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Gazzettino – Treni. Ecco il “decalogo” dei pendolari

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8

apr

2014

TRENI – Inviate alla Regione le richieste di modifica dell’orario dai comitati del Veneto orientale

Il decalogo con le richieste dei Pendolari è stato inviato ieri alla Regione Veneto. Il documento contiene molti accorgimenti e osservazioni per rimediare all’orario cadenzato, come previsto dai Comitati dei Pendolari del Veneto Orientale e di Quarto d’Altino. Nella tratta Portogruaro-Venezia è importante la predisposizione di treni nel periodo estivo: “Un Regionale 11102 delle 5.06 con arrivo a Mestre alle 6.04. Visto l’anticipo del Regionale delle 4.13 si crea una voragine con il treno delle 5.38. Il Regionale è utilizzato da turnisti che iniziano alle 7 a Venezia, per questo chiediamo anche il suo prolungamento fino alla stazione di Santa Lucia. Un altro Regionale alle 7.06 permetterebbe a tutti i viaggiatori delle stazioni in cui i Regionali Veloci non fermano di giungere a Mestre entro le 8.30″, in orario d’ufficio. Previsto anche l’inserimento di tre Regionali nei giorni festivi, tutti con partenza da Portogruaro, “alle 4.13 con arrivo a Venezia alle 5.25, alle 5.06 con arrivo a Mestre alle 6.04, alle 5.38 con arrivo a Venezia alle 6.50. L’inserimento sarebbe una risposta positiva per i lavoratori e darebbe la possibilità agli utenti di servirsi di coincidenze con le prime Frecce del mattino per Roma, Milano e Torino”. Altri ancora i treni richiesto per il sabato: “Regionale 11100 delle 4.13 con arrivo a Venezia alle 5.25 e Regionale 11102 delle 5.06 con arrivo a Mestre alle 6.04″. Due i treni lenti serali suggeriti, in servizio tutti i giorni compresi i festivi e con fermate in tutte le stazioni. Il primo da Venezia alle 00.21 per Portogruaro, il secondo da Portogruaro alle 22.38 per Venezia. Al servizio di turisti, lavoratori dello spettacolo e del turismo, residenti e viaggiatori. «Da giugno sembra che Trenitalia sopprimerà tutti gli Interciy – precisano nel documento i Pendolari- Chiediamo quindi che sia istituito un collegamento che permetta il rientro a Mestre e Venezia dal Veneto Orientale e dal Friuli, visto che l’Intercity 734 in partenza da Portogruaro alle 23.15 verrà soppresso. Chiediamo il ripristino di un treno alle 21.26 (ex 5817) da Venezia per Portogruaro tutti i giorni. Era uno dei più utilizzati da pendolari e turnisti».

 

SALZANO – Orari modificati. I pendolari sono soddisfatti

SALZANO – «Le proteste e le proposte sono servite. Abbiamo ottenuto le modifiche che chiedevamo da mesi, ora attendiamo altre novità per il mese di giugno». C’è soddisfazione a Salzano e Spinea per le modifiche all’orario ferroviario che entreranno in vigore il 13 aprile, ma i pendolari non si accontentano e chiedono ulteriori miglioramenti al servizio. Lunedì scorso al termine di una riunione nella sede di Veneto Strade sono arrivate importanti conferme sulle variazioni previste per la linea Bassano-Venezia. All’incontro hanno preso parte l’assessore regionale Renato Chisso, i tecnici di Rfi, i sindaci di Salzano e Spinea e una delegazione del comitato pendolari Salzano-Robegano. Ma vediamo nel dettaglio le modifiche: la navetta Noale-Mestre (corsa diretta che non ferma a Salzano e Spinea) partirà al minuto 14 anziché al minuto 48, mentre la navetta Mestre-Noale partirà al minuto 22 anziché al minuto 54. «Questo cambiamento è importante perché garantirà due treni all’ora, seppure con un cambio a Noale o Mestre» spiegano al comitato. L’altro aspetto riguarda il potenziamento dell’orario nel periodo delle vacanze scolastiche: la navetta sarà infatti garantita anche durante l’estate e nelle festività nelle fasce orarie 6-9 e 14-21.

(g.pip.)

 

PORTOGRUARO – Treni, la Regione boccia le richieste delle scuole sulla linea per Treviso

PORTOGRUARO – Non solo i problemi dell’orario cadenzato dei treni sulla Venezia-Portogruaro. Al tavolo tecnico con l’assessore regionale Renato Chisso, il vicesindaco Luigi Villotta ha portato la Portogruaro-Treviso. «Sulla Venezia-Portogruaro – spiega Villotta – è stato fatto un passo avanti con ulteriori treni ed autobus sostitutivi messi a disposizione da Trenitalia. Per quanto riguarda la Portogruaro-Treviso, che per le Ferrovie rimane una linea a vocazione merci, ho rimesso sul tavolo le richieste avanzate dai dirigenti scolastici di Portogruaro, evidenziando che si rendono necessari diversi aggiustamenti per consentire agli studenti dell’Opitergino Mottense e dell’Annonese di arrivare e tornare da scuola in tempi ragionevoli. Nessuna delle richieste presentate è stata accolta, ma la Regione, verso la metà di giugno, convocherà tutte le amministrazioni comunali da Treviso a Portogruaro».

(M.Mar)

 

L’approvazione non è scontata

Prevista la discussione in Consiglio a Spinea, Mirano e Noale

MIRANO – Giornata campale per l’Unione dei comuni del Miranese, che approda in ben tre consigli comunali su sei per fare uno scatto in avanti verso l’approvazione. Che tuttavia non appare scontata. A Spinea è l’ora della verità, con lo statuto e l’atto costitutivo che arrivano in seconda votazione, dov’è necessaria la maggioranza semplice della metà più uno dei consiglieri. Lo scorso primo aprile era finita con un nulla di fatto, con le minoranze che non avevano nemmeno partecipato al voto, dopo aver protestato per l’eccessiva fretta di votare in una città già proiettata in campagna elettorale. Maggioranza e opposizione tornano a fronteggiarsi stasera alle 19.30. Lo faranno quasi in contemporanea a Mirano, dove però l’Unione arriva per la prima volta alla prova del voto e serve dunque una improbabile maggioranza qualificata dei due terzi. Pochi giorni fa, una seduta finita in bagarre doveva servire a spiegare, anche ai tanti cittadini presenti in aula, un progetto ambizioso e contestato. Sono usciti tutti con gli stessi dubbi, dopo schermaglie degenerate in scontro, con l’abbandono dell’aula dalle minoranze e la richiesta di dimissioni della presidente del consiglio Renata Cibin. Secondo round stasera, alle 18.30. Anche il Consiglio di Salzano proverà oggi, alle 19, a contarsi tra favorevoli e contrari alla nuova aggregazione sovracomuale. Anche qui è richiesta la maggioranza dei due terzi. Ieri sera la delibera è arrivata a Noale, sempre con votazione a maggioranza qualificata. Da domani dunque si potranno in qualche modo tirare le fila del percorso di adesione dei comuni all’Unione, che interessa Mirano, Noale, Spinea, Martellago, S. Maria di Sala e Salzano. L’obiettivo è avere l’ok prima del voto amministrativo del 25 maggio.

(f.d.g.)

 

I consiglieri provinciali chiedono alla Zaccariotto di intervenire

MIRANO – Mozione del gruppo consigliare del Pd in Provincia sul confuso aumento delle tariffe autostradali. Guerrino Palmarini, Lionello Pellizzer, Loredana Serafini Amato, Serena Ragno, Mariagrazia Madricardo ed Elisabetta Populin, chiedono che il Consiglio provinciale impegni la giunta Zaccariotto, come uno dei suoi ultimi atti, a promuovere un confronto consigliare e in sede di commissione con il presidente di Cav, Concessioni autostradali venete. L’obiettivo è quello di discutere la questione delle tariffe e le conseguenze in atto sui livelli di traffico delle strade provinciali.

La mozione chiede, inoltre, alla giunta di sostenere l’arretramento della barriera di Villabona a Dolo e affrontare i problemi in rapporto con Regione, Ministero delle Infrastrutture, società autostradali e Cav.

«I recenti aumenti delle tariffe autostradali hanno prodotto un sensibile aumento del traffico sulle strade provinciali, anche a causa dell’introduzione delle contraddittorie e non sempre economicamente convenienti agevolazioni per i pendolari », sostengono i consiglieri democratici, «l’equiparazione delle tariffe nel tratto Villabona- Vetrego ha consentito di eliminare il traffico anomalo causato dall’uscita con immediato rientro al casello di Vetrego, ma gli utenti del tratto autostradale Mestre-Padova hanno più convenienza ad utilizzare ora l’accesso all’autostrada dal casello di Crea, in territorio di Spinea, riducendo in questo modo i costi di percorrenza, ma aggravando pesantemente il traffico sulla viabilità ordinaria e provinciale».

Filippo De Gaspari

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Gazzettino – Miranese. Unione dei Comuni, nuovo stop.

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3

apr

2014

SPINEA – Le minoranze non hanno partecipato al voto in Consiglio comunale, l’approvazione slitta

SPINEA – Un’altra battuta d’arresto per l’Unione dei Comuni. L’accelerata dei sindaci si scontra con il muro delle opposizioni, ora non sembra affatto scontato che il progetto passi prima delle elezioni di fine maggio. Dopo il rinvio del voto a S. Maria di Sala, la delibera non è passata neppure martedì sera a Spinea: dieci consiglieri della maggioranza hanno votato a favore (tutti eccetto Alfonso Delfino), ma i quattro consiglieri d’opposizione (Claudio Tessari, Franca Zamengo, Giovanni Da Lio e Maurizio Di Flavia) hanno deciso di non partecipare al voto. Nessuna approvazione, dunque, visto che servivano i voti favorevoli di due terzi dei presenti.

Il sindaco Silvano Checchin ha messo le mani avanti: «Votare ora non è una forzatura, perché questo percorso non pregiudica eventuali cambiamenti dopo le elezioni comunali. L’Unione partirà solo quando i consigli comunali nomineranno i propri rappresentanti, ossia nella prossima legislatura». È intervenuto anche Paolo Fortin, consulente Anci esperto in Unioni dei Comuni: «Questo progetto permette di tagliare le spese e migliorare i servizi». Ma le minoranze non sono convinte: «Non sono contrario a priori – ha dichiarato Claudio Tessari, candidato sindaco del centrodestra – ma non si può votare un progetto di cui si sa ancora poco. Propongo di aspettare le elezioni e valutare nel dettaglio pro e contro».

La settimana prossima nuovo banco di prova: saranno chiamati a votare i consigli di Mirano, Salzano e Noale. Il progetto prevede che Mirano, Spinea, Noale, Martellago, S. Maria di Sala e Salzano mettano assieme Polizia Locale, Protezione Civile e Ufficio Personale. L’Unione sarebbe governata da un presidente (a turno uno dei sindaci), una giunta (composta dai sindaci) e 18 consiglieri (tre per ogni Comune, di cui due di maggioranza e uno di minoranza), senza ulteriori indennità.

Gabriele Pipia

 

MARTELLAGO – Domani lo statuto in commissione, la sindaca Barbiero fiduciosa

«Non perderemo questo treno»

MARTELLAGO – Il dibattito sarà ancora lungo, ma non ci sono più dubbi: Martellago aderirà all’Unione dei Comuni del Miranese. A dissiparli il sindaco, Monica Barbiero, venerdì nella Commissione Statuto dove è stata consegnata l’ultima versione dello Statuto dall’Unione, che sarà votato nella seduta di domani prima di andare in consiglio, ed è stato illustrato lo studio di fattibilità di Paolo Fortin dell’Anci.

«Lo Statuto è una prima pietra, su cui andrà costruito tutto un lavoro, ma io e la mia maggioranza siamo decisi a non perdere questo treno nella convinzione che, al di là di certi distinguo, l’Unione sia la strada tracciata, per essere uniti nella Città Metropolitana. Ed è la linea di sei Comuni su sette» ha detto Barbiero.

Le minoranze sono scettiche se non contrarie, vedi il M5S: la capogruppo Barbara Simoncini ha avanzato varie perplessità a partire dall’individuazione di tre sole funzioni comuni, («la Legge Regionale per i finanziamenti ne chiede quattro») o alla durata indeterminata dell’Unione e alla mancanza di una consultazione popolare per entrarvi. In commissione e in consiglio si annuncia un dibattito tosto.

(N.Der)

 

Spinea. Lo statuto approda in Consiglio, le minoranze non partecipano al voto

SPINEA – Nuovo stop all’Unione dei comuni: la corazzata comunale dei sei municipi del Miranese s’incaglia a Spinea, dove in Consiglio approdavano martedì sera statuto e atto costitutivo. Dopo circa un’ora e mezza di dibattito, se ne esce con un nulla di fatto. Ampiamente previsto, perché per l’approvazione era richiesta la maggioranza qualificata dei due terzi, ma anche nella stessa maggioranza i dubbi non mancano, con Alfonso Delfino, Italia dei valori, che ha finito per votare contro. Il passaggio consiliare di Spinea era condizionato dalla campagna elettorale, praticamente già in atto.

«Evidente l’inopportunità del momento», spiega Claudio Tessari, che come tutte le minoranze decide di non partecipare al voto, «non capisco questa fretta, avviamo una riflessione e un confronto con i cittadini, che non sanno ancora nulla e i dipendenti, che ne sono all’oscuro. Non abbiamo capito come farà un territorio di 150 chilometri quadrati e 120 mila abitanti ad avere solo una quarantina di effettivi di polizia locale».

Per Luca D’Atri, Pd: «Approvarlo ora è un atto di responsabilità, nessuna interferenza col voto amministrativo, anche perché l’Unione è un atto trasversale ».

Il sindaco Silvano Checchin chiarisce: «Quando la giunta fa una riorganizzazione dei servizi, non lo chiede prima ai cittadini. Noi stiamo facendo questo: la questione è tecnica, procediamo a piccoli passi, condividendo solo tre funzioni e non vincoliamo nessuno, con la futura giunta che potrà ambiare rotta».

La delibera, tra perplessi, contrari e assenti e dopo il rinvio di Santa Maria di Sala e la bagarre di Mirano, non passa neppure a Spinea.

Il 7 aprile ci prova Noale, l’8 ancora Mirano e Salzano.

La strada però è in salita e l’obiettivo di ottenere il via libera all’Unione in tutti i comuni prima del voto del 25 maggio, diventa un miraggio.

(f.d.g.)

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MIRANO – Unione dei comuni del Miranese, scendono in campo anche i sindacati. Le segreterie provinciali della Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil, hanno inviato ieri una richiesta di incontro ai sindaci di Martellago, Mirano, Noale, Santa Maria di Sala, Salzano e Spinea, per discutere dei problemi riguardanti l’aggregazione comunale che coinvolgono in particolare i dipendenti.

«Chiediamo che entro la prima metà di aprile», scrivono i delegati di Cgil Fp, Marco Busato, Cisl Fp, Simone Naletto e Walter Bisutti e Uil Fpl, Mario Ragno, «si fissi un incontro congiunto con la parte politico- amministrativa per affrontare la problematica della costituenda “Unione dei Comuni del Miranese”, come abbozzata nell’atto costitutivo e preventivamente discussa in sede di Consiglio comunale».

Da qualche tempo i malumori dei dipendenti comunali, soprattutto quelli coinvolti dalla condivisione delle funzioni che confluiranno nell’Unione, hanno avanzato richieste di chiarimenti in particolare riguardo il trattamento economico, le posizioni e le prospettive di carriera. Adesso si muovono i delegati sindacali, per capire cosa avverrà una volta che l’Unione dei comuni sarà operativa.

Intanto l’iter procede tra mille ostacoli nei parlamentini locali: ieri sera è stata la volta di Spinea, il maggiore dei comuni coinvolti, che tra meno di due mesi sarà anche chiamato al voto.

(f.d.g.)

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All’incontro con i sindaci, Chisso promette due bus da Venezia a Portogruaro alle 0,20. Treno da Salzano a Spinea alle 7

MESTRE – Saranno introdotti entro metà maggio i primi aggiustamenti all’orario cadenzato sulla tratta Venezia-Portogruaro, con una nuova coppia di treni e l’auspicato anticipo alle 4,13 del primo treno in partenza verso il capoluogo.

Ma una novità importante è in arrivo anche sulla Castelfranco- Venezia, dove i due pullman introdotti nelle settimane scorse saranno sostituiti con un nuovo treno navetta Noale-Mestre.

È quanto emerso dal vertice che l’assessore Chisso ha avuto ieri pomeriggio con i sindaci. Linea Portogruaro-Venezia.

É ormai ufficiale l’introduzione del nuovo treno, da lunedì a venerdì, che partirà da Portogruaro alle 12.06 per arrivare a Mestre alle 13.04, convoglio richiesto dagli studenti ma utile pure per i turnisti.

In direzione opposta, il nuovo treno partirà da Mestre alle 13.57 per giungere a Portogruaro alle 14.55.

È ufficiale anche l’anticipo alle 4.13 della partenza del primo Regionale Portogruaro- Venezia, per chi deve essere entro le 6 sul posto di lavoro.

«Queste novità saranno sicuramente in vigore dal 18 maggio, ma speriamo anche prima, già dal 13 aprile», ha detto Chisso.

Per l’autobus sostitutivo che parte da Venezia alle 0.20, si è deciso da aprile di prevedere nei fine settimana l’impiego di due pullman (con particolare attenzione al periodo pasquale e delle varie festività). Chisso ha chiesto, attraverso i Comuni, la possibilità di attivare una collaborazione con gli alberghi, che potrebbero comunicare prima il numero dei turisti che alloggiano da loro e che sono intenzionati a rientrare da Venezia a mezzanotte così da pianificare meglio il servizio.

«Avevamo chiesto di conoscere i dati sulla frequentazione prima dell’orario cadenzato, ma Trenitalia non li ha. Ma allora come hanno fatto a stabilirne la soppressione?», domanda Silvia Conte, sindaco di Quarto.

Linea Castelfranco-Venezia. Dopo le proteste dei pendolari di Salzano e Spinea per il «buco» tra le 7 e le 8 del mattino, la Regione aveva introdotto nelle scorse settimane due pullman per tamponare il problema. La buona notizia è che da aprile gli autobus diventeranno un treno navetta, in partenza da Noale alle 7.09.

Le reazioni dei sindaci. Michele Basso, sindaco di Meolo, evidenzia che il metodo del tavolo di lavoro sta portando dei frutti. «Il dato positivo è che abbiamo ottenuto un metodo più di condivisione, portato a casa nuovi treni e il rafforzamento del bus delle 0.20, ma rimangono aperte le partite del ripristino del treno, dei convogli festivi e degli orari estivi», aggiunge Conte. Per alcuni treni è prevista infatti la soppressione nel periodo delle vacanze scolastiche. «Ci rivedremo nelle prossime settimane per capire se sono possibili ulteriori miglioramenti e se riusciamo a evitare, per l’estate, la soppressione di treni, come quello delle 5.06, che servono anche ai pendolari », conclude l’assessore di San Donà,Francesca Zottis.

Giovanni Monforte

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NUOVA VENEZIA – come “utente esperto”

Rappresentante dei comitati per la prima volta al tavolo

MESTRE – Per la prima volta al tavolo tra sindaci e Regione ha potuto partecipare anche un rappresentante dei Comitati pendolari di Quarto d’Altino e del Veneto Orientale, Nicola Nucera, presente in qualità di “utente esperto” che supporta l’attività del Comune di Quarto. I pendolari hanno chiesto a Regione e Trenitalia di valutare uno spostamento d’orario del Regionale Veloce 2219, che attualmente è l’ultimo treno che parte da Venezia alle 22.41, appena 30 minuti dopo il Regionale lento 11157 delle 22.11. Poiché il treno delle 22.41 non è in orario congeniale né per i turnisti né per i turisti, i pendolari ne chiedono lo spostamento in partenza alle 23.11, facendolo fermare in tutte le stazioni fino a Portogruaro e poi proseguendo per Trieste.

«Il treno circola già in fascia notturna, quindi lo spostamento di 30 minuti è senza costi aggiuntivi», ha evidenziato Nucera, «mentre l’aumento di percorrenza di 17 minuti potrebbe essere compensato dal risparmio ottenuto dalla soppressione del bus VE801». Quest’ultimo è l’autobus sostitutivo che attualmente parte da piazzale Roma alle 23.15, introdotto dopo la manifestazione dei pendolari promossa lo scorso dicembre. Intanto sui disservizi registrati lungo la tratta Portogruaro- Venezia, il vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, Andrea Martella, ha presentato un’interrogazione al ministro dei trasporti, Maurizio Lupi. «Visto che, a distanza di oltre cento giorni dall’inizio del nuovo orario cadenzato, la Regione non riesce a risolvere il problema, credo sia doveroso un intervento più deciso ed efficace», ha detto Martella, «lasciare, e non è la prima volta che accade, gli utenti a piedi nel cuore della notte, è una vergogna che non ammette alibi».

(g.mon.)

 

Gazzettino – Treni, per Bassano e Portogruaro si cambia

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1

apr

2014

Aggiustamenti all’orario cadenzato, col raddoppio di un servizio bus notturno per venire incontro a pendolari e turisti.

Ancora aggiustamenti all’orario cadenzato sulle linee Venezia-Portogruaro e Venezia-Bassano. Nel doppio incontro di ieri pomeriggio nella sede di Veneto Strade sono proseguite le trattative tra Regione, Rfi e sindaci, in rappresentanza dei pendolari delle due linee. A partire dall’autobus notturno in partenza alle 0,20 da Venezia in direzione Portogruaro, oggetto delle contestazioni di pendolari e turisti che più volte sono rimasti a piedi in piazzale Roma. La Regione ha quindi deciso di raddoppiare, a partire dalla prossima settimana, il servizio della notte tra sabato e domenica facendo partire due autobus.

«I problemi si sono verificati in casi particolari, come San Valentino, l’8 marzo e domenica scorsa – spiega l’assessore regonale ai trasporti Renato Chisso – Per questo abbiamo deciso di lavorare su eventi eccezionali, sul periodo di Pasqua e sull’estate. Inoltre abbiamo chiesto agli albergatori di comunicarci con un giorno di anticipo la presenza di gruppi intenzionati a rientrare in orario notturno».

Sulla stessa linea, comunicata inoltre l’aggiunta, a partire dal 18 maggio, di una corsa in partenza da Portogruaro alle 12,06 che poi riparte da Venezia Mestre alle 13,57. Confermata infine la decisione di anticipare alle 4,13 il treno delle 4,30.

Risposte positive anche per la linea Venezia-Bassano. Tutti gli autobus tra le 6 e le 8 del mattino diventeranno treni e fermeranno quindi anche a Spinea e Salzano. È stata inoltre introdotta una corsa con tappa a Salzano alle 7,14 in direzione Venezia.

I sindaci della tratta per Portogruaro parlano di piccoli passi avanti e tengono alta la guardia sui disagi per i turnisti in difficoltà nel fine settimana: «Continua ad esserci un confronto ed è positivo – commentano – Però i dati sulla frequentazione sono poco chiari, soprattutto per quello delle 0,36 che l’anno scorso è stato soppresso 100 volte». Delusi invece i pendolari che speravano nel ripristino dei treni notturni.

E sul tema interviene anche il vice presidente del gruppo Pd alla Camera, Andrea Martella, che proprio ieri ha annunciato di aver presentato al ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi un’interrogazione sui disagi che si sono registrati nella notte tra sabato e domenica scorse a bordo del bus sostitutivo che collega Venezia a Portogruaro chiedendogli di promuovere un tavolo di confronto tra Trenitalia e Regione con comitati dei viaggiatori e organizzazioni di categoria. «Non passa giorno senza che l’assessore regionale ai trasporti minimizzi la portata dei disagi o che, alla mal parata, scarichi le colpe altrove». scrive Martella. «Sono solo parole – replica Chisso – Ho già risposto con i fatti raddoppiando il servizio nella notte critica».

 

GAZZETTINO – VENEZIA-PORTOGRUARO

Pendolari preoccupati nonostante la modifica per la corsa notturna. Ore 0.20, raddoppiano i bus sostitutivi.

Raddoppia il servizio di autobus sostitutivi nella notte tra sabato e domenica. Lo ha annunciato ieri l’assessore regionale Renato Chisso durante l’incontro con i sindaci e gli amministratori della linea dei Comuni sulla linea Venezia Portogruaro. Dopo i disagi registrati in diverse occasioni con l’autobus sostitutivo, la Regione ha deciso di aggiungere un altro pullman, sempre in partenza alle 00,20, nella notte tra sabato e domenica nel periodo di Pasqua e per tutta l’estate. Sul tema ieri è intervenuto anche il vicepresidente del Pd alla Camera, Andrea Martella, che con un’interrogazione al ministro Lupi ha criticato l’operato della Regione chiedendo l’intervento del ministero per evitare disservizi e disagi per i pendolari. Tra le modifiche all’orario cadenzato, Chisso ha comunicato anche l’intenzione di aggiungere dal lunedì al venerdì una corsa in partenza da Portogruaro alle 12,06 che poi riparte dalla stazione di Mestre alle 13,57. Confermata infine la decisione di anticipare alle 4,13 il treno delle 4,30 per Venezia.

All’incontro erano presenti sindaco e assessore di Quarto d’Altino, i sindaci di Marcon e Meolo, il vicesindaco di San Stino e gli assessori alla mobilità dei comuni di San Donà, Musile e Portogruaro. «Sono stati fatti dei piccoli passi avanti e il confronto resta aperto – commentano – ma rimangono i problemi dei fine settimana e della cancellazione di alcuni treni al termine del periodo scolastico, corse utilizzate in realtà anche dai lavoratori».

All’incontro era presente anche Nicola Nucera, in rappresentanza dei Comitati dei pendolari del Veneto Orientale e di Quarto d’Altino che ha presentato una proposta di modifica dell’orario per il treno delle 22.41 da Venezia. I più delusi sono i comitati: «Siamo preoccupati per il mancato ripristino dei treni notturni e per l’assenza di risposte sulle corse nei giorni festivi».

Risposte positive alle richieste per la Venezia-Bassano. Tutti gli autobus tra le 6 e le 8 del mattino diventeranno treni e fermeranno anche a Spinea e Salzano. È stata inoltre introdotta una corsa con tappa a Salzano alle 7,14 in direzione Venezia.

(M.Fus.)

 

Gazzettino – Miranese. Expo, sette Comuni lanciano la sfida.

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28

mar

2014

Si chiamerà “I colori del gusto nella Terra del Tiepolo” il progetto per il 2015

Una serie di itinerari culturali e una kermesse con i migliori chef

Si chiamerà «I colori del gusto nella Terra del Tiepolo» e proporrà un suggestivo mix tra itinerari culturali e iniziative enogastronomiche: i sette Comuni del Miranese hanno delineato il progetto per partecipare da protagonisti all’Expo 2015, il sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello ha già presentato il documento nella sede dell’Ateneo Veneto alla presidente del comitato Expo Venezia, Laura Fincato.

Mirano, Spinea, Noale, Salzano, Martellago, Scorzé e Santa Maria di Sala hanno dunque risposto positivamente all’appello lanciato dal comitato Expo Venezia: nell’ultimo mese sindaci, assessori e funzionali comunali hanno lavorato ad un progetto che valorizzi appieno il patrimonio storico, culturale e gastronomico del Miranese.

Il progetto prevede innanzitutto una kermesse culinaria: i migliori chef del comprensorio si metteranno in competizione per esaltare la produzione agroalimentare miranese, i cuochi si sfideranno nei vari Comuni sotto gli occhi di una giuria popolare fino alla sfida conclusiva nel centro storico di Mirano.

L’altra pietra su cui posa il progetto è un itinerario culturale tra le opere e i luoghi di Giandomenico Tiepolo: i Comuni proporranno un percorso ad hoc di visite guidate tra ville, chiese, e paesaggi che ispirarono il grande pittore. Saranno realizzate delle esposizioni audiovisive.

Infine, ci saranno delle iniziative legate al tema dell’acqua, simbolo di Expo Venezia: il Miranese punta a valorizzare acqua da bere («San Benedetto» a Scorzé), acqua termale (Terme di Salzano), acqua per il lavoro (mulini su Dese, Marzenego e Muson) e acqua come ricchezza ambientale (oasi, laghetti e cave). Saranno realizzati pure un cofanetto tascabile e un’applicazione per smartphone con le informazioni su storia del Miranese, eventi proposti e luoghi da visitare. Al progetto collaborano Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Cna, Pro Loco, Cia, Coldiretti e Confagricoltura. I ritmi di lavoro saranno serrati, già in estate dovranno essere pronti molti dettagli sulle varie iniziative.

 

Grande vantaggio per i comuni aderenti. Domani si decide a Mirano e S.M.Sala

MIRANO – L’Unione dei comuni svincolata dal Patto di stabilità. Ecco il grande vantaggio che deriverà dell’aggregazione di sei comuni del Miranese, che in questi giorni fa brontolare dipendenti e minoranze. Lo ha spiegato martedì sera nella riunione congiunta delle commissioni Affari istituzionali e Bilancio di Mirano, Paolo Fortin, delegato Anci per le gestioni associate degli enti locali. Tra il pubblico soprattutto dipendenti, in maggior parte agenti della polizia locale. Arrivano da loro i dubbi maggiori sull’Unione in materia di servizi, ma martedì in municipio si è parlato soprattutto di vantaggi: pian piano dunque il progetto emerge dalle segrete stanze istituzionali e si manifesta nel principale obiettivo di eliminare i lacci che vincolano i comuni a non spendere mai.

«La non applicazione del patto di stabilità interno è uno dei maggiori benefici derivanti dall’aggregazione», spiega Fortin, «non c’è una vera e propria legge che esenti l’Unione dal rispetto dei vincoli, ma finora tutte le aggregazioni di comuni sono sempre state esentate ».

Anche sotto il profilo della spesa Fortin si è sentito di rassicurare amministratori, dipendenti e cittadini: «L’Unione non potrà generare un incremento di spesa rispetto ai sei comuni che ne fanno parte », ha spiegato il delegato, «quindi eventuali figure dirigenziali, come il direttore generale, non sono previste. Anzi la spesa tenderà a decrescere con gli anni, in ottica di contenimento. Anche la politica non contempla nuovi costi: sindaci e consiglieri che parteciperanno agli organismi dell’Unione non percepiranno ulteriori indennità».

Maria Rosa Pavanello l’ha definita una Unione “low-cost”, fatta solo per portare benefici nel territorio. A proteggere dal pericolo di spese aggiuntive è il regolamento, che a Mirano e Santa Maria di Sala verrà già sottoposto domani sera ai rispettivi Consigli comunali.

«Anche i ricavi», prosegue Fortin, «si tradurranno solo in migliori servizi per il cittadino».

Infine, capitolo personale: «Capisco la diffidenza iniziale dei dipendenti comunali» spiega Fortin, «d’altronde per alcuni di loro si tratta di cambiare datore di lavoro. Ma si va verso una specializzazione del personale dell’Unione, con maggiori gratificazioni e soprattutto la salvaguardia di categoria giuridica e trattamento economico attuale. Anche l’anzianità di servizio rimarrà quella acquisita negli anni».

(f.d.g.)

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