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LA PROTESTA

NOALE – Hanno scelto un evento di grande visibilità come quello di ieri sera per far sentire la propria voce: una cinquantina di residenti di Salzano e Noale si è presentato ieri sera in Piazza Castello per ribadire la propria contrarietà al progetto di ampliamento della ditta Cosmo di Noale, con una protesta pacifica. «No al veleno, no ai rifiuti pericolosi, prima di tutto la salute» si leggeva nella decina di striscioni esposti per circa un paio d’ore. (g.pip.)

 

Gazzettino – Salzano, Eternit, ora i comitati sono due

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14

ott

2012

SALZANO – Assemblea contro l’ampliamento della Cosmo di Noale

SALZANO – «Vogliamo garanzie per la nostra salute». Questo l’appello lanciato l’altra sera, in un oratorio di Robegano gremito, dai due comitati che stanno lottando contro l’ipotesi di ampliamento dell’azienda Cosmo e che dovrebbe portare al trattamento del terreno inquinato dall’Eternit. Dopo il comitato di Robegano si è costituito anche quello di Noale, in quanto l’impianto di via Mestrina dista due chilometri anche da lì. In sala è salita più volte la tensione, con la richiesta di certezze sul diniego contro l’arrivo dell’autorizzazione per il trattamento dell’Eternit, cioè cemento-amianto. Il vicesindaco di Noale, Sergio Vallotto, ha precisato come sia in fase di approvazione dalla giunta noalese una delibera nella quale verrà vietata questa pericolosa lavorazione. Il vicesindaco di Salzano, Sara Baruzzo, ha poi ribadito come le preoccupazioni del comitato sono condivisibili anche dall’amministrazione comunale salzanese: «Siamo anche noi in attesa delle risposte alle richieste di chiarimenti presentate agli organi tecnici». Il presidente dell’Adico Carlo Garofolini ha infine ribadito la necessità di dare risposte chiare e precise alle istanze dei cittadini.
Luigi Bortolato

 

Gazzettino – Salzano, Variante bloccata, si va al Tar

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4

ott

2012

SALZANO Quaresimin: traffico insostenibile per Robegano, in aumento i “mortali”

Fermo dal 2003 il progetto della bretella Scorzè-Noale che interessa anche il comune

«Il progetto della strada regionale 515 è bloccato da troppo tempo eppure la situazione della viabilità a Robegano continua a presentare pesanti criticità». È con queste premesse che, a fine settembre, il sindaco di Salzano Alessandro Quaresimin ha deciso di ricorrere al Tar contro Regione e Veneto Strade per veder finalmente realizzato un progetto datato addirittura 2003.
La nuova strada partirebbe da via Mestrina a Noale e uscirebbe a nord della centrale elettrica di Scorzè, in via Volta, diminuendo in modo considerevole il problema del traffico di mezzi pesanti in alcuni punti critici di Salzano e Robegano: si pensi, ad esempio, alla frequentatissima via Mestrina e all’incrocio del ristorante «Pioppeto» con via Cornarotta. Negli ultimi anni la zona in questione è stata teatro di vari incidenti, alcuni addirittura mortali e i residenti di Robegano hanno più volte preso posizione per segnalare sia gli intensi volumi di traffico che la velocità delle auto in orario serale e notturno. La variante 515, secondo lotto del primo stralcio, alleggerirebbe decisamente il traffico in questa zona ed è dunque una soluzione fortemente caldeggiata dall’amministrazione di Salzano. Nel 2003 il progetto venne approvato, finanziato e mandato in gara d’appalto, ma poi venne sospeso e annullato definitivamente nel 2009: costava circa 12 milioni, somma che la Regione ha successivamente deciso di investire per la tangenziale sud di Scorzè.
«Ma noi siamo molto preoccupati – spiega Quaresimin -, da qualche anno il traffico del centro di Noale è stato scaricato pesantemente su Robegano: il problema non è stato risolto ma solamente spostato da un’altra parte».
La decisione di ricorrere al Tar era nell’aria da tempo: «Abbiamo optato per questo ricorso dopo molti incontri e sollecitazioni andate a vuote – prosegue il sindaco -. La nuova strada risolverebbe molte criticità, mi auguro che si possa finalmente porre fine alla questione. Siamo fiduciosi, ma se il Tar ci darà torto prenderemo atto che evidentemente per loro la viabilità va bene così com’è». Il Tar ha tre mesi di tempo per pronunciarsi, ma ci si aspettano tempi brevi per la decisione, forse già entro novembre.

Gabriele Pipia

 

Il sindaco Quaresimin contesta la variante alla Noalese approvata da Scorzè che collega via Milano con via Boschi e l’innesto del Passante: «Troppo traffico»

SALZANO. Il Comune di Salzano ha deciso di ricorrere al Tar contro Regione e Veneto Strade, chiedendo la sospensiva del progetto preliminare della tangenziale sud di Scorzè approvato a febbraio in conferenza dei servizi. Lo aveva detto il suo sindaco Alessandro Quaresimin, che avrebbe tentato tutte le strade per ribadire come il progetto della variante alla Noalese sia quello approvato nel 2004. Così Quaresimin invitato il legale del Comune ha depositare pochi giorni fa. E il pronunciamento è atteso nelle prossime settimane.

La storia è nota. Fatto il primo tratto di variante da via Pacinotti a via Mestrina a Noale, la tangenziale avrebbe dovuto proseguire fino in via Volta a Scorzè, a nord della centrale elettrica. Progetto che ha avuto il via libera da tutti gli allora sindaci interessati, ovvero di Noale, Scorzè e Martellago, e poi è stato pubblicato sul Bollettino ufficiale regionale (Bur). Sembrava tutto a posto, invece le ultime due giunte di Scorzè, Clara Caverzan prima e Giovanni Battista Mestriner poi, hanno sempre spinto per un’altra soluzione, con la strada che non dovesse transitare a nord. A settembre 2009, il governo locale di Mestriner ha approvato una delibera da presentare a Regione e Veneto Strade con dieci punti per migliorare la viabilità. Nei mesi seguenti, è nata la tangenziale sud di Scorzè, da via Milano a via Boschi (Castellana), con i soldi della vecchia Noalese, circa 12 milioni di euro, spostati per questo progetto. Progetto che è stato approvato, in via preliminare, a inizio di quest’anno. Ma Quaresimin ha sempre difeso la vecchia soluzione. «Chiediamo a un giudice» spiega «di esprimersi. Accoglierà il nostro ricorso? Bene, allora i lavori della variante come stabilito nel 2004 dovranno partire il giorno dopo. Dovessimo perdere, allora significa che le nostre strade hanno i requisiti tecnici per supportare la gran mole di traffico. Se poi dovesse succedere qualcosa, ognuno si prenderà le sue responsabilità. Negli ultimi diciotto mesi, lo ricordo, ci sono stati tre incidenti con quattro morti fra via Cornarotta a Salzano e via Mestrina a Noale. Non si possono mettere in discussione opere già approvate e con offerte già presentate». Mestriner si dice pronto a rispettare le decisioni del Tar. «Dico solo», replica il sindaco di Scorzè, «che per risolvere i problemi ci vuole spirito di mediazione e non condivido la posizione di Salzano». Il collega di Noale, Michele Celeghin, prende atto del ricorso: «Una presa di posizione legittima, ma confido che questo nuovo atto non pregiudichi i tempi per trovare una soluzione all’imbuto di via Mestrina».

Alessandro Ragazzo

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SANTA MARIA DI SALA – Quasi la totalità delle colture orticole distrutte e oltre due milioni di euro di danni all’agricoltura. È il bilancio, spietato eppure non ancor definitivo, del nubifragio che sabato pomeriggio ha colpito i Comuni di Santa Maria di Sala, Salzano e Martellago. Danni ancora difficili da quantificare, anche perché, con queste percentuali, la conta è ancora in corso, con centinaia di sopralluoghi effettuati dai tecnici delle associazioni di categoria. Già da un primo giro delle zone colpite, però, l’agricoltura di mezzo Miranese appare in ginocchio: completamente distrutte le colture orticole nei tre Comuni attraversati dalla tromba d’aria, ingenti danni anche alle altre produzioni. A fare la prima sommaria stima dei danni è la Cia, Confederazione italiana agricoltori di Venezia, che ha subito avviato i sopralluoghi tecnici nelle zone colpite sabato pomeriggio dal maltempo, con raffiche di vento fino a 90 chilometri orari e forti grandinate. Sarebbero almeno duemila gli ettari di colture danneggiati. A pagare le conseguenze peggiori sono state quelle orticole, distrutte quasi al 100%, ma anche il frumento tenero (80%), mais e soia (70%). Proprio la soia, le cui semine sono state concluse da poche settimane, dovrà in alcune aree essere totalmente riseminata. «Difficile stimare economicamente la portata delle distruzioni», affermano i tecnici Cia al lavoro, «anche se l’ordine di grandezza è di un paio di milioni di euro». Si tratta del secondo grave episodio di maltempo in pochi giorni, dopo il tornado che ha colpito la laguna qualche giorno fa. «Fenomeni di questa portata», aggiungono dalla Cia Venezia, «sono sempre più frequenti ed estremi, a causa dei cambiamenti climatici. E ogni volta a farne le spese per prima è l’agricoltura. Paradossalmente è proprio l’agricoltura, nelle politiche dell’Unione Europea, a essere chiamata in prima fila nella lotta ai cambiamenti climatici». Per questi motivi si muovono anche i sindaci. Quelli dei tre Comuni colpiti si apprestano a dichiarare lo stato di crisi e chiedere alla Regione quello di calamità. Per quanto potrà servire, visto che i precedenti non sono poi così incoraggianti. Santa Maria di Sala, per esempio, si trova alle prese con una nuova richiesta danni, la quarta negli ultimi tre anni. Le tre precedenti tra l’altro hanno riguardato tutte la frazione di Caltana, finita in pochi mesi sott’acqua due volte e devastata dalla tromba d’aria che nel 2010 ha scoperchiato il centro commerciale Tom e il Palagraticolato. Il Comune non ha però mai visto un solo euro, nonostante tre richieste di calamità. Intanto partono le operazioni di ripristino: a Sant’Angelo è iniziata la pulizia del piazzale e della palestra scoperchiata dal vento. Serviranno almeno 120 mila euro e una ventina di giorni di lavoro per posare un nuovo isolante e riparare i vetri, poi il palazzetto potrà riaprire.

(f.d.g.)

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