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SAN STINO – Marzo da record per la piattaforma logistica. Con 45mila tonnellate di merci scambiate, l’interporto sanstinese dell’Mvo (Magazzino veneto orientale) e la Rail Cargo Group delle Ferrovie austriache, ha stabilito il primato da quando ha iniziato ad operare nel 2003. Dopo la crisi del 2012, già nel 2013 la piattaforma con una media di 30mila tonnellate mensili e due treni merci al giorno in entrata e uscita, era tornata a buoni livelli. Ora si viaggia a una media di tre treni multicliente chattel via Villach (andata e ritorno) al giorno. Le merci vengono scaricate e distribuite in tutta Italia, isole comprese.

«A parte il record di marzo – spiega Roberto Dal Mas, direttore della struttura – dall’inizio dell’anno abbiamo avuto un incremento del 10%. Segno che l’economia si sta muovendo bene sia in in import che in export». La piattaforma logistica di San Stino si sviluppa in un’area di 130mila metri quadri con due capannoni da 24mila metri quadri, 3 chilometri di binari, ed è dotata di una serie di moderni carriponte.

Ma alcune nubi si stanno profilando: tra Mestre e Portogruaro, a fine giugno chiudono le due ultime stazioni. Con San Donà chiude anche la stazione di San Stino (non ci saranno più capistazione e deviatori) e quindi Rfi non potrà più garantire le manovre con personale in loco: tutto dovrebbe essere telecomandato dalla centrale di Mestre. A San Stino la mancanza del capostazione e del manovratore potrebbe limitare l’operatività della struttura logistica. A preoccuparsi sono soprattutto i sindacati, Orsa in particolare.

(m.mar)

 

I comitati dei pendolari e gli amministratori comunali hanno incontrato il direttore Baggio

Conte e Follini contro l’assessore Donazzan: «Aveva organizzato l’incontro, assenza inspiegabile»

QUARTO D’ALTINO – Circolerà anche il sabato e la domenica, a partire dal 18 maggio, il treno dei pendolari numero 10.000 delle 4.13 da Portogruaro con arrivo a Venezia alle 5.25 e per esigenze di rotazione, orario incrementato al sabato e alla domenica, anche per il treno da Venezia delle 6.11 con arrivo a Portogruaro alle 7.23.

Sono i risultati annunciati ieri durante un incontro tra il direttore Trenitalia Passeggeri Veneto, Tiziano Baggio, i comitati pendolari e rappresentati da Luciano Ferro e Nicola Nucera e gli amministratori della tratta: presenti il sindaco di Quarto, Silvia Conte, l’assessore Francesca Zottis di San Donà e il sindaco di Marcon Andrea Follini, il vicesindaco di San Stino, Mauro Marchiori e il consigliera di Roncade, Vivienne Moro.

Ma ci sono state polemiche per l’assenza dell’assessore regionale Elena Donazzan. Un’assenza che ha indispettito tutti soprattutto perchè la Regione era l’organizzatrice dell’evento: «Dipiace un sacco per quest’assenza», commenta Conte, «l’assessore si è scusata, ma l’interlocutore politico è fondamentale per decidere le priorità. Se anche sotto il profilo tecnico sappiamo che le nostre proposte sono possibili, è necessaria la volontà politica della Regione di attuarle. È evidente che la Regione è in difficoltà, perché in scadenza e perché non riesce a chiudere il bilancio. È difficile che possano impegnarsi, sarà la nuova giunta a farlo e per questo spero in un ampio rinnovamento».

E ancora: «Siamo tornati all’attacco sul treno di mezzanotte di ritorno da Venezia, soppresso senza motivo, sappiamo che può essere ripristinato, ma si tratta di destinazione delle risorse, per questo ribadisco che serve la politica, è dalla primavera 2013 che lo diciamo, per fortuna le nostre battaglie sono servite a migliorare le cose».

Perplesso anche il sindaco Follini che sulla sua pagina Facebook ha postato l’assenza di Donazzan, sottolineando che la promotrice dell’incontro era proprio lei. «È stato un incontro molto positivo per l’apertura di Trenitalia Veneto su una richiesta importante quale il treno della mattina che serve non solo i pendolari, ma anche chi deve prendere le Frecce o treni di lunga percorrenza a Venezia», spiegano gli amministratori del Veneto Orientale, «inoltre per la prima volta da molto tempo si è discusso nel dettaglio di richieste del comitato pendolari».

Tra i temi oggetto di dibattito, la modifica dell’orario del treno delle 22.41 da Venezia, ripristinandolo in orario più tardo. «I lavoratori della Fenice o degli esercizi commerciali», aggiungono, «richiedono il ripristino del treno delle 22.57 o, cadenzandolo, delle 23.11».

È stato richiesto anche che il treno da Portogruaro delle 5.06, utilizzato soprattutto dai turisti, circoli il sabato e la domenica e nei mesi estivi. «È positivo che ci sia stata disponibilità a nuovi incontri per valutare il trasporto di bici sui treni, nonché una valutazione tecnica e una proposta alla parte politica in merito agli investimenti», concludono gli amministratori.

Marta Artico

 

QUARTO D’ALTINO – Il ripristino di alcune corse nel fine settimana e la promessa di una nuova stagione di dialogo. Si è concluso con qualche piccolo passo in avanti l’incontro convocato dal nuovo direttore passeggeri di Trenitalia, Tiziano Baggio, che ieri ha ricevuto i sindaci e i comitati dei pendolari della tratta Venezia-Trieste. Tra i presenti, Nicola Nucera e Luciano Ferro, per i comitati del Veneto Orientale e di Quarto d’Altino, i sindaci di Quarto e Marcon, Silvia Conte e Andrea Follini, l’assessore Francesca Zottis di San Donà, il vicesindaco di San Stino Mauro Marchiori e la consigliera di Roncade, Vivienne Moro. Assente però l’assessore regionale Elena Donazzan.

Circolerà quindi anche il sabato e la domenica, a partire dal 18 maggio, il treno delle 4,13 da Portogruaro con arrivo a Venezia alle 5,25. E sarà incrementato l’orario anche per il treno da Venezia delle 6,11 con arrivo a Portogruaro alle 7,23. Altre risposte potrebbero arrivare entro qualche settimana sul problema del “vuoto” in pausa pranzo e sui treni (alcuni con oltre 150 passeggeri) che spariscono durante le vacanze.

«Finora il percorso non è stato condiviso con gli utenti e i sindaci – commenta Silvia Conte – Ma il nuovo direttore ci ha dato la sua disponibilità. Abbiamo chiesto a Trenitalia di programmare nuovi modelli di esercizio con i gestori degli autobus e di affrontare il tema del biglietto unico, perché ci sono fondi fermi che non sono ancori stati usati».

(m.fus.)

 

Ripristinate tutte le corse della Portogruaro-Mestre cancellate per le festività

SAN DONÀ – Tornano a circolare da oggi i “Regionali lenti” Portogruaro-Mestre, che anche quest’anno sono stati soppressi nel periodo delle vacanze scolastiche natalizie. Una riduzione del servizio contestata dai pendolari, che hanno sempre sottolineato come i lavoratori non vadano in vacanza come gli studenti. Con il risultato che molti turnisti, specie quelli che iniziano a lavorare di mattina presto, in queste settimane di festa sono stati costretti a recarsi al lavoro in auto.

Da oggi, dunque, tutti i treni Portogruaro-Mestre tornano a circolare, aggiungendosi ai Regionali Veloci Trieste-Venezia e ai “Regionali Lenti” Portogruaro- Venezia. Ma il problema è destinato a ripresentarsi presto: i Portogruaro-Mestre saranno nuovamente soppressi nel periodo pasquale (dal 2 al 7 aprile) e quindi durante le vacanze scolastiche estive.

Ma da tempo i Comitati pendolari e Legambiente contestano anche il fatto che questi collegamenti siano limitati a Mestre, dove sono attestati sullo scomodo “Binario Giardino”.

«Per giungere a questo binario è necessario camminare qualche minuto, ma il percorso non prevede tettoia né indicazioni adeguate», si legge nel rapporto Pendolaria Veneto di Legambiente, «Una volta giunti sul marciapiede non esiste pensilina, né panchine, né quadri orari cartacei. Inoltre spesso i pendolari sono costretti a corse proibitive o all’attraversamento dei binari per rincorrere treni che proseguono per Venezia. La situazione non è sostenibile ancora a lungo. Non è possibile che i collegamenti metropolitani si fermino a Mestre, quando Venezia rappresenta un importante bacino di utenza e destinazione lavorativa per molti».

Intanto nei giorni scorsi Rete Ferroviaria Italiana ha comunicato il completamento della seconda fase degli interventi di ammodernamento tecnologico del nodo di Venezia. I lavori hanno riguardato soprattutto la tratta Mestre-San Donà e, in particolare, proprio la fermata di San Donà, dove è stato realizzato un nuovo apparato (denominato Acei) che permetterà nella stazione una migliore gestione del transito dei treni e delle situazioni di criticità. Di un impianto analogo sarà dotata anche la stazione di San Stino. È pure stato realizzato il completo rinnovo del sistema che regola il distanziamento dei treni.

Giovanni Monforte

 

TERZA CORSIA DELL’A4 – Vertice tra il commissario Serracchiani e i sindaci del Veneto orientale

Entro il 2022 l’opera idraulica tra Fossalta di Portogruaro e Annone

La terza corsia tra San Donà e Portogruaro rinviata al 2031, come i nuovi caselli di San Stino e Bibione, ma le opere di mitigazione ambientale, in particolare il famoso canale di gronda tra Fossalta di Portogruaro e Annone Veneto, saranno realizzate certamente per il 2022.

Regolarmente completata, entro il 2017, la terza corsia tra Gonars e Alvisopoli, ed entro il 2022 l’ampliamento si estenderà tra Alvisopoli e Portogruaro e tra Gonars e Palmanova. Data entro cui saranno ampliati anche i parcheggi per camion dell’area di servizio Fratta (sia a nord dell’A4 in territorio di Teglio Venato fino a 100 stalli sia a sud verso Fossalta per 40 stalli).

Dopo una sospensione “tecnica” dei lavori per tre anni, fino al 2025, ovvero fino all’estinzione dei mutui contratti, i lavori riprenderanno per completare l’ampliamento con la terza corsia, entro il 2031, anche tra Portogruaro e San Donà.

In teoria anche il nuovo casello di Bibione e lo spostamento di quello di San Stino, dovrebbero essere realizzati entro il 2031, ma essendo lavori scorporati dalla terza corsia, non è stata data assicurazione che verranno realizzati.

C’erano praticamente tutti i sindaci interessati del Veneto Orientale (Codognotto di San Michele, Cappelletto di San Stino, Sidran di Fossalta, Gasparotto di Gruaro, Tamai di Teglio, Falcomer di Cinto, Toffolon di Annone e l’assessore Bellotto di Portogruaro) all’incontro di Udine con il Commissario per l’emergenza in A4 Debora Serracchiani, l’ad di Autovie Venete Maurizio Castagna e il direttore operativo Enrico Razzini.

Il “nuovo corso” dell’opera (i 4 lotti inizialmente previsti sono stati suddivisi in più sublotti sia per facilitare il reperimento delle risorse, sia per consentire un celere avvio dei lavori), peraltro ancora da definire nei dettagli, aveva scatenato la preoccupazione dei sindaci del Veneto Orientale che temevano uno slittamento degli interventi previsti.

Massima era la preoccupazione per il canale di gronda (un sistema di raccolta delle acque), opera ritenuta indispensabile per la tutela del territorio dagli allagamenti. «Dei tre canali di gronda previsti – ha spiegato l’amministratore delegato Castagna – due sono compresi nel primo stralcio del secondo lotto (Portogruaro-Alvisopoli), mentre il terzo (compreso fra i corsi d’acqua Fosson e Loncon, nei comuni di San Stino e Annone) – che rientra nel terzo stralcio del secondo lotto, avendo le caratteristiche di opera di pubblica utilità, potrà essere realizzato in anticipo rispetto ai lavori di tutto il tratto».

Da parte sua la Serracchiani ha assicurato «massima disponibilità a incontrare i sindaci ogni qualvolta ci siano dei problemi». I sindaci, hanno ricevuto assicurazioni anche sull’installazione delle barriere fono-assorbenti già pianificate.

 

L’IRA DI CODOGNOTTO

Ma per Bibione il casello resta un sogno

SAN MICHELE – L’incontro è stato cordialissimo, ma sul rinvio a futura memoria del casello di Bibione il sindaco di San Michele Pasqualino Codognotto, spalleggiato dal collega di Fossalta Noel Sidran e dall’assessore di Portogruaro Paolo Bellotto, non è riuscito trattenere la protesta. «Non solo la realizzazione del casello è stata rinviata al 2031 – protesta Codognotto -, ma ne è stato previsto un forte ridimensionamento. Porterò la questione in Consiglio comunale e solleciterò alla mobilitazione le categorie economiche». Preoccupati anche il sindaco Sidran e l’assessore Bellotto per il futuro sviluppo dell’Eastgate Park. Ed è qui il punto: quando alla fine degli anni ’90 Anas contestò la realizzazione del casello di Alvisopoli vista la realizzazione della tangenziale di Portogruaro, Autovie Venete, su pressione di Renato Chisso, riuscì a portare a casa il sì al casello, proprio in prospettiva dell’area di logistica tra Fossalta e Portogruaro.

(m.mar.)

 

 

Gazzettino – L’ira dei sindaci sale sui treni

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1

nov

2014

I primi cittadini della Portogruaro-Venezia in Regione, ma l’assessore non c’è

C’erano tutti, tecnici regionali e dirigenti di Trenitalia, con i Comitati pendolari e i sindaci di tutti i Comuni interessati, per discutere i problemi dei treni dei pendolari. Mancava l’assessore regionale, Elena Donazzan. E così ai sindaci non è rimasto che protestare.

 

IL VERTICE – Fronte compatto: «I problemi dell’orario cadenzato si aggiustano solo investendo»

Treni, domande senza risposte

Sindaci e assessori della linea Portogruaro-Venezia all’incontro in Regione. Ma la Donazzan non c’è

Ormai è una corsa contro il tempo quella dei sindaci della tratta Venezia-Portogruaro per riuscire a portare a casa, prima delle prossime elezioni regionali, qualche soluzione ai problemi che affliggono i pendolari dall’entrata in vigore dell’orario cadenzato.

Quasi due ore di incontro ieri mattina a Palazzo Linetti tra i tecnici regionali della direzione Mobilità e un dirigente di Trenitalia. Comitati pendolari, sindaci e assessori ai Trasporti dei comuni coinvolti (Quarto D’Altino, Marcon, Roncade, Casale sul Sile, Meolo, San Donà di Piave, San Stino di Livenza, Portogruaro e Fossalta di Portogruaro) se ne sono usciti con i dati delle frequentazioni ferroviarie sotto il braccio scuotendo la testa: all’incontro mancava quel tanto richiesto interlocutore politico nonostante la recente assegnazione delle deleghe ai Trasporti all’assessore Elena Donazzan.

I dati resi pubblici ai primi cittadini sono quelli delle linee ferroviarie del 2013 e 2014, il rapporto della puntualità e le rilevazioni grafiche delle frequentazioni, prima e dopo le modifiche dell’orario cadenzato. «Il problema è puramente politico – spiega il sindaco di Marcon Andrea Follini – ma la politica non era presente all’incontro. I disagi annunciati dai pendolari continuano, le corse che saltano al mattino e alla sera, quelle cancellate al sabato e alla domenica mettendo in difficoltà i lavoratori pendolari del week-end».

«I dati delle frequentazioni li avevamo richiesti mesi fa – ribadisce Silvia Conte, sindaco di Quarto D’Altino – per poter fare dei confronti con quanto affermato dai pendolari. La scelta di investire oltre il fondo nazionale deve esser assunta dalla politica, come avviene in altre regioni.» Un finanziamento regionale al servizio pubblico ferroviario potrebbe presto arrivare, se inserito nel prossimo assestamento del bilancio. Al confronto ieri, c’era anche il consigliere regionale Bruno Pigozzo (Pd). «Ho intenzione di richiedere la quantificazione economica delle risorse disponibili – spiega il consigliere – così che si possa inserire nell’assestamento qualche risorsa in più, una promessa che già aveva fatto Chisso». Ad oggi però, i sindaci sono ben lontani dall’aver risposte rassicuranti ai disagi. «Nei dati mancano le frequentazioni estive del 2014, attendiamo di vedere anche quelli -. aggiunge l’assessore ai Trasporti di Portogruaro Patrizia Daneluzzo – Per quanto ci riguarda i disagi li sentiamo meno nella linea “Portogruaro-Venezia” ma sono più critici in quella “Treviso-Portogruaro”».

Nessuno cita la «carta di intenti» annunciata alcuni giorni fa dopo l’incontro tra Zaia e l’Ad di Trenitalia Vincenzo Soprano che dovrebbe «aggiustare» molte delle variazioni problematiche dell’orario cadenzato. Il pensiero dei primi cittadini di «Venezia-Portogruaro» è che gli «aggiustamenti tecnici» ventilati ieri (dalla Regione) e verificati (da Trenitalia) siano solo una toppa ad uno strappo talmente ampio che solo un cospicuo contributo può ricucire. «Se c’è l’interesse della Regione ad un investimento sul servizio – aggiunge Francesca Zotti, assessore ai Trasporti e Mobilità del Comune di San Donà – lo scopriremo tra un mese, con l’assestamento di bilancio».

 

FOLLINI (MARCON) – I disagi continuano e le corse saltano

I PENDOLARI «Alla mattina presto e di sera i problemi restano rilevanti»

Ritardi, tagli notturni, al sabato, nei giorni festivi ed estivi. Tra i disagi che i pendolari della tratta Venezia-Portogruaro continuano a segnalare, c’è il problema dei due autobus notturni che hanno sostituito i treni che partivano da Venezia alle 23.05 e 00.20. «Gli utenti continuano a segnalarci che gli autobus da Venezia a Portogruaro non sono sufficienti a contenerli tutti – racconta l’assessore ai Trasporti di Portogruaro Patrizia Daneluzzo – sarebbe quindi importante reintegrare quel servizio ferroviario». Ad una prima occhiata, ai dati delle frequentazioni delle linee ferroviarie 2013 e 2014, i Comitati di Quarto D’Altino e Veneto Orientale storcono il naso. «I dati regionali sono attendibili – spiega Nicola Nucera, incaricato del confronto tra i dati segnalati dagli utenti e quelli forniti dalla Regione – però poco conta che i treni in ritardo di oltre quindici minuti siano pochi, se poi si tratta di treni di punta che contengono centinaia di lavoratori».

I comitati hanno guardato con attenzione le linee cancellate. «Quelle estive e festive, ritenute non scolastiche – aggiungono Marco Natella e Gianni Foffano – ma non per questo il lavoro e i lavoratori si fermano!» «Un esempio – aggiunge Nucera – riportato dai dati regionali, è quello del treno 11102 che da Portogruaro arriva a Mestre alle 6.04 e trasporta, in media, 200 persone. Questo treno dopo l’entrata in vigore del cadenzato è stato soppresso da giugno a settembre, al sabato e durante tutte le festività, ma prima, tra sabato e domenica, veniva preso stabilmente da una sessantina di lavoratori. Ora come fanno?» Tra le preoccupazioni e disagi dei lavoratori pendolari ci sarebbero infatti quelle linee che da Portogruaro giungono a Venezia e Mestre prima delle 7.30 ma, dopo l’orario cadenzato, sono sparite nei fine settimana e nei giorni festivi. Tagli che hanno conseguentemente portato un sovraffollamento nelle altre corse, soprattutto nelle giornate turisticamente più appetibili in laguna.

 

AUTOSTRADA A4 – Terza corsia, slitta al 2031 il tratto S.Donà-Portogruaro

Autovie, causa mancanza di fondi, ha deciso il rinvio al 2031 della terza corsia dell’A4 nel tratto San Donà – Fossalta di Portogruaro. Ampliamento, invece, entro il 2022, per il tratto Fossalta-Palmanova.

Autovie a corto di fondi, slitta il tratto San Donà- Fossalta di Portogruaro

Rinviata al 2031 la realizzazione della terza corsia dell’A4 nel tratto San Donà – Fossalta di Portogruaro. Ampliamento, invece, prioritario, entro il 2022, per il tratto Fossalta di Portogruaro – Palmanova. L’A4 nel Veneto orientale è destinate a rimanere un collo di bottiglia per almeno altri tre lustri. Tempi biblici anche per le opere complementari idrauliche collegate, come il canale di scolo a Nord dell’infrastruttura che avrebbe dovuto ovviare ai periodici allagamenti dovuti dalla barriera costituita dalla massicciata autostradale. Sospesi sia lo spostamento del casello di San Stino che il nuovo casello di San Michele/Bibione, che pur situato in corrispondenza del tratto prioritario è considerata opera funzionale da realizzare in un secondo tempo.

L’amministratore delegato di Autovie, Maurizio Castagna, all’assemblea di bilancio di venerdì, ha dovuto prendere atto che i tempi duri continuano ed è quindi necessario posticipare al 2031 gli interventi «non prioritari». E questo nonostante per la prima volta dall’inizio della crisi il traffico sia aumentato in modo seppur lieve (0,5% quello leggero e + 1,6% quello pesante per un incremento complessivo di + 0,8%) e gli aumenti dei pedaggi, componente principale dei ricavi, abbiano fatti lievitare la cifra dell’esercizio, da luglio 2013 a giugno 2014, a 180 milioni di euro, con un incremento di 16 milioni e un utile netto di 21.1 milioni. Rispetto al Piano finanziario, già limato lo scorso giugno di 44 milioni di euro, il Governo ha chiesto ulteriori tagli, in considerazione anche che i futuri aumenti tariffari dei pedaggi, inizialmente previsti al ritmo del 6%, non potranno superare il valore dell’inflazione (previsto attorno all’1.5 %). È stato così necessario, ha spiegato Castagna, dividere l’intervento complessivo in due blocchi: quello prioritario, da realizzare entro il 31 dicembre 2022, e l’altro, tra cui quello che interessa il Veneto orientale, da realizzare tra il 1. luglio 2022 e il 30 giugno 2031. Per un costo totale dell’opera che sarà di 1.428 milioni, di cui 558 milioni già spesi, con un risparmio di 259 milioni rispetto al piano del 2009.

«Mi pare che Autovie – commenta e Lucio Leonardelli, ex vicepresidente della società – abbia impostato un piano realisticamente fattibile alla luce della situazione economica attuale e dei criteri che sono stati indicati dal governo. È da sperare che sul fronte Veneto ci sia un’opportuna verifica affinché vengano realizzate le opere previste».

Maurizio Marcon

 

QUARTO D’ALTINO – La richiesta dei sindaci della tratta Venezia-Portogruaro è stata accolta e il tavolo di confronto sull’orario cadenzato può ripartire.
Dopo la lettera inviata dai Comuni al presidente della Regione Luca Zaia, è arrivata la convocazione per il 31 ottobre. Si parlerà delle «problematiche» dell’orario cadenzato, che il 15 dicembre compie un anno e che non piace ai comitati dei pendolari. I sindaci chiederanno ancora una volta la pubblicazione dei dati sulle frequentazioni delle corse sulla tratta «prima» e «dopo» l’entrata in vigore del nuovo orario, porteranno l’elenco dei disservizi, con le cancellazioni e i ritardi, elencati puntualmente dai pendolari.
Con molta probabilità chiederanno risposte sul problema dei «buchi» in alcuni orari, che non rendono realmente cadenzato il servizio, e sui tagli delle corse nei fine settimana e nei mesi estivi. Il Comune di Quarto presenterà anche i risultati dell’indagine condotta sul proprio territorio, dalla quale risulterebbe che più della metà degli intervistati ritiene che con l’entrata in vigore dell’orario cadenzato il trasporto pubblico locale sia peggiorato. In Regione quindi, il 31 ottobre, saranno attesi i sindaci di Quarto d’Altino, Marcon, Roncade, Casale Sul Sile, Meolo, San Donà di Piave, San Stino di Livenza, Portogruaro e Fossalta di Portogruaro.

(m.fus.)

 

Parte da Quarto la protesta dei primi cittadini della linea Venezia-Portogruaro

Chiedono al governatore un riscontro alle tante proposte lanciate dai comitati

QUARTO – Il tempo passa inesorabile e manca ormai sempre meno al 14 dicembre, data in cui entrerà in vigore l’orario ferroviario invernale. Per questo i sindaci dei Comuni interessati dalla tratta Venezia-Portogruaro hanno scritto al governatore Zaia, sollecitando la richiesta di un incontro per avere risposta alle tante questioni aperte riguardo all’introduzione dell’orario cadenzato. La lettera è stata sottoscritta da ben nove sindaci. Oltre a Silvia Conte di Quarto, hanno apposto la loro firma Andrea Follini (Marcon), Loretta Aliprandi (Meolo), Andrea Cereser (San Donà), Matteo Cappelletto (San Stino), Antonio Bertoncello (Portogruaro), Natale Sidran (Fossalta di Portogruaro), nonché i sindaci trevigiani di Roncade, Pieranna Zottarelli, e Casale sul Sile, Stefano Giuliato. Nella lettera i Comuni ribadiscono la richiesta di avere da Trenitalia i dati sulla frequentazione dei convogli prima e dopo l’entrata in vigore del cadenzamento. Ma, soprattutto, chiedono di avere un riscontro alla proposta di orario cadenzato trasmessa alla Regione nell’agosto dello scorso anno come base per avviare una verifica di un modello di servizio più efficiente. «A oggi l’orario cadenzato presenta diverse criticità, come segnalato in varie occasioni con i rappresentanti dei pendolari e ribadito anche dal Consiglio comunale di Quarto con un ordine del giorno approvato lo scorso 23 luglio», spiega Silvia Conte, «l’orario cadenzato, infatti, non copre in modo equo e completo né l’arco della giornata, né tutti i giorni dell’anno, né tutto il territorio regionale. Questo emerge anche da un’indagine conoscitiva condotta dal Comune di Quarto sul proprio territorio, dalla quale risulta che più della metà degli intervistati (il 53,2% per la precisione) ritiene che con l’entrata in vigore dell’orario cadenzato il trasporto pubblico locale sia peggiorato». Nella lettera i sindaci sottolineano al governatore Zaia la necessità per i Comuni e per i comitati pendolari di avere un interlocutore politico con cui rapportarsi. All’ultimo incontro, che risale allo scorso 28 luglio, Zaia non era seduto al tavolo e a rappresentare la Regione c’erano solo i tecnici. Infine, i Comuni chiedono «l’avvio di un tavolo permanente della mobilità che coinvolga le amministrazioni pubbliche e i rappresentanti dei pendolari, anche in vista della nuova gara per l’affidamento del trasporto pubblico locale per i prossimi anni». Nei giorni scorsi anche il Tavolo dei Pendolari, che riunisce i vari comitati esistenti in Veneto, ha sollecitato un incontro con Zaia.

Giovanni Monforte

 

Gazzettino – Ferrovie “Orario cadenzato, troppi disagi”

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10

ott

2014

FERROVIE – I sindaci dei Comuni interessati chiedono un incontro con Zaia

PENDOLARI – Ancora disagi con l’orario cadenzato dei treni

«A quasi un anno dall’avvio dell’orario cadenzato, i disagi sono ancora troppi. Abbiamo bisogno di un interlocutore politico». Nell’ultimo tavolo di luglio si sono presentati solo i tecnici e ora i sindaci dei comuni della tratta ferroviaria Venezia Portogruaro chiedono di nuovo un incontro al presidente della Regione, Luca Zaia.
Da tempo infatti sollecitano la pubblicazione dei dati sulle frequentazioni delle corse sulla tratta «prima» e «dopo» l’entrata in vigore del nuovo orario, avviato lo scorso 15 dicembre. I sindaci inoltre attendono un riscontro alla proposta di orario ferroviario cadenzato presentata in Regione nell’agosto del 2013. Una proposta che, a loro avviso, potrebbe rendere più efficiente il servizio.
«Ad oggi – spiega la Sindaca di Quarto d’Altino, Silvia Conte – come segnalato in diverse occasioni con i rappresentanti dei pendolari e ribadito anche dal consiglio comunale di Quarto d’Altino con un ordine del giorno, l’orario cadenzato presenta diverse criticità: non copre in modo equo e completo né l’arco della giornata, né tutti i giorni dell’anno, né tutto il territorio regionale. Questo emerge anche da un’indagine conoscitiva condotta dal Comune di Quarto sul proprio territorio, dalla quale risulta che più della metà degli intervistati ritiene che con l’entrata in vigore dell’orario cadenzato il trasporto pubblico locale sia peggiorato.» La lettera, inviata a Zaia, è stata sottoscritta dai sindaci di Quarto d’Altino, Marcon, Roncade, Casale Sul Sile, Meolo, San Donà di Piave, San Stino di Livenza, Portogruaro e Fossalta di Portogruaro. Tra le richieste, anche l’avvio di un tavolo permanente della mobilità che coinvolga le amministrazioni pubbliche e i rappresentanti dei pendolari.

 

Caos in stazione

Treno cancellato corriera in ritardo: la rabbia sul web

MONTEBELLUNA – (L.Bon) Salta il treno e la corriera è in ritardo: caos in stazione. Ennesima mattinata da incubo, ieri, per i pendolari sulla linea Calalzo Padova. Il treno delle 8.16, infatti, è stato soppresso, fra le proteste di chi doveva raggiungere le stazioni di Castelfranco e Padova. Agli utenti è stato assicurato, come spesso accade, il servizio sostitutivo, rappresentato dalla corriera. Peccato che il mezzo sia arrivato a destinazione con quasi un’ora di ritardo, quando ormai i passeggeri si erano decisi a prendere il treno successivo. E se ne è andato praticamente vuoto. Ovvia la rabbia degli utenti sul web. C’è chi evidenzia le coincidenze perse a causa del ritardo e chi invita ad essere previdenti. «Dopo aver fatto 3 anni da pendolare giornaliero Montebelluna/Padova -afferma uno degli internauti del gruppo Montebelluna city- bisogna essere fatalisti o iperprevidenti. Quando hai lezioni importanti o esami devi prendere il treno prima in modo da avere un lasco e se proprio ci sono problemi puoi anche andare a Padova in auto. Il 18 settembre avevo un esame all’Università di Padova alle 11; ho preso il treno delle 7 quando avrei potuto prendere quello delle 8 e, al limite (molto rischioso) anche quello delle 9».

 

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