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I sindaci in Regione per i nuovi orari ferroviari sulla tratta Venezia-Trieste. Mercoledì prossimo, alle 10.30, i sindaci di Marcon, Quarto e Roncade saranno ricevuti dalla commissione regionale Trasporti per affrontare il tema del nuovo orario cadenzato deciso dalla Regione Veneto.
I sindaci Andrea Follini, Silvia Conte e Simonetta Rubinato (Roncade) avevano infatti chiesto, con una lettera, di poter discutere in Regione delle problematiche sorte con il nuovo orario sulla linea Trieste-Venezia che ha tagliato alcune corse del mattino e della sera, con un “buco” di un paio d’ore in mattinata. Una riduzione delle corse che grava su pendolari e turisti, anche in ottica di integrazione con il servizio su gomma, mentre il comitato pendolari di Quarto, che da sempre protesta per i ritardi e le cancellazioni dei treni, nel maggio scorso ha scioperato proprio contro il nuovo orario cadenzato.
«Siamo soddisfatti di questa occasione di confronto che abbiamo fortemente chiesto – affermano i sindaci -, ma non è ancora sufficiente. Sono oltre 15 anni che i nostri cittadini attendono la “metropolitana di superficie”, ed è necessario che la Regione avvii una fase strutturata di confronto con i rappresentanti delle comunità locali e dei comitati per linea, affinché con il nuovo sistema si risponda davvero alle esigenze degli utenti. Presenteremo alla Regione delle possibili alternative».

Per le valutazioni tecniche i sindaci hanno potuto contare sul supporto tecnico di “Ferrovieanordest”, realtà no profit molto attiva sul tema a livello regionale, con sede a Quarto d’Altino, che li affiancherà anche in occasione dell’audizione, mentre anche il comitato pendolari spera di poter partecipare all’incontro con una propria delegazione.

 

Accolta la richiesta di audizione in commissione trasporti

MARCON – Accolta la richiesta dei sindaci di audizione ufficiale in Commissione regionale trasporti in merito al nuovo “orario cadenzato” per il trasporto ferroviario. È arrivata ieri la risposta ufficiale alla lettera di Silvia Conte, Simonetta Rubinato, Andrea Follini (primi cittadini di Quarto, Roncade e Marcon) che segnalavano come il nuovo orario rischi di penalizzare pendolari e turisti.

«Siamo soddisfatti di questa occasione di confronto che abbiamo fortemente chiesto» spiegano i sindaci «ma non è ancora sufficiente. Sono oltre 15 anni che i nostri cittadini e cittadine attendono la metropolitana di superficie. È necessario che la Regione avvii una fase strutturata di confronto con i rappresentanti delle comunità locali e dei comitati affinché con il nuovo sistema si risponda davvero alle esigenze degli utenti. Il nuovo orario cadenzato taglia corse importanti e lascia dei vuoti, impedendo la possibilità di integrazione tra servizio ferroviario e servizio su gomma». «L’intermodalità» chiariscono i sindaci «è fondamentale per rendere davvero efficiente e sostenibile il trasporto pubblico. Presenteremo alla Regione delle possibili alternative. Anche altri colleghi si riconoscono in queste posizioni».

I sindaci si sono avvalsi del supporto tecnico di Ferrovieanordest, realtà no profit molto attiva sul tema, che li affiancherà anche in occasione dell’audizione. L’incontro dovrebbe tenersi la prossima settimana: un appuntamento tanto atteso anche dai pendolari della linea Venezia-Trieste che sperano in un miglioramento della situazione.

Marta Artico

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QUARTO. I NUOVI ORARI DEI TRENI

QUARTO D’ALTINO. Nuovo orario cadenzato in autunno sulla linea ferroviaria Venezia-Trieste: dopo i sindaci, anche il comitato dei pendolari di Quarto d’Altino chiede di essere ascoltato in Regione. Intanto il sindaco Silvia Conte, in collegamento con il consigliere regionale Bruno Pigozzo, sollecita che l’audizione davanti alla commissione trasporti si possa tenere al più presto.

«Siamo in attesa della conferma della data di convocazione. Mi auspico», spiega Conte, «che avvenga prima di agosto. Altrimenti rischiamo di ripetere quanto accaduto lo scorso anno, quando i termini per le osservazioni sulla Tav avevano scadenza a Ferragosto. Noi sindaci abbiamo espresso la necessità di essere ascoltati dalla Regione e ora pure i pendolari hanno chiesto che sia data voce anche a loro».

La richiesta di audizione in Regione è stata inviata dai rappresentanti del comitato pendolari di Quarto d’Altino. Accanto ai pendolari altinati, peraltro, si stanno mobilitando anche gli utenti bellunesi, pure loro alle prese con i problemi dell’orario cadenzato, la cui introduzione è prevista per il prossimo autunno. Intanto, sulla Venezia-Trieste, proseguono i disagi, con nuovi ritardi e soppressioni. (g.mon.)

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Gazzettino – Tav in aeroporto? Si’, con la bretella

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22

giu

2013

GRANDI OPERE – Il commissario straordinario chiede risposte alla politica: «Se c’è l’ok, collegamento pronto entro il 2021»

Mainardi:«Impattante e troppo costoso il progetto originario di Rfi». Stoccata a Costa: «Va oltre il suo ruolo»

Se la stessa medicina costa 3 euro in una farmacia e 1 euro in un’altra, la brava madre di famiglia non avrebbe dubbi: compro la medicina dove la vendono a 1euro, soprattutto di questi tempi. Lo stesso si potrebbe dire per il collegamento ferroviario tra Venezia e l’aeroporto Marco Polo: sul tavolo ci sono due proposte: la prima, quella ufficiale del progetto Rfi, prevede 750 milioni di spesa per la costruzione di un tunnel sotterraneo di 9 km che passa per via Torino e il Parco di San Giuliano, interessando poi anche Campalto e la gronda lagunare. La seconda proposta è quella del commissario straordinario Bortolo Mainardi: niente buchi sotto Mestre, ma una bretella ferroviaria che dall’attuale asse Venezia-Trieste scende fino al Marco Polo: prezzo 220 milioni, quasi quattro volte meno cara del collegamento sotterraneo. Come la farmacia, solo che in questo caso si parla di centinaia di milioni (di soldi pubblici) di differenza. In termini ambientali, la bretella sarebbe di gran lunga meno impattante, oltre ad essere facilmente cantierabile, visto che la soluzione è già stata approvata a livello tecnico nel lontano 2005. In altri termini, il collegamento ferroviario potrebbe esser pronto entro il 2021. Abbastanza presto, anche perché non è possibile continuare a pensare che un aeroporto internazionale come il Marco Polo possa restare collegato solo con gli autobus: è roba d’altri tempi e per questo non si può tergiversare ancora a lungo. Vanno prese delle decisioni, e in fretta. Una posizione che il commissario Mainardi ha ribadito anche in sede di commissione regionale. «La politica sa ancora decidere o si è dimenticata come si fa?- attacca Mainardi – Mi chiedo cosa si stia aspettando. Se bisogna fare presto, allora c’è la bretella. Come professionista sono stato incaricato dal Governo di trovare una soluzione alternativa, perché in effetti 750 milioni sono troppi. Questa soluzione è la bretella, ma è da un anno che attendo una risposta dalla politica ». La soluzione della bretella verrebbe incontro all’esigenza di fare quel che va fatto, spendendo il giusto e nella massima condivisione con i territori. Nel caso del collegamento tra Venezia e l’aeroporto, l’ipotesi è pienamente condivisa anche dal Comune di Venezia. Come mai, allora, non si è ancora messo un punto fermo in questa vicenda? «Credo sia necessario depoliticizzare le opere – spiega Mainardi – nel senso che, quando si tratta di una infrastruttura, si deve valutare la reale necessità di un’opera e la sua fattibilità, a prescindere dagli interessi della politica. Il solo fatto che il Governo abbia nominato me è segno che la politica fatica a prendere delle decisioni. Con la mia proposta – sottolinea il commissario – non metto in discussione gli obiettivi del Governo, anzi. Si è deciso di portare i binari fino all’aeroporto? Bene, ora dobbiamo decidere come farlo, e la bretella è la soluzione più economica e sostenibile. Si deve cambiare, non è possibile continuare a costruire opere che in media costano il 50% di più che nel resto d’Europa». In commissione regionale era presente anche Paolo Costa. Nel suo intervento, il presidente dell’autorità portuale avrebbe però “sconfinato” nel territorio decisionale di Mainardi, che infatti non l’ha presa bene: «Basta, Costa sta andando troppe volte oltre il suo ruolo!». Dopo la lettera di fuoco di Orsoni, per Costa si tratta della seconda stoccata eccellente.

Marco Dori

 

 

L’ASSESSORE – E Bettin approva «Unica soluzione»

MESTRE – (M. Dor.) Sul “come” fare arrivare i treni al Marco Polo, il Comune di Venezia è perfettamente in linea con quanto suggerito da Mainardi: la bretella è la soluzione migliore, meno costosa e meno impattante. Anche perché, con uno studio di 60 pagine, i tecnici di Ca’ Farsetti hanno dimostrato che costruire un tunnel ferroviario sotto Mestre e Campalto era una mezza follia. «Il commissario Mainardi ha preso una linea molto saggia e costruttiva- sottolinea l’assessore Gianfranco Bettin – Si devono fare opere utili e sostenibili e la bretella ferroviaria è la soluzione più razionale, anche perché il tracciato verrà utilizzato anche in favore della Smfr». Visto che Comune e Commissario sono d’accordo sul tracciato alternativo, come mai si è ancora fermi al palo? «Ha ragione Mainardi, è tempo di prendere una decisione – rimarca Bettin – ed è inutile tergiversare in attesa che arrivino tempi migliori, altrimenti non si farà mai niente. Chi è legato alla vecchia ipotesi se la metta via». La soluzione alternativa pare essere la più sostenibile: fa bene all’ambiente e alle casse dello Stato. «Il vecchio tracciato – spiega Bettin – aveva impatti economici e ambientali devastanti. A Campalto, ad esempio, si sarebbe incontrato una sacca d’acqua, un lago sotterraneo storicamente presente da anni. Una criticità difficilmente superabile».

 

Nuova Venezia – Metro’ veneto, intesa Regione-Ferrovie

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28

mag

2013

Modificato il contratto di servizio per l’avvio dei treni cadenzati: allo studio società miste per gestire merci e passeggeri

VENEZIA – I primi treni elettrici, dei 20 già acquistati dalla Regione, in esercizio da giugno. A settembre, poi, l’avvio del progetto orario cadenzato, che prevede partenze a minuti fissi di ogni ora. Infine, a dicembre, con il cambio di orario, l’entrata a regime del “cadenzamento” con tutti i convogli della Regione in esercizio. Il metrò regionale di superficie (Sfmr) ha fatto, ieri, un ulteriore passo verso la partenza. L’attesa dura da circa 23 anni, meglio essere prudenti. Ma la firma a Roma del protocollo tra Regione e Ferrovie e la successiva integrazione del contratto di servizio Veneto-Trenitalia apre la porta all’effettiva operatività. Il governatore Luca Zaia e l’a.d. Fs Mauro Moretti hanno messo nero su bianco i prossimi passi e definito la parte contrattuale. L’integrazione del contratto di servizio (che scadrà il 31 dicembre 2014) prevede la modifica del piano investimenti. Trenitalia si è impegnata a mettere in esercizio nuovi convogli «di cui, a partire dal 2014, nove complessi del tipo Vivalto» mentre la Regione contribuirà a migliorare il servizio mettendo progressivamente sui binari 20 nuovi treni elettrici entro il 2013. Per assicurare il servizio cadenzato ai pendolari veneti, la Regione dovrà versare circa 10 milioni in più a Trenitalia rispetto all’attuale assegno da 140 milioni (Iva compresa) che palazzo Balbi garantisce al gestore del servizio regionale. «Prima dell’attivazione dell’orario» ha sottolineato l’assessore alle Politiche della mobilità del Veneto, Renato Chisso «intendo confrontare la proposta tecnica elaborata assieme al territorio e alle associazioni del consumatori, per verificare la necessità di eventuali ulteriori perfezionamenti. Ricordo anche che il previsto servizio cadenzato ha un costo, ma che Trenitalia, interessata anch’essa a migliorare la situazione, ha concordato un prezzo inferiore di una decina di milioni a quello teorico di catalogo. In sostanza, il Veneto ha concordato un importo annuo di 140 milioni (senza Iva). Per noi è una scommessa, ma sono convinto che la vinceremo». Tre, sostanzialmente, le strade che la Regione ha per trovare i 10 milioni che servono per il metrò regionale: la costituzione di una società di gestione mista con Trenitalia (questo eviterebbe il pagamento dell’Iva); maggiori trasferimenti nazionali alla luce dell’introduzione (difficile) di criteri di virtuosità nella ripartizione dei fondi; l’aumento delle tariffe, magari non per gli abbonamenti ma per i biglietti singoli. La partita, in ogni caso, si giocherà sul bilancio 2014.

«Una notizia positiva, finalmente» commenta Ilario Simonaggio della Filt-Cgil «ora vediamo come si passerà all’operatività».

Per quanto riguarda la costituzione di possibili società miste, Zaia e Moretti hanno ribadito l’interesse a individuare forme collaborative per la gestione del trasporto merci e passeggeri, anche mediante la costituzione di società miste dedicate. Da registrare anche l’impegno a considerare prioritario il completamento dell’asse ferroviario interessato dal Corridoio 5, ovvero dell’alta capacità Brescia–Verona, Verona-Padova e Venezia-Trieste.

Matteo Marian

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Gazzettino – Tav, ecco il tracciato per Mestre

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26

mag

2013

L’ASSESSORE MICELLI  «Lo sviluppo conferma le previsioni del Pat»

SFMR – Quattro convogli ogni ora per Tessera

IL TUNNEL – Con l’altro progetto una stazione a 18 metri sotto terra

La “mappa” del collegamento con l’aeroporto proposta dal Comune coincide con quella di Rfi all’esame in Regione

PIANO MOBILITÀ – Il tracciato dell’Alta velocità è stato inserito nel Piano urbano della Mobilità di Venezia

I DETTAGLI – Sfrutta la linea già esistente per Trieste

La tratta Sfmr/Tav sfrutta l’attuale linea per Trieste parallela alla tangenziale e, all’altezza della bretella autostradale, vira e prosegue fino al Marco Polo (la Tac, ossia l’alta velocità per le merci, utilizzerebbe invece la vecchia linea dei Bivi). Il costo previsto è tra i 160 e i 180 milioni di euro, compresa la nuova stazione dell’aeroporto, contro i 700 milioni di euro necessari per il tunnel in gronda lagunare (cifra alla quale bisogna aggiungere quella per costruire una stazione ferroviaria al Marco Polo, oltretutto sotterranea).
Il tratto finale è già approvato dal Cipe, come parte integrante dell’Sfmr, ma non ci sono soldi per realizzarlo. La proposta del Comune, che venne presentata nell’aprile del 2012 dagli assessori Gianfranco Bettin, Ugo Bergamo ed Ezio Micelli, conta che Rfi, risparmiando gli oltre 700 milioni di euro dell’Alta velocità in tunnel (che allo stato attuale, e prevedibilmente anche per il futuro prossimo, non ha in cassa), possa finanziare l’opera.
«Questo sviluppo della progettualità non fa altro che confermare quanto abbiamo previsto con il Pat. La nuova modalità di pensare con il ferro, che si sta facendo strada, è dentro il programma più vasto di modernizzazione della città, mettendo insieme aeroporto, Mestre centro e città d’acqua» commenta l’assessore all’Urbanistica, Ezio Micelli, sottolineando che in tal modo «la Tav non stravolgerebbe più il territorio ma si integrerebbe con la città, offrendo oltretutto un servizio molto più efficace allo stesso aeroporto perché lo collegherebbe, come una vera metropolitana, al centro di Mestre e di Venezia. Infine è un progetto credibile e sostenibile dal punto di vista finanziario, e dai costi ambientali modestissimi». (e.t.)

 

UNA FERMATA ANCHE PER LO STADIO – La nuova linea Sfmr/Tav si diparte dalla ferrovia per Trieste e arriva all’aeroporto, fermando anche davanti al futuro stadio.

COMMISSARIO STRAORDINARIO    «Linea affiancata a quella attuale»

Il commissario per l’Alta Velocità Bortolo Mainardi ha proposto l’affiancamento del tracciato della Tav alla linea ferroviaria attuale

Alta velocità ferroviaria, la proposta di tracciato che il Comune ha inserito anche nel Pat è inclusa ufficialmente anche in una mappa di Rfi. La proposta, discussa nei mesi scorsi dal commissario straordinario Bortolo Mainardi anche con Save, è sui tavoli tecnici della Regione. E intanto l’altro ieri in Giunta l’assessore alla Mobilità Ugo Bergamo ha riconfermato il disegno della grande “C”, inserendolo nel Piano urbano della mobilità, il Pum, che l’Amministrazione veneziana sta rielaborando per adeguarlo alle nuove esigenze di una città in espansione. La “C” è la forma assunta dalla linea ferroviaria dell’alta velocità unendo la stazione principale di Mestre centro, quella di Venezia-Santa Lucia e quella nuova dell’aeroporto Marco Polo; quest’ultimo tratto, tra l’altro, oltre ai treni della Tav ospiterà quelli del Sistema ferroviario metropolitano (Sfmr), per un massimo di quattro convogli all’ora. In pratica una vera e propria metropolitana di superficie, rendendo quindi inutile anche la realizzazione della nuova linea della metro aeroporto-Venezia.
Nella nuova mappa si vede il percorso già approvato con delibera Cipe del 2005, ma adattato alle esigenze future della Save che intende costruire la nuova pista di decollo e atterraggio.
Nel corso dei confronti tra il commissario per l’Alta velocità e i vertici della Save, la società di gestione dell’aeroporto ha preteso che nella pianta progettuale vengano mantenuti pure il tunnel in gronda e la nuova stazione sotterranea (che non è compresa nei 700 milioni di euro per il tunnel), probabilmente anche perché di progetti complessivi pare abbia già speso più di una decina di milioni di euro. Allo stato attuale, quindi, nella mappa si vedono entrambe le linee e ben due stazioni ferroviarie: una alla profondità di 18 metri per la Tav e una in superficie per l’Sfmr. È noto, però, che il commissario straordinario in più occasioni si è speso per una soluzione diversa da quella presentata nel 2010 da Rfi che prevede, appunto, l’arrivo dell’alta velocità ferroviaria direttamente sotto all’aeroporto, declassando oltretutto la stazione di Mestre centro.
Anche Save, a questo punto, potrebbe convergere sulla soluzione che è all’esame della Regione, dato che si è resa conto come sia sempre più insostenibile avere un aeroporto intercontinentale i cui collegamenti via terra sono ancora affidati agli autobus, roba da archeologia industriale. Oltretutto l’alternativa meno costosa sarebbe anche la più rapida, visto che in cinque o sei anni potrebbe essere pronta, e sarebbe infinitamente meno impattante sull’ambiente.

 

Disservizi e soppressioni, protestano in cinquanta con i sindaci di Quarto e Marcon «Trenitalia ha promesso di ascoltarci prima di firmare il Piano con la Regione» 

Infuria la protesta dei pendolari dei treni: ieri una cinquantina di loro, ha manifestato tutto lo scontento verso ritardi, soppressioni, disservizi. Contestati soprattutto i nuovo orari dei treni cadenzati che entreranno in vigore con il sistema ferroviario metropolitano regionale, che lascia ancora buchi scoperti. I manifestanti si sono dati appuntamento sotto l’orologio della stazione alle 13.30: avevano trombe, megafoni, lattina usate a mo’ di bonghi, fischietti, cartelloni, creati per la maggior pare da Luciano Ferro, che con un cappellino verde sgargiante in testa, non ha smesso un attimo di attirare l’attenzione dei passanti. Al corteo, guidato anche da Gianni Foffano, del comitato pendolari e consigliere altinate, hanno partecipato i sindaci di Marcon, Andrea Follini, e Quarto, Silvia Conte, l’assessore ai Trasporti altinate, Radames Favaro, il consigliere di opposizione Gigi Varin e un rappresentante del Comune di Musile. “I treni sono come le pensioni, non arrivano mai” si legge in uno dei tanti cartelli. «Tutti i giorni è una via crucis», sbotta Roberto Vianello, «i disservizi sono troppi, si paga sempre di più e si ottiene sempre meno. Sarà un fatto dovuto all’alta tecnologia, ma i treni non li vedremo neanche col binocolo da quanto saranno veloci. Forse se Trenitalia ci fornisse di una sella e un cavallo, faremo prima ad arrivare a Venezia». «Sono qui per rappresentare mia figlia e mia moglie», rincara Giovanni Vianello di Quarto, «che lavorano all’ospedale civile, come ho fatto io fino alla pensione: ho passato una vita sul treno, per arrivare in orario bisogna prenderlo due prima. Se ci fossero stati pullman sarebbe diverso, ma non ci sono più neanche quelli e il bus fa il giro per Marcon. In più se si arriva tardi saltano i turni e si devono recuperare i minuti di lavoro».. «Lavoro come operaio per una ditta di caffè e mi sposto per Mestre», precisa Davide B., «siamo allo sfacelo: da sei anni è sempre la stessa storia di ritardi». Ramin B. invece lavora in un albergo a Venezia: «Dovrei cominciare alle 13 ma devo partire alle 11 perché c’è un buco di due ore; la sera finisco alle 23 e ho il treno da Venezia alle 24.20, insomma arrivo all’una di notte a casa e perdo 5 ore per niente». Mario Florian lavora a Ca’ Foscari: «Devo aprire e chiudere una sede e per arrivare e tornare in orario, spreco ore di vita». Martina Moro studia a Ca’ Foscari e lavora in un hotel a Mestre: «Quello che vogliono farci mandare giù è un cadenzato che cadenzato non è, senza contare che mettere l’ultimo treno attorno alle 21-22 è un’assurdità». Michele Argentino è sandonatese, anche lui lavora in ospedale: «Quando ritardano i treni non ritardo solo io che sono turnista al Suem, anche il mio collega che deve attaccare dopo di me o deve staccare e magari si è fatto tutta la notte in piedi. Se toglieranno i treni del ritorno da Venezia dopo un certa ora che farò? Rimarrò a dormire in reparto su una barella o in stazione? ». Giunto il corteo davanti alla sede di Trenitalia, una delegazione composta dai sindaci Conte e Follini e dai portavoce dei comitati sono stati ricevuti da alcuni dirigenti. «Ci hanno spiegato che comprendono i disagi», precisa Ferro «e che prima di firmare con la Regione il Piano dei treni cadenzati cercheranno di ascoltarci e confrontarsi sia con i sindaci che noi del comitato, per vedere se c’è qualche miglioria da fare. Uno spiraglio insomma, si è aperto». Prossima protesta dei pendolari in Regione. Il sindaco di Quarto, Silvia Conte: «Promuoverò una richiesta dei sindaci alla Regione di cambio di metodo: confronto su orario cadenzato per passare dalla protesta alla proposta per risolvere i punti critici. Chiederò anche un’audizione alla commissione regionale trasporti, assieme ai comitati dei pendolari».

Marta Artico

 

 

 

la manifestazione parte dalla stazione

Pendolari in “sciopero” contro ritardi, soppressioni e tagli dei treni. L’appuntamento è per oggi alle 13.30 alla stazione di Mestre, dove Luciano Ferro e Gianni Foffano, del comitato pendolari di Quarto d’Altino, danno appuntamento a tutti gli scontenti del servizio, per marciare verso la sede di Trenitalia scortati dalla polizia.

«Manifestiamo», spiega Luciano Ferro, «per protestare contro le modifiche e le cancellazioni di nove corse giornaliere dei treni sulla tratta ferroviaria Trieste-Portogruaro-Quarto-Venezia che verranno messe in atto con l’entrata in funzione della metropolitana di superficie».

Alla protesta, parteciperanno pendolari dei comuni limitrofi e amministratori dei territori interessati alla questione all’ordine del giorno.

Tra loro, il sindaco di Quarto, Silvia Conte:

«La responsabilità del trasporto ferroviario locale è della Regione e sta alla Regione rispondere dopo 15 anni di attese con dei fatti rispetto ai disservizi ed ad un sistema inadeguato. Che si acceleri ed entri in vigore l’orario cadenzato, ma non come è stato pensato, bensì in maniera efficiente: non è possibile che dopo tutto questo tempo, dobbiamo scoprire leggendo dal sito web, che verrebbero tagliate delle corse e ci sarebbe ancora il buco a metà mattina. Inoltre l’orario non sarà cadenzato in maniera intelligente ma ci saranno due corse attaccate. Siamo consapevoli dei tagli, ma a parità di risorse riteniamo che il servizio si possa organizzare meglio, invece in questo modo ci ritroviamo un danno doppio, l’attesa e la beffa perché la situazione peggiorerà».

Prosegue Conte:

«La nostra presenza di amministratori è per chiedere che si dia priorità all’ascolto dei Comuni per dare risposta ai pendolari di oggi ed ai molti che potrebbero prendere il treno se fosse organizzato in modo efficace».

Marta Artico

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TRASPORTI – Domani manifestazione alla stazione di Mestre e corteo agli uffici di Trentialia

È previsto per domani alle 13.30 lo sciopero dei pendolari della tratta Portogruaro-Venezia che si incontreranno alla stazione di Mestre per protestare contro il nuovo orario cadenzato previsto da fine anno. La manifestazione è organizzata dal comitato pendolari di Quarto d’Altino.

«In particolare scioperiamo per protestare contro le modifiche e le cancellazioni di 9/10 corse giornaliere dei treni cadenzati sulla tratta ferroviaria Trieste-Portogruaro-Quarto-Venezia»,

spiega Luciano Ferro.
Da mesi i pendolari lottano contro i frequenti ritardi e le soppressioni dei treni che spesso li costringono a utilizzare la loro auto o l’autobus rendendo vano il loro abbonamento. A tutto questo recentemente si è aggiunto il problema dell’orario cadenzato che aumenta il numero dei treni ma prevede la cancellazione di alcune corse nelle prime ore del mattino e dopo le 22. L’entrata in funzione della metropolitana di superficie, prevista inizialmente a partire da giugno e rinviata a fine anno, ha spinto il comitato a mobilitarsi con l’invio di alcune lettere in Regione e a Trenitalia e ora con questo sciopero.
Il ritrovo è in stazione ma poi il gruppo, scortato dalle forze dell’ordine, proseguirà fino alla direzione di Trenitalia.

«Il disagio continua e i treni che sono stati aggiunti non aiutano perché molti partono e arrivano a Mestre

– spiega Gianni Foffano, portavoce dei pendolari di Quarto d’Altino –

e a subire i peggiori disagi saranno i turnisti che si troveranno a doversi muovere con la loro automobile».

Saranno presenti anche alcuni sindaci dei Comuni della tratta come Silvia Conte (Quarto d’Altino) e l’assessore Radames Favaro che giovedì scorso hanno organizzato, con l’associazione Ferrovie a Nordest, un incontro per informare i cittadini sul nuovo sistema:

«Con il nuovo orario, che la Regione continua a rinviare, ci saranno più corse ma i problemi non saranno risolti. Al buco di due ore del mattino si aggiungerannno i problemi in altre fasce orarie importanti per pendolari e turisti. In ottica di Città metropolitana, e per rendere veramente affidabile questo servizio, la regolarità è fondamentale».

 

 

CONTRO LA REGIONE – Anche i sindaci in marcia

I SINDACATI «I ritardi? Colpa degli appalti al ribasso»

I pendolari e gli altri viaggiatori si lamentano perché trovano treni sporchi, porte rotte, scarsa qualità a bordo e a terra, e la colpa, secondo la Cgil Trasporti del Veneto, è del gruppo Ferrovie Spa, dal quale dipendono Rfi e Trenitalia, perché indice gare di appalto al massimo ribasso.

«E le aziende, con la crisi che c’è, pur di aggiudicarsi il lavoro fanno ribassi superiori al 20%. Poiché è pacifico che non è possibile recuperare su scope, stracci e detersivi, pagano i lavoratori».

Hds, tanto per fare un esempio, è la ditta che gestisce il personale impiegato nei Ferrotel (posti in cui riposa il personale mobile): ha mandato la lettera di licenziamento a tutti i lavoratori dei cantieri di Padova, Mestre e Verona dal 1. luglio. Altri tre dipendenti del cantiere di Mestre di Ferlog (cambio batterie nelle vetture e locomotori, riempimento sabbia nelle sabbiere dei locomotori), si trovano in aspettativa a zero ore. Problemi anche con Gruppo Gorla (pulizia delle stazioni), Compass Spa (che ha ceduto l’appalto di pulizia treni alta velocità alla Dussman), Europromoss (a fine maggio subentra nell’appalto di pulizia di stazioni e uffici di Rfi) e via di seguito.

«Ci scusiamo con l’utenza – conclude la Cgil – ma se non abbiamo altre possibilità avvieremo una stagione di lotte sindacali».

 

Nuova Venezia – Metro’, primi passi a giugno

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14

mag

2013

Tocca a Chisso e Moretti

L’assessore veneto attende l’ad di Trenitalia per potenziare l’orario estivo

I sindacati in Regione con le cartoline in difesa del trasporto pubblico

VENEZIA – Il metrò regionale? Da un mese viaggia in incognito sugli spot di Telecom: Chiara Galiazzo, la star di X Factor 6, per girare la scena alla stazione di Piove di Sacco è salita per cinque secondi sui nuovi treni della Stadler e ha portato nelle famiglie di tutt’Italia le immagini di un Veneto pronto a competere con Milano, Monaco, Parigi, Berlino e Londra dove ci si sposta con il metrò. Tra qualche giorno l’assessore alla Mobilità Renato Chisso riceverà a Palazzo Balbi Mauro Moretti, ad di Trenitalia, per firmare il protocollo del nuovo «orario cadenzato» che scatterà in giugno, prova generale della «rivoluzione» di autunno: sarà la fine dei disagi e ci saranno davvero treni moderni? Se lo augurano i sindacati, che ieri hanno consegnato a Chisso le cartoline con le proteste degli utenti che invocano il potenziamento del trasporto pubblico: i pendolari imprecano perché viaggiano su carrozze sporche e mai puntuali. Un vero inferno. La scommessa del metrò di superficie il Veneto l’ha lanciata 23 anni fa, quando a Palazzo Balbi regnava Carlo Bernini, doge doroteo e docente a Scienze politiche prima di approdare a Roma come ministro dei Trasporti. In vent’anni non solo è caduto il muro di Berlino e il mondo si è globalizzato ma per restare ai fatti di casa nostra, Padova ha realizzato il metrobus Sir1 Arcella Guizza e Venezia l’ha imitata con la linea del tram Favaro-Stazione. Tra un anno, Aps, Actv e BusItalia daranno vita alla fusione per far nascere la prima holding del trasporto pubblico locale e gestire il servizio anche nel Rodigino con i bus ex Sita. Tutto sta cambiando. Solo la Tav sulla linea Milano- Trieste è un vero buco nero: il dossier è sul tavolo del ministro Lupi che dovrà mettere mano al nodo di Vicenza. I 100 km da Verona a Padova, secondo i calcoli di Rfi-Italfer del 2003, richiedono un investimento di 3,3 miliardi di euro, cui vanno aggiunti 800 milioni per modificare la linea a cavallo dei Berici e altri 1.150 milioni per la nuova stazione di Vicenza. Moretti e Lupi ce le faranno a far ripartire la Tav, come auspicano Flavio Zanonato, ministro dello Sviluppo Zanonato e il governatore del Veneto Luca Zaia? I cordoni della borsa sono nelle mani di Enrico Letta e Saccomanni. Ma le imprese del Veneto hanno fretta: la Tav è uno dei volani della ripresa. Mancano i soldi. Intanto da Roma arrivano i soldi di Mario Monti. Con l’ultimo riparto di 406 milioni, ai treni sono stati assegnati 150 milioni, gli altri 256 sono andati ai bus e alla navigazione, cioè ai vaporetti dell’Actv di Venezia, che lamenta un taglio del 20 per cento rispetto al 2012. La colpa è del «governo dei tecnici», dicono a Palazzo Balbi, ma i sindacati e le opposizioni ribattono in coro: tutte le Regioni hanno integrato il fondo trasporti, solo il Veneto non ha aggiunto il becco di un quattrino: come mai? Si slitta all’autunno. L’assessore Chisso ieri ha costruito un patto di ferro con Cgil Cisl e Uil: «La vostra battaglia in difesa del trasporto pubblico è anche la mia. Farò di tutto per recuperare le risorse tagliate» ma non sarà facile trovare 20 milioni di euro. All’orizzonte c’è la prima tappa della «rivoluzione» Sfmr che scatterà con l’orario estivo di giugno per garantire 3-4 mesi di rodaggio soft al nuovo sistema. E i 22 treni già ordinati alla svizzera Stadler-Ansaldo? Arrivano al ritmo di 2 al mese e verranno fatti circolare al posto degli obsoleti convogli presi d’assalto ogni giorno da 152 mila veneti che si spostano nell’area metropolitana, 30 mila dei quali lungo l’asse Padova–Mestre. Signori si parte . Chi potrà mai dimenticare la foto di Giancarlo Galan con il berretto da ferroviere mentre guida un treno a Vigodarzere e annuncia: «Signori, tutti in carrozza, parte il metrò del Veneto». Storia di 12 anni fa. Peccato che su quella linea manchi ancora il ponte sul Brenta, per colpa di un braccio di ferro tra la Regione e il Comune di Padova che voleva portare il metrobus Sir1 fino a Cadoneghe e ha chiesto il quadruplicamento del binario. Costo dell’operazione? 20 milioni di euro. Dossier congelato. Il doppio binario finisce a Vigodarzere, in città si entra in fila per uno: del resto, non era così anche a Pontelagoscuro sul Po fino a un paio d’anni fa? In Italia, le grandi opere richiedono grande pazienza e grandi risorse. Le linee interessate. Il Sfmr è stato progettato dalla Net Engineering di Giovan Battista Furlan, un colosso internazionale del settore, che ha sede a Monselice. I lavori sono iniziati nel 2000, per un importo di 380 milioni di euro, ma sono lievitati a 530 milioni, costo finale della prima fase, completata al 98%. Le linee interessate sono 7: Mestre-Quarto d’Altino, Mestre-Treviso; Mestre-Castelfranco; Padova-Camposampiero-Castelfranco; Mestre-Mira Buse, Mestre linea bivi e la Mestre-Padova, la vera dorsale dell’area metropolitana. Dei grandi interventi manca solo il ponte sul Brenta a Padova. Ma l’elettrificazione delle tratte, il raddoppio dei binari, la soppressione dei passaggi a livello, i parcheggi a raso, i sottopassi e le nuove stazioni costruite da Astaldi e Mantovani e pagate per metà dalla Regione Veneto e per metà dallo Stato sono state realizzate senza particolari benefici perché i pendolari sono cresciuti di mezzo milione di unità all’anno dal 2007 ad oggi. Il nodo della gestione. I conti si faranno con Mauro Moretti, l’ad di Trenitalia che si è aggiudicato il monopolio del servizio in associazione temporanea con Sistemi Territoriali, società della Regione che gestisce. Chisso mette i treni, Moretti incassa i ricavi e il Veneto si vendica con le multe quando i pendolari scatenano la guerra per i disservizi. Un matrimonio destinato a durare fino al 2014, quando le concessioni verranno messe sul mercato. E a gestire il metrò del Veneto ci vuole essere anche Ntv: Montezemolo e Della Valle hanno già scoperto le loro carte. Stop al monopolio. Migliorerà davvero la qualità del servizio per i pendolari, o si aprirà una stagione di confitti come in Lombardia? Intanto c’è da firmare la convenzione per l’orario estivo: Chisso ha preparato anche lo champagne, tocca solo a Moretti fissare il giorno e l’ora.

Albino Salmaso

 

Sulla Padova-Mestre treni ogni 10 minuti e ogni 30 per Treviso

Renato Chisso a Cgil Cisl e Uil: si parte tra qualche mese

La scommessa della bretella per l’aeroporto Marco Polo

VENEZIA – Il federalismo dei trasporti? L’ha realizzato Renato Chisso, assessore alla Mobilità, quando ha rotto il patto con Trenitalia e ha pagato con i fondi del Veneto i 22 nuovi treni Stadler: commessa da 130 milioni di euro, in sinergia con Ansaldo. Senza questi treni il Sfmr non parte: 20 convogli elettrici, 2 a diesel. 4 treni a 6 carrozze da 750 posti; gli altri 18 a 4 carrozze con 450 posti a sedere. Ma quando inizieranno a circolare e su quali linee? La fase 1. Le linee che verranno attivate sono la Mestre-Quarto d’Altino, la Mestre-Treviso, la Mestre-Castelfranco, la Padova-Castelfranco, la Mestre-Mira Buse e la Padova–Mestre, l’unica a 4 binari, due dei quali destinati all’alta velocità, che ha registrato un boom di passeggeri, sottratti all’aereo. Chi va a Roma viaggia con le Frecce Bianche e Azzurre o con Italo e ora la metropolitana Sfmr vuole trasportare non solo 150 mila pendolari giornalieri ma anche quelli che sono costretti a spostarsi in auto lungo la PaTreVe perché i treni sono un miraggio. La frequenza. La vera scommessa sta nella frequenza dei collegamenti. Oggi la Padova-Mestre-Venezia nelle fasce di punta è collegata con quattro regionali l’ora, mentre i veri disagi si registrano sulla Bologna-Padova con i treni off- limits. Se tutti i 22 nuovi treni Stadler circoleranno sulla Padova-Mestre-Venezia la fequenza sarà di 8 corse l’ora, un collegamento ogni 8-10 minuti con questa griglia: 4 del Sfmr e 4 regionali veloci di Trenitalia in arrivo da Milano e Bologna. Si parte da Padova e in 26 minuti si arriva a Venezia, con la sola fermata di Mestre. E quali miglioramenti ci saranno sulle altre linee? Il salto di qualità sarà notevole anche sulla Mestre-Treviso, sulla Castelfranco-Mestre e sulla Padova-Castelfranco collegate solo nelle ore di punta. Con il Sfmr la frequenza verrà notevolmente intensificata, con collegamenti ogni mezz’ora per tutta la giornata, spiega l’assessore Chisso. La bretella per l’aeroporto. Il Veneto è l’unica regione che non ha un collegamento diretto tra le stazioni dei treni e gli aeroporti: sia il marco Polo di Tessera che il Canova di Treviso si possono raggiungere in auto e in pullman Sita-Bus-Italia e Actv. E così vale anche per il Catullo di Verona. Nella lista delle priorità che il Veneto vuole presentare al ministro Lupi c’è anche la bretella ferroviaria da Mestre Porta est a Marcon al Marco Polo di Tessera. Servono 260 milioni di euro, il Cipe l’ha già inserita nella legge obiettivo del governo: si dovranno attendere altri 20 anni?

 

I sindacati protestano a Venezia «La Regione trovi venti milioni»

VENEZIA – Corteo pacifico di Cgil Cisl Uil trasporti, ieri a Venezia, che hanno consegnato all’assessore Chisso 15 mila cartoline dei pendolari. Una manifestazione in tutt’Italia, che in Veneto ha toni particolari perché in tre anni le risorse al Tpl ( gomma e navigazione) sono state ridotte da 287,3 a 256, 2 milioni di euro di finanziamento del trasporto pubblico locale. «Vogliamo che si mantenga in sede di assestamento del bilancio 2013 non meno del finanziamento 2011 (pari a 268 milioni di euro), ha detto ieri Ilario Simonaggio all’assessore Chisso che l’ha ricevuto nel suo ufficio con le delegazione.

«Vogliamo garantire la quantità e qualità dei servizi, non aumentare le tariffe, salvaguardare i livelli occupazionali e favorire nella conferenza dei servizi, prevista il 22 maggio 2013, la ricerca di un condiviso punto di approdo su servizi minimi e costi standard. Abbiamo segnalato la necessità di riordino del settore e l’assunzione di efficaci piani industriali con al centro l’utente, più bus e più treni, al fine di migliorare il servizio. Basta sovraffollamento, soppressioni, scarsa regolarità e qualità sia a bordo sia a terra. Vogliamo una unica rete regionale integrata gomma-ferro, urbano ed extraurbano con biglietti unici legati alla percorrenza» ha detto Simonaggio. L’ultima richiesta: è l’avvio dell’orario cadenzato dei treni, con linee di adduzione ai sistemi vincolati dorsali del trasporto ( Sfmr e tram) in modo da potenziare il servizio con più frequenze e mezzi nuovi innovativi. Se ne parla da 23 anni:è ora di passsare ai fatti concreti, basta con le parole»,

ha detto Simonaggio.

 

La nuova linea

Da Trento a Bassano 4 corse al giorno

TRENTO. È partito puntuale, ieri alle 15.05, dalla stazione di Trento in direzione di Bassano del Grappa, il treno con le insegne di Trentino Trasporti Esercizio scelto per l’inaugurazione ufficiale della gestione trentina di alcune corse della linea ferroviaria della Valsugana. In tutto saranno 4 su un totale di 40 giornaliere, due in partenza da Trento (alle 11.35 e alle 15.05) e due in arrivo (14.28 e 19.28). Soddisfazione è stata espressa dal presidente di Trentino Trasporti Esercizio, Franco Sebastiani. La partenza di ieri è stata preceduta da qualche corsa che è servita per assestare il servizio. Il bacino degli utenti, secondo quanto è stato spiegato, è potenzialmente analogo a quello delle valli del Noce. La Ferrovia Trento-Malè porta ogni giorno 8.200 persone ed è l’obiettivo anche di questa infrastruttura. Oggi i passeggeri tra Trento e Borgo sono 5.200, fino a Bassano sono 6.500. La prima fase transitoria è di quattro corse al giorno: due su Borgo Valsugana e due su Bassano.

 

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