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Gazzettino – Tir in testacoda, code e disagi a Vetrego

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 1 Comment

29

gen

2013

Mirano. È accaduto ieri pomeriggio sulla rotonda d’immissione al casello

Per fortuna non è successo nell’orario di punta, altrimenti staremmo raccontando un’altra giornata di ingorghi e polemiche. Ma il rischio c’è stato.
Il testacoda di un tir a Vetrego, capitato ieri pomeriggio nella rotonda d’immissione al casello, è però l’ennesimo episodio degli ultimi mesi.
Attorno alle tre un autoarticolato si è girato su stesso, da solo, al centro della rotonda.
Non è uscito di strada, ma è rimasto di traverso in mezzo alla carreggiata bloccando la viabilità per oltre un’ora creando ovviamente notevoli disagi alla circolazione.
La scena è nota: traffico in tilt, lunghe code in via Porara e moltissimi automobilisti seccati per l’impossibilità di accedere al casello. Sul posto sono intervenuti Anas e Carabinieri di Mirano: non sono chiare le cause che hanno portato il camionista a perdere il controllo del mezzo, rimosso solo dopo un’ora.
Molti residenti di Vetrego si sono affacciati in strada ribadendo il loro malumore.
Nei giorni scorsi infatti cinque auto erano state coinvolte in un tamponamento a catena all’altezza del sottopasso, subito fuori dal casello. Ed era subito scattato l’allarme sicurezza. Ieri in qualche modo si è rischiato il bis (g.pip.)

 

L’aumento delle tariffe sul pedaggio della tratta Mirano-Padova continua a far parlare. Il sindaco di Mirano Pavanello attende di poter incontrare nuovamente i vertici della società autostradale Cav per capire quando entreranno in vigore le nuove tariffe e quale tipo di riduzione riusciranno ad ottenere i pendolari. La questione è approdata pure in Provincia: nei giorni scorsi il tema è stato affrontato in Commissione Viabilità. «La Provincia non ha particolari poteri decisionali relativi all’autostrada – spiega l’assessore alla Viabilità Emanuele Prataviera – ma ne stiamo discutendo perché i consiglieri vogliono vederci chiaro. Siamo favorevoli a delle riduzioni mirate per non far gravare troppi costi sui pendolari». (g.pip.)

 

Vetrego. Parla uno dei “tornellisti” che ogni giorno intasano la rotonda

«Non mi reputo un furbetto, sono un semplice impiegato e faccio i miei conti»

MIRANO – Immaginate di dovervi rifornire di benzina: sulla vostra strada un distributore vende il carburante a 1,90 euro al litro, con una deviazione di 500 metri lo trovate a 1,50. Chi non allungherebbe un po’ pur di risparmiare? Fanno pressappoco così anche i “furbetti” del casello di Vetrego che gli abitanti del paese non biasimano, ma non vedono l’ora di sfrattare. Parla uno dei tornellisti che ogni giorno intasano la rotatoria di Vetrego: Enrico Simonetto, 40 anni, impiegato in una società con sede a Mestre, vive a Padova. È uno di quei pendolari che ogni giorno, da lunedì a venerdì, percorre la A57 per andare e tornare da lavoro. Entra al casello di Padova zona industriale, esce a quello di Mestre-Villabona: 31 chilometri e la bellezza di 3,30 euro. È come se, entrato in autostrada, a ogni chilometro percorso, buttasse dal finestrino una monetina da 10 cent. Due volte al giorno, mattino e sera, circa 22 giorni al mese: farebbero 145 euro al mese. Se però Enrico esce al casello di Mirano-Dolo, a Vetrego, paga solo 90 cent, quelli della tratta Padova-Mirano. Passata la porta telepass a Vetrego, Enrico si gira alla rotonda del casello e rientra in autostrada percorrendo gratis il tratto liberalizzato fino a Mestre. Risparmia così ben 2,40 euro a viaggio, 4,80 al giorno. Scusate se è poco. «Non mi ritengo un furbetto», racconta, «faccio i miei conti, come tutti. Sarei stolto a spendere 145 euro al mese quando posso spenderne 40: faccio l’impiegato, non il manager. Con le tariffe chieste agli automobilisti da quando esiste il Passante, noi pendolari paghiamo i costi di quell’opera che neanche utilizziamo, perché percorriamo la vecchia autostrada». Insomma non è la strada più breve, nemmeno quella più facile, ma Enrico sceglie il risparmio: «Nel tornello ci resto incastrato anche’io molte volte», racconta, «parto da casa alle 7.20, torno alle 19. Esco al casello sempre nelle ore di punta, c’è traffico e spesso incidenti. Ma spendo meno anche se resto in coda. Capisco i disagi dei residenti, ma so che loro capiscono i nostri: siamo lavoratori, soprattutto in questi tempi di crisi se possiamo risparmiare 5 euro al giorno lo facciamo tutti». Ora però scatteranno gli aumenti, le tariffe verranno uniformate e fare il tornello sarà inutile. Enrico Simonetto potrebbe trovarsi a pagare meno dei 3,30 euro chiesti oggi per i suoi 31 chilometri, ma comunque più di 1,80 euro garantiti dal trucchetto. Potrebbero essere 2,60 o giù di lì: 115 euro al mese. «Valuterò che fare», afferma, «temo però che per molti di noi sarà troppo e si imbucheranno a Mestre attraverso la viabilità ordinaria. L’ingorgo sarà lì, il problema verrà solo spostato. Ma per chi non ha grossi problemi di tempi sarà comunque la soluzione migliore».

Filippo De Gaspari

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LA PROTESTA DI VETREGO

La rabbia dei residenti: risposte concrete o dal primo marzo scatteranno azioni di disturbo giornaliere

ASSEMBLEA ROVENTE – La sfida a enti e politici: avete 40 giorni per agire

LE RICHIESTE – Stop agli ingorghi e riduzione delle tariffe

Casello di Vetrego, si salda il fronte della protesta. Bastava vedere la sala gremita all’assemblea di Vetrego, lunedì sera, per cogliere tutta l’esasperazione dei residenti.

«Quanti di voi saranno disposti a partecipare a forti azioni di protesta come il blocco del traffico al casello?», ha chiesto uno dei pensionati che ha organizzato l’assemblea. Oltre una cinquantina di persone ha alzato la mano; qualcuno è andato anche oltre: «Io vengo con il mio trattore».

Il messaggio, forte e chiaro, è partito da una sala stracolma del patronato di Vetrego diretto ai vertici di Regione, Anas e Cav. Alla riunione hanno partecipato più di cento persone. È nel preciso momento del voto per alzata di mano sulla proposta di organizzare un eclatante presidio di protesta, che residenti e comitati si sono compattati comprendendo di avere i numeri per portare avanti la propria battaglia.

La gente chiede sostanzialmente tre cose: eliminazione degli ingorghi al tornello di Vetrego, riduzione delle tariffe autostradali per tutti i residenti e arretramento della barriera di Mestre-Villabona a Dolo-Roncoduro.

Se per l’ultimo aspetto la situazione è in stand-by, per gli altri due la gente si attende risposte concrete entro il primo marzo, altrimenti scatterà una grande azione di disturbo con manifestazioni giornaliere di blocco della tratta autostradale. Il malumore cresce e i residenti fanno sul serio: lettere e richieste d’incontro non sono bastati, ora sono pronti al muro contro muro. «Diamo ai politici 40 giorni di tempo per risolvere i problemi, sennò ci faremo sentire a modo nostro», è la provocazione.
Febbraio sarà dunque un mese caldissimo per quanto riguarda il nodo autostradale di Dolo-Mirano. Il primo fronte riguarda il pedaggio: l’aumento sulla tratta Mirano-Padova dagli attuali 80 cent a circa 2,50 euro è previsto per la primavera; Cav sta studiando un piano di tariffe agevolate per i pendolari che li porterebbe a pagare circa 1,50 euro, ma ai residenti non basta: «Altro che sconto, la tariffa andrebbe comunque a raddoppiarsi, chiediamo riduzioni più consistenti e rivolte a tutti i residenti». E poi c’è la questione del traffico a Vetrego: «Da quando è stato realizzato il Passante siamo soffocati da ingorghi e smog. Doveva essere una situazione provvisoria, ma ora non possiamo più fidarci di chi da tre anni non mantiene alcuna promessa».
E la questione approda anche in Provincia. Con una mozione presentata ieri, il gruppo consiliare Pd si allinea alle richieste dei residenti rivolgendosi alla giunta Zaccariotto.

«L’aumento delle tariffe – si legge nel documento – sarebbe in palese contrasto con gli accordi pattuiti in sede di realizzazione del Passante che prevedevano l’arretramento della barriera di Villabona a Dolo e la liberalizzazione del tratto autostradale Dolo-Mestre. Sarebbe una colossale ingiustizia che determinerebbe pure un aumento del traffico sulle strade comunali e provinciali».

I sette consiglieri Pd chiedono alla giunta di adoperarsi per evitare il sostanzioso aumento delle tariffe e adottare l’atteso arretramento della barriera a Dolo.

 

IL FRONTE DEL NO

Comitati verso il coordinamento delle azioni

MIRANO – Finora le proteste di residenti e comitati erano rimaste iniziative isolate, ma ora Miranese e Riviera hanno deciso di fare fronte comune. Cittadini e associazioni hanno capito che la battaglia sarà lunga e per ottenere qualche risultato servirà essere compatti, determinati e numerosi. L’assemblea di venerdì è stata promossa dal comitato vetreghese «Pensionati e casalinghe» guidato da Giuseppe Vesco, che mensilmente consegna a tutte le famiglie della frazione un volantino dove vengono affrontate tutte queste problematiche. Ma la vera novità è che alla riunione hanno preso parte altri comitati attivi da anni sul territorio: i Cat di Miranese e Riviera, il comitato «Opzione zero» della Riviera, «Viabilità sicura» di Scaltenigo e «Uniti sulla viabilità» di Mirano, un coordinamento di tutti i comitati miranesi. Nelle prossime settimane lavoreranno in sinergia, l’eventuale presidio di marzo sarà dunque organizzato unendo tutte le forze.
La politica non sta a guardare. All’assemblea di Vetrego erano presenti alcuni rappresentanti miranesi come l’ex consigliere di Rifondazione Luigi Gasparini, la capogruppo Pd Dora Bovo, il capogruppo Idv Giovanni Boldrin e quello Udc Giorgio Babato. È proprio Babato a farsi portavoce del malumore dei residenti di Vetrego: «La priorità è risolvere gli enormi disagi di intasamento e inquinamento, servono interventi concreti a difesa e sostegno di questa frazione, indubbiamente la più penalizzata». (g.pip.)

 

A Vetrego si fa strada la linea dura: «Altri due mesi con il paese bloccato dal tornello. Poi basta»

VETREGO – Via il tornello in due mesi o Vetrego porterà in strada i trattori e partiranno i blocchi. È apparsa fin troppo chiara l’intenzione degli abitanti della frazione martedì sera, durante la riunione convocata in patronato dal comitato dei pensionati e delle casalinghe. Tre anni di disagi sono troppi, se entro marzo le code non saranno diventate solo un ricordo, i residenti scenderanno in strada nell’ora di punta e bloccheranno la rotonda del casello con trattori e auto. Qualcuno minaccia di portare addirittura vacche e cavalli. I vetreghesi faranno in pratica quello che tutti fanno ogni giorno: gireranno attorno al rondò di via Vetrego, nell’ora di punta e con andatura “lumaca”, con caos e ripercussioni che potrebbero arrivare fino in autostrada. Confermata dunque la linea dura: d’altronde di “colombe” in una sala con oltre un centinaio di capifamiglia, l’altra sera era davvero difficile trovarne. Per i residenti l’eliminazione del tornello è la priorità. In secondo piano la questione tariffe, che invece interessa da vicino i pendolari, presenti in gran numero alla riunione, anche se ovviamente in minoranza. Il problema è che il tornello sarà eliminato proprio con gli aumenti, che renderanno sconveniente uscire e rientrare in autostrada per chi percorre il tratto Padova-Mestre. «Questo comporterà un aumento del traffico sulla viabilità locale e quindi non risolverà del tutto nemmeno i problemi per Vetrego» insorgono i comitati.

«Gli sconti prospettati per i pendolari sono inconsistenti», affermano da Opzione Zero, «Cav sta solo tentando di compensare i mancati introiti dovuti alla diminuzione del traffico autostradale, prendendo ancora dalle tasche dei cittadini».

«La determinazione dimostrata dalla gente nel voler scendere in strada», afferma il consigliere comunale Giorgio Babato, «ripropone la necessità di interventi concreti in difesa del paese, il più penalizzato. Vanno dati fondi regionali prioritariamente a questi territori». Intanto in Provincia si discute di una mozione presentata dal Pd che chiede alla presidente Zaccariotto di attivarsi presso Cav, Anas e Regione per evitare aumenti sconsiderati delle tariffe e promuovere lo studio di provvedimenti alternativi per evitare che i residenti di Mirano siano costretti a subire il salasso. Il documento chiede anche: «Di arretrare il casello di Villabona a Dolo e liberalizzare l’intera tratta Dolo-Mestre».

Filippo De Gaspari

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Nuova Venezia – Vetrego prepara la protesta

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22

gen

2013

il passante a mirano

MIRANO. «Già a novembre avevamo presentato una richiesta di emendamento al bilancio regionale, chiedendo che i 19 milioni di euro spettanti a Mirano fossero inseriti nella manovra 2012 per la prima tranche di 5 milioni di euro e in quella 2013 per gli altri 14 milioni. La richiesta non fu accolta». Il presidente della commissione Bilancio di Mirano Giorgio Babato, spiega quello che ha tutta l’aria di essere l’ostruzionismo della Regione al rispetto dell’accordo sottoscritto sul Passante. «La scorsa settimana all’assessore regionale al Bilancio Roberto Ciambetti abbiamo ribadito le ragioni del Comune. Qual è stata la risposta? Che la Regione ha grossissimi problemi finanziari e la sua capacità di indebitamento è già stata saturata». Niente rispetto alla parola data e alle firme. C’è materiale per discuterne stasera alle 20.30 al patronato di Vetrego, per la riunione convocata dal comitato pensionati e casalinghe del paese per decidere quali azioni di protesta attuare per chiedere la fine dei disagi e il rispetto degli accordi: si va dal presidio sotto i balconi di Regione e Cav ai blocchi stradali. L’incontro è aperto a tutti. (f.d.g.)

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Passante, doccia fredda di Babato: «Da Venezia consigliano di accontentarci della prima tranche di cinque milioni». Sui pedaggi resta l’ipotesi del raddoppio.

MIRANO. Un euro e mezzo per andare da Mirano a Padova in autostrada. È questa la tariffa che Cav potrebbe applicare ai residenti a partire dal 1º marzo, quando scatteranno gli aumenti sull’intera tratta. Intanto si scopre che la Regione non dispone dei 19 milioni promessi a Mirano per le migliorie ambientali a parziale ristoro della costruzione del Passante e che l’unico “contentino” in vista sarà la prima tranche di appena 5 milioni.

Oggi chi percorre il segmento Padova est-Mestre Villabona paga 3 euro e 20 cent, chi esce a Mirano-Dolo invece paga solo 80 centesimi, ma da marzo Cav potrebbe alzare la tariffa fino a 2,60 euro. Pronta tuttavia per i residenti di Mirano l’agevolazione di 1,50 euro: come richiesto dal Comune è meno dei 2,60 previsti per i non miranesi, ma comunque resterebbe il salasso per i pendolari, con quasi il doppio degli attuali 80 cent.

Nel balletto di cifre fatte nelle ultime settimane, la tariffa di 1,50 euro da praticare a Padova Est per chi entra a Mirano è la più probabile soprattutto per un motivo: sarebbe identica a quella praticata all’ingresso del casello di Spinea, evitando così di creare differenze tra le due stazioni vicine e quindi anche lo spostamento di traffico da Vetrego a Crea, che forse sono i due paesi più bistrattati da opere e file di auto. L’euro e mezzo chiesto agli utenti miranesi dell’autostrada verrebbe assicurato da un telepass apposito consegnato solo ai residenti, mentre per gli altri la tariffa fissa di 2,60 euro verrebbe praticata a tutti i caselli intermedi (Mirano- Dolo ma anche Mira-Oriago e Mestre-Villabona) e dunque risolverebbe, rendendolo inutile, il fenomeno del tornello a Vetrego. Fin qui nulla di male, ma per i miranesi un euro e mezzo di pedaggio è comunque troppo. Risultato? La protesta si farà lo stesso. Nella vicenda prova una mediazione il Comune che ha portato la questione in Regione. Dietro le quinte della diplomazia lavora anche il consigliere Udc Giorgio Babato, che è cittadino di Vetrego e presidente della commissione Bilancio e ha accompagnato Pavanello a Palazzo Balbi: «Abbiamo parlato col presiedente di Cav Tiziano Bembo», afferma Babato, «a lui abbiamo ricordato gli enormi disagi causati dal tornello a Vetrego e chiesto all’assessore regionale Ciambetti i 19 milioni per migliorie ambientali. La risposta è che i soldi non ci sono e che quindi sarà meglio puntare sulla prima tranche di 5 milioni».

Filippo De Gaspari

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DOLO. Nuova mobilitazione del comitato Opzione Zero contro i prospettati aumenti sulla tratta autostradale Mestre – Padova dell’A4 ed a favore dell’arretramento a Dolo della barriera di Villabona. Rebecca Rovoletto e Lisa Causin, portavoce del comitato presieduto da Mattia Donadel, lanciano alcune proposte che ribaltano la visuale data finora al problema.

«Ribadiamo la necessità di potenziare la ferrovia Mestre-Padova», spiegano le attiviste, «oltre che spostare la barriera di Villabona a Dolo e prevedere una tariffa di un euro per la tratta Mestre-Padova. Questo consentirebbe anche di riaprire il casello di Dolo- Roncoduro in tutte le direzioni e non solo verso Mestre e di fermare l’arrivo della Romea Commerciale».

Il comitato lancia un’altra idea.

«La strada maestra è quella da più parti sollecitata di ripensare al modello di mobilità», proseguono le portavoce di Opzione Zero, «cominciando ad investire gli utili di Cav sulla metropolitana di superficie, sistema ferroviario che da anni attende di essere attivato. In un periodo di grave e persistente crisi economica, si continua a tartassare i pendolari senza ricercare soluzioni che vanno alla radice del problema, come una valida alternativa all’auto».

Il comitato, dopo la protesta all’uscita del Casello di Vetrego e il mail-bombing delle scorse settimane, preannuncia che continuerà la sua mobilitazione. «

Su questi fronti Opzione Zero», concludono Rovoletto e Causin, «assieme alle altre realtà di cittadinanza attiva, continuerà la mobilitazione sempre più incalzante».

Giacomo Piran

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Rotatoria sempre bloccata Pronti i cortei al casello

Vetrego. Residenti stanchi di subire i disagi provocati dai “furbetti del tornello” I comitati all’attacco: «I politici ci rovinano la salute e non ci ascoltano»

MIRANO. Maria Rosa Pavanello in Regione, comitati alla guerra. Terremoto attorno al casello di Vetrego. Se nei giorni scorsi il sindaco è andato in Consiglio regionale a batter cassa, chiedendo almeno la prima tranche dei 19 milioni di euro che spettano a Mirano, i residenti organizzano manifestazioni di protesta.

La pazienza a Vetrego e dintorni è finita da un pezzo e il 2013 parte all’insegna delle proteste in strada. Si avvicina il giorno in cui aumenterà il pedaggio da e per Padova e nonostante le indiscrezioni cambino di giorno in giorno, tutte prevedono un aumento consistente rispetto agli attuali 80 centesimi. A Vetrego è convocata per martedì sera una riunione del paese per decidere quali azioni intraprendere. Finito dunque il tempo delle richieste, peraltro rimaste inascoltate. Adesso le uniche carte bollate saranno spedite in questura, per chiedere il permesso a svolgere una manifestazione. Diverse le opzioni sul tavolo: si va dal presidio sotto i balconi della Regione, della direzione di Cav e Anas e di Veneto Strade, a un esposto alla procura della Repubblica,

«Per ottenere giustizia», dice il presidente del comitato Giuseppe Vesco, «contro chi ha rovinato la salute a migliaia di cittadini e automobilisti del Miranese, con code interminabili per ben tre anni».

Tenute in seria considerazione anche le ipotesi più estreme: il blocco del casello, della rotatoria di accesso in via Vetrego o addirittura del tratto di A57 che transita a due passi dal centro del paese. A deciderlo saranno i partecipanti alla riunione di martedì, convocata nel patronato di Vetrego, alle 20.30. Il comitato chiama a raccolta tutti i cittadini del paese più bistrattato dal Passante, ma ovviamente all’incontro parteciperanno anche molti miranesi e pendolari che rischiano il salasso con l’imminente aumento delle tariffe autostradali. I residenti protestano soprattutto per le code che spesso impediscono perfino l’ingresso e l’uscita dal paese, bloccando letteralmente l’accesso da Vetrego est. I vetreghesi hanno perfino fatto due conti: 20 minuti la media di attesa di auto e camion in coda nella ore di punta, ovviamente a motori accesi.

«I burocrati che hanno creato il caos a Vetrego, mettendo a repentaglio la salute dei residenti, non fanno di certo la coda al tornello», insorge il comitato nell’ultimo volantino, «è il momento di far sentire la nostra voce».

Filippo De Gasperi

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le cifre – Due euro e 40 cent il risparmio uscendo a Mirano

MIRANO. Due euro e 40 cent. È il risparmio per chi, percorrendo la tratta Padova est-Mestre, effettua (va detto: legalmente) il tornello alla rotonda di Vetrego, per usufruire della liberalizzazione tra Mirano-Dolo e Villabona. Per un pendolare l’economia è fin troppo evidente: ogni giorno paga, invece che i 3,20 euro previsti per il pedaggio integrale del tratto Padova est-Mestre, solo gli 80 cent della tratta Padova est-Mirano. Con i prospettati aumenti annunciati, ma non ancora quantificati, da Cav (si parla ormai di marzo) la pratica diventerà inutile: l’intenzione è uniformare le tariffe per tutti i caselli intermedi tra Padova e Venezia. Probabile una via di mezzo, intorno ai 2,50 euro. (f.d.g.)

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«La tratta autostradale Mestre – Padova va abbassata a 1 euro. Lo sconto per i pendolari a fronte degli aumenti del pedaggio rimangono una vergogna e noi intensificheremo le proteste».

Dura presa di posizione del consigliere comunale Mattia Donadel capogruppo della civica Mira Fuori del Comune sugli aumenti sospesi ma non eliminati previsti da CAV per la tratta Mestre – Padova contro i «furbetti» del tornello di Mirano.

«Cav, Anas e Regione abbiano il coraggio delle loro azioni – tuona Donadel – invece che aspettare di introdurre gli aumenti a dopo le elezioni. Sanno benissimo che anche con lo sconto a 1,50-1,60 euro per i pendolari, questi aumenti, che vanno dal 110% al 312%, rimangono una vergogna».

Per la civica Mira Fuori del Comune questi soldi devono essere messi a disposizione della collettività uniformando la tariffa della tratta in questione in basso e non in alto, cioè al massimo a 1 euro, e per arretrare la barriera di Villabona a Roncoduro, dando finalmente piena attuazione agli accordi siglati.

«È tempo anche – sottolinea Donadel – che il sindaco di Mira Alvise Maniero ribadisca con forza a Cav, Anas e Regione di rispettare gli accordi sul Passante e di accogliere le istanze che provengono dal territorio».

(l.gia.)

 

MIRANO – Continuano i disagi per il Passante: esplode la protesta a Vetrego

«Pronti a bloccare l’autostrada»

«Soffocati da Tir e dal traffico, salute a rischio»

«Picchettaggio delle sedi di Cav e Regione, esposto alla Procura della Repubblica ed eventuale blocco dell’autostrada: quanti residenti sono disponibili a partecipare a queste azioni di protesta?».

L’invito capeggia in un volantino che ieri è stato distribuito nelle case di tutte le famiglie di Vetrego.
La firma è del comitato «Pensionati e Casalinghe», che da mesi protesta per i numerosi disagi provocati dall’avvento del Passante.
Sono soprattutto due le battaglie portate avanti: contro le code nella rotonda del casello di Vetrego e a favore dell’arretramento a Dolo-Roncoduro della barriera di Mestre.
Il problema delle code sarà risolto in primavera quando saranno uniformate le tariffe della Mestre-Padova e della Mirano-Padova (si parla di 2.50 euro con sconto di un euro per i pendolari di Miranese e Riviera), mentre per l’attesa riapertura del vecchio casello di Roncoduro non ci sono ancora date e notizie certe.
A Vetrego la rabbia è tanta: «Con l’apertura bidirezionale di Roncoduro eviteremmo di ricevere a Vetrego tutti i camion diretti nelle zone industriali di Santa Maria di Sala e della Riviera.
Code e passaggio di tir danneggiano la nostra salute da anni».
Il comitato ha organizzato una riunione pubblica per martedì alle 20.30 in Patronato, in cui saranno decise le azioni di protesta.

«A voi la scelta: o alzare la voce per migliorare la vita di Vetrego o restarsene a casa e lasciare che burocrati e politicanti facciano ciò che vogliono»

scrivono i promotori.
Il tema è molto sentito, per martedì è prevista grande affluenza.

 

C.S. Op.Zero – 18/01/13 – Raggirati e bastonati

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18

gen

2013

COMUNICATO STAMPA

Per il comitato Opzione Zero rimangono inaccettabili gli aumenti del pedaggio e ridicoli gli sconti

Dopo la massiccia adesione al mail-bombing promosso a dicembre dal comitato Opzione Zero nel quale, come prima istanza, si chiedeva con buonsenso di uniformare la tratta Mestre-Padova al massimo ad 1 euro, l’assessore regionale ai trasporti Renato Chisso per risolvere il problema del tornello di Vetrego propone di applicare un pedaggio di 2,5 euro. Quindi alla tariffa Dolo/Mirano – Padova Est, che attualmente è di 80 centesimi sarebbe applicato un aumento del 212,5%.

Oltre al danno la beffa in quanto lo sconto che CAV SpA intende applicare ai pendolari sarebbe di solo 1 euro, mantenendo comunque un aumento dell’ 87,5%. Con l’ovvia conseguenza di aumentare il traffico già sofferente sulla viabilità locale, lo smog e l’inquinamento.

CAV SpA applicherebbe i pedaggi come se la barriera di Villabona fosse stata spostata a Dolo ma senza la reale accessibilità di una tangenziale in quanto i caselli continuano ad essere presenti.

In un periodo di grave e persistente crisi economica, si continua a tartassare i pendolari senza ricercare soluzioni che vanno alla radice del problema, come una valida alternativa all’auto.

La strada maestra è quella da più parti sollecitata di ripensare al modello di mobilità, cominciando a dirottare gli utili di CAV – che nel 2011 ha incassato 17 milioni di euro di soldi pubblici – sulla SFMR, il sistema ferroviario metropolitano che da 15 anni attende di essere attivato.

Opzione Zero ribadisce il potenziamento della ferrovia Mestre-Padova, una delle peggiori tratte ferroviarie d’Italia, e lo spostamento della barriera di Villabona a Dolo con tariffa Mestre-Padova ad 1 euro che consentirebbe anche di riaprire il casello di Dolo in tutte le direzioni e non solo verso Mestre.

Su questi fronti Opzione Zero, assieme alle altre realtà di cittadinanza attiva, continuerà la mobilitazione che si preannuncia sempre più incalzante.

 

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