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Tribuna di Treviso – Mega-centrale Terna, la Regione dice no

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

19

set

2013

 

Salgareda, il parere frena l’iter ma il progetto temuto dal Comune potrebbe essere salvato da una conferenza di servizi

SALGAREDA. Interconnector Italia-Slovenia: la Regione esprime parere di non conformità urbanistica ed edilizia del progetto presentato dalla società Terna. Tiepido il sindaco Vito Messina: «Bene il parere negativo della Regione, ma l’iter è ancora lungo».

Il mega progetto della Terna che fa tremare tutti i cittadini di Salgareda prevede la costruzione di un edificio che interesserà 90mila mq di terreno agricolo con un impatto ambientale notevole per il territorio comunale. La questione era stata resa palese poco prima delle vacanze estive: in un consiglio comunale convocato in fretta e furia e a cui hanno partecipato moltissimi cittadini, all’unanimità i consiglieri si sono espressi contro il progetto. La decisione finale sulla realizzazione del progetto spetterà ai ministeri romani dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente sentita la Regione Veneto. La giunta Messina ha quindi immediatamente contattato i rappresentanti regionali.

«Ci siamo rivolti di persona ed in tempi diversi» spiega il sindaco Messina «al presidente Luca Zaia, agli assessori Maurizio Conte e Massimo Giorgetti, e al dirigente del settore Energia per sensibilizzarli sulla questione. Nell’incontro personale che ho avuto con lui, il presidente Zaia ha dimostrato di condividere le nostre preoccupazioni per il progetto».

All’inizio di settembre la Regione ha adottato il provvedimento che dichiara «la non conformità delle opere rispetto alle prescrizioni ed ai vincoli delle norme e dei piani urbanistici ed edilizi dei Comuni di Salgareda e di Eraclea e pertanto sarà necessario raggiungere l’intesa Stato-Regione mediante conferenza di servizi presso il ministero dello Sviluppo Economico».

Nel parere dell’organo tecnico regionale è sottolineato come la zona interessata dall’intervento abbia destinazione agricola e come sia in itinere il PAT, nel quale non è ricompreso l’elettrodotto. Nello stesso documento si segnalano il parere favorevole all’intervento della Provincia di Treviso, in quanto il progetto della Terna risulta conferme ai contenuti del PTPC ed il fatto che il progetto lambisce in via Candolè un breve tratto della fascia di rispetto del canale Grassaga.

«La procedura per la realizzazione della nuova centrale è solo all’inizio» conclude Messina «e non si è certamente conclusa con questa decisione della Regione che verrà coinvolta ulteriormente nel proseguo del procedimento. Il nostro obiettivo primario rimane la non realizzazione della progettata opera anche se il Comitato Tecnico nel pronunciare la difformità urbanistica sottolinea l’opportunità di prevedere adeguate misure di mitigazione per il significativo impatto che la nuova stazione elettrica genera sul territorio di Salgareda».

Claudia Stefani

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LA BATTAGLIA

SALGAREDA. Rimane alta tra la cittadinanza l’attenzione contro il progetto dell’Interconnector Italia Slovenia che la società Terna intende portare avanti. Il sindaco Vito Messina ha già fissato un incontro con l’assessore regionale ai Lavori Pubblici e all’Energia Massimo Giorgetti per discutere la delicata questione.

La settimana scorsa durante il consiglio comunale straordinario convocato per illustrare la situazione, il consigliere di minoranza Michele Coiro aveva chiesto a gran voce che il Comune invitasse il presidente del Veneto Luca Zaia a venire a vedere personalmente la zona agricola da 90mila mq da sacrificare alla Terna.

La Regione è l’unico ente, oltre ai due ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente, che ha il potere di fare qualcosa di concreto per bloccare il progetto, mentre il Comune potrà inviare solo un parere e partecipare alla Conferenza dei servizi.

«Zaia vieni a vedere di cosa stiamo parlando», aveva detto Coiro, «Il nostro presidente regionale è trevigiano e si dichiara molto sensibile a questo tipo di tematiche».

 

(c. st.)

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MORGANO – (M.F.) Nessuno sembra volerne sapere del passaggio del nuovo elettrodotto da 380mila volt targato Terna. Il consiglio comunale, con un solo astenuto, nell’ultima riunione nella piazza della Rotonda ha messo nero su bianco tutte le sue perplessità e, di conseguenza, tutte le sue richieste. A cominciare dal fatto che si torni a prendere in considerazione l’ipotesi di far passare i cavi lungo il percorso dell’autostrada A27 tra Treviso e Belluno. Con un punto più fermo degli altri: non è possibile veder piantare nel parco del Sile piloni e tralicci alti anche oltre 50 metri.

«La soluzione (proposta da Terna, ndr) attraversa parte del territorio individuata come palude Settimo-Barbasso, ritenuta di grandissimo pregio ambientale – scrive il Comune – tale area ricade per intero all’interno del perimetro di tutela del parco regionale del fiume Sile».

Di lì, insomma, non si può passare. Se non altro perché, è il pensiero che corre in questi giorni per i corridoi del municipio, non si capisce come potrebbe essere autorizzata la costruzione di un elettrodotto da 380mila volt proprio nelle stesse zone dove la Regione ha di recente bocciato la possibilità di costruire qualche abbinata per non intaccare l’ecosistema del parco.

«Terna prevedeva la collocazione della nuova linea lungo l’esistente da 380mila volt Venezia Nord – Salgareda, per poi deviare e giungere a Cordignano – sottolinea il Comune -. La nuova soluzione è più gravosa e riguarda aree di riconosciuto pregio ambientale e zone dove esiste una forte antropizzazione, ma al tempo aree agricole di altissimo pregio agrario» .

 

 

il caso – Folla a Salgareda contro il progetto, chiesto un consiglio a Ponte

SALGAREDA. «Fermate la centrale elettrica». È questo l’annuncio partito ieri dai banchi della minoranza durante il consiglio comunale straordinario convocato dal sindaco Vito Messina per contrastare sul nascere il progetto della società Terna per la realizzazione del nuovo Interconnector Italia-Slovenia in corrente continua di 1000 MW. Un progetto mastodontico, con la realizzazione nella campagna di Salgareda di un capannone di 160 metri di lunghezza per 100 metri di larghezza e alto 23 metri, che avrà un impatto devastante sull’ambiente. Il sindaco Vito Messina, illustrando il progetto al folto pubblico presente al consiglio, ha commentato amareggiato:

«A livello comunale stiamo tanto attenti prima di far installare un gazebo o un box auto nei giardini e poi vogliono calarci dall’alto un progetto del genere che sarà devastante per il nostro territorio a vocazione agricola».

Il sindaco ha spiegato che la decisione finale sull’esecuzione del progetto della Terna sarà presa di concerto tra i ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente sentita la Regione. I Comuni interessati potranno esprimere soltanto dei pareri e partecipare alla relativa Conferenza dei servizi. Dai banchi della minoranza il consigliere Davide Zanchetta ha affermato:

«Dato che in pratica a poter dire qualcosa sulla realizzazione del progetto sarà la Regione e abbiamo un presidente trevigiano che si dichiara sensibile alle tematiche ambientali e del territorio, chiediamogli che venga a vedere di persona di cosa si discute. Diciamo a Zaia che venga a vedere personalmente l’area che sarà coinvolta nel progetto».

Si tratterebbe di 90mila mq di terreno agricolo che andrebbe sacrificato, senza considerare i livelli dei campi elettrici e magnetici, oltre al rumore, che la nuova opera potrebbe causare. Ma anche Ponte di Piave non ci sta:

«Chiederemo al sindaco Zanchetta la convocazione di un consiglio straordinario sul tema», annuncia il capogruppo dell’opposizione Mirco Lorenzon, «la centrale sarebbe a pochi metri dal nostro territorio, con un impatto devastante».

Claudia Stefani

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Salgareda, il sindaco convoca un consiglio straordinario contro il progetto elaborato da Terna

SALGAREDA. L’amministrazione comunale si schiera contro il nuovo progetto dell’Interconnector Italia-Slovenia della società Terna e la conseguente devastazione del suo territorio. Il sindaco Vito Messina ha convocato un consiglio straordinario a cui invita caldamente i cittadini a partecipare per giovedì alle 21 nella in municipio.

«La nuova struttura interessa un’area di vaste proporzioni, oltre 90mila mq», spiega Messina nel documento diffuso, «e avrà un impatto ambientale notevole, per non dire altro. Fra l’altro verrà costruito un fabbricato di circa 160 metri di lunghezza, 100 metri di larghezza e 23 metri di altezza. L’aver permesso o subìto, alcuni decenni fa, una stazione elettrica, non significa nel tempo continuare a saccheggiare e deturpare il nostro territorio a vocazione agricola e gelosamente preservato dalla cementificazione. È stato avviato dalla Terna il procedimento degli espropri, non si può pensare di indennizzare i proprietari dei luoghi senza pensare ai danni irreversibili che subiscono le case e i terreni circostanti e tutta la comunità di Salgareda».

L’amministrazione Messina dà già battaglia.

«I danni ambientali di adesso rimarranno per sempre», continua il sindaco, «Contestiamo, inoltre, la procedura: non si può trasmettere il progetto della realizzazione di una nuova stazione elettrica a cose fatte; rimane ormai una partecipazione alla conferenza dei servizi o esprimere un parere dai dubbi risultati».

Terna intende realizzare un Interconnector Italia-Slovenia in corrente continua di 1000 MW, che va dalla stazione elettrica di Salgareda fino al limite delle acque territoriali. L’intervento consta nella realizzazione in corrente continua di due linee di polo in cavo interrato; di una linea di ritorno metallica costituita da due cavi in media tensione; e di una nuova stazione di conversione alternata/continua nella campagna di Salgareda.

Claudia Stefani

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