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SALZANO. Il Tar ha accolto la richiesta del Comune di Salzano sulla sospensiva per la questione della variante alla Noalese e ora si attende che sia fissata l’udienza. Dunque il sindaco Alessandro Quaresimin incassa il parere favorevole sulla questione, dopo il ricorso fatto contro la Regione, la Provincia, Veneto Strade e dei Comuni di Martellago, Noale e Scorzè sulla Conferenza dei servizi che aveva decretato il cambio del vecchio progetto. La stessa, poi, aveva deciso di trasferire i 12 milioni di euro che servivano a finanziare la strada da via Mestrina a Noale a via Cornarotta a Scorzè nel tracciato modificato da via Milano a via Boschi (Castellana), tutto in territorio di Scorzè. Per l’estate se ne dovrebbe sapere di più.

«Salzano» dice il sindaco di Scorzè Giovanni Battista Mestriner «continua a non voler trovare un accordo. Che vinca o perda, non risolverebbe i suoi problemi di viabilità. Invece di fare ricorsi, lavori sulle proposte più volte avanzate». Di altro avviso il collega Quaresimin. «Mi pare» replica «che solo noi stiamo tentando di trovare una soluzione e per gli altri il problema non sussista. Ricordo che su via Mestrina ci sono già stati dei morti». (a.rag.)

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APPELLO ALLA REGIONE

I sindaci dei Comuni trevigiani e veneziani interessati dalla «Trasversale in Veneto» tornano a invocare l’intervento della Regione. I primi cittadini ieri si sono incontrati a Volpago del Montello per decidere come rispondere all’ultima lettera di Terna col solito aut-aut: si comunica che la concertazione con gli Enti locali sulla linea da 380 kV si concluderà a giugno e che chi non firmerà l’accordo non beneficerà degli interventi di demolizione delle vecchie linee e si ritroverebbe comunque la nuova, che sarebbe avviata in autorizzazione entro fine 2013. Un’ennesima «minaccia» che ha destato le dure reazioni dei sindaci che ieri si sono riuniti.

«Abbiamo ribadito la posizione di sempre: la Regione deve scendere in campo e sedersi al tavolo accanto ai Comuni, che non possono restare soli su tale infrastruttura. Non possono essere tutti latitanti. La Regione, non Terna, dev’essere il nostro interlocutore»

ribadisce Giovanni Brunello, sindaco di Martellago, che sarebbe attraversato nella zona nord, tra via Cà Nove e Mezzaluna. Il sindaco di Volpago, Roberto Toffoletto, si è dunque assunto l’impegno di inviare una lettera di sollecito all’assessore regionale all’Energia, Massimo Giorgetti.

«Il nostro territorio in questi anni ha già dato: Passante, casello, viabilità complementare: no ad altre ferite, a meno che Terna non interri l’opera»

incalza Brunello. In linea Giovanni Battista Mestiner, il sindaco di Scorzè, uno dei comuni più colpiti dal tracciato del nuovo elettrodotto, che ieri non ha potuto partecipare alla riunione perché impegnato a Roma per un’altra battaglia dei sindaci, quella contro la Tares, ma che ha delegato a rappresentarlo il collega Brunello.

«Terna può dire ciò che vuole: è come se fosse nulla, non è un Ente pubblico. Dev’essere la Regione, più che a trattare con noi, a dire se questo elettrodotto è strategico per lo sviluppo e a decidere cosa fare: allora ne discuteremo. Finora però non lo ha fatto e dubito che in questo momento di crisi sia riconosciuta una priorità investire milioni per un nuovo elettrodotto».

(N.Der.)

 

Altra tappa verso la costruzione della tangenziale sud di Scorzè. Nei giorni scorsi, nella sede di Veneto Strade, è stato firmato l’accordo di programma tra i Comuni di Scorzè, Noale e Martellago con la Regione per arrivare a realizzare la strada di circa tre chilometri da via Milano a via Boschi (Castellana), denominata “Variante di Noale e Scorzè alla 515 Noalese, primo stralcio, secondo lotto”.

Per il cantiere si useranno i 12 milioni di euro messi sul piatto dalla Regione per la vecchia soluzione, da via Mestrina a Noale a via Volta a Scorzè, ma poi dirottati su quest’ultima. E proprio su questo versante è in atto una diatriba, con il Comune di Salzano che ha presentato ricorso al Tar. Intanto, in attesa del pronunciamento, si va avanti con la nuova proposta e il sindaco di Scorzè Giovanni Battista Mestriner si augura di vederla pronta per fine del 2014, quando sarà aperto il casello del Passante a cavallo del fiume Dese.

La tangenziale sud è stata progettata per avere due corsie e quattro rotatorie: su via Milano, via Boschi (questa già esistente), più via De Gasperi e via Volta (zona via Olmara). Su via Milano e via De Gaspari, il rondò avrà due corsie e un diametro interno di 50 metri, quello in via Volta, stesso diametro ma a tre corsie.

Da via Boschi, al confine con Martellago, ci sarà la strada d’innesto al casello dell’autostrada.

(a.rag.)

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Gazzettino – “Elettrodotto, il tempo sta per scadere”

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5

apr

2013

LE RAGIONI DEL NO  «Un progetto invasivo che ignora il territorio»

LA POLEMICA – Il tracciato dell’elettrodotto della Terna sta creando scompiglio tra i Comuni attraversati

IL CASO – Trenta chilometri di rete, un investimento di 96 milioni e il no di 13 comuni trevigiani e veneziani

Solo due mesi per un accordo con gli enti locali sull’opera

Sotto c’è il Passante di Mestre, sopra il tracciato della Pedemontana Veneta. In mezzo, a tagliare da Nord a Sud le province di Venezia e Treviso, l’elettrodotto trasversale da 380mila volts progettato da Terna per collegare due linee ad alta tensione che attraversano Veneto e Friuli. Basta un’occhiata sulla carta geografica per capire la contrarietà dei Comuni veneziani e trevigiani che accusano la società di voler imporre il progetto. Per i sindaci l’unico interlocutore istituzionale con il quale discutere dell’utilizzo del territorio è la Regione Veneto.

 

Nuova Venezia – Passante, mancano le barriere

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31

mar

2013

Regione e Cav non hanno ancora realizzato in diversi punti le opere contro rumore e inquinamento

MIRANO. Inquinamento acustico alle stelle e barriere fonoassorbenti che mancano. A oltre quattro anni di distanza dall’apertura al traffico del Passante, sono ancora tante le zone del Miranese senza protezione e che fanno passare notti insonni ai residenti.Già l’autostrada non era amata al tempo della sua costruzione, figurarsi ora che sentono il rumore dei camion e delle auto in tutte le ore del giorno e in gran parte di quelle della notte. In settimana l’Arpav ha fatto il punto sull’inquinamento acustico, dando un quadro tutt’altro che roseo. E tutti i sindaci del comprensorio hanno di che lamentarsi. Percorrendo il Passante, proviamo a vedere i tratti ancora scoperti.
Mirano. Tra le zone scoperte vi sono via Caltana, via Porara e pure Vetrego. Sul Canale Taglio sono state fatte le opere in progetto ma i numeri arrivati in settimana, con limiti sforati per la quasi totalità della giornata, hanno fatto capire che altro c’è ancora da fare.

«E manca tutto il Passante verde», ammonisce il sindaco Maria Rosa Pavanello, «perché erano previste delle fasce arboree ad alto fusto da trenta metri. Inoltre chiediamo la pista ciclabile sul Muson, come intervento, per altro previsto, di compensazione socio-ambientale».

Spinea. Spostandoci di qualche chilometro più avanti la situazione non è poi così diversa. Qui le barriere sono assenti in via Pacinotti e nel tratto dalla Fossa in direzione Martellago.

«Non le hanno proprio installate», precisa il sindaco Silvano Checchin, «e credo che ora Concessioni autostradali venete (Cav) debba intervenire. Credo che con i limiti usciti in settimana bisogna provvedere a fare qualcosa».

Gli altri. Altrove non si sta meglio. A Martellago, tra le zone in sofferenza, c’è via Zigaraga ma non sta bene neppure chi abita vicino a via Boschi e nella zona di via Mezzaluna, al confine con Cappella di Scorzè. Pure a Salzano c’è ancora parecchio da fare. Mancano le barriere, infatti, da via Cavino a via XXV Aprile, punti dove si sfora sia di giorno ma anche di notte.

Non se la passa meglio Scorzè, dove i tratti protetti sono davvero pochi. E il sindaco Giovanni Battista Mestriner lo fa notare:

«Un buon 50 per cento del territorio», fa sapere, «è scoperto. Le barriere ci sono solo nel sottopasso di via Moglianese, in via Spangaro, in via Verdi e in via Marco Polo. Non siamo per nulla contenti: chiediamo di rimediare quanto prima».

Alessandro Ragazzo

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Gazzettino – Scorze’. Elettrodotto, il Pd contro la Regione

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29

mar

2013

«Palazzo Balbi dica da che parte sta»

SCORZÈ –

«Basta alibi! La Regione Veneto dica come la pensa sul mega elettrodotto».

Il Pd di Scorzè torna alla carica per chiedere chiarezza sull’elettrodotto che a Scorzè nessuno vuole, e così anche negli altri comuni.

«Se l’interlocutore è la Regione, è ora di esigere una posizione chiara: da interlocutore la Regione potrebbe diventare alleato oppure avversario»

affermano al Pd che presenterà pure un’interrogazione al sindaco di Scorzè firmata da Giuliano Zugno e Valerio Ferro. I due consiglieri ricordano che nei Consigli comunali del 2011 si era votato unanimemente contro il progetto di Terna che da anni tiene in allerta e in grande preoccupazione la popolazione di Scorzè, chiedendo l’interramento dell’elettrodotto seguendo le autostrade A 27/28.

«Ma ecco – afferma il Pd – che Terna torna ciclicamente alla carica sul tracciato che nessuno vuole, sul quale tutti i Comuni si sono opposti con un chiaro no e sul quale la Regione Veneto tace in spregio delle apprensioni dei cittadini».

(r.fav.)

 

SCORZÈ – Incontro a Peseggia

SCORZÈ – Stasera, alle 20.30 in sala Stignani-Salici a Peseggia, incontro pubblico per parlare delle wetland o vasche di laminazione e fitodepurazione. Le opere saranno realizzate nella zona di via Verdi di Peseggia dal Consorzio di Bonifica Acque Risorgive e verranno illustrati tempi e termini del progetto approvato e la progressione dell’iter. Saranno anche discusse le modalità di utilizzo e manutenzione delle aree.
Le wetland di Peseggia comprendono due invasi, il primo in un’area di laminazione a uso multiplo della capacità di circa 45mila metri cubi a ridosso del Passante di Mestre di 2,3 ettari, e il secondo in un’area di laminazione di 6,5 ettari del volume 97.500 metri cubi situata sulla Peseggiana, a monte della via Nuova Moglianese che dovrebbe diventare anche un parco attrezzato con pista ciclabile lungo via Verdi. Il progetto risale a ottobre 2009. Costo totale dell’opera, interamente finanziata dalla Regione, euro 6.081.655, compresi gli aumenti di esproprio di circa 1.950.000 euro. (r. fav.)

 

NOALE – Vallotto: «Ampliamento improponibile. Si ragionerà in maniera globale sul Pat d’area»

Avanti tutta. Nonostante i no secchi dei tre Comuni coinvolti. Ieri, nella sede mestrina di Veneto Strade, è andato in scena il secondo round dell’iter per l’ampliamento del centro commerciale Emisfero in località Crosarona, struttura che sorge sul territorio di Noale, Scorzé e Trebaseleghe. Le tre amministrazioni, nella riunione precedente, avevano tutte espresso parere negativo. C’è chi difende i piccoli commercianti (Scorzé) e chi, oltre a ciò, pone questioni di viabilità e di rischio idrogeologico (Noale). Il giudizio quindi era netto: nessuna valutazione d’impatto ambientale perché l’allargamento non s’ha da fare. I componenti della commissione Via, però, la pensano diversamente e, progetto preliminare alla mano (presentato dall’immobiliare Giano srl a fine 2012), hanno votato in modo unanime affinché le carte vengano esaminate.
L’intenzione è di costruire un nuovo edificio da quasi 5mila metri quadri accanto a quello già esistente, nel territorio di Noale. L’ampliamento, però, insisterebbe anche su terreni a destinazione d’uso agricolo. E qui nasce un piccolo giallo. Nelle carte presentate dalla Giano srl, infatti, si legge che «è stato intrapreso con l’amministrazione comunale un percorso di cambiamento della destinazione d’uso dell’area». E questa frase è stata citata anche nella riunione di ieri.

«Niente di tutto ciò – dichiara l’assessore all’Urbanistica Sergio Vallotto, presente all’assemblea – non c’è alcun iter di questo tipo in corso».

Se al termine di tutto il percorso burocratico arriverà il nulla osta della Regione (questione forse di un paio d’anni), toccherà al consiglio comunale di Noale approvare quindi una variante urbanistica per permettere l’ampliamento del centro commerciale. Tutt’altro che scontata.

«Si ragionerà in maniera globale sul Piano di assetto del territorio – commenta Vallotto – ma non è plausibile né proponibile un allargamento del genere».

 

Nuova Venezia – “Elettrodotto, Terna non ci rispetta”

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24

mar

2013

Il comitato “Cappella Vive” e il sindaco di Martellago contro il progetto da 380 mila volt: la linea dev’essere interrata

La notizia che Terna concluderà a giugno la concertazione per elettrodotto da 380 mila volt Venezia-Volpago del Montello (Treviso) e poi portare il progetto in autorizzazione entro fine anno, ha scatenato il malcontento del comitato Cappella Vive e dei sindaci di Martellago e Zero Branco. Già il loro collega di Scorzè, Giovanni Battista Mestriner, aveva ribadito nei giorni scorsi come fosse la Regione l’unico interlocutore della vicenda, stavolta altri interpreti sono scesi in campo per dargli supporto. Intanto il comitato, da sempre critico sull’opera «Trasversale in Veneto» lunga 34 chilometri, di cui 11,2 tra Scorzè (9,5 chilometri) e Martellago (1,7 chilometri), prende posizione. In tutto il tracciato, che attraverserà anche i comuni trevigiani di Istrana, Morgano, Paese, Ponzano, Povegliano, Quinto, Trevignano, Treviso, Zero Branco e Volpago, saranno rimossi 86 chilometri di vecchie linee da 132 mila volt. A Scorzè sarebbero smantellati 19 chilometri di vecchie linee, ovvero tre elettrodotti che ora attraversano il comune da nord a sud.

«A Terna», dice il portavoce di Cappella Vive, Vittorio Pellizzato, «diciamo che pensi meno agli utili e più al rispetto del territorio. Pretende di agire incurante dei cittadini, della loro salute, del valore delle loro case e dei terreni, delle aziende agricole, dell’ambiente, del paesaggio e del suo valore turistico. Si dà tempo fino a giugno per accettare il piano oppure passa lo stesso. Invece la Provincia ha chiesto interramento, mentre la Regione è il riferimento politico. Il vero percorso è e resta da Venezia Nord a Cordignano (Treviso), con uscita sulla linea esistente e il raggiungimento delle autostrade A27 e A28, per poi affiancarla in interrato. Ci vuole rispetto per le decisioni del territorio. Intanto nei giorni scorsi l’azienda ha confermato un utile 2012 del più 5,5 per cento rispetto all’anno precedente».

Anche la politica non è da meno all’annuncio di Terna.

«Abbiamo e teniamo sempre la stessa posizione», osserva il sindaco di Martellago Giovanni Brunello, «e continuiamo a chiedere l’interramento».

Anche il suo collega di Zero Branco, Mirco Feston ,tira diritto di fronte alla notizia della fine della concertazione per inizio estate.

«Basta comandare in casa altrui», sbotta, «e sono abituato, quando rendo visita ad altri, di chiedere permesso».

Alessandro Ragazzo

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SCORZÈ – Mobilitazione del comitato CappellaVive dopo Pasqua. Anche Martellago per l’interramento

«Dopo Pasqua si terrà un incontro con i sindaci dei comuni interessati dal mega-elettrodotto. La nuova linea va interrata, punto e basta»

Vittorio Pellizzato, portavoce del comitato CappellaVive, taglia corto:

«Avevamo già in programma questa mobilitazione perché ci preoccupava il silenzio di Terna. Del resto siamo ancora in attesa della risposta della Regione dopo l’incontro che abbiamo avuto nell’estate scorsa con l’assessore all’energia Massimo Giorgietti».

Il “silenzio” di Terna in realtà si è rotto con il comunicato stampa del 21 marzo nel quale si annuncia che la concertazione con gli enti locali per il tracciato dell’elettrodotto “Trasversale in Veneto” si concluderà a giugno 2013. Dopo questa data l’opera sarebbe avviata in autorizzazione entro dicembre.

«Terna conosce la posizione di migliaia di cittadini e quella dei sindaci che hanno chiesto di avere come interlocutore solamente la Regione Veneto – continua Pellizzato -. L’unica soluzione possibile è che l’elettrodotto venga interrato a fianco dei percorsi autostradali».

Nel marzo 2009 erano state raccolte oltre cinquemila firme dei cittadini di Scorzè, Martellago, Zero Branco e Volpago del Montello contro le ipotesi progettuali Terna, e in tutte le assemblee degli ultimi tre anni è sempre stata richiesta la linea interrata.

«Invece del perseguimento di soli interessi propri – affermano a CappellaVive – il vero percorso è e resta il Venezia Nord-Scorzè-Cordignano: uscita sulla linea esistente e raggiungimento delle autostrade, per poi affiancarla in interrato. Gli eventuali maggiori costi di 2 volte e mezzo per gli azionisti verrebbero riassorbiti successivamente perché l’interrato non ha costi di manutenzione e raddoppia la durata. Terna lo sa, ma la società per azioni vuole il massimo utile oggi».

Intanto, come già fatto dal collega di Scorzè Mestriner, conferma la contrarietà al progetto di Terna anche Giovanni Brunello, sindaco di Martellago, che sarebbe interessato dal tracciato del nuovo elettrodotto nella parte nord del capoluogo, nell’area tra via Ca’ Nove e Mezzaluna.

«Ogni tanto Terna si sveglia e manda queste lettere, ma noi restiamo fermi nelle nostre posizioni: la linea va interrata e il nostro interlocutore deve essere la Regione, che noi sindaci abbiamo già sollecitato in tal senso, ma di cui stiamo ancora aspettando una risposta»

conclude Brunello.

(ha collaborato Nicola De Rossi)

 

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