Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

Dopo Martellago-Scorzè arriva il via libera per Spinea. Gli abitanti: «Ma le barriere verdi aspettano»

SPINEA – Ci sono annunci che non tardano a diventare realtà. Ne è un esempio l’apertura al traffico pesante del casello di Crea, avvenuta in tempi record subito dopo l’inaugurazione e l’entrata in esercizio della nuova barriera di Martellago-Scorzè sul Passante.

In realtà, era scritto da tempo che non appena il casello di Martellago sarebbe stato aperto, Spinea avrebbe dovuto togliere quel divieto in entrata e uscita dall’autostrada che aveva, per quanto poco, tamponato una situazione pericolosa di traffico per la viabilità ordinaria.

E in effetti gli enti gestori del Passante non hanno tardato a mettere in pratica i propositi messi nero su bianco. È bastata una semplice ordinanza e poi coprire con un adesivo verde i cartelli di divieto alla rotonda di viale Venezia: ora si può liberamente circolare, con qualsiasi mezzo, sull’arteria che porta all’imbocco del Passante.

È ancora presto per vedere gli effetti di questa novità. Il sindaco di Spinea Silvano Checchin aveva già detto di non potersi opporre agli accordi e che non necessariamente la novità sarebbe stata negativa per Spinea: «Il divieto aveva senso di esistere, e per questo ci siamo imposti in questi anni, in un sistema non ancora a pieno regime», aveva detto Checchin, «da luglio 2009 (quando è stato aperto il Passante, ndr), a oggi, Spinea era l’unico ingresso per tutto il Miranese. Chiaro che nel momento in cui questo presupposto viene meno decade anche il divieto a Crea, come da accordi».

Anche il sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello aveva auspicato che l’apertura del varco di Scorzè-Martellago potesse sollevare la città e il territorio da parte del traffico pesante di attraversamento, almeno per quanto riguarda i mezzi provenienti dalle zone industriali a nord del Comune, Salzano e Noale soprattutto.

Adesso non resta che attendere i primi dati. Per ora i Tir hanno ripreso a circolare un po’ più di prima in viale Venezia, prevalentemente da via della Costituzione, dove ora possono tranquillamente imboccare o uscire dalla A4 senza troppe deviazioni.

A Crea qualcuno sorride amaramente: «Dal taglio del nastro di Martellago alla cancellazione del divieto ai Tir a Spinea sono passati pochi giorni», osserva un residente di via Rossini, «ora finalmente il Passante è completo, i caselli tutti aperti e gli accordi rispettati. Quelli per il traffico. Quelli per le barriere e le mitigazioni invece li stiamo aspettando da anni e lì no, non c’è solerzia».

Filippo De Gaspari

 

Gazzettino – Expo, il Miranese e’ gia’ pronto

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

29

apr

2015

MIRANO – Informazioni in più lingue e mappa dei percorsi ciclistici. I sindaci: «Lavoro d’assieme»

I sette Comuni hanno scelto il marchio “terra dei Tiepolo” e stanno per stampare una guida turistica

Una guida turistica, un’applicazione per i cellulari e, soprattutto, una ricca serie di eventi nei sette Comuni. Il Miranese presenta ufficialmente il proprio progetto turistico legato all’Expo e, per l’occasione, lancia anche il proprio marchio. L’intero comprensorio si chiamerà “Terra dei Tiepolo”, per rendere omaggio alla storica famiglia di pittori e al grande patrimonio artistico lasciato da Giambattista e dal figlio Giandomenico.

«Ci sarà anche una mostra apposita. In questo modo intendiamo identificare turisticamente quest’area, l’Expo sarà solo il punto di partenza», sostiene Roberto Gallorini, presidente delle Pro loco del Decumano. Il progetto si chiama “I colori del gusto nella Terra dei Tiepolo” ed è stato illustrato ieri mattina in Villa XXV Aprile a Mirano. Il coordinatore Giovanni Scapin punta forte sulla nuova guida del Miranese: «È una pubblicazione tascabile che permetterà di scoprire cultura, tradizioni ed eventi dei sette Comuni. Sarà accompagnata da una mappa con i percorsi cicloturistici, sarà distribuita in più lingue e visualizzabile anche tramite smartphone».

I sindaci di Mirano e Santa Maria di Sala, Maria Rosa Pavanello e Nicola Fragomeni, sottolineano il lavoro di gruppo: «La grande forza di questo progetto è quello di aver messo assieme tutto il territorio».

Lo step successivo sarà avviare un concreto legame turistico anche con la Riviera del Brenta.

Il piatto forte è quello degli eventi: si parte il 21 maggio con un appuntamento in Villa Farsetti a Santa Maria di Sala legato al Giro d’Italia, poi otto serate di una rassegna agroalimentare: il 28 maggio “Cena a dieci mani con l’asparago e il biso” a Villa Conestabile di Scorzé, il 19 giugno “Cena con i Tiepolo” in corte Errera a Mirano, il 17 luglio “A tavola in villa” a Villa Farsetti di Santa Maria di Sala, il 29 luglio ancora “Cena a dieci mani” alla Crosarona di Scorzé, il 4 settembre “I colori del cibo” al parco di Villa Simion di Spinea, il 18 settembre “A tavola in corte” alle Tre Lune di Noale, il 9 ottobre “A tavola con il Rosso di Treviso” a Cà della Nave di Martellago e infine il 19 ottobre “La zucca in Filanda” a Salzano.

Gabriele Pipia

 

SANITÀ

SCORZÈ – «Rifiutare il servizio hospice alla nostra casa di riposo? No, noi non abbiamo mai rifiutato niente. Saremmo stati degli sciocchi».

Continua a tener banco la scelta (concordata da Regione, Ulss 13 e Conferenza dei sindaci) di destinare 11 posti-letto per il ricovero dei malati terminali alla casa di riposo “Anni sereni” di Scorzé. Il consigliere miranese Gabriele Petrolito ha tirato fuori la questione ribadendo l’importanza di avere quel servizio al “Mariutto” di Mirano, in una posizione centrale vicino all’ospedale.

Il direttore generale dell’Ulss 13, Gino Gumirato, ha risposto spiegando che quel servizio era stato proposto proprio al Mariutto, ma era arrivato un rifiuto. Ora però il presidente del Mariutto Vincenzo Rossi offre un’altra versione: «Nessun rifiuto. Noi siamo i primi a voler valorizzare i posti liberi e a cercare nuovi introiti, siamo favorevoli ad ampliare i nostri servizi».

Anche il suo predecessore, Gilberto Bellò, garantisce che non c’è mai stato alcun rifiuto: «Ai miei tempi si era parlato solo di creare un Centro diurno per autosufficienti, ma poi venne ampliato quello di Salzano».

Il sindaco Maria Rosa Pavanello allarga il concetto: «Di sicuro – scrive – il Mariutto ha strutture e competenze anche per altre tipologie di servizi». In una logica di distribuzione, proprio al Mariutto sono stati assegnati 20 posti di Unità riabilitativa territoriale (fisioterapia e altri trattamenti post fase acuta). Quando saranno attivati? La tabella indica l’anno 2015, la casa di riposo attende notizie da Ulss e Regione.

(g.pip.)

 

ZERO BRANCO – Il sindaco Feston preoccupato: «Per noi solo disagi»

ZERO BRANCO – (N.D.) Non tutti hanno brindato all’apertura, avvenuta mercoledì scorso, del nuovo casello del Passante di Mestre, tra Scorzè e Martellago. Se fosse dipeso dal sindaco di Zero Branco, Mirco Feston, sarebbe stato più opportuno suonare le campane a morto per via dei problemi del traffico che l’apertura causerà alla già trafficatissima regionale Noalese.

L’apertura del nuovo casello del Passante per quanti arrivano o si dirigono all’aeroporto Canova di Treviso finirà per intasare ulteriormente sia la Noalese che la via la vecchia e inadeguata Peseggiana.

Torna così alla ribalta il vecchio progetto della realizzazione della tangenziale nord ovest di Zero Branco, opera complementare al Passante, già prevista nel 2004. Sono anni che il sindaco Feston ha messo in guardia sulle conseguenze derivanti alla viabiltà zerotina dall’apertura del nuovo casello del Passante.

«Troppo facile – attacca il primo cittadino – scaricare i problemi del traffico sui comuni vicini. Per queste ragioni si rende indispensabile attuare la tangenziale. Solo così si potrà preservare l’area centrale dalle insidie del traffico di attraversamento sul nostro territorio che continua ad avere pesanti conseguenze anche sulla salvaguardia della salute pubblica. Come amministrazione – aggiunge Feston – ci rendiamo contro che la fase economica che stiamo attraversando è delle meno felici. In ogni caso mi auguro che la Regione mantenga gli impegni presi negli anni scorsi sul progetto della tangenziale nord ovest».

L’annoso problema avrà una eco in Consiglio regionale con l’iniziativa politica adottata dal consigliere Claudio Niero (Pd) il quale ha presentato un emendamento per inserire il finanziamento del progetto della tangenziale nord ovest di Zero Branco nel bilancio regionale 2015, che sarà approvato nelle prossime settimane.

 

SCORZÈ – Il Consiglio di Scorzè approva il piano preventivo Veritas e conferma il calo della spesa per la differenziata, anche grazie all’aumento della raccolta. La giunta ha spiegato che dai 2.007.774,40 euro del 2014 si è passati ai 1.835.247,07 di previsione per il 2015.

Soddisfatto il sindaco Giovanni Battista Mestriner. «Il sistema scelto deve ancora essere migliorato (a calotta ndr)», spiega, «perché ci sono ancora aspetti da gestire in modo più efficiente. Però grazie allo sforzo di tutti, riusciremo, come stiamo già facendo, a rispettare di più l’ambiente, a sensibilizzare di più i cittadini e a pagare di meno».

Resta il problema del “turismo” dei rifiuti; come ha detto l’assessore competente Aldo Luise, lo scorso anno sono stati fatti 124 verbali, di cui 73 a carico di non residenti di Scorzè. Nei primi due mesi e mezzo del 2015, i verbali sono stati 34 di cui 30 fatti a non scorzetani.

Critico Antonio Petenà del Movimento 5 Stelle. «Nella provincia di Treviso dove si applica il porta a porta» spiega «il costo medio pro-capite è di gran lunga inferiore e le percentuali di raccolta più elevate».

(a.rag.)

 

Scorzè. Pronte nel 2017 la complanare verso via Moglianese e la tangenziale sud

Con l’apertura del varco verrà declassata la Castellana in centro a Martellago

MARTELLAGO – Aperto il casello del Passante Martellago-Scorzè, restano invece in ballo altre questioni per vedere completate tutte le opere d’accesso. Sentendo le parole del sindaco di Scorzè Giovanni Battista Mestriner, serviranno altri due anni per avere tutto al suo posto, perché per la complanarina di collegamento con via Moglianese e la tangenziale sud di Scorzè non si percorreranno prima del 2017. Di certo le due tangenziali di accesso al casello, da via Boschi a ovest e dalla Castellana a est per un totale di quasi 5,4 chilometri, permetteranno a Martellago di rivedere il suo centro.

Da mercoledì pomeriggio, comunque, è cominciata una nuova fase. A Scorzè c’è attesa per la tangenziale sud, con i lavori che dovrebbero scattare a giugno. Un paio d’anni per completare il cantiere, che collegherà via Milano a via Boschi, laddove confluiscono la variante alla Castellana e il collegamento al Passante. Lungo il tracciato, che per un tratto affiancherà la zona industriale, ci saranno quattro rondò: in via Milano, via De Gasperi, via Volta e via Boschi (quest’ultima già esistente). Su via Milano e via De Gasperi, la rotonda avrà due corsie e un diametro interno di 50 metri, quello in via Volta, stesso diametro ma a tre corsie. Anche per la complanarina, inserita in un secondo momento nel progetto, si dovrà aspettare dall’anno e mezzo ai due. Sarà lunga poco più di un chilometro, sarà finanziata da Anas-Cav con i fondi provenienti dal casello, mentre Veneto Strade dovrà portare avanti il progetto esecutivo, la gara e il successivo appalto. Il costo è di quasi 5,8 milioni di euro, finanziati con fondi di Cav.

A Martellago, invece, serviranno ancora alcuni passaggi tra vari enti ma il tratto della Castellana dalla rotonda della Kelemata a quello di via Boschi finirà in gestione al Comune di Martellago e sarà chiamato vecchia Castellana. Fa parte degli accordi sottoscritti nei mesi scorsi da Martellago, Scorzè, Anas e Veneto Strade. Questo permetterà di organizzare tutta l’area davanti al municipio di Martellago. L’amministrazione potrebbe pensare pure di chiudere il centro per ospitare delle particolari iniziative, deviando il traffico per le tangenziali a nord (Nuova Castellana) o per la variante alla Castellana a sud. Niente chiusura totale, però. La Nuova Castellana, invece, sarà gestita da Veneto Strade.

Alessandro Ragazzo

 

MARTELLAGO – Archiviata l’inaugurazione, con la soddisfazione per la consegna dell’ultima grande opera del Passante, ma anche l’assenza della Regione e le proteste dei Comitati, ieri primo giorno di pieno esercizio per il casello e le nuove strade, che cambiano la viabilità di Scorzè e soprattutto di Martellago.

Lunga 5,4 km, dal suo ingresso est a via Boschi, due corsie, 8 rotatorie, di cui sei connesse alle strade locali (via Castellana, Morosini, Ponte Nuovo, San Paolo, Cà Nove, Boschi), la variante alla Sr 245 porta alla stazione, ma copre anche il percorso Scorzè-Venezia tagliando il centro: il vecchio tratto di Castellana sarà declassato. Con la variante di Robegano, che evita via Roma confluendo in via Boschi, si completa l’anello che bypassa il centro.

Certo la nuova variante ha il limite di non arrivare all’Angelo, una delle critiche del comitato Pro Complanare, coi costi e l’impatto dell’opera, «abnorme».

Visione opposta a quella del presidente Cav, Tiziano Bembo, e del sindaco Monica Barbiero, che rimarcano le opere complementari e di mitigazione portate dal casello, tra cui la variante. Che, pur in questa versione limitata, si è certi darà un contributo decisivo per togliere traffico e smog dal centro, che ora volendo si potrà anche chiudere per le manifestazioni.

Ma il lavoro non è finito: manca la complanarina di collegamento casello-Moglianese, che, sbloccata, sarà costruita da Veneto Strade e pronta entro il 2016. Ma tra gli interventi concordati manca anche tutto il pacchetto (allargamento strada e mitigazione) di via Mezzaluna, tra le più colpite: i residenti sono sul piede di guerra. Moreno Bernardi, Un Comune per tutti, ha presentato un’interpellanza invitando il sindaco ad agire per le vie legali se gli accordi non saranno rispettati.

(n.der.)

 

Il Passante ha l’uscita “Martellago Scorzè” con enormi costi di terreno e denaro. Le critiche dei sindaci

I COMITATI – “Scelta la soluzione più costosa. Chi ci guadagna?”

MARTELLAGO – Hanno fatto sentire la loro voce da lontano, gridando «Vergogna, vergogna» al momento del taglio del nastro. «Opzione zero», «No grandi Navi», «No Orte-Mestre» e comitato «Pro complanare» hanno protestato già prima di mezzogiorno davanti alla grande opera che molti qui hanno contestato.

«Grandi opere. Zaia come le tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo», «Romea commerciale, no Orte-Mestre, Anas killer», «Doppio casello uguale doppio spreco di denaro, di suolo agricolo, di progettazione. Chi ci guadagna?» e «100 ettari di suolo agricolo deturpati dalla nuova strada. Valeva la pena?» erano solo alcuni degli striscioni srotolati dai manifestanti, giunti anche da fuori comune.

«Avevamo proposto soluzioni meno impattanti», spiega dati alla mano Mattia Donadel, di Opzione Zero, «mentre qui si cerca sempre quella più costosa. Risultato: abbiamo altri 70 milioni di euro e tanta terra che se ne vanno».

Dello stesso avviso anche Tommaso Cacciari di «No grandi navi». «Siamo davanti a una scelta di sistema da cambiare», spiega, «perché queste grandi opere non portano lavoro e ricchezza. Poi vediamo com’è andata finire con il Mose».

(a.rag.)

MARTELLAGO – Nel suo piccolo rimarrà nella storia: Maria Francesca Giraldo, 33enne di Dolo, è stata la prima automobilista a transitare per il neonato casello Martellago-Scorzè del Passante. Lo ha fatto alle 12.53 di ieri, sei minuti dopo che il parroco di Scorzè, don Massimo Gallina, lo aveva benedetto.

Un taglio del nastro vissuto tra le assenze “strategiche” del presidente della Regione Luca Zaia e del condirettore generale di Anas Stefano Granati e le presenze dei comitati della zona come «Opzione zero», «No Orte-Mestre», «No grandi navi» e «Pro complanare».

Slogan e striscioni lungo il fiume Dese ma nessun problema, con polizia e carabinieri a garantire la sicurezza.

A che prezzo il progresso? Il sindaco di Scorzè Giovanni Battista Mestriner ha spiegato cosa significasse per il territorio quel punto. «I campi distrutti, il silenzio rotto, e l’ambiente compromesso», ricorda, «e abbiamo di nuovo messo in gioco una delle cose più importante che abbiamo: la nostra terra. Per noi di cultura contadina, non è solo luogo di lavoro o di residenza, è identità: noi siamo la nostra terra e la nostra terra fa parte di noi. Ciononostante, ancora una volta, come abbiamo continuato a fare negli ultimi 70 anni, in nome della difesa del progresso e delle opportunità economiche e relazionali, siamo stati disponibili come società a metterla a disposizione. Non dimenticatevene mai, perché i minori costi di trasporto, le opportunità date alle realtà produttive non sono solo il giusto riconoscimento per i vostri meriti ma è anche frutto del sacrificio di molti. Mi auguro che quest’opera possa davvero contribuire al progresso economico e culturale della nostra terra».

Barbiero punta sulle aree verdi. «Quest’anno», spiega, «il tradizionale “Un albero per ogni nato” è stato fatto proprio a fianco dell’autostrada. In estate vorremmo fare dei percorsi musicali e teatrali per sfruttare e far conoscere questo aspetto del nostro territorio».

Casello. Per il presidente di Cav Tiziano Bembo, la spesa è stata di oltre 51 milioni di euro per cercare di ridurre l’impatto ambientale. «Attorno abbiamo piste ciclabili e aree verdi» osserva «e a chi protesta dico che è legittimato a farlo, il Passante ha lasciato aperta una ferita ma, come da statuto, i nostri utili di bilancio andranno per le nuove opere del territorio da decidere con la Regione».

Alessandro Ragazzo

 

Passante, aperto l’ultimo casello. L’Anas: piantati 50mila alberi

LA PROTESTA – Attivisti dei comitati con striscioni e cartelli

MARTELLAGO – “Passante, abbiamo dato. Paghi il debito chi ha rubato. Project bond-truffa”; “Grandi opere: Zaia come le tre scimmiette: non vedo, non sento non parlo”; “cento ettari di suolo agricolo deturpato dalla nuova strada: valeva la pena?”; “doppio casello-doppio spreco, di danaro, suolo e progettazione: chi ci guadagna?”.

Con cartelli come questi, fischietti e slogan allusivi dei recenti scandali, 70-80 persone, tenute a distanza dalle forze dell’ordine e assiepatesi lungo l’argine del Dese, hanno contestato la cerimonia di inaugurazione del casello.

Il gruppo più numeroso era quello di Opzione Zero. «Abbiamo colto l’occasione dell’inaugurazione, altri 70 milioni bruciati, per ribadire la protesta sulle grandi opere a livello veneto e nazionale, pensate per drenare miliardi a vantaggio della solite ditte: si sceglie sempre l’opzione più impattante e costosa anche con alternative più economiche e sostenibili. Un problema di sistema che va sradicato», ha accusato Mattia Donadel.

Il quale ha criticato anche i «project bond che Cav emetterà per pagare il debito, che ricadrà sui cittadini», e attaccato il governatore Zaia: «è uscito pulito, ma la sua responsabilità politica è chiara, era vice di Galan e l’assessore Chisso lo ha confermato lui».

Sulla stessa linea Tommaso Cacciari, “No Grandi Navi”.

Ma era presente anche un drappello del locale Comitato Pro Complanare, oppostosi, anche con esposti, all’opera. «L’apertura del casello è la sconfitta del buon senso – si legge nel loro volantino – e la supremazia di spreco e speculazione che, come dimostrano indagini e condanne, vanno a braccetto con la pessima gestione della cosa pubblica. Settanta milioni di spesa, più di cento aree verdi lungo il Dese devastate, 9 km di strade per il raccordo con la Sr 245. Un assurdo gigantismo per un’opera che non migliorerà la viabilità locale, laddove erano possibili soluzioni meno costose e impattanti, più rispettose del contesto agricolo e ambientale e migliorative del traffico locale in direzione Mestre».

(N.Der.)

 

Aperto l’ultimo casello «Verde e non solo asfalto»

Ore 12.47, dopo i discorsi, benedizione e taglio del nastro bagnato da una bottigliona di Ferrari stappata dal presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro, mentre sulle rive del Dese gli ambientalisti contestano ancora. Ore 12.53, la prima auto che esce alla stazione est è la 500 di Maria Francesca Giraldo, 33 anni, da Dolo: «Devo andare qui vicino e sapevo dell’apertura». Da ieri il casello di Martellago-Scorzè è realtà, inaugurato e aperto, anche se il più atteso, Luca Zaia, dà forfait. «Il governatore ci teneva a esserci ma è a casa malato. Ci manda i saluti. Non siamo riusciti ad avere la presenza della Regione: hanno il bilancio», spiegava il presidente Cav Tiziano Bembo dinanzi alle quasi 300 persone raccolte nel tendone. «Una giornata importante, consegniamo l’ultima grande opera del Passante, che ci è costata 51 milioni: il costo medio di una stazione è 20. Perché quest’opera complessa non è solo cemento: è stata ideata per il territorio con attenzione all’ambiente», ha aggiunto, rispondendo anche alle pur «legittime» proteste dei Comitati. La stazione, a elevata automazione, è costituita da 4 rampe di ingresso-uscita e da 4 semi-piazzali con barriere di esazione, ed è caratterizzata dal viadotto centrale di 480 metri che scavalca autostrada e Dese, «ma comprende tante opere di mitigazione e idrauliche, come i bacini scolmatori. E la struttura a diamante è stata scelta per risparmiare suolo», ha detto Bembo, ricordando anche la contestuale costruzione della variante alla sr 245 Castellana, 5,4 km, «che libera i centri dal traffico. Il passante è costato 986 milioni, l’impegno di Cav è di un miliardo e 386 milioni: il resto è andato in opere complementari. La nostra è una società del territorio per il territorio».

Sulla stessa linea Fabio Arcoleo, Anas Veneto, che ha sottolineato i numeri del Passante verde: 150 ettari a verde, 49.400 alberi.

«Passante e casello sono stati una ferita per il nostro territorio» ha continuato il sindaco di Martellago, Monica Barbiero, riprendendo l’intervento di Mestriner. «Due le strade: osteggiare un’opera che avrebbero fatto comunque o cercare soluzioni per renderla meno dolorosa e ottenere opere utili al territorio. È la scelta fatta dal mio predecessore Giovanni Brunello e oggi si vedono i frutti», ha aggiunto, ricordando come in origine il casello fosse previsto più a sud «in un’area densamente abitata», e le opere complementari ottenute dal Comune, a partire dalle varianti di Robegano e alla sr 245 «che toglieranno il traffico di attraversamento dal centro».

 

E Mirano esulta: meno traffico in centro

PASSANTE L’Anas nel giorno dell’inaugurazione: «Abbiamo piantato quasi cinquantamila alberi»

MIRANO – «Era ora». Così il sindaco di Mirano, Maria Rosa Pavanello, commenta l’inaugurazione del nuovo casello. La novità andrà infatti a incidere sulla viabilità dell’intero comprensorio, sgravando di traffico il centro di Mirano. Non essendoci alcun casello autostradale nel Miranese nord, fino all’altro ieri moltissimi pendolari residenti a Noale, Martellago, Scorzé o Salzano erano costretti a scendere verso Mirano per poi raggiungere i caselli di Vetrego o Crea. Tra le strade più tartassate c’è sicuramente via Dante, dove transitano tutte le auto provenienti da Salzano: passano nei pressi dell’ospedale e proseguono per la camionabile viale Venezia. Stando alle ultime rilevazioni ogni giorno arrivano a Mirano mediamente 7.500 veicoli da Salzano e dagli altri comuni dell’area nord: una buona percentuale non si ferma a Mirano ma è diretta al casello autostradale.

«Attendiamo che gli automobilisti si abituino al nuovo casello e poi, dopo l’estate, faremo delle analisi sui flussi di traffico» assicura l’assessore Giuseppe Salviato. Gli ultimi dati sui caselli sono di un anno fa: i mezzi transitati al casello di Mirano erano 610mila al mese, a Spinea 200mila. Tra pochi mesi sarà interessante notare le differenze.

(g.pip.)

 

IL SINDACO DI SCORZÈ – Mestriner: «Campi distrutti, ma è il prezzo del progresso»

SCORZÈ – Diplomatico, poca enfasi e una citazione in latino per essere più incisivo e ricordare che le terre dove ora sorge il casello hanno una storia antica: «Il passante di Mestre e questo casello autostradale di Scorzé – ha detto ieri il sindaco Giovanni Battista Mestriner – costituiscono un’opera enorme, che ha distrutto una terra nella quale siamo cresciuti». Il sindaco ha posto soprattutto l’accento sul rapporto tra progresso e identità locale, tra il mondo bucolico dei campi e le esigenze delle attività produttive. «Al di là delle posizioni personali, – ha continuato Mestriner – è il momento di ricordare però il prezzo del progresso: i campi distrutti, il silenzio rotto, l’ambiente compromesso. Abbiamo di nuovo messo in gioco una delle cose più importante che abbiamo: la nostra terra». E rivolgendosi agli imprenditori ha sottolineato che questa società si è sacrificata soprattutto per loro: «Ha messo in gioco i propri valori, la propria storia, la propria qualità della vita; lo ha fatto per il valore sociale che le aziende hanno, per difendere e affermare il diritto al lavoro e all’impresa economica, per dare un futuro alle nostre generazioni e alle generazioni future». Infine la citazione in latino (“simul stabunt vel simul cadent”, insieme progrediremo o assieme periremo), per sottolineare che se questa comunità saprà mantenersi unita avrà un grande futuro.

(r.fav.)

 

Al taglio del nastro a Cappella ci sarà anche il comitato “Pro complanare” che contesta la nuova opera

SCORZÈ – Dalle prime ore del pomeriggio di oggi, si potrà entrare in autostrada dal casello Martellago-Scorzè. Dopo l’inaugurazione prevista per le 12, qualche minuto dopo saranno tolti i blocchi e i veicoli potranno transitare.

All’iniziativa ci sarà anche il comitato Pro complanare, che raggiungerà a piedi la nuova opera; il ritrovo sarà alle 11.30 in via Ca’ Nove e l’iniziativa e l’invito dei referenti è di partecipare in gran numero.

«Chiediamo a chi in questi anni ha sostenuto le nostre proposte», spiega Renato Anoè, «di essere presenti. La nostra proposta era di una soluzione meno costosa, con un minor impatto ambientale e in grado di risolvere i problemi del traffico della Castellana. Bastava un’unica stazione con sottopasso e collegarlo alla rotatoria dell’ospedale di Mestre: solo così avremo liberato i centri di Martellago, Trivignano e Zelarino».

Il capogruppo del Pd, Gianna Manente, invece, chiede che in futuro sia messa in sicurezza via Ponte Nuovo, anche se si dovrà parlare con il Comune di Venezia perché il tratto si ferma in via Tiziano. Il Pd e la lista civica Scattolin-sindaco non risparmiano qualche critica al comitato Cappella Vive, che nei giorni scorsi si era detto preoccupato per il futuro della frazione alla luce della nuova opera. «Se avesse affiancato i cittadini di Cappella e Peseggia nella protesta fatta due anni fa», spiegano in una nota i due gruppi di opposizione, «forse non si sarebbe arrivati a questa triste apertura. Avevamo avanzato proposte, con interrogazioni e ordini del giorno ma nessuno, né il sindaco Giovanni Battista Mestriner né il comitato le hanno sostenute. Al danno ambientale ci sarà da aggiungere quello provocato dal traffico di tutto il territorio per l’assenza di opere complementari, con le auto e i camion che dovranno per forza attraversare i nostri centri».

Della vicenda casello se n’è parlato pure lunedì in Consiglio a Scorzè e il Movimento 5 Stelle l’ha buttata sull’ironia. «Parteciperanno le massime autorità locali», dice Antonio Pettenà, «e ringraziamo per averci invitati. Ci si è dimenticati dell’ex governatore Giancarlo Galan, l’ex assessore veneto alla viabilità, Renato Chisso, l’ex commissario al Passante Silvano Vernizzi e l’ex sindaco di Venezia Giorgio Orsoni. Quando avremo saldato il salato pedaggio, Vielen dank und gute Fahrt (molte grazie e buon viaggio ndr)».

Alessandro Ragazzo

 

SCORZÈ – Bosco di 10 ettari. A fine estate la posa delle piante

SCORZÈ – Il casello apre con alcuni nodi da sciogliere, com’è emerso in Consiglio a Scorzè; intanto le mitigazioni ambientali, con il sindaco Giovanni Battista Mestriner che ha ipotizzato per fine estate la posa delle piante per far nascere il bosco da 10 ettari. Riguardo la viabilità di collegamento, una zona a rischio è via San Paolo a Peseggia.

«Aspettiamo di capire quali saranno i flussi di traffico», spiega, «e se dovesse essere insostenibile, potrebbero esserci dei blocchi alla circolazione o potrebbe essere chiusa un tratto di strada. Ne parleremo con i residenti. Su via Ponte Nuovo, d’accordo con Martellago, abbiamo chiesto di migliorare l’accesso alla rotatoria, arretrando il guardrail per addolcire la curva».

Il sindaco ha parlato pure delle barriere mancanti. «Non ci sono vicino al casello», osserva, «specie nelle rampe di accesso e di uscita, oltre su larghi tratti dell’autostrada».

Infine la questione della futura variante alla Noalese, che da via Milano giungerà alla rotonda di via Boschi e, di lì, si salirà verso il casello. «Quasi tutti gli espropri e gli accordi bonari sono fatti», continua Mestriner, «e per giugno il cantiere dovrebbe aprirsi. La previsione di apertura e di un anno e mezzo, al massimo due».

(a.rag.)

 

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui