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Gazzettino – Guasto e nuovo orario: treni in tilt

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17

dic

2013

INSODDISFATTI – Non si contano i commenti dei pendolari irritati per i ritardi sopportati nei trasporti locali per il nuovo orario cadenzato. Insoddisfatto anche l’assessore regionale Renato Chisso, che auspica che Trenitalia rimedi al più presto ai disservizi riscontrati nell’avvio dei nuovi orari.

TRASPORTI – E l’assessore Chisso boccia il debutto del servizio cadenzato: «Non soddisfacente»

Il lunedì nero delle ferrovie: forti ritardi sulla Venezia-Padova, la rabbia di migliaia di pendolari

IN ATTESA – Ieri mattina il display alla stazione di Mestre indicava i ritardi dei treni nel primo giorno di servizio con i nuovi orari cadenzati

LUNEDI NERO DEI TRASPORTI

IL DEBUTTO – Ieri l’entrata in vigore del tabellone “cadenzato”

L’ASSESSORE – Chisso: « Un battesimo non soddisfacente»

Va in tilt la linea Venezia-Padova, ritardi a catena. Una ventina di regionali coinvolti, pendolari infuriati

Treni, un guasto sui binari si abbatte sul nuovo orario

Lunedì nero per i treni regionali. Ieri mattina, un guasto sulla linea Venezia-Padova ha provocato un filotto di ritardi, con almeno 20 treni regionali coinvolti. E pensare che ieri era il giorno del gran debutto dell’orario cadenzato. Certo, la «rivoluzione» era già partita domenica, ma la prova del nove era chiaramente riservata agli orari di punta nei giorni feriali e, in particolare, al traffico pendolare. Come ammette l’assessore regionale Chisso, «il battesimo del sistema di trasporto ferroviario su ferro non è stato certo soddisfacente; anzi è andato male, a causa di malfunzionamenti nei servizi resi da Trenitalia e dei conseguenti contraccolpi a catena».

Aveva visto giusto chi si immaginava una giornata di passione per i pendolari, anche se il grande imputato del caos è stato, più che il nuovo orario, il guasto che ha bloccato il regionale Venezia-Verona all’altezza di Vigonza, con il treno che non riusciva a «pescare» energia (la locomotiva del treno non riusciva a prendere corrente col pantografo dalla linea elettrica). Dalle 6 alle 9 inoltrate, sulla tratta Venezia-Padova ci sono stati rallentamenti e cancellazioni (14 treni Regionali hanno registrato ritardi fra 20 e 60 minuti e 6 sono stati soppressi), che hanno avuto anche ripercussioni sul nodo di Mestre e quindi su buona parte dei treni in transito. Per tutta risposta, in stazione a Mestre ieri mattina erano un po’ tutti con lo sguardo in su: drappelli più o meno corposi di pendolari in attesa sotto i tabelloni luminosi, sfiduciati dall’ennesimo ritardo e da una «rivoluzione» partita sotto un brutto auspicio.

Guastato il gran debutto, nei prossimi giorni, salvo altri contrattempi tecnici, si potrà valutare con maggiore chiarezza l’impatto del nuovo orario sulle abitudini dei pendolari, che intanto però hanno già lanciato su twitter l’hashtag (discussione) #orariocadenzato, dove sono raccolti giudizi e opinioni di chi è in questi giorni alle prese con la «rivoluzione» dei treni regionali. I «cinquettii» sono per lo più negativi. «Oggi è iniziato il grande ritardo cadenzato», scrive Luigi Marin. «Treno soppresso. Disastro. Iniziamo bene», continua Federico Ceccon. «Primo giorno disastroso», incalza Gianni Sensolo, mentre Alberto Filippi si limita a commentare laconicamente «regionale veloce per Venezia in ritardo di 50 minuti si ferma anche nelle stazioni più piccole. Che bello». Proprio via twitter il senatore Udc Antonio De Poli ha annunciato un’interrogazione al ministro Lupi. «Ciò che temevamo purtroppo è accaduto: il caos dei treni, pendolari a terra o costretti in vagoni strapieni. È evidente che siamo di fronte a un esordio negativo del nuovo orario cadenzato. Chiederò al ministro – conclude De Poli – quali iniziative intenda intraprendere per risolvere una situazione che sta provocando notevoli disagi».

 

E a Vigonza una donna muore a bordo. Altri ritardi

È stata una giornata funesta quella di ieri per la linea ferroviaria tra Padova e Venezia. Due gravi contrattempi, accaduti sempre all’altezza della stazione di Vigonza, hanno causato rallentamenti e disagi proprio nelle ore di punta per il traffico pendolare, il primo di mattina, il secondo in serata.
Non bastava il guasto che in mattinata aveva colpito una motrice proprio all’altezza della stazione di Vigonza e che aveva mandato in tilt la linea, rovinando il battesimo feriale del nuovo orario cadenzato. In serata si è aggiunta anche la morte di una donna anziana all’interno del regionale Vicenza-Venezia, fatto che ha causato nuovi e pesanti rallentamenti, con treni in ritardo quasi di un’ora.
La vittima si chiamava Maria Latini, aveva 77 anni e viveva ad Ascoli Piceno. Era in viaggio verso Venezia per passare le vacanze natalizie con il figlio, ma il suo cuore ha smesso di battere. Il personale del treno avrebbe avvisato i sanitari del Suem che una donna si era sentita male a bordo e per questo il convoglio è stato fatto fermare. Il treno – come riferisce Trenitalia – è stato quindi raggiunto dai sanitari in ambulanza. I soccorritori però non hanno potuto che constatare il decesso della donna.

(m.dor.)

 

SALZANO – Proteste contro il nuovo orario cadenzato

Treni, pendolari furiosi

«Studenti e lavoratori di Salzano non possono accettare il nuovo orario cadenzato dei treni. I pendolari sono sul piede di guerra, le loro proteste hanno portato solo ad un autobus sostitutivo che non accontenta nessuno». L’assessore alla Mobilità del Comune di Salzano, Lucio Zamengo, boccia la riorganizzazione degli orari proposta da Regione e Trenitalia. Il nuovo orario cadenzato è in vigore da domenica, giovedì alle 18 in sala consiliare a Salzano si terrà un’assemblea pubblica sul tema.

«Se si considera la sola tratta Salzano-Venezia – scrive Zamengo – molti treni non fermeranno più alla stazione di Salzano, passando da 19 a 16 treni giornalieri, con l’aggiunta di altri treni che però arrivano solo fino a Mestre. Per quanto riguarda il ritorno Venezia-Salzano, di 21 treni ne rimarranno solo 15 con fermata a Salzano, a meno di prendere un diretto da Venezia a Noale e poi prendere un altro treno per rientrare a Salzano».

(g.pip.)

 

LA VOCE DEL COMITATO – Pesanti rallentamenti nel Veneto orientale

«I passeggeri sono andati a piedi»

Orario rallentato, più che cadenzato. A segnalare i disagi dovuti ai ritardi nella tratta Portogruaro – Venezia è il Comitato dei pendolari del Veneto Orientale che ha in programma un volantinaggio per venerdì 20 dalle 6 alle 11 nell’area esterna alla stazione di San Donà. Ieri si è registrato un ritardo di 21 minuti del regionale 11112 delle 7.56, partito in realtà alle 8.15 da Portogruaro.

Altra segnalazione riguarda l’affollamento del treno delle 7.42 proveniente da Trieste, anche ieri risultato «con gente in piedi» a San Donà. Ancora ritardo di 20 minuti del treno delle 8.07 partito da San Donà alle 8.27. «Quelli che seguono sono tutti in ritardo – scrivono i pendolari – forse dovevano chiamarlo orario rallentato». E in serata il regionale 11151 da Mestre a Portogruaro delle 19.25 è stato addirittura cancellato.

Nicola Nucera di Legambiente spiega che «i ritardi si sono accumulati a catena. Ho preso il treno che arriva a Portogruaro alle 16.55, in ritardo di 10 minuti, ripartito poi per Venezia alle 17.06, mantenendo lo stesso ritardo di 10 minuti. È quanto accaduto anche per il regionale per Venezia delle 8.56, ripartito per Portogruaro alle 9.11, con un ritardo di circa 15 minuti. Con l’orario di prima le partenze erano al 12. minuto di ogni ora, l’arrivo a Portogruaro era previsto al 48. minuto, ora invece l’arrivo è al 55. minuto e la ripartenza al 6. minuto dell’ora dopo. In pratica ora il treno sosta solo 11 minuti, contro i 24 di prima, di conseguenza non riesce ad ammortizzare l’eventuale ritardo che si ripercuote sulla corsa successiva». Chiarita anche l’assenza del bus sostitutivo delle 00.21 da Venezia. Una pendolare spiega di aver chiesto spiegazioni all’assistenza clienti della stazione di Venezia. «C’è stato un fraintendimento con l’azienda che gestisce gli autobus. Comunque l’autobus stasera c’è».

Davide De Bortoli

 

LO SCIOPERO ACTV

Fermo il 33% dei bus e il 20% dei vaporetti

MESTRE – Uno sciopero in tono minore quello che ieri ha coinvolto il trasporto pubblico a Venezia e in terraferma. Indetto da Cgil, Cisl, Uil, Ugl Trasporti e Faisa Cisal, non ha provocato molti disagi e in città si è potuto viaggiare senza troppe difficoltà. Secondo i sindacati, l’adesione allo sciopero sarebbe stata del 50% per il settore automobilistico e del 40% in navigazione (tenuto conto dei servizi minimi). Per Actv, invece, negli autobus l’adesione si è fermata a 32,9% e nella navigazione al 20%, con cadenze più lunghe nella linea 2 e per il Giracittà, con mancata partenza per due corse delle Ferry boat. Anche lo sciopero del tram si è fermato al 20%, mentre a Chioggia nessuno avrebbe aderito alla protesta sindacale.

 

NUOVI ORARI – Montebelluna, Conegliano, Vittorio Veneto e Oderzo: in tanti sono rimasti a terra

Caos treni: «Come carri bestiame»

Corse in ritardo o soppresse, coincidenze saltate e corriere stracolme: lunedì nero per i pendolari

lunedì nero sulle rotaie

LA POLEMICA «Scuola e lavoro: mai puntuali»

INCUBO SU GOMMA – Assalto alle corriere: niente fermate intermedie

I RITARDI – Mezz’ora e perfino un’ora in diverse tratte provinciali

Da Conegliano a Belluno senza grandi intoppi ma il gelo fa brutti scherzi

I tagli dei treni hanno creato molti disagi tra i pendolari. Innanzitutto, i convogli rimasti dopo la soppressione di alcune corse sono stati presi d’assalto con viaggiatori costretti a condividere addirittura il vano portabici, se non la toilette. E chi riusciva a salire era già fortunato. Perchè nelle stazioni della Marca in molti sono rimasti a terra. Così com’è successo a Oderzo dove tanti si sono rivolti alla corriera ma anche quest’ultima, strapiena, non ha caricato altri viaggiatori fino a Treviso. Che dire, poi, dei ritardi? Un po’ tutte le tratte ne hanno accumulati, nell’ordine della mezz’ora, rendendo praticamente impossibile “afferrare” le coincidenze. Un caso a sè il Venezia-Udine che è giunto a Conegliano con un’ora di ritardo.

 

IL PARADOSSO – Molti pendolari ora chiedono il ripristino delle vecchie corse

VITTORIO VENETO – (la) Sorpresa: è partito senza grossi intoppi l’orario cadenzato sulla linea Conegliano-Vittorio-Belluno, una delle più problematiche vista l’assenza di elettrificazione e i lunghi segmenti a binario unico. Domenica, primo giorno festivo, non si sono registrati problemi. Ieri grande puntualità per i treni dalla montagna, perlomeno quelli che sono partiti: 4 convogli infatti hanno avuto problemi legati alla captazione della corrente a causa di gelo. Le batterie scariche hanno reso indisponibili altri due treni e nel conto vanno aggiunti sistemi antincendio non funzionanti. Ritardi inferiori al quarto d’ora, invece, hanno interessato parte di quelli per Belluno.

 

Treni e orario cadenzato: è il caos

Corse soppresse, coincidenze saltate e carrozze stipate come carri bestiame: pendolari in rivolta

LE POCHE carrozze sono state prese d’assalto dai pendolari che si sono trovati stipati come sardine perfino nel vano portabici e nella toilette.

Le proteste sono state numerose

INIZIO – settimana difficile per i pendolari che hanno dovuto fare i conti con il taglio di corse e l’affollameto delle carrozze In molti sono arrivati tardi a scuola

MONTEBELLUNA – Un treno al posto di due. Ed è il disastro. Mentre fino al 14 dicembre da Montebelluna verso Padova partiva un treno alle 6.42 e un altro alle 7.24, strapieni e con 4-5 carrozze ciascuno, il nuovo orario li ha sostituiti con un unico treno alle 7.11, lasciando poi un inspiegabile buco di 2 ore. Risultato? «Sulla tratta -spiega Romina Zamprogno- abbiamo viaggiato stipati nel vano portabici, se non nella toilette, come bestie in 4 carrozze e senza nessun’altra possibilità: con l’imbarazzo del capotreno anch’egli stipato tra i pendolari». Con rischi anche per la sicurezza: «Non c’era alcun margine di prestare soccorso agli utenti in caso di emergenza». E in molti sono rimasti a terra, già a Montebelluna. «Abbiamo viaggiato stipati come sardine in un treno cortissimo che dovrebbe coprire l’affluenza di persone che prima avevano a disposizione due treni -sbotta Arianna Pizzolato- È una vergogna. E poi si sono accumulati ritardi su ritardi».

ODERZO – A Oderzo i pendolari se l’aspettavano. Treni in ritardo, orari che non consentono di prendere le coincidenze. Chi ieri mattina è partito con il treno delle 7.28 è arrivato a Treviso alle 7.55, troppo tardi sia per entrare in classe che per andare al lavoro. Non è andata meglio a chi andava verso Portogruaro. Il treno delle 8.01 da Oderzo è arrivato a Portogruaro con 10’ di ritardo, facendo così perdere la coincidenza delle 8.37 per Trieste; il treno successivo era alle 10.47. E dato che è stata cancellata la corsa delle 7, molti hanno preso il pullman. Risultato: corriera stracolma. Il mezzo ha raccolto viaggiatori fino a Oderzo. Poi non ce ne stavano più, perciò ha proseguito senza fermarsi fino a Treviso.

VITTORIO VENETO – Sulla linea Sacile-Conegliano-Venezia non sono mancati i disagi nel primo giorno di orario cadenzato feriale. Ritardi e cancellazioni sono però problemi con i quali i pendolari sono abituati a convivere. A provocare i maggiori disagi sono state le peripezie del regionale 2805, arrivato a Conegliano alle 6.55 anziché alle 6.04 e limitato a Mestre, che ha costretto chi era diretto in laguna a salire su un altro convoglio. Soppresso da Conegliano a Treviso anche il 2737 del mattino, arrivato a Venezia 24 minuti dopo il previsto. Nell’altro senso di marcia non ha circolato il regionale 2734, interamente cancellato. Un’ora di ritardo per il Venezia-Udine-Trieste, partito da Mestre e arrivato a Conegliano alle 9.21 anziché alle 8.21.

MOGLIANO – Clima teso tra i pendolari di Mogliano (circa 2mila al giorno tra studenti e operai) per l’entrata in vigore dell’orario cadenzato dei treni. C’e un “buco” di quasi due ore (dalle 8.54 alle 10.45) nelle corse da Mogliano a Mestre che non va giù agli utenti del servizio ferroviario.
Sull’argomento il gruppo consiliare di “Mogliano Democratica” ha presentato un’interpellenza al sindaco Giovanni Azzolini per sapere quali provvedimenti intende prendere l’amministrazione per non penalizzare ulteriormente il trasporto ferroviario.

(hanno collaborato Laura Bon, Annalisa Fregonese, Luca Anzanello e Nello Duprè)

 

Treni pendolari nuovi orari vecchi disagi

GIORNO INFAUSTO L’avvio dell’orario cadenzato dei treni regionali ha creato molti problemi ai pendolari, complici anche alcuni guasti sulle linee

Esordio nel caos per il servizio cadenzato. Veneto, pesanti disagi con ritardi e soppressione di convogli. Proteste anche in Friuli

70 SULLA CARTA LE CORSE IN PIÙ

14 CONVOGLI IN RITARDO

15-20 MINUTI DI ATTESA DELLA COINCIDENZA

LE PROTESTE – L’assessore invita a segnalare i disagi via e-mail o per telefono

Treni: orario nuovo, disastri vecchi

La promessa era quella di rivedersi ad orario applicato, per aggiustare il tiro. L’assessore ai Trasporti del Veneto Renato Chisso era stato chiaro con i pendolari, con tanto di e-mail dove depositare le contestazioni. Ieri, primo giorno lavorativo di applicazione del nuovo orario cadenzato non è andato tutto liscio come l’olio, complice anche lo sciopero del personale che ha ingigantito ulteriormente i disagi. Ed ad ammetterlo è lo stesso assessore che parla di un battesimo insoddisfacente. Le 170 corse in più sulla carta, i bus notturni, non hanno evidentemente funzionato come avrebbe dovuto essere. E se la domenica era già stata di passione, ieri c’è stato il bis. Le proteste hanno riguardato più o meno tutte le tratte. Furiosi i pendolari della Venezia-Salzano e ritorno, che hanno perso 3 treni (da 19 a 16), anche se di fatto sono stati aggiunti convogli che però di fermano a Mestre. Criticità che pesa più nelle ore di punta: «Al mattino per arrivare a Venezia prima delle 8, ci sarà solo un treno, più un altro con cambio a Mestre, spiegano i pendolari». E ci si è messa pure l’energia elettrica a creare disagio. La circolazione ferroviaria tra Padova e Venezia dove 14 treni regionali hanno registrato ritardi tra i 20 e i 60 minuti e 6 sono stati cancellati proprio nell’ora di punta.

Malumori anche a Este dove il convoglio delle 7 del mattino, quello che raccoglie i pendolari, si è presentato con due sole carrozze: gente stipata e persone che a Terme Euganee non sono riuscite a salire, più o meno quello che è accaduto per il Montebelluna-Padova. L’elenco dei ritardi è ancora più drammatico e non fa sconti a nessuno, neppure i treni a lunga percorrenza: 71 minuti per il Vicenza-Venezia, 83 per il Venezia-Verona. Il Venezia-Vicenza ha sommato più di un’ora di ritardo, mentre i collegamenti con il rodigino sono stati rallentati di almeno tre quarti d’ora. Disagi anche in Friuli Venezia Giulia. Due ritardi, uno di 13 minuti sul treno del mattino Tarvisio-Udine-Trieste e uno di 20 minuti sul treno delle 7.50 Udine-Trieste. Poi il disagio per chi ha dovuto fare i conti con le fermate soppresse di Mossa e Capriva e per i lavoratori della Danieli di Buttrio che da Pordenone e Sacile devono ora sobbarcarsi venti minuti in più di viaggio. Un altro tragitto della disperazione è quello da Belluno a Venezia. Tralasciando il fatto che il treno arriva in laguna alle 8.30, troppo tardi per chi lavora o studia, c’è il gravissimo problema del sovraffollamento, delle attese in stazione e dei ritardi. Molti pendolari per non arrivare tardi a destinazione hanno preso il treno prima. E in questo caso si fanno i conti con una levataccia (4,48 per chi andava a Padova). A Conegliano infatti la linea “s’interrompe” e si deve attendere la coincidenza da Udine: dura restare 15-20 minuti al freddo sul binario! Ed è il disastro. Ancora peggio a Montebelluna in direzione Padova, mentre prima c’erano partiva un treno alle 6,42 e un altro alle 7,24, che viaggiavano sempre strapieni, il nuovo orario li ha sostituiti con un treno unico alle 7,11. Poi c’è un buco di due ore. Morale della favola, tutti in carrozza stipati come sardine, pure nel vano portabiciclette. A Oderzo chi non è riuscito a salire sul treno ci ha provato con la corriera, ma inutilmente.
In serata altri disagi, questa volta l’orario cadenzato non c’entra. La morte di una donna a bordo di un treno all’altezza di Vigonza (Padova) ha provocato nuovi rallentamenti, dopo il guasto ad un convoglio ferroviario della mattina, sulla linea Padova-Venezia, di fatto andando a “colpire” più nodi ferroviari.
E che le cose non funzionino lo dice anche la Ue. É infatti l’Italia il Paese col più alto tasso di insoddisfazione per puntualità ed affidabilità dei treni. Secondo i dati, l’Italia è al primi posto nella graduatoria degli insoddisfatti col 44%; seguita da Germania (42%), Polonia (40%) e Francia (39%). Le percentuali europee in positivo più alte si registrano in Irlanda, Lettonia, Austria e Gran Bretagna (sopra il 73%). Non è una bella fotografia.

 

LE REAZIONI – Per il consigliere Pettenò (FSV) un pessimo esordio. Interrogazione del senatore De Poli (Udc)

«Problemi enormi, ora intervenga il ministr

La protesta arriva fino a Roma. Per il consigliere regionale della Federazione Sinistra Veneta, Pietrangelo Pettenò, il nuovo orario ferroviario più che cadenzato è disastrato. «Già da settimane – ricorda Pettenò – giungono richieste di modifica del nuovo orario che, su alcune linee, prevede delle soppressioni che danneggiano lavoratori e studenti e, ciò nonostante, la Regione assieme a Trenitalia non ha fatto quasi nulla per venire incontro alle richieste di cambiamento. Delle due l’una: – ribadisce – o l’orario cadenzato è una bufala, o gran parte del materiale rotabile è da buttare». I consiglieri del Pd Pigozzo e Ruzzante lanciano la patata bollente a Chisso, chiedono vada a riferire in Consiglio. Il senatore Antonio De Poli (Udc) si è rivolto al Ministro dei Trasporti con una interrogazione. «Sono molti i disagi che si stanno registrando in queste ore: il treno Bassano-Padova strapieno con molti pendolari costretti a rimanere a terra – sottolinea – A Vigonza un guasto tecnico ha bloccato il treno Padova-Venezia e provocato ritardi che hanno fatto saltare le coincidenze. A causa del problema 14 treni regionali hanno registrato ritardi fra 20 e 60 minuti e 6 convogli sono stati cancellati. A Campodarsego, secondo quanto mi hanno riferito alcuni cittadini, dei due treni su 4 cancellati dal nuovo orario, soltanto uno ha funzionato mentre l’altro è stato soppresso. E’ evidente che siamo di fronte a un esordio fallimentare del nuovo orario cadenzato”.

 

L’ASSESSORE CHISSO «É andato tutto male, mi auguro che chi gestisce garantisca il servizio»

Chisso non minimizza, anzi, rincara la dose. Del resto in tempo non sospetto aveva già messo le mani avanti fornendo un numero verde e una e-mail alla quale affidare i possibili disagi provocati dal nuovo orario cadenzato. E mai profezia fu più azzeccata, parlare di soli disagi è infatti minimizzare, difficile spiegarlo a tutti quei pendolari che si sono trovati alle 7 del mattino con -2 gradi ad attendere i convogli per decine di minuti, o restare addirittura a piedi. «É andato tutto male, a causa di malfunzionamenti nei servizi resi da Trenitalia e dei conseguenti contraccolpi a catena. – sottolinea l’assessore – Io però credo in quello che il suo amministratore delegato ha definito il migliore standard di servizio a livello europeo e, nell’invitare tutti gli utenti a segnalare criticità e a inviarci suggerimenti, attendo che chi svolge il servizio lo assicuri, così come è stato assieme stabilito che debba funzionare».
A creare disagi, laddove non si si è messo il nuovo orario ci hanno pensato la cattiva captazione di corrente da parte di almeno quattro convogli a causa del gelo, batterie scariche che hanno reso indisponibili altri due treni, sistemi antincendio non funzionanti anch’essi a causa del gelo, e così via, hanno causato ritardi a catena per troppi convogli. «Certo, siamo tutti di fronte ad un sistema nuovo, ma al momento non possiamo valutarlo nella sua funzionalità proprio a causa di queste disfunzioni, che potevano e sarebbero capitate anche con il vecchio sistema – ha detto Chisso – mi auguro però che non si ripetano. A chi continua a speculare dico solo che far funzionare i treni non è una scelta politica, di destra o di sinistra, ma un dovere di tutti, Trenitalia in testa, che dobbiamo continuare a tenere sotto pressione».
E per cercare di far fronte ai disagi l’assessore torna a suggerire a coloro che utilizzano il treno di spedire osservazioni, segnalazioni e proposte all’indirizzo nuovorariocadenzato@venetotreni.it, oppure di utilizzare il numero verde gratuito 800042822, in orario d’ufficio.

 

Nuova Venezia – Treni, si scatenano le proteste

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15

dic

2013

RIVOLUZIONE FERROVIARIA » DA OGGI CAMBIA TUTTO

Da oggi l’orario cadenzato. Domani sciopero del trasporto pubblico

Orario cadenzato, debutto con proteste

Soprano (Trenitalia): «Il sistema più moderno in Europa che dovrebbe dare grandi vantaggi all’utenza, ma serve tempo»

A mezzanotte ultimo e polemico viaggio di un gruppo di utenti per Udine

Sui binari del Veneto è iniziata la nuova era dell’orario ferroviario cadenzato. Elaborato in due anni di lavoro da una commissione tecnica istituita dalla Regione, il nuovo orario cadenzato da oggi è ufficialmente in vigore, preceduto nelle ultime settimane da molte contestazioni dei pendolari. L’ultima protesta è andata in scena ieri sera, quando un gruppo di utenti si è riunito alla stazione di Venezia San Lucia per viaggiare un’ultima volta insieme sul Regionale delle 23.56 per Udine, da oggi anticipato alle 23.04.

La rivoluzione dell’orario cadenzato è scattata alla mezzanotte scorsa, ma il battesimo del fuoco sarà domani quando, con il ritorno al lavoro dei pendolari, il nuovo sistema andrà a regime. Nei giorni feriali in Veneto saranno effettuate circa 800 corse quotidiane contro le 600 previste fino a ieri. Oggi sarà una giornata impegnativa soprattutto per Trenitalia, che dovrà testare la macchina operativa: per garantire un pronto intervento in caso di imprevisti, ha predisposto autobus sostitutivi che stazioneranno nei punti chiave. Perché ogni cambio d’orario è problematico, ma stavolta siamo di fronte a una rivoluzione. Treni per una determinata destinazione che partono sempre agli stessi minuti di ciascuna ora, un sistema che affianca Regionali veloci a Regionali che fermano in tutte le stazioni, migliori coincidenze nei nodi: ecco le caratteristiche del cadenzamento. Un sistema che è routine nelle ferrovie d’oltralpe, ma che ha trovato applicazione anche in Italia, da Milano e Torino fino alla Toscana. Ma, come ha spiegato l’amministratore delegato di Trenitalia, Vincenzo Soprano, quella del Veneto sarà una prima assoluta, per le caratteristiche della regione che presenta un flusso di pendolari diffuso su più grandi centri.

Ecco alcune delle novità. Sulla direttrice Venezia-Verona entra in servizio una nuova relazione con Regionali veloci: 14 coppie di treni, per un totale di 28 corse tra andata e ritorno contro le 4 fino a ieri.

La direttrice Venezia-Conegliano potrà contare su una relazione veloce con 13 coppie di treni (26 corse), alcune prolungate su Sacile.

La Venezia-Rovigo-Ferrara sarà potenziata con 14 coppie di treni al giorno, per 28 corse.

«Il cadenzamento è lo standard progettuale più moderno in Europa. Un sistema che dovrebbe dare grandi vantaggi all’utenza. Ma come tutte le innovazioni andrà in questa prima fase monitorato e perfezionato» ha detto Soprano. Per questo Trenitalia e l’assessore regionale Chisso invitano ad attendere almeno due settimane prima di fare bilanci.

I pendolari, però, non sono dello stesso avviso e nelle ultime settimane, affiancati da molti sindaci, hanno duramente contestato il nuovo orario, sfilando anche in corteo per Venezia.

Le proteste maggiori hanno riguardato la tratta Venezia-Portogruaro dove, alla mobilitazione dei pendolari di Quarto d’Altino, si è aggiunto il neonato Comitato Pendolari del Veneto Orientale.

Ma si sono fatti sentire anche i pendolari di altre tratte: Venezia-Treviso-Belluno, Venezia-Castelfranco, Treviso-Portogruaro.

Le proteste si sono concentrate sulla netta riduzione delle corse nella fascia notturna tra le 22 e le 6, con problemi per i tanti lavoratori turnisti che gravitano su Mestre e Venezia. Ma non meno contestata è la riduzione dei collegamenti il sabato e nei giorni festivi.

Giovanni Monforte

 

I pendolari di Salzano «Penalizzati»

Tra i comuni penalizzati dal nuovo orario cadenzato dei treni c’è pure Salzano. Gli utenti sono arrabbiati e hanno aperto un gruppo Facebook chiamato «Pendolari Salzano Robegano» che in pochi giorni ha raccolto una settantina di iscritti e diverse segnalazioni su quello che non piace. La lista comprende il calo dei convogli nelle ore di punta per Venezia: per chi arriva da Mestre in certi casi dovrà proseguire fino alla stazione successiva di Noale e poi tornare indietro perché non sempre il regionale fermerà a Salzano.

Per chi fa i turni, i passeggeri accusano la mancanza di treni, idem per chi volesse fare una gita di domenica a Venezia o Bassano. Giovedì prossimo alle 18 in sala consigliare ci sarà un incontro pubblico dove si spera di raccogliere più testimonianze possibili da girare agli organi competenti. Si può anche e inviare mail a pendolarisalzanorobegano@gmail.com.

«Fino a Venezia avremo 16 treni giornalieri contro i 19 avuti sinora», riferisce l’assessore alla Mobilità Lucio Zamengo, «con l’aggiunta di altri convogli ma con arrivo solo a Mestre. Da Santa Lucia, invece, da 21 regionali si scenderà a 15. Senza contare l’estate o i giorni festivi, dove muoversi su rotaia sarà ancor più difficile. Le nostre richieste hanno prodotto l’aggiunta di un autobus sostitutivo con partenza da Salzano alle 6.55 e arrivo a Venezia alle 7.41. Noi e i pendolari chiediamo di far fermare qualche treno in più, almeno nelle ore di punta: non ci sarebbe alcun aumento dei costi».

(a.rag.)

 

LEGAMBIENTE VENETO ORIENTALE

Portogruaro è il punto debole

«Più treni da lunedì a martedì, ma meno ore coperte dal servizio»

«Qualche treno in più dal lunedì al venerdì, ore in meno di servizio tutti i giorni». Legambiente Veneto Orientale boccia il cadenzamento tra Venezia e Portogruaro.

«L’aumento delle fasce scoperte, sia notturne che diurne, l’ulteriore riduzione di offerta nelle giornate prefestive e festive sono i dati oggettivi che dimostrano come l’assessore Chisso non si occupi di trasporto, ma di infrastrutture», attaccano gli ambientalisti, «non vi è nessuna politica dedicata ad intercettare nuovi utenti. Chi deve essere al lavoro a Venezia per le 6.30-7 si accomodi in auto, chi termina dopo le 22 prenda l’auto. Vai a Roma o Milano? Prendi l’auto fino a Mestre».

Dal lunedì al venerdì sulla tratta i Regionali lenti passano da 16 a 27, ma il 48% (ovvero 13) sono limitati da e per Mestre. Il sabato e nei festivi la riduzione dei collegamenti è del 20%, scendendo da 27 a 22. Ma se il numero dei treni aumenta dal lunedì al venerdì, diminuiscono le ore coperte dal servizio. Fino a ieri si viaggiava da Mestre verso Portogruaro dalle 6.31 alle 0.49. «Mentre col nuovo orario si viaggerà tra le 5.25 e le 22.25, 17 ore a cui vanno tolti un buco in mattinata tra le 10.25 e le 12.57 e uno in serata tra le 20.25 e le 22.25», rileva Legambiente, «anche se il servizio partirà un’ora prima, chiuderà con 3 ore di anticipo e lasciando scoperte 4 ore e mezza durante il giorno, in totale 12 ore e mezza. Dopo le 22 i piccoli centri non sono più collegati, mentre finora lo erano fino quasi all’una di notte».

In direzione opposta aumenta la fascia scoperta tardo mattutina: mezz’ora in più oltre alle 2 ore di buco già esistenti. E nei festivi la situazione è decisamente peggiore.

Mercoledì alle 20.30 Legambiente parteciperà, insieme a molti altri soggetti, al dibattito promosso dal Pd a Meolo presso il Centro anziani in via Cà Corner Sud. Sarà la prima verifica pubblica sul nuovo orario.

(g.mon.)

 

Trasporti pubblici, domani sciopero

Vaporetti e bus Actv dalle 9 alle 13, pullman extraurbani dalle 16.30 alle 20.30

Sarà un lunedì difficile per chi usa i mezzi di trasporto pubblici locali. Per domani, infatti. è stato annunciato un nuovo sciopero nazionale dei lavoratori del trasporto pubblico locale, che aspettano di rinnovare il contratto nazionale di lavoro scaduto il 31 dicembre del 2007. Lo sciopero interesserà dalle 9 alle 13 il trasporto urbano e dalle 16.30 alle 20.30 l’ extraurbano.

«Sono trascorsi 6 anni, 9 scioperi generali, 6 governi e un’unica direzione delle associazioni che raggruppano le aziende pubbliche di trasporto, come Asstra e Anav», spiegano i sindacati (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Fna-Ugl, Faisa-Cisl) che hanno dichiarato lo sciopero, «senza rinnovo contrattuale per il loro vecchio sporco gioco di esasperare la situazione, per obbligare il Governo a finanziare il costo del contratto. Quel che serve, invece, è cambiare e in fretta in modo responsabile questo stato di cose e assicurare un nuovo contratto a questi lavoratori e un servizio pubblico importante e strategico come quello del trasporto locale, efficente e puntuale».

A Venezia lo sciopero avrà modalità specifiche per ogni settore. Vaporetti e bus Actv. Il servizio di movimento automobilistico e di navigazione, i servizi di manutenzione turnisti e i servizi di biglietteria distaccati Vela saranno interessati dallo sciopero dalle 9 alle 13: i rimanenti lavoratori dei settori non turnisti (personale amministrativo, impiegatizio, usiliario, servizi di manutenzione, distaccati delle biglietterie di Vela) saranno interessati dall’agitazione sindacale nelle prime quattro ore del loro turno di servizio. Alilaguna, Linea spa, Nordest mobility, Jjtaca e Pmv. Il sevizio delle altre aziende di trasporto lagunare sarà interessate dallo sciopero dalle 9 alle 13 e negli impianti fissi nelle prime 4 ore del turno di lavoro. Trasporto extraurbano. Il servizio di trasporto extraurbano dei pullman di Atvo, le biglietterie e i verificatori saranno interessati domani dallo sciopero tra le 16.30 e le 20.30, mentre per gli addetti negli impianti fissi (officine e impiegati) braccia incrociate nelle ultime quattro ore del turno di lavoro.

 

TRENI – Con i nuovi orari cadenzati in vigore da lunedì 15 migliora l’offerta per i pendolari che gravitano sulla stazione di Maerne

MARTELLAGO – Un regionale all’ora in più

MARTELLAGO – Tra le tante proteste per il nuovo orario cadenzato, possono dirsi soddisfatti i tanti utenti che usufruiscono della stazione di Maerne, che ottiene un deciso aumento dei treni. Nel nuovo orario che scatta lunedì 15, sono state accolte le istanze del sindaco, Monica Barbiero, che aveva chiesto la fermata di un regionale in più. Saranno dunque tre all’ora, dalle 6.08 alle 21.36, i treni diretti a Mestre, ai minuti 08, 36 (questi due proseguiranno per Venezia) e 53; analogamente, due i treni l’ora che partiranno da Venezia per Maerne, dalle 5.26 alle 20.56, ai minuti 26 e 56, più un altro che partirà da Mestre ai minuti 54 di ogni ora: quest’ultimo, che arriverà a Maerne ai minuti 7, proseguirà fino a Noale; gli altri due, in arrivo a Maerne ai minuti 52 e 18, continueranno fino a Castelfranco e Bassano.

L’unico neo rispetto alla situazione attuale è la perdita delle corse dirette per Trento. «Il nostro primo obiettivo era migliorare i collegamenti con Mestre e Venezia, come numero di convogli e tempi certi: le nostre richieste sono state accolte e di ciò ringraziamo Regione e Ferrovie» spiega il sindaco. «Ora la stazione di Maerne offre un servizio interessante ed efficace ai pendolari, in primis ai cittadini di Maerne e del Comune, ma crediamo possa diventare un punto di riferimento anche per i residenti di Spinea e Salzano, fermo restando che ci auguriamo possano essere accolte anche le richieste di miglioria avanzate dai due Comuni limitrofi e che abbiamo anche sostenuto» continua la Barbiero, il cui prossimo obiettivo è di migliorare i collegamenti tra la stazione di Maerne e gli altri due centri del comune, Martellago e Olmo, con un bus navetta.

Nicola De Rossi

 

L’assessore Chisso assicura che entro due anni più treni proseguiranno fino a Santa Lucia grazie ai lavori sul ponte

VENEZIA «L’obiettivo è dare un servizio migliore, non certo peggiore, ci sono problemi? Siamo qui, confrontiamoci». È ottimista l’assessore regionale ai Trasporti, Renato Chisso, scommette sull’entrata in vigore dell’orario cadenzato domenica (altrimenti si andrà a gara dice) e si rallegra che il rappresentante regionale dell’Orsa, ossia il sindacato autonomo di base dei ferrovieri, rappresentato da Ezio Ordigoni, abbia ritirato lo sciopero programmato tra sabato e domenica, spostandolo a gennaio. In occasione della presentazione del nuovo elettrotreno che servirà il territorio metropolitano, Chisso torna anche sugli orari e sui disagi evidenziati dai pendolari. «Abbiamo presentato l’orario a luglio», ribadisce, «siamo andati da chi aveva delle difficoltà, qualcuno ce le ha presentate in ritardo, qualche altro no, stiamo raccogliendo ancora segnalazioni. Poi c’è stato lo sciacallaggio politico di chi ha voluto ingenerare confusione». Precisa: «L’autobus sostitutivo che in qualche tratta metteremo in campo, è il riconoscimento di un’esigenza che abbiamo constatato». È il caso di alcune corse della sera di ritorno da Venezia per i comuni del Veneto Orientale. Nei giorni scorsi i comitati pendolari di Quarto d’Altino e San Donà, hanno contato gli utenti, facendo presente che sono molti. «Per adesso si utilizza l’autobus, perché non ci sono i tempi tecnici per le modifiche che servono ai gestori della traccia, poi basandoci sui numeri e i conteggi, vedremo di rimettere i treni». Si dovrà però, attendere gennaio. Aggiunge: «Non dimentico neanche la richiesta, ad esempio, del comune di Salzano, il quale ci ha segnalato che uno dei treni del mattino utilizzato dagli studenti non ferma più. Inseriremo il sostitutivo e verificheremo l’utilizzo». Il cadenzamento, spiega l’assessore, eliminerà il sovraffollamento, con il sistema navetta. Un passaggio anche sulle corse che saranno limitate a Mestre e non raggiungeranno Venezia. «Ferrovie dello Stato sta eseguendo dei lavori» sottolinea, «con dei fondi provenienti dal Cipe». E dal nuovo decreto del “fare”, 40 milioni di euro per la precisione. «Grazie a questi interventi che saranno eseguiti sul Ponte della Libertà, entro un paio di anni si potrà far proseguire le corse fino a Venezia». «In questo modo», precisa la responsabile regionale di Trenitalia Maria Giaconìa, «avremo un cadenzamento per la città lagunare non più di 7 minuti come ora, ma addirittura di 4 minuti». Si tratta di lavori che verranno eseguiti non solo sul ponte, ma anche nella stessa stazione di Venezia, interventi sicuramente attesi, che serviranno anche ai molti turisti che si spostano ogni giorno e specialmente in determinati periodi dell’anno.

Marta Artico

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Conte: «Così si scoraggiano solo i pendolari la Regione concordi con noi i monitoraggi»

«A nostro avviso è un cane che si morde la coda, se diminuiamo il servizio, per verificarne successivamente l’utilizzo, cosa otteniamo? Che la gente prende l’auto».

Il sindaco di Quarto, Silvia Conte, parla a nome degli altri sindaci: «La Regione vuol far desistere chi ancora oggi prende il treno, l’analisi che va fatta è sull’utilizzo attuale. Porto l’esempio dei treni che vengono soppressi: dal 30 novembre il treno del mattino è saltato sette volte. Il bus non è affidabile, la gente monta in auto, ma lo scopo dev’essere quello di togliere le macchine dalla strada, non il contrario. Chisso vuole monitorare gli utenti? Concordi con noi le modalità».

(m.a.)

 

Partono i treni a spinta veloce e posti in piedi

Duecento corse in più al giorno. Presentati i Flirt Etr svolgeranno servizio metropolitano sulle linee venete

VENEZIA – La sua caratteristica principale è la spinta: il nuovo treno entrato in pre-esercizio ieri e partito alle 13.43 dalla stazione di Santa Lucia di Venezia diretto a Portogruaro, il regionale 5809, infatti, non lascia i binari lentamente come gli altri, ma con una accelerazione che consentirà di guadagnare tempo una volta entrato in funzione l’orario cadenzato, domenica prossima. A presentare i nuovi convogli Flirt Etr contraddistinti da una livrea bianca e blu che saranno d’ora in poi adibiti alla mobilità “metropolitana” ieri mattina, c’erano l’assessore ai Trasporti, Renato Chisso, la responsabile della direzione regionale di Trenitalia, Maria Giaconìa, il presidente di Sistemi territoriali, Gian Michele Gambato. Treni. I nuovi convogli sono capienti, l’Etr 340 ha 200 posti a sedere, ma ne tiene oltre il doppio, ben 493. Dunque è predisposto per viaggiare in piedi, un po’ come funziona nella metro. Tragitti brevi e veloci. I convogli stati acquistati dalla Regione tramite Sistemi Territoriali. Il costo effettivo è di 130 milioni di euro, pagati in leasing in 30 anni, arrivando alla cifra di 254 milioni. In totale sono 24, i primi 12 entreranno in servizio con l’orario cadenzato, i rimanenti mano a mano che verrà completata la fornitura. Il cadenzamento costerà all’anno alla Regione, 10 milioni di euro in più. Sono stati prodotti dalla Elvetica Sdadler spa, in collaborazione con Ansaldo Breda spa. Dei 24 nuovi treni, 4 sono a trazione termica diesel – elettrica e 20 a trazione elettrica.

Linee. La potenza disponibile consente grandi accelerazioni, proprio in vista del servizio di tipo con fermate frequenti e ravvicinate: non a caso le linee servite dai nuovi elettrotreni sono quelle afferenti al nodo di Venezia che convergono da Portogruaro, Treviso, Castelfranco e Padova, nonché tra Monselice e Mantova.

La presentazione è stata l’occasione per fare il punto sui nuovi orari. «In un giorno feriale con il cadenzato», spiega Giaconìa, «avremo ben 800 corse in Veneto, anziché le 600 di oggi. Un centinaio di spostamenti avverranno con i nuovi convogli. Il cadenzamento ci ha consentito una maggiorazione di ben 200 corse in una giornata. Si tratta di una nuova logica, che punta su un modello basato su economie industriali. Un nuovo modo di viaggiare, un’offerta strutturata per attrarre la domanda pensando all’integrazione gomma-ferro e alla futura bigliettazione unica. Le parole cardine sono frequenza, velocità e specializzazione dei servizi».

Countdown. Ultimi aggiustamenti in vista di domenica, Chisso e Giaconìa hanno ribadito che si sta cercando di accontentare gli utenti, rispondere alle segnalazioni, migliorando e limando gli orari. «Il primo giorno sarà difficile», aggiunge la responsabile di Trenitalia, «anche per noi sono nuove corse, dobbiamo rodarci, saremo in 1.200 persone al lavoro, gli orari completi saranno visibili in un paio di giorni». Chiosa Chisso: «I nuovi treni elimineranno il sovraffollamento, il cadenzamento è una scommessa, altrimenti, andremo in gara».

Marta Artico

 

VENETO – Per i pendolari più treni e anche bus

VENETO – I convogli regionali aumentano da 600 a 800 ma spuntano anche i pullman sostitutivi

Presentati i modelli di carrozza tipo “Flirt” . Trenitalia e Chisso difendono i nuovi orari

Più corse per i treni regionali in Veneto: passeranno da 600 e 800 al giorno. Con il nuovo orario cadenzato, in vigore da domenica prossima, l’offerta aumenterà, questo è certo. Ma non tutti potranno riavere i vecchi orari, che in questi giorni tanti pendolari stanno reclamando. Qualcuno dovrà accontentarsi degli autobus sostitutivi, per il momento soluzione temporanea, ma che in mancanza di passeggeri numerosi potrebbe diventare definitiva.

Lo hanno detto chiaramente, ieri, a Venezia, l’assessore regionale alla mobilità, Renato Chisso, e il direttore per il Veneto di Trenitalia, Maria Giaconia, alla presentazione dei nuovi treni Flirt, che saranno usati proprio per questo orario. Un acquisto deciso dal Consiglio regionale nel lontano 2008 che finalmente si concretizza. In tutto 24 treni (gli ultimi 8 arriveranno entro giugno) prodotti dalla svizzera Stadler, in collaborazione con l’AnsaldoBreda, costati alla Regione 130 milioni di euro. A ripercorrerne la storia il presidente di Sistemi territoriali, Michele Gambato: «Per abbattere il costo, facemmo una gara con l’Emilia Romagna. Ora li stiamo pagando con un leasing ventennale».

L’aspetto è quello tipico da servizio metropolitano: grandi porte e tanto spazio per i passeggeri in piedi. I convogli da sei carrozze possono portare fino a 650 persone, con 400 posti a sedere, quelli da quattro fino a 400, con 250 sedute. «É un treno dall’accelerazione veloce – ha spiegato Chisso – quindi adatto al servizio locale, con fermate frequenti».

Ma le domande dei giornalisti sono state tutte per il nuovo orario, ormai prossimo al varo. Chisso e Giaconìa ne hanno difeso la logica, che mette il Veneto in linea con i sistemi metropolitani europei. Treni in “canali orari scelti” che si ripetono ogni ora, con vantaggi importanti anche sul fronte delle coincidenze e delle rotture di carico. La linea Calalzo-Venezia, ad esempio, sarà spezzata in due: una navetta da 3 carrozze tra Calalzo e Conegliano; un convoglio da 7 per proseguire verso Venezia, evitando l’attuale sovraffollamento. Complessivamente 200 corse in più al giorno, costate alla Regione 10 milioni di euro, su una spesa totale di 150.

Eppure, pendolari e sindaci continuano a segnalare buchi di servizio, fasce scoperte, tagli che rischiano di rendere difficile la vita a lavoratori e studenti. «C’è stato tanto sciacallaggio politico – ha ribadito Chisso – ma le segnalazioni vere le abbiamo ascoltate». Ed ecco le correzioni introdotte negli ultimi giorni, per il momento con un servizio autobus: da Portogruaro e Venezia, ad esempio, ma anche da Mogliano o Salzano.

Soluzioni da verificare per capire se reintrodurre il treno o meno. «Il treno resta la soluzione di ieri, oggi e domani, ma otto carrozze non possono viaggiare per 3 persone» ha continuano l’assessore. «La mobilità va garantita con il vettore giusto – ha aggiunto Giaconia – che per i piccoli numeri è l’autobus. Ad esempio, a noi non risulta che i treni la sera viaggino pieni. Verificheremo anche questo».

Giaconìa ha poi avvertito che i primi giorni del nuovo orario potranno essere difficili, per l’inevitabile rodaggio a cui andrà incontro l’intero sistema. «Per il primo anno la domanda dovrebbe restare costante, poi puntiamo a un incremento» ha concluso. Il quadro complessivo del nuovo orario sarà pubblicato nel sito di Trenitalia solo tra un paio di giorni. Ma già da oggi è possibile verificare i cambiamenti, cliccando sul menù di scelta dal giorno 15 in poi.

 

MOBILITÀ – Convogli dei pendolari da Santa Lucia con cadenza ridotta: da 7 a 4 minuti in partenza

Più treni per i pendolari sul ponte

L’assessore Chisso: «Già stanziati i soldi per un intervento sulla linea tra centro storico e terraferma»

Treni più frequenti sul ponte della Libertà, grazie a un radicale intervento sui binari. E se oggi, con il nuovo orario cadenzato, molte corse si attesteranno a Mestre, complici anche i lavori in corso, in prospettiva, questo limite non ci sarà più. «I soldi per il nuovo intervento sono già stati stanziati dal Cipe» ha riferito l’assessore regionale alla mobilità, Renato Chisso. E i treni, a quel punto, potranno essere distanziati, l’uno dall’altro, di 4 minuti, invece dei 6, 7 di oggi. Un’altra novità a medio termine, mentre quella del nuovo orario cadenzato è ormai alle porte: entrerà in vigore da domenica 15 dicembre.

Di questo e di quello si è parlato ieri, alla stazione Santa Lucia, dove Chisso ha presentato, con il direttore per il Veneto di Trenitalia, Maria Giaconìa, i nuovi treni Flirt, acquistati dalla Regione e destinati proprio all’orario cadenzato. L’occasione per fare il punto su questa novità che tanto sta preoccupando i pendolari e ha mobilitato i sindaci. Chisso ha confermato alcune delle correzioni che aveva chiesto a Trenitalia: il ripristino del collegamento di prima mattina da Portogruaro a Venezia, nonché quello da Mogliano, già annunciati durante l’incontro con i sindaci la settimana scorsa. Ha poi aggiunto un collegamento in più da Salzano a Venezia, dopo le 7, pure questo richiesto da sindaci e comitati. In tutti e tre i casi, per il momento, i servizi saranno garantiti con l’autobus. Perché non c’erano i tempi tecnici per riorganizzare i turni di Trenitalia, ma anche per verificare l’effettivo fabbisogno. «Se a Salzano saliranno 20 o più persone, ripristiniamo il treno. Se no, resta l’autobus» ha esemplificato l’assessore. Maggiori difficoltà, invece, ad accogliere le altre richieste dei pendolari su sabato, domenica o sere, tanto importanti per i turnisti. «A noi non risulta che i treni la sera viaggino pieni – ha annotato Giaconìa – Verificheremo anche questo».
La prova del nove, ora, sarà dal 15 in poi. Per un problema di sistema, tra l’altro, il quadro completo dell’orario non è ancora disponibile sul sito di Trenitalia, dove però si possono già vedere le novità cliccando sul menù di scelta, da domenica in poi.

 

Costretti a emigrare per mancanza di trasporti

Egregio direttore, sono il sindaco di Fossò e vorrei renderla partecipe di uno fra i tanti episodi che rattristano la vita di noi cosiddetti “politici” di trincea. Oggi ho conferito la cittadinanza Italiana ad un mio paesano di origine rumena che lavora presso un noto calzaturificio del paese. Ho riconosciuto subito la moglie, signora molto bella e raffinata, madre di una ragazza intelligentissima  amica di una conoscente. Come faccio di solito abbiamo conversato ed ho avuto così modo di partecipare della loro vita qui a Fossò da oltre 10 anni. Si tratta di persone davvero amabili e corrette, una vera ricchezza per il nostro paese.
Con disappunto ho appreso che dal prossimo mese si trasferiranno in periferia di Padova perché le figlie, una all’università e l’altra al liceo scientifico, non hanno mezzi di trasporto per andare nelle rispettive scuole e ritornare  a Fossò: devono cambiare tre pullman! Infatti da oltre un anno le corse da Fossò e per Padova sono state completamente sospese dalla Sita e molto parzialmente sostituite da qualche corsa dell’Actv. Negli ultimi mesi sono state ulteriormente ridotte per cui non ci sono più mezzi che rientrano a Fossò dopo le 18 nei giorni feriali e nessuno alla domenica.
Il padre, con molto spirito sportivo, e critico nei confronti dell’abuso che si fa da noi dell’auto, ha anche provato a insistere perché alcuni tratti, circa due chilometri, li facessero a piedi, ma ha prima provato lui. «Non è possibile camminare lungo il ciglio della strada che non ha marciapiedi e sostiene un traffico intensissimo, anche di mezzi pesanti, dalla statale verso il piovese, se non a rischio della vita. L’unica soluzione è andare via…». Io sono indignata, ma il mio disappunto non serve. Ho protestato con tutti gli enti e tramite portavoce autorevoli. Non ci sono risposte a questo isolamento.

Federica Boscaro – sindaco di Fossò

 

Nuova Venezia – “Treni, orari da cambiare”

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4

dic

2013

TRENI»LA PROTESTA 

Corteo di protesta a Venezia. Chisso: soluzione in una settimana

«Corse ferroviarie inadeguate la Regione ignora i pendolari»

Un centinaio di manifestanti ha attraversato Venezia per chiedere la modifica degli orari

Sindaci e viaggiatori in coro: mancano convogli nella fascia tra le 11 e le 13 e durante la notte

VENEZIA – La protesta dei pendolari esplode in Regione, l’assessore Renato Chisso riceve sindaci e lavoratori nel suo ufficio di palazzo Balbi. Nel pomeriggio l’ora X per i rappresentanti delle tratte ferroviarie che verranno modificate dall’orario cadenzato dei treni, che entrerà in vigore a metà dicembre e che in più punti non soddisfa le esigenze di chi tutti i giorni deve recarsi a Mestre e Venezia per lavoro e tornare dalla città lagunare nei diversi comuni della provincia, senza perdere giornate intere. L’appuntamento era alla stazione di Santa Lucia alle 14.

I pendolari, un centinaio, sono arrivati armati di croci, striscioni, cartelloni, fischietti, megafoni e vuvuzelas, urlando: «L’assessore Chisso si dimetta». Assieme al comitato di Quarto d’Altino, il comitato dei pendolari del Veneto Orientale, ma anche pendolari della tratta Venezia-Trento, della linea che passa per Castelfranco e Bassano, pendolari di Mogliano (linea Udine-Venezia) con 200 firme.

In testa al corteo Luciano Ferro e Gianni Foffano di Quarto d’Altino, il comitato del Veneto Orientale, Marco Fuga (pendolari di Mogliano), Elisa Costa (pendolari di Spinea) davanti a loro con la fascia tricolore, i sindaci e i rappresentanti di sette comuni: Silvia Lasfanti, Cinzia Fedrigo e Daniele Terzariol per San Donà, Silvia Conte (Quarto d’Altino), il sindaco di Salzano Alessandro Quaresimin, Silvano Checchin (Spinea), l’assessore di Portogruaro, Ivo Simonella, il vicesindaco di San Stino di Livenza, Mauro Marchiori, il vicesindaco di Mirano, Annamaria Tomaello, l’assessore di Marcon, Enrico De Marco. In Regione, si è aggiunto anche l’assessore veneziano Ugo Bergamo. Hanno marciato fino a palazzo Balbi per chiedere modifiche di orari, fermate nelle proprie stazioni, per denunciare il buco nella fascia mattutina tra le 11 e le 13 e la mancanza di treni notturni. Ma anche per contestare un percorso che non li ha visti, a loro dire, coinvolti nella partita e un orario definitivo (non ancora cristallizzato ma passibile di modifiche last-minute) che non hanno compreso a fondo.

Tra i manifestanti rappresentanti di Filcams e Filt Cgil. «Regione Veneto, siamo studi della vostra dittatura», recitano gli striscioni «l’orario cadenzato andava concordato con i pendolari».

All’assessore Chisso, è stata consegnata una lettera, firmata da 13 sindaci: oltre a Quarto, San Donà, Portogruaro, San Stino, Meolo, Spinea, Salzano, Ceggia, Marcon, anche quelle di Roncade, Casale, Castelfranco e San Martino Buonalbergo.

Nel documento, materialmente illustrato a Chisso dal sindaco altinate Silvia Conte, si contesta l’orario cadenzato per una questione di «merito» (non accontenta tutti, lascia scoperte delle fasce orarie, non tiene conto dei turnisti) e di metodo (perché da luglio le amministrazioni non sono state più ascoltate e la proposta di progetto presentata dai comuni della tratta Portogruaro-Venezia non è stata presa in considerazione).

Per i sindaci ha parlato Conte: «C’è stato un incontro in estate, a fine luglio, ma poi non abbiamo più ricevuto risposte e le nostre richieste non sono state considerate, si aumentano il numero dei treni, ma il servizio diminuisce, attendiamo da quindici anni l’entrata i funzione del sistema ferroviario metropolitano regionale e quando arriva lascia dei buchi». Chisso ha preso nota di tutte le rimostranze, una ad una, spiegando che molte criticità sollevate sono già state sistemate. Entro il 9 dicembre saranno risolti alcuni “errori” di Trenitalia, poi ci sarà la sperimentazione. I sindaci della protesta hanno chiesto un altro incontro.

Marta Artico

 

«Odissea tra soppressioni e ritardi»

Il racconto di un lavoratore che ogni giorno all’alba da Musile si reca in laguna

VENEZIA – Marco Natella è di Musile, ma prende il treno a San Donà di Piave. Ha quarant’anni e da ben 21 lavora all’ospedale civile di Venezia. Cammina dietro un cartello, dove a caratteri cubitali sta scritto R5800, che sarebbe il suo treno quello che deve prendere tutti i giorni, che è stato posticipato nel nuovo orario. Si tratta del convoglio con partenza alle 4.53, posticipato 5.17, ma che ieri l’assessore regionale, Renato Chisso, ha spiegato che è tornato al suo posto.

«Ogni giorno mi imbarco in un viaggio allucinante», racconta Natella, «intanto mi sveglio alle tre e mezza del mattino, per arrivare al lavoro alle sei, inoltre il mio treno subisce quindici, a volte si arriva a diciotto cancellazioni in un mese. Io al lavoro posso recuperare se arrivo in ritardo, la ditta esterna di pulizie da cui sono assunto me lo consente, ma conosco colleghi che non sono così fortunati. Inoltre, tra poco cambierà l’impresa, cosa vado a spiegare a chi subentrerà? Che contratto firmerò? Bisogna tenere conto che c’è chi parte da San Stino di Livenza e deve andare a lavorare a Punta Sabbioni. Senza contare che in estate fa caldo, ma in inverno, basta un po’ di ghiaccio perché i treni si fermino».

Prosegue: «Il fatto, è che uno non può alzarsi alle tre del mattino e andare a vedere se il suo treno è stato soppresso o meno, se deve prendere l’auto o se c’è il pullman sostitutivo. Una volta l’autobus si è rotto due giorni su due di seguito, ci hanno smontato a piedi un chilometro prima dei Venezia, in mezzo al ponte, e Trenitalia ha pure detto che erano cento metri. Capita anche che ci mettano dei pullman in cui gli autisti non conoscono la strada e dobbiamo persino fare da navigatori, una cosa fai-da-te».

«Voglio ricordare», precisa, «che il bus sostitutivo è arrivato dopo le proteste, non per spontanea volontà».

Ripeto: «Io d’ora in poi, se spostano il treno di quel quarto d’ora-venti minuti in avanti, inizierò alle sei e mezza anziché alle sei, la mia vita cambierà perché comunque ho due figli, ma c’è chi non può permetterselo e sarà costretto, per non arrivare tardi, a prendere la sua auto e non usufruire più del treno. Loro dicono che siamo pochi a prendere il treno del mattino, ma siamo pochi perché la gente si demoralizza, perché è un lento stillicidio, altrimenti saremmo molti di più.

(m.a.)

 

La rabbia dei sindaci «È troppo tardi per fare modifiche»

I primi cittadini della provincia di Venezia sono molto critici «La Regione ha perso quattro mesi per trovare una soluzione»

VENEZIA – Sindaci e pendolari, ieri pomeriggio, sono partiti dalla stazione di Santa Lucia ciascuno con precise richieste e problemi da segnalare, nella speranza che trovino una soluzione.

«La nostra difficoltà», spiega Alessandro Quaresimin sindaco di Salzano, «è che oltre al treno non possiamo contare su altri mezzi, nel senso che non abbiamo un’azienda del trasporto pubblico locale, dunque non c’è alternativa per noi. Gli studenti ed i lavoratori, non hanno le stesse possibilità di prima di andare a Venezia piuttosto che raggiungere Castelfranco. Nel nostro caso abbiamo perso non tanto treni che ci sono, ma fermate».

Quaresimin le soluzioni le avrebbe, le ha sottoposte con vigore all’assessore regionale ieri, bisogna capire se sono percorribili senza modificare l’equilibrio complessivo e spostare l’ago della bilancia.

«Due anni fa», commenta il sindaco di Spinea, Silvano Checchin, «abbiamo chiesto di potenziare la nostra fermata, che potrebbe diventare la porta di Venezia, ma attendiamo ancora risposta». «

Le carrozze sono inconsistenti e al mattino si sta pigiati come sardine», interviene il vicesindaco di Mirano Annamaria Tomaello, «soprattutto nessuno si sogni di togliere la stazione di Ballò per spostarla in corrispondenza di Veneto City».

«Bisogna ragionare sugli utenti potenziali», chiarisce l’assessore portogruarese Ivo Simonella, «altrimenti la gente il treno, se non ha servizi comodi ed efficenti, non lo prende».

«C’è gente che con le modifiche agli orari», spiegano i consiglieri sandonatesi Silvia Lasfanti e Cinzia Fedrigo, «rischia il licenziamento».

«A Marcon», aggiunge l’assessore locale ai Trasporti, Enrico De Marco, «non abbiamo nemmeno il servizio sostitutivo in alcuni casi, peggio di così non poteva andare».

«È veramente allucinante che questioni così importanti», registra il sindaco altinate Silvia Conte, che ha tenuto testa all’assessore regionale, Renato Chisso, a nome di tutti i sindaci, «problematiche già segnalate da pendolari e sindaci, non siano state affrontate in tempo. Mi fa piacere che l’assessore garantisca il suo impegno, ma siamo al 4 di dicembre e le cose che abbiamo detto non sono diverse da quelle spiegate il 31 luglio: si cercherà di tamponare, ma i disagi saranno notevoli. Spero Chisso abbia capito, con la mobilitazione di sindaci e pendolari, che è necessario ragionare in maniera più seria e concreta sul tema del trasporto regionale, i nodi prima o poi vengono al pettine: una Regione che non ha mai investito sul trasporto pubblico, oggi si trova a fare i conti con la realtà, ossia che non si investe neanche lo 0,5 per cento del proprio bilancio. Non chiediamo la luna, chiediamo quello che nelle grandi città d’Italia esiste da anni».

Marta Artico

 

Chisso: criticità eliminate nel giro di una settimana

L’assessore alla mobilità incontra gli amministratori e promette una soluzione «Trenitalia ha fatto dei piccoli errori». Nuove corse sulla Venezia-Trieste

VENEZIA «Avevamo già sistemato molte questioni e criticità sollevate dagli utenti relativamente al prossimo orario ferroviario cadenzato: entro il 9 dicembre vedremo di sistemare gli inconvenienti che restano». L’assessore regionale alla mobilità Renato Chisso, nel pomeriggio, non si è sottratto al confronto. Al contrario. Nel suo ufficio ai piani alti di palazzo Balbi, ha ricevuto tutti i sindaci e i rappresentanti dei pendolari. Orari alla mano, quelli che non aveva se li è fatti stampare, ha passato in rassegna linea per linea, tratta per tratta, ascoltando le lamentale dei rappresentanti degli utenti della linea e facendo capire, che alcune cose possono essere sistemate, altre invece dipendono da Ferrovie Italiane, come la questione dello stop per manutenzione dalle 11 alle 13 ed altre ancora non possono essere aggiustate pena l’andare contro altri comuni di altre province, visto che gli orari sono tutti collegati.

«Il sabato e la domenica c’è un problema, è vero, ma l’orario cadenzato è fatto per i lavoratori pendolari, che dal lunedì al venerdì, anzi fino al sabato alle 13, prendono il treno. Stiamo però lavorando ad una soluzione. Mediante il servizio di collegamento sostitutivo e cercando di capire effettivamente in quanti prendono questi treni».

Prosegue: «In ogni caso, ci sarà tempo anche dopo l’entrata in vigore del sistema per fare ulteriori verifiche, valutare le problematiche e procedere agli aggiustamenti. L’orario cadenzato serve per rispondere ad una situazione critica, non modificabile rattoppi e pezze dell’esistente».

Chisso ha spiegato che il primo treno del mattino lungo la Venezia-Trieste, il 5800, è tornato con il suo orario originale, che si sta lavorando per ripristinare il treno che da Venezia partiva alle 23.12, anticipato alle 22.41, che quello delle 00.21 è stato coperto con il servizio sostitutivo, in attesa di capire quanti lo usano. Ha precisato che l’orario attuale di Trenitalia presenta alcuni errori, non causati dalla Regione, che saranno corretti entro il 9 dicembre. L’assessore ha preso nota anche delle richieste del Miranese. Nello specifico cercherà di fare qualche cosa, senza penalizzare altre tratte, per risolvere la situazione degli studenti posta dal sindaco di Salzano e dai rappresentanti del comitato pendolari: i ragazzi delle scuole, rebus sic stantibus, arriverebbero a Venezia o troppo presto o in ritardo. Buone notizie anche per il treno che parte da Sacile e ferma a Mogliano alle 5.18, che sarà reintrodotto con servizio sostitutivo, poi definitivo. «Ci sono sciacalli che hanno messo in giro voci sbagliate per allarmare la popolazione, c’è chi ha seminato il panico e tanta brava gente che ha invece segnalato i problemi. Continuate a mandarci le vostre proteste, cercheremo di aggiustare il più possibile». Chiosa: «Laddove abbiamo verificato che c’erano dei buchi siamo già intervenuti, in altri casi stiamo studiando le soluzioni, in altri ancora dobbiamo trovare la quadra evitando di accontentare qualcuno penalizzando altri. Rimaniamo in ascolto delle criticità per dare risposte a chi usa il treno ogni giorno».

Marta Artico

 

REGIONALI LENTI E VELOCI

Dal 15 dicembre in vigore il nuovo orario cadenzato

PADOVA – Più i giorni si avvicinano all’entrata in vigore del nuovo orario annuale di TrenItalia, ossia al 15 dicembre e più per i viaggiatori, pendolari compresi, si avvicina il tempo di prendere confidenza con il cosiddetto orario cadenzato. A cominciare dalla tratta Venezia-Padova: i nuovi regionali veloci, istituiti per la prima volta sulla linea per Verona Porta Nuova, con fermate solo a Mestre, Padova, Vicenza, San Bonifacio e Porta Vescovo, partono da Santa Lucia sempre ai minuti 12. In pratica alle 7.12; 8.12; 11.12; 12.12 sino alle 21.12. Sino a Padova il tempo di percorrenza è di soli 26 minuti e si devono sborsare 3,55 euro (la Freccia Argento costa 16 euro).

Diverso il cadenzamento dei treni cosiddetti lenti sulla medesima linea. Da Venezia Santa Lucia si parte sempre ai minuti 35. Ossia alle 6.35; 7.35; 8.35 ed ultimo alle 22.35.

Da Padova per Vicenza, invece, i regionali veloci partono ai minuti 40. Ossia alle 7.40; 8.40; 11.40. Ultimo alle 21.40,anche se quello “lento” parte alle 23.26 ed arriva alle 23.52. Tempo: 17 minuti e si pagano 3,55 euro.

Venezia-San Donà di Piave- Portogruaro: i lenti partono alle 6.11, 7.11, sino alle 22.11. Dopo mezzanotte ci sarà un bus che partirà alle 0.20 ed arriverà, dopo un lungo giro a fianco dei vigneti e dei campi di mais dell’Alto Veneto, alle 2.26. Ossia oltre due ore per percorrere ottanta chilometri.

I regionali veloci sempre per Portogruaro partiranno alle 6.42; 7.41; 9.41, etc, sino alle 22.41.

Padova-Castelfranco- Montebelluna: 5.29; 6.29; 7.29 sino a 21.29.

Venezia-Castelfranco: i lenti alle 6.26; 7.26; 8.26; sino alle 20.26. I veloci alle 6.56; 7.56; sino alle 20.56. Tempo di percorrenza per i lenti un’ora, mentre per i regionali veloci 48 minuti. (Legnago)

Este – Monselice( Padova ): 7.13; 8.13; 10.13; 13.13 sino a 21.13. Tempo: nove minuti.

Treviso-Mestre: ai minuti 36 per i treni che fermano in tutte le stazioni. Ossia a 5.36; 6.36: 7.36; 8.36. Ai minuti 56 per quelli veloci. In pratica alle 6.56: 7.56; 8.56.Ultimo treno utile per Mestre alle 23.25( arrivo 23.46).

Chioggia-Rovigo: 5.35; 6.35; 7.35 sino a 19.35. Tempo: un’ora.

Portogruaro- Treviso: 6.31; 7.31; 9.31. Ultimo 19.31. Tempo: 59 minuti.

Belluno-Conegliano: ai minuti 16. Ossia 5.16; 6.16; 7.16; 8.16 sino a 19.16: Tempo di percorrenza: 1.02.

Treviso- Castelfranco- Cittadella- Vicenza: 5.39; 6.39; 7.39. Ultimo 20.39. Tempo: un’ora e 7 minuti .

Felice Paduano

 

Un altro incontro tra Natale e Capodanno

Sull’onda della richiesta di un maggior coinvolgimento da parte della Regione delle amministrazioni locali, è stato chiesto un incontro con l’assessore ai Trasporti, Renato Chisso, e i portatori di interesse, che verrà stabilito in una data utile tra Natale e Capodanno, visto che tutti i presenti si sono detti disponibili durante le feste, compreso Chisso. L’incontro sarà dunque fissato e comunicato al sindaco di Quarto d’Altino, Silvia Conte, che poi penserà ad avvertire gli altri sindaci delle diverse tratte.

 

Gazzettino – Ferrovie. La rivolta dei pendolari

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4

dic

2013

LA RIVOLTA DEI PENDOLARI

CORTEO A VENEZIA – Annunciate alcune modifiche degli orari. «Però non voglio strumentalizzazioni»

Treni, proteste e prime risposte

L’assessore Chisso riceve una delegazione di sindaci e pendolari, aperture ma anche momenti di tensione

IN CORTEO – Sindaci con fascia tricolore ma soprattutto pendolari, armati di striscioni e cartelli per protestare contro i nuovi orari cadenzati. Così ieri pomeriggio si è svolta la protesta dei cittadini che, arrivati in treno alla stazione di Venezia, sono andati in corteo a Palazzo Balbi per contestare le scelte di Trenitalia e dell’assessore Renato Chisso.

LE APERTURE – Il confronto fra una delegazione di cittadini guidata dai sindaci e l’assessore è stato piuttosto acceso. Chisso, dopo avere denunciato «strumentalizzazioni», ha però illustrato alcuni correttivi, come il ripristino di alcune corse mattutine per Venezia. Altre modifiche sono in corso di verifica con Trenitalia. L’assessore ha invitato i cittadini a segnalare i problemi per cercare uan soluzione.

LE VOCI  «Noi vogliamo continuare a poter andare al lavoro in treno»

Un sindaco: «No ad una guerra tra poveri»

LE PRIME MODIFICHE – Ripristinate le corse delle 4.38 da Portogruaro e delle 5.18 da Mogliano, resta il buco 11-13

Negli striscioni del corteo tutta la rabbia di chi viaggia «Basta prenderci in giro»

«Chisso vai a casa, hai finito di prendere in giro i pendolari. Vogliamo andare al lavoro con il treno e stare tranquilli». «L’orario cadenzato andava concordato coi lavoratori veneti». «Vogliamo le corse come prima». Slogan e striscioni non lasciano alcun dubbio: sono arrabbiati i pendolari che ieri hanno manifestato per chiedere il mantenimento dell’attuale orario estivo dei treni. Qualcuno ha appeso al collo una bara con il numero del treno soppresso, altri hanno foto o cartelli che illustrano la situazione. Mario Fuga, rappresentante dei pendolari della tratta Treviso-Venezia, ha in mano una copia della petizione di 200 firme che ha già consegnato all’assessore Chisso.

«Vogliamo ribadire – spiega – la necessità che il treno che collega Sacile con Venezia delle 4.19 venga mantenuto. È indispensabile per i lavoratori turnisti che entrano in servizio alle 6 del mattino. L’assessore deve intervenire presso la direzione compartimentale di Trenitalia, intercedendo per i pendolari».

«L’assessore aveva promesso di intervenire – afferma Elena Guida, rappresentante dei viaggiatori della tratta Bassano-Venezia – invece i treni sono stati tagliati. Per non parlare della domenica, quando i collegamenti sono ogni tre ore».

«Sono 25 anni che aspettiamo il sistema ferroviario metropolitano – afferma il segretario Filt Cgil Veneto – ed invece il 15 dicembre parte un orario più cadenzato che mette in difficoltà i lavoratori».

«Se la Regione non interviene – concorda Margherita Grigolato, segretaria regionale Filcam Cgil – i lavoratori rischiano l’impiego perché sopprimendo i treni del mattino arriveranno tutti con notevoli ritardi al lavoro».

Roberta Brunetti

(D.G.)

 

Treni, tra Chisso e sindaci confronto ad alta tensione

L’assessore regionale ha ricevuto una delegazione di amministratori e viaggiatori

Alcune aperture significative: «Stiamo già correggendo alcuni errori di Trenitalia»

L’assessore Renato Chisso, da una parte, ammette che nel nuovo orario cadenzato ci sono «errori» da correggere, che altri «problemi dovranno essere risolti», ma minimizza la questione e se la prende con quegli «sciacalli che hanno messo in giro voci sbagliate, solo per creare panico».

I sindaci, dall’altra parte, non mollano: chiedono garanzie per i loro cittadini che patiranno i disagi di questa riorganizzazione e ottengono un nuovo appuntamento con l’assessore, subito dopo Natale, per verificare le novità e studiare correttivi.

Confronto teso, ieri, a Palazzo Balbi sul nuovo orario ferroviario che entrerà in vigore il 15 dicembre. Non poteva andare diversamente, d’altra parte, vista la rabbia montata in questi giorni tra il popolo dei pendolari. Ieri erano in un centinaio davanti alla stazione di Santa Lucia, con nove tra sindaci, vice, assessori alla mobilità e consiglieri comunali in rappresentanza di otto Comuni. Forse meno delle attese, di certo tutti molto arrabbiati. Ad attenderli i consiglieri regionali Bruno Pigozzo e Lucio Tiozzo, che hanno concordato l’incontro con Chisso. Il corteo è così sfilato, con le fasce tricolore in testa, tra slogan e trombette, fino alla sede della Giunta regionale.

Chisso non ha nascosto la sua irritazione per una protesta che giudica esagerata, strumentalizzata a fini politici. Ha accolto solo una delegazione dei manifestanti nel suo piccolo studio, i nuovi orari alla mano. E non sono mancati i battibecchi. Ad esempio, quando amministratori e pendolari gli hanno chiesto di aumentare le corse di primo mattino da Salzano e Spinea verso Venezia, l’assessore ha ribattuto: «Anche a costo di toglierle a Maerne». A quel punto è intervenuto il sindaco di Quarto d’Altino, Silvia Conte: «Non può scatenare una guerra tra poveri». «Questo è politichese – ha reagito Chisso – Vergognatevi a fare politica su queste questioni. Io sono qui per parlare di orari…».

Tensione a parte, qualche apertura è comunque arrivata. Chisso ha premesso che l’orario sarà definito entro il 9 dicembre. «Alcuni errori di Trenitalia li abbiamo già corretti». Ad esempio, è stato ripristinato il treno delle 5.18 da Mogliano o quello delle 4.38 da Portogruaro. «Su altre cose stiamo lavorando – ha continuato – Un po’ le sistemeremo prima del 9, un po’ dopo. I cittadini ci inviino le loro segnalazioni». Chisso ha citato il caso dei sabato e delle domeniche, quando le corse vengono ridotte, ma tanta gente lavora comunque: «Questione aperta. Faremo una verifica dell’affollamento. I pendolari hanno ragione anche sull’ultimo treno per Portogruaro, anticipato dalle 23.12 alle 22.41, anche su quello stiamo lavorando».

Poche speranze, invece, sui cambi a Mestre che allungheranno i tempi di spostamento. «Si tratta di cinque minuti, poco più. In questa logica bisogna entrare».

Zero aperture anche sul buco che si è allungato tra le 11 e le 13. «É una richiesta legata alla manutenzione delle linee, andate a protestare con Rfi» ha ripetuto, piccato, a chi lo accusava di fare lo «scaricabarile». Un confronto-scontro destinato a continuare.

 

LE RIVENDICAZIONI DEI PRIMI CITTADINI

La protesta delle fasce tricolori

«Orari senza criterio, troppi buchi»

Le istanze dei nove rappresentanti dei Comuni presenti al corteo

In fascia tricolore a raccontare la rabbia dei pendolari. Ma anche la propria frustrazione di amministratori che non sono stati ascoltati. Sono calati in nove, ieri, a Venezia: sindaci, vicesindaci, assessori e consiglieri comunali.

«Contestiamo il metodo e il merito – ha accusato il sindaco di Quarto d’Altino, Silvia Conte – Non c’è stata condivisione. E il risultato è un orario che scontenta gli utenti. Ci saranno anche più corse, ma vengono scoperti degli orari cruciali per l’utenza, diradando corse e creando buchi nel servizio. In questo modo, invece di conquistare nuovi passeggeri, la ferrovia rischia di perderne».

«É da quindici anni che ci parlano di metropolitana di superficie, ma sono sempre solo parole – ha sottolineato il sindaco di Salzano, Alessandro Quaresimin – Noi non abbiamo alternative di trasporto pubblico. Questi tagli penalizzano proprio gli studenti e i lavoratori che vanno a Venezia e Castelfranco».

«Per noi il problema sono soprattutto le corse di mattina presto, tra le 7 e le 8, per Venezia: passate da 4 a 3, di cui 2 con il cambio a Mestre – ha spiegato il sindaco di Spinea, Silvano Checchin, che condivide con il collega la stessa tratta -. Si tratta di circa 300 persone che dovranno dividersi in tre corse, già oggi stracolme. Gli studenti, in particolare, non hanno più un treno che li fa arrivare a scuola in orario».

Ma c’è anche chi rischia di non arrivare a lavoro. «Marcon è molto penalizzato da questa nuova organizzazione – ha raccontato l’assessore ai trasporti, Enrico De Marco – Per chi ha il classico turno dalle 6 alle 2, o chi lavora la notte, non ci sono soluzioni. É un’indecenza. Noi avevamo avanzato delle proposte fattibili che non sono state accolte».

Tanta rabbia anche sulla tratta del Veneto orientale. «L’idea era giusta, ma è stata realizzata senza sentirci e il risultato è pessimo» ha sintetizzato l’assessore alla mobilità di Portogruaro, Ivo Simonella. «Il mondo del lavoro è molto cambiato negli ultimi anni. Non ci sono più i turni fissi delle fabbriche, tutto è spalmato – ha osservato il vicesindaco di San Stino di Livenza, Mauro Marchiori – E questo orario creerà problemi a chi va a lavorare nel pomeriggio o rientra dopo le dieci di sera».

«Ma come si fa a creare problemi proprio ai lavoratori, in un momento di crisi come questo» è sbottata Silvia Lasfanti, consigliera comunale e pendolare di San Donà di Piave, arrivata a Venezia con un’altra consigliera, Cinzia Fedrigo.

In corteo anche il vicesindaco di Mirano, Annamaria Tomaello: «Sono qui per sostenere gli altri Comune. Noi non abbiamo grandi tagli, ma i problemi del trasporto ferroviario interessano anche noi. Al mattino i nostri pendolari viaggiano schiacciati come sardine. E ora temiamo, che per agevolare Veneto city, taglino la stazione di Ballò, che serve tanti studenti e lavoratori».

Nuova Venezia – I sindaci bocciano i nuovi orari dei treni

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3

dic

2013

LA PROTESTA»DA PORTOGRUARO A MESTRE

I primi cittadini salgono sul regionale con Legambiente, nuovo attacco: «Viaggiatori penalizzati, la Regione cambi»

MESTRE – Tutti contro il nuovo orario cadenzato. Si sono dati appuntamento ieri mattina alle 7.53 i sindaci della tratta Portogruaro-Mestre, per salire sul regionale 11034, che percorre una delle linee che saranno penalizzate dall’entrata in vigore dei nuovi orari. La manifestazione “Pendolaria”, è stata lanciata da Legambiente e si sta svolgendo in questi giorni in molte città del Veneto, coinvolte dagli stessi problemi. Sul treno assieme ai volontari di Legambiente e rappresentanti dei comitati pendolari, pian piano sono saliti i sindaci dei vari Comuni dove ferma il treno: il sindaco di Marcon, Andrea Follini, il sindaco di Quarto d’Altino, Silvia Conte, l’assessore all’Urbanistica di Ceggia, Mara Bragato, in rappresentanza della Conferenza dei sindaci Francesca Zottis, assessore del comune di San Donà, l’assessore di Portogruaro, Ivo Simonella, il vicesindaco di San Stino di Livenza, Mauro Marchiori, l’assessore di Casale sul Sile Massimo Da Ruos. Dopo il tragitto sul treno, gli amministratori si sono recati verso la sede della Fiab (Federazione Italiana Amici della Bicicletta), dove sono stati ospitati per discutere del nuovo orario.

«Siamo interessati ad una mobilità sostenibile», ha detto Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto, «il nostro obiettivo è ridurre l’inquinamento automobilistico, soffochiamo sotto una pioggia asfalto, non c’è garanzia di mobilità collettiva. Chiediamo un tavolo permanente e un impegno ai comuni. Come cittadini e pendolari è nostro intento dimostrare che il treno lo vogliano prendere, ai comuni domandiamo di riqualificare le aree antistanti le stazioni e renderle raggiungibili».

Nel manifesto che i sindaci sottoscriveranno, si chiede di «destinare più investimenti al trasporto pubblico locale pendolare, di acquistare nuovi treni, di aprire un confronto pubblico sul contratto di servizio, di rivedere la stesura dell’orario cadenzato. Si parla di alleanza tra regioni del Nord, ma siamo in una regione dove non si riesce neppure a tornare dopo una certa ora da alcune parti del territorio. Possibile?».

Il 17 dicembre Legambiente presenterà il rapporto sugli investimenti regionali. Chiosa: «O la Regione cambia, o scelga qualcun altro che gestisca il Trasporto e non chi sta mascherando da mesi gli orari».

«In treno ho parlato con gli studenti», commenta Follini, «sono preoccupati perché d’ora in poi, dopo essere partiti da Gaggio, rimarranno fermi un’ora a Mestre al ritorno».

«Penso ai turisti», interviene Conte, «ai nostri pendolari, agli operatori economici, e agli utenti potenziali: un’amministrazione pubblica ha l’obbligo di migliorare il servizio anche di chi non lo usa. Abbiamo fatto un’indagine, a Quarto il 25 % dei residenti usa il trasporto pubblico, ma c’è un altro 25 % che lo vorrebbe usare se fosse affidabile. Da maggio chiediamo incontri alla Regione, ma si deve cambiare approccio. O si modifica la prospettiva o deve cambiare la Regione».

«Bisogna portare sempre più gente a prendere il treno», spiega l’assessore Simonella, «per questo dobbiamo avere treni più cadenzati, invece abbiamo un buco alla sera, un buco al mattino e un pendolare che si reca a Venezia in mattinata deve tornare in auto. Per aumentare la fruizione, si devono avere treni garantiti a tutte le ore».

«Noi siamo un piccolo Comune», commenta Mara Bragato, «dunque abbiamo ancora meno corse e grossi buchi. La sera chi vuole tornare da Mestre, deve farsi venire a prendere».

«Come Comune e conferenza dei sindaci», chiarisce Zottis, «chiederemo alla Regione di convogliare almeno il 5 per cento del bilancio sui treni, in modo tale che ci sia un investimento in termini di tratte e mezzi, che non sono adeguati».

«Gli incontri fatti finora sono stati solo chiacchiere», critica il vicesindaco di San Stino, «la direzione che sta prendendo la Regione va contro il senso del trasporto».

Marta Artico

 

 

Oggi corteo dalla stazione a palazzo Balbi

Manifestazione dei pendolari a Venezia. Simonaggio (Cgil): «I sindaci scrivano subito a Zaia»

VENEZIA – L’appuntamento con la protesta dei comitati dei pendolari, con in testa Gianni Foffano e Luciano Ferro di Quarto d’Altino, affiancati dai pendolari del comitato del Veneto Orientale, partirà questo pomeriggio alle 14 dalla stazione dei treni di Santa Lucia. Assieme ai manifestanti, ci saranno i lavoratori e i turnisti che devono recarsi al lavoro nelle vetrerie di Murano oppure all’Ospedale civile di Venezia, ma anche residenti che tutti i giorni vanno a Mestre, piuttosto che nella città lagunare. Ad annunciare la loro presenza a fianco ai residenti dei propri comuni, sono i sindaci della tratta Venezia-Trieste, da San Donà a Meolo a Portogruaro, ma in queste ore hanno dato la loro adesione anche rappresentati ed amministratori dei comuni della Riviera e del Miranese. Parteciperanno i comuni di Spinea e di Salzano. E ci saranno Roncade e Casale sul Sile.

«Dobbiamo far sentire la nostra voce», commenta il sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello, «I nuovi orari decisi dalla Regione non vanno in alcun modo verso l’incentivazione del trasporto pubblico. Obiettivo che, oltre ad essere di capitale importanza per la quotidianità come per il futuro del nostro territorio, dovrebbe essere prioritario per un ente come la Regione e una società come Trenitalia».

Da Santa Lucia, tutti insieme i manifestanti marceranno verso palazzo Balbi, per cercare di farsi ricevere dall’assessore regionale ai Trasporti, Renato Chisso.

A sparare a zero contro la Regione e il nuovo sistema di orario cadenzato che entrerà in vigore da metà dicembre, anche Ilario Simonaggio, della Filt Cgil, che oggi sarà presente a Venezia:

«Come sindacato vedremo l’assessore regionale ai Trasporti il 6 dicembre, nella sede di Veneto Strade. Tra i problemi che solleveremo c’è la questione non solo degli orari, ma anche dei materiali rotabili e delle dotazioni organiche. Tra le cose ridicole, annoveriamo quella che Trenitalia può eseguire delle modifiche fino al 9 dicembre, il che fa davvero sorridere, a nostro avviso è una sceneggiata mai vista».

Prosegue: «Sto addirittura pensando se non sia meglio lasciare tutto com’era prima a questo punto, visto che mi sembra ci sia un vero e proprio accanimento terapeutico contro Venezia, a meno che l’idea non sia quella di aumentare la fruizione autostradale, e invito a riflettere anche su ciò».

Chiarisce: «Anche perché in arrivo ci sono aumenti sui pedaggi autostradali. I sindaci scrivano subito al presidente della Regione, Luca Zaia, devono farlo velocemente perché il Governatore obblighi chi di competenza a fare il giro che era stato promesso a giugno, ossia quello di discutere con le amministrazioni locali. Invece si dice che ci sarà un periodo sperimentale di tre mesi, che si allunga e si parla di assestamento di bilancio a marzo».

Precisa: «La nostra denuncia riguarda anche il materiale rotabile. Non ci saranno più treni di prima come qualcuno sostiene, perché abbiamo convogli da rottamare, quindi il saldo sarà sempre il medesimo, ma andrà peggio perché sono previsti meno posti a sedere. I nuovi treni sono stati costruiti nella logica delle metropolitane, solo che nel nostro caso in piedi si faranno anche centinaia di chilometri, non poche fermate».

(m.a.)

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«Il Comune si muova a organizzare l’incontro sul progetto Venezia-Chioggia»

CHIOGGIA. Nuova ferrovia Chioggia-Venezia, il Comune temporeggia ma il comitato popolare vuole una risposta in tempi brevi. Dopo due mesi di incontri cittadini-istituzioni, raccolte di firme, appelli, sembra che l’amministrazione comunale si stia comportando in maniera irresoluta. Almeno così la vede l’avvocato Giuseppe Boscolo Gioachina, del comitato che si batte per il superamento del deficit strutturale del Clodiense. Si tratta di un gruppo ben organizzato, che non vuole rischiare che il lavoro fatto finisca come una bolla di sapone.

«Esprimiamo il nostro rammarico», dice l’avvocato Giuseppe Boscolo, «per il protrarsi dei tempi con cui il Comune di Chioggia sta organizzando l’annunciato incontro pubblico per la illustrazione del progetto della nuova ferrovia verso Padova e Venezia predisposto dalla Regione».

«Il Comune di Chioggia», continua Boscolo «valuti l’opportunità di concordare con Regione e soggetto operativo della nuova Romea commerciale, la sostituzione di uno dei due nuovi collegamenti stradali previsti con la costruzione del tratto ferroviario Chioggia-Piove di Sacco, sulla base dello studio di fattibilità già predisposto dalla Regione nel 2010».

(a.var.)

 

Treni, tutti contro i nuovi orari.

Oggi la protesta di Legambiente

Sindaci, pendolari e volontari monteranno sul regionale con partenza alle 7.53 da Portogruaro

Domani a Venezia la marcia in Regione dei comitati di Quarto d’Altino e del Veneto Orientale

QUARTO D’ALTINO – Al via oggi la due giorni di proteste contro l’orario cadenzato che entrerà in vigore a metà dicembre, ma che sta creando parecchio malcontento, tra i pendolari, i gestori di attività economiche e gli stessi amministratori locali dei territori più penalizzati dalle corse. Questa mattina si terrà la manifestazione lanciata da Legambiente, “Pendolaria”, che coinvolgerà molti sindaci della tratta Venezia-Trieste. Protagonista della mattinata sarà il regionale 11034, in partenza da Portogruaro alle 7.53 del mattino, il quale fermerà in tutte le stazioni, fino ad arrivare a Mestre. Passerà per Ceggia, San Donà di Piave, Quarto d’Altino, Marcon Porta Est, raccogliendo pendolari, accompagnati dai rappresentanti di Legambiente, ma anche i sindaci dei comuni interessati, più arrabbiati che mai e decisi a far sentire la loro voce con chi ha potere di scelta e decisionale. Dopo le soste, il treno arriverà finalmente a Mestre, dove Legambiente assieme ai comitati dei pendolari ed ai primi cittadini, terrà una sorta di incontro-manifestazione, alla quale sono invitati tutti, in programma poco prima delle nove del mattino nella sede della Fiab di Mestre, in via Col di Lana. Legambiente quest’anno ha lanciato il cosiddetto “Manifesto dei pendolari”, precise richieste che verranno inviate al Governo ed alla Regione.

«L’obiettivo», spiega Legambiente, «è dimostrare che l’impegno delle amministrazioni locali non manca, ma serve una politica regionale in grado di pianificare, finanziare ed organizzare una mobilità collettiva all’altezza delle necessità».

Tra i temi all’ordine del giorno che verranno affrontati questa mattina , c’è ovviamente l’avvio dell’orario cadenzato: di discuterà della necessità di cambiarlo, dell’assenza di integrazione oraria tariffaria tra i vari mezzi di trasporto, l’abbandono del servizio nelle fasce sociali, la scomparsa dell’Sfmr (sistema ferroviario metropolitano regionale), il mancato coinvolgimento di associazioni, cittadini, amministrazioni locali.

Domani, invece, sarà la volta della grande manifestazione contro l’orario cadenzato organizzata dai comitati dei pendolari di Quarto d’Altino, con Luciano Ferro e Gianni Foffano in testa e del Veneto Orientale, che si sono uniti contro i disagi della tratta, alla quale hanno aderito però, molti sindaci dei comuni che ricadono all’interno della Venezia-Trieste e sindacati. L’appuntamento, per tutti, è alle 14 davanti alla stazione di Venezia Santa Lucia, per marciare verso palazzo Balbi e ottenere attenzione da parte dell’assessore regionale ai Trasporti, Renato Chisso.

Marta Artico

 

 

Rivoluzione nel Miranese dal 15 dicembre

Con l’orario cadenzato i pendolari dovranno scendere a Mestre e cambiare per Venezia

MIRANO – Con l’entrata in vigore l’orario cadenzato , cambieranno anche le abitudini degli utenti. Anche il Miranese ne sarà interessato e per dei passeggeri si dovrà prendere confidenza anche con il cambio su un altro convoglio a Mestre, perché non tutti arriveranno a Venezia Santa Lucia. Vediamo come saranno modifica gli orari.

Mirano. Primo treno per Santa Lucia alle 5.30, ultimo alle 22.24. Poi ci saranno alle 6.45, alle 7, alle 7.30, alle 7.45 e alle 8. Di fatto ce ne sarà uno ogni 15 minuti. Unico cambio a Mestre per chi salirà alle 8.14 e a Mestre dovrà attendere 5 minuti. Viceversa, primo treno alle 5.05, ultimo alle 22.35. Ci saranno regionali ogni 20, 30 o 40 minuti, a seconda della fascia oraria, con un buco dalle 8.35 alle 10.35.

Spinea. Da Spinea verso Venezia, primo treno alle 6.40, ultimo alle 21.40. Ai minuti 40 di ogni ora, i passeggeri non dovranno cambiare per raggiungere Santa Lucia, mentre chi salirà sul regionale ai 57 di ogni ora, dovrà scendere a Mestre (attesa cinque minuti). Viceversa, primo treno a Santa Lucia alle 5.26 e ultimo alle 20.26. In mezzo convogli diretti ai minuti 26 di ogni ora e sosta a Mestre per chi prenderà quelli ai minuti 39, dove si dovrà aspettare cinque minuti.

Maerne. Per andare a Venezia prima corsa alle 6.08 e ultima alle 21.36. Regionali diretti ai minuti 8 e 36 di ogni ora, per quelli ai 53, cambio a Mestre e attesa di cinque minuti. Da Venezia a Maerne, sempre un treno diretto ai minuti 26 e 56 di ogni ora, cambio a Mestre (attesa cinque minuti) per chi lascerà Santa Lucia ai minuti 39 di ogni ora. Primo treno alle 5.26, ultimo alle 20.56.

Salzano. Verso Venezia si avranno treni dalle 6.31 alle 21.31. Quelli diretti, saranno ai minuti 31, mentre chi dovesse salire sui regionali in partenza ai 48 di ogni ora, dovrà fermarsi a Mestre e salire sulla coincidenza cinque minuti dopo. Viceversa, sempre un treno diretto ai 26 di ogni ora, per chi sale sul treno ai 56 di ogni ora, dovrà andare fino a Noale e aspettare 18 minuti per l’altro regionale e tornare indietro di una fermata. Per rientrare a casa, ci impiegherà 51 minuti. Prima corsa alle 5.56, ultima alle 20.26.

Noale. Per andare a Venezia, il primo treno alle 6.02, l’ultimo alle 21.26. Ci saranno convogli ai minuti 2 e 26 di ogni ora, quello alle 43 di ogni ora si fermerà a Mestre, con attesa per Santa Lucia di cinque minuti. Per il ritorno, prima partenza da Venezia alle 5.26 e l’ultima alle 20.56. I convogli partiranno ai minuti 26 e 56 di ogni ora.

Alessandro Ragazzo

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CASTELFRANCO – Il viaggiatore si è ripreso una volta sceso in stazione. Passeggeri indignati

Dramma ieri pomeriggio sulle uniche due carrozze in arrivo da Venezia: giovane colto da malore

Gli “indiani” della domenica. Ammassati su due carrozze centinaia di passeggeri. E, inevitabile, arriva il malore. È accaduto ieri pomeriggio, lungo la linea Venezia-Castelfranco. Un giovane castellano ha avuto un mancamento in viaggio e si sono vissuti minuti di paura. Fatto scendere dal treno a Castelfranco, è stato accompagnato su una panchina a prendere una boccata d’aria e si è ripreso, ma la paura e l’indignazione è stata molta. Il tutto sul regionale Venezia-Trento delle 16.50, ma già alle 16.30 i due soli vagoni a disposizione erano strapieni. Quando il treno parte da Santa Lucia, sia il vano discesa che i corridoi sono tutti occupati, con i passeggeri ammassati tra valige e borse.

«Da qualche domenica questo treno ha due sole carrozze quando ne ha sempre avute di più, è inspiegabile», ricorda un abituè della tratta. Il viaggio prosegue tra mille difficoltà dei più, costretti a rimanere in piedi in vagoni caldissimi e senza possibilità di potersi spogliare dei pesanti giubbotti per la mancanza di spazio. E più il viaggio prosegue e più aumentano le difficoltà: le fermate a Salzano, Noale, Trebaseleghe e a Piombino, peggiorano una situazione già insopportabile. Infatti sono più i passeggeri che salgono che quelli che scendono. Da Piombino le due carrozze sono inaccessibili. Alla partenza da Resana, il dramma. Nella calca si sente un grido: «Ma che fai? Stai male?», grida disperata una giovane che vede il suo ragazzo sbiancare, girare gli occhi, con lo sguardo assente appoggiato sulla fiancata del treno vicino alla porta. In effetti, il giovane sta male, gli manca l’aria e viene sorretto. «Prendi un giornale per fargli aria», grida qualcuno, «bagnagli i polsi», dice un altro, mentre una bottiglietta d’acqua arriva di mano in mano chissà da dove. In qualche modo viene fatto sedere. «Tieni duro dai che stiamo arrivando», lo prega la sua ragazza. Infatti il treno entra in stazione, si ferma, le porte si aprono: sembrano quelle del paradiso. Il malcapitato viene accompagnato fuori e fatto sedere su una panchina e fortunatamente si riprende.

 

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