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Gazzettino – Treni, caccia al gestore europeo

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30

set

2014

Il Veneto apre le procedure di appalto pubblico per il trasporto ferroviario. La rete regionale sarà suddivisa in tre grandi lotti

FERROVIE – In Veneto via al bando europeo per la gestione delle ferrovie.

12 mesi – IL BANDO A BRUXELLES

142 milioni – IL COSTO DEL CONTRATTO

Semaforo verde da Palazzo Balbi per l’avvio dell’iter finalizzato alla messa a gara pubblica del sistema di trasporto ferroviario regionale. Che, al massimo entro due anni, potrebbe assumere una connotazione del tutto diversa dall’attuale, tramite l’assegnazione delle tratte a lotti e a più gestori contemporaneamente. Ad annunciarlo ieri a Venezia è stato il governatore Luca Zaia, spiegando che il valore annuale del contratto non supererà complessivamente quello in vigore oggi con Trenitalia, pari a 142 milioni di euro. «A cambiare invece saranno i meccanismi di assegnazione – ha aggiunto – perché ammesso che in materia gli uffici tecnici non riscontrino impedimenti particolari, vorrei procedere a una suddivisione per tratte. Vale a dire almeno tre lotti corposi, che potrebbero comportare la compresenza sul territorio regionale di gestori diversi».
Attesa e annunciata da tempo, ma solo da ieri partita ufficialmente per ammissione dello stesso presidente della Giunta regionale, la gara pubblica su base europea sarà preceduta da circa dieci mesi per la preparazione dei contenuti del bando, cui faranno seguito altri dodici mesi (obbligatori) di affissione dello stesso all’albo pretorio dell’Unione Europea a Bruxelles. “Fatti i conti a spanne, la fase di preparazione del testo e l’evidenza pubblica del bando dovrebbero richiedere in tutto un biennio – ha detto Zaia – In ogni caso, mi auguro di cuore che la partita possa chiudersi un po’ prima del previsto. Entro la fine dell’anno prossimo? Temo che quest’ultima prospettiva sia troppo ottimistica. Comunque, ne sarei contentissimo e lo considererei un eccellente risultato”. Sollecitato a chiarire gli attuali rapporti tra la Giunta regionale e i vertici di Trenitalia, il governatore ha precisato che tra lui e l’amministratore delegato Vincenzo Soprano “c’è un’ottima sintonia: l’ho incontrato poco tempo fa, e gli ho ribadito che per il Veneto è essenziale che sin da ora i treni siano puliti, puntuali, confortevoli e non sovraffollati”. Sui convogli cadenzati ha aggiunto che “i buoni risultati si vedono, anche se qualche ritardo o criticità ancora c’è”. Mentre sulle tratte di competenza di Sistemi territoriali ha tagliato corto precisando che “problemi non ce ne sono, in quanto già nostre”. E sui referati a suo carico delle infrastrutture e del trasporto pubblico locale, non ha escluso che prima della chiusura del mandato possano essere assegnati ad altri, “perché di incombenze come presidente ne ho fin troppe, e in vista della conclusione della legislatura saranno sempre di più. Ma non in tempi strettissimi, e non mediante l’identificazione di nuovi assessori, perché gli attuali sono sufficienti”.“La messa a gara pubblica del sistema ferroviario regionale è un atto dovuto, chiesto a gran voce non solo dai veneti ma dalla stessa Unione Europea – ha chiarito poi Zaia – E la suddivisione a lotti, un modo per rispondere meglio alle necessità dell’utenza. Non ho dubbi che, dopo la cessazione del contratto in essere, a concorrere ci sarà anche Trenitalia. Forse le Ferrovie tedesche, che negli ultimi tempi ci stanno osservando con la massima attenzione. E non è da escludere che alla conclusione del procedura tecnica e dopo l’ufficializzazione della gara, ad aggiungersi all’elenco siano soggetti completamente nuovi, interessati a inserirsi nel sistema”.

Vettor Maria Corsetti

 

Nuova Venezia – Zaia lancia la gara per i treni regionali

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30

set

2014

Avviso di sfratto per Trenitalia, procedura europea per un appalto da 142 milioni di euro l’anno: «Convogli puliti e puntuali»

VENEZIA – Oggetto: gara per l’affidamento dei servizi ferroviari regionali. Importo: 142 milioni di euro l’anno. Durata: dieci anni. Esito: tutto da scrivere. La giunta regionale ha deciso di aprire le procedure per la messa a gara del servizio di treni regionali. Quasi un avviso di sfratto a Trenitalia, che peraltro non pare particolarmente interessata a una gara sostanzialmente in perdita (i collegamenti più remunerativi sono le Frecce sulle lunghe percorrenze). Liberi treni in libero Veneto, dunque. Ma con il rischio è che la gara, che avrà valenza e procedura europea, vada deserta perchè il servizio è troppo complicato da assicurare e poco remunerativo. E dunque la possibilità di doversi sedere nuovamente al tavolo con Trenitalia è molto probabile. «L’impegno che avevamo assunto è stato mantenuto – gongola il presidente delle Regione Luca Zaia, illustrando la delibera – ora le strutture regionali dovranno lavorare a testa bassa per chiudere il bando, un lavoro particolarmente complesso che dovrà tenere conto di molte variabili: dal personale in servizio fino ai rapporti con le regioni confinanti per terminare con la disponibilità del materiale rotabile, dei depositi, delle officine di manutenzione. Nel frattempo arriveremo entro poche settimane alla sottoscrizione del già annunciato protocollo con Trenitalia che permetterà di arrivare a fine contratto con treni più puntuali, migliore informazione e comfort di viaggio. Vorrei anche sottolineare – ha concluso Zaia – che abbiamo già identificato i fondi per tutte quelle variazioni di orario segnalateci dagli enti locali dopo l’introduzione dell’orario cadenzato che, confermo, ha certamente portato maggiore regolarità nei collegamenti». Attualmente Trenitalia assicura il servizio di treni regionali in virtù di un contratto di servizio che scadrà a fine dicembre. I tempi per la gara saranno giocoforza più lunghi: si calcolano almeno diciotto mesi e dunque la gara non potrà essere bandita prima di inizio 2016. A gestire tutta la fase tecnica sarà la controllata Sistemi Territoriali, sulla base di una serie di indirizzi che la giunta regionale ha individuato in questo modo: individuazione dei servizi ferroviari da garantire, per 14.826 chilometri di percorrenza annua; quantificazione del corrispettivo, pari a 142 milioni di euro l’anno; durata in dieci anni, prorogazione di eventuali altri cinque. Il nuovo gestore dovrà garantire la messa in esercizio di materiale di nuova immatricolazione: l’intento della gara è infatti quello di arrivare a una riduzione dell’età media della flotta ferroviaria rispetto ai valori attuali.

Daniele Ferrazza

 

Gazzettino – “I treni ignorano Salzano e Spinea”

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22

set

2014

PROTESTA – I Regionali Veloci saltano le due stazioni del Miranese, i pendolari insorgono

«I treni Regionali Veloci fermino anche a Salzano e Spinea: un miglior servizio per alcuni non può giustificare un disservizio per molti». Il comitato pendolari di Spinea alza la voce: a studenti e lavoratori non va proprio giù che molti treni della linea Bassano-Venezia fermino nel Miranese solo a Noale e Maerne. «Le stazioni di Salzano e Spinea servono un numero altissimo di utenti, saltandole vengono risparmiati solo otto minuti – spiegano i pendolari -. Molti di noi sono costretti ad utilizzare altre stazioni, muovendoci in macchina e facendo dunque aumentare traffico e inquinamento. È davvero un’intelligente logica di trasporto?». Il comitato (molto attivo anche su Facebook) ha appena stilato un dettagliato documento con le proprie richieste a breve, medio e lungo termine. Il documento è già stato presentato al sindaco Silvano Checchin e ora i pendolari chiedono un incontro al governatore del Veneto Luca Zaia (che ha assunto le deleghe ai Trasporti dopo il coinvolgimento dell’assessore Renato Chisso nello scandalo-Mose). Il comitato chiede fin da subito anche una maggior efficienza della linea Noale-Mestre, denominata navetta: «Quando ci sono dei problemi queste corse Noale-Mestre sono le prime ad essere soppresse. In questi casi chiediamo almeno che il treno successivo fermi nelle nostre stazioni per evitare che nessuno rimanga a piedi». In un’ottica a breve termine i pendolari propongono un’idea diversa di treno Regionale Veloce: «Questi convogli dovranno essere realmente veloci e prevedere molte meno fermate, le principali sarebbero Mestre, Castelfranco e Bassano. Dovranno essere in aggiunta alle normali corse previste con l’orario cadenzato». Due infine le richieste a lungo termine: «Innanzitutto il raddoppio del binario fino a Castelfranco, una regione come il Veneto non può ancora permettersi linee ferroviarie a binario unico – scrivono i pendolari -. E poi chiediamo un biglietto elettronico integrato tra bus e treni: questo per evitare di avere un abbonamento per il servizio ferroviario e poi doverci pagare il bus a causa di ritardi e soppressioni».

 

Le Ferrovie dello Stato cercano associazioni culturali per affidare quelle non più vigilate: a Mestre c’è Carpenedo

Nella lista, alla voce Veneto, sulla linea Mestre- Fossalta, c’è la stazione di Carpenedo, in buono stato, a cinquecento metri dal centro cittadino. È una delle 87 stazioni impresenziate del Veneto finite nella lista delle Ferrovie dello Stato che cerca partner per non lasciare nell’abbandono stazioni ancora attive e frequentate da pendolari ma dove non ci sono biglietterie e personale delle ferrovie. FS darà le vecchie stazioni in affitto o concessione d’uso gratuito a chi si occuperà della loro manutenzione e le utilizzerà per organizzare progetti e attività socio-culturali. Una opportunità che può avere sbocchi diversi: sale espositive, spazi di produzione culturale o artigianale, punti turistici sono alcune delle possibilità date dal piano noto a pochissimi. Nella lista veneta troviamo la stazione di Carpenedo, vicino alla piazza e a Santa Maria dei Battuti. Il passaggio a livello di via Trezzo, attiguo, nel 2015 dovrà sparire sostituito da un sottopasso che chiuderà il collegamento con Carpenedo. Lo ha confermato il nuovo piano comunale del traffico. Ma del futuro della stazione da tempo non si ha certezza: nel piano del metrò regionale (Sfmr) era prevista una nuova stazione vicino al cimitero, poi stralciata. La vecchia stazioncina resta dove è. Utilizzata dai pendolari ma senza servizi. Ci sono altre piccole stazioni della nostra provincia nell’elenco: quella di Gaggio, Lison e Fossalta di Piave; Salzano Robegano sulla Mestre-Trento; Preganziol sulla Mestre-Orsago. In Veneto, il piano Fs ha censito 87 piccole stazioni impresenziate per 98 locali di stazione e 84 appartamenti (54 quelli occupati) , con un valore a bilancio complessivo di 10 miliardi di vecchie lire per i locali di stazione e 17 miliardi per gli alloggi. Le superfici calcolate risultano così ripartite: oltre 7.200 mq per i locali di stazione e circa 9500 mq per gli appartamenti. I fabbricati sono in stato di conservazione accettabile nel 68% circa dei casi ( in un caso lo stato è ottimo; in 9 casi buono; in 49 discreto; un immobile è vecchio; 15 quelli scadenti e 10 quelli fatiscenti). Cinquantuno stazioni sono in posizione centrale rispetto i centri urbani e questo è il caso di Carpenedo. Ferrovie dello Stato in Veneto ha già avviato 21 contatti per un possibile riutilizzo delle aree disponibili: tre con operatori economici privati e 18 con enti locali. 21 i contratti già stipulati (4 di affitto e 16 di comodato). In cinque casi si tratta di accordi a scopo commerciale, in 20 casi lo scopo è sociale e in altri due di diverso tipo. Per Carpenedo non ci sono ancora contatti con associazioni, enti locali, aziende interessate ad un riuso della vecchia stazioncina, cara a molti mestrini e che fino al 1927 era nota con il semplice nome di Carpenedo. La struttura è dotata di sovrappasso pedonale; biglietteria automatica, parcheggio bici, altoparlanti di annuncio arrivo e partenza treni e una sala d’aspetto non riscaldata. «Bonificare significa ripristinare accettabili condizioni di agibilità, ma anche, laddove sia possibile, andare oltre, rendendo la stazione stessa luogo di nuove imprese economiche e sociali», scrivono nel loro piano le Fs. Il riuso ha vari sbocchi. Nel turismo culturale o ambientale, già sperimentato in alcuni casi in altre zone d’Italia. Al Sud le vecchie stazioni sono state una occasione per l’occupazione giovanile.

Mitia Chiarin

 

Il comitato pendolari di Spinea chiede la revisione dell’orario e il reinserimento delle stazioni minori

SPINEA «A che serve il treno veloce se non è per tutti?». Comitato pendolari di Spinea all’attacco: il nuovo orario cadenzato, come il vecchio, non soddisfa e così ecco una serie di richieste che gli utenti della stazione Sfmr del Graspo hanno consegnato in Comune, chiedendo al sindaco di farsene portavoce in Regione: ripristino delle fermate soppresse, revisione degli orari e biglietto unico elettronico le richieste formulate.

Treni veloci. L’orario attuale prevede treni regionali veloci in fasce orarie delicate per i pendolari. Ora i tempi sono accorciati sulla tratta Venezia-Bassano, a scapito però delle fermate in tutte le stazioni. Insomma: treni più veloci che regionali. «I regionali veloci», protestano per il comitato Andrea Pruner, Laura Mezzacapo e Nicola Barbiero, «hanno fatto guadagnare 8 minuti a scapito di alcune fermate che servono un numero di utenti maggiore di altre. Un esempio? I treni che fermano a Maerne ma non a Salzano-Robegano e Spinea, per le quali occorrerebbero tre minuti ciascuna. Non chiediamo modifiche d’orario ma l’inserimento delle fermate di Salzano e Spinea. I servizi navetta dalla stazione di Noale a Mestre non bastano: sono poco frequentati e sono i primi a essere soppressi».

Orario. L’obiettivo del comitato è anche quello di ottenere migliorie nella revisione dell’orario, già prevista per il 13 dicembre. «L’orario cadenzato deve permettere una quantità maggiore di corse anche durante i giorni festivi e oltre gli orari oggi in vigore, con fermate in tutte le stazioni previste, così come succede nel servizio metropolitano delle grandi città. Solo così si otterrà maggiore efficienza del servizio».

Treno e bus. «Serve il raddoppio del binario almeno fino a Castelfranco, la previsione del biglietto unico elettronico e un sistema di trasporto locale integrato». Il comitato ritiene insensata una ferrovia a binario unico e non accetta che la dorsale venga considerata tratta secondaria viste le migliaia di persone che la usano. «Il biglietto unico elettronico è per evitare di pagare due biglietti nel caso un treno in ritardo o soppresso costringa i pendolari a servirsi dei bus». A proposito: «Non possiamo pensare a stazioni ferroviarie metropolitane che, seppur con importanti parcheggi, non prevedano una fermata per i bus. Quella di Spinea non è collegata ai mezzi pubblici, nonostante la presenza di due corse (la linea 6 e 7) che passano a fianco».

(f.d.g.)

 

 

I comitati vogliono che la Regione aumenti i treni nella fascia serale e nei giorni festivi

PORTOGRUARO – A tre mesi dall’entrata in vigore del nuovo orario, che avverrà a metà dicembre, i comitati pendolari della tratta Venezia-Portogruaro chiedono un incontro urgente al governatore Zaia per capire quali modifiche la Regione sia disposta a introdurre per migliorare il servizio. La richiesta è stata avanzata in una lettera sottoscritta dai comitati pendolari del Veneto Orientale e di Quarto d’Altino. Nella missiva gli utenti ricordano che sono passati nove mesi dall’introduzione dell’orario cadenzato e che, sia prima che dopo tale data, i comitati hanno presentato alla Regione diverse richieste di modifica e integrazione del servizio. Nodi tuttora irrisolti, nonostante ad aprile ci sia stato anche un primo incontro con Zaia. I problemi riguardano innanzitutto la fascia serale, con l’ultimo convoglio da Venezia che parte alle 22.41 («Mentre prima c’era un treno alle 0.21 utilizzato da circa cento persone», ricordano i pendolari) e nessun treno tra le 20.11 e le 22.11. L’altro nodo chiave è quello dei collegamenti di sabato e nei festivi. Di sabato il primo arrivo a Venezia è possibile solo alle 6.50, mentre prima era alle 5.25. Peggio ancora va nei festivi, con il primo arrivo possibile a Venezia alle 7.20 o addirittura alle 8.56, se si parte da una delle stazioni minori. Infine l’annoso problema dei «buchi» d’orario in tarda mattinata: tra le 10.41 e le 12.41 da Venezia, tra le 11.08 e le 13.04 da Mestre. «Inutile sottolineare che queste mancanze creano disagio a diverse centinaia di persone», scrivono i comitati, «apprendiamo con piacere dalle sue dichiarazioni che Zaia avverta l’urgenza di risolvere gli spinosi problemi causati ai pendolari dall’entrata in vigore dell’orario cadenzato e come senza la necessità di un confronto diretto con gli utenti. Dal momento che fra tre mesi entrerà in vigore l’orario per il 2015 chiediamo un incontro per capire quali modifiche la Regione sia disposta a inserire».

Giovanni Monforte

 

I disservizi a danno dei pendolari: gli impegni dell’ad Soprano dopo il colloquio con il governatore

La Regione conferma la gara europea per il trasporto ferroviario locale e rimodula le multe sui ritardi

VENEZIA – Il potenziamento del numero dei convogli in ambito veneto con l’entrata in servizio – entro il 2016 – di 166 nuove carrozze e 9 convogli supplementari Vivalto; la garanzia di fornire ai passeggeri, tramite il gestore dell’infrastruttura Rfi, un’informazione finalmente adeguata a terra e a bordo treno; 50 milioni di euro di investimenti sui centri manutentivi a cominciare dalla nuova officina ferroviaria di Mestre. Questi gli impegni assunti dall’amministratore delegato di Trenitalia, Vincenzo Soprano, a conclusione di un lungo incontro con il governatore Luca Zaia che nei giorni scorsi, in una lettera al manager, aveva evidenziato le criticità del trasporto regionale su rotaia, legate in particolare al sovraffollamento e alla puntualità delle corse. «Tutti i punti trattati e le obbligazioni assunte saranno oggetto di uno specifico atto integrativo all’attuale contratto di servizio», fa sapere Palazzo Balbi, rimarcando che stavolta non si accontenterà di vaghe promesse a fronte dei disagi e delle proteste dei pendolari che hanno indotto l’amministrazione a disdettare il contratto con Trenitalia (così da evitarne il prolungamento automatico) adottando l’opzione di un bando di gara europeo per l’affidamento del trasporto pubblico locale nei prossimi anni: entro ottobre una delibera della Giunta avvierà la procedura, con una novità rilevante: qualora non si aggiudicasse il futuro appalto, Trenitalia sarà disponibile a noleggiare il proprio materiale rotabile al vincitore, così da favorire una più ampia presenza internazionale alla gara. Tornando al vertice di Venezia (tre ore di colloquio a porte chiuse) Zaia e Soprano hanno concordato sul fatto che l’aumento del traffico ferroviario, stimato nell’ordine del 10%, richiede una maggiore erogazione di risorse per assicurare l’efficacia degli orari cadenzati il cui andamento è considerato nel complesso soddisfacente: i +10 milioni iniziali saranno così integrati alla luce dei maggiori introiti derivanti dall’annunciato aumento del biglietto sulle corse semplici e dalla crescita del volume passeggeri. Delicato il capitolo puntualità dove Trenitalia condivide con Rfi la responsabilità dei ritardi, provocati anche dalle scandenti condizioni di alcuni tratti della rete, perciò la Regione definirà direttamente con questa società un protocollo sulla pianificazione e gestione delle tracce future. Lo stesso sistema delle multe sarà modificato; finora la Regione ha applicato le sanzioni sulla media temporale partenza-arrivo del tragitto devolvendo il ricavato al fondo abbonamenti di lavoratori e studenti. Era la linea adottata dall’ex assessore Renato Chisso ma ora Zaia, che ha assunto la delega alla mobilità, ha deciso di rimodulare le penali sulle singole fermate, così da consentire un monitoraggio più puntuale del servizio. Che altro? Silenziosi i protagonisti dell’incontro, fonti regionali parlano di «esito molto incoraggiante». Lo verificheremo assai presto.

Filippo Tosatto

 

Gazzettino – Treni, il patto “anti-disagi”

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16

set

2014

Orari, sovraffollamenti, puntualità: firmato protocollo tra Zaia e l’ad di Trenitalia Soprano

La premessa è ambiziosa: azzerare tutti i disagi che da anni affliggono i pendolari di Trenitalia, e non solo. Secondo la Regione Veneto il dado è stato tratto. Ieri l’incontro tra il presidente Luca Zaia e l’Ad di Trenitalia Vincenzo Soprano che ha decretato la sigla di una “carta di intenti” da attuare a brevissima scadenza. L’obiettivo è quello di colmare le lacune che oggi rendono il sistema di trasporto veneto molto poco appetibile, soprattutto per gli utenti che utilizzano alcune tratte.
Ecco i fatti. Si parte dall’orario cadenzato, non gradito a tutti: una variazione in corso d’opera riguarderà una delle linee più calde, la Treviso-Motta. Dal 19 ottobre sarà ripristinata una coppia di treni alle 7.05, con buona pace di tutti quei pendolari che ne lamentavano l’assenza. Ma le aree su cui si dovrà intervenire sono anche altre.
ORARIO CADENZATO – É di certo una delle note più dolenti dell’intero sistema ferroviario veneto. Innegabilmente l’orario cadenzato ha attirato gli strali dei comitati dei pendolari che ne hanno contestato le cancellazioni di corse e gli accorpamenti. La Regione ha trovato i soldi, più di qualche milione di euro, per “aggiustare” le 22 variazioni che stanno creando più disagi. Nei prossimi giorni partiranno gli incontri con i rappresentanti dei pendolari e con i sindaci dei comuni interessati.
PUNTUALITÀ – L’arrivo in orario di un treno diventa una delle priorità per il sistema ferroviario veneto. Ad oggi il 95 per cento dei convogli parte e arriva secondo gli orari stabiliti, ma il sistema può ancora essere perfezionato. Il protocollo d’intesa che è stato siglato prevede che vengano rimodulare puntualità e sanzioni tenendo conto delle responsabilità che possono essere di Trenitalia o del gestore dell’infrastruttura (RFI). Il nuovo protocollo non terrà conto anche del ritardo “medio-orario” e non solo di quello all’arrivo.
SOVRAFFOLLAMENTO – Anche per i treni parte l’”operazione trasparenza”. Sono 16 i treni per i quali si lamentano condizioni di viaggio impossibili e spesso la cattiva comunicazione di ritardi o variazioni, rende il viaggio ancora più insopportabile. Per 9 di questi treni si stanno esaminando le diverse soluzioni al fine di rendere i convogli meno affollati. Accanto a questo partirà anche un nuovo sistema di informazione all’utente sia a bordo dei treni, sia nelle stazioni per rendere più chiaro il servizio.
É stata poi anticipato al 2016 l’arrivo di 166 nuove carrozze e 9 treni Vivaldo nuovi. Trenitalia ha anche confermato il programma di investimenti relativi ai nuovi centri manutentivi che verranno realizzati a Mestre, per un valore complessivo di 50 milioni di euro.
NUOVO BANDO – Entro ottobre il presidente Luca Zaia porterà in giunta una delibera per l’avvio della gara europea per l’affidameto del Trasporto pubblico locale dei prossimi anni. La novità, frutto di un accordo raggiunto oggi con Trenitalia, è che il vincitore si troverà a disposizione i convogli lasciati da Trenitalia, quindi non dovrà perdere tempo per l’acquisto e il posizionamento.

Daniela Boresi

 

Gazzettino – Mestre “Una bretellina al posto della Tav”

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15

set

2014

SFMR – Obiettivo Tessera

TESSERA Il vice presidente della municipalità è contrario all’Alta velocità

«La stazione dell’Alta velocità all’aeroporto non può in alcun modo sostituire la stazione di Mestre, nella quale dovranno continuare a transitare e fermare tutti i convogli». A dirlo è il vicepresidente della Municipalità di Favaro Alessandro Baglioni, secondo cui il collegamento con l’aeroporto dovrà avvenire così come indicato dal Consiglio comunale nei mesi scorsi, ovvero per mezzo della bretellina prevista nel Sistema ferroviario metropolitano regionale (Sfmr) che si stacca dalla linea Venezia-Trieste nei pressi di Dese e, costeggiando la bretella autostradale aeroportuale, raggiunge l’aerostazione.
L’ipotesi del percorso in sotterraneo lungo la gronda lagunare, secondo Baglioni, rappresenta un’opera dall’impatto enorme in un territorio delicatissimo, peraltro tecnicamente difficile e dal costo altissimo. «L’Alta velocità, invece, potrebbe dare l’occasione per realizzare più velocemente la linea Sfmr che collegherà la stazione di Mestre all’aeroporto, staccandosi a Dese dalla ferrovia per Trieste e passando per l’area del Quadrante di Tessera.
Tale linea – dice – risulta strategica nell’ambito della metropolitana ferroviaria, che la Regione Veneto, seppur in grande ritardo, sta cercando di mettere a regime e che dovrebbe cambiare la metodologia degli spostamenti dei cittadini veneti. Pertanto – conclude il vicepresidente di Favaro – anziché ipotizzare opere faraoniche e distruttive per l’ambiente, che trovano, peraltro, la popolazione nettamente contraria, è auspicabile che gli enti e le società preposte si attivino per progettare questa soluzione, garantendo ai cittadini un percorso partecipato».

(mau.d.l.)

 

QUARTO D’ALTINO – Sperimentazione in sordina e pendolari infuriati

Ancora treni soppressi. Le critiche anche di Marotta (Idv)

QUARTO D’ALTINO – «Con la documentazione arretrata dei disagi e dei disservizi porteremo Trenitalia davanti al giudice di pace». Potrebbe essere proprio questo, come annunciano i portavoce del comitato di Quarto d’Altino, il prossimo passo dei pendolari, da anni in lotta con Regione e Trenitalia. Lunedì sono partiti, in sordina, i 22 nuovi collegamenti ferroviari tra Padova e Mestre, anticipazione sperimentale della metropolitana di superficie. I problemi dei pendolari, però, sono quelli di sempre. Da inizio settimana, con il ripristino dell’orario completo e quindi di alcune corse sospese a giugno (nonostante le proteste degli utenti), sono ancora decine i casi di ritardi, disagi e soppressioni segnalate giorno dopo giorno dai pendolari di Quarto d’Altino e del Veneto Orientale.
Solo nella giornata di lunedì sarebbero stati soppressi tre treni della linea Venezia-Portogruaro che avrebbero fatto scattare una segnalazione del Comitato di Quarto alla direzione di Trenitalia. Ieri, stessa storia, con un’altra mattinata di passione segnata dai ritardi, disservizi e cancellazioni. Le critiche, però, arrivano da tutti i fronti. Gennaro Marotta, consigliere regionale Idv, contesta anche la scelta di far partire in sordina la sperimentazione della metropolitana di superficie. «Non sappiamo se la decisione sia stata di Trenitalia o della Regione – commenta Marotta – Ma far partire le nuove corse nell’ombra è stata una pessima idea. Alla peggio, bastava organizzarsi con qualche fotocopia nelle stazioni e gli annunci all’altoparlante. Pochi euro, quasi a costo zero. Invece i viaggiatori non sanno nulla della nuova metro… clandestina». L’anticipazione sperimentale dovrebbe andare avanti fino al 13 dicembre.
«Un altro neo – osserva Marotta – è che i nuovi treni colleghino Padova con Mestre, ma non con Venezia. In questo modo escludiamo i turisti, molti pendolari e tutti gli studenti universitari. Una scelta che dal punto organizzativo sarà anche motivata, ma che per l’utenza resta un mistero».

(m.fus.)

 

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