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Oltre un migliaio di persone ha sfilato a Venezia

LA PROTESTA – Oltre un migliaio di persone di vari comitati è sfilato per le calli in difesa dell’ambiente

Un lungo e ordinato corteo per chiedere il rispetto della terra e per bocciare i grandi progetti. Ma per due volte la scena è stata presa dai No global che hanno imbrattato prima la sede della Regione, alla Ferrovia, e poi il terminal di San Basilio. Oltre un migliaio di persone hanno partecipato ieri alla manifestazione, promossa dai Beati costruttori di pace per il rispetto del Veneto, contro logiche speculative e contro le grandi opere. A guidare il corteo don Albino Bizzotto forte del sostegno di oltre 160 gruppi regionali che hanno aderito alla sua iniziativa. Ma prima che il corteo partisse da Santa Lucia i No grandi navi hanno lanciato uova di vernice contro la vicina sede della Regione, posizionando detriti, una sorta di pietra tombale con bara davanti all’ingresso chiuso e protetto da una transenna e lanciando alcuni fumogeni.

«Bisogna bloccare Veneto city, le speculazioni della grandi opere – hanno detto – e anche il canale Contorta che è dannoso». Sul canale i No grandi navi hanno affermato che il ministro Lupi è intenzionato ad inserire il progetto nella legge obiettivo, evitando così il passaggio alla Via.

La manifestazione, che da Cannaregio si è diretta verso le Zattere, ha raccolto umori e speranza dei rappresentanti di decine di associazioni regionali che non vogliono questo politica contro l’ambiente.

«La terra deve essere rispettata – ha spiegato don Albino – bisogna bloccare questo sviluppo che non lascia respiro. C’è un limite a tutto. E poi ci chiediamo come sia possibile che ci siano sempre i soldi per le grandi opere e poi manchino quelli per i progetti di salvaguardia del territorio dalla alluvioni, per gli edifici pubblici e per le scuole. E come se non bastasse nel Veneto ci sono almeno 16 gruppi di stampo mafioso. Bisogna puntare sulle energie rinnovabili, tutti abbiamo delle precise responsabilità».

Tra gli ambientalisti c’era anche chi sottolineava il fatto che molte aziende venete necessitano di aiuti da quel sistema bancario che, invece, spende i propri soldi solo per la rendita finanziaria. Il corteo, dopo essere passato sul ponte dell’Accademia, è poi approdato alle Zattere. Qui c’è stata una sorta di divisione, visto che i No grandi navi hanno deciso di proseguire fino al Terminal di San Basilio. La Polizia, in tenuta antisommossa, ha effettuato un blocco proprio sull’ultimo ponte di legno, ma forse per evitare problemi alla struttura dopo una ventina di minuti i No global sono riusciti a passare. E dopo un breve comizio anche qui sono state lanciate uova colorate contro la sede del terminal (la Digos sta ora visionando i filmati per accertare le responsabilità).

«Paolo Costa crede che questa sia casa sua – ha tuonato Beppe Caccia – ma Venezia è la città di tutti. Il fatto di aver affisso un nostro striscione qui è una vittoria».

 

DENTRO IL GRUPPO – La galassia dei 162 comitati. Dagli indipendentisti veneti alle battaglia per l’ecologia

Tante bandiere, dove i simboli dell’ambientalismo si sono mischiati alle icone dei tanti comitati (162), ai logo sindacali e di partito, pure al gonfalone di San Marco. Questo era portato da Franco Rocchetta e dal nuovo movimento “Marcia silenziosa”, vicino ad ideali veneti indipendentisti. Oltre alle grandi aggregazioni da associazionismo a livello nazionale, molti sono stati i piccoli comitati, che in tema ambientale hanno contribuito a tessere un mosaico di problematiche locali. Così ecco “Opzione Zero” della Riviera del Brenta, contro Venetocity; il comitato di Conselve “Lasciateci respirare”, che lamenta una pessima qualità dell’aria, accusando una distilleria.

L’età media dei manifestanti era piuttosto avanzata, dai 40 anni in su. Ne offre una spiegazione Fabrizio Zabeo, del comitato “Allagati Favaro”: «Siamo qui per i nostri figli e i nipoti; molti di noi hanno visto il territorio modificarsi negativamente e progressivamente sotto agli occhi. La terra veneta non respira più».

Il comitato “Aeroporto Treviso” accusa il tentativo di aumentare a dismisura il numero di voli, con inquinamento sonoro e dell’aria. Passano con i loro striscioni i comitati per l’autoriduzione delle bollette, per la lotta contro gli organismi geneticamente modificati, i “No Pedemontana”, i “No Romea commerciale”, i “Transpolesana libera”, i cittadini di Salzano e di Noale, divulgando il mancato aggiornamento tecnologico dell’impianto per il trattamento dei rifiuti di via Mestrina. Ancora, il comitato “Porto Tolle” contro la centrale a carbone, al pari dei “No carbone Delta del Po”. Infine il Wwf Marca trevigiana, che ha sollevato il problema dei trattamenti dei vigneti con pesticidi, che inquinano le falde acquifere col rischio di malattie croniche. E va detto che molti di questi gruppi non hanno partecipato alla protesta in Marittima.

Tullio Cardona

 

Nuova Venezia – Un grande “occhio” su tutto il Miranese

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27

nov

2013

Più controlli e una rete di telecamere gestita da Venezia dopo l’ondata di furti che ha allarmato la popolazione

VENEZIA – Un “grande fratello con occhi sui sette comuni del Miranese diventati terra di conquista dei predoni della notte, la centrale di coordinamento a Venezia sperando che il sistema di fibre ottiche sia all’altezza per far funzionare la rete di videosorveglianza.

E mentre si discute, tra amministratori pubblici e vertici delle forze dell’ordine sulle contromisure per fare fronte ad una situazione pesante i dati, relativi ai reati commessi nei primi dieci mesi dell’anno, per il Miranese sono impietosi. Rispetto allo scorso anno le rapine sono cresciute del 61,9%, mentre i furti in casa del 19,1%. Complessivamente i reati commessi sono aumentati dell’1,9% e gli arresti del 38%. Una situazione che anche senza i dati statistici era percepita, in tutta la sua gravità, da popolazione e sindaci dei sette comuni che ieri pomeriggio hanno partecipato al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica che si è svolto in Prefettura. A presiederlo il prefetto Domenico Cuttaia ed erano presenti i sindaci di: Martellago, Mirano, Noale, Scorzè, Spinea, Santa Maria di Sala e Salzano.

Dopo aver esaminato la situazione si è passati alla valutazione delle contromosse: tre le direttrici studiate al fine di incrementare i servizi di controllo e rafforzare la percezione di sicurezza dei cittadini. Quindi saranno intensificati i servizi di controllo straordinario del territorio con l’impiego del Reparto di prevenzione crimine della polizia e del 4° Battaglione dei carabinieri. Sarà studiato un sistema di videosorveglianza, possibilmente con l’attivazione di una unica centrale operativa collegata al sistema di videosorveglianza del Comune di Venezia. Come dire che il cuore del “grande fratello” sarà nella centrale della polizia locale di Venezia. Sarà verificata la fattibilità tecnica del progetto, anche superando eventuali problemi che possano ostacolare l’uso delle fibre ottiche.

I sindaci si sono impegnati a promuovere incontri con la popolazione, alla presenza dei rappresentanti delle forze dell’ordine, per individuare forme adeguate di difesa.. Il Prefetto ha sottolineato: «L’inopportunità di dar vita a forme improvvisate di vigilanza da parte di cittadini, in quanto esse rischiano di ostacolare l’operatività delle forze dell’ordine e di ritorcersi contro le persone, sia pure animate da ogni migliore intenzione».

Il Prefetto Cuttaia ha inoltre ricordato come: «Pericolosissime appaiono poi le diffusioni di notizie e foto su internet, suscettibili di avere di per sé solo rilevanza penale e di creare problemi al cittadino ignaro che possa incappare in attività destituite di qualsiasi apporto professionale in tema di sicurezza», ha concluo il Prefetto. «Chi ha notizia o ha documentazione fotografica, o qualsiasi elemento di sospetto sul conto di malintenzionati e autori di reato, non deve fare altro che informare immediatamente le forze di polizia, le quali sapranno, con la professionalità che le contraddistingue, utilizzare al meglio tali elementi informativi ai fini dell’attività investigativa».

Carlo Mion

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Furti aumentati del 19 per cento in dieci mesi

I dati delle forze dell’ordine sono allarmanti. «Ma ora c’è un progetto per arginarli e ridare sicurezza»

MIRANO – I furti nel Miranese registrano un più 19% nei primi dieci mesi dell’anno. Questo il dato che è arrivato ieri nel vertice il Prefettura alla presenza dei sette sindaci del comprensorio e, al solito, ci sono quelli che hanno registrato numeri più negativi e altri che vanno meglio. Ma le forze dell’ordine fanno pure sapere che a livello di reati in genere, nel Miranese si sta meglio che nel resto della provincia. Di certo Martellago, sotto i riflettori in queste settimane per il diffondersi della criminalità, si è vista raddoppiare il dato di topi d’appartamento, mentre Scorzè registra un più 50 per cento e a Mirano c’è la voce più nei furti con destrezza, a partire dal mercato. Va meglio Noale, in controtendenza.

Per questo è arrivato l’invito ai cittadini a collaborare, a chiamare in caso di movimenti sospetti e di lasciar perdere certe forme di “giustizia fai da te”. In generale, si farà il possibile per aumentare la percezione di sicurezza, che in questo momento sembra venire meno.

«Il dato che mi era stato consegnato nei giorni scorsi» ammette Barbiero «non è lo stesso ricevuto a Venezia. Quelli erano numeri generali, stavolta ce li hanno trasmessi specifici. Lo dirò ai cittadini, che invito a collaborare come mi hanno assicurato nella riunione di lunedì in municipio. Facciano attenzione ai particolari, si affidino a polizia e carabinieri».

I sindaci si vedranno ancora con il prefetto e c’è la sensazione che si possa aprire una fase nuova. Più preoccupato il collega di Scorzè, Giovanni Battista Mestriner. «Non bello il dato sul mio comune» fa sapere «anche se a reati, nel Miranese stiamo meglio che altrove. Non siamo abituati a questo livello di criminalità e ho chiesto maggiori presidi. Va bene trovarsi ma serve una maggiore efficienza della giustizia penale e cambiare le leggi. I colpevoli devono restare in carcere: l’amnistia e l’indulto sono una follia».

Per Maria Rosa Pavanello (Mirano) l’idea della centrale unica, emersa nella riunione a Venezia, può essere un’idea valida. «Ci rivedremo in Prefettura per parlare dei dati sulla videosorveglianza, per chi ce l’ha» dice «ma farne una sola potrebbe essere una soluzione. L’esempio del Comune di Venezia è ottimo ma lì è stato fatto un grosso investimento. Pericoloso anche il “fai da te”, come ci hanno detto, come un certo tipo di uso dei social network».

Alessandro Ragazzo

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MARTELLAGO – Barbiero: «Adesso in giro si vedono più pattuglie»

MARTELLAGO «Già si vedono più pattuglie di carabinieri in giro per il comune di Martellago». Lo dice il sindaco Monica Barbiero, dopo aver avuto alcuni colloqui telefonici con i vertici dei carabinieri, che l’hanno assicurata su una maggiore presenza di uomini in tutto il territorio. Intanto in municipio si sta lavorando per mettere appunto il libretto con le istruzioni dell’uso per prevenire la criminalità e cosa fare in caso di auto e individui sospetti. Si tratta di una delle proposte emerse nella riunione di lunedì a mezzogiorno con i cittadini: un vademecum che sarà stampato a breve e poi distribuito alla popolazione. Inoltre si sta lavorando per istituire la sorveglianza di quartiere, come succede già anche all’estero, ma dovrà restare nei limiti della legalità, non puntando su iniziative “fai da te”. Stasera c’è il Consiglio comunale e il tema sicurezza salterà fuori. Tra le interpellanze presentate, ci sarà quella di Moreno Bernardi (Un comune per tutti), dove si chiede una seduta aperta per discutere solo del problema criminalità.

(a.rag.)

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«Raid senza fine. Ce li troviamo in camera»

In Riviera del Brenta la gente è scoraggiata: quattro case e una locanda razziate in una sola notte

CAMPAGNA LUPIA. La Riviera del Brenta colpita da una raffica di furti senza precedenti. I ladri sono entrati anche nelle camere d’albergo della locanda Zabotto a Lugo di Campagna Lupia, mentre i clienti dormivano e hanno portato via due marsupi ai clienti con dentro denaro e preziosi, senza che nessuno se ne accorgesse.

Ma è solo la punta dell’iceberg di un raid che non ha risparmiato nulla. Nel giro di una notte sono state svaligiate quattro abitazioni, qualche sera prima un’auto e poi ancora auto e abitazioni a Mira che da settimane è bersagliata in tutte le sue frazioni dai colpi di bande che si accaniscono contro case e garage. Stessa situazione a Pianiga.

Ma partiamo dall’area della Riviera sud dove i banditi hanno agito in questi ultimi giorni. A Campolongo e a Bojon, sono state visitate tre case nelle prime ore della sera di domenica. I ladri hanno aspettato che le persone si muovessero dall’abitazione per entrare in azione. Hanno forzato porte e finestre e hanno portato via gioielli e contanti per cinquemila euro.

Colpo fotocopia anche a Lova di Campagna Lupia quando i banditi hanno svaligiato una casa nella stessa serata di domenica. Sempre a Lova era sparita qualche sera prima anche un’automobile, una Ford Focus.

«Siamo davvero spaventati – spiegano alcuni esercenti a Campagna Lupia – i colpi che i ladri stanno mettendo a segno sono a ripetizione, ogni sera o quasi ne compiono uno, c’è il terrore di ritrovarseli in casa».

Il caso della locanda Zabotto è emblematico. I banditi non si sono fatti alcun problema: hanno forzato le porte e sono entrati nelle camere, scegliendo quelle occupate. Sono spariti nella notte due marsupi di clienti. «E pensare che non abbiamo mai trascurato sistemi di sicurezza per la nostra clientela – dice il titolare del locale – ma stavolta i ladri hanno agito con velocità e astuzia. È scattato anche l’allarme ma ormai i guai li avevano combinati».

Se nell’area sud della Riviera è scattato per l’ennesima volta l’allarme nelle ultime sere, anche a Mira la gente è terrorizzata dalla continua presenza di razziatori. Sono state colpite nel corso delle ultime settimane decine di abitazioni.

Alcuni anziani a Mira Vecchia una settimana fa se li sono trovati in casa di notte. Le razzie più ampie sono avvenute a Borbiago ed Oriago e da giorni colpi in abitazione vengono registrati anche a Marano. A Cazzago Pianiga nei parcheggi del nuovo quartiere a ridosso della chiesa, è stata presa di mira una decina di veicoli in 3 giorni. La gente, ammettono dalle forze dell’ordine a Mira, a volte nemmeno denuncia più i furti. Ci si trova di fronte ad una ondata predatoria mai vista, e non si sa come fermarla.

Alessandro Abbadir

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Il sindaco di Salzano contro la Regione: «Nei 3 mesi di prova lavoratori e studenti in difficoltà»

SALZANO – «Il nuovo orario cadenzato dei treni ci preoccupa molto, i nostri pendolari saranno fortemente penalizzati».

Il sindaco di Salzano, Alessandro Quaresimin, si unisce al coro di protesta sollevato negli ultimi giorni da altri sindaci, sindacati e pendolari contro la modifica agli orari ferroviari che entrerà in vigore a metà dicembre.

«Dalla documentazione non ufficiale che sono riuscito ad avere – scrive Quaresimin in una nota diffusa ieri -, i nuovi orari previsti dalla Regione penalizzano studenti e lavoratori di Salzano che raggiungono Venezia e Castelfranco. A settembre ho scritto alla Direzione Mobilità della Regione e attendo ancora riscontro: so che rischiano di essere soppresse alcune fermate alla stazione di Salzano per le linee Bassano-Venezia e Castelfranco-Venezia e viceversa, sia al mattino che al pomeriggio».

Quaresimin non si accontenta delle rassicurazioni dell’assessore regionale ai Trasporti, Renato Chisso: «L’assessore afferma che il nuovo orario sarà in prova per tre mesi, ma questa non è affatto una garanzia sufficiente: in questo periodo studenti e lavoratori come faranno a raggiungere in orario i posti di lavoro e le scuole?».

Ieri Quaresimin ha inviato un’altra nota alla Regione chiedendo la convocazione urgente di un tavolo di confronto per fare chiarezza sui nuovi orari e ribadire ai vertici regionali i disagi a cui rischiano di andare incontro moltissimi pendolari.

(g.pip.)

 

Quelli pubblicati su un sito non sono definitivi, Ferrovie Tedesche ha utilizzato dati provvisori

L’ingegner Menna (Regione): «Serve la certificazione di Rfi, altrimenti sono carta straccia»

QUARTO D’ALTINO «La presenza degli orari regionali di Trenitalia sul sito delle ferrovie tedesche, è conseguenza dell’utilizzo, da parte di Deutsche Bahn, di alcuni dati provvisori che sono stati inseriti, per un errore tecnico di Trenitalia, nel sistema informatico ferroviario internazionale».

Trenitalia interviene in merito alla polemica che in questi giorni ha fatto infiammare i sindaci, che hanno visto pubblicato in un sito straniero orari che neanche loro ancora conoscevano, ammettendo che si è trattato di un «errore tecnico».

«Come più volte comunicato da Ferrovie Italiane» chiarisce l’azienda «l’inserimento dell’intera offerta 2014 di Trenitalia nei sistemi di consultazione e vendita, trattandosi di un sistema complesso e articolato per segmenti di trasporto, procede in coerenza con la completa definizione delle percorrenze, degli orari e delle fermate di tutte le corse ferroviarie: internazionali, nazionali e regionale».

Conclude Trenitalia: «Il processo dovrebbe completarsi, salvo slittamenti non imputabili a Trenitalia domani, quando l’offerta l’offerta sarà consultabile e a quistabile su tutti i canali Trenitalia».

A gettare un po’ di luce sulla vicenda e sulle nuove corse del sistema che entrerà in vigore il 15 dicembre, è l’ingegner Domenico Menna, il coordinatore del gruppo di lavoro che ha prodotto l’orario cadenzato, il quale precisa che quanto circolato in questi giorni, compresi gli orari apparsi sul sito delle Ferrovie tedesche, non sono definitivi.

«Ho controllato, non sono aggiornati. Ad esempio non sono ancora state riportate richieste che, d’accordo con l’assessore Chisso e con la fattibilità tecnica, abbiamo strappato a Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) su determinate linee».

Per avere gli orari definitivi bisogna attendere il via libera di Rfi. «Finché gli orari non sono validati con la certificazione di Rfi, sono carta straccia», prosegue «sono d’accordo che ci sia un interesse legittimo della clientela a essere informata con un certo anticipo. Ho combattuto fino all’ultimo per avere le tracce rilasciate prima del fatidico dicembre. Ma il bandolo della matassa è in mano a Rfi che gestisce l’infrastruttura per tutti gli operatori della rete. Cioè il trasporto regionale del Veneto, ma anche quello del Friuli, del Trentino, i servizi a lunga percorrenza e quelli merci. Rfi ha dei tempi dettati dalle norme per rilasciare le tracce e si prende tutto il tempo necessario».

Rispetto agli orari diffusi alcune modifiche riguarderanno anche la Venezia-Portogruaro. Menna sottolinea l’importanza dell’introduzione del cadenzamento, che sostituirà un sistema non più sostenibile sotto diversi punti di vista.

«Come tutti gli orari avrà necessità di un periodo di assestamento e, come si è impegnato anche l’assessore, vedremo gli accorgimenti da fare. Ma il progetto sulla carta funziona».

Prosegue l’ingegner Menna: «Il punto interrogativo potrebbero essere i gestori del servizio, che devono fare un salto qualitativo e organizzativo. Ma non ho dubbi che ci riusciranno, perché stanno investendo molto anche loro sotto questo punto di vista».

Sui treni con capolinea a Mestre, Menna chiarisce che la decisione è dovuta agli attuali limiti del nodo di Venezia, essendoci un numero limitato di binari per la sosta a Santa Lucia e solo quattro tra Mestre e Venezia, con i vincoli dettati dal distanziamento minimo di sicurezza tra un treno e l’altro.

«Non abbiamo eliminato tutti i notturni» conclude Menna, ricordando però che i costi di un treno di notte sono molto più elevati rispetto a quelli di un bus sostitutivo. Treni con 10 persone a bordo, insomma, non sono più sostenibili. Oggi si terrà la Conferenza dei sindaci, mentre ieri la Filcams Cgil ha annunciato che parteciperà alla manifestazione dei pendolari in programma il 3 dicembre con partenza dalla stazione Santa Lucia.

Marta Artico e Giovanni Monforte

 

Quaresimin: «Serve più chiarezza, invierò una lettera alla Regione»

SALZANO. Prima aveva anche tre regionali da e per Venezia nelle ore di punta. Ora se ne ritrova uno e capita che per andare a Santa Lucia si debba pure cambiare a Mestre.

È scontento, e non poco, il sindaco di Salzano Alessandro Quaresimin dando uno sguardo al nuovo orario cadenzato dei treni che interesserà anche la sua stazione, sulla direttrice Venezia-Bassano.

«Sono preoccupato» fa sapere Quaresimin «perché saranno soppresse delle fermate sia al mattino che al pomeriggio. L’assessore veneto alla Mobilità Renato Chisso dice che si farà una prova per tre mesi, ma non è sufficiente. In questo periodo come faranno studenti e lavoratori? Invierò una lettera perché si abbia un confronto e si faccia chiarezza. Mi auguro che le richieste, per altro già fatte, siano ascoltate».

(a.rag)

 

I sindaci

«Siamo stufi di attendere dateci presto notizie certe»

SAN DONA – Errore tecnico di Trenitalia? «Meglio così, ma ricordo che siamo ancora in attesa di risposte».

Il presidente della Conferenza dei sindaci del Veneto Orientale e primo cittadino di San Donà di Piave, Andrea Cereser, commenta così le precisazioni di Trenitalia rispetto alla pubblicazione dell’orario cadenzato sul sito delle Ferrovie Tedesche:

«Stiamo aspettando di essere convocati, alcune criticità erano state presentate, su alcuni scenari sono state date riposte mentre su altre situazioni la Regione si era presa tempo per lavorarci. Io rappresento tutti i pendolari che fanno uso del treno e che sono preoccupati, perché si modifica il tempo della vita, del viaggio e del lavoro. Ci piacerebbe sapere a che punto sono, visto che il tempo stringe e noi, ribadiscono ancora una volta, siamo qui che attendiamo».

Sulla stessa linea d’onda il sindaco di Quarto d’Altino, Silvia Conte, in prima linea per difendere i pendolari altinati ed i lavoratori che dal suo paese si recano a lavorare nella città lagunare:

«Mancano pochi giorni, io ritengo che non sia responsabilità di Trenitalia quanto accaduto, ma della Regione, spetta a lei autorizzare la divulgazione dell’orario, quindi apprezzo Trenitalia che riconosce un errore, ma il tema è un altro».

Prosegue: «Nonostante le nostre richieste, a pochi giorni dalla rivoluzione, i pendolari, gli utenti e i turisti non sanno quali siano gli orari e se tutte le problematiche evidenziate nell’unica versione ufficiale esistente siano state corrette o meno».

Chiosa: «Il problema è la mancanza di trasparenza della Regione, invito l’assessore Chisso a partecipare all’incontro di domani a Quarto per spiegare come stanno le cose».

(m.a.)

 

richiesta respinta

SALZANO. Dopo quindici mesi arriva la risposta negativa della Provincia alla richiesta di Salzano e Martellago di interdire del tutto il passaggio dei camion per il centro di Robegano, su via XXV aprile, di sua competenza. La lettera dei sindaci Alessandro Quaresimin e Giovanni Brunello, quand’era in carica, era stata spedita ad agosto 2012. Si chiedeva di spostare tutti i tir sulla variante di Robegano, aperta nel maggio precedente, e che collega via Roma a via Castellana a Martellago. Da tempo, con direzione Maerne, i mezzi pesanti non possono transitare ed era stato chiesto di fare altrettanto viceversa.

Visto il no della Provincia, che segue quello di Veneto Strade per la competenza della variante, Quaresimin ha già interpellato il prefetto e farà lo stesso con la Regione.

«Dopo tanti solleciti» fa sapere «ci è arrivata questa decisione che considero sconcertante e non prende in considerazione i timori più volte segnalati. Su quella strada ci sono il nido, l’asilo e la chiesa. Ho già informato il prefetto e lo stesso farò con l’assessore veneto alla Viabilità Renato Chisso, sperando che si possa cambiare idea. Questa si deve basare solo su valutazioni tecniche».

(a.rag.)

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SALZANO – VenetoStrade non autorizza il transito sulla nuova bretella di Robegano

SALZANO – Oltre un anno di attesa per ricevere una risposta negativa. C’è grande malumore a Salzano per la risposta ricevuta dalla Provincia alla richiesta di vietare il passaggio dei camion in centro a Robegano.

L’istanza era partita nel 2012 dal sindaco Quaresimin in accordo con l’allora sindaco di Martellago Brunello. I due Comuni chiedevano di vietare il transito dei tir nei due centri abitati: a Martellago per i camion provenienti dalla provinciale 36 e diretti a nord, a Robegano per quelli provenienti dalla provinciale 38 e diretti verso Noale.

I due sindaci chiedevano che il traffico venisse riversato sulla nuova bretella di Robegano, ma proteste e sollecitazioni non sono bastate. A Robegano nei mesi scorsi si mosse pure il parroco, mentre un gruppo di residenti ha minacciato più volte di bloccare la strada. Niente da fare: Veneto Strade non ha dato il via libera per il riversamento del traffico sulla nuova bretella, Robegano continuerà dunque a sorbirsi lo smog in quella strada già dissestata.

«Sono sconcertato da questa decisione e ho già informato il Prefetto della questione – sbotta Quaresimin – Più volte abbiamo segnalato i problemi di sicurezza in centro a Robegano, dove si affacciano una chiesa, una scuola materna, un nido e una piazza».

(g.pip.)

 

NOALE – La Corte dei Conti: «Convenzione regolare»

Il 21 gennaio scorso era stato depositato un esposto alla Procura Generale della Corte dei conti da parte di alcuni cittadini che volevano vederci chiaro sull’utilizzo dell’area dell’ex Trituratore da parte dell’impianto di gestione rifiuti «Cosmo» di via Mestrina. Nella segnalazione si chiedeva di verificare la regolarità o meno della convenzione con cui il Comune aveva concesso in affitto il terreno adiacente allo stabilimento (ora soggetto a bando di gara pubblica per la sua vendita). Lo stesso veniva utilizzato dalla ditta per lo più come deposito di materiale inerte, dietro il pagamento di un canone mensile di poco più di mille euro al mese. Proprio questa cifra avrebbe quindi insospettito quanti hanno depositato l’esposto. Una somma congrua? Al termine degli accertamenti la Corte dei conti ha comunicato il 7 novembre l’archiviazione del procedimento. Il Comune durante l’istruttoria ha inoltrato una nota in cui sottolineava come, oltre al canone mensile, la ditta aveva l’obbligo di verificare periodicamente le acque percolate con relative analisi (sobbarcandosi gli oneri di un eventuale smaltimento) e di prendersi cura della manutenzione e della pulizia delle aree verdi perimetrali, con la supervisione di un tecnico.

I comitati che si schierano contro il progetto di adeguamento tecnologico dell’impianto, intanto, hanno organizzato ieri sera una assemblea pubblica all’albergo «Due Torri Tempesta» per fare il punto della situazione dopo che il Consiglio regionale il 19 settembre scorso ha approvato all’unanimità una mozione con cui si chiede a Palazzo Balbi di sospendere e rivedere l’autorizzazione al progetto, arrivata nei primi mesi del 2013.

Gabriele Vattolo

 

SCORZÈ – «Le polveri sottili soffocano scuole, case, negozi e uffici di Scorzè , paese dove il traffico non conosce crisi e che rimane soffocato e paralizzato da smog e code di automezzi».

In un comunicato i capigruppo delle opposizioni Giannina Manente (Pd), Maurizio Civiero (Lista Civica) e Gennato Piscopo (Idv) criticano i dieci anni di governo Caverzan-Mestriner accusandoli di immobilismo sulla viabilità e di aver distrutto lavoro di chi li aveva preceduti.

«Dappertutto il traffico è in calo, la crisi morde, si gira di meno, le auto e i camion diminuiscono – scrivono in un comunicato – Dappertutto ma non a Scorzè, dove, invece, le code automobilistiche si allungano sempre di più arrivando, nelle ore di punta, ben fuori dal centro lungo tutte le strade, non se ne salva una».

La causa di tutto ciò sarebbero la mancata circonvallazione a sud di Scorzè che, pronta e finanziata da più di dieci anni, doveva portare il traffico sul Drizzagno e il mancato collegamento tra l’incrocio della Crosarona e la rotonda che incrocerà Via Milano e la 515 . Opere, che secondo le opposizioni, avrebbero potuto essere già realizzate liberando dal traffico il centro che invece verrà intasato ancor più con il traffico proveniente dalla Noalese, da via Volta e dalla Castellana e l’apertura del casello nel 2014 a Cappella.

«Il Pd di Scorzè cerca di farsi perdonare le colpe delle precedenti legislature – ribatte il sindaco Giovanni Battista Mestriner – Sono quattro anni che stiamo cercando di rimediare agli errori della giunta Centomo. Vedi quello di accettare che la circonvallazione sud passasse per via Milano. Inoltre siamo in ritardo per l’attivismo del consigliere regionale Pd Bruno Pigozzo e del sindaco Pd di Salzano che hanno cercato di bloccare le soluzioni della nuova viabilità con il ricorso che poi è stato respinto al Tar».

(R.Fav.)

 

Martellago, Noale, Salzano e Scorzè sono all’interno del protocollo d’intesa per sviluppare alcuni progetti per il Marzenego.

Con loro ci saranno anche consorzio Acque risorgive e gli altri Comuni del Padovano, Trevigiano e lo stesso Veneziano attraversati dagli oltre 35 chilometri del fiume.

L’obiettivo è mettere insieme una serie di iniziative che mirino, tra le altre, a ridurre il rischio idraulico, migliorare la qualità delle acque e la gestione delle risorse idriche, tutelare il paesaggio e valorizzare i luoghi.

Si dovrà arrivare alla sottoscrizione del “Contratto di fiume per il Marzenego” e Acque risorgive ha già chiesto il finanziamento alla Regione, che ha destinato 90 mila euro per questo tipo di progetti.

Nei mesi scorsi ci sono stati incontri tra il consorzio e i Comuni: prima tappa proprio il mettere nero su bianco un’intesa con gli obiettivi e definire la struttura organizzativa.

All’iniziativa parteciperanno anche i Comuni di Venezia, Piombino Dese, Trebaseleghe, Loreggia, Resana, Massanzago e Camposampiero.

(a.rag.)

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È una delle ipotesi su cui si sta lavorando per condividere settori e funzioni

Pavanello: «Nulla è ancora deciso». Ma propone Villa Belvedere come sede

MIRANO – Miranese o Riviera del Brenta? Mirano e gli altri municipi del comprensorio al bivio di fronte alla nuova Unione dei Comuni. Incalzata dalle minoranze, Maria Rosa Pavanello ha spiegato in Consiglio comunale lo stato dell’arte del processo di attuazione del nuovo ente sovracomunale che nascerà, pare, nel 2014, associando settori e funzioni di comuni diversi.

Due le ipotesi su cui Mirano sta ragionando assieme agli altri sindaci del comprensorio: l’Unione dei Comuni del Miranese e l’Unione dei Comuni della Riviera del Brenta e del Miranese.

La differenza è sostanziale: nel primo caso Mirano sarà insieme ad almeno altri quattro, forse cinque comuni della zona: Noale, Spinea, Santa Maria di Sala, Salzano. In forse Martellago, che vuole prima capire i termini dell’accordo e magari salire in corsa sul carro dell’Unione. Fuori Scorzè, che non aderirà in alcun caso.

Nella seconda ipotesi i comuni del Miranese abbraccerebbero un’Unione già esistente, quella della Città della Riviera del Brenta, di cui fanno parte Dolo, Fiesso d’Artico, Fossò e Campagna Lupia. C’è anche Pianiga alla porta: il sindaco Calzavara ha iniziato a partecipare agli incontri preparatori e pare interessato a entrare in una o nell’altra ipotesi.

«Siamo ancora a livello di ipotesi», spiega Pavanello, «nulla è ancora deciso, né rispetto a chi aderirà, né alle tempistiche di attuazione. Con gli altri sindaci stiamo raccogliendo dati per costruire le migliori ipotesi di fattibilità, poi saranno i singoli Consigli comunali a decidere».

Negli ultimi incontri però si è parlato anche di sedi di rappresentanza e qui Mirano potrebbe, o vorrebbe, giocare un ruolo di primo piano: Pavanello ha infatti offerto la Villa Belvedere come sede dell’Unione dei Comuni, sia essa del Miranese o della Riviera del Brenta. La posizione è baricentrica al bacino d’utenza e gli spazi ci sono tutti, a costo zero.

«Mirano rispetto ad altri comuni ha spazi sufficienti per proporsi come sede della futura Unione e senza bisogno di fare investimenti», afferma Pavanello, «mentre non si è parlato ancora di Comune capofila».

Di presidenza invece sì: sarà a turno tra i sindaci dei comuni che ne fanno parte, per la durata di un anno, mentre nell’organo di rappresentanza entreranno anche un consigliere di maggioranza e uno di minoranza per ogni comune aderente.

Filippo De Gaspari

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