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La Cgil: sulla Padova-Mestre vantaggio modesto per i pendolari

MESTRE – Dopo un mese di proteste dei “pendolari” dell’autostrada che si sono visti triplicare il costo del pedaggio tra i caselli di Padova Est e quelli di Dolo-Mirano e Villabona-Mestre, il «ministero delle Infrastrutture ha partorito uno sconticino che convincerà molti automobilisti a percorrere le strade provinciali piuttosto che l’autostrada». Lo dice, con molta ironia, il segretario regionale della Filt-Cgil, Ilario Simonaggio, commentando l’intesa raggiunta pochi giorni fa tra ministero e rappresentanza delle concessionarie Aiscat che prevede uno sconto del 20 % dei nuovi pedaggi, applicabile dal 1 febbraio 2014 solo ai pendolari autostradali, cioè coloro che per recarsi al lavoro percorrono per almeno 40 volte al mese, tra andata e ritorno, il tratto autostradale tra Padova, Dolo e Mestre.

Anche la deputata del Pd, Simonetta Rubinato, si dice insoddisfatta: «alla fine la montagna ha partorito un topolino» dice «perché gli sconti concordati sembrano davvero irrisori, in particolare per i pendolari del tratto Mestre-Padova».

«Il Governo, con la interessata complicità dei “signori delle autostrade” ha rimediato una pessima figura» commenta a sua volta Simonaggio «le condizioni di accesso allo sconto sono molto limitate e fanno bene ai conti delle Autostrade, a cominciare da Cav spa, ma di certo non rispondono ai bisogni dei pendolari dell’area metropolitana centrale veneta».

«Basta fare i conti con alcuni esempi per rendersi conto della vera entità dello sconto» conclude Simonaggio sul pedaggio Mestre- Padova, dove la tariffa dal 1 gennaio 2014 è schizzata da €. 0,80 a €.2,80, sino al 31 dicembre 2013 il pendolare pagava rispettivamente: con 20 viaggi mese €.16; con 30 viaggi mese €. 24; con 40 viaggi mese €.32.

Adesso, con il pessimo accordo firmato da Aiscat e dal ministro Lupi, si paga dal 1 febbraio rispettivamente con 20 viaggi mese €. 56; con 30 viaggi mese €.75,60; con 40 viaggi mese €. 91,80.

Altro che sconto, ministro Lupi, questo è solo un favore alle concessionarie autostradali».

(g.fav.)

 

Nuova Venezia – Cav: sconti per 40 mila pendolari veneti

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9

feb

2014

Già in vigore le riduzioni fino al 20% sul tratto autostradale Padova-Mestre: per usufruirne è indispensabile il telepass

VENEZIA – Sono già in vigore gli sconti per i pendolari dell’autostrada. L’accordo raggiunto tra il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi e le società concessionarie aderenti all’Aiscat, ne ha sancito l’effetto retroattivo a partire dal 1 febbraio e fino al 31 dicembre 2015. Per ottenere le agevolazioni (fino al 20% per i veicoli leggeri che percorrano almeno 20 volte al mese la stessa tratta andata-ritorno per un massimo di 50 km come illustra nel dettaglio il sito www.telepass.it) è necessario disporre del telepass, come già avviene per il 70% degli utenti abituali che lo alternano alla viacard, sul quale saranno annotate le percorrenze, incluse quelle già compiute dall’inizio del mese. Chi ne è sprovvisto dovrà acquistarlo – Codacons, l’associazione dei consumatori, chiede sia rilasciato gratuitamente a chi viaggia per raggiungere la scuola e il lavoro – e si fanno le prime stime della ricaduta finanziaria dell’operazione. In media il tratto Padova-Mestre (balzato sotto i riflettori per il balzo da 0,80 a 2,80 euro del pedaggio Padova-Dolo) è percorso ogni giorno da 140 mila automobilisti: Cav, la concessionaria del servizio, stima che il 25-30% del flusso sia rappresentato dai pendolari. Quasi 40 mila, quindi, i destinatari della scontistica, che ricadrà interamente sulla concessionaria (50% Anas, 50% Regione) in termini di mancati introiti. «Fin dal primo momento abbiamo espresso la nostra disponibilità ad agevolare gli utenti pendolari in questa congiuntura sociale difficile», commenta Tiziano Bembo, presidente di Cav «e alle parole sono seguiti i fatti: nei prossimi quattro mesi gli oneri di questa iniziativa graveranno interamente sui nostri bilanci e non saranno computati nell’accordo “compensativo” con il ministero». L’allusione è all’impegno assunto da Lupi per garantire una contropartita alle società – Aiscat valuta in una ventina di milioni i minori incassi nel quadrimestre su scala nazionale – agendo su quattro fronti: l’allungamento temporale delle concessioni; l’autorizzazione alla revisione dei piani di investimenti e di quelli finanziari; l’integrazione dell’indennizzo per fine concessione. «Potranno esserci soluzioni differenziate a seconda delle esigenze societarie», afferma Bembo «l’essenziale è che ci pongano in condizione di rispettare gli impegni verso i soci e nei confronti dello Stato che, viceversa, potrebbe contestarci il danno erariale». Una posizione condivisa dalle altre società venete (Brescia-Padova, Autovie, Autobrennero. Autostrade per l’Italia) partecipi al tavolo tecnico dei Trasporti. Nel frattempo, Cav ha concluso le simulazioni scontistiche e adottato il sofwtare capace di registrare tempi, frequenza e distanze sul telepass. La richiesta effettiva di sconti, però, resta un’incognita; ai residenti dei cinque Comuni sul segmento Mirano-Mestre è stata riservata una riduzione tariffaria pari al 40%: si attendevano circa 400 domande, ne è pervenuta la metà.

Filippo Tosatto

 

CONFCOMMERCIO

«Adesso Lupi pensi all’autotrasporto»

«Bene gli sconti per i pendolari ma ora, il ministro Lupi, con estrema urgenza, dica come intende intervenire per risolvere le problematiche che riguardano il trasporto merci in autostrada». Lo dichiara Paolo Uggè, vicepresidente di Confcommercio. «La soluzione per i pendolari», aggiunge «è graduata in ragione dei percorsi effettuati ed è in linea con il principio dei grandi utenti, già in essere da anni per il trasporto merci. Una strada da approfondire e che potrebbe anche essere perseguita per consentire il recupero dei maggiori incrementi subiti dagli autotrasportatori».

 

Pedaggi, protesta bellunese

Niente sconto per chi percorre più di 50 chilometri

Bellunesi tagliati fuori dagli sconti autostradali

Il ministero dei Trasporti limita a 50 chilometri le tratte convenzionate

Iniziano le proteste per chi ogni giorno deve recarsi fino a Venezia per lavoro

BELLUNO – Sconti sì, ma non per tutti. I tanto attesi ribassi sulle tariffe autostradali per i pendolari che ogni giorno si muovono in auto per raggiungere il posto di lavoro rischiano di tagliare fuori proprio chi ne avrebbe più bisogno, come ad esempio chi percorre ogni giorno la A27 tra Belluno e Venezia. Il tragitto, infatti, è troppo lungo per rientrare nella categoria “pendolari” decisa dal ministero dei Trasporti. Secondo i tecnici infatti gli sconti possono essere applicati solo alle tratte di massimo 50 chilometri percorse almeno 20 volte al mese.

E chi ne percorre di più? «Dal 1992 lavoro a Mestre» scrive un lettore, «e quindi sono un assiduo utilizzatore della A27, che inizialmente andavo a prendere a Vittorio Veneto nord e poi man mano che ho visto nascere gli ultimi chilometri prendo a Belluno. Ho sempre utilizzato il Telepass (da quando esiste) e mi sono chiesto perché non ci fosse qualche forma di sconto per chi utilizza questo strumento per lavoro. Quindi quando ho sentito il ministro Lupi iniziare a parlare di sconti per i pendolari, mi sono chiesto se finalmente qualcosa stesse cambiando. Illuso».

Il ministero dei Trasporti motiva la sua scelta prendendo come base la media percorsa ogni giorno dai pendolari in auto, cioè da chi si muove per raggiungere il posto di lavoro, sulle autostade italiane: 40 chilometri. Chi ha lunghe distanze di solito sceglie il treno. La tratta autostradale è stata aggiustata al rialzo arrivando a 50 proprio per includere più automobilisti possibile. Ma oltre i 50 chilometri non si è considerati pendolari. Per chi rientra nel limite, gli sconti sono sostanziosi. Fino a 20 transiti mensili non viene applicato nessuno sconto. A partire dal 21esimo transito lo sconto (per tutti e 21 i viaggi effettuati) sarà dell’1% e crescerà linearmente (2% del pedaggio complessivo per 22 transiti effettuati, 3% per 23 viaggi) fino al 20% del pedaggio complessivo che scatta dopo il 40 transito. Chi fa 41 viaggi, cioè, avrà su tutti e 41 e sino al 46esimo viaggio lo sconto del 20%. Per usufruire degli sconti, riservati ai possessori di Telepass, bisogna andare sul sito Telepass o dei concessionari, dove verrà pubblicato l’elenco dei percorsi, dal 25 febbraio.

I bellunesi potrebbero doversi fermare a Conegliano, visto che anche Treviso rischia di essere troppo lontana, oppure scegliere un percorso alternativo, su strade statali o provinciali, per accorciare il percorso. Una prospettiva che certo non piace agli automobilisti. «Come al solito noi bellunesi siamo becchi, bastonati e brontoloni» sottolinea la lettera firmata dal pendolare deluso.

Valentina Voi

 

Gazzettino – Sconti ai pendolari, ecco i benefici

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9

feb

2014

AUTOSTRADA – Ecco gli sconti per i pendolari mestrini diretti a Padova e S. Donà

SPINEA-PADOVA   Anche il Passante è più conveniente

Per molti rimarrà più conveniente imboccare il Passante a Spinea: con lo sconto i pendolari pagano 1.28 euro anziché 1.60 sulla tratta che porta a Padova Est.

IL SISTEMA – Gli sconti progressivi a partire dal 20. passaggio

AUTOSTRADA – La decisione del governo per la riduzione del 20% in vigore dal 1. febbraio

La tratta Mestre-Padova passerà da 2,80 a 2.24 euro, quella per S.Donà da 3,50 a 2,80

SCONTI – In arrivo le riduzioni per i pendolari dell’autostrada: avranno uno sconto del 20 per cento

SCONTI – Nella tabella qui a fianco alcuni esempi di quanto potranno beneficiare in tyermini di risparmio i pendolari in autostrada

Gli sconti autostradali sono già attivi, benefici in arrivo per tutti i pendolari della Venezia-Trieste e della Venezia-Padova. Le tariffe agevolate sono in vigore retroattivamente dal 1.febbraio, i pendolari di tutta la Provincia riprendono la calcolatrice per valutare cosa cambierà concretamente dal punto di vista economico. I vantaggi saranno per tutti e si potranno notare già nella prossima bolletta Telepass. L’accordo firmato venerdì tra il ministro Maurizio Lupi e l’associazione delle concessionarie autostradali Aiscat prevede sconti fino al 20% per i pendolari che percorrono una tratta di massimo 50 chilometri tra due caselli prefissati. Una notizia positiva per tutto l’hinterland mestrino, ma pure per i tanti padovani che quotidianamente vengono a lavorare nel Veneziano. Per i pendolari la tratta Mestre-Padova Est costerà 2.24 e non più 2.80 euro: una bella notizia per chi fino al 31 dicembre pagava addirittura 3.30 euro, anche se in realtà moltissimi mestrini fino a quella data erano abituati a pagare solo 80 cent perché facevano la nota manovra del «tornello» al casello di Dolo-Mirano. In ogni caso per molti rimarrà più conveniente imboccare il Passante a Spinea: con lo sconto i pendolari pagano 1.28 euro anziché 1.60 sulla tratta che porta a Padova Est. Per i residenti di Mirano, Spinea, Mira, Dolo e Pianiga resta in vigore il piano agevolato avviato il 1.gennaio: sconto del 40% sulla Mirano-Padova Est per chi fa 20 accessi, anche 10 andate e 10 ritorni. «Hanno subito i disagi maggiori a causa del Passante, ecco perché questi pendolari ora sono più agevolati» ha spiegato recentemente il presidente di Cav, Tiziano Bembo. I pendolari di questi cinque Comuni continueranno dunque a pagare 1.70 anziché 2.80 euro, comunque più del doppio rispetto agli 80 cent pagati fino allo scorso 31 dicembre. Gli sconti matureranno gradualmente a partire dal 21esimo transito, fino ad un massimo di 46 viaggi (cioè 23 andate e 23 ritorni). Al 21esimo viaggio lo sconto su tutti i viaggi (compresi i 20 precedenti) sarà dell’1%, al 22esimo del 2%, al 23esimo del 3% e così via fino al 40esimo viaggio che garantirà una riduzione del 20 percento. Gli sconti sono validi per tutti i possessori di Telepass intestati a persone fisiche, i pendolari dovranno semplicemente indicare i due caselli senza presentare particolari attestazioni. Gli uffici della concessionaria autostradale Cav (Venezia-Padova) negli ultimi giorni sono stati subissati di richieste d’informazioni in merito. Sul versante della Venezia-Trieste gestita da Autovie Venete, invece, sorridono i pendolari della Venezia Est-San Donà (2.80 euro anziché 3.50) e della Venezia Est-San Stino (3.68 euro anziché 4.60). Stando al calcolo chilometrico del sito www.autostrade.it, rimarrebbe fuori da questo discorso la tratta Venezia-Portogruaro, superiore ai 50 chilometri. Autovie Venete fa sapere che verifiche tecniche sono ancora in corso, da Roma arriveranno notizie più precise a metà settimana. Se non saranno positive, gli utenti potrebbero inventarsi un «tornello» in un casello precedente, come appunto quello di San Stino.

 

SONDAGGIO – Autostrade, gli sconti per i pendolari della A4. Siete soddisfatti delle “modalità”?

Sì 25.4%
No 65.5%
Speravo meglio 9.1%

 

AUMENTI CONTESTATI

Gli agenti di commercio: «Perdiamo 500 euro l’anno la soluzione è la “vignetta”»

Rappresentano «un gravissimo danno» gli aumenti dei pedaggi autostradali, con cui si è aperto il 2014, per gli agenti e rappresentanti del commercio.

La categoria «è esasperata dall’ennesima stangata che si tramuterà per ogni agente in perdite di 400/500 euro all’anno», a cui si devono sommare le oscillazioni del carburante, 17 accise gravano sui rifornimenti, (fra queste quella che serve a finanziare la guerra di Etiopia), delle assicurazioni e della manutenzione delle auto, indispensabili per il lavoro. Una stangata che, sostengonio i rappresentanti del settore, andrà a colpire non solo questa categoria, ma che si ripercuoterà su tutta la filiera produttiva.

«La perdita prevista non è da sottovalutare – afferma Stefano Montesco, presidente della Confcommercio FNAARC Venezia – se consideriamo che i fatturati degli Agenti di commercio non sono in crescita e quindi ogni aumento di spesa riduce i margini di guadagno. Le tariffe dovrebbero servire a ripagare gli investimenti, non ad arricchire gli azionisti – continua Montesco – l’anomalia è che le tariffe vengono elaborate con un sistema che tiene conto dell’inflazione, di obiettivi di efficienza, del traffico e della qualità dei servizi che sono tutti sbilanciati a favore dei concessionari.

La nostra proposta – conclude il presidente degli agenti di commercio veneziani – è l’adozione del bollino sul modello del contrassegno autostradale austriaco (cosiddetta “vignetta”), con un prezzo fisso forfettario stabilito per l’intero anno».

Montesco è stato riconfermato lo scorso dicembre alla guida della FNAARC provinciale di Venezia, insieme al nuovo Consiglio del sindacato, che ha individuato tra le altre priorità di categoria il supportare con l’assistenza legale gli associati nei difficili rapporti con le case mandanti in questo periodo di crisi, e cercare, quando possibile, di far ridurre la pressione fiscale sulle imprese, come nel caso dell’esenzione IRAP per gli agenti privi di autonoma organizzazione.

 

A proposito di…

IL BOLLINO AUTOSTRADALE

Dopo i vergognosi aumenti autostradali fatti dai concessionari e accettati dalle Istituzioni (Governo e Regioni) i cittadini si rendono conto quanto pesano gli interessi privati nel nostro Paese. Infatti via libera agli aumenti e, come dicevo e scrivevo, difficoltà burocratiche per istituire gli sconti per i lavoratori pendolari. Ma del Bollino (vignetta) autostradale, sistema usato in quasi tutta Europa e che va via via estendendosi, non se ne parla nemmeno. E già i concessionari delle autostrade pensano agli aumenti del 2015… Vergognatevi.

Danilo Rosan – Venezia

 

casello di vetrego

MIRANO. Cav fornirà i dati dei nuovi flussi di traffico ai caselli dopo l’aumento delle tariffe autostradali, ma solo ad aprile. Dopo la richiesta dei sindaci di Mirano e Spinea di conoscere come è cambiato il traffico dal 1° gennaio, giorno dell’entrata in vigore dei nuovi pedaggi, la concessionaria ha risposto:

«È stato avviato il monitoraggio quotidiano dei flussi di traffico ai caselli e lungo le tratte autostradali in gestione per verificare i comportamenti degli utenti», assicura il presidente di Cav Tiziano Bembo, «bisognerà però attendere almeno tre mesi prima che i volumi di traffico si siano stabilizzati e si possano fare valutazioni attendibili».

Accolta dunque la richiesta dei comuni di verificare se, di fatto, i nuovi regimi tariffari stiano provocando disagi ai centri urbani, con lo spostamento del traffico autostradale sulle strade locali. Servirà però del tempo. I tre mesi chiesti da Bembo di fatto spostano le prima valutazioni a primavera. Per questo motivo Mirano, nel frattempo, seguirà la sua strada, già annunciata dal sindaco Maria Rosa Pavanello: «Si faccia il prima possibile, noi intanto procederemo con le nostre misurazioni in viale Venezia. Poi via ai controlli dei vigili».

(f.d.g.)

 

Pedaggi, non c’è intesa Slittano gli sconti promessi ai pendolari

Lungo incontro tra il ministro dei Trasporti Lupi e l’Aiscat ma il nodo dell’allungamento delle concessioni è irrisolto

VENEZIA – Non c’è ancora un’intesa sugli sconti autostradali ai pendolari. L’ottimismo della vigilia, espresso sia dal ministro dei Trasporti Maurizio Lupi che dalle società aderenti all’Aiscat (l’associazione delle concessionarie presieduta da Fabrizio Palenzona) si è scontrato con la realtà che vede le parti distanziate su un punto, quello relativo all’allungamento dei tempi delle concessioni, divenuto decisivo ai fini di una riduzione «mirata» dei pedaggi, rincarati a partire dal primo gennaio. All’incontro romano, circondato da un clima di autentico mistero, hanno partecipato i rappresentanti di 24 concessionarie (incluse le venete Brescia-Padova, Autostrade per l’Italia, Autovie Venete, AutoBrennero e Cav) e lo staff tecnico dei Trasporti guidato dal ministro. Che ha riaffermato la sua proposta: abbonamenti scontati del 20% per chi compia almeno 20 percorsi mensili (ovvero 40 tratte di andata e ritorno) sullo stesso tratto, entro i 50 chilometri; con un’agevolazione «progressiva», che diminuisca con il calo della distanza coperta. Lupi ha insistito sulla tempistica già annunciata – agevolazioni «sperimentali» a partire dal 20 febbraio e fino al 31 dicembre 2015 sull’intera rete italiana – ma al momento di stringere l’accordo, Aiscat ha condizionato il proprio assenso a concrete garanzie sul piano finanziario. «Siamo coscienti della congiuntura critica che il Paese attraversa e vogliamo contribuire ad attenuare l’effetto degli aumenti», il ritornello «ma dobbiamo garantire l’equilibrio dei nostri bilanci perché la tariffa, infatti, hanno poi precisato non è semplicemente il corrispettivo del servizio erogato ma rappresenta un’entrata che compensa gli investimenti effettuati».

Esemplare, in proposito, l’esempio di Cav, la società presieduta da Tiziano Bembo che gestisce il segmento Padova-Mestre e deve ammortizzare la spesa sostenuta per la realizzazione del Passante. È finita dell’occhio del ciclone per l’aumento al casello di Vetrego (da 0,80 a 2,80 euro) che ha oscurato sia gli sconti via telepass offerti ai pendolari – già duecento le richieste pervenute – che il calo del pedaggio (da 3,30 a 2,80 euro) nel tratto Padova est-Mestre. Tant’è. Le concessionarie, oltre a criteri omogenei sull’intero territorio nazionale che evitino “scorciatoie” e concorrenza sleale (leggi uscita da un tornello e rientro da un altro), chiedono a gran voce un allungamento temporale delle concessioni, che oggi si attestano mediamente sui quarant’anni. Ciò, spiegano, consentirebbe di spalmare in un arco maggiore gli esborsi sostenuti per opere infrastrutturali, così da rendere sostenibili le riduzioni tariffarie scongiurando anche il rischio di danno erariale nei confronti dello Stato che eroga le concessioni. Lupi ha preso atto della richiesta, manifestando però seri dubbi circa la possibilità di un prolungamento («Temo che l’Ue lo bloccherebbe perché lesivo della libera concorrenza») affidando comunque l’approfondimento della questione – e di altri nodi emersi dal confronto – a un tavolo tecnico governativo. Il vago spiraglio, evidentemente, non è bastato ad Aiscat che ha mantenuto il punto – «In Spagna le concessioni sono state allungate senza problemi» – inducendo il ministro ad una “pausa di riflessione”. Fumata nera, insomma, almeno per adesso. I rincari per chi viaggia in autostrada (in media +4%) restano in vigore, degli sconti promessi, viceversa, ancora non c’è traccia.

Filippo Tosatto

 

Gazzettino – Caselli, “censimento” al via

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7

feb

2014

MIRANO – Incontro interlocutorio ieri a Roma per gli sconti ai pendolari

Pronti fra tre mesi i dati sui flussi a Spinea e Vetrego

TRAFFICO – Entro maggio i dati della Cav sui flussi ai caselli di Crea (nella foto) e Vetrego

La concessionaria autostradale Cav ha accolto l’appello dei sindaci di Mirano e Spinea, è scattato nei giorni scorsi un accurato monitoraggio dei flussi di traffico ai caselli di Vetrego e Crea. Maria Rosa Pavanello e Silvano Checchin in gennaio avevano più volte sollecitato controlli di questo genere, preoccupati per un aumento del traffico sulle strade interne conseguente all’aumento delle tariffe autostradali, in vigore dal 1. gennaio. I due sindaci intendono dunque confrontare al più presto i dati aggiornati con quelli precedenti alle nuove tariffe.

«Bisogna pensare alle possibili contromisure che gli automobilisti adotteranno per difendersi dall’aumento – aveva spiegato Maria Rosa Pavanello – Mirano e Spinea rischiano di essere investite da flussi imprevisti di traffico».

Sicuramente molti automobilisti diretti a Padova da gennaio hanno scelto tragitti alternativi: c’è chi va ad imboccare il Passante a Spinea e chi invece sceglie di percorrere solamente la viabilità ordinaria come la camionabile viale Venezia, la Noalese e la Riviera.

I dati potranno dare una dimensione ben più nitida della situazione, ma bisognerà attendere il mese di maggio: «Bisogna attendere tre mesi perché i flussi di traffico si siano stabilizzati – scrive il presidente di Cav Tiziano Bembo in una lettera inviata nei giorni scorsi ai due sindaci – solo dopo sarà possibile fare valutazioni attendibili».

Nelle prossime settimane il Comune di Mirano, con l’ausilio della Polizia locale, farà proprie misurazioni in viale Venezia. Intanto gli automobilisti restano in attesa degli sconti ai pendolari annunciati a suo tempo. Ieri a Roma l’incontro fra i presidenti delle concessionarie aderenti all’Aiscat (tra cui Cav) con il ministro Maurizio Lupi ha avuto un esito interlocutorio, con il rinvio a una nuova data. In discussione abbonamenti con sconti del 20% per chi compie almeno 20 volte al mese percorsi di andata e ritorno su tratte di massimo 50 chilometri. I pendolari di Mirano, Spinea, Pianiga, Dolo e Mira stanno già godendo di agevolazioni più ampie, gli altri aspettano novità.

Gabriele Pipia

 

In Consiglio regionale le società di gestione hanno anticipato il parere favorevole alle richieste del ministro Lupi: riduzioni per i pendolari e concessioni prolungate

VENEZIA – Dopo i rincari e le proteste, è il giorno della verità sul fronte dei pedaggi autostradali. Oggi le concessionarie aderenti ad Aiscat incontrano il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, per definire i termini di un’intesa che garantisca gli sconti per i pendolari della rete italiana. L’orientamento è favorevole ad accogliere le richieste di da Lupi – abbonamenti con riduzioni del 20% a chi compia almeno 20 percorsi mensili di andata e ritorno su un tragitto definito per un massima di 50 km – ma il sì sarà condizionato ad alcune garanzie. L’annuncio è arrivato dai rappresentanti delle cinque società venete (Brescia-Padova, Autostrade per l’Italia, Autovie Venete, Brennero e Cav) intervenuti alle audizioni della seconda commissione del Consiglio regionale, presieduta dal leghista Andrea Bassi.

La media degli aumenti, autorizzati dal Governo e scattati il primo gennaio, si aggira sul 4% ma procede a macchia di leopardo: più elevato in alcune tratte (è il caso di Mirano-Mestre, gestito da Cav e balzato da 0,80 a 2,80 euro) contenuto invece in altre (+1,63% nell’AutoBrennero).

Le concessionarie suggeriscono una formula che, nel rispetto dei piani finanziari delle singole società, riconosca un beneficio agli utenti pendolari ma non cancelli gli effetti degli aumenti, giudicati «necessari» per mantenere i bilanci in equilibrio.

«La tariffa», sostengono le concessionarie «non è il corrispettivo di un servizio ma l’importo ritenuto adeguato a consentire il rientro degli investimenti effettuati».

In proposito è stato ricordato che alcune società venete applicano già un modello di scontistica: la Brescia-Padova dal 1997 ha introdotto un abbonamento forfettario riconoscendo una riduzione del 10% ai pendolari e combinazioni simili sono state adottate anche da AutoBrennero e Cav.

Unanime la richiesta al ministero di un allungamento dei tempi di concessione (così da spalmare gli oneri finanziari assunti per realizzare le opere) accompagnato da un’omogeneità di trattamento che eviti “scorciatoie” da un punto all’altro della rete.

Del tutto contrario a prolungare le concessioni si è dichiarato Diego Bottacin (Gruppo Misto):

«È la classica porcata all’italiana, perché scarica i costi dei mini sconti applicati oggi sugli utenti di domani, che pagheranno un prezzo ben superiore.

E poi è vergognoso che le società nate recentemente e assoggettate ad un ferreo regime di controllo dal ministero, siano trattate allo stesso modo di quelle collaudate che hanno accumulato negli anni utili strepitosi».

«Un concessionario unico, a fronte dei cinque attuali, consentirebbe di gestire meglio la rete», il commento di Lucio Tiozzo, il capogruppo del Pd «è un tema che deve essere affrontato in Giunta e in Consiglio con l’obiettivo di una cabina di regia diversa». Opinione condivisa dal democratico Bruno Pigozzo.

Di un cortocircuito politico e tecnico parla Stefano Peraro dell’Udc: «Il governatore Zaia critica i presidenti delle concessionarie da lui nominati o appartenenti al suo stesso partito e intanto gli aumenti riducono i flussi di traffico lungo le autostrade, che si riversano o nella viabilità ordinaria o nel trasporto pubblico locale, settori che non se la passano bene nella nostra regione».

Filippo Tosatto

 

Gazzettino – Pedaggi meno cari, oggi si decide

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6

feb

2014

AUTOSTRADE – Si annunciano riduzioni in cambio di concessioni più lunghe. L’opposizione protesta

Vertice in Regione con i 5 responsabili delle concessioni in vista dell’incontro con il ministro Lupi

La politica voleva capire perché. E loro, i rappresentanti delle 5 concessionarie autostradali che gestiscono la rete nel Veneto, hanno cercato di spiegarlo con i numeri che, però, non sempre vanno d’accordo con la politica. Audizione in Commissione Trasporti che non ha ancora chiarito fino in fondo se gli automobilisti veneti potranno godere di sconti per i tratti più frequentati dai cosiddetti pendolari ieri mattina a palazzo Ferro Fini. Sollecitati dai consiglieri Piergiorgio Cortelazzo (Fi), Pietrangelo Pettenò (Fsv) e Diego Bottacin (Verso Nord), si sono presentati a rispondere alle domande della commissione i rappresentanti della Brescia Padova, Autostrade per l’Italia, Autovie Venete, Autostrada del Brennero e Cav. Risposte, però, non complete ma che potrebbero arrivare proprio questa mattina quando il Ministro delle infrastrutture e trasporti, Maurizio Lupi e le concessionarie autostradali si incontreranno per l’accordo che dovrebbe introdurre gli sconti per i pendolari della rete autostradale italiana.

Gli aumenti dei pedaggi autostradali dal 1. gennaio di quest’anno sono stati nella media nazionale del 4% circa. Per alcune tratte, come il Passante di Mestre (+6,26%) e la Venezia-Trieste (+7,7%) è stato più alto, per altre come l’AutoBrennero è stato contenuto (1,63%).

Cav, nel particolare, ha precisato come gli aumenti del pedaggio siano stati più sensibili solo tra il 2013 e il 2014, mentre per i primi tre anni di esercizio del Passante non era stata mai ritoccata la tariffa.

Stamattina sul tavolo del ministro nella sede dell’AISCAT, l’associazione che riunisce tutte le concessionarie autostradali, ci sarà la discussione di una formula che riconosca uno sconto per gli utenti pendolari. Sconti, hanno precisato i rappresentanti delle concessionarie, che alcune società venete applicano già, come la Brescia-Padova, che dal 1997 ha introdotto un abbonamento forfettario riconoscendo uno sconto del 10% ai pendolari.

AutoBrennero e Cav hanno adottato formule simili. Cav, dal 1. gennaio concede uno sconto del 40% a chi dimostra di passare più di venti volte per il tratto della Venezia-Padova ma che finora ha portato dall’inizio dell’anno alla Cav solo 200 richieste.

Soddisfatto dell’esito dell’audizione il presidente della Commissione Trasporti Andrea Bassi (Lega). «È servito a far capire i meccanismi tecnici con cui si applicano le tariffe autostradali, che ricordo non è tema di competenza della Regione e delle Società concessionarie, ma del Governo».

Molto critico il consigliere Diego Bottacin, il quale ha più volte tentato di capire che la partita di scambio che proporrà Lupi ai concessionari sarà quella di uno sconto sui pedaggi in cambio di una proroga sulle scadenze delle concessioni (Autostrada del Brennero scade il 30 aprile 2014).

«È la classica porcata all’italiana, perché l’allungamento scarica i costi dei mini sconti applicati oggi sugli utenti di domani, che pagheranno un prezzo ben superiore» ha detto Bottacin.

Provocatorio anche l’intervento del consigliere Lucio Tiozzo (PD). «Avere cinque società concessionarie che gestiscono la rete autostradale regionale è una questione politica, servirebbe un solo concessionario con un’unica cabina di regia per gestire meglio la rete».

Per il consigliere Stefano Peraro (Udc) la partita dei concessionari autostradali è «un cortocircuito politico e tecnico: perché Zaia critica i presidenti delle concessionarie da lui nominati o appartenenti al suo stesso partito. Tecnico, perché le nuove tariffe si riduce il traffico autostradadale, che si riversano o nella viabilità ordinaria o nel trasporto pubblico locale».

 

Proteste dei residenti nei quartieri di via Porara e via Gramsci: auto e camion a tutte le ore

MIRANO – L’autostrada costa troppo, gli automobilisti si perdono nel centro abitato. I residenti dei quartieri urbani a sud di Mirano sono esasperati: l’aumento del pedaggio sembra aver riversato sulle loro strade gran parte del traffico di attraversamento. Da un mese a questa parte infatti tutte le auto in fuga dall’A4 e dalla A57 finiscono in via Porara e via Gramsci, anche se per errore. A denunciarlo sono i residenti della stessa via Porara (tratto urbano) e via Wolf Ferrari: da gennaio il traffico nei loro quartieri si è moltiplicato, anche di notte. Succede infatti che per evitare il salasso autostradale, molti auto e camion, evidentemente non pratici di Mirano, si ritrovino casualmente alle porte del centro, alla disperata ricerca della via più breve per attraversare la città. Da viale Venezia, ormai a tutti gli effetti la nuova direttrice scelta per gli spostamenti urbani al posto del casello autostradale di Vetrego, molti automobilisti non pratici della zona si ritrovano a svoltare per errore in via Porara, imboccando il tratto urbano e comunale della strada, alla rotonda dove sorgono il supermercato Dico e la Cgil. Qui si trovano catapultati in un dedalo di strade e stradine del quartiere residenziale sud di Mirano: alcuni scelgono di proseguire per via Porara fino al centro, sbucando al semaforo “da Ballarin”, altri imboccano via Roma e via Gramsci, altri ancora, ma sono la minoranza, si accorgono subito di aver sbagliato, si girano al piccolo rondò tra via Porara e via Roma e ritornano in viale Venezia. Un aumento del traffico lento e progressivo, non visibile a occhio, perché non riguarda solo gli orari di punta. Anzi si nota, stando ai residenti, soprattutto nelle ore serali e notturne. Ma è bastato per spingere alcuni a rivolgersi a Comune, provincia, polizia locale, per protestare contro l’ennesimo effetto perverso del salasso autostradale deciso da Cav, Concessioni autostradali venete. «Tutti allargano le braccia», protestano alcuni residenti, «affermando che non è in loro potere fare qualcosa su questa questione». Ed è vero. Ma chi vive nella zona nota le differenze: tra il 2013 e il 2014 le cose sembrano cambiate e spostarsi in zona, anche a piedi o in bici, è diventato complicato se non addirittura pericoloso. Un problema che assilla anche il sindaco Maria Rosa Pavanello, pronta a piazzare rilevatori di flussi e vigili in viale Venezia, per contare l’aumento dei veicoli a Mirano.

Filippo De Gaspari

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Rai TGR – Autostrade. Sconti:tutto rinviato

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30

gen

2014

Gazzettino – Sondaggio pedaggi autostrade

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29

gen

2014

Autostrade, l’aumento dei pedaggi ha portato a cambiare i tuoi tragitti?

Sì, più statali 70.5%
Sì, meno “A4″ 20.6%
No, come prima 8.9%

 

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