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Gazzettino – Mira boccia le riduzioni dei treni

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13

ago

2013

MIRA – (L.G.) Mira bocciato il nuovo orario ferroviario cadenzato proposto dalla Regione, Trenitalia e Sistemi Territoriali.

«Sulla linea Padova-Mestre – dice il sindaco Maniero – sono state soppresse delle fasce orarie mattutine e di mezza giornata importanti per i pendolari ma per quanto riguarda la linea Mestre-Mira Buse-Piove di Sacco è tutto da rifare».

L’orario era stato discusso dal sindaco sia durante un’assemblea che nell’ultimo consiglio comunale. Ieri il sindaco Maniero ha scritto alla Regione, a Sistemi territoriali e a Trenitalia esprimendo la contrarietà del Comune. Nella linea Padova-Mestre c’è stato un apprezzato aumento della frequenza dei treni ma alcune fasce orarie sono state soppresse, ma è la linea ferroviaria Mestre-Piove di Sacco ad essere fortemente criticata.

«L’orario cadenzato – aggiunge Maniero – porta ad una riduzione in alcune fasce cruciali per i pendolari». Recependo le osservazioni del consigliere Bolzoni il Comune propone il biglietto unico da e per Mira, da attivarsi su tutta la tratta ferroviaria Sfmr e Actv; l’incentivazione del servizio Omnibus per Mira e il sottopasso in via Lomellina.

 

Nuova Venezia – Chisso: a dicembre 15 coppie di nuovi treni

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10

ago

2013

«Sto con i pendolari, la mobilità su rotaia va rivoluzionata».

MS5: basta Tav, potenziare la linea Ve-Ts

VENEZIA «Le numerose segnalazioni di disagi e soppressioni estive di treni, tra le quali figura una doppia corsa di interregionale Venezia-Milano almeno per l’intero mese di agosto, il tutto senza possibilità di un reale controllo e di intervento concreto sulle cause, evidenziano una volta di più l’esigenza di cambiare sistema nella mobilità su ferro del Veneto, perché quello attuale è di fatto irriformabile». Lo rileva l’assessore alle politiche della mobilità del Veneto Renato Chisso, alla luce delle «Valanghe di proteste motivate, che in questi giorni si riferiscono in particolare a soppressioni di interregionali che servono anche Padova e Vicenza. La loro precaria esistenza, peraltro, non risponde ad alcuna logica di cadenzamento e di efficienza di servizio, perché hanno orari a capocchia, materiale che non si può definire all’altezza e ritardi mostruosi specie nella tratta lombarda».

«Sono convinto che i nostri pendolari non sappiano che farsene di treni di questo genere», aggiunge Chisso «specie a fronte delle 13 nuove coppie di convogli nuovi e cadenzati che scorreranno dal 15 dicembre tra il capoluogo lagunare a quello scaligero, fermandosi a Vicenza, Padova e Mestre. Significa poter disporre di un treno veloce ogni ora in ciascuna direzione, con velocità di percorrenza e servizio compatibili con quelle delle Frecce, ma a costo molto più basso. A questi si aggiungeranno i regionali locali, in coincidenza nei capoluoghi e con fermate a tutte le stazioni».

«Io sto dalla parte dei pendolari e abbiamo lavorato per loro con le associazioni dei consumatori per trovare le risposte. Capisco i viaggiatori occasionali ma il mio primo dovere è quello di fornire un servizio certo, controllabile ed efficiente a quanti si spostano all’interno del Veneto per lavoro e per studio, che rappresentano la stragrande maggioranza dei nostri utenti. Come Regione abbiamo raccolto e stiamo raccogliendo le osservazioni concrete e stiamo studiando con le istituzioni e gli utenti le risposte possibili».

«Devo anche aggiungere», conclude l’assessore pidiellino «che stiamo raccogliendo anche tanti, tantissimi giudizi positivi di cittadini e amministratori che esprimono soddisfazione e aspettative per le novità che stiamo costruendo. Di questi si parla poco, perché i contenti non protestano e non fanno rumore. A me resta però la coscienza tranquilla perché stiamo lavorando nell’interesse dei nostri veneti che pagano le tasse».

E sul fronte dei trasporti interviene anche il M5S: «Bisogna potenziare la linea ferroviaria Venezia-Trieste, abbandonando il progetto dell’Alta velocità. La realizzazione della Tav non solo è molto difficile per motivi economici, ma anche per l’avversione di numerosi comitati spontanei di cittadini», affermano i deputati grillini Aris Prodani e Walter Rizzetto in una interrogazione al ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi.

«Anche il commissario straordinario per la Tav Venezia-Trieste Bortolo Mainardi», proseguono i parlamentaru «ha confermato che è possibile la quadruplicazione della linea ferroviaria esistente, un progetto a impatto zero e dal costo stimato di 800 milioni di euro. Molto meno dei 5,7 miliardi necessari per la Tav, una somma insostenibile per le attuali condizioni finanziarie in cui versa il Paese».

 

Gazzettino – “Treni, questo sistema e’ irriformabile”

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10

ago

2013

Chisso condivide le proteste dei viaggiatori e annuncia il cambio: «Con l’orario cadenzato corse veloci a costi contenuti»

VENEZIA – I viaggiatori si lamentano. E hanno ragione. Parola di Renato Chisso, il Signor Trasporti della Regione Veneto, l’assessore che ha in mano il sistema della mobilità e del traffico. L’assessore che ogni anno multa Trenitalia trasformando le sanzioni in rimborsi a favore degli abbonati, adesso, di fronte alle ennesime segnalazioni di disagi, dice che il sistema va cambiato. Perché quello attuale è «irriformabile». Ma la ricetta il Veneto ce l’ha già: nuovi convogli e orario cadenzato.
Chisso prende spunto dall’ultima soppressione di una doppia corsa Venezia-Milano per dire che “questo” sistema di trasporti non va bene.«Le numerose segnalazioni di disagi e soppressioni estive di treni, tra le quali figura una doppia corsa di interregionale Venezia – Milano almeno per l’intero mese di agosto, il tutto senza possibilità di un reale controllo e di intervento concreto sulle cause, evidenziano una volta di più l’esigenza di cambiare sistema nella mobilità su ferro del Veneto, perché quello attuale è di fatto irriformabile». Di questi interregionali che servono anche Padova e Vicenza, l’assessore dice che hanno una «precaria esistenza» che «non risponde ad alcuna logica di cadenzamento e di efficienza di servizio, perché hanno orari a capocchia, materiale che non si può definire all’altezza e ritardi mostruosi specie nella tratta lombarda». «Sono convinto – dice Chisso – che i nostri pendolari non sappiano che farsene di treni di questo genere specie a fronte delle 13 nuove coppie di convogli nuovi e cadenzati che scorreranno dal 15 dicembre tra il capoluogo lagunare a quello scaligero, fermandosi a Vicenza, Padova e Mestre. Significa poter disporre di un treno veloce ogni ora in ciascuna direzione, con velocità di percorrenza e servizio compatibili con quelle delle Frecce, ma a costo molto più basso. A questi si aggiungeranno i regionali locali, in coincidenza nei capoluoghi e con fermate a tutte le stazioni. Io sto dalla parte dei pendolari e abbiamo lavorato per loro con le associazioni dei consumatori per trovare le risposte».

 

 

Mira. Protesta per il nuovo orario sulla linea Mestre-Adria

Gambato (Sistemi Territoriali): «I convogli erano vuoti»

MIRA «Sfmr in Riviera? Oltre una trentina di milioni di euro spesi per costruire cattedrali nel deserto e poi si tagliano le corse.   Siamo pronti ad organizzare una protesta di massa contro questo comportamento di Sistemi Territoriali e della Regione. Ben fa il comune di Mira a ricorrere alla Corte dei Conti contro questo spreco».

Mattia Donadel è il consigliere comunale e presidente del comitato Opzione Zero che organizza la mobilitazione dopo la presentazione del nuovo orario dei treni sulla linea Mestre – Adria.

Sistemi Territoriali con il presidente Gianmichele Gambato dal canto suo si difende : «È solo stata fatta una razionalizzazione perché i treni viaggiavano vuoti». I comitati, che sono pronti a manifestare a settembre anche sui binari, fanno il punto della situazione.

«È paradossale», dice Donadel, «che si siano spesi dal 2002 al 2008 oltre 30 milioni di euro in quest’area e sulla linea Mestre – Adria per che cosa? Costruire la mega stazione con parcheggio scambiatore con 700 posti auto. Doveva servire nelle promesse della regione e dell’ex sindaco Michele Carpinetti come opera del futuro per disincentivare l’utilizzo delle auto e portare turisti a Venezia dalla Riviera. Sono stati comprati 10 nuovi treni elettrici, sono stati costruiti diversi sottopassi per evitare l’attraversamento a raso dei convogli, e infine è stata elettrificata completamente la linea fino a Mira Buse. Conseguenze di questo sforzo titanico? Si depotenzia il servizio ferroviario sulla Mestre – Adria . Sembra una comica, se non ci fosse da piangere».

Contro l’atteggiamento di Regione e Sistemi territoriali si scaglia anche il Pd di Mira che chiede chiarimenti immediati. Nelle ore di punta i treni da cinque sono stati ridotti a tre.

Dal canto suo il presidente di Sistemi Territoriali si difende: «Non sono stati fatti tagli», dice Gambato, «ma solo razionalizzate le corse. Sono aumentate quelle fino a Adria e ridotte quelle sperimentali esclusive da Mira – Buse a Mestre Venezia. Si è constatato che alcune corse correvano vuote. Sull’opportunità degli investimenti che hanno portato alla realizzazione della stazione di Porta Ovest non sono io che devo dare spiegazioni ma la Regione. Resta il fatto che già l’amministrazione Carpinetti avrebbe dovuto collocare la cartellonistica ad hoc per far conoscere quella stazione. Nulla a quanto si sa è stato fatto finora dall’ente locale».

Alessandro Abbadir

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stazione di marano

Ancora ladri sulle auto al parcheggio

MIRA-Atti vandalici sulle auto di pendolari e residenti nel parcheggio della stazione ferroviaria di Marano. Negli ultimi giorni una decina di auto sono state danneggiate da furti e tentativi di furti, ma anche da chi non potendo aprirle ne ha rovinato la carrozzeria.

«La situazione», spiega Valter Faggian per i pendolari, «è pesante . Sono state colpite auto di persone che vanno al lavoro e anche di turisti che pernottano negli alberghi della Riviera e poi si recano a Venezia. «Chiediamo siano fatti più controlli da parte dei vigili e delle forze dell’ordine».

In tanti casi i tentativi di furto hanno provocato più danni dei furti stessi con conti salati da pagare al carrozziere. A vigilare sulla situazione del parcheggio della stazione di Marano, sulla linea Padova-Mestre, è anche la polizia ferroviaria. (a.ab.)

 

 

ORIAGO – Sistema ferroviario Sfmr al via nei prossimi mesi e scattano le proteste da parte degli utenti del Comune di Mira. I malumori sono emersi lunedì sera in una pubblica assemblea organizzata dal comune all’auditorium di Oriago per la presentazione del nuovo orario che precede di fatto una riduzione dei treni sulla linea Meste- Adria e un aumento su quella ad alta frequenza Padova Mestre che ha nel territorio di Mira la stazione di Marano.

«I treni passano da uno ogni 20 minuti sulla linea Padova–Venezia» ha spiegato l’assessore alla viabilità Michele Gatti «a uno ogni 15. Ma la linea Mestre – Adria per la quale si sono fatti interventi milionari di elettrificazione e di acquisto dei treni subirà un drastico taglio delle corse. Al posto dei cinque treni attuali con il nuovo orario ne passeranno tre. Mancano soprattutto quelli nelle ore di punta cioè dalle 7 alle 9 e dalle 17 alle 20».

Una notizia che ha fatto infuriare i pendolari. «Ma come» si sono chiesti gli utenti «hanno fatto da poco tempo una nuova stazione Oriago Porta ovest con un parcheggio scambiatore che avrebbe dovuto portare turisti e pendolari a Venezia e Mestre ogni 15 minuti e ora si tagliano le corse? Quelle opere per cosa sono state fatte?».

Il Comune di Mira grida allo scandalo. «Se questa situazione verrà confermata» annuncia Gatti «faremo una denuncia alla Corte dei Conti contro la Regione e Sistemi Territoriali per spreco di denaro pubblico. Ci troviamo di fronte a investimenti fatti per nulla. Soldi dei cittadini letteralmente dissipati per opere che si rivelerebbero inutili». (a.ab.)

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MIRA – Arriva il servizio ferroviario Sfmr e i lavoratori pendolari e studenti di Mira diretti a Mestre- Venezia chiedono chiarimenti. Per questo per lunedì 5 agosto alle 20.30 all’Auditorium della biblioteca a Oriago, il Comune ha convocato un incontro pubblico per raccogliere le osservazioni degli utenti al nuovo orario ferroviario predisposto dalla Regione.

«Mercoledì scorso», spiega l’assessore alla Mobilita, Michele Gatti, «c’è stata la presentazione del nuovo orario ferroviario cadenzato. Entro sette giorni la Regione chiede ai Comuni di produrre, sentiti i cittadini, le osservazioni a questa proposta Sfmr che dovrebbe garantire più treni, più frequenti e coincidenze più sicure».. All’incontro pubblico sono invitati tutti i cittadini, in particolare chi usa le linee Venezia – Padova e Venezia – Piove di Sacco.

«L’orario cadenzato- continua Gatti- é consultabile sul sito della Regione Veneto. Purtroppo i tempi sono strettissimi e cascano anche in un periodo in genere dedicato alle ferie, in cui si presta magari poca attenzione alle novità che vengono annunciate. Ma è urgente confrontarsi». (a.ab.)

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Nuova Venezia – Orario cadenzato, come cambiano i treni

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2

ago

2013

 

L’assessore regionale Chisso difende la proposta rivoluzionaria, ma critiche arrivano dai pendolari e dal sindaco di Quarto

QUARTO D’ALTINO «Avevamo di fronte due alternative: tentare di migliorare un sistema non riformabile, quello attuale, oppure rivoluzionarlo costruendone uno nuovo a misura di utente. Io ho scelto questa seconda strada, ben sapendo quante opposizioni avrei trovate rispetto ad abitudini consolidate, rassegnazione al disservizio, paura che le novità celino di peggio». L’assessore regionale ai Trasporti, Renato Chisso, ritorna sull’incontro con il quale mercoledì, ha illustrato ai sindaci la rivoluzione su rotaie, spiegando che questa, per lui, è la via migliore. «So che con questo progetto», prosegue Chisso, «diamo ai nostri cittadini veneti la possibilità di muoversi meglio, di più, più comodamente, a orari prefissati, con treni in alcuni casi competitivi rispetto alle “Frecce”». Nessun dubbio da parte dell’assessore, sul nuovo orario cadenzato ferrovario che sarà avviato dal 15 dicembre. «Partiamo da qui e verifichiamo i miglioramenti possibili sulla base delle proposte dei rappresentanti delle comunità locali», ha aggiunto, «sapendo che poi avremo anche il 2014 per verificare sul campo la funzionalità, l’efficacia e le modifiche in meglio del sistema. La proposta è sicuramente migliorativa, amplierà l’offerta pressoché dappertutto ed eliminerà il sovraffollamento». Sistema cadenzato vorrà dire, per Venezia e il veneziano: sistema orario di regionali veloci Venezia – Verona e Venezia – Conegliano, un sistema orario di regionali con tutte le fermate Mestre – Padova, sistemi orario di regionali Venezia – Verona e Venezia – Vicenza, sistema orario di regionali con tutte le fermate Venezia – Rovigo-Ferrara, Venezia – Treviso, Mestre – Portogruaro e Mestre – Noale, sistema orario di regionali Venezia – Bassano, velocizzato da Venezia a Castelfranco; sistema orario di regionali Venezia – Adria; sistema orario di regionali veloci Venezia – Udine/Trieste e Venezia – Portogruaro – Trieste; sistema orario di regionali Venezia – Portogruaro, Venezia – Udine, Venezia – Castelfranco. Il tutto con frequenza oraria e con orari facili da memorizzare per tutte le relazioni del nodo.

«È un orario che penalizza i lavoratori», commenta il portavoce dei viaggiatori Luciano Ferro, «perché elimina le corse serali e notturne che servivano i turnisti oltre che i pendolari». Proprio mercoledì, l’assessore Chisso ha spiegato però che alcune corse, come quella delle 00.36 da Venezia, sono del tutto sottoutilizzate.

«Apprezzo il fatto che rispetto a quanto già deliberato dalla Giunta l’assessore regionale abbia fatto marcia indietro su alcune nostre segnalazioni come sindaci, è una prima vittoria registrata» commenta il sindaco di Quarto, Silva Conte, «ma non è sufficiente: il treno del mattino delle 4.38 è stato reinserito, ed è stato migliorato il cadenzamento, ma la proposta è lontana da quanto atteso dagli utenti e promesso da anni dalla Regione: inutile guardare solo al numero di treni in più se coprono una minor fascia oraria, senza contare che rimane la fascia mattutina scoperta: siamo lontani dal concetto di metropolitana di superficie, ed abbiamo dimostrato che di meglio si può fare». «I tecnici mercoledì», conclude il sindaco, «ci hanno fatto sapere di aver già bloccato le tracce e i consulenti sono in ferie ad agosto, quindi abbiamo timore che il margine di discussione e confronto non ci sia e che Chisso ci stia prendendo in giro».

Marta Artico

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Il sindaco di Martellago Barbiero contro i nuovi orari dei treni della Regione

Il nuovo orario cadenzato dei treni sulla linea Venezia-Bassano, presentato l’altro ieri ai sindaci e che entrerà in vigore da metà dicembre, rischia di peggiorare il servizio per i tanti pendolari che usano la stazione di Maerne se non saranno adottati correttivi, sui cui comunque c’è la disponibilità della Regione di ragionare. Come spiega il sindaco di Martellago, Monica Barbiero, lungo la linea passeranno tre treni all’ora per Venezia, dalle 6.50 alle 9 di sera. Di questi, però, quello che parte da Bassano servirà tutte stazioni fino a Castelfranco, ma poi farà servizio «veloce» e salterà Maerne, dove, dunque, di fatto fermeranno solo due treni l’ora: quello che parte da Castelfranco e arriva a Venezia e la navetta che farà soltanto il tragitto Noale-Mestre (per continuare fino a Venezia occorrerà cambiare).
E lo stesso discorso vale anche per la stazione di Spinea. «Con l’attuale orario abbiamo diverse fasce scoperte, dalle 11 alle 13 o dalle 16 alle 18, e da questo punto di vista il sistema cadenzato è migliorativo. Ma negli orari di punta, penso a quello tra le 7 e le 8 del mattino, dove già adesso la situazione è critica con 5 convogli che vanno a Venezia, con la proposta che ci hanno presentato facciamo un passo indietro, perché ci troviamo con soli due treni all’ora che danno meno opzioni agli utenti e dove c’è il rischio di avere un sovraffollamento intollerabile» spiega il sindaco Barbiero. La quale, infatti, ha subito chiesto, come il collega di Spinea, Silvano Checchin, di poter fare in modo che nelle due stazioni fermi anche il regionale «veloce» che parte da Bassano. «Su questa proposta c’è stata la totale disponibilità da parte della Regione, sia dell’assessore Chisso sia dei tecnici, di verificarne la fattibilità, e quindi confidiamo venga accolta» conclude la Barbiero.

 

ORARI – Al Veneto orientale non piacciono i nuovi orari

«Treni cadenzati. Si può fare di più»

I sindaci del Veneto orientale incontreranno nuovamente l’assessore Chisso a fine mese

PORTOGRUARO – Treni cadenzati, i sindaci del Veneto Orientale chiedono interventi migliorativi. Il Comune di Portogruaro è stato incaricato dalla Conferenza dei Sindaci del Veneto Orientale di portare le proposte dei primi cittadini sui nuovi orari cadenzati di trasporto ferroviario locale elaborati dalla Regione Veneto, all’incontro di presentazione tenutosi mercoledì alla presenza dell’assessore regionale Renato Chisso, dell’assessore provinciale ai Trasporti Giacomo Grandolfo e dei rappresentanti di Trenitalia.

L’assessore alla Mobilità del Comune, Ivo Simonella, ha rappresentato in particolare tre necessità: garantire le fasce dei collegamenti del primo mattino e della notte, riuscire a coprire il vuoto che permane nella fascia oraria che va dalle 10 alle 12 e armonizzare il più possibile gli orari con quelli delle aziende pubbliche di trasporto locale.

«L’idea di un orario cadenzato che dovrebbe partire dal prossimo 15 dicembre – ha detto l’assessore Simonella – è certamente apprezzabile e condivisibile perché crea fidelizzazione al trasporto ferroviario, sempre preferibile a quello su gomma. Tuttavia, la proposta presentata dalla Regione e da Trenitalia, benché migliorativa rispetto a quella di cui eravamo a conoscenza è ancora migliorabile».

L’assessore Chisso, che ha sottolineato come questo piano consentirà di aumentare del 23 per cento i servizi ai pendolari, del 30 per cento i posti a sedere e del 18 per cento il numero delle fermate, ha accolto la richiesta di creare un ulteriore momento di confronto che si terrà verso fine mese, tra gli amministratori dei Comuni interessati alla tratta ferroviaria Portogruaro-Venezia e gli estensori della proposta. Per questa tratta si parla di sistema orario di regionali con tutte le fermate da Mestre a Portogruaro, di sistema orario di regionali veloci Venezia-Portogruaro-Trieste e di sistema orario di regionali Venezia-Portogruaro. Il tutto con frequenza oraria e con orari facili da memorizzare.

Teresa Infanti

 

A MIRA – Incontro sull’orario ferroviario

MIRA – Il nuovo orario ferroviario sarà illustrato e discusso con i cittadini di Mira, lunedì 5 agosto, alle 20.30 in biblioteca a Oriago. Entro sette giorni la Regione chiede ai Comuni di produrre, sentiti i cittadini, le osservazioni a questa proposta di nuovo orario per il sistema ferroviario veneto, che dovrebbe garantire più treni in servizio, orari più frequenti e coincidenze più sicure per evitare i lunghi tempi morti. Per questo l’amministrazione comunale ha convocato in tutta fretta l’incontro di lunedì. L’orario cadenzato dei treni è consultabile sul sito della Regione alla voce Percorsi e poi andando su Mobilità e Trasporti. (L.gia.)

 

Nuova Venezia – Orario cadenzato, i dubbi dei sindaci

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1

ago

2013

 

L’assessore Chisso presenta il nuovo sistema, solo una settimana per le osservazioni. «Scoperta una fascia del mattino»

Tanti numeri tutti assieme e troppo poco tempo per analizzarli. È stato svelato ieri nell’auditorium della Provincia ai sindaci del territorio, il sistema di orario cadenzato dei treni che entrerà in funzione a partire dal dicembre 2013, il nuovo modello predisposto da Trenitalia Sistemi Territoriali e Regione, frutto di un lavoro che dura da mesi. L’illustrazione però, ha lasciato perplessi gli amministratori, che hanno visto per la prima volta lo schema e che ora hanno meno di una decina di giorni per analizzarlo e produrre osservazioni.

Fretta. L’assessore regionale ai Trasporti Renato Chisso, aprendo l’incontro, va chiaro al nocciolo della questione: «Che le cose non funzionino a dovere è evidente, il nuovo modello oggi come oggi è la proposta migliore che si poteva fare e dobbiamo chiudere la partita adesso, perché tra 6 mesi potremmo trovarci in presenza di nuove offerte da parte di privati e non (come Italo), che potrebbero prenotarsi le linee e far finire in coda la Regione». Urgente dunque, “prenotarsi” le linee. Il nuovo schema è basato su due punti fissi: treni regionali veloci e regionali lenti che fermano in tutte le stazioni, si intersecano nei poli di interscambio a orari tali da realizzare coincidenze da e per direttrici diverse. Domenico Menna, il dirigente regionale dell’Unità di progetto “Trasporti Ferroviari Veneti”, ha snocciolato quaranta pagine di dati, che non hanno soddisfatto appieno gli amministratori locali, arrivati ciascuno per presentare le proprie rimostranze su qualche punto giudicato carente, ed usciti dall’auditorium pieni di dubbi. Un po’ perché la proposta è stata ritarata rispetto a quanto trapelato nelle scorse settimane (ad esempio è rispuntato il treno delle 4.38 del mattino), un po’ perché effettivamente il malloppo è complesso.

Orario cadenzato. Il nuovo modello aumenta i servizi del 23 per cento, i posti del 30 per cento, il numero di fermate del 18 per cento. Tiene conto di puntualità e coincidenze e deve essere mnemonico, a tale ora, ogni ora, c’è un treno per quella destinazione, un po’ come avviene con la metropolitana. «È un avvio», spiega Chisso, «poi tra un anno, andremo rinforzare il meccanismo, fermo restando che l’obiettivo è l’integrazione ferro gomma ma prima dobbiamo mettere un punto fermo sul ferro».

I Comuni hanno una settimana di tempo per domandare limature, perché entro la prima decade di agosto, la partita dev’essere chiusa. Gap. I sindaci hanno fatto notare che rimane scoperta la fascia del mattino, quella tra le 10 e mezzogiorno, che ci sono pochi treni notturni, che non tutti i convogli, un problema evidenziato da più parti, arrivano fino a Venezia Santa Lucia e da qui tornano indietro. Vogliono sapere quando entrerà in vigore la tariffazione unica e se ci sono già accordi tra il trasporto pubblico locale e ferrovie per gli autobus sostitutivi. La cordata formata dal sindaco di Marcon, Andrea Follini, dalla sindaca di Quarto, Silvia Conte e da Roncade, con il sostegno anche di altri amministratori, ha chiesto che venga considerata la proposta dell’associazione “Ferroviea Nordest”, che tiene in maggior considerazione i comuni di cintura e le fermate locali. Chisso ha annunciato che il Cipe ha appena stanziato un investimento di 40 milioni di euro che consentirà di sciogliere in parte il nodo Venezia, migliorando l’accesso e facendo arrivare 15 treni in più fino alla Stazione Santa Lucia.

Marta Artico

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«Pochi collegamenti notturni con Venezia»

I sindaci sottolineano le criticità: serve la tariffazione unica integrata. Nuovo incontro il 26 agosto

La Regione ha promesso che l’ultima settimana di agosto, probabilmente il 26, incontrerà alcuni sindaci per confrontarsi nuovamente sui punti emersi, fermo restando che entro la prima decade di agosto, le tracce devono essere bloccate.

«A noi», spiega il sindaco di Spinea Silvano Checchin, «non interessa che ci sia un numero maggiore di treni in assoluto, ma che ci siano quando servono. Avevamo da tempo chiesto che venissero deviate alcune corse dalla Venezia-Trieste e che fossero fatte transitare per i Bivi in modo da passare per Spinea, ma non abbiamo mai ricevuto risposta».

«Bene che si inizi a discutere dell’orario cadenzato», incalza il sindaco di Marcon Andrea Follini, «ma è un sistema così complesso, che il tempo è troppo poco per metabolizzarlo. La proposta di “FerrovieaNordest” è davvero metropolitana, speriamo di avere riscontro in tal senso, ma vorrei anche sottolineare il nodo dell’imbuto di Venezia. La Regione ha voglia e forza di ragionare oltre il ponte, per liberare spazio e far arrivare anche i regionali? A noi sindaci sta a cuore il traffico pendolare, speriamo vengano tenute in considerazione tutte le possibilità».

La neoeletta sindaca di Martellago, Monica Barbiero, ha evidenziato le criticità di Maerne e Martellago, in previsione di una fermata. Il Comune di Venezia ha chiesto la tariffazione unica integrata e domandato chiaro e tondo quale quantità di utenza porterà il nuovo sistema, in vista dell’interazione con l’offerta dei servizi urbani.

«Non bocciamo questo nuovo orario, ma lo rinviamo a settembre, perché vorremmo davvero che questa rivoluzione facesse diventare il servizio affidabile», ha aggiunto la sindaca Silvia Conte, «come pensa la Regione che possiamo farcela a fare le osservazioni in poco più di una settimana? Ribadisco le criticità: la fascia del mattino, le corse della sera da e per Venezia, i pendolari mi hanno appena consegnato una petizione di quasi 100 firme per inserire un treno da Venezia per Quarto alle 24.20. Chiediamo di poterci rivedere a breve per discutere alcuni punti».

Critico l’assessore Michele Gatti di Mira: «Se siamo una regione turistica, perché fermare alle 22 le corse della sera? E poi in questi anni sono stati eseguiti interventi sulla scorta dell’Sfmr, un casello e il potenziamento di tre stazioni di cui una nuova, eppure con il nuovo sistema non vengono usate».

Per il Portogruarese, ha parlato l’assessore Ivo Simonella: «Avevamo preparato un documento, ma quanto visto oggi (ieri, ndr) è diverso. Chiaro che ci interessano la proposta e il cadenzamento, ma vorremmo capire come si integra con le regioni limitrofe, vorremmo essere sicuri del treno del mattino, ma anche capire cosa accadrà con le corse serali di ritorno da Venezia, verranno sostituite con degli autobus? E i treni porteranno le bici?. (m.a.)

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Gazzettino – Treni, rivoluzione metropolitana

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1

ago

2013

IL TRASPORTO METROPOLITANO

TRASPORTI – Ma i sindaci esprimono perplessità. Veneto Orientale compatto: «Troppe carenze»

Più treni modello metropolitana

Presentato il piano per il Veneziano: potenziate le corse locali, interscambi a orari certi e meno attese

IL PIANO – Più treni modello metropolitana. Presentato il piano per il Veneziano: potenziate le corse locali, interscambi a orari certi e meno attese in quello che sembra essere un primo passo verso il Sfmr. Aumenteranno i treni, cioè i servizi per i passeggeri, soprattutto sulle tratte locali.

SINDACI DUBBIOSI – I sindaci del Veneto Orientale contestano la proposta del nuovo orario cadenzato dei treni previsto dall’avvio dell’Sfmr. Nel documento votato nell’ultima riunione della Conferenza, i 20 sindaci, sottolineano carenze e difetti delle proposte contenute dalla Delibera della Giunta Regionale.

LE NOVITÀ – Da Venezia e Mestre aumentano i convogli in servizio sulle linee per Verona, Padova e Treviso

LE REAZIONI – Il Veneto orientale boccia il piano: «Troppe carenze»

Presentato il nuovo orario in vigore da metà dicembre: più corse locali, orari fissi e interscambi di linea

Non è una rivoluzione, tantomeno un terremoto. Non accontenta del tutto i sindaci, anzi, per qualcuno c’è forse un po’ di fumo negli occhi costruito in fretta e furia ma di fatto il malloppo c’è, è stato studiato per mesi e messo su carta dalla Regione in accordo con Trenitalia. Al tavolo, ora manca solo Rfi che, secondo l’assessore regionale alla Mobilità Renato Chisso, dovrà entrare primo a poi nella partita. Forse già nel prossimo incontro programmato per fine agosto.
In cosa consisterà quello che sembra essere un primo passo verso il Sfmr che vedrà la luce solo quando anche i treni saranno in grado di sostenerlo. Innanzitutto si partirà da metà dicembre. Aumenteranno i treni, cioè i servizi per i passeggeri (+23%), soprattutto sulle tratte locali che saranno cadenzate ad orari fissi e obbligheranno gli utenti anche a più di un cambio per raggiungere la destinazione (modello metropolitana), ma con la certezza che quel treno, ogni giorno, ci sarà a quell’ora in quella determinata stazione e non ci saranno più tempi morti. Poi aumenteranno anche i treni regionali veloci ma solo per collegare i grandi centri urbani del Veneto. Certo, servirà più elasticità mentale da parte degli utenti, un pizzico di scomodità, ma in questo modo, secondo Regione e Trenitalia si andranno a coprire le carenze che il sistema accusa da tempo e che porta ed ha portato alle proteste degli utenti. Però, in compenso, la tariffazione sarà unificata e semplificata.
«Eravamo di fronte ad un bivio – ha spiegato ieri lo stesso assessore Chisso presentando la rivoluzione del timetable ferroviario veneto ai sindaci della Provincia di Venezia – o rabberciare ancora il sistema già critico o rivoluzionarlo. Abbiamo scelto la seconda strada».
Il Dirigente Regionale dell’Unità di progetto “Trasporti Ferroviari Veneti” Domenico Menna in 39 slide ha cercato di “sintetizzare” quelli che saranno gli interventi sulle linee che interessano da vicino la Provincia di Venezia. Alcuni esempi: i collegamenti dei regionali veloci tra Venezia e Verona arriveranno a 26 treni al giorno (+225%), + 7% invece quello per i treni regionali con 28 treni in più. La tratta Venezia/Mestre–Padova aumenterà di 10 convogli (da 17 a 27) la frequenza negli orari di punta con i Regionale Veloci e dell’87% (da 30 a 56 convogli) per i regionali. Aumento anche per quanto riguarda la corsa da Padova a Venezia Mestre con il 44% in più dei Regionali veloci e l’83% dei regionali. Per quanto riguarda il collegamento diretto tra Venezia e Treviso resterà immutato il numero dei regionali mentre aumenterà del 76% quello dei Regionali Veloci. Numeri diversi sulla Treviso-Venezia con il 114% in più dei Regionali veloci e la diminuzione del 24% per i regionali.
Alla decantazione di numeri e cifre, però, ecco le prime impressioni dei sindaci. Come quello di Martellago Monica Barbiero e di Spinea Silvano Checchin che auspicano la fermata dei convogli negli orari di punta anche a Maerne e nella stessa Spinea. Oppure il sindaco di Marcon Andrea Follini che assieme a quello di Quarto d’Altino Silvia Conte che si sentono come aggrediti nei tempi di decisioni e condivisione di decisioni così importanti per molti cittadini che fanno del pendolarismo in treno il loro mantra quotidiano. A fine agosto si tireranno le fila.

 

PORTOGRUARO – I sindaci del Veneto Orientale contestano la proposta del nuovo orario cadenzato dei treni previsto dall’avvio dell’Sfmr, la metropolitana di superficie, che entrerà in vigore da dicembre. Nel documento votato nell’ultima riunione della Conferenza, i 20 sindaci, dopo avere rilevato l’importanza dell’avvio di un sistema metropolitano di trasporto pubblico con treni cadenzati nel Veneto Orientale, «un’area primaria, oltre che per la residenzialità, anche per un turismo pendolare e residenziale, di livello mondiale, con località come Bibione, Caorle, Eraclea, Jesolo e Cavallino Treporti, leader italiane in termini di arrivi e presenze turistiche», sottolineano carenze e difetti delle proposte contenute dalla Delibera della Giunta Regionale.

Innanzi tutto il metodo. «La proposta – sostengono i sindaci – è stata elaborata senza un coinvolgimento dell’utenza e delle amministrazioni locali;

l’orario in realtà non è cadenzato, nel senso che i due regionali di ogni ora si susseguono uno a distanza di 15 minuti e l’altro di 45 minuti; si riducono le corse di prima mattina e della notte; rimane una parte non coperta tra le ore 10 e le ore 12; viene ulteriormente ridotto il servizio festivo; non risulta siano stati presi contatti con le aziende di trasporto pubblico locale per armonizzare gli orari; non viene evidenziato se il materiale rotabile è attrezzato per il trasporto bici; non sono adeguate le coincidenze con i treni a lunga percorrenza».

Piace poco ai sindaci del Veneto Orientale anche la proposta alternativa presentata in Regione dall’Associazione «Ferrovie a Nordest» in quanto «riduce i treni da Portogruaro a Venezia; crea un reale cadenzamento solo nella direzione da Venezia a Portogruaro; obbliga a chi è diretto ad una stazione tra Quarto d’Altino e Mestre a cambiare a Quarto». (m.mar.)

 

VENEZIA – Santa Lucia, via libera del Cipe al potenziamento degli accessi e dei servizi di collegamento

I sindaci e non solo chiedono una Venezia più accessibile in treno per i pendolari ma anche per i turisti. Meno Freccia Rossa e più regionali che portino la gente a Santa Lucia visto che spesso il ponte della Libertà, fronte gomma, è intasato e inaccessibile (vedi anche per i lavori della posa delle rotaie del tram). Bene, da un paio di giorni, secondo quanto annunciato dall’assessore alla Mobilità della Regione Veneto Renato Chisso il Cipe ha deliberato un finanziamento di 40 milioni di euro per la realizzazione di un nuovo stazionamento sulla linea Venezia-Mestre – Venezia Santa Lucia che consentirà di poter disporre di 15 accessi in più verso la Laguna. «Il ponte della Libertà è quello che tutti conosciamo, non possiamo certo ingrandirlo – ha detto Chisso – Questi 40 milioni ci consentono di intervenire per soddisfare quelle che mi sembrano delle lecite richieste per migliorare l’accesso ferroviario verso Venezia Santa Lucia e anche il servizio di collegamento. Conto di poter partire con i lavori magari già entro il 2014. L’importante, per ora, è sapere che quei soldi ci sono».
Un’esigenza, quella di migliorare il servizio con Venezia, sollevata anche ieri sera da alcuni sindaci della provincia anche a fini turistici rivendicando di poter dare la possibilità ai visitatori della città storica che però, dormono, in terraferma, di poter utilizzare il treno per raggiungere le località dell’entroterra dove soggiornano. E qualcuno ha chiesto anche se è il caso, visto il numero di passeggeri, di far arrivare tutti i convogli Freccia Trenitalia fino a Venezia visto che molte volte non sono così affollati di passeggeri soprattutto in alcuni orari della giornata. (r.ros.)

 

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