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NOALE – Bocche cucite in casa Cosmo di Noale dopo la mozione votata all’unanimità giovedì dal Consiglio veneto, dove si invita Palazzo Balbi a sospendere e rivedere l’autorizzazione data per l’adeguamento tecnologico. Claudio Cosmo, uno dei titolari, non vuole parlare ma sembra amareggiato per questa storia che si trascina ormai da mesi. In questo lasso di tempo anche i suoi lavoratori avevano preso posizione in una lettera inviata al sindaco Michele Celeghin, chiedendo solo di poter lavorare. Ma il no di Palazzo Ferro-Fini ha cambiato le carte in tavola.

E in una nota, il comitato Noale Ambiente si mette al fianco di chi lo ha sostenuto.

«Ringraziamo tutti i consiglieri regionali» si legge «da Bruno Pigozzo (Pd) a Gennaro Marotta (Idv) a Giovanni Furnaletto (Lega) a Pietrangelo Pettenò (Federazione della Sinistra veneta) che hanno convinto il Consiglio a cassare la delibera di giunta. Un grazie va anche a tutti i cittadini che ci hanno sostenuto. Forti di questa mozione, chiediamo che si interrompano subito i lavori e che Noale si adegui, sospenda la vendita dell’area ex trituratore ed ecocentro e faccia spostare altrove la lavorazione dei rifiuti pericolosi».

(a.rag.)

 

«Il ministro Bray scambia una zona di campagna per un territorio fortemente industrializzato, ma viene smentito dal consiglio regionale».

Duro attacco del parlamentare miranese del Movimento 5 Stelle, Emanuele Cozzolino, all’indomani dell’approvazione all’unanimità da parte del consiglio regionale di una mozione presentata dal Pd in cui si chiede alla giunta Zaia di sospendere l’autorizzazione alla ditta Cosmo Ambiente per l’ampliamento dei propri stabilimenti produttivi al confine tra Noale e Salzano. Cozzolino fa riferimento alla risposta dello stesso ministro all’interrogazione parlamentare presentata dal 5 Stelle sulla questione.

«È sconcertante – scrive Cozzolino -, per il ministro in una zona sottoposta a vincolo ambientale ci sono tutti gli estremi per ampliare l’impianto e aumentare il volume di sostanze nocive trattate».

Il consigliere regionale Gennaro Marotta (Idv) sottolinea che tra i disagi ci sarebbe pure l’abnorme appesantimento del traffico, mentre per Pietrangelo Pettenò (Federazione della Sinistra) «La giunta ha deciso ma tecnicamente il consiglio è ancora in tempo». Il leghista Giovanni Furlanetto ha sollecitato la maggioranza a delocalizzare il trattamento-rifiuti in aree dismesse come Porto Marghera.

(g.pip.)

 

SCORZÈ – Il progetto della variante alla Noalese, primo stralcio secondo lotto, è stato pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione (Bur). Dunque un passo in avanti non da poco per l’opera, che prevede un collegamento da via Milano a via Boschi, tutto il territorio di Scorzè (tangenziale sud) e che a breve sarà messo a bando. Anche la precedente soluzione, da via Mestrina a Noale a via Volta a Scorzè era stata messa nel Bur e poi le cose mutarono, tanto da cambiare il tracciato e scatenando le proteste di Salzano. Stavolta, però, sembra che le cose possano prendere una piega diversa. «Lo considero un passo molto importante», commenta il sindaco Giovanni Battista Mestriner, «ed è un risultato atteso dai nostri cittadini. Ci auguriamo che le fasi successive siano compiute con celerità, per arrivare al progetto esecutivo e alla soluzione dei problemi ancora non risolti». Da Scorzè si è sempre detto e sostenuto che questa strada debba essere realizzata entro la fine dei lavori del casello del Passante a cavallo del fiume Dese, prevista fra poco più di un anno. Per il cantiere, si useranno i 12 milioni di euro messi sul piatto dalla Regione per la vecchia soluzione, da via Mestrina a via Volta, ma poi dirottati sul nuovo progetto approvato. La tangenziale sud avrà due corsie e quattro rotatorie: su via Milano, via Boschi (questa già esistente), più via De Gasperi e via Volta (zona via Olmara). Su via Milano e via De Gaspari, il rondò avrà due corsie e un diametro interno di 50 metri, quello in via Volta, stesso diametro ma a tre corsie. Da via Boschi, al confine con Martellago, ci sarà la strada d’innesto al casello dell’autostrada, dove i lavori hanno preso il via a inizio 2013.

Alessandro Ragazzo

 

 

Il consiglio regionale ha deciso di “sospendere e rivedere l’autorizzazione”

Pressione sull’azienda perché trasferisca l’attività in un altro luogo

NOALE – Ad aprile la Regione aveva preso atto del parere positivo della commissione di Valutazione d’impatto ambientale (Via) sull’adeguamento tecnologico della Cosmo Ambiente di Noale, al confine con Salzano. Ieri, la sorpresa: il Consiglio del Veneto ha espresso il suo no, votando all’unanimità la mozione presentata ancora a dicembre 2012 dal Pd, con primo firmatario Bruno Pigozzo, che si è detto soddisfatto del via libera. Dunque un colpo a sorpresa.

Nel testo «la giunta si impegna» si legge «a sospendere e rivedere l’autorizzazione data all’impianto di essiccamento e desorbimento tecnico e a fare pressioni sull’azienda perché trasferisca altrove la nuova attività, in modo da tutelare l’abitato e i limitrofi corsi d’acqua del Marzenego e del Draganziolo. Il progetto autorizzato ha ricevuto il parere contrario di Asl 13, Arpav, Provincia di Venezia e Comune di Noale, non rispetta i principi del “piano regionale rifiuti”, mette a rischio l’equilibrio idrogeologico dell’area e comporta l’emissione in atmosfera di due chili e mezzo di polveri l’ora e di sette chilogrammi di ossidi di azoto che andrebbero a sommarsi a quelli prodotti giornalmente dall’impianto di cogenerazione già esistente. Tra i prodotti di emissione, insieme alle micropolveri, figurano anche diossine e metalli pesanti, tutte sostanze cancerogene».

Il progetto era stato contestato dai comitati, che avevano organizzato assemblee e pure una fiaccolata a gennaio per le vie di Noale, proprio per chiedere un ripensamento.

«Purtroppo la presa di posizione del Consiglio arriva in ritardo», dice Pietrangelo Pettenò della Federazione della Sinistra veneta, «dopo le decisioni già prese della giunta veneta regionale ma siamo ancora in tempo per intervenire dal punto di vista tecnico vista la volontà unanime degli enti locali e di molti esponenti politici veneziani. Sono state accolte le istanze della gente».

Sui rischi e sulla pericolosità della ditta di Noale si è soffermato Giovanni Furlanetto (Lega), sollecitando giunta e maggioranza a programmare la delocalizzazione delle attività di trattamento rifiuti fuori dai centri abitati, in aree dismesse come Porto Marghera. «Abbiamo mandato una raccomandazione alla giunta», osserva Gennaro Marotta dell’Idv, «perché, oltre ad allontanare i rifiuti speciali da Noale e Salzano, si possa fare un ragionamento più ampio sulle autorizzazioni troppo facili».

Alessandro Ragazzo

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NOALE – Mozione all’unanimità in Consiglio contro l’impianto di trattamento di rifiuti speciali

Punto e a capo? Il Consiglio regionale ieri ha approvato all’unanimità una mozione con cui si impegna la Giunta a sospendere e rivedere l’autorizzazione al progetto di aggiornamento tecnologico dell’impianto di gestione rifiuti Cosmo di via Mestrina a Noale.

Un’autorizzazione arrivata a febbraio scorso, la quale prospettava che i lavori che porteranno l’impianto a trattare fino a 153 tipi di sostanze (tra cui rifiuti tossici e non) sarebbero iniziati entro dodici mesi dalla pubblicazione della delibera di Palazzo Balbi.

Il problema sta nei tempi. Perché questo è un “no” pesante, di cui la Giunta Zaia dovrà tenere conto. Ma è comunque un “no” arrivato a mesi di distanza dall’approvazione del progetto. La mozione, presentata il 3 dicembre scorso con primo firmatario il consigliere Bruno Pigozzo (Pd) e l’appoggio di una decina di altri consiglieri, impegna anche la Giunta a «fare pressioni» sull’azienda perché trasferisca altrove la nuova attività, «allo scopo di tutelare un’area ad alto rischio idraulico salvaguardando la salute e la qualità della vita di oltre un centinaio di famiglie».

Lo stabilimento, infatti, sorge vicino al Marzenego e al Draganziolo. Il progetto, avversato da comitati e residenti che temono per la loro salute, aveva ottenuto l’approvazione della commissione Via con l’astensione della Provincia e il voto contrario del Comune di Salzano. A far propendere verso il sì il Comune di Noale, la richiesta poi accettata, di inserire un sistema automatico di controllo dei camini 24 ore su 24.

«Il progetto autorizzato – spiega il documento approvato dal Consiglio – non rispetta i principi del piano regionale rifiuti, mette a rischio l’equilibrio idrogeologico dell’area e comporta l’emissione in atmosfera di due chili e mezzo di polveri l’ora e di 7 chilogrammi di ossidi di azoto che andrebbero a sommarsi a quelli prodotti giornalmente dall’impianto di cogenerazione».

Gabriele Vattolo

 

SALZANO. Entra nel vivo il progetto Voip (Voice Over Ip) a Salzano. Nelle scorse settimane sono iniziati i lavori di costruzione di una rete di interconnessione tra gli edifici comunali, che consentirà di ottimizzare la telefonia fissa e di estendere i servizi Internet a quelle strutture al momento scoperte. Di fatto, il municipio condividerà le proprie linee telefoniche, dati e altro ancora con le scuole, la biblioteca, il magazzino.

Questa tecnologia permetterà di comunicare a tariffe convenienti, tra edifici comunali le conversazioni saranno a costo zero. «Avremo delle economie gestionali», assicura l’assessore all’Informatizzazione Lucio Zamengo, «e porteremo nuove tecnologie laddove era antieconomico allestire degli impianti “isolati”.

Il nuovo sistema permetterà di avere le segreterie telefoniche personalizzate nei vari uffici, le comunicazioni tra i vari edifici saranno gratuite e lo stesso potranno fare i cittadini, chiamando senza costi attraverso una connessione Internet. Ci stiamo lavorando da più di un anno e il progetto ci consente di restare al passo con i tempi. Secondo le stime in nostro possesso, il Voip ci farà risparmiare circa 50 mila euro nei prossimi cinque anni».

Il Comune di Salzano compie quindi un deciso passo avanti verso la “piazza virtuale” per la comunicazione gratuita, tra i principali progetti del web.

Alessandro Ragazzo

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Nuova Venezia – Altri 20 milioni per il Passante Verde

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9

ago

2013

 

La Cav completerà entro l’anno il “Parco lineare” con l’acquisizione di nuove aree e la sostituzione delle alberature

La società per azioni Concessioni Autostradali Venete (Cav) concessionaria del Passante autostradale di Mestre entro il 2013 gestirà tutti i 150 ettari di aree del “Passante Verde” e investirà o ulteriori 20 milioni di euro per realizzare gli “interventi mitigativi”, per realizzare un vero e proprio parco lineare che si estende dall’interconnessione A4-A57, ad ovest, in località Dolo-Pianiga fino ad est, nel territorio di Quarto d’Altino. È prevista anche la sostituzione di circa un centinaio di piante sulle 18.000 già piantate, pari a circa lo 0.6 % del totale.

«Il Passante Verde è un’opera di riqualificazione del territorio, con un intervento di mitigazione ambientale che ha ripristinato l’equilibrio naturale che l’opera stradale in qualche modo aveva modificato» osserva l’assessore regionale alla Mobilità e alle Infrastrutture, Renato Chisso «a chi critica il progetto ricordo che sono 150 gli ettari di aree verdi dislocate lungo il tracciato e in macro aree adibite a parco urbano, fruibili dalla popolazione. Con il tempo miglioreremo ancora l’intervento raccogliendo le istanze dei cittadini dei comuni interessati».

Tiziano Bembo, presidente di Cav spa, aggiunge che «l’accordo per la realizzazione dei Passante Verde è stato sottoscritto nel 2003 nell’ambito delle intese per la realizzazione del Passante autostradale; la Cav non solo ha raccolto quell’eredità ma abbiamo anche fatto inserire nel Piano Finanziario della società 20 milioni di euro per realizzare ulteriori interventi mitigativi. Entro la fine di questo anno tutte le aree passeranno sotto la gestione di Cav spa e, dunque, per noi sarà più facile completare gli investimenti».

Cav spa è partecipata pariteticamente dalla Regione del Veneto e dall’Anas che dal 2009 gestisce il progetto del “Passante di Mestre”, infrastruttura realizzata su proposta della Coldiretti per “by–passare” l’area metropolitana di Venezia e decongestionare così il traffico percorrente la Tangenziale Ovest di Mestre. L’infrastruttura, prevista dalla Legge Obiettivo, è inserita nel contesto territoriale dei corridoi europei, nella fattispecie il Corridoio n. 5 di collegamento Lisbona – Kiev.

Gli interventi più importanti del “Passante Verde” – spiegano Cav spa e la Regione Veneto – riguardano principalmente «la realizzazione di macro aree con funzione di parco urbano dislocate nei comuni di Venezia, Mirano, Spinea, Martellago, Salzano, Mogliano Veneto, nonché nel riutilizzo di aree residuali delle procedure di esproprio situate nelle adiacenze dell’opera viaria e opportunamente sistemate a verde».

Le macro aree che costituiscono il parco lineare sono caratterizzate dalla presenza da vegetazione a prato e alberata con la piantumazione di specie arboree ed arbusti autoctoni». Sono presenti anche aree umide, con bacini di “lagunaggio” e laghetti che contribuiscono a variare l’aspetto ambientale e il paesaggio; sono presenti anche percorsi ciclopedonali, che integrano i percorsi preesistenti, aree di sosta, aree ricreative e attrezzate con percorsi vita. I parchi sono a loro volta arricchiti dalla presenza di dune artificiali con pendenze variabili che hanno la principale funzione di abbattere le emissioni di rumore generato dal traffico autostradale, soprattutto a beneficio degli attigui centri abitati, nonché di ridurre l’impatto visivo dell’infrastruttura nel territorio circostante soprattutto per quelle persone che usufruiscono degli ampi spazi a verde del parco.

Gianni Favarato

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L’OPERA – 33 CHILOMETRI E 18 MILA PIANTE PER MITIGARE L’INQUINAMENTO

Per la Regione Veneto e i comuni interessati che l’hanno fortemente voluto, il cosiddetto Passante Verde è una sorta di nuova e grande opera pubblica – collaterale alla rete autostradale – che si sviluppa lungo 33,2 chilometri attraversando il territorio delle provincie di Venezia e Treviso e interessando ben 13 comuni. La realizzazione del Passante Verde è prevista dall’atto Aggiuntivo all’Intesa Generale Quadro del 24 ottobre del 2003, sottoscritto da Governo e Regione Veneto nel dicembre del 2007 e che prevedeva la destinazione di un primo importo per la realizzazione del Passante Verde di circa 20 milioni di euro a cui ora se ne aggiungono altri 20 di nuovi investimenti per un totale di 40 milioni di euro.

L’area totale interessata dagli interventi di mitigazione ambientale del Passante – che ogni giorno è attraversato da camion, tir e auto che scaricano nell’aria grandi quantità di polveri contaminate – misura 150 ettari, comprensivi degli espropri ancora da portare a termine , che si estendono dall’interconnessione tra le autostrade A4-A57 ad ovest ( tra i comuni di Dolo e Pianiga) fino ad est, nel territorio di Quarto d’Altino.

«Il completamento dei lavori del Passante Verde è avvenuto in momenti diversi» precisa la Regione «nel maggio 2012 sono state consegnate a Cav per la gestione e manutenzione le aree a verde ricadenti nei Comuni di Spinea, Salzano, Martellago, Mogliano Veneto e Mirano, ad esclusione di quella a ridosso di Via Porara, nonché le aree comprese tra le interconnessioni A4-A57 nei comuni di Pianiga – Mirano e Quarto d’Altino». Le rimanenti aree sono state completate nel corso del 2012-2013 e nel maggio scorso sono state eseguite le verifiche di «attecchimento delle piante per la loro eventuale sostituzione in garanzia; nella fattispecie, saranno da sostituire circa un centinaio di piante su circa 18.000, pari a circa lo 0.6 % del totale».

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Scorzè. La strada collegherà via Milano a via Boschi

Appalto all’inizio dell’anno, conclusione entro dicembre

Il presidente del Veneto Luca Zaia, con un decreto, ha formalizzato l’accordo di programma per la realizzare la “Variante di Noale e Scorzè alla 515 Noalese, primo stralcio, secondo lotto”. Questo significa che presto si andrà all’appalto dell’opera e già ai primi del 2014 si potrebbe dare inizio ai lavori della strada di collegamento tra via Milano e via Boschi (Castellana), tutta in territorio di Scorzè, che dovrebbero durare circa un anno.

Da qui si raccorderà con la strada di accesso al casello del Passante a cavallo del fiume Dese, tra Cappella e Martellago. Da Scorzè, il progetto è stato definito tangenziale sud e lo stesso sindaco Giovanni Battista Mestriner spera di inaugurarla in contemporanea con l’apertura del casello, prevista per fine dell’anno prossimo. Di fatto, Zaia ha dell’accordo sottoscritto nella conferenza di servizi di aprile tra Regione, Veneto Strade, Noale, Scorzè e Martellago. Per costruire la strada, si useranno i 12 milioni di euro messi sul piatto dalla Regione per la vecchia soluzione, da via Mestrina a Noale a via Volta a Scorzè, ma poi dirottati su quest’ultima soluzione. «Un importante tassello» spiega Mestriner «che chiarisce il tema della viabilità nostra e circostante, per tutelare i cittadini di Scorzè. Restano da risolvere delle questioni importanti, come l’abbattimento di due edifici e un annesso rustico». Lungo il tracciato, di circa tre chilometri, ci saranno quattro rotatorie: via Milano, via De Gasperi, via Volta (zona via Olmara) e via Boschi, questa già esistente. Su via Milano e via De Gaspari, il rondò avrà due corsie e un diametro interno di 50 metri, quello in via Volta, stesso diametro ma a tre corsie. Resta irrisolto il nodo di via Mestrina a Noale. Se il vecchio progetto prevedeva il collegamento con via Volta a Scorzè passando a nord della centrale elettrica, in questo è assente.

La scorsa settimana Salzano ha detto no all’ipotesi di by-pass da via Mestrina a via Cornarotta. «Salzano si sta dimostrando cieca a livello politico» continua Mestriner «perché chiede soluzioni di area vasta e poi non va oltre il proprio campanile. Mi auguro si riesca a trovare un punto d’incontro».

Alessandro Ragazzo

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CONFERENZA SERVIZI

Nessun colpo di scena nella sede di Veneto Strade. Chi si attendeva un finale a effetto in extremis ieri mattina è rimasto deluso. In scena, infatti, è andata ancora una volta la contrapposizione tra il Comune di Salzano e quello di Noale sul by-pass di via Mestrina. In conferenza dei servizi gli Enti preposti hanno discusso della possibilità di costruire una piccola bretella che parte dalla rotonda di via Mestrina per arrivare a via Cornarotta. L’amministrazione della città dei Tempesta è infatti convinta che questa sia la soluzione principe per migliorare sicurezza, salubrità e vivibilità dei residenti di via Mestrina, alle prese con un continuo traffico di mezzi pesanti. Salzano, invece, forte di una delibera approvata all’unanimità dal Consiglio comnale, ieri si è opposto alla proposta, ora per forza di cose congelata. «Veneto Strade ha dichiarato che non ci sono altre soluzioni al di fuori della realizzazione della bretella – dichiara l’assessore alla Viabilità di Noale, Luciano Gobbato – Con questo ennesimo «no» Salzano, unico tra nove Enti a votare contro, si assume una grossa responsabilità nei confronti dei cittadini. La sua – conclude – è una presa di posizione solo politica». Opposta l’opinione del sindaco di Salzano Alessandro Quaresimin: «Si sposterebbe il problema di qualche centinaio di metri senza risolverlo – spiega – Nemmeno per i residenti di via Mestrina a Noale la situazione cambierebbe di molto in fatto di traffico pesante. Noi – conclude – chiediamo un tavolo di concertazione in cui individuare soluzioni che non penalizzino il nostro territorio». Alle concertazioni, però, il primo cittadino di Noale Michele Celeghin non crede: «Il più delle volte sfumano nel nulla – sottolinea – Vista l’imminente apertura del casello del Passante a Martellago chiederò a prefetto e altre sedi istituzionali di tutelare la sicurezza dei cittadini dell’intera area». (g.vat.)

 

SALZANO. Oggi alle 10, nella sede di Veneto Strade, è in agenda la conferenza dei servizi chiamata a discutere del by-pass di via Mestrina, che dovrebbe risolvere il nodo del Pioppeto al confine tra i Comuni di Noale e Salzano. Dopo aver messo da parte il vecchio progetto da via Mestrina a Noale a via Volta a Scorzè per lasciar spazio alla tangenziale sud di Scorzè, da via Milano a via Boschi, c’è da capire come trovare una soluzione per i residenti che abitano in via Mestrina, costretti ad avere i Tir sotto il naso dalla mattina alla sera. Così è stata avanzata l’idea di una strada dalla rotonda di via Mestrina per far partire una piccola bretella che arrivi a via Cornarotta. Le carte in tavola sono note da tempo: Noale dirà sì, Salzano sarà contraria, Scorzè, che non ha voto in materia ma sarà presente, si augura che prevalga la linea del sì. «Credo che questa sia l’unica soluzione», fa sapere l’assessore alla Viabilità di Noale Luciano Gobbato, mentre il sindaco di Salzano Alessandro Quaresimin andrà a Veneto Strade forte del recente mandato avuto dal suo Consiglio comunale che, all’unanimità, si è opposto alla soluzione del by-pass. (a.rag.)

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