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Mirano. Alla costituzione del maxi ente da 120.000 abitanti manca solo il “sì” di Santa Maria di Sala

MIRANO. Allungo finale per l’Unione dei comuni del Miranese, pronta a nascere, passato lo scoglio di quasi tutti i Consigli comunali. Manca all’appello solo Santa Maria di Sala, chiamata al voto a fine mese, ma ormai la strada è spianata. Mirano, Spinea, Noale, Martellago, Santa Maria di Sala e Salzano sono pronti a dar vita alla quarta città del Veneto per numero di abitanti, dopo Venezia, Verona e Padova.

Demografia. Sei comuni, più di 120 mila abitanti, l’ente coprirà un’estensione di 150 chilometri quadrati, con una densità media di 803 abitanti per chilometro quadrato. Un dato superiore alla media provinciale e regionale, con Spinea che è al terzo posto delle città venete per densità demografica. Altra caratteristica sarà la concentrazione di comuni medio-grandi in un territorio ristretto, dove quattro su sei (Spinea, Mirano, Martellago e S. Maria di Sala) sono tra i primi 50 comuni veneti per popolazione residente. Il tasso di crescita della popolazione, dal 2011 al 2012, è stato poco inferiore al 10%, con Santa Maria di Sala che segna uno dei tassi di crescita più alti della regione: 27,6%.

Funzioni. Ad essere unificate saranno subito le polizie municipali, la protezione civile, le risorse umane e i messi notificatori. Si parlerà dunque di Polizia locale dell’Unione del Miranese e di Protezione civile del Miranese. È tuttavia un’Unione in divenire: già si guarda oltre, con la possibilità, in un futuro non troppo lontano, di iniziare un percorso di condivisione anche di altri servizi, come l’edilizia scolastica, le politiche giovanili, il commercio e i servizi sociali.

Polizia locale. È la funzione che più riguarda i cittadini ma anche quella che fatica a essere digerita dai diretti interessati, cioè i vigili. Sommando gli addetti che operano nei sei comuni, l’Unione potrà contare su un corpo di 57 agenti, amministrativi e dirigenti compresi. Gli operativi saranno in realtà solo una quarantina ed è prevista la possibilità di attivare il terzo turno (quello serale), con una pattuglia di tre vigili in servizio. Il comando unico manterrà presidi nei singoli comuni e anche le entrate resteranno nel comune dove verranno accertate le infrazioni: per intenderci, i proventi di una multa elevata a Noale, resteranno a Noale.

Protezione civile. Il distretto si potrà avvalere di quasi 200 volontari, la somma di quelli assicurati oggi nei singoli gruppi comunali, che già da tempo, in realtà, lavorano in sinergia. La pianificazione di protezione civile rimarrà invece in capo ai singoli comuni e i sindaci manterranno la qualifica di autorità di protezione civile, assumendo il coordinamento del soccorso e dell’assistenza alla popolazione in caso di emergenze.

Sede. La sede di rappresentanza dell’Unione è già stata individuata in Villa Belvedere a Mirano. Non sono previste spese aggiuntive: saranno i comuni a dover fornire anche solo gli arredi per gli uffici e il materiale di consumo.

Filippo De Gaspari

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Il voto di Alberto Ferri (Lega) ha permesso di aderire subito all’atto costitutivo

Ora manca solo Santa Maria di Sala. Barbiero: «Non sarà un altro carrozzone»

MARTELLAGO. Quando martedì a tarda sera il segretario comunale di Martellago, Silvano Longo, ha contato I dodici favorevoli all’approvazione dell’atto costitutivo e dello statuto dell’Unione dei comuni del Miranese, la maggioranza neppure ci credeva.

Invece quell’alzata di mano di Alberto Ferri (Lega Nord, lista Con Ferri si può fare), che si aggiungeva a quelle del Pd e a Impegno Comune ottenendo i due terzi dei voti favorevoli, ha permesso a Martellago di aderire al progetto senza altri passaggi in Consiglio dove poi sarebbe bastata la maggioranza.

Ferri ha consentito di sbrogliare subito la matassa, mentre il resto dell’opposizione (Movimento 5 Stelle, Pdl e lista Un comune per tutti) ha votato contro. Così Martellago va ad aggiungersi a Mirano, Noale, Salzano, Spinea, mentre Santa Maria di Sala dovrebbe pronunciarsi a fine mese, andando a completare il sestetto che da tempo lavora al progetto. Si è chiamata fuori, invece, Scorzè. «Se il progetto non partiva stasera (martedì ndr)», spiega Ferri, «lo avrebbe fatto la prossima volta. La gente è stanca, chiede delle risposte e si vogliono dare con questa iniziativa, dove si parla di non aumentare i costi, migliorare i servizi e il risparmio. Se l’Unione non mantenesse i propositi, allora denuncerò tutto e sarò nelle condizioni per poterlo fare». Sempre più vicina, dunque, la più grande Unione dei comuni del Veneto, con 120 mila abitanti distribuiti nei sei territori.

Su questi numeri Moreno Bernardi (Un comune per tutti) ha sferrato il suo attacco. «Un carrozzone», dice, «mentre ha più senso la Città metropolitana. I Comuni sopra i 50 mila abitanti sono più spreconi. Perché non interpelliamo i cittadini?». Critico il M5S, anche se non contrario a priori all’Unione. «Si vota sulla fiducia», spiega Barbara Simoncini, «e abbiamo dei dubbi sui contenuti e sui tempi. Ci saranno spese iniziali per oltre 60 mila euro, questo ente potrà decidere nuove tasse».

Il collega Andrea Marchiori aggiunge che «il documento è vago e ci faremo partecipi di un referendum». Gianfranco Pesce (Pdl) suggerisce di partire dalla Città metropolitana. «Lavoriamo con gli altri per istituirla», osserva, «e se sono rose fioriranno».

Il sindaco Monica Barbiero incassa l’immediato sì. «Questo statuto è la prima pietra», assicura, «e resterà la convenzione della polizia locale con Salzano e Scorzè. Non sarà un altro carrozzone, metteremo assieme le sinergie, mantenendo il valore delle comunità».

Alessandro Ragazzo

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Noale. Soppresso il regionale 5707, utenti in attesa dalle 7.26 alle 8.01

Appuntamenti saltati, ritardi a scuola e al lavoro, convogli successivi strapieni

NOALE. Salta il regionale 5707 per Venezia, nell’orario di punta del mattino per andare al lavoro, e i convogli successivi si riempiono. Tutto questo nel primo vero giorno di cambio d’orario sulla tratta Bassano-Castelfranco-Venezia. Non sono mancati passeggeri che si sono arrabbiati: la loro pazienza, ormai, è da tempo messa a dura prova.

Tutto è partito con la cancellazione del treno in partenza da Castelfranco alle 7.04 e che sarebbe dovuto arrivare a Santa Lucia un’ora dopo, toccando anche le stazioni di Noale, Robegano, Maerne e Spinea. Invece quel treno non è mai passato, perché il numero 5700 da Venezia, in arrivo nella città trevigiana alle 6.26, era stato a sua volta soppresso e non è tornato indietro.

Così gli utenti hanno dovuto aspettare almeno mezzora prima di salire sul regionale successivo. Infatti a Noale, il treno sarebbe dovuto partire alle 7.26 ma i passeggeri hanno dovuto attendere quello delle 8.01, proveniente da Bassano, giunto con sette minuti di ritardo.

Le conseguenze sono facilmente immaginabili: appuntamenti posticipati, ragazzi arrivati tardi a scuola, dipendenti in ritardo in ufficio. «I vagoni erano pieni» racconta il consigliere di Uniti per rinnovare Alessandra Dini «e avendo tolto anche la navetta, si è dovuto aspettare per oltre trenta minuti. Non è possibile viaggiare in questo modo, molti altri utenti come me, erano furiosi per quanto successo».

Un’altra passeggera, proveniente da Bassano, conferma la situazione. «Arrivati a Noale verso le 8.10» spiega «c’era talmente tanta gente che ho faticato a scendere dalla carrozza dalla calca di passeggeri pronta a salire. In stazione c’era un uomo che al telefono si scusava del ritardo con il suo interlocutore perché il treno precedente era stato soppresso».

E un’altra testimonianza arriva da un uomo di Mestre, che ha la figlia residente a Spinea. «Ci ha impiegato due ore per raggiungere Venezia» fa sapere il pensionato «e stiamo parlando di poco più di 10 chilometri. Il regionale non è passato e soltanto alle 9 è arrivata a destinazione. Senza contare che spesso i treni sono pieni e deve andare a Maerne per salirci: non può sempre giustificarsi con il datore di lavoro per arrivare oltre l’orario stabilito».

Lungo la stessa linea, il resto della giornata è filato via nella norma, con ritardi di pochi minuti e arrivi a destinazione anche in anticipo.

Alessandro Ragazzo

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Nuova Venezia – Treni, da oggi nuovi orari

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13

apr

2014

Accolte tutte le richieste

Sulla tratta Castelfranco-Venezia convogli ricalibrati senza tagli alle corse

Le maggiori variazioni applicate per diminuire l’affollamento di alcuni regionali

 

SPINEA. In vigore da oggi i nuovi orari dei treni, che riguardano, tra le altre, anche i pendolari che viaggiano sulla tratta Castelfranco-Venezia, quella che passa per le stazioni di Noale, Salzano-Robegano, Maerne e Spinea. Erano stati soprattutto i sindaci di Salzano, Alessandro Quaresimin e Spinea, Silvano Checchin, i più attivi portavoce dei disagi segnalati a più riprese da centinaia di studenti e lavoratori, dopo l’entrata in vigore, a metà dicembre scorso, del nuovo orario cadenzato. Dopo battaglie, lettere, incontri con la Regione e le Ferrovie, nei giorni scorsi è arrivata la nota ufficiale di Trenitalia, con la quale, ringraziando i sindaci per aver sensibilizzato sui disservizi segnalati, in particolare il 19 febbraio, vengono comunicate le modifiche di orario in vigore da oggi sulla linea Castelfranco-Venezia.

Applicate variazioni soprattutto ai collegamenti Noale-Mestre, il segmento più frequentato dell’intera tratta, con l’obiettivo di diminuire l’affollamento registrato a bordo di alcuni regionali. Da alcuni giorni le modifiche con i nuovi orari sono state affisse sulle bacheche delle stazioni interessate e possono essere consultate anche sul sito www.fsnews.it, alla sezione “Ultime notizie”.

Ecco cosa cambia: dalla stazione di Mestre a quella di Noale è stata posticipata di alcuni minuti la partenza dei regionali, che finora era prevista da Mestre al minuto 54 di tutte le ore, dalle 5.54 alle 19.54: da oggi invece la partenza è fissata al minuto 22, con prima corsa alle 6.22, l’ultima alle 20.22. A Spinea i convogli fermeranno al minuto 31, la prima volta alle 6.31, l’ultima alle 20.31, a Maerne al minuto 36 (dalle 6.36 alle 20.36), a Salzano-Robegano al minuto 40 (dalle 6.40 alle 20.40), a Noale al minuto 45 (dalle 6.45 alle 20.45), sempre a tutte le ore. Da Noale in direzione Venezia-Mestre invece, i convogli che partivano al minuto 43, a tutte le ore del giorno dalle 6.43 alle 20.43, partiranno ora al minuto 09, con prima corsa prevista a Noale alle 7.09, a Salzano-Robegano alle 7.14, a Maerne alle 7.19, a Spinea alle 7.23 e l’arrivo previsto alla stazione di Mestre alle 7.32.

L’ultima corsa della giornata sarà invece a Noale alle 21.09, a Salzano-Robegano alle 21.14, a Maerne alle 21.19, a Spinea alle 21.23 e l’arrivo a Mestre previsto alle 21.32. Le modifiche agli orari dei treni, ottenute in accordo con la Regione, dovrebbero consentire una miglior distribuzione dei pendolari a seconda dell’orario di utilizzo dei convogli: resta inalterato il numero dei treni in circolazione sulla tratta, con orari cadenzati ogni ora, ma con tutte le corse posticipate di poco meno di mezz’ora per venire incontro alle segnalazioni raccolte in questi mesi.

Filippo De Gaspari

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SALZANO-SPINEA – Oggi entrano ufficialmente in vigore i nuovi orari ferroviari sulla linea Bassano-Venezia, quella che passa per le stazioni di Noale, Salzano, Maerne e Spinea. Le variazioni sono state chieste dal comitato pendolari “Salzano-Robegano” e dai sindaci di Salzano e Spinea, con l’obiettivo di avere una distribuzione migliore delle corse soprattutto tra le 7 e le 8 del mattino. La corsa Noale-Mestre (che a differenza dei diretti ferma anche a Salzano e Spinea) partirà da Noale al minuto 09 passando per Salzano al minuto 14 anziché al minuto 48; la corsa Mestre-Noale partirà invece al minuto 22 anziché al minuto 54. «Questo cambiamento garantirà due treni all’ora per e da Venezia, seppure con un cambio a Noale o Mestre» spiega il comitato. Le corse saranno garantite anche d’estate e nelle festività nelle fasce orarie 6-9 e 14-21.

(g.pip.)

 

Gazzettino – Miranese. Proteste, ma l’Unione passa

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10

apr

2014

SPINEA – Gli attivisti 5 Stelle hanno messo in atto un flash mob per criticare la scarsa informazione

Il Consiglio comunale ratifica l’adesione all’organismo sovracomunale

Alla terza votazione, anche il Consiglio comunale di Spinea ha approvato l’adesione all’Unione dei Comuni del Miranese. Undici i consiglieri a favore (l’intera maggioranza) e un astenuto, con la minoranza che non ha partecipato alla votazione uscendo dall’aula in segno di protesta. Nonostante i reiterati richiami provenienti dalle varie forze politiche, culminati nel flash mob organizzato dal M5S in Municipio, la maggioranza ha approvato statuto e atto costitutivo. Votazione, quella di ieri, in cui era necessaria la maggioranza semplice della metà più uno dei consiglieri, come avvenuto per la seconda votazione.
Il passaggio consiliare di Spinea è stato inevitabilmente condizionato dalla campagna elettorale per le amministrative, di fatto già in atto. «È evidente l’inopportunità del momento – commenta l’ex sindaco Claudio Tessari – non capiamo questa fretta e il mancato coinvolgimento dei cittadini. Soprattutto non capiamo come farà un territorio di 150 chilometri quadrati e 120mila abitanti ad avere solo una quarantina di effettivi di polizia locale». Pacato il commento del sindaco, Silvano Checchin. «Quando la giunta fa una riorganizzazione dei servizi, non lo chiede prima ai cittadini – spiega il primo cittadino – La questione è tecnica, procediamo a piccoli passi, condividendo solo tre funzioni e non vincoliamo nessuno, con la futura giunta che potrà ambiare rotta».
A movimentare la votazione il flash mob di protesta del M5S: una ventina di attivisti è rimasta in piedi davanti al municipio mostrando ai passanti dei giornali su cui era stato incollato un foglio con la scritta “Perché l’Unione senza informazione?” «Riscontriamo l’assoluta e sorda determinazione dell’amministrazione di voler procedere a tutti i costi all’approvazione – attaccano gli attivisti del Movimento – Con ben tre consigli comunali in soli sette giorni si approva, a poche ore dallo stop pre-elettorale, l’adesione all’Unione dei Comuni, senza aver informato adeguatamente i cittadini sui contenuti del progetto e senza una seria valutazione dei reali costi e benefici».

 

MIRANO E SALZANO – Le assemblee approvano gli atti. Ora mancano due comuni

Pavanello: «Porte aperte a Scorzè»

MIRANO – Noale lunedì sera ha aperto la strada, Mirano e Salzano martedì si sono accodati. Anche questi due consigli comunali hanno approvato il progetto dell’Unione dei Comuni del Miranese alla prima votazione, cosa invece non riuscita a Spinea. Per approvare subito lo statuto e l’atto costitutivo dell’Unione servivano 12 voti favorevoli, ovvero quelli dei due terzi dei presenti, e i 12 voti ci sono stati. A Mirano c’erano pochi dubbi, anche se il voto è arrivato solo dopo mezzanotte: tutta la maggioranza ha votato a favore, come il consigliere di minoranza Lucio Dalla Costa. Il voto contrario è arrivato dai cinque consiglieri d’opposizione, che hanno giudicato ancora insufficienti le informazioni fornite su questo progetto. «È una tappa molto importante che presuppone un grande cambiamento – ha commentato il sindaco Maria Rosa Pavanello – Mirano, Spinea, Noale, Santa Maria di Sala, Martellago e Salzano gestiranno assieme Polizia Locale, Protezione Civile e Risorse Umane, per il futuro penseremo anche a Politiche Sociali e Politiche Giovanili. Con 120 mila abitanti diventeremo la quarta città del Veneto, ma le porte sono aperte anche per Scorzé e per la Riviera se questi Comuni vorranno collaborare». Stesso film a Salzano, dove tutta la maggioranza che appoggia il sindaco Quaresimin ha votato a favore mentre i cinque consiglieri di minoranza hanno scelto di non partecipare al voto. Ora l’Unione sarà attesa dal banco di prova di Martellago e Santa Maria di Sala.

(g.pip.)

 

Dopo Noale, via libera fra le polemiche di Mirano, Santa Maria di Sala e Spinea

MIRANO – L’Unione dei comuni supera lo scoglio delle prime votazioni: parte l’effetto domino e dopo l’ok di Noale, anche Mirano, Salzano e Spinea approvano atto costitutivo e statuto. La maratona che porterà, a questo punto a breve, alla costituzione della più grande Unione di comuni del Veneto, con sei comuni e un bacino di oltre 120 mila abitanti, incontra tuttavia ancora forti opposizioni, più nel modo in cui sta nascendo, che nel merito. A Spinea inscenata ieri sera dal Movimento 5 Stelle anche una manifestazione, per protestare contro la votazione che sanciva l’adesione al nuovo ente sovracomunale. Intanto, però, l’iter va avanti. Partiamo dai “piccoli”: come la sera prima a Noale, anche il Consiglio comunale di Salzano ha approvato la delibera al primo colpo, ottenendo la maggioranza dei due terzi pur senza le minoranze. Dodici i favorevoli martedì sera, l’intera maggioranza, mentre hanno lasciato l’aula in cinque, quelli di Bene Comune e Lega. Più travagliato il percorso a Mirano e, soprattutto, Spinea. Mirano ha ottenuto anch’esso il via libera a maggioranza qualificata dei due terzi, ma solo in piena notte e dopo un lungo ed estenuante dibattito. Alla fine sono bastati dodici voti, la maggioranza più Lucio Dalla Costa, per ottenere il via libera e scongiurare la necessità di nuove convocazioni. Non mancano tuttavia i distinguo. Per lo stesso Dalla Costa, «Mirano non dev’essere solo la sede dell’Unione, ma anche tenerne in mano le redini. Diamo di più, dobbiamo ottenere di più». Contrari invece Prima il Veneto, M5S e Marina Balleello (Pdl): chiedevano maggiori garanzie sulla possibilità di recesso dall’Unione, un piano economico e maggiori garanzie per il personale. Presentati anche alcuni emendamenti. Per il sindaco Maria Rosa Pavanello invece: «Non si può non tener conto dei benefici: i Comuni con progetti come l’Unione saranno privilegiati nell’ottenere finanziamenti. Partiamo con polizia locale protezione civile, messi e risorse umane. Domani guarderemo anche a commercio, edilizia scolastica e servizi sociali. E non è detto che Scorzè ci ripensi». A Spinea sono servite invece tre votazioni, dopo il nulla di fatto della prima: martedì e poi ieri sera è arrivato l’ok a maggioranza semplice. Un parto per certi versi, complice anche la campagna elettorale alle porte, che ha diviso ulteriormente maggioranza e opposizione.

Filippo De Gaspari

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SPINEA. Contestazioni dentro e fuori dall’aula, con un flash-mob, inscenato davanti al municipio dagli attivisti del Movimento 5 stelle per protestare contro le modalità di approvazione dell’Unione dei comuni del Miranese: «Abbiamo chiesto di sospendere l’iter dopo aver riscontrato la volontà di portarlo avanti forzatamente, senza un piano economico e con diverse criticità», affermano gli attivisti, «niente da fare: procedono come un rullo compressore in barba al coinvolgimento dei cittadini».

(f.d.g.)

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SALZANO – Novità in arrivo per chi prende il treno alla stazione di Salzano, lungo la linea Venezia-Castelfranco- Bassano per recarsi al lavoro, ma anche per motivi di studio o semplicemente di svago. Da domenica prossima, infatti, entreranno in vigore delle modifiche all’orario della navetta Noale-Mestre, dopo l’incontro chesi è tenuto nei giorni scorsi nella sede di Veneto Strade al quale hanno partecipato anche una rappresentanza dei pendolari e i sindaci di Salzano (Alessandro Quaresimin) e Spinea (Silvano Checchin). Un incontro atteso da tempo e richiesto proprio dai primi cittadini per cercare di andare incontro ai loro abitanti. Le proposte erano già state avanzate negli incontri di fine anno in municipio con i tecnici di Trenitalia. Il comune di Salzano aveva inviato una successiva lettera alla Regione, con le sue richieste. L’autobus non partirà più al minuto 48 ma al 14, mentre, viceversa, non sarà più al minuto 54 bensì al 22. Questo servizio è diretto e non ferma né a Salzano né a Spinea. In questo modo le modifiche permetteranno ai pendolari di avere a disposizione due convogli all’ora, anche se dovranno scendere e poi cambiare o a Noale o a Mestre. Un’altra questione sul tavolo e che è stata posta, era la richiesta degli utenti di non sospendere la navetta durante la chiusura estiva delle scuole. In questo periodo, infatti, funzionerà  dalle 6 alle 9 e dalle 14-21, festivi compresi.

(a.rag.)

 

Gazzettino – Miranese. L’Unione non passa, anzi si’

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9

apr

2014

NOALE – Decisivo l’intervento del sindaco di Mirano: «Progetto oltre le appartenenze politiche»

I consiglieri di Uniti per rinnovare abbandonano la seduta, poi ci ripensano

Noale è il primo Comune che entra a pieno titolo nell’Unione dei Comuni del Miranese. Lunedì sera il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità lo statuto e l’atto costitutivo. Arrivare all’unanimità non è stato però facile, anzi.
Al momento della votazione i consiglieri di Uniti per Rinnovare hanno abbandonato il Consiglio in maniera da far venir meno la maggioranza qualificata dei due terzi necessaria per l’approvazione dell’atto. Per loro si è arrivati alla votazione senza il necessario confronto sul progetto e dando scarse informazioni alla cittadinanza. A qual punto si è però registrato un colpo di scena: l’arrivo del sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello, che ha mediato con i consiglieri noalesi del suo stesso colore politico. Dopo mezz’ora di sospensione del Consiglio sono rientrati tra i banchi e hanno votato compatti a favore. «È un progetto che va al di là delle appartenenza politiche – ha poi dichiarato Pavanello – In un territorio come il nostro non si deve perdere questa occasione a prescindere dalle scadenze elettorali». «Abbiamo sempre ritenuto opportuno votare a favore dell’Unione – spiega la capogruppo Patrizia Andreotti – e con responsabilità abbiamo deciso di impedire che si interrompesse il percorso di approvazione». «Una votazione storica – commenta soddisfatto il sindaco di Noale Michele Celeghin – finalmente si vota per un progetto di area vasta, dove si sono superate le barriere della politica per fare spazio ai cittadini e alle loro istanze». L’obiettivo è stato raggiunto dopo quattro anni di dialogo tra sei Comuni del Miranese, ovvero Noale, Mirano, Santa Maria di Sala, Spinea, Salzano, Martellago: oltre 120 mila abitanti. I servizi che verranno condivisi saranno innanzitutto la Polizia locale, poi il servizio per il personale, le buste paga, il commercio e le attività produttive.

 

MARTELLAGO – L’opposizione chiede un referendum affinché i cittadini possano dire la loro

MARTELLAGO – Un referendum perché siano i cittadini a esprimersi sull’adesione all’Unione dei Comuni del Miranese. A lanciare la proposta, sostenuta da tutta la minoranza, Moreno Bernardi (Un Comune per Tutti), venerdì in Commissione Statuto, dov’è passato lo Statuto dell’Unione: a favore i consiglieri di maggioranza, Bernardi ha votato contro, Barbara Simoncini (M5S) è uscita dall’aula. Il sindaco ha ribadito le ragioni per cui crede nel nuovo organismo. «La nostra forza nella Città Metropolitana sarà quella di essere uniti e le esperienze di Unioni dimostrano che si riducono i costi e migliorano i servizi» ha detto Monica Barbiero, ripetendo che lo Statuto sarà la prima pietra («subito dopo avvieremo i tavoli tecnici») e le funzioni comuni saranno tre: polizia locale (ma la convenzione con Salzano e Scorzè resterà fino a fine 2015), protezione civile e risorse umane. Ma, dopo i grillini nella scorsa seduta, anche Pesce (Pdl) e Bernardi hanno espresso le loro contrarietà. «Aboliscono le Province e noi creiamo un altro carrozzone con i relativi costi, un altro ente sovracomunale, che si pone in contrapposizione alla Città Metropolitana e che ci toglierà ulteriori competenze: tanto vale chiudere il Comune di Martellago. È con Venezia, con cui confiniamo, che ci dobbiamo confrontare sui servizi: che affinità e interessi comuni abbiamo con S. Maria di Sala? La maggioranza ci ripensi o, almeno, data l’importanza della decisione, interpelli i cittadini: è giusto sentire se sono contenti di passare sotto Mirano, così andrà a finire» ha sbottato Bernardi.

(N.Der)

 

Il “parlamentino” di Noale ha dato per primo il suo ok al progetto di area vasta

Accordo tra maggioranza e opposizione. Il sindaco Celeghin: «Votazione storica»

NOALE – Il Consiglio comunale di Noale spiana la strada all’Unione dei comuni. Alla vigilia del “grande voto” che ieri sera ha chiamato in causa i consiglieri di Mirano, Spinea e Salzano, lunedì sera il parlamentino noalese ha votato favorevolmente, ed è il primo a farlo, l’adesione all’Unione dei comuni del Miranese che quindi comincia a prendere forma, partendo proprio dalla città che era capofila del progetto. Il sindaco Michele Celeghin parla di «votazione storica». Di sicurononera scontata: primo, perché l’ok di Noale è arrivato in prima convocazione, dov’era necessaria la maggioranza qualificata dei due terzi e secondo perché il via libera è arrivato grazie all’accordo tra maggioranza e opposizione, pur distanti nella forma. «Finalmente si vota per un progetto di area vasta, dove si superano le barriere della politica per fare spazio ai cittadini», esulta Celeghin. Noale, già quattro anni fa, aveva iniziato il percorso di dialogo tra sindaci, finalizzato a costituire un’Unione del Miranese, prima nel Veneto per dimensioni e numero di abitanti, oltre 120 mila. «Si tratta di razionalizzare la spesa », continua Celeghin, «e migliorare i servizi al cittadino. Per anni il nostro territorio ha sofferto di sterili strategie campanilistiche, ora è il tempo della svolta e Noale ha dimostrato senso di responsabilità». Voto favorevole anche dall’opposizione, che pure non ha risparmiato critiche alla maggioranza: «La mancata votazione della delibera avrebbe comportato una lunga battuta d’arresto sul percorso dell’Unione», afferma la capogruppo e candidata sindaco Patrizia Andreotti, «le obiezioni però ci stanno tutte, a cominciare dalla convocazione del Consiglio, poco chiara sulla tempistica e sul metodo, sia per la mancanza di coinvolgimento della minoranza che per la scarsa informazione data ai cittadini. Non c’è mai stato un dibattito pubblico. È altresì evidente che parte della maggioranza era assente e politicamente questo è un dato eloquente. Ora si organizzi un passaggio pubblico con i cittadini ». A riguardo Celeghin ha le idee chiare: «Le prossime tappe saranno la condivisione del progetto con le Intese programmatiche d’area e il coinvolgimento delle categorie industriali e artigianali del nostro territorio. Con l’Unione dei comuni potremo ragionare in termini propositivi sul recepimento di fondi europei che, in questo caso, verrebbero gestite direttamente dal territorio». Ieri sera intanto sedute fiume in contemporanea anche nelle aule consiliari di Mirano e Salzano (in prima convocazione) e Spinea (seconda convocazione).

Filippo De Gaspari

 

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