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COMUNICATO STAMPA

Mira Fuori del Comune torna sulla vicenda del casello di Vetrego: “La mozione votata in consiglio ieri sera è sicuramente un fatto positivo ma non basta” – afferma il capogruppo Mattia Donadel –“I furbetti sono quelli del CAV SpA che vuole far passare l’aumento della tariffa come la soluzione del problema, quando invece è chiaro che la società mista ANAS-Regione punta in realtà a recuperare perdite di bilancio a scapito dei pendolari”.

Infatti nel  2011 gli utili di CAV sono scesi a 17 milioni di euro, 3 in meno rispetto al 2010, ma con un giro di affari di oltre 136 milioni. Diminuzione dei trasporti dovuta alla crisi, ma anche all’aumento esponenziale delle tariffe autostradali che stanno provocando un fenomeno generalizzato di migrazione del traffico sulle arterie stradali statali e provinciali.

Sta di fatto che il Passante continua a essere una “gallina dalle uova d’oro” per CAV, e che per statuto gli utili della società dovrebbero essere impiegati per ultimare le opere previste dagli accordi sul Passante, prima tra tutte l’arretramento della barriera di Villabona a Roncoduro.

D’altra parte proprio in zona Roncoduro, in previsione dello spostamento della barriera, sono state realizzate opere importanti come la bretella, i sottopassi e la rotatoria di Roncoduro, nonché l’allargamento delle vie di accesso alla zona industriale per facilitare l’interscambio con la viabilità autostradale attraverso il nuovo casello/barriera. Opere per le quali sono stati spesi quasi 6 milioni di euro di soldi pubblici, e che ora rischiano di rimanere sotto utilizzate.

Ce n’è abbastanza secondo Mira Fuori del Comune perché le amministrazioni della Riviera e del Milanese facciano un esposto alla Corte dei Conti.

Il problema del tornello di Vetrego comunque rimane e richiede risposte immediate, e allora il Capogruppo Donadel rilancia: “Visto che CAV è inadempiente rispetto agli accordi, e visto che può disporre di utili milionari, allora si uniformi la tariffa in basso invece che in alto, fissando il pedaggio a 70 centesimi o al massimo 1 euro su tutta la tratta Padova est – Mestre. Si tratta di una proposta praticabile e nell’interesse pubblico di cui dovrebbero farsi carico prima di tutto i consiglieri in CAV nominati dalla Regione, Tiziano Bembo, Fabio Cadel e Giampietro Marchese rispettivamente in quota Lega, PDL e PD”.

 

Mira Fuori del Comune – Mira2030

 

Mirano. Parla Giorgio Pesce, l’ideatore nel 2009 della tessera magnetica destinata a tutti i residenti

«Lo strumento per consentire ai miranesi di godere di una riduzione nelle tariffe autostradali esiste già: è la Privilege Card». A parlare è Giorgio Pesce, vicepresidente della società sportiva «Mirano Al Pozzo», colui che nel 2009 ideò quella tessera magnetica destinata a tutti i residenti per poter usufruire di vari sconti in oltre 250 attività commerciali di Mirano. Le tessere erano state distribuite gratuitamente e scadranno il prossimo 31 dicembre. È dunque tempo di pensare a come ampliare questo progetto, e la polemica sull’aumento delle tariffe autostradali nella tratta Mirano-Padova casca a fagiolo. Si parla di un vero e proprio salasso: Cav intende aumentare di circa 2 euro le tariffe fin da gennaio, ma sindaco e cittadini annunciano battaglia e chiedono riduzioni ad hoc per i pendolari miranesi, che attualmente pagano 70 cent. E come ottenere queste riduzioni? «La Privilege Card ha una banda magnetica – spiega Pesce -. Basterebbe che il sistema operativo del casello memorizzasse il codice di riconoscimento e ogni volta che viene inserita quella tessera viene applicata la tariffa per i miranesi. Sarebbe la nostra Carta Venezia». Il difficile sarà convincere la società autostradale, ma l’idea piace all’amministrazione e a molti cittadini. Il progetto della Privilege Card, però, è ben più ampio: l’ultima idea è quella di installare in alcuni punti strategici dei «totem informativi», ovvero delle colonnine in acciaio attive 24 ore su 24 dove i cittadini possano reperire qualunque tipo di informazione utile sul territorio, dagli orari degli sportelli comunali alle farmacie di turno. Un progetto che potrebbe costare circa quattromila euro, da realizzare coinvolgendo i commercianti. Nelle prossime settimane la nuova Privilege Card prenderà forma: «Questa carta favorisce i cittadini ma tutela anche le piccole attività commerciali – spiegano Pesce e gli altri promotori -. Potrebbe essere utilizzata in molti modi e diventare un esempio unico in Italia, ha un potenziale inespresso su cui lavorare».

 

Gazzettino – Autostrada piu’ cara “Un salasso per Mira”

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27

nov

2012

Mozione urgente in consiglio di Bonetto

PROTESTA – Adeguamento della tariffa autostradale Padova-Villabona contro i «furbetti»: è polemica aperta a Mira

Adeguamento della tariffa autostradale Padova-Villabona contro i «furbetti»: «una vera stangata per i residenti dei Comuni della Riviera, Mira compresa». L’annuncio di Cav, la società che gestisce il Passante e l’autostrada Padova Venezia, che da gennaio la tratta Padova – Mestre verrà uniformata a 2,90 centesimi anziché 70 centesimi come era la tratta Mirano – Padova, ha suscitato non poche polemiche in Riviera del Brenta. Da anni si parla di liberalizzare il tratto Padova – Mestre per alleggerire il traffico lungo l’ex Statale 11 – Padana e questo rientrava anche negli accordi tra Comuni, Provincia, Regione e Cav per la realizzazione del Passante. L’aumento ora suona di beffa. «Una misura – tuona Alessio Bonetto capogruppo della civica Noi per Mira – che rappresenterebbe una colossale ingiustizia e comporterebbe un aggravio economico ingiustificato (una vera e propria stangata) per i residenti dei comuni della Riviera del Brenta e del Miranese, che utilizzano il casello di Vetrego per andare dalle e alle proprie abitazioni. Un salasso – puntualizza il capogruppo – soprattutto per quelli di Mira, Mirano e Dolo che non hanno alternative possibili». Bonetto ha presentato una mozione urgente da discutere anche questa sera martedì in consiglio comunale. «Spero – dice Bonetto – che il sindaco si attivi con i vari Comuni e le altre istituzioni, presso gli enti preposti per bloccare in tutti i modi questa misura e individuare delle alternative perchè si tratta di tariffe inique e non dovute».
Luisa Giantin

 

È la cifra che spetta al Comune di Mirano per le opere di mitigazione

La Pavanello: «Quei soldi sono dovuti, se necessario andremo in Tribunale»

MIRANO. Avvocati in campo per ottenere i 19 milioni di euro che spettano a Mirano per il Passante. A mali estremi, estremi rimedi: il sindaco Maria Rosa Pavanello annuncia di aver dato mandato a un legale per ottenere il rispetto degli accordi relativi alle opere di compensazione. Solo pochi giorni fa il sindaco aveva provocato Cav, complice anche la “febbre da casello” vissuta a Vetrego per via del tornello e degli aumenti in arrivo dal 1 gennaio, chiedendo la restituzione di tre anni di pedaggio per colmare il credito dei 19 milioni. Adesso la giunta mostra i muscoli e incarica gli avvocati di adire le vie legali per ottenere la somma. C’è un accordo, ormai fin troppo famoso in città, che prevede una lista di interventi da attuare sulla viabilità ordinaria a compensazione dei disagi e dei danni territoriali e viabilistici subiti con l’avvento del Passante. Opere che, tutte insieme, ammontano a circa 19 milioni di euro. Accordo firmato nero su bianco da tutti gli enti titolari dei lavori, da Regione alla società Passante di Mestre, Provincia e Comune. Ma la Regione quei soldi non li ha. Mirano si sente beffata e prova il tutto per tutto, giocandosi la carta dei tribunali. «In realtà siamo ancora in una fase iniziale», spiega Pavanello, «abbiamo nominato un legale per studiare quale sia la strada migliore da intraprendere per arrivare ad ottenere ciò che ci spetta: non è detto che si debba per forza arrivare al ricorso. L’obiettivo è rendere esecutivo, e al più presto, l’accordo». Due le strade possibili: quella del ricorso al tribunale è la via estrema, gli avvocati del Comune potrebbero chiedere prima la nomina di un commissario ad acta con l’obiettivo di far eseguire l’accordo. Quel che è certo è che Mirano sembra aver perso la pazienza residua. Tempo scaduto: o i soldi arrivano o l’accordo verrà fatto valere di fronte a un giudice. Che Pavanello facesse sul serio si era capito anche al momento di nominare la giunta, quando aveva previsto tra i referati una delega mai sentita prima (e tenuta per sé): Gestione opere complementari e di mitigazione del Passante. Anche perché i 19 milioni di credito vantati da Mirano sono l’unico modo per dare fiato ai lavori pubblici in città, non avendo il Comune alcuna voce consistente di bilancio per finanziare interventi che non siano semplici manutenzioni o opere improrogabili per legge come l’abolizione delle barriere architettoniche, l’ampliamento di cimiteri e la messa a norma dei plessi scolastici.

Filippo De Gaspari

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LETTERA DI PROTESTA ALLA CAV

La decisione del Cav di aumentare a dismisura le tariffe per il tragitto in autostrada tra Mirano e Padova provocherà pesanti disagi ai pendolari del Miranese e della Riviera del Brenta ma il provvedimento che entrerà in vigore dall’inizio del 2013 sarà una iattura anche per la viabilità urbana, perché è ovvio che moltissimi automobilisti e camionisti abbandoneranno l’autostrada per riversarsi sulle strade ordinarie. Lo fa presente Ugo Bergamo, assessore alla Mobilità del Comune di Venezia, che ha inviato una lettera al presidente e all’amministratore delegato della società dell’Autostrada e del Passante e, per conoscenza, al suo collega regionale Renato Chisso.
Con la crisi che c’è, fa presente Bergamo, pendolari e aziende sono già sotto pressione e hanno difficoltà a pagare qualsiasi tariffa, figurarsi ora che da 70 centesimi per la tratta Mirano-Padova si passerà con tutta probabilità a 2 euro e 70.
L’obiettivo dichiarato dal Cav è quello di impedire ai veicoli diretti a Padova l’uscita al casello di Vetrego e il rientro dallo steso casello per risparmiare 2 euro «ma sono evidenti le ricadute del provvedimento sia per coloro che continueranno ad usufruire dell’autostrada, in mancanza di valida alternativa, sia per la viabilità locale che potrebbe subire un ulteriore appesantimento dovuto al traffico deviato, a causa del maggior costo da sopportare» scrive Ugo Bergamo che osserva come non risulti, tra l’altro, «nessuna assicurazione che i maggiori introiti siano reinvestiti in opere complementari sul territorio». Per questo l’assessore comunale chiede un incontro urgente per affrontare il problema e trovare una soluzione condivisa, e lancia la proposta – già avanzata anche da sindaci di Riviera e Miranese – di formule di riduzione della tariffa collegate alla residenza e/o alla frequenza dell’utilizzo. (e.t.)

 

MIRANO. Tutti contro Cav, a prescindere dall’aumento che sarà comunque rilevante. Quelle di sindacati, comitati, politici e sindaci sono voci di uno stesso coro che chiede alla concessionaria autostradale di fare un passo indietro.

«Quelli che effettuano il tornello», spiega la Filt-Cgil, «non sono “furbetti”, ma semplicemente cittadini che fanno i conti di salari e stipendi sempre più magri o aziende che risparmiano su tutto per difendere il reddito. Le tariffe autostradali della Cav sono tra le più alte d’Italia. Si possono operare contenuti aumenti che siano rispettosi della condizione generale e della sostenibilità delle imprese e delle famiglie. Un incremento come quello prospettato corre il rischio di allontanare traffico e ridurre la previsione di entrate. L’utilizzo della viabilità minore da parte di molti camion e auto è una delle cause di congestione stradale e di innalzamento della soglia d’inquinamento. Vale la pena di scaricare sugli enti locali gli svantaggi di questa decisione?».

Contrari alla stangata sui pedaggi anche i consiglieri regionali Bruno Pigozzo e Lucio Tiozzo del Pd:

«Colpirà i pendolari e i trasportatori delle piccole e medie imprese di Miranese e Riviera», affermano, «Cav non può ignorare che il mancato arretramento della barriera di Villabona e la non realizzazione del casello di Dolo abbiano comportato risparmi di gestione non indifferenti: dove sono finite queste risorse? Come si può giustificare l’aumento tariffario sulla base di opere eseguite se queste oggi non ci sono?». Per Pigozzo e Tiozzo inoltre quella prospettata da Cav per risolvere il problema del tornello è una non-soluzione: «Perché per risolvere un problema se ne crea un altro. Si differenzi la tariffa per i residenti».

Anche Pietrangelo Pettenò (Rifondazione) attacca Cav per i rincari e ripropone il tema dell’arretramento della barriera di Mestre:

«Non si possono far ricadere i costi sui pendolari: occorre liberalizzare veramente il tratto autostradale, arretrando Villabona».

(f.d.g.)

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MIRANO Maria Rosa Pavanello contraria all’aumento annunciato da Cav per l’autostrada

LE RICHIESTE –     «Sconto per i miranesi oppure opere di compensazione» –       Il sindaco Maria Rosa Pavanello propone di utilizzare la “Privilege card” per garantire pedaggi ridotti in autostrada ai pendolari residenti a Mirano.«Altrimenti facciano le opere di compensazione».

FRONTE COMPATTO – Spinea e Mirano sulla stessa linea

«L’aumento del pedaggio autostradale? Chiederemo agevolazioni per i miranesi. E se non ci saranno sconti, l’incasso della differenza dovrà almeno essere destinato al Comune per realizzare opere pubbliche».  Il sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello mette subito le cose in chiaro: se la Cav confermerà la stangata sui pedaggi autostradali per i pendolari della tratta Mirano-Padova fin dal gennaio prossimo, l’amministrazione batterà i pugni sul tavolo. «Aumentare la tariffa di due euro è un vero e proprio salasso che incide pesantemente sui bilanci familiari» sbotta Pavanello, che garantisce il massimo impegno per tutelare i miranesi già penalizzati dall’apertura del Passante autostradale. Prima di arrivare al muro contro muro, Comune e Cav cercheranno di trovare un accordo, e la prima opzione proposta dal sindaco è quella di consentire ai miranesi di accedere all’autostrada con una card speciale che preveda tariffe ridotte rispetto a chi compie l’intera tratta Mestre-Padova. «La soluzione esiste già ed è la “Privilege Card”» spiega Pavanello riferendosi alla tessera magnetica promossa nel 2009 per destinare ai miranesi vari sconti in molte attività commerciali della zona. L’alternativa sembra più una provocazione, ma Pavanello è serissima:

«Il Comune avanza dalla Regione 19 milioni di euro per realizzare opere di compensazione al Passante, ma ci è sempre stato risposto che quei soldi non ci sono. In questo modo ci sarebbero: potrebbero consegnarci il ricavato della differenza tra ciò che si pagava prima per la tratta Mirano-Padova e ciò che si pagherà da gennaio: in tre anni otterremmo i soldi che ci spettano».

In media al casello transitano diecimila auto al giorno: considerato l’aumento di due euro nella tariffa, l’incasso aumenterebbe di circa ventimila euro al giorno, in un anno oltre 7 milioni. Con quei soldi il Comune potrebbe realizzare le opere pubbliche chieste da molti cittadini, soprattutto rotatorie e piste ciclabili, anche se a pagare sarebbero gli stessi cittadini. Gennaio è comunque vicino e la questione promette scintille: sindacati, cittadini e comitati annunciano già battaglia.

Gabriele Pipia

 

Rincaro di 2 euro per i pendolari

MIRANO – La soluzione individuata da Cav risolverà il problema del “tornello” di Vetrego (dove le auto diretta da Mestre a Padova escono e rientrano per risparmiare due euro, godendo del pedaggio gratuito fra Mestre e Mirano), ma provocherà un salasso per i pendolari di Miranese e Riviera. Il tragitto Mirano-Padova e viceversa costerà non più 70 cent, ma probabilmente 2,70 euro: uscire a Mirano oppure direttamente a Mestre (o, in senso contrario, a Padova) sarà dunque la stessa cosa. Alle stazioni di Mirano-Dolo, Mira-Oriago e Mestre sarà quindi applicato lo stesso pedaggio. Resterà gratuita, invece, la tratta Mestre-Mirano. Il nuovo sistema tariffario dovrebbe entrare in vigore già da gennaio e il presidente di Cav Tiziano Bembo ha garantito che proverà a studiare riduzioni ad hoc per i pendolari. Ma c’è pure il rischio che sorga un nuovo problema di viabilità: le tariffe esose della Mirano-Padova indurrebbero molti pendolari a riversarsi sulla Noalese o lungo la Riviera, provocando ingorghi e ulteriori disagi. (g.pip.)

 

AUTOSTRADA – Sulla Venezia-Padova da gennaio super tariffa a Dolo-Mirano

SOTTO ACCUSA – Il Pd chiama in causa Chisso: «Un dazio inaccettabile»

Un coro di proteste. La conferma che da gennaio ci saranno rincari del 400% sulla Venezia-Padova ha mandato su tutte le furie gli automobilisti, come dimostrano i commenti riportati dal nostro sito www.gazzettino.it. «È un furto», è tra i più benevoli. Oppure:«Sono fiero tornellista e se costretto diventerò un fiero utilizzatore delle statali, mi rifiuto di pagare tre euro per percorrere i 10 o anche 20 km che separano Padova da Dolo o Mestre». Sotto accusa non c’è solo la Cav, ma anche la Regione Veneto, visto che è proprietaria assieme all’Anas della società autostradale con una quota del 50% a testa. Va precisato che l’aumento non riguarderà tutti i pedaggi, ma sarà una sorta di super tariffa, una voce speciale che riguarderà il solo casello di Dolo-Mirano-Vetrego: in pratica quel casello diventerà la vera barriera “virtuale” dell’autostrada, anche se rimarrà quella fisica di Villabona. Ma questo comporterà la scomparsa del cosiddetto tornello. Finora funziona così: visto che il tratto Mestre-Padova costa 2,90 euro, quello Mestre-Mirano è gratuito e quello Mirano-Padova viene tariffato 70 cent, basta uscire e rientrare a Mirano per risparmiare 2,20 euro a corsa. Da gennaio però non si pagheranno più 70 centesimi, bensì per lo stesso tratto come minimo 2,20 euro.
Protesta il Pd: «Inaccettabile dazio a fronte di opere e promesse mancate». «La stangata sui pedaggi colpirà i pendolari e i trasportatori del Miranese e della Riviera del Brenta – dicono Lucio Tiozzo e Bruno Pigozzo – I vertici di Cav non possono ignorare il fatto che il mancato arretramento della barriera di Villabona e la non realizzazione del casello di Dolo abbiano comportato risparmi di gestione non indifferenti: dove sono finite queste risorse?». Non che il Pd sia estraneo alla gestione della Cav: se il presidente della società, Tiziano Bembo, è in quota Lega, uno dei due consiglieri di nomina della Regione è l’ex consigliere regionale del Pd Giampietro Marchese. «La Cav è una società della Regione, l’assessore Renato Chisso deve dare risposte precise», dice Tiozzo. Come già anticipato dal presidente Bembo, anche l’opposizione chiede di trovare «soluzioni tecniche in grado di differenziare la tariffa per i residenti».

Alda Vanzan

 

Da gennaio eliminati i vantaggi per chi esce e rientra a Mirano

La Cav: «Aumenti dovuti». La Cgil: «Pensano solo alla cassa»

VENEZIA – L’aumento ci sarà. E sarà un salasso: da 70 centesimi a quasi 3 euro. Per i pendolari che usano la Venezia-Padova (o viceversa) tutti i giorni, il rincaro peserà non poco sul bilancio domestico. «Aumenti in vista fino al 400% – tuona la Filt Cgil del Veneto – Non è possibile pensare solo alla cassa, non è equo verso il territorio, non risolve il problema del tornello a Vetrego».

Alla Cav, la società che gestisce il Passante e il tratto autostradale che una volta era della Venezia-Padova, ma anche le tangenziali “aperte” dove si corre senza pagare, confermano e puntualizzano: «Sì, gli aumenti ci saranno – dice il presidente di Cav, Tiziano Bembo – ma non è un capriccio: l’adeguamento tariffario è dovuto, lo stabiliva già una delibera del Cipe». Dunque, si è stati fortunati? In un certo senso sì, perché mentre le altre società autostradali hanno già aumentato i pedaggi, la Cav è rimasta ferma. Il motivo è che c’era un convenzione ricognitiva che doveva essere registrata, cosa che è accaduta lo scorso febbraio: dal 2009 al 2012, dunque, i pedaggi sono rimasti fermi.

E in questi tre anni c’è chi ha approfittato del “tornello” di Vetrego: uscita e rientro immediato al casello di Mirano per risparmiare due euro. I pendolari (e non solo, perché ormai lo sanno anche i camionisti “foresti”) hanno imparato lo stratagemma: visto che il tratto Mestre-Padova costa 2,90 euro, quello Mestre-Mirano è gratuito e quello Mirano-Padova viene tariffato 70 cent, basta uscire e rientrare a Mirano per risparmiare più di 2 euro a corsa. Una pacchia che finirà dal prossimo gennaio, perché con l’adeguamento tariffario uscire a Mirano o uscire direttamente a Mestre (o viceversa a Padova) sarà la stessa cosa, non ci sarà più alcuna convenienza.

Va anche detto che la barriera di Villabona doveva sparire: doveva esserci l’arretramento a Mirano, ipotesi però “fisicamente” non fattibile perché rischiava di creare ingorghi e code. L’arretramento, dunque, sarà virtuale: fisicamente a Villabona, dal punto di vista delle tariffe a Mirano. Occhio: la liberalizzazione non sparirà, perché chi entrerà a Quarto d’Altino e uscirà a Dolo continuerà a non pagare niente.

Resta il fatto che per i pendolari gli aumenti dei pedaggi e l’”abolizione” del tornello di Mirano/Vetrego sarà una mazzata. Quasi un paradosso, se si considera che si continua a parlare di città metropolitana, di integrazione di servizi tra Venezia e Padova e l’unico atto concreto, al momento, è l’aumento dei pedaggi per chi si muove all’interno di quella che dovrebbe essere la stessa città. «Questa vicenda – dice il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni – è la dimostrazione che serve la città metropolitana: se ci fosse potrebbe dire la sua sulla gestione di questi servizi. Ma è anche un motivo in più per andare avanti e pensare a una razionalizzazione dei trasporti nell’ambito dell’area vasta».

Una buona notizia, comunque, c’è: pur con gli aumenti tariffari «obbligatori», il presidente di Cav Tiziano Bembo è deciso ad applicare uno sconto ai pendolari. Non è detto che ci riesca, ma Bembo, dopo la riunione convocata per domani a Roma dall’Ivca (Ispettorato di vigilanza concessioni autostradali, ora incorporato al ministero) vuole convocare i sindaci della zona e le associazioni degli automobilisti. L’idea è di fare quel che già fanno alcune aziende di trasporto pubblico, ad esempio l’Actv, con gli abbonamenti dei lavoratori e cioè tariffe un po’ più basse. «So che sarà difficile – dice Bembo – ma dobbiamo riuscirci».

Alda Vanzan

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La Cav ha annunciato il ritocco dei pedaggi dall’1 gennaio. Previsti forti rincari

Il sindaco Pavanello: «Questo non era negli accordi, servono agevolazioni»

MIRANO – Mirano chiama e Cav risponde, ma sul casello di Vetrego arriva la conferma di una doccia gelata. Dal primo gennaio scatta il salasso: 2.70 euro, pare, per il tratto Mirano- Padova Est. A confermarlo è l’amministratore delegato di Cav Eutimio Mucilli che ha risposto al sindaco Maria Rosa Pavanello in merito alle soluzioni da intraprendere per risolvere il problema del tornello di via Vetrego. Problema che effettivamente sarà risolto e questa è la parte buona della novità:

«Condividiamo la critica all’utilizzo distorto della stazione di Mirano-Dolo per usufruire dell’esenzione del pedaggio sul tratto liberalizzato della A57», spiega Mucilli, «il nuovo criterio adottato creerà condizioni di pedaggio conformi e in linea con le deliberazioni del Cipe e il progetto originario del Passante, ovvero equivalenti a quelle che si sarebbero determinate con l’arretramento della barriera di Venezia-Mestre».

Verrà dunque praticato lo stesso ticket per le stazioni di Mirano-Dolo, Mira-Oriago e Venezia-Mestre e questo renderà inutile il tornello a Vetrego per chi è diretto a Mestre. Problema risolto. Ma la “fregatura” per i miranesi è in agguato: se da un lato rimarrà liberalizzato e dunque gratuito il tratto Mirano-Mestre, è in arrivo un vero salasso per chi percorre il tratto Mirano-Padova. Una tariffa definitiva ancora non c’è, anche perché dal 1 gennaio scatteranno adeguamenti su tutta la rete autostradale gestita da Cav, ma di sicuro la tariffa attuale per chi percorre Mirano-Padova Est o viceversa (70 cent) verrà triplicata o addirittura quadruplicata: 2.40, 2.70, addirittura 2.90 euro le ipotesi.

«La tariffazione è identica a quella virtualmente prevista con lo spostamento della barriera di Venezia-Mestre, intervento che non è più in programma», spiega Mucilli, «e dovrebbe entrare in vigore col prossimo adeguamento tariffario previsto per il 1 gennaio 2013».

Adeguamento che oggi è all’esame del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, dal 1 ottobre ente concedente a Cav la gestione autostradale. Per quanto riguarda le agevolazioni chieste dal Comune per i miranesi, Mucilli liquida in fretta la questione: «Verificheremo i termini di convenzione». Una risposta che fa infuriare Pavanello:

«Questo casello non era negli accordi», ribatte il sindaco, «se aumentano le tariffe devono essere previste anche le agevolazioni. Qui sta per scattare una dura protesta».

Filippo De Gaspari

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