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Gazzettino – Cancellati 10 treni, pendolari in rivolta

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

13

giu

2014

SALZANO – Disagi sulla Venezia-Bassano, proteste anche su altre linee

Un’altra mattinata di passione per i pendolari, quattro treni soppressi all’ora di punta e decine di viaggiatori infuriati: è un film già visto troppe volte quello che ha riguardato ieri la linea ferroviaria Bassano-Venezia. Quattro corse sono state cancellate tra le sei e le nove, e altre sei nelle ore successive. Dieci in tutto. Inevitabili i disagi per i lavoratori già alle prese con la riduzione delle corse per il periodo estivo. Una situazione che riguarda anche i viaggiatori delle linee per Udine e Trieste.

Molti sono arrivati al lavoro in ritardo  «È già penalizzante l’orario estivo»

Proteste alle stazioni di Noale, Spinea e Salzano

BINARI DI RABBIA  «Al primo problema cancellano i convogli su questa tratta»

Saltano 10 treni, l’ira dei pendolari

Disagi all’ora di punta sulla linea Bassano-Venezia: «È la sesta volta in meno di tre settimane»

SALZANO – I pendolari del Miranese alzano la voce, ma le riduzioni del trasporto ferroviario nel periodo estivo riguarderanno anche molte altre tratte. Sono stati eliminati infatti due treni da Rovigo a Venezia e viceversa, molte corse della Venezia-Portogruaro (tutti i treni che partivano da Mestre ai minuti ’57 dalle 5 alle 19 e tutti i treni che partivano da Portogruaro al minuto ’06 dalle 5 alle 19) e altrettante della Venezia-Conegliano soprattutto all’ora di pranzo e nella fascia oraria 17-19. Dei tagli sulla Venezia-Bassano abbiamo già detto, la linea Venezia-Padova perde invece quasi tutti i collegamenti al minuto 35 e lo stesso discorso si può fare per la linea Vicenza-Venezia con molte cancellazioni al minuto 08. Sulla Chioggia-Rovigo l’ultimo treno parte alle 17.35 anziché alle 19.35. Lo sottolinea il sindacato Filt-Cgil che protesta e lancia un appello al Governatore Zaia: «Dopo l’aumento delle tariffe ora arrivano puntualissimi i tagli estivi, alla faccia dell’orario cadenzato – si legge nella nota diffusa ieri – Siano ripristinate almeno tutte le corse che trasportano lavoratori a Venezia. Riscontriamo sempre pochi servizi e poca attenzione ai pendolari che lavorano tutto l’anno, serve discontinuità con il ventennio passato».

(g.pip.)

 

Soppresse molte corse, proteste dei sindacati

Un’altra mattinata di grande passione con quattro treni soppressi proprio all’ora di punta e altri sei “svaniti” nel corso della giornata con decine di pendolari infuriati: è un film già visto troppe volte quello che ha riguardato ieri la linea ferroviaria Bassano-Venezia. Quattro corse sono state cancellate tra le sei e le nove, inevitabili i disagi per i lavoratori già alle prese con la riduzione delle corse per il periodo estivo. «Un’altra ecatombe di navette, ormai capita almeno due o tre volte a settimana», sbotta su Facebook il comitato di pendolari “Salzano-Robegano”. Le navette sono le corse che collegano Mestre e Noale fermando anche a Salzano e Spinea, dove invece non si fermano le corse dirette Bassano-Venezia e Castelfranco-Venezia. Ieri mattina sono stati soppressi due treni in un senso e due nell’altro. Risultato? I pendolari hanno dovuto attendere venti minuti o mezzora, a seconda del treno, arrivando poi ovviamente a lavoro in ritardo. I disagi maggiori si sono verificati proprio a Salzano, visto che a differenza di Spinea manca anche un adeguato trasporto su bus. Nel pomeriggio sono saltate altre sei corse.
Gli altoparlanti della stazione hanno parlato di guasto tecnico, il comitato non ci sta: «Siamo già fortemente penalizzati dal nuovo orario estivo entrato in vigore questa settimana – scrivono i pendolari -, ma nell’ultimo mese la frequenza dei disservizi si è ancor più intensificata».
I pendolarti sottolineano come la coppia di treni regionali 5768 (partenza da Mestre alle 6,22) e 5771 (partenza da Noale alle 7,09) sia già stata cancellata i giorni 25 maggio, 29 maggio, 3, 6, 9 e 12 giugno. «Una volta ogni tanto un guasto può succedere – sbottano i viaggiatori – ma ora i disservizi stanno diventando sistematici. Questa tratta è considerata la Cenerentola della linea, al primo problema i nostri treni sono i primi ad essere cancellati o a subire ritardi. Ancora una volta il servizio si conferma scadente ed inefficiente».

 

ORARI ESTIVI

Simonaggio (Filt Cgil): tagliati treni su tutte le tratte, la Regione deve ripristinare quelli per i lavoratori diretti a Venezia

«Tolte decine di treni, alla faccia dell’orario cadenzato». I comitati dei pendolari sono sul piede di guerra da giorni, tanto che sabato scorso Luciano Ferro assieme ad un rappresentante del comitato del Veneto Orientale, si è incatenato simbolicamente alla stazione di Quarto d’Altino per protestare contro la riduzione estiva delle corse e il taglio degli orari per il trasporto dei lavoratori. «Non abbiamo più parole«,commenta Ferro, «dal 2009 siamo andati sempre più a picco, non ci sono interlocutori, non c’è confronto, mai visto un servizio del genere ». Adesso a rincarare la dose e prendere posizione, è il segretario regionale della Filt Cgil, Ilario Simonaggio. «Dopo l’aumento delle tariffe, in perfetto orario, arriva il taglio dei servizi estivi, sono state tolte decine di treni». «Siamo sempre alle solite », attacca, «pochi servizi, poche risorse, poca attenzione ai pendolari che lavorano tutto l’anno. Si tratta della peggiore conferma di continuità politica già vista in azione nel 2011 con i 27 treni tagliati». Il sindacato ha scelto di esaminare l’orario dei treni soppressi per tratta ferroviaria, con l’avvio del calendario estivo. Precisa Simonaggio: «È stato massacrato il servizio sulle linee periferiche, altro che orario cadenzato, con innegabili ricadute pure sui servizi primari regionali. Ribadiamo, inoltre, che alcune scelte sono animate da decisioni politiche che non tengono in debito conto l’utenza. Basta guardare quantità e qualità dei tagli per avere il quadro preciso delle decisioni». Simonaggio elenca i tagli: Sulla Bologna – Venezia sono stati eliminati 2 treni da Rovigo su Venezia e viceversa; Sulla Venezia – Portogruaro tolti tutti i treni che partivano da Mestre ai minuti 57’ dalle 5 del mattino fino alle 19, da Portogruaro tutti i treni che partono dal minuto 06’ dalle 5 alle 19. Lungo la Venezia – Conegliano sono stati soppressi, spiega il sindacalista, regionali e regionali veloci soprattutto a cavallo delle 12 e sulle fasce serali dalle 17 alle 19. Sulla tratta Venezia – Bassano, sono stati soppressi i treni da Noale con partenza ai minuti 09’, dalle 7 alle 21 e da Venezia ai minuti 22’ dalle 6 alle 20, soppresso anche un treno Venezia – Castelfranco e viceversa così pure altri due treni nella tratta Bassano – Venezia. «In questo modo ci sono ulteriori buchi nella tratta Metropolitana Noale – Venezia». Infine il collegamento Venezia – Padova e viceversa, perde quasi collegamenti ai minuti 35’ con inizio 6 – 22 e da Vicenza – Venezia ai minuti 08’ con ripercussioni inevitabili sulla tratta Padova – Venezia. Il sindacato denuncia tagli lungo la Chioggia Rovigo e la linea Venezia Udine. Conclude: «Se c’è un tempo per le riflessioni e uno per le decisioni ci sentiamo di rivolgere un appello al presidente della Giunta regionale, che ha assunto l’interim dei trasporti: si dia corso ad una rapida riflessione che produca la decisione di ripristinare almeno tutti i treni che trasportano lavoratori diretti a Venezia».

Marta Artico

 

VITTORIO VENETO – «Dopo Chisso serve un cambio di direzione». Il tavolo di coordinamento dei pendolari veneti, di cui fa parte anche il comitato vittoriese «Il Treno dei desideri» coordinato da Diego Tiozzo, ha preso atto del recente arresto dell’assessore regionale Renato Chisso nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti per il Mose di Venezia. Chisso è stato per anni l’interlocutore principe dei pendolari veneti, e c’è la sua impronta nell’orario cadenzato introdotto anche sulla linea vittoriese a metà dicembre. Una novità che, ricordano i pendolari vittoriesi e non solo, «ha mostrato fin dal suo avvio forti criticità soprattutto nelle aree regionali periferiche. Malgrado le evidenti, macroscopiche disfunzionalità e la disponibilità mostrata dai comitati, l’ormai ex assessore si è mostrato sordo alle richieste di miglioramento del servizio creando una forte sensazione di opacità e mancanza di trasparenza».
Tra i pendolari c’è curiosità su chi si occuperà d’ora in poi di trasporti a Palazzo Balbi. I comitati auspicano che la persona designata dal governatore del Veneto «sappia avere quelle qualità morali, intellettuali e politiche che evidentemente Chisso non ha avuto, e sappia farsi carico di un cambiamento di direzione ormai ineludibile». Da lunedì, intanto, sono scattati i primi «tagli» estivi previsti dall’orario: il regionale per Belluno delle 10.02 tornerà a circolare nei giorni feriali a settembre.

(l. a.)

 

L’arrivo dell’estate porta con sé la riduzione delle corse

Per affrontare il problema domani è prevista una nuova iniziativa

Treni «in vacanza» e turnisti a piedi. La battaglia dei pendolari continua con i Giovani Democratici di Quarto d’Altino, che propongono per domani, giovedì, alle 20,30, un incontro al Centro Servizi di via Tommaso Abbate. «Con l’arrivo dell’estate molti treni sono andati in vacanza insieme agli studenti e molti lavoratori pendolari saranno costretti a subire un ennesimo schiaffo da parte dell’orario cadenzato» afferma l’organizzatore dell’evento, Matteo Golfetto, responsabile GD di Quarto.
Sabato scorso alcuni pendolari della tratta Venezia Portogruaro si sono «incatenati» uno all’altro alla stazione di Quarto. Un gesto simbolico per protestare contro l’orario cadenzato e in particolare contro la cancellazione di alcune corse utilizzate dai lavoratori, come quella che parte da Portogruaro alle 5.06 e passa per Quarto alle 5,45. Un problema in più, che si aggiunge alle altre modifiche previste nell’orario cadenzato, come la riduzione delle corse nel weekend e al «buco» di 2 ore per gli abitanti di Quarto che si trasforma in 3 ore per i centri più piccoli che usufruiscono di un minor numero di treni.
«Poi rimane ancora il problema del treno notturno, quello delle 00,21 su cui noi comitati abbiamo fatto un questionario che ha dato risultati eclatanti – spiega Nicola Nucera del comitato pendolari del Veneto Orientale – almeno il triplo delle persone che attualmente usa l’autobus sostitutivo utilizzerebbe quella corsa se tornasse ad essere un treno».
All’incontro di domani, organizzato dai GD insieme ai comitati pendolari del Veneto, parteciperanno la sindaca di Quarto Silvia Conte e Ilario Simonaggio segretario Filt Cgil.
«L’evento – conclude Matteo Golfetto – non vuole essere un’occasione di lamentela o polemica ma un momento in cui anche la cittadinanza è invitata a proporre idee costruttive e valide per un bene comune verso il quale tutti dovrebbero essere interessati. Noi chiediamo un servizio pubblico più efficiente con un orario che rispecchi veramente l’aggettivo »cadenzato”, quindi con corse regolari e che rispondano ai bisogni di tutti, compresi i numerosi turisti che pernottano nel nostro territori”.

M.Fus

 

Quarto d’altino, miranese e veneto orientale

Il comitato pendolari sollecita la giunta. Disagi per l’introduzione dell’orario estivo

QUARTO D’ALTINO – Il coordinamento dei pendolari chiede che si verifichi come è stato gestito il sistema di trasporto pubblico locale e regionale in questi ultimi anni auspicando che «chi sostituirà l’assessore regionale Chisso sappia avere quelle qualità morali, intellettuali e politiche che evidentemente lui non ha avuto e sappia farsi carico di un cambiamento di direzione ormai ineludibile ». Da anni ormai i pendolari e i cittadini denunciano inefficienze e disservizi del trasporto pubblico locale e regionale. «La recente applicazione dell’orario ferroviario cadenzato, energicamente voluto da Chisso, ha mostrato fin dal suo avvio forti criticità soprattutto nelle aree regionali periferiche; malgrado le evidenti macroscopiche disfunzionalità e la disponibilità mostrata da parte dei comitati, l’ormai ex assessore si è invece mostrato sordo alle richieste di miglioramento del servizio». E ancora: «Al di là di questo, Chisso e la giunta regionale hanno comunque mancato l’obiettivo più importante cioè quello del non aver mai voluto trovare un euro in più, oltre al fondo dello Stato, da destinare al potenziamento del trasporto pubblico locale».

Lamentele arrivano anche dal Miranese. Domenica è entrato in vigore l’orario estivo, che rimarrà attivo fino al 6 settembre. Interessati anche molti pendolari della linea Venezia- Bassano. Queste riguardano soprattutto chi sale o scende a Salzano. Per chi viaggia in direzione Venezia, è stato tolto il regionale delle 12.31, mentre le navette per Mestre circoleranno ogni due ore tra le 6 e le 9 e le 14 e le 21. Ne consegue che ci saranno alle 7.14, 9.14, 15.14, 17.14, 19.14 e alle 21.14. In pratica, sempre alle ore dispari. Viceversa, invece, l’orario per i prossimi tre mesi non prevede il convoglio delle 10.26 proveniente da Santa Lucia. Riguardo alle navette da Mestre, i pendolari potranno salire su quelle delle 6.22, 8.22, 14.22, 16.22, 18.22 e 20.22. In questo caso, saranno disponibili nelle ore pari. Inoltre è stato eliminato il convoglio per Castelfranco delle 10.57 e quello proveniente dalla città trevigiana delle 12.04.

(m.a.-a.rag.)

 

FERROVIE – Appello del comitato alla Regione

Una verifica sulla gestione del sistema di trasporto pubblico locale e regionale. A chiederlo è il Comitato dei Pendolari del Veneto Orientale assieme a il Tavolo di Coordinamento dei Pendolari del Veneto.
Dopo il recente arresto dell’assessore regionale alla Mobilità Renato Chisso il comitato dei Pendolari auspica che «chi lo sostituirà sappia avere quelle qualità morali, intellettuali e politiche che Chisso non ha avuto, e sappia farsi carico di un cambiamento di direzione». I pendolari a più riprese hanno denunciato inefficienze e disservizi, anche in occasione dell’avvio dell’orario cadenzato «caratterizzato da forti criticità specie nelle aree regionali periferiche – sottolinea il comitato -. Chisso è rimasto sordo alle richieste di miglioramento, malgrado le evidenti difficoltà e la disponibilità dei comitati. La sua azione di tipo muscolare più volte ha negato il confronto diretto con i cittadini e la politica non allineata». Ma soprattutto, secondo i pendolari, «la Giunta regionale ha mancato l’obiettivo più importante, non impegnando un euro in più, oltre al fondo dello Stato, per il potenziamento del trasporto pubblico locale e regionale, concentrandosi su opere stradali e privilegiando la viabilità su gomma».

 

IL CASO «Io, pendolare senza più treno ho dovuto cambiare casa»

INCHIESTA Entrato in vigore l’orario estivo, nuovi disagi per i pendolari

MESTRE – «Per colpa dei treni sono stata costretta a cambiare casa».
Tra le testimonianze dei pendolari che viaggiano con il treno delle 5,45, quella di Elisa è la più eloquente. Fino a qualche settimana fa abitava a Quarto d’Altino, vicino al figlio e al nipote, e prendeva il treno ogni mattina per andare all’ospedale civile di Venezia dove lavora come infermiera. La corsa è quella che, dal lunedì al venerdì, parte da Portogruaro alle 5.06 e transita per Quarto d’Altino alle 5.45 per poi continuare fino a Mestre. Ed è proprio quel treno, su cui secondo i dati della Regione viaggiano circa 70 persone, che da oggi è sospeso per l’avvio dell’orario estivo in vigore fino a settembre.
«Prima lo prendevo alle 6 e poi era stato anticipato alle 5,45, ma era un disagio continuo – racconta Elisa -. Ritardi, cancellazioni e incertezze continue». Per il ritorno la stessa storia. «Io faccio il turno giornaliero ma spesso, se c’è utenza, dobbiamo fermarci ad oltranza anche alla fine del nostro orario. Io invece ero costretta a scappare e correre in stazione, ma a volte arrivavo lì e scoprivo che il treno era saltato o sarebbe arrivato in ritardo. E così dovevo chiamare qualcuno per andare a prendere mio nipote all’asilo». Alla fine la decisione drastica: «Lavorando in ospedale non potevo più continuare a fare questa vita, così ho deciso di lasciare la mia casa a Quarto d’Altino, dove vive uno dei miei figli e mio nipote, e di spostarmi a Mestre».
Con l’orario estivo, il taglio di treni utilizzati dai lavoratori è solo uno dei disagi per i quali i pendolari protestano da mesi. I comitati hanno organizzato numerose manifestazioni a Mestre, a Venezia. Sabato scorso l’ultima, in stazione a Quarto d’Altino, dove alcuni pendolari dai comitati di Quarto e del Veneto Orientale si sono incatenati uno all’altro per protestare contro l’orario cadenzato.
Chi non può fare scelte drastiche come quella di Elisa è costretto ad adattarsi. Ma deve rincorrere i treni, stare attento ai cambi di orario o prenderli in anticipo e fare lunghe attese per non rischiare ritardi e cancellazioni. «Mio figlio ha iniziato uno stage a Mestre – racconta Anna -. Ma, con questo orario che dovrebbe essere cadenzato, è costretto ad andare via presto e poi passare più di un’ora a casa di qualcuno per essere sicuro di arrivare al lavoro in tempo».
«Io prendevo il treno del mattino, ma ora ho smesso perché mi facevo il sangue amaro – aggiunge Loriana Spinadin di Quarto -. In una città turistica come Venezia si lavora sette giorni su sette e non è possibile avere i treni solo dal lunedì al venerdì. Per fare un nuovo orario bisognerebbe consultare anche i lavoratori e, invece, adesso ci ritroviamo con tre treni in un’ora in alcune fasce orarie, e con dei buchi di due o tre ore per le manutenzioni che invece dovrebbero fare di notte».
«Quello del sabato e la domenica è uno dei problemi principali – conclude Gianni Foffano, un portavoce del Comitato dei pendolari di Quarto -. Io lavoro a Burano e con tanti altri pendolari prendo il treno delle 4,11. La corsa però è prevista dal lunedì al venerdì così, nel fine settimana, siamo costretti a prendere la nostra automobile».
Giovedì per tutti i pendolari c’è in programma un nuovo incontro organizzato dai Giovani Democratici di Quarto d’Altino, alle 20,30 al centro civico comunale.

Melody Fusaro

 

Quarto. Protesta dei pendolari ieri in stazione: «Assurdo cancellare la corsa dell’alba per Venezia»

Il sindaco Silvia Conte ha scritto a Luca Zaia «Servono subito risposte concrete»

QUARTO D’ALTINO «L’orario cadenzato ci ha incatenati ». È questo lo slogan di protesta che ha visto ieri Luciano Ferro, Nicola Nucera e Gianni Foffano, incatenarsi simbolicamente ai marciapiedi dei binari della stazione di Quarto. Una lunga catena, ovviamente finta, legata al loro corpo. Motivo? Prima di tutto la cancellazione della corsa delle 5.45, eliminata con l’entrata in vigore dell’orario estivo di fatto già in funzione. Una corsa che serve i tanti lavoratori che ogni giorno si recano a Mestre, a Venezia, nelle isole di Murano: 75 persone che lo prendono quotidianamente, secondo i calcoli dei pendolari. «Mia figlia», racconta una manifestante, Lorianna Spinadin, «quando andava a scuola a Venezia, rimaneva puntualmente bloccata a Mestre due ore, perché in alcune fasce orarie continuano ad esserci dei buchi, ecco perché ci domandiamo a cosa servono i treni e l’orario cadenzato». «Spererei che a lungo andare», racconta Matteo Golfetto, «il servizio diventasse migliore. Vorremmo una classe dirigente che sappia rispondere ai problemi della comunità, non serve a nulla concentrare tutti i treni assieme fermo restando che non si mette mano ai buchi di orario, senza contare il buco delle 11 per la cosiddetta manutenzione dei binari». «Aspettavo il treno, sono morto scheletrito e incatenato», recita l’originale vestito che porta Luciano Ferro, con tanto di teschio e scheletro. «Siamo qui per protestare con un gesto forte come quello dell’incatenamento », spiega Gianni Foffano del Comitato pendolari, «perché siamo prigionieri della Regione e di Trenitalia, prigionieri di un orario scellerato, togliere corse come queste che utilizzano i viaggiatori per andare a lavorare, non ha senso. Anche il treno delle 4.51 che c’è solo dal lunedì al venerdì dovrebbe passare anche il fine settimana, quando la gente che lo utilizza è costretta a prendere l’auto». «Ora abbiamo capito che soldi non potevano essere investiti sui treni perché promessi altrove», dice sarcasticamente Nicola Nucera, «l’orario estivo non ha nulla di quanto richiesto, nemmeno le modifiche a costo zero. Non vogliamo che il treno delle 5.45 venga sostituito da un autobus eterno, ma da una corsa del treno». Il sindaco, Silvia Conte, si rivolge direttamente a Zaia con una lettera e la richiesta di un incontro: «Torniamo a chiedere al presidente della Regione risposte concrete per i pendolari della tratta Venezia-Portogruaro. Già nei mesi scorsi e ancora il 16 maggio avevamo chiesto a Zaia di attivarsi segnalando in anticipo i problemi ancora maggiori che l’orario estivo avrebbe creato. Spiace vedere che le nostre richieste siano cadute nel vuoto. E’ venuto il tempo in cui la Regione guidata da Zaia si occupi di dare risposte concrete ai bisogni delle persone. Senza alibi».

Marta Artico

 

“In carrozza, se ci riesci, atto secondo”

Incontro pubblico giovedì al centro servizi

QUARTO D’ALTINO. «In carrozza, se ci riesci, atto secondo». È questo il titolo dell’incontro pubblico in programma giovedì alle 20.30 al Centro servizi di via Tommaso Abbate. Interverranno Ilario Simonaggio (Filt Cgil), il sindaco, Silvia Conte, nonché Angela Maria Stortini del comitato pendolari del Veneto Orientale e i giovani democratici. Sarà ancora una volta un incontro per riflettere sull’orario cadenzato, gap e migliorie. Ieri alla manifestazione, oltre all’assessore ai trasporti, Radames Favaro, anche il consigliere regionale del Pd, Bruno Pigozzo, che si è fatto carico di contattare il consulente regionale Domenico Menna. «Il problema del ripristino delle corse è economico», spiega, «abbiamo 500 mila euro per le integrazioni delle corse di tutto il Veneto e bisogna stabilire le priorità, oggi il referente è il presidente della Regione Luca Zaia e serve un indirizzo da seguire in questo senso. Capisco che le scuole finiscono, ma alle 5.45 c’è una precisa esigenza legata ai lavoratori che va garantita: se il mantenimento del treno non è sostenibile, potrebbe essere sostituito con un pullman che parta magari prima. In ogni caso Zaia deve dare un orientamento politico a Trenitalia». Presente ieri, come scritto, anche l’assessore altinate alla mobilità, Radames Favaro che, tra le altre cose, ha detto: «Vogliamo certezze e un orario affidabile».

(m.a.)

 

QUARTO D’ALTINO – Ieri l’ultima corsa delle 5.06. Per i turnisti è un problema

RABBIA «Costretti a usare l’auto per raggiungere Venezia»

STAZIONE – La stazione ferroviaria di Quarto d’Altino dove stamattina i pandolari vogliono incatenarsi simbolicamente ai binari per protestare contro la soppressione della corsa delle 5.06

Tolto il treno dell’alba. I pendolari si incatenano.

Quella di ieri è stata l’ultima “corsa delle cinque”. Quel treno, che parte da Portogruaro alle 5.06, transita per Quarto d’Altino alle 5.45 e arriva a Mestre alle 6.04, da lunedì sarà sospeso, inserito tra le cancellazione previste con l’orario estivo. Ad utilizzarlo però non sono in pochi e la maggior parte di loro non sono studenti ma turnisti. Alcuni sono infermieri e lavorano in ospedale, al Giovanni e Paolo o al Lido, altri lavorano negli hotel. A Mestre quindi prendono il primo treno per Venezia, dove ad attenderli c’è un’altra coincidenza che finalmente li porta al lavoro. Da lunedì però scatta l’orario estivo e, fino a settembre, dovranno arrangiarsi con le loro auto.
Per questo una delegazione dei comitati dei pendolari ha deciso di organizzare un’altra manifestazione e questa mattina, alle 11, si presenterà in stazione a Quarto d’Altino con l’intenzione di incatenarsi ai binari del treno. «Questa volta abbiamo chiesto di poter arrivare fino ai marciapiedi e lì ci incateneremo – spiega Luciano Ferro, portavoce del Comitato pendolari di Quarto d’Altino – Ancora una volta non siamo stati ascoltati e noi, che lavoriamo e abbiamo un abbonamento, da lunedì, per raggiungere Venezia, non avremo altra soluzione che utilizzare l’auto».
La corsa precedente parte da Portogruaro alle 4.13, e passa per Quarto d’Altino alle 4.51. «Significa arrivare a Venezia con un’ora di anticipo e per chi fa i turni è veramente impensabile perdere tutto questo tempo – aggiunge Ferro – Siamo quindi ufficialmente “incatenati dall’orario cadenzato”, motivo per cui abbiamo pensato a questa forma simbolica di protesta che possa coinvolgere anche le altre persone che si trovano in stazione».
La battaglia, condotta da mesi dai comitati dei pendolari di Quarto e del Veneto Orientale, è iniziata con le prime proposte di orario cadenzato. La Regione ha concesso alcune modifiche proposte dai sindaci della tratta Venezia-Portogruaro, ma molte istanze dei pendolari non sono state accolte. «Dopo la mezzanotte c’è ancora l’autobus sostitutivo da Venezia per Portogruaro e d’estate, con l’aumento dei turisti, c’è sempre il rischio di non trovare posto – spiegano i pendolari – L’ultimo treno è alle 22.41 e noi avevamo chiesto di posticiparlo di mezz’ora ma anche questa richiesta non è stata ascoltata. Per non parlare del servizio ridotto nel fine settimana, che ancora una volta non tiene in considerazione le necessità dei turnisti».

 

SANDONÀ «Continueremo a protestare. Il cadenzamento entrato in vigore a dicembre non si poteva di certo chiamare tale. Ora, da domenica 15 giugno, il finto cadenzamento si rivela ancora di più un progetto realizzato senza le necessarie conoscenze dei flussi pendolari e turistici». Legambiente Veneto Orientale si schiera a fianco della protesta dei comitati pendolari contro il nuovo orario ferroviario estivo. «È chiaro che, nonostante Regione e Trenitalia abbiano dati inconfutabili sulle frequentazioni dei treni, questo orario non tiene conto della richiesta di mobilità dei cittadini. L’idea del cadenzamento è condivisibile e noi la sosteniamo: ma questo non è cadenzamento », spiegano da Legambiente, «a soffrirne sono ancora una volta i centri minori, quelli in cui non si fermano i Regionali Veloci. Ad esempio da Mestre a Meolo, quest’ estate dal lunedì al venerdì ci saranno tre treni in una fascia di scarsa frequentazione (5.25, 5.57, 6.25), ma buchi spaventosi di tre ore durante la giornata: dalle 10.25 alle 13.25.Conl’orario estivo non si è messo mano nemmeno ai sabati e festivi». Per non parlare della mancanza dei treni serali che, oltre ai turnisti e alla popolazione locale, servivano al turismo.

(g.mon.)

 

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