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MEOLO – Autostrada del Mare Meolo- Jesolo: i Comuni scrivono al governatore Zaia per chiedere «con estrema urgenza, prima della pausa estiva, un incontro per conoscere lo stato dell’iter del progetto e per confrontarci sulle necessità infrastrutturali del nostro territorio». La lettera ha come firmatari i Comuni di Meolo, San Donà, Musile, Fossalta, Eraclea, Cavallino- Treporti, nonché Monastier, Roncade, San Biagio, Silea e Treviso. I Comuni firmatari affermano anche che «prima di ogni definitiva decisione, riteniamo necessaria una revisione approfondita delle motivazioni dell’opera in relazione all’impatto e alle esigenze dei Comuni del territorio». La lettera segue un incontro organizzato dal Comune di Meolo, a cui sono stati invitati tutti i sindaci. «La nuova amministrazione ha deciso di riunire tutti i Comuni interessati per aprire un confronto allo scopo di ricercare una posizione condivisa, valutare lo stato attuale dell’opera e possibili soluzioni alternative», spiega Loretta Aliprandi, sindaco di Meolo, «la nostra posizione è contraria alla privatizzazione della Treviso Mare». Hanno firmato pure Comuni di centrodestra, anche se con posizioni più sfumate. «La mia firma vuole essere costruttiva per capire lo stato dell’arte dell’opera e le questioni aperte da qui ai prossimi mesi, in attesa che le note vicende giudiziarie facciano il loro corso», commenta Gianluca Forcolin, sindaco di Musile.

(g.mon.)

 

Gazzettino – Treviso-Mare, altola’ dei sindaci

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1

ago

2014

SANDONATESE   «No alla Via del mare» Altolà dei sindaci a Zaia

GRANDI OPERE Tutti i Comuni scrivono a Zaia per chiedere un incontro. Solo Jesolo si defila

Aliprandi (Meolo): «Va trovata un’alternativa compatibile con il territorio»

UNDICI COMUNI – Il sindaco di Meolo Loretta Aliprandi. L’appello a Zaia sottoscritto da 11 primi cittadini

Tutti i sindaci dei Comuni da Treviso al litorale coinvolti dal progetto della “Via del mare”, scrivono al governatore Luca Zaia per chiedere una revisione dell’opera. E chiedono un incontro urgente, prima della pausa estiva.
L’iniziativa, partita dal sindaco di Meolo Loretta Aliprandi, è stata sottoscritta da 11 amministrazioni comunali: Cavallino Treporti, Eraclea, Fossalta di Piave, Meolo, Monastier di Treviso, Musile di Piave, Roncade, San Biagio di Callalta, San Donà, Silea e Treviso. L’unico a non firmare la richiesta è stato Jesolo, particolarmente interessato alla nuova superstrada che collegherebbe il casello della A4 Meolo-Roncade con la spiaggia jesolana. «Abbiamo deciso di riunire tutti i Comuni coinvolti per aprire un confronto allo scopo di ricercare una posizione comune, valutare lo stato attuale dell’opera e le possibili soluzioni alternative» afferma Loretta Aliprandi.
Il centrosinistra, al governo dopo le recenti elezioni amministrative in quasi tutti i Comuni interessati dalla superstrada a pedaggio, compreso Meolo, è sempre stato contrario alla privatizzazione della Treviso-mare. A questo si aggiungono i recenti scandali che hanno coinvolto due delle tre società (Consorzio “Vie del Mare” e “Adria Infrastrutture”) che dovrebbero realizzare in project financing la nuova opera. «Riteniamo sia doveroso riprendere in esame altre soluzioni maggiormente compatibili con il territorio attraversato» aggiunge Aliprandi.
Ma se non sorprende che il centrosinistra abbia ora i numeri per dire “no” all’autostrada del mare, quello che meraviglia è che anche due Comuni di centrodestra, come Musile e Fossalta di Piave, abbiano aderito alla richiesta a Zaia. «Non si tratta di rifiutare l’opera – dice Sensini, sindaco di Fossalta -. È una richiesta di incontro con i sindaci, mai fatto dalla Regione, perché vogliamo capire bene questo intervento». «È un’occasione per comprendere se l’opera andrà avanti oppure no, anche alla luce delle vicende giudiziarie» sostiene Forcolin, sindaco di Musile.

Emanuela Furlan

 

Ieri vertice tra sindaci, Trenitalia e Regione. Da aprile ci sarà un nuovo convoglio mattutino sulla Treviso-Portogruaro

ODERZO – Nuove trattative, ieri, fra i sindaci della tratta ferroviaria Treviso-Portoguaro e Trenitalia per il miglioramento dell’orario cadenzato che nelle prime settimane di attivazione ha suscitato molte critiche. «Ottimo lavoro», è il commento del comitato “Oderzo si muove”. Erano presenti al vertice di ieri i Comuni di Oderzo, Motta di Livenza, Ponte di Piave, San Biagio di Callalta, l’assessore Chisso per la Regione Veneto e i rappresentanti di Trenitalia.

Il consigliere comunale di Oderzo Francesco Montagner spiega le decisioni concordate: «Ci sarà l’ inserimento di una nuova corsa con partenza da Portogruaro alle 6.18, Oderzo 6.50, arrivo a Treviso alle 7.18. Questo treno viene incontro alle richieste dei pendolari e studenti di arrivare a Treviso per tempo e di prendere il treno delle 7.25 per Padova via Mestre. L’entrata in servizio è prevista metà di aprile. Gli autobus sostitutivi delle 6.19 che partivano da Ponte di Piave per Oderzo, Motta, Portogruaro, partiranno ora da San Biagio in modo caricare anche gli studenti che vivono tra San Biagio e Fagarè. Verrà inoltre aggiunto un ulteriore autobus ai due già operativi. Verranno rinforzate anche le corse per gli autobus in partenza da Motta di Livenza». «Restiamo in attesa di degli orari precisi», spiega Montagner, «gli autobus sostitutivi Portogruaro – Motta di Livenza – San Biagio cesseranno il loro servizio con l’avvio della nuova corsa del treno prevista per metà aprile». Si è condiviso l’obiettivo di scadenzare la Tratta Treviso – Portogruaro in considerazione della particolarità di questa linea a binario unico ripristinata con la finalità di utilizzarla soprattutto per i grandi trasporti merci. Nei prossimi incontri saranno rese note le frequenze delle varie corse. Resta inteso che cadranno le coincidenze con le frecce a Treviso e Portogruaro, ma la maggioranza degli utenti della tratta sono pendolari e studenti che gravitano sull’Opitergino Mottense. Il prossimo incontro è previsto per la prima settimana di marzo. «In questa data» prosegue Montagner, «oltre alle verifiche delle azioni intraprese, si andranno a vedere le altre corse pomeridiane. Sarà possibile inserire una corsa con partenza da Treviso alle 14,31». L’obliteratrice scardinata a Oderzo nei giorni scorsi per via di un atto vandalico sarà presto riattaccata al muro e rimessa in funzione. Intanto l’obliteratrice a terra, nei giorni scorsi, è stata avvolta in una calda copertina, perché non prenda freddo in attesa del ripristino: un’azione chiaramente provocatoria, compiuta da qualche viaggiatore di passaggio, per segnalare i rallentamenti provocati dalla burocrazia e dall’incredibile scarico delle competenze.

Giuseppina Piovesana

 

I legali del megastore di Olmi trascinano al Tar anche Comune, Provincia e Regione «Errori nella concessione dell’autorizzazione. Non c’è spazio per tutte queste strutture»

Guerra dei centri commerciali nella Marca, è scontro tra IperGara, proprietaria del Tiziano di Olmi di San Biagio di Callalta, e Re Development 1, società titolare delle autorizzazioni per 10.700 metri quadri del parco commerciale Panorama a Castrette di Villorba. Una guerra a colpi di ricorsi alla Giustizia amministrativa che, a distanza di tre anni dall’ultima sentenza, vede nuovamente contrapposti i due colossi commerciali dell’hinterland, meta dello shopping di moltissimi trevigiani. Il “vecchio” Tiziano, il primo centro commerciale della Marca aperto nei primi anni Novanta, contro il nuovo Panorama, che a Castrette è tornato, dopo varie vicissitudini, solamente dal 24 ottobre scorso, portando con sé una scia di marchi di tendenza, uno su tutti l’abbigliamento H&M. A lanciare l’attacco legale è IperGara, già impegnata da anni sul fronte della lotta all’apertura de L’Arsenale Contemporary Shopping, l’ex Roncade Outlet Gallery lungo la Treviso-Mare, e che aveva già avuto alcuni contenziosi pure con Panorama all’epoca del “Più per Meno”. Il ricorso al tribunale amministrativo del Veneto è stato presentato giovedì dai legali di IperGara contro il Comune di Villorba, la Provincia, la Regione, ovvero gli enti seduti in conferenza di servizi, oltre naturalmente contro Re Development 1. È l’avvocato Franco Di Maria, legale di IperGara, a spiegare il nodo tecnico attorno a cui verte il ricorso: «Una norma transitoria della nuova legge regionale sul commercio prevede l’applicazione della vecchia legge numero 15 del 2004 per le procedure già avviate, come nel caso di Castrette. L’allegato B della vecchia legge sul commercio definisce la programmazione comunale e regionale degli spazi per le grandi strutture di vendita. Questo valore è uguale a zero metri quadrati», chiarisce l’avvocato Di Maria: «Com’è possibile, dunque, che la conferenza dei servizi abbia rilasciato l’autorizzazione per 10.700 metri quadri di struttura? La legge dovrebbe essere uguale per tutti». Quindi l’affondo: «Il centro commerciale è totalmente illegittimo: per questo abbiamo chiesto in via cautelare che il Tar ne imponga la chiusura». La prima udienza potrebbe celebrarsi già attorno alla metà di febbraio. Uno scontro giudiziario, certo, ma che sottende una difficilissima battaglia combattuta ogni giorno dai centri commerciali: quella per la sopravvivenza. È lo stesso avvocato Di Maria a chiarirlo: «L’apertura di un nuovo centro commerciale comporta una diminuzione di introiti per il Tiziano e in prospettiva, se la situazione non cambierà, non si esclude di dover ricorrere anche a licenziamenti. Non c’è spazio commerciale per tutte queste strutture».

Negli ultimi anni nell’hinterland del capoluogo le grandi strutture di vendita sono lievitate. C’era solo il Tiziano, nel tempo poi sono arrivati l’Emisfero a Silea, la Castellana e l’Alì a Paese, lo ZeroCenter a Zero Branco solo per citarne alcuni, oltre che il Panorama a Villorba, prima con il parco commerciale Villorba e poi con l’apertura a Castrette. E mentre i centri commerciali fioccavano, di pari passo avanzava la crisi. Proprio la difficile congiuntura degli ultimi anni ha reso ancor più cruenta la guerra che impone alle diverse direzioni delle strutture commerciali di affilare le armi contro i competitors. Armi non solo commerciali, che passano a esempio attraverso la scelta dei brand più in voga e la proposta di promozioni e offerte, ma anche legali, come nel caso del Tiziano contro il Panorama.

Rubina Bon

 

il precedente lungo la treviso-mare

Sette anni di ricorsi, il Roncade Outlet Gallery resta ancora senza autorizzazioni

È forse l’esempio più lampante delle conseguenze cui può portare la guerra tra centri commerciali. Parliamo dell’Arsenale Contemporary Shopping, meglio conosciuto con il vecchio nome di Roncade Outlet Gallery. Oggi è una cattedrale nel deserto lungo la Treviso-Mare: la struttura del Gruppo Basso è pronta da anni, ma a mancare sono le licenze commerciali finite dal 2006 sotto il fuoco incrociato dei concorrenti, tra cui proprio IperGara, il primo e più battagliero oppositore del tempio dello shopping di Roncade. Risale al 2007 il primo stop del Tar all’apertura. Il Consiglio di Stato un anno dopo aveva ribaltato il pronunciamento. Ma Iper Gara aveva presentato ancora ricorso. A settembre 2010, dopo che il Tar aveva dato l’ok, il secondo grado della giustizia amministrativa aveva annullato le autorizzazioni commerciali. Nell’ottobre del 2012, il consiglio regionale pareva aver sbloccato la questione. Il Gruppo Basso aveva ripresentato le carte in municipio a Roncade, ma a luglio 2013 il Tar, accogliendo un nuovo ricorso di IperGara, aveva annullato la proroga delle licenze.

(ru.b.)

 

Gazzettino – Le polemiche sui trasporti

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30

dic

2013

Quarto, sindaco contro la Regione  «Sui treni lacrime di coccodrillo»

«Lacrime di coccodrillo sui trasporti ferroviari»

«Da Zaia lacrime di coccodrillo». Non c’è il tempo di deporre le armi nella battaglia contro i disagi del nuovo orario cadenzato, nonostante il recente avvio di una fase di dialogo tra i sindaci e l’assessore regionale Renato Chisso nel tentativo di rispondere ad alcune richieste dei pendolari. Il sindaco di Quarto d’Altino Silvia Conte ora attacca Luca Zaia che nei giorni scorsi, a sua volta, aveva contestato a Trenitalia lo scaricabarile sulle colpe per i disservizi ferroviari.

«Chi guida una delle più importanti regioni d’Italia si assuma le proprie responsabilità – scrive la prima cittadina – È la Regione, nell’ambito del contratto di servizio con Trenitalia, che ha stabilito il nuovo orario, avvalendosi di un proprio consulente. È questione di competenza, non di presunta mancanza di autonomia: sul trasporto ferroviario le Regioni hanno competenza già da un decennio, e sistemi regionali efficienti e intermodali già sono stati avviati da tempo da Regioni come Lombardia e Toscana».

La lettera continua con un attacco diretto a Zaia. «Il presidente non caschi dalle nuvole: come sindaci insieme alle associazioni di pendolari già a maggio in audizione alla commissione consiliare Trasporti della Regione avevamo segnalato i rischi di disservizi che questa “rivoluzione” avrebbe comportato, con tagli a corse utilizzate da pendolari e turisti, preoccupazione condivisa anche dalle organizzazioni sindacali di categoria. Ancora a luglio e ad agosto assieme ai sindaci abbiamo rappresentato le nostre critiche in maniera costruttiva. Il 3 dicembre infine, non avendo avuto riscontro dalla Regione, abbiamo aderito alla manifestazione di protesta dei pendolari dalla stazione Santa Lucia fino a Palazzo Balbi”.

Conte chiede quindi un intervento: «Zaia e il suo assessore Chisso dimostrino ora nei fatti che hanno a cuore il trasporto pubblico, attivando competenze e destinando subito risorse adeguate nel bilancio regionale e cambiando metodo, coinvolgendo finalmente i soggetti interessati in un tavolo permanente della mobilità».

 

ODERZO – In stazione un albero di Natale con le richieste di nuove corse di treni

I pendolari si affidano all’abete

ODERZO – “Dateci più treni”. “+ treni, – Chisso”. “Deme el treno par tornar a casa!”. Questo il tenore dei messaggi natalizi lasciati come addobbi sull’albero di Natale comparso a inizio settimana in stazione a Oderzo, accanto alla biglietteria elettronica. La notizia era stata resa nota dall’emittente radiofonica Top Radio che si è presa a cuore la questione.

«In tanti non solo da Oderzo ma anche da Motta e da altri comuni -spiegano dall’emittente- ci segnalano disfunzioni e problemi ai treni. Basta andare in stazione e leggersi il tenore dei messaggi natalizi lasciati».

L’albero è comparso alla vigilia di Natale nell’atrio della stazione ferroviaria di Oderzo su iniziativa del comitato pendolari. È colmo di post-it con pensierini di Natale rivolti in particolare all’assessore Chisso. Tutti, in forma più o meno vivace, chiedono più corse sulla linea Treviso-Portogruaro. Presente pure il pensierino di un bambino che chiede un treno la sera affinché il papà torni un’ora prima. Un albero di Natale che arriva dopo l’introduzione dell’orario cadenzato che ha significato diversi disagi per tutti i pendolari dell’opitergino-mottense. Nei mesi scorsi raccolte firme e incontri tra sindaci per chiedere più treni. A Motta inoltre c’è il problema dei treni merci che transitano troppo veloci di notte: da qui la richiesta di barriere fonoassorbenti.

Quella dell’albero è l’ultima azione di protesta pacifica in ordine di tempo, relativa al nuovo orario. Nonostante la scomodità di alcuni orari, c’è chi sottolinea pure nuove possibilità.

«Con l’introduzione del nuovo orario -spiegano in Radio- a molti è sfuggito che sulla Treviso-Portogruaro, Trenitalia ha istituito due corse, una al mattino e una alla sera, in coincidenza con i Freccia Bianca per Milano e i Freccia Argento per Roma. Ad esempio se si parte da Motta col regionale delle 6.03, a Oderzo si transita alle 6.14 e si arriva a Treviso alle 6.45 dove si può optare o per il Freccia Bianca per Milano in partenza alle 7.12 e arrivo alle 9.55. O si può scegliere il Freccia Argento per Roma (arrivo a Treviso alle 6.56, Mestre 7.18) con fine corsa alle 11.10. Coincidenze anche al rientro».

Nei giorni scorsi sull’argomento incontro in Regione con gli amministratori di Oderzo, Motta, Ponte di Piave e San Biagio di Callalta.

(g.r.)

 

Gazzettino – Ferrovie. Nuovo orario cadenzato.

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21

dic

2013

«Perdo il lavoro per colpa del nuovo orario cadenzato»

Quarto d’Altino, fioccano le proteste dei pendolari. Gli studenti non riescono ad arrivare in tempo alle lezioni

QUARTO D’ALTINO – «Rischio di restare disoccupata a causa dell’orario cadenzato». A 6 giorni dall’avvio del nuovo orario è ancora caos. Oltre ai soliti ritardi e cancellazioni, a cui i pendolari della tratta Venezia-Portogruaro sono abituati, ora molte persone si trovano a dover stravolgere i loro ritmi di vita per riuscire ad arrivare in tempo al lavoro. Per qualcuno però servirebbe un miracolo, come Anna, che abita a Quarto d’Altino e lavora in un hotel a Venezia.

«Il mio treno dello 5.50 del mattino è stato cancellato nei giorni festivi e pre-festivi – segnala Anna al Comune di Quarto d’Altino – Ho parlato con il proprietario e la risposta è che rimarrò disoccupata».

Nella pagina Facebook del comitato pendolari fioccano le segnalazioni, e il comitato le raccoglie. «Continuiamo a ricevere lamentele – spiega il portavoce Luciano Ferro – Ieri, ad esempio, il treno delle 13.41 da Venezia aveva 36 minuti di ritardo e la stessa cosa è successa al treno delle 7.17 da Quarto. Anche gli studenti che devono andare a Venezia ora sono in grande difficoltà, con l’orario cadenzato sono costretti a cambiare a Mestre e non riescono più ad arrivare a scuola in tempo per l’inizio delle lezioni».

In una lettera inviata alla Regione, un pendolare che prende il treno da Carpenedo per andare in ufficio a Venezia racconta le peripezie quotidiane tra ritardi e coincidenze perse a causa delle numerose corse non più dirette ma con il cambio a Mestre. Mercoledì sera, durante l’incontro con i pendolari di Meolo, la sindaca di Quarto Silvia Conte ha annunciato l’intenzione di rivolgersi al Codacons per valutare se esistano i termini per un ricorso.

«Questo pseudo-orario cadenzato sulla linea Venezia – Trieste non è stato progettato tenendo conto delle necessità dell’utenza – attacca – Mi scrivono da altri comuni chiedendo di sollecitare i loro amministratori e io invito tutti i pendolari a segnalare via email all’indirizzo apposito della Regione i problemi riscontrati, mettendo magari in copia il loro sindaco».

Melody Fusaro

 

LA PROPOSTA – Aumentare le corse alla mattina e alla sera

LA LETTERA – Nuovo Sos degli utenti a sindaci e Trenitalia

Servizio penalizzato nelle ore di punta: «Le levatacce non ci salvano dai ritardi a scuola e in ufficio»

I pendolari: «Altri quattro treni»

Una lettera a Trenitalia e, per conoscenza, ai sindaci dei comuni di Oderzo, Motta di Livenza, Gorgo al Monticano, San Biagio di Callalta, Treviso. L’ha inviata il movimento dei pendolari «Oderzo si muove», per proporre e non solo per contestare. Il nuovo orario ferroviario cadenzato, entrato in vigore lo scorso lunedì, penalizza l’opitergino-mottense.

«I tagli del servizio mettono in crisi pendolari e utenti – scrive Oderzo si muove -. Lasciano scoperti buchi inspiegabili nell’orario costringendo i pendolari a levatacce mattutine e a lunghe attese per le coincidenze mal regolate. Noi paghiamo regolarmente il servizio e non abbiamo alternative. Il nuovo intervento ha reso le nuove corse improponibili per coloro che hanno vincoli sui tempi di arrivo. Ad aggravare la situazione si sommano gli innumerevoli ritardi che creano disagi e fanno perdere le già risicate coincidenze; il sovraffollamento dei treni che rende persino impossibile il controllo dei biglietti».

Il movimento dei pendolari non si limita alle critiche, bensì avanza delle proposte. In direzione Portogruaro-Oderzo-Treviso chiede l’inserimento tassativo di un treno alle 6.47 che permetta a studenti e lavoratori di arrivare a Treviso con un anticipo congruo rispetto all’inizio delle lezioni o all’attività lavorativa delle 8. Inserimento consigliabile di un treno alle 19.01 sempre in direzione del capoluogo. Per quanto riguarda la direzione Treviso-Oderzo-Portogruaro il movimento chiede l’inserimento di un convoglio in partenza da Treviso alle 6.56 per studenti e lavoratori diretti verso l’opitergino-mottense fino a Portogruaro. L’inserimento consigliabile di una corsa alle 14.31 per studenti e lavoratori. L’inserimento tassativo di un treno alle 18.31 da Treviso, utile a lavoratori e studenti, specie a chi rientra da Padova e Venezia. I pendolari sottolineano infine che dal 1° gennaio 2014 le tariffe aumenteranno, a fronte del peggioramento del servizio.

 

NUOVO ORARIO – I dati dell’assessore Bortolato illustrati nel consiglio comunale straordinario

IL SINDACO  «Le proteste dei pendolari? Una chiara speculazione»

Da 81 a 116 treni: disagi inspiegabili

VITA DURA – per chi è costretto a salire sul treno: eppure le corse giornaliere sono aumentate

Con l’entrata in vigore dell’orario cadenzato di Trenitalia, le fermate giornaliere dei treni alla stazione di Mogliano sono passate da 81 a 116. Un dato che contraddice quanto sostenuto in questi giorni dai pendolari che hanno accusato l’assessore regionale alla Mobilità, Renato Chisso, di aver aumentato i disservizi del trasporto ferroviario.

Dal dibattito dell’altra sera del Consiglio comunale (incentrato sull’interpellanza presentata dal gruppo “Mogliano Democratica” con Rita Fazzello e Mario Fenso) sono scaturite altre novità relativamente alle corse della tratta Treviso-Venezia. «Non c’è dubbio -ha precisato l’assessore Davide Bortolato- che si sono verificati disagi con l’introduzione dell’orario cadenzato, anche se non mancano i dati positivi. Nella fascia oraria di punta dalle 6.30 alle 8 le fermate da 8 sono diventate 14. Quelle dalle 13.30 alle 15.30 da 9 sono passate a 16. Lo stesso numero di fermate dalle 17.30 alle 19.30. Da rilevare che i treni con fermata a Mogliano dalle 7 alle 8, per i pendolari diretti o di ritorno da Venezia, disponevano di 2.700 posti. Con l’orario cadenzato i posti sono saliti a 4.700».

Il capogruppo di Mogliano Democratica, Rita Fazzello, ha fatto notare il “buco” di quasi due ore (dalle 8.54 alle 10.45) delle corse da Mogliano a Mestre-Venezia. La risposta dell’assessore Bortolato: «Come amministrazione ci siamo fatti carico delle richieste avanzate dai pendolari che presenteremo all’assessore regionale Chisso per gli opportuni aggiustamenti dell’orario cadenzato. La direzione di Trenitalia ci ha fornito una serie di dati relativi al rinnovo del parco dei treni ad accelerazione veloce. Ne sono stati acquistati 24 di nuovi per un costo di 254 milioni».

A proposito delle proteste dei pendolari, il sindaco Giovanni Azzolini ha parlato di una «chiara speculazione politica sul servizio ferroviario della Metropolitana di superficie».

Nello Duprè

 

Gazzettino – Baita, le inchieste non bloccano gli affari.

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8

ago

2013

Le societa’ che erano del manager finito in carcere in corsa per la Meolo-Jesolo: la Regione accelera l’iter

OSTACOLI – Il Pd: quella gara va sospesa

Le inchieste non bloccano le gare d’appalto. Così Adria Infrastrutture, una delle società finite nell’occhio del ciclone a marzo nell’ambito dell’inchiesta sulle attività dell’ex presidente della Mantovani Piergiorgio Baita, è pronta per la gara europea per aggiudicarsi la progettazione e la realizzazione della superstrada a pedaggio Meolo-Jesolo. La società, assieme al Consorzio Via del mare (diretta fino a maggio dallo stesso Baita) e alla spa Strade del mare, figura infatti come promotrice del progetto che, secondo le procedure del project financing, è stato messo a gara dalla Regione.
Il bando in questione è stato pubblicato nel sito di Palazzo Balbi e fino al 20 settembre prossimo i soggetti interessati potranno partecipare alla gara per la progettazione esecutiva e definitiva, la costruzione e la gestione della superstrada a pedaggio che, con una lunghezza di 18,6 chilometri, collegherà il casello di Meolo della Venezia-Trieste a Jesolo.
Un appalto che vale circa 200 milioni di euro ma che non costerà nulla alla Regione, che ancora nel 2009 aveva dichiarato il pubblico interesse per l’opera, che nel frattempo ha ottenuto l’ok del Cipe. Le tre società promotrici, che nel frattempo hanno visto respinto al Tar un ricorso presentato da Net Engineering e Autovie Venete che contestavano la procedura concorsuale per la scelta del soggetto promotore, una volta chiuso il bando di gara dovranno vedersela con il miglior concorrente. E potranno adeguare la loro offerta con diritto di prelazione in caso di parità di condizioni proposte.
Con il varo del bando di gara la Regione sembra premere decisamente l’acceleratore su un’opera definita a suo tempo strategica sia dal governatore Luca Zaia che dall’assessore alla Mobilità Renato Chisso: la superstrada del mare, che per i residenti dei Comuni attraversati sarà gratuita, servirà a decongestionare le vie d’accesso al litorale e fornirà a Jesolo un collegamento diretto all’autostrada.
Sull’opportunità di dare corso all’opera pesa però l’opposizione del Pd locale: il segretario della sezione di Meolo Giampiero Piovesan chiederà la sospensione della gara, a causa del ciclone giudiziario che ha riguardato due delle tre società promotrici. E lo stesso potrebbe fare un comitato civico che da tempo contesta la realizzazione dell’opera. Va detto che, proprio per evitare problemi, due degli inquisiti nell’inchiesta sui fondi “neri” della Mantovani, Piergiorgio Baita e Claudia Minutillo, sono stati surrogati dai vertici rispettivamente del Consorzio Via del mare e di Adria Infrastrutture. Se non ci saranno problemi, in autunno potrebbe esserci l’aggiudicazione della concessione e nel 2014 potrebbero cominciare i lavori, che in parte riguarderanno l’adeguamento di una strada esistente che porta alla rotatoria “Frova”, alle porte di Jesolo.

 

IL PROGETTO – Quasi 19 chilometri di strada a pedaggio

MEOLO La Regione pubblica la gara europea per l’asse con Jesolo

Via del Mare, c’è il bando

Il Pd annuncia battaglia: «Tra i proponenti Baita e Minutillo»

A sei anni dal bando per il progetto preliminare, dopo aver superato gli scogli delle autorizzazioni ministeriali e del Cipe e un ricorso al Tar, inizia la fase operativa della “Via del mare”. La Regione ha infatti pubblicato il bando di gara europeo per la costruzione e gestione in project financing della futura superstrada a pedaggio che collegherà il nuovo casello di Meolo-Roncade della A4 con Jesolo.
Sarà una sorta di prolungamento dell’autostrada verso il litorale, con una lunghezza complessiva di 18,6 chilometri a due corsie per senso di marcia, a percorrenza veloce, con quattro svincoli lungo il tragitto e un sistema di esazione del pedaggio attraverso postazioni telematiche. Per oltre 10 chilometri, la “Via del mare” verrà realizzata sul tracciato dell’attuale Treviso-mare, e questo ha già fatto sollevare numerose proteste di cittadini e imprenditori della zona, poiché verrà eliminata una strada regionale libera per costruire una superstrada a pagamento, anche se è previsto che i residenti dei Comuni interessati dalla nuova arteria siano esentati dal pedaggio (e cioé Roncade, Meolo, Musile, San Donà, Fossalta di Piave, Eraclea, Jesolo, Cavallino-Treporti, con possibilità di estendere l’esenzione anche a Treviso, San Biagio di Callalta e Silea).
Il Pd di Meolo si è da sempre opposto al progetto ed ora, con la pubblicazione del bando di gara che scadrà il 20 settembre prossimo, annuncia battaglia: «Siamo disposti anche a fare le barricate» attacca Giampiero Piovesan, segretario del Pd locale, fiducioso che ci sia ancora spazio di manovra per bloccare il progetto. La costruzione della “Via del mare” costerà oltre 200 milioni e 750mila euro, in base al progetto preliminare realizzato dal gruppo di società che aveva vinto la selezione nel 2007, bandita dalla Regione. Era la stessa cordata di società che poco prima aveva lanciato l’idea, proponendosi per realizzare una superstrada a pedaggio in project financing. Un progetto piaciuto fin da subito all’assessore regionale alla mobilità Renato Chisso, che l’ha sempre fortemente sostenuto. A siglare la convenzione con la Regione ed a presentare nel 2012 il progetto preliminare erano stati Claudia Minutillo per “Adria Infrastrutture”, Piergiorgio Baita per “Consorzio Vie del mare” (entrambi si sono ora dimessi dalle rispettive cariche) e Bruno Beghello per “Strada del mare”. L’inchiesta della Procura su frodi fiscali e costituzione di fondi neri, nel marzo scorso, ha coinvolto e fatto finire in carcere Minutillo e Baita, ma il progetto della “Via del mare” non si è fermato. Nel bando di gara per la realizzazione dell’opera, pubblicato nei giorni scorsi, è stato fissato il diritto di prelazione da parte del gruppo di imprese che ha redatto il progetto preliminare: se qualche società farà un’offerta migliore, il gruppo potrà adeguare la sua proposta ed ottenere l’appalto. Il Pd di Meolo ha già annunciato che chiederà la sospensione del bando, visti i guai giudiziari che hanno interessato le società della nuova superstrada.

 

LA SUPERSTRADA a pagamento collegherà il casello di Roncade-Meolo con Jesolo

Via del mare più vicina: la Regione apre la gara

A sei anni dal bando per il progetto preliminare, dopo aver superato gli scogli delle autorizzazioni ministeriali e del Cipe e un ricorso al Tar, inizia la fase operativa della “Via del mare”. La Regione ha infatti pubblicato il bando di gara europeo per la costruzione e gestione in project financing della futura superstrada a pedaggio che collegherà il nuovo casello di Meolo-Roncade della A4 con Jesolo.
Sarà una sorta di prolungamento dell’autostrada verso il litorale, con una lunghezza complessiva di 18,6 chilometri a due corsie per senso di marcia, a percorrenza veloce, con quattro svincoli lungo il tragitto e un sistema di esazione del pedaggio attraverso postazioni telematiche. Per oltre 10 chilometri, la “Via del mare” verrà realizzata sul tracciato dell’attuale Treviso-mare, e questo ha già fatto sollevare numerose proteste di cittadini e imprenditori della zona, poiché verrà eliminata una strada regionale libera per costruire una superstrada a pagamento, anche se è previsto che i residenti dei Comuni interessati dalla nuova arteria siano esentati dal pedaggio (e cioé Roncade, Meolo, Musile, San Donà, Fossalta di Piave, Eraclea, Jesolo, Cavallino-Treporti, con possibilità di estendere l’esenzione anche a Treviso, San Biagio di Callalta e Silea).
La costruzione della «Via del mare» costerà oltre 200 milioni e 750mila euro, in base al progetto preliminare realizzato dal gruppo di società che aveva vinto la selezione nel 2007, bandita dalla Regione. Era la stessa cordata di società che poco prima aveva lanciato l’idea, proponendosi per realizzare una superstrada a pedaggio in project financing. A siglare la convenzione con la Regione e a presentare nel 2012 il progetto preliminare erano stati Claudia Minutillo per «Adria Infrastrutture», Piergiorgio Baita per «Consorzio Vie del mare» e Bruno Beghello per «Strada del mare». L’inchiesta della Procura su frodi fiscali e costituzione di fondi neri, nel marzo scorso, ha coinvolto e fatto finire in carcere i dirigenti di due delle tre società, Minutillo e Baita. Ma il progetto di «Via del mare» non si è fermato. Nel bando di gara per la realizzazione dell’opera, pubblicato nei giorni scorsi, è stato fissato il diritto di prelazione da parte del gruppo di imprese che ha redatto il progetto preliminare: se qualche società farà un’offerta maggiore, il gruppo potrà adeguare la sua proposta ed ottenere l’appalto.

Fulvio Fenzo

 

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