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MEOLO – Autostrada del Mare Meolo- Jesolo: i Comuni scrivono al governatore Zaia per chiedere «con estrema urgenza, prima della pausa estiva, un incontro per conoscere lo stato dell’iter del progetto e per confrontarci sulle necessità infrastrutturali del nostro territorio». La lettera ha come firmatari i Comuni di Meolo, San Donà, Musile, Fossalta, Eraclea, Cavallino- Treporti, nonché Monastier, Roncade, San Biagio, Silea e Treviso. I Comuni firmatari affermano anche che «prima di ogni definitiva decisione, riteniamo necessaria una revisione approfondita delle motivazioni dell’opera in relazione all’impatto e alle esigenze dei Comuni del territorio». La lettera segue un incontro organizzato dal Comune di Meolo, a cui sono stati invitati tutti i sindaci. «La nuova amministrazione ha deciso di riunire tutti i Comuni interessati per aprire un confronto allo scopo di ricercare una posizione condivisa, valutare lo stato attuale dell’opera e possibili soluzioni alternative», spiega Loretta Aliprandi, sindaco di Meolo, «la nostra posizione è contraria alla privatizzazione della Treviso Mare». Hanno firmato pure Comuni di centrodestra, anche se con posizioni più sfumate. «La mia firma vuole essere costruttiva per capire lo stato dell’arte dell’opera e le questioni aperte da qui ai prossimi mesi, in attesa che le note vicende giudiziarie facciano il loro corso», commenta Gianluca Forcolin, sindaco di Musile.

(g.mon.)

 

Gazzettino – Treviso-Mare, altola’ dei sindaci

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1

ago

2014

SANDONATESE   «No alla Via del mare» Altolà dei sindaci a Zaia

GRANDI OPERE Tutti i Comuni scrivono a Zaia per chiedere un incontro. Solo Jesolo si defila

Aliprandi (Meolo): «Va trovata un’alternativa compatibile con il territorio»

UNDICI COMUNI – Il sindaco di Meolo Loretta Aliprandi. L’appello a Zaia sottoscritto da 11 primi cittadini

Tutti i sindaci dei Comuni da Treviso al litorale coinvolti dal progetto della “Via del mare”, scrivono al governatore Luca Zaia per chiedere una revisione dell’opera. E chiedono un incontro urgente, prima della pausa estiva.
L’iniziativa, partita dal sindaco di Meolo Loretta Aliprandi, è stata sottoscritta da 11 amministrazioni comunali: Cavallino Treporti, Eraclea, Fossalta di Piave, Meolo, Monastier di Treviso, Musile di Piave, Roncade, San Biagio di Callalta, San Donà, Silea e Treviso. L’unico a non firmare la richiesta è stato Jesolo, particolarmente interessato alla nuova superstrada che collegherebbe il casello della A4 Meolo-Roncade con la spiaggia jesolana. «Abbiamo deciso di riunire tutti i Comuni coinvolti per aprire un confronto allo scopo di ricercare una posizione comune, valutare lo stato attuale dell’opera e le possibili soluzioni alternative» afferma Loretta Aliprandi.
Il centrosinistra, al governo dopo le recenti elezioni amministrative in quasi tutti i Comuni interessati dalla superstrada a pedaggio, compreso Meolo, è sempre stato contrario alla privatizzazione della Treviso-mare. A questo si aggiungono i recenti scandali che hanno coinvolto due delle tre società (Consorzio “Vie del Mare” e “Adria Infrastrutture”) che dovrebbero realizzare in project financing la nuova opera. «Riteniamo sia doveroso riprendere in esame altre soluzioni maggiormente compatibili con il territorio attraversato» aggiunge Aliprandi.
Ma se non sorprende che il centrosinistra abbia ora i numeri per dire “no” all’autostrada del mare, quello che meraviglia è che anche due Comuni di centrodestra, come Musile e Fossalta di Piave, abbiano aderito alla richiesta a Zaia. «Non si tratta di rifiutare l’opera – dice Sensini, sindaco di Fossalta -. È una richiesta di incontro con i sindaci, mai fatto dalla Regione, perché vogliamo capire bene questo intervento». «È un’occasione per comprendere se l’opera andrà avanti oppure no, anche alla luce delle vicende giudiziarie» sostiene Forcolin, sindaco di Musile.

Emanuela Furlan

 

Villorba si costituirà nel ricorso del Tiziano contro Panorama. Pomini: «Regole confuse e il mercato è sempre più ridotto»

VILLORBA – Regole spesso confuse, e un mercato sempre meno ricco che spinge a una lotta per la sopravvivenza. Sono le due cause che hanno portato all’ennesima battaglia legale tra iper, secondo Guido Pomini, presidente dell’Ascom. IperGara, società proprietaria del Tiziano di San Biagio, ha trascinato al Tar la Re Development 1, titolare delle licenze che hanno consentito l’apertura del nuovo centro commerciale Panorama a Castrette. Secondo IperGara, sostanzialmente, non si tratterrebbe di un semplice trasferimento da via Pacinotti, bensì di un nuovo centro commerciale. Circostanza questa che farebbe rendere illegittima l’apertura delle nuova struttura.

«Ormai è da alcuni anni che assistiamo a questa lotta nella grande distribuzione», spiega Guido Pomini, «deriva da due fattori: non ci sono regole così certe da evitare così tanti ricorsi; e la fetta di mercato da spartirsi negli ultimi anni si è notevolmente ridotta, quindi si arriva a fare una battaglia legale per salvarsi».

D’altra parte a finire al Tar e al Consiglio di Stato a Treviso sono stati praticamente tutti i centri commerciali. Annosa ormai la questione dell’ex Roncade Outlet Gallery, pronto, ma mai aperto; attraverso i tribunali è passato anche l’Emisfero di Silea, e lo stesso Panorama di Castrette ha più volte dovuto passare attraverso i giudici del Tar e del Consiglio di Stato. L’accorpamento delle licenze era stato dichiarato illegittimo, tanto che per anni a Castrette non era riuscito ad aprire nessuno. E quella struttura non era costata poco, visto che l’Unicomm, la prima proprietaria dell’immobile, aveva dovuto realizzare il sottopasso della Postumia Romana. Il trasferimento del Panorama da via Pacinotti, un paio di mesi fa, era sembrato l’escamotage perfetto, e invece anche in questo caso la vicenda finirà davanti al tribunale amministrativo.

«Una volta, a fine Anni Novanta e all’inizio dei Duemila, eravamo noi dell’Ascom a presentare i ricorsi al Tar contro la grande distribuzione per salvare anche i piccoli negozi», spiega Pomini, «ora non serve più, perché la battaglia la fanno tra di loro. Il motivo è che erano già troppi in quegli anni, e lo sono ancora di più ora, che il mercato si è assottigliato».

Anche in municipio a Villorba ormai hanno maturato una certa esperienza in tema di ricorsi al Tar per quell’area. In passato il Comune è stato condannato. «È una storia senza fine», commenta il sindaco Marco Serena, «purtroppo noi ci troviamo incolpevolmente al centro di una battaglia fratricida tra giganti del commercio». Nei prossimi giorni il Comune deciderà di costituirsi in giudizio, come saranno chiamati a fare anche Provincia e Regione.

Federico Cipolla

 

Spunta un grattacielo sulla Pontebbana

A Castello Roganzuolo arriva un centro commerciale: ok del Comune di San Fior al piano urbanistico dell’ex Area Sarom

SAN FIOR – Un grattacielo alto decine di metri è in arrivo sulla Pontebbana, in grado di far impallidire e diventare piccole le «torri verdi» di Conegliano. Il Comune di San Fior ha dato il via libera al piano urbanistico dell’ex Area Sarom. In questi giorni il progetto è depositato negli uffici comunali per la presentazione di eventuali osservazioni. A Castello Roganzuolo non solo vi sarà spazio per un centro commerciale, ma anche, dal lato opposto, potrebbe sorgere una torre da 14 piani. Alla base vi potrebbero essere altri negozi (solo quelli per una superficie di 3 mila metri) e sopra uffici.

«La torre», si legge nel piano urbanistico, «posta in prossimità della strada statale, è destinata quindi per la sua particolare altezza a diventare l’elemento caratterizzante dell’intero complesso».

L’area commerciale avrà una dimensione di 22 mila metri quadri. Saranno realizzati oltre a parcheggi di superficie anche interrati. Nel progetto però si vuole salvaguardare un edificio storico, da pochi anni ristrutturato e rimasto in mezzo alla zona industriale e la futura zona commerciale: villa Liccer. La villa del XVIII secolo, come rileva anche l’amministrazione comunale di San Fior, «attualmente risulta soffocata dai capannoni industriali dismessi».

Villa Liccer sarà resa più visibile e magari anche più fruibile. I lavori del Piruea nell’ex complesso industriale sono in realtà già partiti con le opere pubbliche, previste come contropartita per le autorizzazioni a realizzare il parco commerciale. La sistemazione di un’ala della scuola elementare per ricavarne due sezioni della materna è stata completata e da settembre i bambini di San Fior hanno riavuto l’asilo. Il cantiere delle medie, fermo da anni per vicissitudini con un’altra impresa, è in fase di avvio e sarà finito entro l’estate. Altre opere pubbliche saranno costruite in tre fasi, da sistemazioni di strade a fognature. Lunedì la giunta del sindaco Gastone Martorel ha adottato il piano urbanistico del centro commerciale. I tempi tecnici prevedono, entro un mese, le osservazioni. Quindi esaminate eventuali osservazioni, l’iter proseguirà con l’approvazione della variante e la trasmissione del fascicolo alla Provincia, dove Numeria Srl, la società che gestisce il fondo d’investimento, ha già presentato una corposa documentazione per l’approvazione della valutazione d’impatto ambientale. Altro capitolo sarà quello della viabilità. Lungo la Pontebbana sorgerà una mega rotatoria, eliminando l’attuale pericoloso bivio con via Palladio. Una rotatoria più piccola servirà a regolare il traffico nell’area commerciale. Al momento è impossibile prevedere i tempi per la costruzione.

Diego Bortolotto

 

I legali del megastore di Olmi trascinano al Tar anche Comune, Provincia e Regione «Errori nella concessione dell’autorizzazione. Non c’è spazio per tutte queste strutture»

Guerra dei centri commerciali nella Marca, è scontro tra IperGara, proprietaria del Tiziano di Olmi di San Biagio di Callalta, e Re Development 1, società titolare delle autorizzazioni per 10.700 metri quadri del parco commerciale Panorama a Castrette di Villorba. Una guerra a colpi di ricorsi alla Giustizia amministrativa che, a distanza di tre anni dall’ultima sentenza, vede nuovamente contrapposti i due colossi commerciali dell’hinterland, meta dello shopping di moltissimi trevigiani. Il “vecchio” Tiziano, il primo centro commerciale della Marca aperto nei primi anni Novanta, contro il nuovo Panorama, che a Castrette è tornato, dopo varie vicissitudini, solamente dal 24 ottobre scorso, portando con sé una scia di marchi di tendenza, uno su tutti l’abbigliamento H&M. A lanciare l’attacco legale è IperGara, già impegnata da anni sul fronte della lotta all’apertura de L’Arsenale Contemporary Shopping, l’ex Roncade Outlet Gallery lungo la Treviso-Mare, e che aveva già avuto alcuni contenziosi pure con Panorama all’epoca del “Più per Meno”. Il ricorso al tribunale amministrativo del Veneto è stato presentato giovedì dai legali di IperGara contro il Comune di Villorba, la Provincia, la Regione, ovvero gli enti seduti in conferenza di servizi, oltre naturalmente contro Re Development 1. È l’avvocato Franco Di Maria, legale di IperGara, a spiegare il nodo tecnico attorno a cui verte il ricorso: «Una norma transitoria della nuova legge regionale sul commercio prevede l’applicazione della vecchia legge numero 15 del 2004 per le procedure già avviate, come nel caso di Castrette. L’allegato B della vecchia legge sul commercio definisce la programmazione comunale e regionale degli spazi per le grandi strutture di vendita. Questo valore è uguale a zero metri quadrati», chiarisce l’avvocato Di Maria: «Com’è possibile, dunque, che la conferenza dei servizi abbia rilasciato l’autorizzazione per 10.700 metri quadri di struttura? La legge dovrebbe essere uguale per tutti». Quindi l’affondo: «Il centro commerciale è totalmente illegittimo: per questo abbiamo chiesto in via cautelare che il Tar ne imponga la chiusura». La prima udienza potrebbe celebrarsi già attorno alla metà di febbraio. Uno scontro giudiziario, certo, ma che sottende una difficilissima battaglia combattuta ogni giorno dai centri commerciali: quella per la sopravvivenza. È lo stesso avvocato Di Maria a chiarirlo: «L’apertura di un nuovo centro commerciale comporta una diminuzione di introiti per il Tiziano e in prospettiva, se la situazione non cambierà, non si esclude di dover ricorrere anche a licenziamenti. Non c’è spazio commerciale per tutte queste strutture».

Negli ultimi anni nell’hinterland del capoluogo le grandi strutture di vendita sono lievitate. C’era solo il Tiziano, nel tempo poi sono arrivati l’Emisfero a Silea, la Castellana e l’Alì a Paese, lo ZeroCenter a Zero Branco solo per citarne alcuni, oltre che il Panorama a Villorba, prima con il parco commerciale Villorba e poi con l’apertura a Castrette. E mentre i centri commerciali fioccavano, di pari passo avanzava la crisi. Proprio la difficile congiuntura degli ultimi anni ha reso ancor più cruenta la guerra che impone alle diverse direzioni delle strutture commerciali di affilare le armi contro i competitors. Armi non solo commerciali, che passano a esempio attraverso la scelta dei brand più in voga e la proposta di promozioni e offerte, ma anche legali, come nel caso del Tiziano contro il Panorama.

Rubina Bon

 

il precedente lungo la treviso-mare

Sette anni di ricorsi, il Roncade Outlet Gallery resta ancora senza autorizzazioni

È forse l’esempio più lampante delle conseguenze cui può portare la guerra tra centri commerciali. Parliamo dell’Arsenale Contemporary Shopping, meglio conosciuto con il vecchio nome di Roncade Outlet Gallery. Oggi è una cattedrale nel deserto lungo la Treviso-Mare: la struttura del Gruppo Basso è pronta da anni, ma a mancare sono le licenze commerciali finite dal 2006 sotto il fuoco incrociato dei concorrenti, tra cui proprio IperGara, il primo e più battagliero oppositore del tempio dello shopping di Roncade. Risale al 2007 il primo stop del Tar all’apertura. Il Consiglio di Stato un anno dopo aveva ribaltato il pronunciamento. Ma Iper Gara aveva presentato ancora ricorso. A settembre 2010, dopo che il Tar aveva dato l’ok, il secondo grado della giustizia amministrativa aveva annullato le autorizzazioni commerciali. Nell’ottobre del 2012, il consiglio regionale pareva aver sbloccato la questione. Il Gruppo Basso aveva ripresentato le carte in municipio a Roncade, ma a luglio 2013 il Tar, accogliendo un nuovo ricorso di IperGara, aveva annullato la proroga delle licenze.

(ru.b.)

 

Tribuna di Treviso – Treviso-Mare, Pd: no al pedaggio

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18

set

2013

I residenti di Monastier fuori dall’esenzione dal pagamento, i Democratici guidano la mobilitazione

MONASTIER – Treviso-Mare a pagamento, venerdì scadrà il bando europeo per la progettazione definitiva, la costruzione e la gestione in concessione della superstrada con pedaggio che collegherà il casello dell’A4 di Meolo-Roncade a Jesolo. Alla vigilia di una scadenza così importante per il progetto contestatissimo, il circolo di Monastier del Partito democratico sale sulle barricate:

«Nessuna esenzione dal pedaggio per i cittadini di Monastier a differenza dei residenti a Roncade, Meolo, Musile, San Donà, Fossalta, Eraclea, Jesolo, Cavallino-Treporti. Un’estensione dell’esenzione sarà possibile anche per San Biagio, Silea e Treviso, non per Monastier», denunciano gli attivisti del Pd in un volantino in distribuzione in questi giorni, «Dov’era l’amministrazione quando si decidevano le esenzioni?». Già da tempo era stata ventilata l’ipotesi che Monastier venisse beffata sulla questione pedaggio. Perché di beffa si tratta, visto che per poche decine di metri il territorio comunale non si affaccia sulla Treviso- Mare e per questo non rientra nei Comuni con l’esonero. Ma il sindaco non si arrende.

«Faremo pressing sulla Regione, a suo tempo l’assessore Chisso ci aveva assicurato che avrebbe lottato per non far pagare neanche Monastier», assicura Salvatore Lo Stimolo, «La distanza del nostro Comune dalla strada è irrisoria. Sarebbe un’ingiustizia». Dal canto suo, il Pd di Monastier non risparmia critiche alla giunta Lo Stimolo per come si è mossa su questo tema. Tra le criticità legate alla Treviso-Mare a pagamento, anche «il consistente aumento di traffico anche pesante per il centro del paese, con conseguente aumento dell’inquinamento e del pericolo per i cittadini». Di qui la mobilitazione del Pd assieme alle amministrazioni di Roncade e Silea , oltre ad alcuni Comuni veneziani, per far pesare il “no” dei cittadini al progetto.

Rubina Bon

 

Gazzettino – “Bloccate la Treviso-mare”

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6

set

2013

Nuove strade, le barricate dei sindaci

Alleanza di San Donà e Noventa con i Comuni trevigiani per bloccare la “Treviso-Mare”

L’ALLEANZA – Si allarga la protesta contro l’autostrada del mare. I sindaci di San Donà e Noventa con i colleghi trevigiani chiedono di bloccare il bando che scade il 20 settembre per partecipare alla costruzione della bretella autostradale da Meolo a Jesolo.

Autostrada del mare, raffica di no

I sindaci di centrosinistra di San Donà, Noventa e del Trevigiano chiedono la sospensione del bando

JESOLO – Autostrada del mare no, Treviso Mare sì. I comuni del Trevigiano, con San Donà e Noventa, chiedono la sospensione del bando di gara. Non ci possono essere ricorsi in questa fase, ma l’obiettivo è sensibilizzare le autorità competenti a partire dalla Corte dei Conti per cercare di fermare il project financing per la realizzazione di questa discussa infrastruttura viaria.

Ieri a San Donà sono arrivati anche altri sindaci e amministratori del territorio, tra cui Simonetta Rubinato, onorevole e sindaco di Roncade, quindi assessori e consiglieri di Monastier, Silea, Noventa e Treviso. Hanno evidenziato un problema di legalità dovuto alle indagini sulla Mantovani e il coinvolgimento di alcuni dei precedenti esponenti delle ditte proponenti il progetto che avranno una prelazione nel bando di gara che scade il 20 settembre.

«Non solo», ha precisato l’assessore ai lavori pubblici di San Donà, Francesca Zottis, «perché questa autostrada a pagamento graverà comunque sulle tasche dei cittadini, farà perdere una strada al controllo pubblico e troverà comunque un imbuto sul litorale tra Jesolo e Cavallino, a partire dalla rotonda Frova. Da anni solleviamo questi problemi e lavoriamo per una soluzione diversa che deve comunque essere trovata, ma mantenendo la strada pubblica.

Nel gruppo dei proponenti ci sono la società “Adria Infrastrutture Spa” e il Consorzio “Via del Mare” i cui precedenti responsabili sono stati coinvolti nell’inchiesta della Procura sul gruppo Mantovani.

Nel marzo 2013 il Consiglio regionale ha costituito una commissione d’inchiesta sui lavori pubblici regionali». I Comuni del Trevigiano temono, inoltre, che, a causa del pedaggio, ci saranno molti veicoli che andranno a cercare altre strade, magari con il navigatore. Un po’ come accade in Slovenia da quando è stata introdotta la vignetta. La conseguenza saranno strade e stradine intasate in tutti i comuni, o la maggior parte, del Trevigiano, poi San Donà, Musile, Noventa e Meolo.

Il sindaco di Roncade, Rubinato, va dritta al problema: «Siamo di fronte all’espropriazione di una strada pubblica. Il problema esiste, è giusto parlare di una messa in sicurezza, di allargamento, ma non di autostrada del mare a pagamento. Non possiamo più presentare ricorsi, ma sollecitare le autorità competenti a partire dalla Corte dei Conti, ad esempio».

Infine l’assessore al bilancio di San Donà, Valter Menazza, che fu anche sindaco a Musile, lancia altri importanti messaggi. «Il flusso previsto dagli studi in merito all’autostrada del mare», chiosa, «è di circa sette milioni di autoveicoli dal casello di Meolo a Jesolo, di cui quattro milioni e 800 mila extraturistici, quindi i due terzi. E le tariffe saranno oltremodo flessibili a seconda della stagione, dei giorni e degli orari».

Giovani Cagnassi

 

VIABILITA’ – Appello dei sindaci interessati dall’opera giudicata inutile

«Bloccate la Treviso-mare»

«Stop al bando per l’autostrada del mare e rivedete il progetto»: la nuova protesta contro la Treviso-mare, la cui realizzazione dovrebbe essere assegnata dopo la chiusura del bando fissata per il 20 settembre, arriva da San Donà di Piave dove si sono incontrati gli amministratori di Noventa, Monastier, Roncade, Silea e Treviso. La richiesta, che sarà avanzata agli organi preposti, è di sospendere le procedure di gara in corso.

«Essendo un project financing il bando di gara prevede il diritto di prelazione da parte del proponente. Nel gruppo dei proponenti ci sono la società “Adria Infrastrutture Spa” e il consorzio “Via del Mare” i cui precedenti responsabili sono stati coinvolti nell’inchiesta della Procura riguardante il Gruppo Mantovani – è stato spiegato -. Nel marzo 2013 il Consiglio regionale del Veneto ha costituito una Commissione d’inchiesta sui lavori pubblici regionali, e la Regione Veneto ha anche aderito ad un protocollo della legalità che tra i suoi obiettivi ha la trasparenza dei flussi finanziari. Visto che l’indagine in corso riguarda la regolarità dei flussi finanziari, chiediamo la sospensione delle procedure di gara in corso in attesa della verifica svolta dalla Commissione d’inchiesta sui lavori pubblici e degli sviluppi dell’inchiesta giudiziaria».

Secondo obiettivo: modificare il progetto, cambiare la prospettiva, consapevoli che questo genere di soluzione, costosa nell’immediato e per il futuro (vedi per le tariffe per gli automobilisti), non funzionerà, visto l’imbuto alla rotatoria Frova di Jesolo.

«Riteniamo che la strada regionale Treviso-Mare debba essere adeguata e messa in sicurezza rispetto alle nuove esigenze del traffico, dando attuazione a quello che era il progetto originario a quattro corsie – riprendono gli amministratori dei comuni veneziani e trevigiani -. Siamo contrari alla trasformazione di un’arteria regionale in una strada a pagamento e con progetto di finanza perché non risolutiva dei problemi viari del nostro territorio ed onerosa per la comunità». Il tutto definendo la concessione di 40 anni “un esproprio di proprietà pubblica”.

 

I sindaci si appellano alla Corte dei Conti per lo stop al progetto

RONCADE «Autostrada del mare no, Treviso Mare sì». I Comuni trevigiani, con i veneziani San Donà e Noventa, chiedono la sospensione del bando di gara. Non ci possono essere ricorsi in questa fase, ma l’obiettivo è sensibilizzare le autorità competenti a partire dalla Corte dei Conti per cercare di fermare il project financing per la realizzazione di questa discussa infrastruttura viaria.

Ieri a San Donà sono arrivati anche altri sindaci e amministratori del territorio, tra cui Simonetta Rubinato, onorevole e sindaco di Roncade, quindi assessori e consiglieri di Monastier, Silea, Noventa e Treviso. Hanno evidenziato un problema di legalità dovuto alle indagini sulla Mantovani e il coinvolgimento di alcuni dei precedenti esponenti delle ditte proponenti il progetto che avranno una prelazione nel bando di gara che scade il 20 settembre.

I Comuni trevigiani temono inoltre che, a causa del pedaggio, ci saranno molti veicoli che andranno a cercare altre strade, magari con il navigatore. Un po’ come accade in Slovenia da quando è stata introdotta la vignetta. La conseguenza saranno strade e stradine intasate in tutti i Comuni, o la maggior parte, del Trevigiano, poi San Donà, Musile, Noventa, Meolo.

Il sindaco Rubinato va dritta al problema: «Siamo di fronte all’espropriazione di una strada pubblica. Il problema esiste, è giusto parlare di una messa in sicurezza, di allargamento, ma non di autostrada del mare a pagamento. Non possiamo più presentare ricorsi, ma sollecitare le autorità competenti a partire dalla Corte dei Conti, ad esempio, ad attivarsi in base alle nostre istanze».

Insomma, la partita dell’Autostrada del mare potrebbe essere riaperta se la Corte dei Conti raccoglierà l’appello lanciato che viene così dai sindaci dei Comuni trevigiani e di altri Comuni del Veneziano.(g.c.)

 

Gazzettino – Baita, le inchieste non bloccano gli affari.

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8

ago

2013

Le societa’ che erano del manager finito in carcere in corsa per la Meolo-Jesolo: la Regione accelera l’iter

OSTACOLI – Il Pd: quella gara va sospesa

Le inchieste non bloccano le gare d’appalto. Così Adria Infrastrutture, una delle società finite nell’occhio del ciclone a marzo nell’ambito dell’inchiesta sulle attività dell’ex presidente della Mantovani Piergiorgio Baita, è pronta per la gara europea per aggiudicarsi la progettazione e la realizzazione della superstrada a pedaggio Meolo-Jesolo. La società, assieme al Consorzio Via del mare (diretta fino a maggio dallo stesso Baita) e alla spa Strade del mare, figura infatti come promotrice del progetto che, secondo le procedure del project financing, è stato messo a gara dalla Regione.
Il bando in questione è stato pubblicato nel sito di Palazzo Balbi e fino al 20 settembre prossimo i soggetti interessati potranno partecipare alla gara per la progettazione esecutiva e definitiva, la costruzione e la gestione della superstrada a pedaggio che, con una lunghezza di 18,6 chilometri, collegherà il casello di Meolo della Venezia-Trieste a Jesolo.
Un appalto che vale circa 200 milioni di euro ma che non costerà nulla alla Regione, che ancora nel 2009 aveva dichiarato il pubblico interesse per l’opera, che nel frattempo ha ottenuto l’ok del Cipe. Le tre società promotrici, che nel frattempo hanno visto respinto al Tar un ricorso presentato da Net Engineering e Autovie Venete che contestavano la procedura concorsuale per la scelta del soggetto promotore, una volta chiuso il bando di gara dovranno vedersela con il miglior concorrente. E potranno adeguare la loro offerta con diritto di prelazione in caso di parità di condizioni proposte.
Con il varo del bando di gara la Regione sembra premere decisamente l’acceleratore su un’opera definita a suo tempo strategica sia dal governatore Luca Zaia che dall’assessore alla Mobilità Renato Chisso: la superstrada del mare, che per i residenti dei Comuni attraversati sarà gratuita, servirà a decongestionare le vie d’accesso al litorale e fornirà a Jesolo un collegamento diretto all’autostrada.
Sull’opportunità di dare corso all’opera pesa però l’opposizione del Pd locale: il segretario della sezione di Meolo Giampiero Piovesan chiederà la sospensione della gara, a causa del ciclone giudiziario che ha riguardato due delle tre società promotrici. E lo stesso potrebbe fare un comitato civico che da tempo contesta la realizzazione dell’opera. Va detto che, proprio per evitare problemi, due degli inquisiti nell’inchiesta sui fondi “neri” della Mantovani, Piergiorgio Baita e Claudia Minutillo, sono stati surrogati dai vertici rispettivamente del Consorzio Via del mare e di Adria Infrastrutture. Se non ci saranno problemi, in autunno potrebbe esserci l’aggiudicazione della concessione e nel 2014 potrebbero cominciare i lavori, che in parte riguarderanno l’adeguamento di una strada esistente che porta alla rotatoria “Frova”, alle porte di Jesolo.

 

IL PROGETTO – Quasi 19 chilometri di strada a pedaggio

MEOLO La Regione pubblica la gara europea per l’asse con Jesolo

Via del Mare, c’è il bando

Il Pd annuncia battaglia: «Tra i proponenti Baita e Minutillo»

A sei anni dal bando per il progetto preliminare, dopo aver superato gli scogli delle autorizzazioni ministeriali e del Cipe e un ricorso al Tar, inizia la fase operativa della “Via del mare”. La Regione ha infatti pubblicato il bando di gara europeo per la costruzione e gestione in project financing della futura superstrada a pedaggio che collegherà il nuovo casello di Meolo-Roncade della A4 con Jesolo.
Sarà una sorta di prolungamento dell’autostrada verso il litorale, con una lunghezza complessiva di 18,6 chilometri a due corsie per senso di marcia, a percorrenza veloce, con quattro svincoli lungo il tragitto e un sistema di esazione del pedaggio attraverso postazioni telematiche. Per oltre 10 chilometri, la “Via del mare” verrà realizzata sul tracciato dell’attuale Treviso-mare, e questo ha già fatto sollevare numerose proteste di cittadini e imprenditori della zona, poiché verrà eliminata una strada regionale libera per costruire una superstrada a pagamento, anche se è previsto che i residenti dei Comuni interessati dalla nuova arteria siano esentati dal pedaggio (e cioé Roncade, Meolo, Musile, San Donà, Fossalta di Piave, Eraclea, Jesolo, Cavallino-Treporti, con possibilità di estendere l’esenzione anche a Treviso, San Biagio di Callalta e Silea).
Il Pd di Meolo si è da sempre opposto al progetto ed ora, con la pubblicazione del bando di gara che scadrà il 20 settembre prossimo, annuncia battaglia: «Siamo disposti anche a fare le barricate» attacca Giampiero Piovesan, segretario del Pd locale, fiducioso che ci sia ancora spazio di manovra per bloccare il progetto. La costruzione della “Via del mare” costerà oltre 200 milioni e 750mila euro, in base al progetto preliminare realizzato dal gruppo di società che aveva vinto la selezione nel 2007, bandita dalla Regione. Era la stessa cordata di società che poco prima aveva lanciato l’idea, proponendosi per realizzare una superstrada a pedaggio in project financing. Un progetto piaciuto fin da subito all’assessore regionale alla mobilità Renato Chisso, che l’ha sempre fortemente sostenuto. A siglare la convenzione con la Regione ed a presentare nel 2012 il progetto preliminare erano stati Claudia Minutillo per “Adria Infrastrutture”, Piergiorgio Baita per “Consorzio Vie del mare” (entrambi si sono ora dimessi dalle rispettive cariche) e Bruno Beghello per “Strada del mare”. L’inchiesta della Procura su frodi fiscali e costituzione di fondi neri, nel marzo scorso, ha coinvolto e fatto finire in carcere Minutillo e Baita, ma il progetto della “Via del mare” non si è fermato. Nel bando di gara per la realizzazione dell’opera, pubblicato nei giorni scorsi, è stato fissato il diritto di prelazione da parte del gruppo di imprese che ha redatto il progetto preliminare: se qualche società farà un’offerta migliore, il gruppo potrà adeguare la sua proposta ed ottenere l’appalto. Il Pd di Meolo ha già annunciato che chiederà la sospensione del bando, visti i guai giudiziari che hanno interessato le società della nuova superstrada.

 

LA SUPERSTRADA a pagamento collegherà il casello di Roncade-Meolo con Jesolo

Via del mare più vicina: la Regione apre la gara

A sei anni dal bando per il progetto preliminare, dopo aver superato gli scogli delle autorizzazioni ministeriali e del Cipe e un ricorso al Tar, inizia la fase operativa della “Via del mare”. La Regione ha infatti pubblicato il bando di gara europeo per la costruzione e gestione in project financing della futura superstrada a pedaggio che collegherà il nuovo casello di Meolo-Roncade della A4 con Jesolo.
Sarà una sorta di prolungamento dell’autostrada verso il litorale, con una lunghezza complessiva di 18,6 chilometri a due corsie per senso di marcia, a percorrenza veloce, con quattro svincoli lungo il tragitto e un sistema di esazione del pedaggio attraverso postazioni telematiche. Per oltre 10 chilometri, la “Via del mare” verrà realizzata sul tracciato dell’attuale Treviso-mare, e questo ha già fatto sollevare numerose proteste di cittadini e imprenditori della zona, poiché verrà eliminata una strada regionale libera per costruire una superstrada a pagamento, anche se è previsto che i residenti dei Comuni interessati dalla nuova arteria siano esentati dal pedaggio (e cioé Roncade, Meolo, Musile, San Donà, Fossalta di Piave, Eraclea, Jesolo, Cavallino-Treporti, con possibilità di estendere l’esenzione anche a Treviso, San Biagio di Callalta e Silea).
La costruzione della «Via del mare» costerà oltre 200 milioni e 750mila euro, in base al progetto preliminare realizzato dal gruppo di società che aveva vinto la selezione nel 2007, bandita dalla Regione. Era la stessa cordata di società che poco prima aveva lanciato l’idea, proponendosi per realizzare una superstrada a pedaggio in project financing. A siglare la convenzione con la Regione e a presentare nel 2012 il progetto preliminare erano stati Claudia Minutillo per «Adria Infrastrutture», Piergiorgio Baita per «Consorzio Vie del mare» e Bruno Beghello per «Strada del mare». L’inchiesta della Procura su frodi fiscali e costituzione di fondi neri, nel marzo scorso, ha coinvolto e fatto finire in carcere i dirigenti di due delle tre società, Minutillo e Baita. Ma il progetto di «Via del mare» non si è fermato. Nel bando di gara per la realizzazione dell’opera, pubblicato nei giorni scorsi, è stato fissato il diritto di prelazione da parte del gruppo di imprese che ha redatto il progetto preliminare: se qualche società farà un’offerta maggiore, il gruppo potrà adeguare la sua proposta ed ottenere l’appalto.

Fulvio Fenzo

 

«Unindustria dirotti l’investimento in un impianto di recupero»

SILEA «I soldi dell’inceneritore? Unindustria li dirotti su un impianto per il recupero di materia». L’appello arriva da Lucia Tamai, dei Comitati riuniti rifiuti zero. Pochi giorni fa il gruppo ha consegnato alla Regione le osservazioni al piano regionale per la gestione dei rifiuti speciali, ovvero il documento che ha contribuito a bloccare la realizzazione dei due inceneritori in provincia di Treviso. Nessun progetto avrebbe potuto essere approvato in assenza del piano. Ora quest’ultimo è in via di approvazione, ma l’interesse economico per i due impianti è venuto meno. «Unindustria», prosegue Lucia Tamai, «ha sempre detto di voler realizzare gli inceneritori anche per fare un servizio alla comunità. Senza alcuna polemica, voglio quindi invitarli a non perdere questa propensione e a fare qualcosa per la comunità con altri tipi di impianti». I Comitati riuniti guardano a tre categorie principali: il recupero dei pneumatici, «che oggi vengono bruciati nei cementifici»; impianti come quello in fase di progettazione da Fater spa e dal Comune di Ponte nelle Alpi, per il recupero di cellulosa, plastica e rifiuto organico; infine la possibilità di recuperare del materiale plastico delle utenze domestiche non gestito dal Conai (come scolapasta, appendiabiti, parti plastiche di giochi ) «attraverso la produzione di materie prime seconde come avviene da anni al Centro di Riciclo di Vedelago dove viene prodotta sabbia sintetica». Nel piano regionale non è comunque ancora esclusa la possibilità dell’incenerimento dei rifiuti, seppur venga ritenuta secondaria rispetto al recupero e al riciclo.

(f.c. )

 

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