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STAZIONE DI DOLO-MIRANO

Treno dei pendolari soppresso: Gei sollecita Gottardo a farsi sentire 

DOLO «Il nuovo orario ferroviario cadenzato, entrato in vigore nelle scorse settimane, ha riservato spiacevoli sorprese anche alla stazione ferroviaria di Dolo-Mirano. Il treno per Venezia delle 7,09 è stato soppresso creando disagi ai pendolari».

Giorgio Gei (Ponte del Dolo) ha presentato un’interrogazione consiliare chiedendo al sindaco Maddalena Gottardo di intervenire con sollecitudine, come hanno fatto altri colleghi del Miranese e del Veneto orientale. Il rappresentante del “Ponte del Dolo” spiega i motivi delle lamentele dei pendolari.

«Il treno, che viene utilizzato da centinaia di persone che salgono alle stazioni di Vigonza, Dolo e Mira, permetteva agli studenti di arrivare in tempo per l’inizio delle lezioni a Venezia», spiega Gei, «Con la sua soppressione gli studenti e i lavoratori sono costretti ad anticipare la partenza alle 6.54».

La sorpresa però avviene nel fine settimana. «Di sabato il treno delle 6.54 non è previsto», annuncia Gei, «costringendo i pendolari a un ulteriore anticipo alle 6.39, che significa però arrivare a Venezia un’ora prima dell’inizio delle lezioni o del lavoro». Il consigliere d’opposizione chiede un intervento del sindaco Gottardo. «Come fatto in altre zone del territorio provinciale», conclude Giorgio Gei, «sarebbe utile un intervento del sindaco, possibilmente concordato con gli altri primi cittadini della Riviera, per ottenere adeguate modifiche anche sull’asse ferroviario Padova-Venezia».

Giacomo Piran

link articolo

 

FERROVIE VENETE

La società deve però proseguire con il servizio fino al 2015

Nuova gara per i pendolari. Forse in arrivo azienda veneta

Disagi nel trasporto ferroviario, il governatore del Veneto disdice la convenzione che scade nel 2014

Zaia: «Basta con Trenitalia»

Trenitalia addio. Il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha mantenuto la promessa annunciata al mattino. Ieri sera, presi carta e penna, il governatore ha scritto una lettera per dare il benservito alla società delle Ferrovie dello Stato che gestisce il trasporto passeggeri, annunciando che la Regione non intende più rinnovare la convenzione alla scadenza fissata il 31 dicembre 2014. Segue la richiesta imperativa prevista dall’accordo: Trenitalia deve continuare a svolgere i servizi ferroviari (quelli per pendolari) per altri 12 mesi dalla cessazione del contratto, in pratica fino a dicembre 2015, «per garantire – scrive Zaia – la continuità del servizio pubblico» alle stesse condizioni di adesso.

CALVARIO – Il 15 dicembre l’entrata in vigore. Il 16, solito caos. Colpa del nuovo orario cadenzato? «Ma andiamo», ribatte il governatore. E aggiunge: «C’é voluto coraggio per adottarlo e cercare di uscire dal caos». Encomiabile. Ma “il problema” va risolto alla radice, chiudendo con Trenitalia, estirpando il disservizio diventato patologico. Come fare? Ieri mattina, nel tradizionale punto stampa, questa volta di fine anno, il governatore anticipa una soluzione: salutare Trenitalia e fare una gara per assegnare, al migliore offerente, il servizio regionale, al quale ogni giorno si affidano 100mila pendolari. Se poi fosse «una società tutta veneta», tombola.

CONTRATTO – A gestire il trasporto ferroviario pendolare è Trenitalia, la società di FS con la quale le Regioni (il Veneto lo ha fatto dal 2006) hanno la possibilità di stipulare un contratto dove vengono garantiti (?) puntualità, capacità (il numero dei vagoni) e comfort (pulizia, riscaldamento, aria condizionata…). Nell’accordo, valido per sei anni con possibilità di rinnovo di altri sei anni, non manca il passaggio che riguarda le multe che Trenitalia deve pagare nel caso (cioé sempre) non siano rispettati i tre parametri fondamentali. Penali di milioni, che l’assessore ai Trasporti, Renato Chisso, ha recapitato annualmente alla controparte. Con risultati praticamente inalterati: treni in ritardo, carrozze insufficienti rispetto al numero dei passeggeri, vagoni sporchi e freddi d’inverno e caldi d’estate. La morale: Trenitalia si fa un baffo delle multe, sembra quasi che abbia abitudine a inserirle preventivamente nei bilanci come uscite fisse, con la certezza che tanto arriveranno.

AUTOGESTIONE – Per questo, Zaia annuncia “urbi et orbi”, che è sua intenzione dire addio a Trenitalia, quando il contratto scadrà a fine 2014, e procedere con una gara per cercare un altro partner. Emilia Romagna, Toscana e Marche lo hanno già fatto. Zaia lo dice apertamente in conferenza stampa, anche se ha un dubbio tutt’altro che ininfluente: cosa fare nel tempo che passerà tra un gestore e l’altro? Le previsioni indicano che tale operazione necessiti di almeno quattro anni per essere completata (gara, acquisto di treni, tratte e depositi da Trenitalia, ricerca personale) con il rischio di peggiorare ancora di più una situazione già disastrosa a danno dei pendolari. Meglio attendere il parere degli esperti giuristi prima di procedere. La risposta arriva in serata.
Ora si apre una nuova fase. Sarà una gestione in proprio da parte della Regione attraverso due società controllate, Sistemi Territoriali Spa e Ferroviaria Servizi Srl? Zaia non lo dice, ma se «ci fosse una società tutta veneta…».

Giorgio Gasco

 

LA REAZIONE – Diego Bottacin (Verso Nord): «Vogliono conferire un ramo di Sistemi Territoriali»

«Sarà come cadere dalla padella alla brace»

VENEZIA – «Zaia dice di voler trovare un nuovo gestore tutto veneto per il servizio ferroviario?». Per Diego Bottacin, capogruppo di Verso Nord in consiglio regionale, non sarebbe una novità. E svela che «da tempo» il governatore leghista sta lavorando per creare una società regionale insieme con Trenitalia a cui affidare il trasporto ferroviario. E sentenzia: «Se ci riuscirà, i 162 mila pendolari veneti capiranno così cosa significa cadere dalla padella nella brace». Carte alla mano, Bottacin si richiama alla delibera numero 1589 della Giunta regionale, datata 10 settembre. In quelle pagine ci sarebbe, secondo il consigliere, la volontà di costituire un’agenzia dedicata al trasporto su treno.

E spiega l’operazione: «La giunta regionale ha avviato la procedura di individuazione del ramo di azienda di Sistemi Territoriali Spa da conferire in Ferroviaria Servizi Srl che dovrebbe diventare l’Agenzia». In pratica la Regione porta il ramo d’azienda di Sistemi Territoriali Spa in Ferroviaria Servizi Srl che diventa l’Agenzia per la gestione del servizio ferroviario regionale.

«Ovviamente – sottolinea Bottacin – Sistemi Territoriali non viene dismessa perché servirà per gestire il servizio insieme a Trenitalia».

Ma Zaia vorrebbe mettere in gara il servizio. «Affermazione solo a beneficio di taccuini e microfoni», assicura il capogruppo. Quanto alla possibilità reale di farla, ricorda il capogruppo di Verso Nord, «in Italia sono già state fatte in passato tre gare, di cui una proprio in Veneto nel 2006 aggiudicata a Trenitalia insieme a, guarda caso, Servizi Territoriali spa».

 

Si allungano tempi e disagi, orario indigesto per i pendolari

VITTORIO VENETO – È davvero un orario cadenzato difficile da digerire, per alcuni utenti, quello scattato il 15 dicembre anche sulla linea ferroviaria vittoriese. Il blog del comitato di pendolari «Il treno dei desideri» (che nei giorni scorsi ha visto una scissione al proprio interno) continua a pubblicare testimonianze di pendolari che si ritrovano a convivere con abitudini molto diverse da quelle, ormai consolidate, che si sono interrotte a metà dicembre.

«Ora – scrive un utente vittoriese che ha espresso il proprio malcontento anche alla Direzione regionale trasporti – si parte alle 7.01 da Vittorio con un treno Minuetto che spesso, a inizio e fine settimana, è sovraffollato e con persone in piedi. A Conegliano si scende alle 7.18 aspettando la coincidenza per Venezia delle 7.33, che può avere forti ritardi visto che proviene da Sacile. Il treno è un Vivalto spesso sovraffollato dove l’effetto è di sentirsi compressi come sardine. Le toilette di questi convogli sono quasi tutte fuori servizio e si sente spesso un odore sgradevole. Il bilancio è dunque di un cambio treno al posto del vecchio diretto, 20 minuti di sosta al freddo a Conegliano, treni stretti, scomodi e sporchi e arrivo a Venezia mezz’ora dopo rispetto a prima».

I disagi non mancano anche per chi arriva a Vittorio in treno. Una pendolare parte ogni mattina da Feltre per venire al lavoro.

Questa la sua (nuova) esperienza, raccontata sul blog: «Prima partivo da Feltre alle 6.39 e arrivavo a Vittorio alle 8.09. Ora la partenza è stata posticipata alle 6.55 con cambio a Belluno alle 8.16 e arrivo a Vittorio alle 9, per una durata del viaggio di 2 ore e 5 minuti. Non posso prendere treni precedenti perché mi obbligano a passare per Treviso con tre cambi. Sembra una cosa fatta apposta per rendere il treno inutilizzabile a solo vantaggio dell’uso dell’auto».

E intanto il malcontento si è palesato nell’atrio della stazione: sul cartellone di Trenitalia che pubblicizza il cadenzamento con lo slogan «Più velocità e frequenza» qualcuno ha aggiunto «Un’ora e 40 minuti per arrivare a Calalzo non è “velocità”». Un altro contestatore evidenzia come il passaggio di un treno all’ora non sia sufficiente per migliorare l’offerta del trasporto regionale.

(l.a.)

 

Nuova Venezia – Disservizi ferroviari, cala la Mannaia.

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31

dic

2013

Zaia ha disdetto il contratto a Trenitalia

La convenzione (in scadenza a fine 2014) non sarà rinnovata: è la drastica risposta a disagi e ritardi subìti dai pendolari

VENEZIA – Tanto tuonò (sui malcapitati pendolari) che piovve. In risposta alla scia di disservizi e disagi subiti da lavoratori e studenti nell’avvio dell’orario cadenzato sui convogli nostrani, la giunta di Palazzo Balbi ha deciso di disdire il contratto di servizio con Trenitalia. In una lettera alla società del gruppo Ferrovie dello Stato che gestisce il servizio regionali nel Veneto, Luca Zaia esprime la volontà «Di non rinnovare la convenzione alla data di scadenza del primo periodo di sei anni previsto al 31 dicembre 2014». Nello stesso tempo, al fine di «Garantire la continuità del servizio», e per consentire sia l’espletamento della gara sia il subentro tecnico di un eventuale nuovo gestore, il governatore chiede a Trenitalia «L’attivazione della prosecuzione del servizio nei 12 mesi successivi al termine di durata dello stesso alle medesime condizioni contrattuali»: ciò significa che Trenitalia dovrà comunque garantire il servizio con gli attuali standard fino al 31 dicembre 2015, l’arco di tempo necessario a scongiurare un pericoloso «limbo» nella fase di passaggio del testimone. Una decisione drastica, conseguente alle dichiarazioni che lo stesso Zaia aveva rilasciato in mattinata: «Il caos del 15 dicembre nei trasporti ferroviari locali non è legato all’orario cadenzato, ma a una giornata sfortunata, con una serie incredibile di concomitanze. Due giorni fa, però, ho ricevuto l’ennesima comunicazione, documentata da foto, di un treno strapieno sulla linea Udine-Venezia: se oggi le cose stanno così, bisogna fare in modo che la situazione sia diversa il 7 gennaio, finite le feste». In che modo? «Da una settimana il nostro ufficio legale sta studiando un quintale di carte per ricostruire appieno il contratto di servizio con Trenitalia, affrontandone tutte le complicazioni e verificando se è possibile bandire una gara alla scadenza, il prossimo anno». «Il mio pensiero», ha aggiunto «è che sarebbe la soluzione migliore, perché la libera concorrenza è sana. «Mi piacerebbe che il servizio fosse gestito da una bella società veneta, che dia risposte ai cittadini. Perché veneta? Perché il cane di troppi padroni muore di fame… ». A l gestore attuale il governatore rimprovera gravi e ripetute inadempienze che investono i cardini del servizio – puntualità, capacità, cioè numero di vagoni, confort e ospitalità – e ne lamenta i contraccolpi non solo sulla qualità della vita dei 100 mila pendolari veneti ma anche agli occhi dei turisti: «Cosa succederebbe se ci fosse un “trip advisor” dei treni?». Ora si apre una partita delicata: la scelta è quella di aprire alla concorrenza le linee regionali ma Trenitalia parte da un’indubbia posizione di vantaggio: è una costola delle Ferrovie (proprietarie della rete) e dispone di infrastrutture e personale negati ai rivali. Sottrarle l’osso non sarà agevole.

Filippo Tosatto

 

Gazzettino – Le polemiche sui trasporti

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30

dic

2013

Quarto, sindaco contro la Regione  «Sui treni lacrime di coccodrillo»

«Lacrime di coccodrillo sui trasporti ferroviari»

«Da Zaia lacrime di coccodrillo». Non c’è il tempo di deporre le armi nella battaglia contro i disagi del nuovo orario cadenzato, nonostante il recente avvio di una fase di dialogo tra i sindaci e l’assessore regionale Renato Chisso nel tentativo di rispondere ad alcune richieste dei pendolari. Il sindaco di Quarto d’Altino Silvia Conte ora attacca Luca Zaia che nei giorni scorsi, a sua volta, aveva contestato a Trenitalia lo scaricabarile sulle colpe per i disservizi ferroviari.

«Chi guida una delle più importanti regioni d’Italia si assuma le proprie responsabilità – scrive la prima cittadina – È la Regione, nell’ambito del contratto di servizio con Trenitalia, che ha stabilito il nuovo orario, avvalendosi di un proprio consulente. È questione di competenza, non di presunta mancanza di autonomia: sul trasporto ferroviario le Regioni hanno competenza già da un decennio, e sistemi regionali efficienti e intermodali già sono stati avviati da tempo da Regioni come Lombardia e Toscana».

La lettera continua con un attacco diretto a Zaia. «Il presidente non caschi dalle nuvole: come sindaci insieme alle associazioni di pendolari già a maggio in audizione alla commissione consiliare Trasporti della Regione avevamo segnalato i rischi di disservizi che questa “rivoluzione” avrebbe comportato, con tagli a corse utilizzate da pendolari e turisti, preoccupazione condivisa anche dalle organizzazioni sindacali di categoria. Ancora a luglio e ad agosto assieme ai sindaci abbiamo rappresentato le nostre critiche in maniera costruttiva. Il 3 dicembre infine, non avendo avuto riscontro dalla Regione, abbiamo aderito alla manifestazione di protesta dei pendolari dalla stazione Santa Lucia fino a Palazzo Balbi”.

Conte chiede quindi un intervento: «Zaia e il suo assessore Chisso dimostrino ora nei fatti che hanno a cuore il trasporto pubblico, attivando competenze e destinando subito risorse adeguate nel bilancio regionale e cambiando metodo, coinvolgendo finalmente i soggetti interessati in un tavolo permanente della mobilità».

 

ODERZO – In stazione un albero di Natale con le richieste di nuove corse di treni

I pendolari si affidano all’abete

ODERZO – “Dateci più treni”. “+ treni, – Chisso”. “Deme el treno par tornar a casa!”. Questo il tenore dei messaggi natalizi lasciati come addobbi sull’albero di Natale comparso a inizio settimana in stazione a Oderzo, accanto alla biglietteria elettronica. La notizia era stata resa nota dall’emittente radiofonica Top Radio che si è presa a cuore la questione.

«In tanti non solo da Oderzo ma anche da Motta e da altri comuni -spiegano dall’emittente- ci segnalano disfunzioni e problemi ai treni. Basta andare in stazione e leggersi il tenore dei messaggi natalizi lasciati».

L’albero è comparso alla vigilia di Natale nell’atrio della stazione ferroviaria di Oderzo su iniziativa del comitato pendolari. È colmo di post-it con pensierini di Natale rivolti in particolare all’assessore Chisso. Tutti, in forma più o meno vivace, chiedono più corse sulla linea Treviso-Portogruaro. Presente pure il pensierino di un bambino che chiede un treno la sera affinché il papà torni un’ora prima. Un albero di Natale che arriva dopo l’introduzione dell’orario cadenzato che ha significato diversi disagi per tutti i pendolari dell’opitergino-mottense. Nei mesi scorsi raccolte firme e incontri tra sindaci per chiedere più treni. A Motta inoltre c’è il problema dei treni merci che transitano troppo veloci di notte: da qui la richiesta di barriere fonoassorbenti.

Quella dell’albero è l’ultima azione di protesta pacifica in ordine di tempo, relativa al nuovo orario. Nonostante la scomodità di alcuni orari, c’è chi sottolinea pure nuove possibilità.

«Con l’introduzione del nuovo orario -spiegano in Radio- a molti è sfuggito che sulla Treviso-Portogruaro, Trenitalia ha istituito due corse, una al mattino e una alla sera, in coincidenza con i Freccia Bianca per Milano e i Freccia Argento per Roma. Ad esempio se si parte da Motta col regionale delle 6.03, a Oderzo si transita alle 6.14 e si arriva a Treviso alle 6.45 dove si può optare o per il Freccia Bianca per Milano in partenza alle 7.12 e arrivo alle 9.55. O si può scegliere il Freccia Argento per Roma (arrivo a Treviso alle 6.56, Mestre 7.18) con fine corsa alle 11.10. Coincidenze anche al rientro».

Nei giorni scorsi sull’argomento incontro in Regione con gli amministratori di Oderzo, Motta, Ponte di Piave e San Biagio di Callalta.

(g.r.)

 

Nuova Venezia – Treni, viaggiatori stipati.

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29

dic

2013

Zaia: basta, caso in giunta

Orario cadenzato, ennesima giornata di passione sulla Conegliano-Treviso- Venezia

Il governatore: farò rivoltare come un calzino il contratto sottoscritto con Trenitalia

VENEZIA – Viaggiatori ancora in piedi sui treni da Conegliano per Treviso e Venezia. A Treviso numerose persone sono rimaste a piedi, col treno partito alle 11.05 da Conegliano, proveniente da Trieste. «Adesso davvero basta!», sbotta il presidente della Regione Luca Zaia, «ho convocato una Giunta d’urgenza per esaminare questo problema e quello del black-out in Cadore. Farò rivoltare il contratto sottoscritto con Trenitalia come un calzino, per verificare, punto dopo punto, dove e perché è impossibile ad una settimana dall’entrata in vigore dell’orario cadenzato che restino aperti problemi così gravi». Ai tanti temi delle polemiche seguite all’introduzione dell’orario cadenzato, si è aggiunto infatti, e inatteso, quello del sovraffollamento dei treni, in particolare lungo la tratta Venezia-Treviso-Udine e Trieste, dove in alcuni orari si sono fatti transitare convogli a quattro vagoni, anziché a sei o a sette come era in precedenza. Si tratta di treni che, fra l’altro, fanno servizio dopo ore di sospensione, per cui è ovvio che siano affollati. «Non mi accontenterò più delle assicurazioni che i dirigenti di Trenitalia verranno a farci verbalmente. Pretenderò che chiariscano fino in fondo tutti i passaggi del contratto, soprattutto quelli meno leggibili. Non è possibile, infatti, che ad ogni nostra obiezione abbiano sempre ragione loro», puntualizza Zaia. Alle verifiche seguirà una riconsiderazione delle sanzioni che Trenitalia sarà chiamata a pagare. La Giunta regionale di lunedì, quindi, sarà estremamente operativa a questo riguardo. Il Presidente Zaia e l’assessore alla Mobilità, Renato Chisso, dicono infatti di sentirsi presi in giro come tutti i 160.000 utenti dei treni che non funzionano in Regione. «Nei giorni scorsi, dopo un formale intervento, la direzione delle Ferrovie dello Stato, tanto per esemplificare, ci aveva assicurato che avrebbe rimediato ai carri bestiame che passano per Treviso e Mestre. È stato aggiunto un vagone, ai quattro che c’erano, nulla di più. I viaggiatori stanno in piedi, e sono già fortunati per non dover rimanere a terra e in talune situazioni mi hanno detto che hanno fatto la trasferta anche al freddo. Se questi non sono carri bestiame, come li vogliamo chiamare?». Zaia anticipa che la Regione pretenderà una soluzione a questo problema dalla ripresa delle scuole e del lavoro. Anticipa inoltre che verificherà in sede di Giunta quali treni nuovi sono stati acquistati, quanto sono costati, quando sono entrati in servizio, quali altri sono ancora in fabbrica e per quale motivo. «Vorrò anche sapere se alcuni dei nostri convogli appena acquistati sono in giro per altre regioni», conclude Zaia.

Francesco Dal Mas

 

E Bottacin si scatena su Twitter

La polemica politica sbarca su Twitter, tanto che il consigliere regionale di Verso Nord, Diego Bottacin, scrive direttamente a Zaia per dirgli che «mancano 12 mesi alla scadenza del contratto di servizio con Trenitalia. Cosa farà Zaia per scegliere il nuovo gestore?».

Si scatena quindi un botta e risposta con altri utenti a cui Bottacin non si sottrae, accusando invece Zaia di rispondere solamente alle conferenze stampa. «Zaia, le multe a Trenitalia sono un contentino, serve una riforma complessiva.

Perché no una gara e trovare il gestore migliore?», scrive il consigliere regionale che poi, in risposta ad Amedeo Levorato aggiunge, «è così perché nessuno ha il coraggio di fare una gara e far saltare il monopolio».

«Sono 13 anni che Zaia può fare una gara per cambiare gestore ferroviario… mai fatta una! La farà nel 2014?», aggiunge poi Bottacin, «Come vice o come presidente Zaia può scegliere un altro gestore ferroviario facendo la gara. Perché finora non lo ha fatto?». Ora si attende la replica del governatore.

 

Treni, pendolari appiedati partono nuovi reclami

Nove veneziani presentano una denuncia a Trenitalia e all’assessore Chisso

Continuano i disagi e i disservizi causati dall’ingresso dell’orario cadenzato

Orario cadenzato, nonostante gli impegni e le rassicurazioni dell’assessore regionale ai Trasporti, Renato Chisso, i pendolari continuano sulla strada dei reclami per i disservizi che si ripetono. E a Treviso si protesta contro i treni sovraffollati. L’ultimo reclamo verrà presentato in questi giorni da nove pendolari che lavorano nel centro storico di Venezia e che si sono rivolti all’associazione Consumatori del Veneto e nello specifico all’avvocato Laura De Perini.

«Presenteremo in questi giorni un reclamo contro i nuovi orari Trenitalia. Si sono rivolti a noi diversi pendolari, che lavorano in centro storico e chiedono il ripristino del treno della tratta Venezia-Trieste con partenza alle 00.21 da Santa Lucia. Si tratta di lavoratori, che subiscono notevoli disagi, per poter tornare nella propria abitazione al termine del turno di lavoro. Invieremo la protesta anche a Chisso che si è impegnato a ripristinare il treno».

In questo momento, infatti, c’è il servizio sostitutivo degli autobus, ma i pendolari vorrebbero che venisse reintrodotta la corsa. Stessa richiesta di molti lavoratori del teatro veneziano, ma anche di persone che provengono dal Veneto Orientale e lavorano in alberghi, bar, ristoranti del centro storico e delle isole.

Altri ne seguiranno, dice la De Perini: «Abbiamo appuntamento ai primi di gennaio con una decina di orchestrali della Fenice che hanno problemi a rientrare a causa delle corse tagliate. E ci sono state evidenziate contestazioni anche da parte di ristoratori e commercianti di Venezia, danneggiati dalla soppressione di diversi treni», continua a spiegare l’avvocato.

Sul fronte disservizi, viaggiatori ancora in piedi sui treni da Conegliano per Treviso e Venezia. Era accaduto nei giorni scorsi, con i pendolari che affollavano i convogli dell’orario cadenzato. Ed è accaduto anche in questi giorni di festa e particolarmente ieri. A Treviso numerose persone sono rimaste a piedi, col treno partito alle 11.05 da Conegliano, proveniente da Trieste. Situazione che ha fatto andare su tutte le furie il presidente della Regione, Luca Zaia. Tirando le somme, problemi ce ne sono parecchi, su diversi fronti e diverse linee, e non sono stati certo ancora tutti risolti. Nonostante l’impegno dell’assessore regionale, affermato durante l’incontro che si è svolto la vigilia di Natale proprio a Veneto Strade. Entro gennaio, di incontro ne è in programma un altro per affinare le tematiche più urgenti e delicate, ma nel frattempo i sindaci e gli amministratori delle tratte più bersagliate dai disagi, hanno promesso che non resteranno certo a guardare, visto che il mese prossimo si terrà un’altra manifestazione di protesta a Venezia.

(m.ch.)

 

Conte all’attacco: «Dalla Regione basta scaricabarile»

«Basta lacrime di coccodrillo per i pendolari, vogliamo fatti». Ad attaccare il presidente del Veneto, Luca Zaia, è il sindaco di Quarto, Silvia Conte, in prima linea contro l’orario cadenzato.

«Ho sentito che il presidente Zaia sarebbe “inferocito contro Trenitalia” e giudica inammissibili i disservizi che si stanno registrando», scrive in una nota, «non ci sto a questo scaricabarile. Chi guida una delle più importanti regioni d’Italia si assuma le proprie responsabilità. È la Regione nell’ambito del contratto di servizio con Trenitalia, che ha stabilito il nuovo orario, avvalendosi di un proprio consulente. Si tratta di una questione di competenza, non di presunta mancanza di autonomia e sul trasporto ferroviario le Regioni hanno competenza già da un decennio».

Prosegue: «Il presidente non caschi dalle nuvole: come sindaci insieme alle associazioni di pendolari già a maggio avevamo segnalato i rischi di disservizi che questa “rivoluzione” avrebbe comportato, con tagli a corse utilizzate da pendolari e turisti, preoccupazione condivisa anche dalle organizzazioni sindacali di categoria. A luglio e ad agosto insieme ai sindaci abbiamo presentato anche una proposta tecnica alternativa per la tratta Venezia-Portogruaro come base per avviare un confronto su servizi differenziati e sostenibili economicamente».

Precisa: «Il 3 dicembre, infine, non avendo avuto riscontro dalla Regione, abbiamo aderito alla manifestazione di protesta dei pendolari dalla stazione Santa Lucia fino a Palazzo Balbi, chiedendo di rivedere l’orario prima dell’entrata in vigore. Evidentemente le nostre preoccupazioni erano fondate e il fatto di averle ignorate non può essere imputato a Trenitalia, ma alla Regione».

Attacca: «Zaia e il suo assessore Chisso dimostrino ora nei fatti che hanno a cuore il trasporto pubblico, valorizzando la competenza e destinando subito risorse adeguate nel bilancio regionale e cambiando metodo, coinvolgendo finalmente i soggetti interessati. Come si fa a parlare di produttività e competitività, se la gente non riesce ad andare a lavorare?».

Marta Artico

 

Il convoglio parte al minuto 11, quello in arrivo deve giungere al minuto 14: ma il binario è unico

Orario cadenzato e ritardo programmato nella linea Montebelluna-Padova. Già, perché c’è una incongruenza lampante nel nuovo orario cadenzato per la linea Montebelluna-Padova: il treno in partenza per Padova parte al minuto 11, quello in arrivo da Padova deve giungere al minuto 14. Dato che è binario unico, per buona parte delle corse giornaliere il treno per Padova non può partire in orario, deve prima attendere l’arrivo del convoglio da Padova. E infatti i tempi di percorrenza Montebelluna-Fanzolo sono più lunghi di alcuni minuti dei tempi che impiega il treno ad andare da Fanzolo a Montebelluna. Sarà perché i treni lungo tale linea sono quasi sempre in ritardo e quindi l’incongruenza passa inosservata, però alla fine è l’orario stesso a sancire il ritardo nell’ora di partenza.

«L’orario cadenzato va bene come filosofia perché gli utenti memorizzano meglio l’orario», dice il sindaco di Montebelluna, Marzio Favero, «certo ha creato vari problemi, soprattutto ai pendolari. Ne ho parlato con l’assessore Chisso, che ha capito, ha chiesto un po’ di pazienza e promesso che saranno cercate le soluzioni ai problemi sorti con il nuovo orario cadenzato. Da parte mia ho raccolto le segnalazioni dei pendolari e le ho trasmesse alla Regione e a Trenitalia».

E a Montebelluna con l’orario cadenzato sembra essere nato un problema indiretto. L’allungamento delle code ai passaggi a livello. «L’impressione è che il periodo di chiusura dei passaggi a livelli sia stato allungato», dice il sindaco, «perché le code di macchine ferme sono diventate molto più lunghe rispetto a quando c’era il vecchio orario. È una impressione e per verificare se è così o no ho chiesto al comandante della polizia locale di verificare i tempi di chiusura dei passaggi a livello, perché se sono aumentati chiederò che si intervenga in modo da ridurli per non creare eccessivi problemi al traffico».

(e.f.)

 

PENDOLARI  «Per andare a Verona costretta a fare due abbonamenti»

Non c’è una sola tratta che si salva. Il nuovo orario cadenzato scontenta proprio tutti. Anche spostarsi tra Treviso e Verona è diventata una corsa ad ostacoli, e piuttosto costosa. Sì perché o all’andata o al ritorno è necessario salire sulle Frecce. E il costo del biglietto va quindi alle stelle. È il caso di Silvia De Rosa, trevigiana che a Verona si reca tutti i giorni per lavoro.

«Ho scritto all’assessore Chisso, al Ministro dei trasporti per lamentarmi e segnalare cosa non funzione. Anche a Trenitalia che mi ha risposto che non c’è in vista alcuna modifica all’orario», dice.

La tratta Treviso-Verona già prima dell’entrata in vigore dell’orario cadenzato non era particolarmente fornita. D’altra parte i pendolari sono decisamente meno numerosi rispetto alla Treviso-Venezia che pure non ha mai mancato di generare polemiche e lamentele. Per recarsi a Verona c’è un solo diretto, alle 7.12 della mattina. Perso quello, è necessario andare a Mestre, e lì cambiare treno per prendere il diretto verso Verona. L’alternativa è cambiare a Vicenza. «Il problema, oltre i disagi per gli orari, è che si devono fare più abbonamenti», prosegue Silvia De Rosa, «per Trenitalia un abbonamento vale solo per una tratta».

E il fatto che un pendolare si abboni alle Frecce non cambia nulla, non dà il diritto di viaggiare su un treno di livello inferiore, su una tratta diversa.

«Il mensile sulle Frecce costa 180 euro. E l’unico diretto della mattina è proprio un Frecciabianca. Mentre al ritorno sono costretta a passare per Mestre», continua. Per protestare Silvia De Rosa ha deciso di pagare un solo abbonamento: «La situazione era già difficile prima, ora con l’orario cadenzato i treni sono addirittura diminuiti», conclude.

Federico Cipolla

 

I consiglieri: «Un biglietto unico e un orario coordinato tra gomma e rotaia»

Presentati il bilancio 2014 e la nuova filosofia del mensile dell’ente “Il Cadore”

PIEVE DI CADORE – I continui disservizi sui treni che congiungono il Cadore con Venezia e Padova e il futuro del mensile “Il Cadore”: questi gli argomenti clou del consiglio generale della Magnifica Comunità, riunitosi ieri a Pieve. Sulla carta, l’argomento più importante avrebbe dovuto essere il bilancio di previsione per il 2014, ma l’incontro si è invece trasformato in un importante momento di confronto e sintesi, che ha fatto esclamare al presidente Renzo Bortolot: «Finalmente un consiglio che ha vissuto momenti importanti e non solo i soliti passaggi burocratici di carte».

I disservizi ferroviari. «Non possiamo continuare con questa gestione fallimentare del treno». Dure le parole del rappresentante di Pieve, Maurizio Bergamo, introducendo l’argomento trasporti.

«Continuando di questo passo, tra pochi mesi ci troveremo senza il servizio, perché non è più possibile fare affidamento su questo mezzo di trasporto. I vagoni sono vecchi e si rompono spesso; gli orari, sballati e inutilizzabili dai cittadini, sembrano studiati ad hoc per dimostrare che questo mezzo ai cadorini non serve. Per questo dico che è indispensabile arrivare a un coordinamento tra gomma e rotaia, possibilmente con l’emissione di biglietti validi sia per il treno che per gli autobus, come avviene in tutto il mondo».

Anche il consigliere De Martin si è associato alla protesta di Bergamo, facendo presente che, dopo il cambio di orario dei treni, non sono stati adeguati quelli della Dolomitibus; «Quindi si arriva in stazione « Calalzo in treno e non si trovano gli autobus che sono partiti – vuoti -pochi minuti prima».

«Un problema», ha aggiunto Flaminio Da Deppo, «che non riguarda solo la ferrovia, ma tutti i servizi».

“Il Cadore”. In questi mesi il giornale ha cambiato direzione ed è stato affidato a Bepi Casagrande, che ha chiarito la sua filosofia: «“Il Cadore», ha affermato, «oltre che riaffermare la sua “cadorinità”, dovrà diventare anche uno strumento propulsivo, riportando sì la vita di tutti i giorni, ma vista in funzione di una proposta verso il futuro. Quindi una fucina di idee, che dovranno anche servire per la vita dell’ente. Mi auguro che ogni consigliere promuova questo mensile tra la popolazione». Bilancio. Ammontano a 556.600 euro, le entrate dell’ente previste per il 2014, mentre le spese saranno pari a 575.600. Previsto, quindi, uno sbilancio di 19 mila euro, che sarà comunque assorbito durante l’anno, con delle entrate non quantificabili al momento. Tra le entrate tradizionali più importanti figurano gli affitti delle proprietà che l’ente possiede a Cimagogna (166.000 euro) e del Caffè Tiziano (55 mila euro). Interessante anche l’introito che porta la casa natale di Tiziano Vecellio (14 mila euro), che va a sommarsi agli incassi delle altre strutture dell’ente, come il Museo archeologico (3 mila euro) e il “Book-shop” nell’atrio del Caffè Tiziano (previsti altri 8 mila euro). Il mensile “Il Cadore” porterà altri 41 mila euro tra abbonamenti e pubblicità. Tra le uscite, da segnalare la gestione dell’ente, che pesa per 86.500 euro; soldi che si sommano alla gestione degli uffici (43.500 euro). Anche la pubblicazione del mensile “Il Cadore” pesa sul bilancio per 53 mila euro tra spese di stampa, redazione e distribuzione; le spese per attività e iniziative culturali sono state forfetizzate in 8.500 euro, per le quali sono previsti anche introiti legati alle iniziative in fase organizzativa.

Vittore Doro

 

la novità

Un cartellone per eventi e manifestazioni

Per puntare sul turismo il Cadore deve fare squadra. E la Magnifica Comunità farà la sua parte. Come? Semplice, realizzando un cartellone unico degli avvenimenti sportivi, culturali e folcloristici dell’intera vallata. Accettando una proposta del consigliere Flaminio Da Deppo, la Magnifica si è infatti impegnata a diventare il punto di riferimento per chi organizza eventi per il grande pubblico. L’obiettivo? Arrivare a un cartellone unico di manifestazioni dell’intero Cadore, da pubblicizzare in Veneto, ma anche nel resto dell’Italia.

 

Nuova Venezia – Anche i treni vanno in vacanza.

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28

dic

2013

Decine di corse tagliate nelle festività. I pendolari: «Noi al lavoro ci andiamo»

QUARTO – Anche i treni vanno in vacanza. È sufficiente dare uno sguardo ai tabelloni affissi in stazione per rendersi conto che, fino al prossimo 6 gennaio, non circolano decine di regionali. In pratica sono stati messi a riposo per tutto il periodo che coincide con le lunghe vacanze natalizie degli studenti delle scuole medie superiori e degli universitari, che studiano a Padova, Venezia ed a Verona.

«È una decisione drastica, però, che non tiene conto degli spostamenti quotidiani dei tantissimi pendolari che lavorano negli enti pubblici, ad esempio, negli ospedali e nei Comuni e di tutta la gran massa di turisti, che hanno trovato posto negli hotel di Venezia e che magari vanno a visitare Padova, Vicenza e Treviso» sottolinea Roberto Nardo, segretario dell’Adiconsum – Cisl di Padova e Rovigo

«Togliere 66 regionali al giorno per tutte le vacanze natalizie è esagerato. In questi giorni tra i più penalizzati ci sono anche quelli che devono tornare da Venezia Santa Lucia alla sera tardi. Un esempio per capire i disagi dei pendolari che non sono studenti. Linea Venezia-Padova: alla mattina non stanno circolando i treni che partono da Santa Lucia alle 6.35, 7.35 e 10.35. Sino al 7 gennaio niente treni, quindi, per i pendolari che salgono a Dolo alle 8.02 ed a Vigonza/Pianiga alle 8.08, con arrivo a Padova alle 8.24.

«Non siamo più nella fase d’emergenza vissuta tra il 15 e il 20 dicembre, ma tante criticità non sono state ancora superate» osserva Ilario Simonaggio. segretario regionale Filt-Cgil «Non va bene aver cancellato sino al 7 gennaio così tanti treni. Così facendo si creano disagi ai lavoratori pendolari e ai turisti, che, per fortuna, sono sempre tantissimi proprio in questa stagione natalizia».

Felice Paduano

 

Zaia, un’azione legale contro Trenitalia: «Impegni calpestati»

Il governatore ha incontrato i capigruppo di Lega, Ncd e FI «Avanti con il programma, niente rimpasto, vi chiedo lealtà»

PADOVA – Al vertice di maggioranza, convocato in mattinata per ricucire gli strappi dell’ultima seduta, il governatore del Veneto Luca Zaia si è presentato scuro in volto: «Sono inferocito con Trenitalia, quello che è successo nella fase d’avvio dell’orario cadenzato è inammissibile, ci avevano garantito un servizio all’altezza e i nostri pendolari hanno viaggiato su convogli freddi, gremiti e in ritardo. Non finisce qui, stiamo riesaminando la convenzione e agiremo per via legale, chiedendo i danni. Se fosse la Regione a gestire il trasporto ferroviario, la musica cambierebbe. Sì, puntiamo a una gara d’appalto su base veneta, non è semplice ma ci stiamo lavorando».

Ad ascoltare la sfuriata preliminare, i capigruppo e vice della coalizione: Federico Caner con Paolo Tosato (Lega), Dario Bond e Piergiorgio Cortelazzo (Ncd), Leonardo Padrin e Mauro Mainardi (Forza Italia). Poi Zaia è tornato sulla legge di riordino delle società partecipate, approvata dall’assemblea contro il parere della giunta grazie al voto trasversale di Nuovo centrodestra e Pd: «È inapplicabile, contiene profili di illegittimità, avevamo avvertito il Consiglio, ora non chiedeteci di sanarla».

A sollecitare l’incontro era stato Bond, favorevole a un “patto di fine legislatura” imperniato su pochi obiettivi qualificanti; convinto che la Legge di Stabilità sia incostituzionale laddove conferisce maggiore autonomia fiscale e impositiva al Trentino-Alto Adige (diretto concorrente del Veneto grazie ai vantaggi tributari di cui gode), l’alfaniano ha chiesto a Zaia di impugnare il provvedimento dinanzi alla Corte Costituzionale: «Non possiamo lasciar passare questa ingiustizia, è l’ennesimo atto di spregio nei confronti delle regioni ordinarie, in particolare delle aree più deboli come il Bellunese».

Il governatore ha accolto l’istanza, annunciando che firmerà il ricorso alla Consulta, con soddisfazione dell’alleato che promette «totale sostegno in questa battaglia difficile, coraggiosa e lungimirante». Parco di parole Padrin, che tuttavia ha sottolineato l’estraneità dei forzisti alla controversa legge Toniolo-Ruzzante («È un pasticcio, noi siamo usciti dall’aula per non votarla, la regola è che se non c’è accordo di maggioranza si rinvia la decisione, inutile fare i coccodrilli a giochi fatti») e poi ha invitato il governatore a porre il nuovo ospedale di Padova in cima alle priorità dell’esecutivo, sciogliendo riserve, dubbi e criticità tuttora esistenti. Scontato l’appoggio di Caner, che ha garantito la compattezza del gruppo leghista, invitando però a concentrare gli sforzi sulle questioni di ampio respiro – lavoro, sanità, infrastrutture – evitando l’assalto alla diligenza delle clientele locali che caratterizza da sempre l’ultimo scorcio legislativo. Di rimpasto neanche a parlare, nonostante la palese insofferenza del Ncd verso l’assessore ai servizi sociali Remo Sernagiotto, il cui operato è giudicato balbettante: «Non cambio nulla in giunta, abbiamo un programma e dobbiamo portarlo a compimento», la replica zaiana «vi chiedo invece una collaborazione leale in fase di bilancio 2014, abbiamo molta carne al fuoco e non dobbiamo deludere le aspettative di chi ci ha eletto. Se emergono nuove proposte dai capigruppo sono pronto a discuterne ma niente gare a chi la spara più grossa». In extremis, ha fatto capolino nella saletta il vice di Palazzo Balbi, Marino Zorzato. Che ha salutato i convenuti e poi è rimasto muto come un pesce. Chi tace acconsente. Sarà vero?

Filippo Tosatto

 

tpl, confermati bacini provinciali

Bottacin: «Si perpetua sistema colabrodo»

VENEZIA. «Ancora brutte notizie per chi è costretto a muoversi con i mezzi pubblici nel Veneto. La Regione Veneto abdica alle proprie funzioni di programmazione, anche nel trasporto pubblico locale. La recente delibera con cui la giunta conferma i bacini provinciali come dimensione ottimale per la gestione dei servizi di trasporto, esprime la volontà politica di lasciare intatta la struttura del trasporto su gomma nel Veneto. Ed è una struttura che non funziona».

L’accusa viene dal capogruppo di Verso Nord e Sc, Diego Bottacin. «Il tpl veneto è inefficiente e inefficace. La frammentazione – con 40 aziende attive – ostacola la possibilità di fare economie di scala, ha finora impedito l’introduzione del biglietto unico e conserva la ripartizione dei finanziamenti sulla base della spesa storica, anziché dei reali chilometri di trasporto offerti ai cittadini».

 

L’assessore Chisso si impegna a trovare soluzioni rapide soprattutto per gli studenti: ora arrivano a scuola in ritardo

Sono 1.500 al giorno i pendolari che dal Camposampierese raggiungono Padova utilizzando la ferrovia

CAMPOSAMPIERO – I sindaci del Camposampierese protestano in Regione contro il nuovo orario dei treni cadenzati. Ricevuti ieri a Palazzo Ferro-Fini dall’assessore Renato Chisso e dal presidente del consiglio Clodovaldo Ruffato, i sindaci guidati dal presidente della Federazione dei sindaci Francesco Cazzaro e dal suo successore Mirko Patron (dal primo gennaio), hanno portato sul tavolo dell’assessore veneto alla mobilità le proteste di pendolari, studenti e lavoratori, che dal 15 dicembre fanno in conti con i disagi arrecati loro dall’orario cadenzato. Sono circa 1500 persone che ogni mattina raggiungono Padova, in treno, dal Camposampierese.

«Apprezziamo la disponibilità dell’assessore Chisso che ci ha convocati immediatamente, rispondendo alla nostra richiesta di incontro urgente» precisa Cazzaro. «Ora faremo pervenire in Regione una relazione dettagliata e ci attendiamo una risposta concreta entro i primi giorni di gennaio, quando riapriranno le scuole».

Le cause del malcontento sono comunque chiare: treni soppressi, orari spostati, treni poco capienti e fermate mancanti.

«Tra le 7 e le 8 sulle linee dirette a Padova da Bassano e Castelfranco, gli spostamenti effettuati fanno arrivare gli studenti in ritardo a scuola per cui serve un aggiustamento urgente per risolvere questo problema. Ma sono da rivedere anche gli orari dei ritorni, soprattutto sulla linea verso Cittadella».

Altra questione è quella della capienza: «Negli orari di punta, la mattina e la sera tra le 17 e le 19, servono più carrozze perché i treni sono stracolmi» aggiunge Cazzaro. Se non si possono ripristinare i treni soppressi quindi, chiedono in sindaci, almeno che ci siano treni più lunghi ed orari aggiustati. Altre proteste arrivano da Campodarsego, San Giorgio delle Pertiche e Trebaseleghe. Nei giorni scorsi il sindaco Lorenzo Zanon aveva denunciato che «nella linea Trebaseleghe-Venezia, a Noale e Piombino Dese si fermano 47 treni mentre a Trebaseleghe solo 16 e che nella linea Venezia-Trebaseleghe, a Noale e Piombino 31 treni mentre a Trebaseleghe sempre 16. Non è accettabile vista l’importanza di un’area come quella di Trebaseleghe».

Sulla linea verso Padova invece, alcuni treni, non negli orari di punta, si fermano a Camposampiero e poi direttamente a Vigodarzere.

«Abbiamo chiesto di re-introdurre una fermata a Campodarsego, alternata con San Giorgio, anziché a Vigodarzere, dove invece è molto più comodo ed utilizzato l’autobus per raggiungere Padova. Altrimenti i treni di punta nelle nostre fermate si caricano all’inverosimile» spiega Mirko Patron. Il consigliere comunale di Camposampiero Luca Masetto viaggiatore pendolare del treno da 15 anni ricorda come «il servizio è decisamente scaduto, basti pensare che oggi, nell’era di internet, quando arrivano due treni contemporaneamente a Camposampiero, non si sa mai quale partirà per primo e la gente corre su e giù dai sottopassi».

L’assessore Renato Chisso incontrerà i responsabili di Trenitalia lunedì prossimo.

Francesco Zuanon

 

Gazzettino – Salzano. “Treni, ecco cosa ci serve”

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28

dic

2013

SALZANO – Comune e pendolari hanno inviato alla Regione una proposta di orario

Quaresimin: «Non chiediamo l’aumento di corse e fermate»

STAZIONE – La proposta degli orari fatta dai pendolari è stata inviata a Regione e Trenitalia

«La nostra proposta è semplice e praticabile. Con un po’ di buona volontà potrebbe essere introdotta già a partire dal 7 gennaio». Alla vigilia di Natale l’amministrazione comunale di Salzano e il comitato di pendolari hanno inviato a Regione e Trenitalia un accurato documento con una proposta di riorganizzazione degli orari ferroviari per risolvere le criticità già ampiamente sottolineate. Dopo i cortei di protesta e le assemblee pubbliche si passa dunque ai fatti: il sindaco Quaresimin e l’assessore Zamengo hanno raccolto le lamentele di studenti e lavoratori delineando assieme ad un gruppo di pendolari le proposte di modifica. Avrebbero voluto illustrarle personalmente a Renato Chisso nei giorni scorsi, ma l’assessore regionale alla Mobilità ha scelto di incontrare solamente i sindaci della tratta Venezia-Portogruaro.

«Io e il collega di Spinea Checchin ci siamo presentati nella sede di Veneto Strade ma non siamo stati ricevuti. Poco cambia – commenta Quaresimin – perché abbiamo comunque inviato ai vertici ferroviari e regionali le nostre proposte».

Sostanzialmente la ridefinizione degli orari chiesta a gran voce dai pendolari di Salzano e Spinea (la linea interessata è la Venezia-Bassano) prevede un maggior numero di corse negli orari di punta, soprattutto tra le 7 e le 8 del mattino.

«Ma attenzione – precisa Quaresimin -, noi non chiediamo alcun aumento di treni e di fermate. Solo alcune lievi variazioni d’orario per andare incontro alle esigenze dei pendolari, senza nemmeno interferire con le altre linee».

I pendolari chiedono di migliorare la distribuzione dell’orario facendo partire la «navetta» Noale-Mestre subito dopo il passaggio del treno diretto, anziché prima.

«Al mattino, per esempio, la navetta è molto più utile al minuto 11 che al minuto 48 – spiegano -. E poi servirebbero più corse negli orari di punta al sabato».

Gli stessi benefici ci sarebbero pure per i pendolari di Spinea, ma il problema è sentito soprattutto a Salzano, dove il servizio Actv è più carente. I pendolari attendono risposte entro poche settimane.

Gabriele Pipia

 

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