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Il voto di Alberto Ferri (Lega) ha permesso di aderire subito all’atto costitutivo

Ora manca solo Santa Maria di Sala. Barbiero: «Non sarà un altro carrozzone»

MARTELLAGO. Quando martedì a tarda sera il segretario comunale di Martellago, Silvano Longo, ha contato I dodici favorevoli all’approvazione dell’atto costitutivo e dello statuto dell’Unione dei comuni del Miranese, la maggioranza neppure ci credeva.

Invece quell’alzata di mano di Alberto Ferri (Lega Nord, lista Con Ferri si può fare), che si aggiungeva a quelle del Pd e a Impegno Comune ottenendo i due terzi dei voti favorevoli, ha permesso a Martellago di aderire al progetto senza altri passaggi in Consiglio dove poi sarebbe bastata la maggioranza.

Ferri ha consentito di sbrogliare subito la matassa, mentre il resto dell’opposizione (Movimento 5 Stelle, Pdl e lista Un comune per tutti) ha votato contro. Così Martellago va ad aggiungersi a Mirano, Noale, Salzano, Spinea, mentre Santa Maria di Sala dovrebbe pronunciarsi a fine mese, andando a completare il sestetto che da tempo lavora al progetto. Si è chiamata fuori, invece, Scorzè. «Se il progetto non partiva stasera (martedì ndr)», spiega Ferri, «lo avrebbe fatto la prossima volta. La gente è stanca, chiede delle risposte e si vogliono dare con questa iniziativa, dove si parla di non aumentare i costi, migliorare i servizi e il risparmio. Se l’Unione non mantenesse i propositi, allora denuncerò tutto e sarò nelle condizioni per poterlo fare». Sempre più vicina, dunque, la più grande Unione dei comuni del Veneto, con 120 mila abitanti distribuiti nei sei territori.

Su questi numeri Moreno Bernardi (Un comune per tutti) ha sferrato il suo attacco. «Un carrozzone», dice, «mentre ha più senso la Città metropolitana. I Comuni sopra i 50 mila abitanti sono più spreconi. Perché non interpelliamo i cittadini?». Critico il M5S, anche se non contrario a priori all’Unione. «Si vota sulla fiducia», spiega Barbara Simoncini, «e abbiamo dei dubbi sui contenuti e sui tempi. Ci saranno spese iniziali per oltre 60 mila euro, questo ente potrà decidere nuove tasse».

Il collega Andrea Marchiori aggiunge che «il documento è vago e ci faremo partecipi di un referendum». Gianfranco Pesce (Pdl) suggerisce di partire dalla Città metropolitana. «Lavoriamo con gli altri per istituirla», osserva, «e se sono rose fioriranno».

Il sindaco Monica Barbiero incassa l’immediato sì. «Questo statuto è la prima pietra», assicura, «e resterà la convenzione della polizia locale con Salzano e Scorzè. Non sarà un altro carrozzone, metteremo assieme le sinergie, mantenendo il valore delle comunità».

Alessandro Ragazzo

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Gazzettino – Miranese. Proteste, ma l’Unione passa

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10

apr

2014

SPINEA – Gli attivisti 5 Stelle hanno messo in atto un flash mob per criticare la scarsa informazione

Il Consiglio comunale ratifica l’adesione all’organismo sovracomunale

Alla terza votazione, anche il Consiglio comunale di Spinea ha approvato l’adesione all’Unione dei Comuni del Miranese. Undici i consiglieri a favore (l’intera maggioranza) e un astenuto, con la minoranza che non ha partecipato alla votazione uscendo dall’aula in segno di protesta. Nonostante i reiterati richiami provenienti dalle varie forze politiche, culminati nel flash mob organizzato dal M5S in Municipio, la maggioranza ha approvato statuto e atto costitutivo. Votazione, quella di ieri, in cui era necessaria la maggioranza semplice della metà più uno dei consiglieri, come avvenuto per la seconda votazione.
Il passaggio consiliare di Spinea è stato inevitabilmente condizionato dalla campagna elettorale per le amministrative, di fatto già in atto. «È evidente l’inopportunità del momento – commenta l’ex sindaco Claudio Tessari – non capiamo questa fretta e il mancato coinvolgimento dei cittadini. Soprattutto non capiamo come farà un territorio di 150 chilometri quadrati e 120mila abitanti ad avere solo una quarantina di effettivi di polizia locale». Pacato il commento del sindaco, Silvano Checchin. «Quando la giunta fa una riorganizzazione dei servizi, non lo chiede prima ai cittadini – spiega il primo cittadino – La questione è tecnica, procediamo a piccoli passi, condividendo solo tre funzioni e non vincoliamo nessuno, con la futura giunta che potrà ambiare rotta».
A movimentare la votazione il flash mob di protesta del M5S: una ventina di attivisti è rimasta in piedi davanti al municipio mostrando ai passanti dei giornali su cui era stato incollato un foglio con la scritta “Perché l’Unione senza informazione?” «Riscontriamo l’assoluta e sorda determinazione dell’amministrazione di voler procedere a tutti i costi all’approvazione – attaccano gli attivisti del Movimento – Con ben tre consigli comunali in soli sette giorni si approva, a poche ore dallo stop pre-elettorale, l’adesione all’Unione dei Comuni, senza aver informato adeguatamente i cittadini sui contenuti del progetto e senza una seria valutazione dei reali costi e benefici».

 

MIRANO E SALZANO – Le assemblee approvano gli atti. Ora mancano due comuni

Pavanello: «Porte aperte a Scorzè»

MIRANO – Noale lunedì sera ha aperto la strada, Mirano e Salzano martedì si sono accodati. Anche questi due consigli comunali hanno approvato il progetto dell’Unione dei Comuni del Miranese alla prima votazione, cosa invece non riuscita a Spinea. Per approvare subito lo statuto e l’atto costitutivo dell’Unione servivano 12 voti favorevoli, ovvero quelli dei due terzi dei presenti, e i 12 voti ci sono stati. A Mirano c’erano pochi dubbi, anche se il voto è arrivato solo dopo mezzanotte: tutta la maggioranza ha votato a favore, come il consigliere di minoranza Lucio Dalla Costa. Il voto contrario è arrivato dai cinque consiglieri d’opposizione, che hanno giudicato ancora insufficienti le informazioni fornite su questo progetto. «È una tappa molto importante che presuppone un grande cambiamento – ha commentato il sindaco Maria Rosa Pavanello – Mirano, Spinea, Noale, Santa Maria di Sala, Martellago e Salzano gestiranno assieme Polizia Locale, Protezione Civile e Risorse Umane, per il futuro penseremo anche a Politiche Sociali e Politiche Giovanili. Con 120 mila abitanti diventeremo la quarta città del Veneto, ma le porte sono aperte anche per Scorzé e per la Riviera se questi Comuni vorranno collaborare». Stesso film a Salzano, dove tutta la maggioranza che appoggia il sindaco Quaresimin ha votato a favore mentre i cinque consiglieri di minoranza hanno scelto di non partecipare al voto. Ora l’Unione sarà attesa dal banco di prova di Martellago e Santa Maria di Sala.

(g.pip.)

 

NOALE. I sindaci di Noale, Scorzè, Santa Maria di Sala e Pianiga chiedono all’Actv di riavere la corsa per l’ospedale di Dolo. Con una lettera inviata da Michele Celeghin di Noale, i primi cittadini puntano al ritorno della linea per il comune della Riviera del Brenta, punto di riferimento per la sanità locale.

«Un progetto di ampio respiro», si legge, «a cui tutti dovremmo essere chiamati. Invece scopriamo ancora una volta che le logiche di convenienza economica hanno fatto determinato l’abolizione di corse fondamentali di bus di collegamento del nostro territorio all’ospedale di Dolo. Si tratta di corse utilizzate per lo più da persone anziane che non hanno mezzi per raggiungere l’ospedale e che chiedono a noi, amministratori locali, di farci portavoce del loro disagio. Si tratta di scelte che come al solito ricadono sulle fasce più deboli».

Per i sindaci si devono diminuire lo smog, il traffico e il consumo del territorio causato dalla costruzione di nuove strade. «Da subito», prosegue la lettera, «venga valutata la possibilità di ripristinare la situazione precedente agli interventi di ridimensionamento delle corse e auspichiamo che invece che venga valutata la possibilità di potenziare il servizio offerto».

(a.rag.)

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MARTELLAGO – Aprono i cantieri per riparare i danni provocati dalle piogge dell’autunno e dell’inverno. In questi giorni, il consorzio Acque risorgive sistemerà gli argini del fiume Dese, tra Martellago e Scorzè, laddove ci sono i mulini Fabris, Vidali e Cosma, noti anche con i nomi di Orso Bianco, Ca’ Nove e Pavanetto. Infatti le precipitazioni dei mesi scorsi hanno creato molte frane e cedimenti. L’importo dei lavori è di un milione e 300 mila euro. Inoltre saranno costruiti dei by-pass per ricreare una sezione idraulica equivalente a quella a monte degli stessi mulini.

«In questo modo», spiega il direttore del consorzio Carlo Bendoricchio, «sarà possibile far transitare la stessa portata, riducendo le eventuali esondazioni che, oltre a creare disagio alle aree limitrofe, aumentano la sofferenza dei collettori minori. Spesso questi, durante la piena, fungono daunica rete di drenaggio».

Il progetto prevede anche di togliere alcuni punti critici come le curve interrate, realizzare dei punti di ispezione presidiati con chiusini a tenuta idraulica, sostituire delle paratoie per adeguarle ai nuovi manufatti.

(a.rag.)

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Gazzettino – Miranese. Expo, sette Comuni lanciano la sfida.

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28

mar

2014

Si chiamerà “I colori del gusto nella Terra del Tiepolo” il progetto per il 2015

Una serie di itinerari culturali e una kermesse con i migliori chef

Si chiamerà «I colori del gusto nella Terra del Tiepolo» e proporrà un suggestivo mix tra itinerari culturali e iniziative enogastronomiche: i sette Comuni del Miranese hanno delineato il progetto per partecipare da protagonisti all’Expo 2015, il sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello ha già presentato il documento nella sede dell’Ateneo Veneto alla presidente del comitato Expo Venezia, Laura Fincato.

Mirano, Spinea, Noale, Salzano, Martellago, Scorzé e Santa Maria di Sala hanno dunque risposto positivamente all’appello lanciato dal comitato Expo Venezia: nell’ultimo mese sindaci, assessori e funzionali comunali hanno lavorato ad un progetto che valorizzi appieno il patrimonio storico, culturale e gastronomico del Miranese.

Il progetto prevede innanzitutto una kermesse culinaria: i migliori chef del comprensorio si metteranno in competizione per esaltare la produzione agroalimentare miranese, i cuochi si sfideranno nei vari Comuni sotto gli occhi di una giuria popolare fino alla sfida conclusiva nel centro storico di Mirano.

L’altra pietra su cui posa il progetto è un itinerario culturale tra le opere e i luoghi di Giandomenico Tiepolo: i Comuni proporranno un percorso ad hoc di visite guidate tra ville, chiese, e paesaggi che ispirarono il grande pittore. Saranno realizzate delle esposizioni audiovisive.

Infine, ci saranno delle iniziative legate al tema dell’acqua, simbolo di Expo Venezia: il Miranese punta a valorizzare acqua da bere («San Benedetto» a Scorzé), acqua termale (Terme di Salzano), acqua per il lavoro (mulini su Dese, Marzenego e Muson) e acqua come ricchezza ambientale (oasi, laghetti e cave). Saranno realizzati pure un cofanetto tascabile e un’applicazione per smartphone con le informazioni su storia del Miranese, eventi proposti e luoghi da visitare. Al progetto collaborano Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Cna, Pro Loco, Cia, Coldiretti e Confagricoltura. I ritmi di lavoro saranno serrati, già in estate dovranno essere pronti molti dettagli sulle varie iniziative.

 

Questa sera le novità emerse in commissione saranno illustrate durante il Consiglio comunale di Mirano

L’Unione dei Comuni del Miranese sarà esentata dal patto di stabilità, il personale manterrà la stessa categoria professionale e lo stesso trattamento economico, le convenzioni di Polizia Locale rimarranno tali e quali. Sono queste le tre novità emerse martedì sera in Municipio a Mirano, dove si è svolta una commissione consiliare ad hoc per entrare nel dettaglio del progetto. Ad approfondire varie tematiche ci ha pensato Paolo Fortin, esperto di gestioni associate per l’Anci Veneto. Partiamo proprio dal patto di stabilità: Fortin ha spiegato che i Comuni che entreranno nell’Unione (Mirano, Spinea, Noale, Salzano, Martellago e Santa Maria di Sala) saranno esentati da questo vincolo di spesa che da tempo attanaglia le amministrazioni. Una buona notizia? I consiglieri di minoranza miranesi vogliono maggior chiarezza su questo punto e sottolineano che non vi sia ancora una normativa limpida sul tema. In aula erano presenti anche molti vigili in borghese: Fortin ha assicurato che non cambierà nulla dal punto di vista contrattuale, aggiungendo che per i vigili potrebbero esserci delle specializzazioni e quindi maggiori possibilità di carriera. Sempre a proposito di Polizia Locale, è stato spiegato che il nuovo ente si farà carico delle convenzioni in atto tra Spinea, Venezia e Marcon e tra Salzano, Martellago e Scorzé: gli agenti di questi Comuni continueranno a lavorare in sinergia. Oggi, alle 20, in consiglio a Mirano si discuterà sullo statuto dell’Unione.

 

 

I carabinieri hanno contestato il mancato rispetto di norme di sicurezza e igiene

Sequestri a Mirano, Scorzè e Martellago, comminate multe per 85 mila euro

MARTELLAGO. Sono cinque, solo nelle ultime settimane, i laboratori gestiti da cinesi, sequestrati preventivamente dai carabinieri del Nucleo dell’Ispettorato del Lavoro di Venezia: un servizio coordinato, dunque, e realizzato in sinergia tra la Direzione territoriale Lavoro e l’Arma.

I laboratori sono stati sequestrati a Martellago, Scorzè e Mirano. A Zianigo lungo la strada principale, a due passi dal centro, in via Scortegara: sopra una sala prove, sotto una palestra, di là della strada una farmacia. Giusto in mezzo, un opificio tessile. Due invece sono stati sequestrati a Martellago, in via Cavino e altrettanti a Scorzè.

Ma non solo i soli né gli ultimi con tutta probabilità. Sono stati sequestrati preventivamente, hanno spiegato i carabinieri, perché all’interno sono state rilevate gravi irregolarità in materia di sicurezza e igiene. Sotto i riflettori sono finiti, dunque, i locali. Le porte non erano a norma, le finestre mancavano oppure erano oscurate e in ogni caso le dimensioni non consentivano né l’aerazione, né l’illuminazione naturale, ossia la luce del giorno. I gestori cinesi, infatti, oscurano le finestre in modo che non si possa vedere dall’esterno cosa avviene dentro.

E ancora. Per legge le aperture devono essere proporzionate alla superficie calpestabile, porte e finestre devono rappresentare un ottavo dello spazio, cosa che non è stata riscontrata dai militari del Nucleo. C’erano persino alcuni laboratori dove i finestrini erano stati posizionati a due metri e mezzo di altezza, praticamente inaccessibili ai lavoratori stessi.

Il sequestro è avvenuto anche sulla scorta della carenza di norme igieniche, della quantità di spazzatura rilevata, dei bagni fatiscenti. I carabinieri hanno appurato che i cinesi non solo lavoravano, ma vivevano all’interno del posto di lavoro dove erano state ricavate camere e cucine. Tutte queste violazioni hanno fatto scattare il sequestro disposto dalla Procura della Repubblica.

Gli ispettori civili della Direzione Lavoro impegnati sul campo, hanno dato anche quattro “sospensive”, relativamente alla situazione lavorativa vera e propria. Il 20 per cento dei cinesi non aveva contratti regolari ma lavorava in nero e non era registrata.

Nel complesso, i cinque laboratori dovranno pagare multe per 85 mila euro. Ma si stanno già muovendo per poter tornare ad aprire i tuguri e fare istanza di dissequestro. Il fenomeno, insomma, anziché diminuire è in continua crescita, non solo in Riviera, ma anche nel Miranese. Solo qualche giorno fa un hotel di Fiesso si era trasformato nella succursale del consolato della Repubblica Popolare: oltre 1.500 cinesi in fila hanno passato ore in attesa del visto.

Marta Artico

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SCORZÉ – Partono gli espropri per la tangenziale sud di Scorzè, ovvero il primo stralcio della variante alla Noalese, che collegherà via Milano a via Boschi (Castellana). Nelle scorse settimane l’iter ha subito un’accelerazione e sono interessati circa settanta proprietari, quasi tutti di Scorzè, fatte salve poche unità di Martellago.

A gennaio, il direttore generale di Veneto Strade Silvano Vernizzi aveva approvato il progetto, dando il via alla gara d’appalto con le offerte da presentare entro domani. Una volta assegnato il cantiere, si potrà dare il via ai lavori già dall’estate, che si chiuderanno in poco più di un anno. Valore del cantiere 6 milioni di euro, che in parte erano stati stanziati per la vecchia soluzione, da via Mestrina a via Volta, ma poi dirottati sulla nuova ipotesi. La strada, tutta nel comune di Scorzè e che lambirà la zona industriale, sarà lunga tre chilometri e avrà due corsie per senso di marcia larghe 3,75 metri. Lungo il tracciato ci saranno quattro rondò: in via Milano, via De Gasperi, via Volta (zona via Omara) e via Boschi (questa già esistente), da dove ci sarà la bretella di collegamento al casello del Passante.

Su via Milano e via De Gaspari, la rotonda avrà due corsie e un diametro interno di 50 metri, quello in via Volta, stesso diametro ma a tre corsie. Saranno inserite le mitigazioni ambientali e le piste ciclabili attorno alle rotatorie. Gli espropriati potranno vedere i documenti nella sede di Veneto Strade, dove saranno valutati gli immobili e i terreni per stabilire l’indennità da liquidare. Chiusa questa partita, si dovrà trovare una soluzione al tratto di via Mestrina a Noale, dalla rotonda fino a via Cornarotta, visto non ci sarà più il collegamento con via Volta a Scorzè. Proprio su via Mestrina i residenti lamentano traffico, rumori e smog.

Alessandro Ragazzo

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MARTELLAGO – «Non siamo contrari a partire, ma le cose devono essere chiare».

Il sindaco, Monica Barbiero, precisa la sua posizione sull’Unione dei Comuni del Miranese, al centro nei giorni scorsi di un nuovo summit a Martellago con i colleghi di Noale, Mirano, Spinea, Salzano e S. Maria di Sala (mancava solo Scorzè, chiamatosi fuori da tempo).

Martellago chiede di approfondire alcuni nodi, oggetto della riunione. «I miei colleghi non erano qui per convincermi, anzi, l’incontro è stato sollecitato da me. Il nostro Comune crede nell’Unione, non siamo contrari a partire e bisogna andare verso l’approvazione dello Statuto, ma prima vanno messi a posto 2-3 tasselli e compiuti determinati passaggi: vogliamo che sia tutto chiaro, che si capisca bene dove andremo a parare» spiega Barbiero, entrando nel nocciolo del problema.

«Abbiamo la necessità di definire nel concreto e di capire i costi, l’organigramma e l’organizzazione», con la questione del personale e dei servizi unificati come la polizia locale. «Si tratta, poi, di un passo importante che impone percorsi interni adeguati, che certo siamo chiamati a compiere velocemente per arrivare all’approvazione dello Statuto, ma che vanno fatti – conclude Barbiero – Presto convocheremo un’altra Commissione Statuto dove ci confronteremo ancora ed entreremo nel merito delle nostre valutazioni e poi parleremo alla gente perché io devo delle informazioni ai miei cittadini».

Nicola De Rossi

 

MARTELLAGO – Prende tempo Martellago sull’Unione dei Comuni. Dal municipio fanno sapere che non c’è alcuna volontà di lasciare passare questo treno, ma prima vogliono capire bene tutti i passaggi da fare, definire bene il progetto, che mira a unificare alcuni servizi come la polizia locale, i messi, la Protezione civile e alcuni settori come il sociale e i giovani. Al progetto stanno lavorando, Mirano, Martellago, Spinea, Salzano, Santa Maria di Sala e Noale, mentre Scorzè ha scelto di starsene in disparte e Pianiga guarda con interesse. Dopo la riunione di giovedì a Mirano dove Martellago aveva un po’ frenato, ieri in quest’ultimo comune si è tenuto l’ennesimo incontro fra i sei del Miranese, proprio per capire quali siano i dubbi e le perplessità della giunta di Monica Barbiero. Giunta che ha ancora confermato la volontà di intraprendere un cammino già iniziato nei mesi scorsi, e pure di aderire, ma vuole mettere la lente d’ingrandimento su alcuni aspetti, anche su quello economico. Nelle prossime settimane lo statuto sarà discusso nei vari consigli comunali ed entro giugno il progetto sarà sancito. Nel frattempo lo statuto dovrebbe arrivare nei vari Consigli.

(a.rag.)

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