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SCORZÈ – Il grande bosco diventerà anche un’area di mitigazione idraulica. Nuovo incontro ieri alla sede Anas di Mestre sul casello di Martellago-Scorzè i cui lavori stanno entrando nel vivo, dopo l’ultimazione delle operazioni preliminari come la bonifica bellica.
A sollecitare il confronto i sindaci dei due Comuni, Giovanni Battista Mestriner e Giovanni Brunello, e il direttore del Consorzio Acque Risorgive Carlo Benduricchio, per affrontare con Anas le varie problematiche idrauliche aperte e legate non solo alla realizzazione della nuova opera, ma anche al Passante in un’area particolarmente delicata per la presenza del Dese e dei suoi affluenti. I Comuni hanno ottenuto una prima importante risposta dall’Anas. Come spiegano Mestriner e Brunello, il bosco di dieci ettari già concertato per tutelare l’abitato di Cappella, collocato tra il Dese e il Passante e tra il Dese e il Desolino, oltre a un’area di mitigazione ambientale diventerà anche un’area di mitigazione idraulica: alcuni tratti saranno realizzati più bassi rispetto al piano campagna e con argini esterni, in modo da diventare all’occorrenza le prime “vasche di contenimento” dell’acqua. L’Anas predisporrà un progetto ad hoc che sarà illustrato ai sindaci e al Consorzio entro metà gennaio, assieme a quello della “complanarina”, la bretella di collegamento parallela al Passante tra Moglianese e casello, e i progetti di alcune piste ciclabili, come quella di via Morosini, via Onaro e via Ponte Nuovo. (n.d.ros.)

SCORZÈ – La giunta regionale ha approvato il progetto definitivo delle vasche di laminazione lungo la Peseggiana per la riduzione del rischio idraulico nel territorio di Scorzè, in particolare della frazione di Peseggia.
Un progetto che risale ancora all’ottobre del 2009 e che da allora ha comportato aumenti dei costi di esproprio di circa 1.950.000 euro per un costo totale, interamente finanziato dalla Regione, di 6.081.655 euro. L’opera si inserisce, come ha affermato Carlo Bendoricchio direttore del consorzio di bonifica Acque Risorgive, nel più generale piano per il disinquinamento della laguna di Venezia e comprende la ristrutturazione delle rete di bonifica tributaria anche dei collettori Marignana, Deviatore Piovega di Peseggia, Bacino Pisani, Marocchesa e Tarù.
Il progetto comprende la realizzazione di due aree wetland con funzione di vasche di laminazione; una vasca di laminazione; il by-pass di un tratto tombinato della Peseggiana all’interno dell’area urbana; la ricalibratura di un lungo tratto di Peseggiana a valle della confluenza con il Tarù; gli interventi lungo la Nuova Inalveazione Dese per opere di consolidamento delle sponde e la costruzione di una paratoia a ventola poco a monte dell’immissione nel fiume Dese. Le wetland di Peseggia comprendono due invasi, il primo in un’area di laminazione a uso multiplo della capacità di circa 45mila metri cubi a ridosso del Passante di 2,3 ettari e il secondo in un’area di laminazione di 6,5 ettari del volume 97.500 metri cubi sulla Peseggiana, a monte della via Nuova Moglianese che dovrebbe diventare anche un parco attrezzato con pista ciclabile lungo via Verdi. (R.Fav)

 

MARTELLAGO – L’Anas rispetterà gli accordi sul casello di Martellago-Scorzè, mentre le ruspe, a cavallo del fiume Dese, potrebbero essere al lavoro per fine anno. Questo quanto emerso ieri nell’incontro fra i sindaci di Martellago e Scorzè, Giovanni Brunello e Giovanni Battista Mestriner e il capo del compartimento di Anas del Veneto Eutimio Mucilli. Riunione servita per prendere i contatti con Anas, che ha in capo l’opera dopo l’uscita del commissario Silvano Vernizzi lo scorso 31 maggio. Dunque, sì alle rotonde (su via Canove, via Ponte Nuovo e via San Paolo) ma anche alla complanarina lungo l’autostrada, che collegherà via Moglianese al casello, e alle opere di mitigazione ambientale. Questi ultimi due interventi sono inseriti nel progetto definitivo ma non in quello esecutivo, perché il mandato di Vernizzi stava per scadere e l’iter doveva andare avanti. Anas, però, ha preso l’impegno di portare avanti il lavoro fatto nei mesi scorsi, mentre i sindaci hanno chiesto che tutto il pacchetto di opere sia pronto per l’apertura al traffico del casello, prevista nel 2014. E fra queste, c’è anche la tangenziale nord di Martellago, lunga cinque chilometri e mezzo e che unirà la Castellana (zona Kelemata) al casello. Questo su lato est. A ovest, invece, per arrivarci sarà costruita una bretella sempre dalla Castellana (via Boschi). Le parti si rivedranno ancora, perché ci sarà da decidere il cronoprogramma e stabilire le procedure. Date su quando ci sarà la posa della prima pietra del casello, ancora non ce ne sono ma resta probabile l’avvio entro i prossimi tre mesi. Intanto si sta facendo la bonifica bellica nel territorio di Scorzè. «Abbiamo trovato disponibilità da parte di Mucilli», osserva Giovanni Brunello, «e non ci sarà alcun ripensamento su quanto stabilito. Abbiamo chiesto che la rotonda di via Canove sia ridotta nelle dimensioni perché troppo grande. Nell’accordo siglato mesi fa, ci sono 2 milioni e 700 mila euro per la complanarina e altri 2 milioni per le mitigazioni. Tutto è inserito in legge obiettivo». Soddisfatto anche il suo collega di Scorzè Giovanni Battista Mestriner. «Era importante riprendere i contatti operativi con Anas dopo l’uscita del commissario», spiega, «e l’impressione è stata buona. La procedura del casello va avanti: ora dovremmo attaccarci anche la complanarina e le mitigazioni ambientali».

Alessandro Ragazzo

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MARTELLAGO. Giornata importante oggi per il casello di Cappella-Martellago. Nella sede dell’Anas i sindaci di Martellago e Scorzè discuteranno dell’opera con Eutimio Mucilli, capo del compartimento di Anas Veneto, subentrato al commissario Silvano Vernizzi. La riunione odierna diventa importante sia per capire lo stato del progetto (inizio lavori previsto fra fine 2012 e inizio 2013) sia per capire come si procederà con il cantiere. Nel frattempo, si sta facendo la bonifica bellica nel comune di Scorzè. All’opera sono interessati anche i cittadini di Peseggia, che nei giorni scorsi hanno incontrato l’assessore alla Viabilità della Provincia Emanuele Prataviera. In estate avevano raccolto 744 firme per mettere in sicurezza le strade attorno al paese e avevano fatto pure una marcia di protesta con la partecipazione di un centinaio di persone.

«Ca’ Corner» dice uno dei rappresentanti degli abitanti Renzo Michieletto «ci ha fatto sapere che molte nostre richieste sono già state avanzate dal Comune di Scorzè. Ci riferiamo, ad esempio, alla rotonda da inserire all’incrocio tra via Moglianese e via Volta, che dovrebbe sostituire il semaforo di via Verdi».

I cittadini hanno lasciato a Prataviera una lettera con le cose da fare. «Abbiamo trovato disponibilità» osserva Mirco Pizzato «ma abbiamo espresso i timori sulla mancanza di programmazione su alcune opere di mitigazione ambientale e di messa in sicurezza delle arterie di collegamento al casello». (a.rag.)

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MARTELLAGO-SCORZÈ – La richiesta: chiarire i tempi delle opere di mitigazione

Fuori progetto la “bretellina” di collegamento dalla Moglianese

Torna in primo piano il nuovo casello di Martellago-Scorzè, del quale peraltro sono già iniziati i lavori preliminari, con la bonifica bellica dei terreni presso il fiume Dese, dove sarà realizzata l’opera. I sindaci dei due Comuni interessati, rispettivamente Giovanni Brunello e Giovanni Battista Mestriner hanno ottenuto un incontro, stamane a Mestre, con Eutimio Mucilli, capo compartimento per il Veneto dell’Anas (e amministratore delegato di Cav), che da luglio, con la scadenza da commissario al Passante di Silvano Vernizzi, ha assunto la competenza dell’intervento e che sta soprintendendo al progetto esecutivo, curato dalla Pdm.
Alla base della richiesta dei sindaci, la necessità di essere informati su tempi e modalità di realizzazione del casello e soprattutto delle opere complementari e di mitigazione e di compensazione concordate, che i due primi cittadini chiedono di realizzare contestualmente alla barriera. In particolare, il Comune di Martellago vuole chiarezza sulla “complanarina”, la minibretella di collegamento dalla Moglianese al casello aggiunta in un secondo tempo con il protocollo d’intesa siglato con Vernizzi e con Scorzè, che non rientrava nel progetto definitivo e che non farà parte neanche dell’esecutivo.
Che questa opera complementare, non essendo partito alcun avvio di procedimento al riguardo, avrebbe richiesto una procedura a parte era risaputo, ma Brunello intende capire bene quale sarà il suo iter e, soprattutto, se sarà ricompresa, come tutto il resto, nella legge Obiettivo.

Nicola De Rossi

 

 

Chicchi grossi come noci hanno colpito le colture orticole

Raffiche di vento a 44 chilometri orari. Caduti 343 millimetri di pioggia in un’ora

MIRANO. Ancora grandine su Miranese e Riviera, dove a piegarsi è stata ancora una volta l’agricoltura, già in ginocchio a causa dei fenomeni intensi delle scorse settimane.         Ieri all’ora di pranzo un nuovo violento temporale si è abbattuto nell’entroterra veneziano, poco dopo l’una, interessando le zone già colpite dal fortunale di due settimane fa. Raffiche di vento fino a 44 chilometri orari, poi una vera e propria bomba d’acqua con chicchi di grandine grossi come noci, fino a 3 centimetri di diametro in alcune zone. La stazione Meteosantangelo, a Sant’Angelo di Sala, ha rilevato un’intensità di precipitazioni pari a 343 millimetri di pioggia in un’ora. Gli esperti del centro meteo spiegano il fenomeno come un’improvvisa discesa di aria fredda dalle Alpi, che in pianura si è incuneata sotto a quella più calda presente da giorni. Un contrasto che ha generato nubi imponenti che hanno scaricato la loro potenza soprattutto tra le province di Padova, Venezia e Treviso. Il Miranese si è in pratica trovato al centro del ciclone. Vento, acqua e grandine hanno sferzato soprattutto Mirano, Noale, S. Maria di Sala, Scorzè e Martellago, senza particolari danni ma colpendo ancora una volta le colture già devastate dalla tromba d’aria del 22 giugno, soprattutto quelle orticole. È ancora presto per fare la conta dei danni, l’ennesima in questa stagione, dove a parte i temporali violenti si soffre ancora di problemi di siccità. L’acquazzone di ieri, intenso, ma per fortuna breve, ha anche creato qualche disagio in alcuni quartieri residenziali, con strade, scantinati e sottopassi allagati, ma la situazione è tornata velocemente alla normalità.       In Riviera la forte grandinata ha colpito i comuni di Mira, Pianiga, Dolo e Fiesso. In particolare le colture di mais e i vigneti nella zona di Dolo e Camponogara. «L’area che è stata più colpita» spiega Fabio Livieri di Coldiretti, «è stata quella a cavallo con il Miranese. Stavolta è stato danneggiato il mais in fase di crescita avanzata a causa del gran caldo degli ultimi giorni e le produzioni di ortaggi». Non si sono registrati in Riviera danni ad abitazioni o cose. I pompieri della caserma di Mira non hanno registrato chiamate di soccorso. Il gran vento ha fatto volare qualche grosso ramo d’alberi sulla provinciale 14 tra Dolo e Piove di Sacco. A Pianiga sono volati cartelloni pubblicitari di metallo in mezzo alla strada.

Filippo De Gaspari – Alessando Abbadir

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Cento le aziende coinvolte nel nubifragio di mercoledì tra Riviera e Miranese

La Coldiretti: «Impossibile chiedere lo stato di crisi, nessun rimborso previsto»

DOLO. Ora arrivano le cifre dei danni all’agricoltura in Riviera e Miranese a causa dei nubifragi e della grandine dello scorso mercoledì: tre milioni di euro che non saranno rimborsabili come calamità naturale. Le aziende coinvolte? Un centinaio. I numeri emergono dalle ispezioni fatte da Coldiretti nel comprensorio nei giorni scorsi. «Abbiamo verificato con i nostri tecnici, spiegano Paolo Capuzzo e Fabio Livieri referenti di area di Coldiretti, «che i danni nell’area dei 17 comuni sono nell’ordine dei tre milioni di euro solo per le colture. È stata colpita duramente la zona di Dolo , Mira , Fiesso D’Artico, Fossò e nel miranese ad esempio Cappella di Scorzè, l’area di Martellago e alcune frazioni di Mirano come Vetrego e Campocroce».        Le colture più colpite? Con mais e granoturco che hanno avuto danni per il 70 % dei raccolti , sono state quasi letteralmente cancellate le produzioni di tabacco che si concentrano a Fiesso D’Artico , Pianiga e Mirano. «Queste produzioni specifiche», spiega Livieri, «hanno avuto danni per l’85 % e andrà male anche per i vitigni che erano in fase di fioritura e sviluppo e che sono stati semidistrutti dalle grandinate. Malissimo le produzioni di alberi da frutto e bietole».        Questi danni però non potranno essere rimborsati. «Se le aziende non hanno stipulato specifiche assicurazioni, spiega Livieri, «dato che non ci sono stati danni alle strutture agricole, non sarà concesso lo stato di crisi e in questo modo non sarà possibile ricevere contrbuti per i danni subiti». Una speranza di ripresa per le colture c’è ed è paradossalmente , questo periodo di caldo che è seguito ai nubifragi. Dopo la tanta pioggia dei giorni scorsi», concludono Capuzzo e Livieri di Coldiretti, «questa ondata di caldo africano permetterà soprattutto alle viti di riprendersi e fare vino di buona qualità ma resta da sperare che i fenomeni negativi non si ripetano nel corso dell’estate».       E se i danni alle colture non potranno essere rimborsati , non lo saranno nemmeno quelli alle abitazioni che hanno subito numerosi allagamenti a Mira Taglio, Fiesso, Dolo e in alcune frazioni di Mirano. A Mira il comune ha già avvertito le 300 famiglie coinvolte dai nubifragi. Per loro nonostante i tanti danni non ci sarà un euro . Il comune di Dolo cerca di andare incontro alle esigenze dei suoi residenti invece annunciando di voler sforare il patto di stabilità. Quello che appare chiaro comunque è che i soldi stavolta non ci saranno per nessuno.

Alessandro Abbadir

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Nuova Venezia – Riviera, “Interventi bloccati dai tagli”

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15

giu

2012

 

L’ex commissario Carraro: «Realizzato solo il 25% del programma»

MIRA. «Molto si è fatto ma degli interventi che avevo programmato dal 2007 in poi è stato realizzato solo il 25 % anche in Riviera del Brenta». A dirlo è MarianoCarraro l’ex commissario straordinario agli allagamenti che per quattro anni si è occupato soprattutto in provincia di Venezia a dare risposte per risistemare un territorio che dal 2007 in poi (l’evento maggiore è del settembre di quell’anno) aveva mostrato gravi squilibri nell’assetto idrogeologico con tracimazioni e danni per migliaia di famiglie.           «A Mira e Dolo, ma anche a Campagna Lupia Campolongo e Camponogara, Fiesso e nel Miranese in realtà come Santa Maria di Sala e Mirano, Noale e Scorzè» spiega l’ex commissario Mariano Carraro «ho cercato di far attivare tutti i fondi a disposizione per realizzare interventi idraulici come il risezionamento di canali, la realizzazione di aree di golenaggio, l’installazione di nuove pompe idrovore, vasche di laminazione e la realizzazioni di nuove botti sifone. Come commissariato agli allagamenti abbiamo risarcito in parte i danni subiti da molte famiglie. I fondi che maggiormente sono stati utilizzati sono quelli destinati dalla Legge Speciale per Venezia, fondi finalizzati al disinquinamento della laguna. Tutto questo è in parte servito anche in questa occasione per mitigare i danni del maltempo e del nubifragio visto che senza questi interventi si sarebbero ripetuti i danni del 2007».        Carraro però lancia un monito a Comuni e Consorzi di bonifica. «Dal 2008 in poi a causa della crisi economica i lavori in programma per la sistemazione idraulica del comprensorio di Riviera e Miranese in molti casi non sono più partiti» conclude Carraro «perché risorse non ce ne erano più.        Si deve capire invece che questi lavori vanno completati altrimenti i danni che produrranno i mancati interventi saranno maggiori dei supposti risparmi».

(a.ab.)

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