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Allo studio un progetto che metterebbe insieme alcuni servizi di Mirano, Spinea, Salzano, S.M. di Sala, Noale e della “Città della Riviera del Brenta”

VILLA BELVEDERE – La storica dimora diventerebbe la seconda sede operativa

CHI E’ ALLA FINESTRA – Anche Pianiga è favorevole

CHI RESTA FUORI – Scorzè boccia l’idea. Martellago tentenna

Le indiscrezioni filtrate nei giorni scorsi ora trovano conferma, per l’Unione dei Comuni i sindaci studiano parallelamente due piste.

Se in principio era stato avviato uno studio di fattibilità relativo esclusivamente all’Unione dei Comuni del Miranese, ora c’è una nuova strada: un’unione più ampia, allargata pure a vari Comuni della Riviera del Brenta.

In questo caso i Comuni del Miranese si legherebbero all’unione “Città della Riviera del Brenta”, fondata nel 2002 dai Comuni di Dolo e Fiesso d’Artico per poi estendersi negli anni scorsi a Fossò e Campagna Lupia.

I Comuni del Miranese interessati sarebbero Mirano, Spinea, Salzano, Noale e Santa Maria di Sala: a Scorzè il sindaco Mestriner si è tirato fuori dai giochi fin da subito bocciando il progetto, a Martellago il sindaco Barbiero ha partecipato ai vari incontri organizzativi ma pare preferisca temporeggiare. Pianiga è un altro Comune che potrebbe essere coinvolto nel progetto. L’Unione di Miranese e Riviera vedrebbe dunque nove enti locali in gioco, ma il numero potrebbe crescere nei prossimi mesi.

In queste settimane i sindaci hanno affrontato il discorso più volte, decidendo di valutare questa strada sia per diminuire i costi che per allinearsi alla recente normativa regionale che individua come area ideale la stessa area dell’Ulss. Di fatto i Comuni rimarrebbero enti locali autonomi, ma almeno quattro servizi sarebbero gestiti in maniera coordinata e unificata, come previsto dalla normativa regionale. Per ora si parla di Polizia Locale, Protezione Civile, Edilia Scolastica e Politiche Sociali. I sindaci che spingono verso questa soluzione garantiscono che i costi sarebbero abbassati e l’efficienza dei servizi aumenterebbe, ma non mancano i malumori come dimostrano recentemente le lettere di protesta scritte dagli agenti della Polizia Locale a Mirano e Spinea.

Attualmente l’Unione “Città della Riviera” vede il sindaco di Fossò Federica Boscaro come presidente e il sindaco di Campagna Lupia Fabio Livieri come vicepresidente, mentre la sede è al Municipio di Dolo. E se si unissero i Comuni del Miranese, cosa cambierebbe? Di sicuro Mirano punta a giocare un ruolo di primo piano, e per questo l’amministrazione sta già valutando l’ipotesi di collocare alcuni uffici nel suggestivo contesto della storica Villa Belvedere, che diverrebbe così la seconda sede operativa. Nei prossimi mesi il progetto dovrebbe arrivare in tutti i consigli comunali.

Gabriele Pipia

 

Gazzettino – Unione dei Comuni. Spunta anche la Riviera.

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28

ott

2013

«Abbiamo saputo che il sindaco avrebbe proposto Villa Belvedere come sede dell’Unione dei Comuni della Riviera del Brenta, a cui prenderebbe parte anche Mirano. Si tratterebbe di un drastico cambio di rotta rispetto al progetto di Unione dei Comuni del Miranese. Chiediamo all’amministrazione di fare chiarezza sulla vicenda, sugli eventuali impegni assunti e su costi e benefici della futura Unione».

A sollevare la questione sono tre consiglieri di minoranza miranesi, Balleello, Saccon e Marchiori. L’asse Pdl-Lega-5 Stelle ha infatti presentato un’interpellanza urgente che sarà discussa domani in Consiglio comunale: «La vicenda è intricata ma registriamo il totale silenzio del sindaco e della sua maggioranza» scrive l’opposizione.

Nelle ultime settimane la marcia verso l’’Unione dei Comuni del Miranese sembrava bella spedita, anche se per ora i sindaci preferiscono tenere le bocche cucite.

«Stiamo verificando quali servizi gestire in modo associato, tra poco sarà possibile illustrare il progetto nei vari consigli comunali» ha spiegato nelle scorse settimane il sindaco di Spinea Checchin facendosi portavoce dei colleghi.

Nel progetto sono coinvolti Mirano, Spinea, Salzano, Noale, Martellago e Santa Maria di Sala, si chiama fuori Scorzé mentre potrebbe entrare in gioco Pianiga.

I Comuni resterebbero enti autonomi, ma almeno quattro servizi saranno accorpati: si parla di Polizia locale, Protezione civile, Edilia scolastica e Politiche sociali.

Gabriele Pipia

 

 

Nuova Venezia – Miranese, Comuni verso l’unione.

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16

ott

2013

Sindaci al lavoro (tranne Scorzè) per definire il progetto e puntare al risparmio

MIRANO – Unione dei Comuni, qualcosa, finalmente, trapela. Incalzati dalla curiosità dei cittadini e dai dubbi dei dipendenti, i sindaci del Miranese vuotano parte del sacco riempito in riunioni su riunioni e svelano come sarà la nuova gestione sovracomunale.

In realtà, come spiegano in una nota congiunta i primi cittadini dei sei Comuni (manca Scorzè, che si è defilata), c’è ancora molta confusione. Sarà un’opportunità per i cittadini? Servirà a dare migliori servizi e razionalizzare le risorse?

«Stiamo verificando insieme quali servizi, tra quelli indicati dalla legge regionale 18 del 2012, conviene gestire in modo associato», spiegano i sindaci di Mirano, Spinea, Noale, Martellago, S. Maria di Sala e Salzano, «per i cittadini l’Unione dovrà essere un vantaggio: le risorse verranno messe insieme e i territori coinvolti trarranno beneficio da una modalità avanzata di gestione che comporterà molti risparmi».

In realtà la legge regionale indica chiaramente che, per accedere ai benefici economici, i Comuni che intendono associarsi debbano mettere in comune almeno quattro funzioni essenziali tra organizzazione generale dell’amministrazione, pianificazione urbanistica ed edilizia, pianificazione e protezione civile, progettazione e gestione dei servizi sociali, polizia locale, edilizia scolastica e gestione dei servizi scolastici, organizzazione dei servizi pubblici come ad esempio il trasporto pubblico oppure la riscossione dei tributi sui rifiuti.

I Consigli comunali dei Comuni del Miranese hanno adottato già quasi tre anni fa le delibere di indirizzo, ora i sindaci stanno cercando di capire quali funzioni associare.

«L’approvazione dell’Unione», spiega da Spinea Silvano Checchin, «spetta al Consiglio comunale e queste riunioni fra sindaci hanno lo scopo di presentare ai rispettivi parlamentini i dati per una decisione consapevole e ponderata».

Filippo De Gaspari

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MIRANO «Dei 95 milioni previsti ne restano 18»

Opere complementari al Passante, il Pd accusa: «Flop clamoroso»

MIRANO – «Sui 95 milioni di euro previsti dagli accordi, ora ne restano solamente 18. È un flop clamoroso, e ha pure il sapore della presa in giro». La proposta di legge presentata dalla giunta Zaia è stata stoppata in partenza, ma la questione resta apertissima: non si placano le polemiche in consiglio regionale sulla presunta volontà della maggioranza di annullare definitivamente il finanziamento per varie opere complementari al Passante promesse da tempo ai Comuni. La tesi del Pd è stata sbandierata dai consiglieri Lucio Tiozzo e Bruno Pigozzo.

I due ieri hanno preso parte ad una delicata commissione Trasporti: «Abbiamo preso in esame il progetto di legge della giunta Zaia che vuole cassare la tranche di 35 milioni di euro prevista nel 2009 per la realizzazione di opere di fascia B complementari al Passante», scrivono. Le minoranze hanno chiesto all’assessore Chisso di stilare un elenco dettagliato delle opere realizzate e di ciò che non è ancora stato fatto, una nuova commissione sarà convocata entro 15 giorni. Il Comune di Mirano è interessato da vicino, visto che chiede da anni una folta barriera vegetale lungo il Passante e lo stanziamento dei 19 milioni promessi per opere viabilistiche come ciclabili e rotatorie. Opere che cittadini e comitati attendono da tempo, ma a questo punto appare in ogni caso difficile prevedere un rapido stanziamento di quelle risorse. Ma dove sono finite? «Bisogna capire perché siano stati persi 10 milioni e perché altri sette siano stati destinati ad opere di mitigazione per la tangenziale di Mestre, è inutile promette opere senza avere i finanziamenti per realizzarle», sbotta Tiozzo.

I lavori attesi nel Miranese sono tanti, nell’elenco ci sono pure le tangenziali a nord di Salzano e a sud di Robegano. Mirano può ancora sperare di ottenere almeno una tranche dei soldi promessi?

«Per noi sarebbe fondamentale, vogliamo sapere se anche per Chisso si tratta di una priorità», dichiara Pigozzo.

«Questo disegno di legge crea molti sospetti – chiude Pietrangelo Pettenò della Federazione della Sinistra – Gli impegni vanno rispettati, di queste opere non possono certo farsi carico i Comuni».

(g.pip.)

 

INFRASTRUTTURE – Passante: opere complementari “sospese” dalla Commissione

VENEZIA – Passante di Mestre e opere complementari: dopo la denuncia del Pd, la seconda commissione consiliare ieri ha sospeso l’esame del disegno di legge della giunta regionale relativa al finanziamento degli interventi suddivisi in due fasce.

«Sui 95 milioni previsti dal protocollo di intesa del 2004 con i Comuni per realizzare le opere complementari di fascia B al Passante, quelli realmente a disposizione sono solamente 18», hanno detto il capogruppo del Pd in consiglio regionale, Lucio Tiozzo, e Bruno Pigozzo, vice presidente della commissione Trasporti dove ieri è stato preso in esame il progetto di legge della Giunta che – dicono i due esponenti dell’opposizione – vuole cassare una parte di impegno economico pari 35 milioni di euro, approvato con la Finanziaria 2009, per la realizzazione di opere di ‘fascia B’ complementari al Passante.

«Abbiamo costretto la maggioranza a sospendere il provvedimento, in attesa che la Giunta presenti un elenco dettagliato degli interventi già realizzati e di quelli che a questo punto rischiano di restare lettera morta. Contemporaneamente bisogna far luce sul perché, nel frattempo, siano stati inutilizzati e persi 10 milioni di euro e perché altri 7 siano stati invece destinati ad altre opere per la tangenziale di Mestre non previste nell’accordo di programma del 2004».

«La Regione ha il dovere di rispettare i patti con i Comuni e daremo battaglia perché non vi sia alcun dietrofront da parte della Giunta».

Tiozzo e Pigozzo incalzano: «L’assessore Renato Chisso abbia il coraggio di andare sul territorio e spiegare ai cittadini i motivi di questo flop clamoroso che ha il sapore della presa in giro».

 

VENEZIA – Passante di Mestre, l’autostrada più rapida e cara d’Italia: rischiano di saltare le opere complementari di fascia B attese dai Comuni e concordate con le province di Venezia e Treviso nel protocollo firmato nel 2004 con il commissario straordinario Vernizzi.

A lanciare l’allarme è Lucio Tiozzo, capogruppo Pd, che chiede il rispetto degli impegni all’assessore veneto alla Mobilità Renato Chisso, «La Giunta vuole far approvare un disegno di legge con il quale sopprime i protocolli di intesa stipulati con le Province di Venezia e Treviso e con i Comuni attraversati dall’opera. È un provvedimento inaccettabile» dice Tiozzo.

L’allarme è scattato dopo che ieri la prima commissione regionale ha approvato un disegno di legge con cui «di fatto verrebbero sospesi, e forse cassati definitivamente, tutti gli interventi di mitigazione di fascia B che dovevano essere realizzati da Veneto Strade». «L’assessore Chisso ha il dovere di spiegare il dietrofront, sul quale solleviamo dubbi di illegittimità. Bisogna fare chiarezza sul perché una serie di interventi di fascia B siano stati spostati in fascia A, ovvero a carico di Cav e già realizzati. Vogliamo capire con quali criteri sia stata fatta questa operazione, speriamo che non abbia pesato l’appartenenza politica di ogni singola amministrazione comunale. Resta il fatto che si tratta di un provvedimento contro il quale ci batteremo duramente, perché sconfessa gli impegni assunti dalla Regione nei confronti dei cittadini, che giustamente reclamano il diritto ad essere tutelati dagli effetti di un’opera che, per quanto utile, ha il suo prezzo in termini di impatto ambientale».

L’assessore Chisso dal canto non replica e annuncia di portare tutto il dossier al più presto in seconda commissione, ma la più delusa è il sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello, che rischia di uscire dalla lista delle priorità del protocollo firmato il 27 agosto 2004. Allora per le opere prioritarie furono stanziati 103 milioni di euro in fascia A e B. Si dalla messa in sicurezza della provinciale 81, alla circonvallazione sud-est di Martellago, alla tangenziale ovest di Zero Branco. Per poi continuare con lo svincolo di Marcon, la variante Roncoduro a Mira-Pianiga, il collegamento tra la provinciale 67 e il casello di Quarto d’Altino. C’è poi Spinea e anche Robegano di Salzano, e Scorzé con la variante alla nuova Castellana e provinciale di Cappella.

Resta il nodo di Mirano: la rotonda Porara è stata realizzata. Mentre la tangenziale Sud Ovest, la tangenziale Nord variante di via Luneo e la Ovest di via Bollati sono in lista d’attesa: si tratta di interventi per 19 milioni di euro, ma dal capitolo fascia B mancano all’appello 35 milioni che sarebbero stati dirottati alla fascia A: da qui la richiesta di variazione di bilancio con un disegno di legge regionale della giunta.

 

RIVIERA-MIRANESE – Sette sindaci manifestano   «Basta tagli»

Sette sindaci di Riviera e Miranese, tutti del centrosinistra, hanno manifestato ieri davanti al nosocomio dolese «contro lo smantellamento dell’Asl 13».

TIMORI – I sindaci sono preoccupati per il servizio su 5 giorni di chirurgia

LA RICHIESTA  «Necessari due distretti»  I sette sindaci del centrosinistra: «È necessario richiedere due distretti, uno in Riviera ed uno nel Miranese»

Sette sindaci del centrosinistra hanno manifestato ieri davanti al nosocomio dolese

«A Noale il polo riabilitativo. Ostetricia? Mantenere il primariato a Dolo e a Mirano»

Cresce il malumore e c’è una precisa presa di coscienza politica in merito all’evidente smantellamento dell’asl 13 ed, in particolare, dell’ospedale di Dolo. Sette sindaci del centro sinistra hanno preso l’iniziativa di riunirsi davanti all’ospedale dolese per manifestare il loro dissenso. Gianpietro Menin di Camponogara, Maria Rosa Pavanello di Mirano, Federica Boscaro di Fossò, Alessandro Campalto di Campolongo Maggiore, Silvano Checchin di Spinea , Monica Barbiero di Martellago e Alessandro Quaresimin di Salzano hanno espresso un concetto basilare.

«La Commissione regionale non ha tenuto conto del parere e delle richieste della Conferenza dei sindaci dei 17 comuni di Riviera e del Miranese. Un documento nel quale si evidenziava come l’ottimizzazione dei servizi avvenuta negli ultimi anni sia equilibrata e che lo spostamento di reparti da un ospedale all’altro possa comportare maggiori costi e minori benefici. Il tutto con un sotto finanziamento cronico a favore dell’Uls 13 sia nella quota pro-capite sia nella mancata erogazione dei 22 milioni di euro di fondi regionali stanziati e mai erogati e che dovevano essere utilizzati per la messa a norma delle strutture.»

Ai sindaci presenti si sono uniti anche il consigliere dolese Gianni Lazzari, l’ex consigliere regionale Renato Morandina ed anche il consigliere di Noale Paolo Dalla Vecchia, quest’ultimo pur appartenendo al centro destra ha spiegato. «La salute non deve avere connotazioni partitiche per cui mi trovo d’accordo ed appoggio l’iniziativa dei sindaci per salvare l’asl 13.»

A proposito di Noale i sindaci hanno precisato. «Rilanciamo la proposta di fare a Noale il polo riabilitativo di area vasta metropolitana.»

Per quanto riguarda Dolo i sindaci sono preoccupati per il servizio su 5 giorni di chirurgia. «Rimane scoperto il servizio nel fine settimana con evidenti rischi, in particolare per le emergenze e per Ostetricia. Sembra un disegno per scoraggiare i malati ed indirizzarli verso altre strutture.»

Ed a proposito di Ostetricia hanno aggiunto. «Chiediamo il mantenimento del primariato sia a Dolo che a Mirano.» Per concludere.

«È necessario richiedere due distretti, uno in Riviera ed uno nel Miranese.» Il sindaco di Mirano Pavanello ha replicato al direttore generale Gumirato per la frase ‘Basta affitti ai privati’ «Ma il Mariutto è un ente e non un privato. Personalmente sono perplessa sullo spostamento a Noale degli uffici amministrativi».

Oggi è in programma il corteo indetto dal Comitato Marcato con la presenza di molti movimenti ed a cui parteciperanno anche alcuni sindaci rivieraschi ma i presenti hanno ribadito. «Pensiamo che sia giusto che si mobilitino tutti i sindaci che hanno firmato il documento unitario ed in particolare il sindaco di Dolo, primo interessato a protestare per lo smantellamento di questo ospedale.»

Lino Perini

 

STRA – Cardiopatico aveva prenotato all’ospedale di Dolo

Visita al cuore, aspetterà 17 mesi

Per essere visitato al cuore dovrà attendere ben 17 mesi. Non è un record ma la dice lunga sulle lungaggini e i tempi d’attesa “imposti” dalla sanità agli utenti. Vittorio Cosima, cardiopatico, personaggio noto a Stra per aver gestito per tanti anni un negozio di alimentari in via Santa Marta e per aver fatto parte per anni della società ciclistica Alpe, aveva prenotato la visita al cuore.
«Come vede – sottolinea mostrando il foglio di prenotazione – per una visita all’Ospedale di Dolo dovrò aspettare “solamente” 17 mesi. In sostanza dovrò presentarmi al primo piano dove si trova il reparto di Cardiologia il 24 febbraio del 2015. Non pretendevo certo di essere visitato il giorno dopo la richiesta ma 17 mesi onestamente mi sembrano davvero un’esagerazione».

Silvano Bressanin

 

Nuova Venezia – “Asl 13, la Regione ci deve ascoltare”

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5

ott

2013

 

I sindaci contestano le schede sanitarie.

Oggi a Dolo la manifestazione promossa dal comitato “Bruno Marcato”

DOLO – Si sono ritrovati ieri davanti alla nuova portineria dell’ospedale di Dolo per chiedere che le schede ospedaliere per l’Asl 13 vengano riviste dalla Regione accogliendo tutte le osservazioni fatte dalla Conferenza dei sindaci. A mobilitarsi sono stati i sette sindaci del Pd di Riviera e Miranese: Federica Boscaro (Fossò), Gianpietro Menin (Camponogara), Alessandro Campalto (Campolongo), Maria Rosa Pavanello (Mirano), Monica Barbiero (Martellago), Alessandro Quaresimin (Salzano) e Silvano Checchin (Spinea).

«La Conferenza dei sindaci aveva chiesto una Chirurgia generale ordinaria h24 per sette giorni a Dolo», spiegano, «che il servizio di Ostetricia rimanga sia a Mirano che a Dolo, che l’attività di Cardiochirurgia a Mirano sia in collaborazione con Mestre oltre a garantire l’attività di Riabilitazione.

Inoltre va chiarita la programmazione dei 111 posti letto di strutture intermedie e delle aggregazioni funzionali territoriali dei medici di medicina generale con relativo finanziamento. Noale poi deve diventare un polo riabilitativo di area vasta metropolitana». Viene poi riaffermata la necessità di proseguire con il processo di aggregazione.

«La Conferenza dei sindaci ha ribadito che l’ottimizzazione dei servizi avvenuta in questi anni è equilibrata e che lo spostamento dei reparti da una parte all’altra possa comportare maggiori costi e minori benefici. Inoltre sottolineiamo la situazione di sottofinanziamento dell’Asl 13 sia nella quota pro capite che nella mancata erogazione dei 22 milioni di euro per la messa a norma delle strutture. Anche gli altri sindaci dovrebbero mobilitarsi».

È arrivato anche Paolo Dalla Vecchia, consigliere comunale di Noale e assessore provinciale, che ha voluto appoggiare le richieste dei sindaci: «Ho supportato l’iniziativa dei sindaci ed espresso loro solidarietà», ha spiegato Dalla Vecchia, «perché la sanità è una questione che riguarda i cittadini e il territorio e non è partitica. Bisogna cominciare a parlare veramente di sanità nell’area metropolitana anticipando gli eventi».

Alcuni sindaci, con in testa il neopresidente Gianpietro Menin, saranno presenti oggi alla manifestazione per la salvaguardia dell’ospedale di Dolo e dell’Asl 13 in programma dalle 14.30 in piazza Mercato a Dolo. Il programma della manifestazione, promossa dal comitato “Bruno Marcato” e sostenuta da altre 30 associazioni, comitati e gruppi consiliari, prevede lo svolgimento di un corteo che attraverserà il centro di Dolo.

Infine i membri del comitato “Bruno Marcato” rispondono al direttore generale Gino Gumirato: «Noi siamo popolari non populisti», spiegano dal comitato, «e non siamo campanilisti visto che abbiamo supportato la mobilitazione dell’associazione Cuore Amico per la Cardiochirurgia di Mirano. Visto che parla di affitti da risparmiare dovrebbe cominciare dal suo ufficio di Mirano utilizzando quello rimasto vuoto a Dolo».

Giacomo Piran

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Gazzettino – Asl 13, protesta dei sindaci.

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4

ott

2013

SANITA’  – Presenti Camponogara, Campolongo, Fossò, Mirano, Spinea, Salzano e Martellago

Alle 12.30 sette primi cittadini di sinistra manifesteranno all’ingresso dell’ospedale di Dolo

FUTURO INCERTO – L’ospedale di Dolo, al centro della riorganizzazione della sanità voluta dalla Regione

DOLO – «Salviamo l’Asl 13». È il grido di battaglia di sette sindaci di sinistra della Riviera e del Miranese che hanno deciso di presentarsi oggi alle 12.30 davanti all’ingresso dell’ospedale di Dolo per intervenire con proposte e considerazioni dopo quanto stabilito dalle schede sanitarie regionali licenziate nei giorni scorsi dall V Commissione.

Il sindaco di Camponogara Gianpietro Menin si fa portavoce dell’iniziativa: «Prima che le schede passino in Giunta e diventi definitiva la situazione sanitaria dell’Asl 13, riteniamo necessario evidenziare le problematiche che verranno a crearsi in un’ottica di peggioramento dei servizi. Lo facciamo uniti come sindaci della Riviera e del Miranese a dispetto dello scontro in atto fra i comitati dei due paesi, perché se Dolo uscirà fortemente penalizzata dal riordino sanitario anche Mirano non sembra uscirne bene.»

Assieme al sindaco camponogarese saranno presenti i sindaci di Mirano, Maria Rosa Pavanello, di Fossò Federica Boscaro, di Campolongo Maggiore, Alessandro Campalto, di Spinea, Silvano Checchin, di Martellago, Monica Barbiero, e di Salzano, Alessandro Quaresimin.

Intanto il comitato Bruno Marcato – che sta preparando la manifestazione in programma domani pomeriggio a cui hanno aderito in trentatré fra associazioni, comitati e partiti – risponde al direttore generale Gino Gumirato:

«Demagogia la fa la classe politica che raggira i cittadini con promesse ingannevoli».

E attacca il sindaco di Dolo: «In Commissione regionale ha portato delle proposte evidentemente frutto di trattative con il direttore generale, che hanno stravolto il contenuto del documento che era stato presentato e votato all’unanimità in consiglio comunale».

E Francesco Sacco, capogruppo Pd di Mira, ha aggiunto: «La decisione di assegnare il distretto sanitario a Mira, in attuazione di quanto stabilito dalla Regione, è dovuto ad una scelta della Conferenza dei sindaci e non dipende da accordi con il direttore generale che non ha poteri in tale senso».

 

MIRANO – Il consorzio di bonifica Acque Risorgive interviene per il consolidamento e la messa in sicurezza dei tratti franati in vari argini del Miranese.

Tra i lavori in programma, per una spesa complessiva di 450mila euro, c’è anche il ripristino di circa 400 metri di argine del fiume Muson Vecchio nei comuni di Salzano e Mirano.

I tecnici del consorzio interverranno riportando le quote degli argini a valori tali da consentire il contenimento delle acque, i tratti franati saranno invece messi in sicurezza con la posa di pali e rocce.

«La sicurezza idraulica del territorio – spiega il direttore del consorzio Carlo Bendoricchio – si garantisce non solo con le grandi opere ma anche con gli interventi di manutenzione. In questo caso si tratta di sistemare alcuni tratti dei corsi d’acqua che nel recente passato sono stati compromessi dalle onde di piena causate da eventi alluvionali».

(g.pip.)

 

 

Noale. Nell’agosto scorso si era verificata una fuoriuscita di fumo sospetto

Botta e risposta tra il M5S e il ministro che aveva parlato di “zona industriale”

NOALE – Esce del fumo sospetto dalla Cosmo di Noale, il comitato Ambiente Sicuro presenta un esposto ma il Dipartimento di Prevenzione dell’Asl 13 dice che non si sono problemi, fatti salvi tre accorgimenti da adottare.

Intanto al Movimento 5 Stelle arriva la risposta del ministro per i Beni e le attività culturali Massimo Bray all’interrogazione fatta in giugno e il deputato Emanuele Cozzolino si dice sconcertato perché a Roma si scambia una zona di campagna, al confine con Salzano, per un’area industrializzata.

Ma andiamo con ordine. Ancora in agosto, delle persone avevano notato fuoriuscire del fumo dalla fabbrica, che di recente si è vista respingere dal Consiglio del Veneto la richiesta sull’adeguamento tecnologico per stoccare rifiuti dopo il sì della Valutazione d’impatto ambientale (Via). Il presidente del comitato Giovanni Tonello aveva presentato un esposto un mese fa e l’azienda sanitaria ha contattato i vertici aziendali. Dopo un sopralluogo, l’Asl 13 ha riscontrato che il fumo è stato «causato dal malfunzionamento di una elettrovalvola del sistema di caricamento dell’impianto di cogenerazione» si legge nel documento a firma del direttore del Dipartimento Flavio Valentino e inviato, tra gli altri, ai Comuni di Noale e Salzano «che ha comportato un abbassamento della temperatura nella camera di combustione, conseguente abbassamento della temperatura dell’olio diatermico all’uscita della caldaia e blocco del filtro elettrostatico».

Lo stesso Valentini suggerisce tre misure perché questo non accada in futuro: aumento dei controlli dell’elettrovalvola, comunque da cambiare, ridurre il tempo della soglia di avviso, per poter deviare i fumi dal filtro elettrostatico a quello a maniche in caso di guasto e, infine, aggiornare la procedura operativa a disposizione del personale.

Intanto il Movimento 5 Stelle ha ricevuto la risposta dal ministro Bray all’interrogazione fatta oltre due mesi fa, dove si chiedeva se tutte le leggi di tutela del paesaggio sono state rispettate dagli organi competenti.

«Nel documento ufficiale» fa sapere Cozzolino «il Ministero parla di zona molto industrializzata laddove c’è campagna, con una specie di alberi che nascondono i capannoni. Descrive una realtà inesistente, oltre a dire che ci si può ampliare perché non si sarebbero rischi per eventuali resti archeologici. Valuteremo se invitare Bray a Noale o se inviargli delle foto».

Alessandro Ragazzo

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