorno che passa». «Mattina e sera non possiamo neanche uscire dal paese, perché c’è la fila di auto che ci blocca in casa», protesta Vladimiro Tiepolato, «la gente non sa che sono quattro anni che noi possiamo muoverci solo quando gli altri sono finalmente arrivati a lavoro e dunque le code finiscono. È giusto adeguare le nostre esigenze agli orari degli altri?». In corteo c’è anche Pietrangelo Pettenò, uno di quelli che ha portato la protesta in Regione: «Sono stati firmati accordi e con le prime difficoltà finanziarie di Cav aumentano le tariffe e si disattendono le firme messe nero su bianco».

Mattia Donadel, del comitato Opzione Zero, è tra quelli già scesi in strada a dicembre per dire che “Un euro può bastare”: «In un modo o nell’altro sono sempre i cittadini a pagare, mentre Cav fa utili e pratica sconti ridicoli», dice, «ci hanno raccontato per anni che il project financing era l’unica via, ora è dimostrato che i costi ricadono tutti sui cittadini. Ma soprattutto ci hanno raccontato che il Passante avrebbe risolto tanti problemi e invece oggi scopriamo che ne ha creati».

«Vetrego vuole riprendersi il suo diritto alla salute», dice Emanuele Congia, presidente del nuovo comitato di paese, «siamo gente stressata da code e smog, non vogliamo aspettare il 1 giugno: il tornello va tolto subito». Sfilano anche consiglieri e assessori, da Annamaria Tomaello a Giuseppe Salviato, da Giorgio Babato a Dora Bovo: la battaglia dei comitati si fa anche istituzionale. (f.d.g.)

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Gazzettino – No-Cav, oggi l’assedio di Vetrego

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11

mar

2013

MIRANO – Al casello Dolo-Mirano nel pomeriggio il presidio della rotonda contro l’aumento del pedaggio

La protesta raddoppia: con il Comitato della frazione scende in campo anche il rivierasco Opzione zero

Striscioni e volantini, mascherine e giubbini catarifrangenti. I cittadini della Riviera sono pronti a scendere in strada accanto ai residenti di Vetrego, si preannuncia una settimana infuocata per la viabilità che gravita attorno al casello Dolo-Mirano. L’iniziativa è partita dal comitato «Rinascita Vetrego», che annuncia cortei pedonali in prossimità della rotonda d’immissione al casello da questo pomeriggio a venerdì, tutti i giorni dalle 17.30 alle 18.30. Il motivo della protesta? Il nuovo piano tariffario della società autostradale Cav, che prevede l’introduzione di nuove tariffe entro il prossimo giugno. La tratta Mirano-Padova est passerà dagli attuali 80 cent a 2.70 euro, e poco importa ai cittadini se il progetto prevede uno sconto di 1.20 euro per i pendolari. Il pedaggio sarà comunque raddoppiato e la gente scenderà in strada per chiedere che almeno per i pendolari venga mantenuta l’attuale tariffa di 80 cent. Oggi sono attese almeno un centinaio di persone. Ai residenti di Vetrego si unirà infatti un comitato molto attivo e rodato come il rivierasco «Opzione Zero», il primo a organizzare un presidio lo scorso dicembre per protestare contro Cav. Di sicuro questa settimana di contestazioni causerà pesanti rallentamenti al traffico, visto che il presidio si terrà proprio nell’orario di punta in una rotonda già quotidianamente congestionata dalle auto. E non è tutto: a complicare la viabilità miranese ci si mette pure il cantiere aperto in questi giorni dalla Provincia in via Caltana, in prossimità della frazione di Marano. I lavori sulle tubazioni partiranno mercoledì e dureranno un mese, comportando un senso unico alternato e ulteriori intasamenti. I pendolari fanno già i propri conti per evitare di trovarsi nell’imbuto miranese: chi arriva da Padova potrà fare la Noalese, la Riviera o uscire al Passante di Spinea pagando 1.50 euro, chi arriva da Mestre potrà optare per la viabilità interna. Sarà così per cinque giorni, ma i comitati avvertono: «Questo è solo l’inizio»

 

Cortei di protesta contro gli aumenti in A4: settimana di fuoco per i pendolari

Previsti disagi anche per un cantiere della Provincia lungo via Caltana

MIRANO. Cosa c’è di peggio di una manifestazione di protesta al tornello di Vetrego, ogni sera, in orario di punta? Solo una cosa: una manifestazione al tornello ogni sera nell’ora di punta con l’aggiunta di un cantiere.

A Mirano non ci si fa mancare nulla. In una settimana che si preannunciava comunque d’inferno per i pendolari, a causa delle manifestazioni che il comitato Rinascita Vetrego vuol organizzare da domani a venerdì, ogni sera, dalle 17.30 alle 18.30, si inserisce anche l’ordinanza della Provincia che ha deciso di mettere un tratto della vicina via Caltana a senso unico alternato per lavori. A regolare il traffico ci sarà un semaforo e quindi, verosimilmente, ancora code. Il cantiere verrà istituito a partire da mercoledì e proseguirà per un mese circa lungo via Caltana, dai confini con Marano di Mira verso Scaltenigo, per lavori di posa di alcuni pozzetti sulla tubazione esistente. La Provincia non sapeva delle manifestazioni di protesta in programma poche centinaia di metri più in là, alla rotonda del casello. Messe assieme però le due circostanze da fortuite diventano micidiali per la circolazione, anche se probabilmente si cercherà di evitare la perfetta contestualità: il cantiere potrebbe tardare l’apertura di qualche giorno rispetto alla data dell’ordinanza e comunque alle 17.30, quando scatterà la protesta alla rotonda, gli operai staranno già chiudendo baracca.

Quella che inizia si conferma una settimana da bollino rosso per il traffico pendolare che si riversa ogni giorno sul nodo di Vetrego est. La protesta del comitato del paese, anche se pacifica e senza alcuna autorizzazione di blocco stradale da parte della questura, rischia di creare disagi per cinque sere di fila, in pieno orario di punta. Di fatto succede già di norma che a quell’ora, chi esce dall’autostrada, resti incastrato nell’ingorgo all’imbuto del sottopasso per diversi minuti. Dopo il sottopasso c’è la famigerata rotonda del tornello e lì si piazzeranno i residenti con cartelli e striscioni per dire basta al tornello e alle politiche scellerate di Cav, Concessioni autostradali venete.

Ma contro il comitato si schierano molti pendolari: «Non si capisce perché, per colpa della società autostradale alla fine ci debbano rimettere sempre gli automobilisti», protesta un pendolare su internet. «La rotonda non serve solo a chi viene o va dall’autostrada», aggiunge un altro, «è anche su una delle vie di comunicazione principali tra gli ospedali di Dolo e Mirano. Si blocca tutto, ma l’unica a non essere penalizzata da questa protesta è proprio Cav».

Filippo De Gaspari

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Leggo esterrefatto le ultime notizie sulla vicenda del “tornello di Vetrego”, e mi dispiace vedere come gli interessati si guardino bene dall’affrontare la vicenda con equità. Prima dell’apertura del passante, un pendolare residente tra Venezia e Padova, pagava l’intera tratta 1.80 euro, entrando invece a Mirano per andare a Venezia o a Padova la tariffa era di 70 cent. Dopo l’apertura del passante, senza percorrerlo, paghiamo oggi 3.20 euro. Nessuno ricorda che i residenti del Veneziano, grazie alle lungaggini ed inefficienze della politica, hanno sopportato per 20 anni una tangenziale al collasso, perdendoci salute, ore di vita e di lavoro. Inoltre, la gran parte di chi sta nei paraggi dell’asse Venezia-Padova e deve spostarsi a Padova o a Venezia in autostrada non usa il passante, dato che non gli serve. Secondo Cav, un utente, pur non transitandovi, se ne deve sobbarcare invece le spese. Infatti, le migliaia di pendolari che quotidianamente usano la Ve-Pd sono quelli che sostengono i costi maggiori, dovendo pagare due volte al giorno una “cresta” non dovuta, per una strada che non percorrono. Una “cresta” di oltre 1.000 l’anno. E dopo “i furbetti” saremmo noi? Le nuove tariffe comporteranno che molti sceglieranno di uscire comunque a Mirano e completare il viaggio lungo la viabilità ordinaria, rallentandola ulteriormente. I pendolari non vogliono sconti, vogliono solo pagare quello che gli compete.

Francesco Stefanon

 

Gazzettino – Da lunedi’ la rivolta del casello

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8

mar

2013

Residenti di Dolo e Mirano insoddisfatti dalla proposta di Cav: blocchi ogni sera

Casello di Vetrego, scatta la rivolta dei cittadini. Cinque giorni di presidio davanti alla barriera di Dolo-Mirano, striscioni di protesta alla rotonda e un’istanza da inviare al Capo dello Stato. È il piano di mobilitazione che i residenti hanno messo a punto dopo la riunione di mercoledì sera, confermando la decisione di mobilitarsi per opporsi al piano tariffario elaborato dalla società autostradale Cav. I nuovi pedaggi, che entreranno in vigore tra maggio e giugno, prevedono l’aumento della tariffa Mirano-Padova est dagli attuali 80 cent a 2,70 euro, mentre chi farà almeno venti accessi mensili in autostrada pagherà 1,50 euro. Da lunedì a venerdì la protesta scenderà in strada dalle 17.30 alle 18.30.

 

BRACCIO DI FERRO

«Pedaggio ridotto a 80 centesimi»

Residenti e pendolari chiedono la riduzione a 80 centesimi (invece di 1,50 euro previsti da Cav) per Padova est.

Casello, da lunedì blocchi ogni sera

Mirano, gli abitanti di Vetrego in corteo sulla rotatoria per cinque giorni dalle 17.30 alle 18.30

Cinque giorni di presidio davanti al casello di Dolo-Mirano, decine di striscioni di protesta pronti a tappezzare la rotonda e un’istanza da inviare al Presidente della Repubblica. La gente di Vetrego fa sul serio e, nella riunione di mercoledì sera, ha confermato la decisione di mobilitarsi per opporsi al piano tariffario appena delineato dalla società autostradale Cav.
I nuovi pedaggi che entreranno in vigore tra maggio e giugno prevedono l’aumento della tariffa Mirano-Padova est dagli attuali 80 cent a 2,70 euro, mentre chi farà almeno venti accessi mensili in autostrada pagherà 1,50 euro. Ma anche questa riduzione non soddisfa per nulla i cittadini, che chiedono il mantenimento dell’attuale pedaggio almeno per i pendolari. Lunedì scenderanno in strada e intendono tornarci ogni pomeriggio fino a venerdì, sempre dalle 17.30 alle 18.30.
Negli ultimi giorni si sono intensificati i contatti con la Questura per ottenere tutte le autorizzazioni necessarie per il sit-in. I residenti intendono manifestare sulla rotonda d’immissione al casello con un lungo corteo pedonale: la protesta dovrebbe provocare pesanti rallentamenti al traffico visto che, non a caso, è stata scelta l’ora di punta. Alla riunione di mercoledì era presente oltre una cinquantina di persone, ma lunedì potrebbero essere molte di più: sono tanti i cittadini di Mirano e della Riviera che hanno già espresso l’intenzione di unirsi al corteo di protesta. Il comitato rivierasco “Opzione Zero” annuncia una primavera infuocata e la macchina organizzativa per ulteriori azioni di protesta si è già messa in moto.
Intanto sempre mercoledì è stato fondato il nuovo comitato “Rinascita Vetrego” che si appresta a recitare un ruolo da protagonista in questa battaglia contro Cav. Il 46enne Emanuele Congia è stato nominato presidente, il consigliere comunale Udc Giorgio Babato sarà il vicepresidente, mentre Giuseppe Vesco avrà il ruolo di segretario factotum. Il comitato si riunirà ogni primo venerdì del mese per fare il punto sulle varie problematiche della frazione. Ora l’attesa è tutta per lunedì: il piano di Cav deve essere approvato dal Ministero, ma i residenti giurano che, senza riscontri positivi immediati, la mobilitazione della settimana prossima rappresenterà solo il primo passo della protesta.

 

Sindaci preoccupati per le nuove tariffe presentate da Cav per i pendolari

I pendolari tirano fuori la calcolatrice e iniziano a fare i propri conti, i sindaci mettono le mani avanti ed esprimono subito alcune preoccupazioni. Non ci sono sconti che tengano, le nuove tariffe autostradali previste per metà maggio rischiano di creare non pochi scompensi sulla viabilità interna di Miranese e Riviera. L’uniformazione delle tariffe sulle tratte Mestre-Padova e Mirano-Padova (attualmente a 3,20 e 0,80 euro; tra due mesi pedaggio unico di 2,70 euro) eliminerà il problema del tornello di Vetrego, dove attualmente molti pendolari escono e rientrano per godere della tariffa gratuita tra Mestre e Mirano, ma l’aumento del pedaggio potrebbe riversare i molti automobilisti sulla viabilità ordinaria.
A rischio ingorgo sono soprattutto la Noalese e la Riviera, le due arterie principali che collegano il Veneziano con la provincia di Padova. La società Cav ha pronto un piano di agevolazioni per i pendolari, che pagheranno 1,50 euro anziché 2,70 da Mirano a Padova est, ma la tariffa andrà comunque a raddoppiarsi rispetto a ora: ecco perché molti valuteranno l’ipotesi strade interne.
Prospettiva temuta dal sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello:

«Siamo preoccupati per il problema del traffico perché c’è un’alta possibilità che la gente si riversi sulle strade normali. Per questo invito Cav a valutare agevolazioni ancor maggiori».

I non pendolari diretti da Mirano a Padova vedranno invece la tariffa più che triplicata, da 0,80 a 2,70: per loro sarà dunque più conveniente utilizzare l’uscita del Passante a Spinea, dove il pedaggio per Padova est è di 1.50 euro.
Il sindaco Silvano Checchin lo sa bene:

«Bisognerà monitorare eventuali incrementi al casello di Spinea, perché non si verifichi un altro fenomeno-tornello. I caselli devono avere un’ottica di logistica, gli automobilisti non possono basarsi su una scelta tariffaria».

Cav ha illustrato il progetto ai sindaci, ora si attende l’approvazione del ministero e poi sarà organizzata una nuova conferenza per presentare i dettagli. Il criterio di pendolarità sarà riconosciuto attraverso un telepass ai residenti dei Comuni in prossimità del casello Mirano-Dolo che compiranno almeno venti accessi autostradali in un mese, probabilmente l’agevolazione sarà estesa a chi vive nel Padovano e fa il tragitto inverso.
Ieri sera i residenti di Vetrego si sono riuniti per discutere sulle eventuali azioni di protesta da far scattare la prossima settimana, intanto il comitato rivierasco «Opzione Zero» alza la voce:

«È vergognoso che i costi vengano scaricati sui cittadini. Lo sconto è ridicolo: è una presa per i fondelli che provocherà maggior traffico sulla viabilità locale, causata pure dal depotenziamento del trasporto pubblico attuato dalla Regione in questi anni». La nota si chiude con un avvertimento: «Ci prepariamo ad iniziative per contrastare questi rincari ingiustificabili, sarà una primavera infuocata».

Gabriele Pipia

 

La soluzione adottata dai concessionari del Passante scontenta tutti I sindaci temono ingorghi nei paesi, i comitati pronti alla mobilitazione

VETREGO. Accoglienza gelida da parte dei sindaci e primavera rovente sul fronte della protesta. Il termometro del dissenso segna il massimo e il minimo insieme: la proposta di Cav, Concessioni autostradali venete, viene bocciata su tutta la linea.

Non solo non piace, ma addirittura inquieta la soluzione di introdurre il criterio di pendolarità per agevolare i residenti rispetto all’aumento delle tariffe sulla tratta Padova-Venezia. A un lavoratore miranese che effettua il tragitto tutti i giorni, un passaggio al casello di Vetrego verrà a costare 1,5 euro, il doppio di adesso.

Il sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello si dice preoccupata: «Per i pendolari è comunque un aumento considerevole, non vorrei che parte del traffico autostradale si riversasse sulla viabilità ordinaria. Nel piano di Cav non ci sono garanzie su questo aspetto, ho già invitato la società a valutare un’ulteriore agevolazione».

Se Mirano protesta, Spinea insorge: il sindaco Silvano Checchin teme lo spostamento del tornello da Vetrego a Crea. «Chiediamo a Cav di valutare bene le decisioni prese», dice Checchin, «introdurre il criterio di pendolarità significa uniformare le tariffe ai caselli di Spinea e Vetrego, ma se per i non pendolari a Vetrego arriverà l’aumento, sceglieranno tutti di entrare a Spinea. Quando si ragiona sui caselli bisogna farlo secondo la logica dei trasporti e in ottica di sistema, non si può lasciare alla gente la scelta sulla base alla convenienza tariffaria».

Senza appello infine la bocciatura dei comitati. Se quelli di Vetrego si sono dati appuntamento ieri sera per decidere quali azioni intraprendere, ma sulla carta hanno già avvertito la questura che la prossima sarà una settimana di proteste,

anche Opzione Zero, che aveva già manifestato al casello di Vetrego chiedendo un pedaggio di un euro al massimo, torna sulle barricate: «Lo sconto di un euro rispetto all’aumento prospettato a 2,70 è ridicolo», spiegano i portavoce Rebecca Rovoletto e Lisa Causin, «Cav vuole applicare a giugno un pedaggio come se la barriera fosse a Roncoduro, senza però avere i benefici della riapertura del casello di Dolo, la liberalizzazione della tratta Dolo-Mestre e l’eliminazione dei caselli di Vetrego, Oriago e Villabona. La soluzione prospettata è l’ennesima presa in giro: comporterà un aumento del traffico sulla viabilità locale, fino a che la Regione non dichiarerà una nuova emergenza traffico per giustificare nuove strade». Opzione Zero annuncia insomma una primavera infuocata e conferma l’intenzione di organizzare iniziative per contrastare i rincari.

Filippo De Gasperi

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COMUNICATO STAMPA

Pedaggi Mestre-Padova. Un circolo vizioso.

Alla conferenza dei sindaci di ieri a Vigonovo, i vertici di CAV hanno comunicato la loro soluzione al problema del “tornello”: uniformare a 2,70 euro le tratte Mestre-Padova e Dolo/Mirano – Padova. Ridicolo poi lo sconto di un euro (che porterebbe il pedaggio a 1,70 euro) che sarebbe applicato solo se sussistono tre condizioni: che i pendolari siano dotati di telepass, che risultino residenti in determinati comuni (Mirano, Mira e Dolo etc) e che facciano durante un mese almeno 10 viaggi di andata e ritorno verso Padova.

CAV applicherebbe quindi a giugno un pedaggio come se la barriera fosse a Roncoduro senza però avere i benefici della riapertura del casello di Dolo e della maggiore accessibilità di un una tangenziale liberalizzando la tratta Dolo-Mestre ed eliminando i caselli di Vetrego, Oriago e Villabona. CAV continua ad essere inadempiente sull’arretramento della barriera e a non prendere impegni sulla riapertura del casello di Dolo.

Inacettabile la scusa di CAV, secondo cui i suoi profitti milionari sarebbero inesistenti a causa del project financing stipulato per la costruzione del Passante che avrebbe prodotto un debito di un miliardo di euro da ripagare nei prossimi decenni, che dimostra in modo lampante quello che i comitati sostengono da anni: questo sistema non si regge economicamente e produce debiti che vengono sistematicamente scaricati sui cittadini.

Il comitato Opzione Zero, presente all’incontro, ritiene questa soluzione una ennesima presa per i fondelli. Di sicuro comporterà un aumento del traffico sulla viabilità locale, causata anche dal depotenziamento del trasporto pubblico attuato dalla Regione Veneto in questi anni. E cosa farà allora la Regione? Dichiarerà una nuova emergenza traffico per giustificare nuove strade? Applicherà pedaggi sulla viabilità ordinaria? Come pensa di uscire da questo circolo vizioso che sta esasperando tutti?

In un momento in cui le indagini della Guardia di Finanza stanno coinvolgendo tutte le società che gravitano intorno alla Regione per “associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale”, riteniamo vergognoso e irresponsabile che si continuino a drenare soldi dalle tasche dei cittadini.

La primavera si preannuncia quindi infuocata e Opzione Zero si prepara a mettere in cantiere iniziative per contrastare questi rincari ingiustificabili.

 

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