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Gazzettino – A Spinea spunta il centro

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20

feb

2014

IL PROGETTO C’è già il finanziamento regionale ma bisogna attendere la Tangenziale nord

Via Roma diventerà “piazza” con chiusura parziale al traffico e limite di 30 all’ora

IL COMUNE – Chinellato: «Va discusso con i cittadini»

L’assessore alla Viabilità Chinellato: «Il progetto ci piace e verrà portato avanti confrontandoci con cittadini e commercianti».

CENTRO –  Via Roma diventerebbe centrale. Sopra il sindaco Silvano Checchin e l’assessore alla viabilità Gianpier Chinellato

TRASFORMAZIONE – Traffico in via Roma: le cose potrebbero presto cambiare per i cittadini di Spinea

E se via Roma un giorno diventasse piazza Roma? L’ipotesi, contenuta nel progetto “Spinea: una piazza lunga un chilometro” elaborato dagli studenti dello Iuav di Venezia, è molto più di una semplice suggestione. Il progetto – già finanziato dalla Regione con 200mila euro – presentato durante l’inaugurazione della nuova pista ciclabile di via Roma, prevede la trasformazione di via Roma in una sorta di piazza stretta e lunga, per l’appunto, “un chilometro”. Una strada urbana, incentrata su piste ciclabili e percorsi pedonali, che si svilupperà dalla chiesa di Santa Bertilla a piazza Marconi, collegando i principali centri di interesse dalla città: dalla biblioteca e il cinema Bersaglieri al municipio, da piazza Fermi alla chiesa di San Vito e Modesto.

Una vera e propria svolta per Spinea, che un centro vero e proprio non l’ha mai avuto, e per la sua arteria principale, quella via Roma che ad oggi sostiene gran parte del traffico di attraversamento. «Il progetto ci piace e verrà portato avanti confrontandoci con cittadini e commercianti – spiega l’assessore alla Viabilità Gianpier Chinellato – Secondo il disegno urbanistico pedoni e biciclette avranno la precedenza, anche se non esiste ancora un progetto concreto su come realizzare questo obiettivo. Di certo serviranno dati e rilevamenti per realizzare un piano urbano del traffico adeguato».

Fondamentale, in tal senso, sarà il completamento della tangenziale nord, già a buon punto, che permetterà di dirottare il traffico di passaggio dal centro di Spinea, consentendo la chiusura parziale al traffico di via Roma. Tra le ipotesi si parla di alcuni tratti a traffico limitato (Ztl) in determinate fasce orarie e forti limitazioni della velocità (30 km/h) proprio per sfavorire il traffico di attraversamento. La pista ciclabile di via Roma, recentemente inaugurata, potrebbe quindi costituire un primo tassello verso la costituzione della nuova piazza di Spinea.

Le decisioni in merito spetteranno comunque alla prossima giunta, dato che i tempi di realizzazione si prospettano lunghi. Di certo si tratta di una questione spinosa, soprattutto in vista della campagna elettorale per le amministrative di primavera, quando le diverse coalizioni dovranno esporsi in modo chiaro sul tema.

Damiano Corò

 

MIRA «Chiediamo al futuro governo, alla Regione e all’Anas il ritiro del progetto della Romea Commerciale e la messa in sicurezza dell’attuale Romea. Il problema poi non si risolve come vuole la Lega Nord in provincia di Venezia scaricando gli oneri su questo o quel Comune, ma solo costruendo un fronte unitario che respinga questo mostruoso progetto».

A prendere questa posizione durissima contro la Romea Commerciale tout court alla vigilia del Consiglio comunale straordinario che si terrà stasera a Mira in municipio alle 19, sono congiuntamente i gruppi del Movimento 5 Stelle (maggioranza a Mira) e della lista Mira Fuori del Comune.

Il Consiglio comunale straordinario è stato convocato su richiesta dei gruppi di minoranza. Si parlerà dell’autostrada Orte – Mestre o Romea Commerciale, in particolare delle ipotesi di percorso del tratto finale che tanto destano preoccupazione, perché potrebbero venire a impattare pesantemente con il territorio comunale di Mira.

«Il gruppo Mira Fuori del Comune e il Movimento 5 Stelle presentano ordine del giorno congiunto- spiegano le forze politiche in una nota. Un documento puntuale e molto critico su un’opera considerata non solo estremamente impattante per il territorio, ma anche inutile rispetto al problema della pericolosità della statale Romea, e soprattutto insostenibile dal punto di vista economico.

Nell’ordine del giorno si chiede a Governo, Regione e Anas di ritirare il progetto; parallelamente si chiede agli stessi soggetti di avviare immediatamente una serie di interventi per la messa in sicurezza della Ss 309».

Al Consiglio sono stati invitati i sindaci dei Comuni di Venezia, Spinea, Dolo, Camponogara, Campagna Lupia e Codevigo, la presidente della Provincia Francesca Zaccariotto, l’assessore regionale alla Mobilità Renato Chisso e i consiglieri regionali Laroni, Pigozzo, Tesserin e Tiozzo.

Alessandro Abbadir

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In Provincia la Lega Nord ha appoggiato la variante con casello a Crea di Spinea

La rabbia di tutte le forze cittadine: «Dopo il Passante è un’idea insostenibile»

SPINEA – In Provincia si parla di un possibile innesto della Romea commerciale a Spinea e in città divampano le polemiche. «Abbiamo già dato», sembrano dire tutti e il riferimento al Passante è fin troppo chiaro. La scorsa settimana in terza commissione provinciale è arrivata la proposta della Lega Nord, intenzionata a forzare la mano per salvare la Riviera dal tracciato della Mestre-Orte.

Un giuoco dei bussolotti. La Lega, in realtà, governa la Regione, la cui giunta ha in mano la partita. Nell’ipotesi specifica, tuttavia, a essere penalizzate sarebbero, ancora una volta, Spinea e il Miranese. Secondo la Lega le modifiche contenute nella “variante B1” del tracciato della Nuova Romea eviterebbero l’attraversamento della Riviera, non aggravando il nodo viario di Roncoduro: l’ipotesi prevede che all’altezza di Lughetto, la nuova autostrada, anziché piegare verso Camponogara e Dolo, segua il tracciato della statale fino a Malcontenta. Qui, superato in tunnel il Naviglio Brenta, sono previsti due svincoli, ma poi il tracciato proseguirebbe verso est e, all’altezza di Villabona, ci sarebbe un innesto in direzione ovest (direzione Padova-Milano), mentre il traffico verso Trieste proseguirebbe fino al casello di Spinea, innestandosi sul Passante.

Non ci sono progetti, tanto meno finanziamenti. Eppure la proposta ha fatto balzare dalla sedia più di qualcuno in città. I consiglieri Edmondo Piazzi e Giovanni Da Lio si sono affrettati a presentare un’interpellanza urgente in cui chiedono al sindaco di sapere quali fondamenti abbia la proposta: «Ancora una volta il Comune di Spinea pagherebbe un tributo al riordino della viabilità che non sarebbe più capito dai cittadini e certamente non più sostenibile» sostengono.

Anche il Movimento 5 stelle ha da tempo detto no all’ipotesi. «Né a Spinea, né da nessun’altra parte è una strada dal costo esorbitante e insostenibile, persino per i privati ed è un’opera inutile che finiranno per pagare gli utenti e i cittadini».

Dell’ipotesi non vuole nemmeno sentir parlare il sindaco Silvano Checchin, che ricorda che per questo ha anche rifiutato un incontro a Dolo già nell’estate 2012, dove si discuteva proprio di nuove soluzioni progettuali che coinvolgessero Spinea. «Possono presentare tutte le proposte che vogliono», chiude il discorso Checchin, « è aria fritta, il nome di Spinea non è contemplato da nessuna parte».

Filippo De Gaspari

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Regionale cancellato in partenza a Bassano

SALZANO – Treni in ritardo e sovraffollati, su Facebook la protesta di studenti e lavoratori

Pendolari, un altro lunedì di passione

«Prima eravamo molto seccati, ora siamo davvero esasperati. Ritardi, cancellazioni, treni sovraffollati: per un motivo o per l’altro, ogni lunedì capita di restare a piedi».

I pendolari di Salzano, Martellago e Spinea alzano ancora la voce, nuovi pesanti disagi all’ora di punta sulla linea ferroviaria Bassano-Venezia. È stato un altro avvio di settimana da incubo per studenti e lavoratori: lunedì 10 febbraio il traffico ferroviario era andato in tilt perché un camion aveva danneggiato il passaggio a livello di Noale, questa volta il motivo non è stato specificato. A farsi portavoce della protesta, sulla pagina Facebook “Pendolari Salzano Robegano”, è un genitore di Salzano che ogni mattina porta la figlia alla stazione di Maerne.

«Lunedì il treno delle 7.08 per Venezia aveva un’ora di ritardo, mentre quello delle 7.30 era strapieno: molti pendolari sono dovuti rimanere a piedi, non era possibile salire né a Maerne né a Spinea. Alla spesa per la benzina e all’aumento del prezzo dell’abbonamento si aggiungono questi disagi».

Il treno in questione è un Regionale veloce che non ferma a Salzano, ma solo a Maerne e Spinea. I pendolari segnalano che sempre lunedì mattina altri ritardi da 20 minuti si sono verificati nelle corse precedenti, fin dalle sei del mattino.

Problemi pure ieri: «Il regionale veloce in partenza alle 7.25 da Bassano è stato cancellato – fa sapere il comitato salzanese – dunque il treno successivo era sovraffollato, con gli stessi problemi del giorno prima». Situazione più regolare, invece, sulla Venezia-Padova.

Gabriele Pipia

 

TRASPORTI IN TILT

Cancellate due corse, forti ritardi per tutti i convogli regionali

S. MICHELE – Pomeriggio difficile ieri per i trasporti ferroviari tra Veneto e Friuli Venezia Giulia. La linea Venezia-Trieste è rimasta bloccata per circa un’ora e mezza tra le 15.20 e le 16.45, quando la circolazione ferroviaria è stata ripristinata. Il treno regionale 2214 partito da Trieste è rimasto bloccato sul binario a circa un centinaio di metri dall’impatto e, solo dopo i rilievi, ha ripreso la corsa. Intanto sette treni regionali hanno registrato ritardi fino a 40 minuti, due regionali sono stati cancellati e due limitati nel percorso fino a Portogruaro.

(m.cor.)

 

LA NUOVA ARTERIA

«Sulla Nuova Romea Regione e Provincia calpestano i sindaci». È quanto affermano Rebecca Rovoletto e Luisa Casuin portavoci del comitato Opzione Zero ed aggiungono.

«La mozione leghista sulla Nuova Romea mette in evidenza la schizofrenia politica di questa regione e dei suoi livelli amministrativi. Se fino ad oggi si è assistito ad un atteggiamento vergognoso nei riguardi delle popolazioni locali, nell’ignorarle ed escluderle dalla partecipazione a scelte terribilmente impattanti; ora diventa finalmente palese il comportamento irrispettoso e irridente finanche nei confronti delle municipalità, ossia degli organi istituzionali di governo locale dei territori che si vedono scavalcate, inascoltate e contraddette da Provincia e Regione.»

Le due portavoci evidenziano ancora… «Negli incontri tenutisi a Dolo è stata dichiarata pubblicamente e in modo inequivocabile, da sindaco e vice sindaco, la posizione di netto di ripensamento dell’opera. Contraria è la posizione del comune di Mira e quella dichiarata dal Sindaco di Campagna Lupia; anche Spinea e Mirano hanno espresso fortissime perplessità. Questo chiedono cittadini e amministratori locali.

Ci appelliamo pertanto ai sindaci e ai consiglieri comunali affinché vi sia un atto formale di chiarezza e di coraggio nel prendere le distanze da questo ulteriore inaccettabile vilipendio delle regole democratiche».

(l.per.)

 

Gazzettino – Romea, settimana decisiva

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16

feb

2014

MIRA – Mercoledì si terrà il Consiglio comunale richiesto dall’opposizione

Si deve sciogliere il nodo relativo al tracciato: saranno presenti tutti i sindaci

NODO – Il tracciato della Nuova Romea, o Romea Commerciale, al centro dell’attenzione del prossimo consiglio comunale di Mira

Il tracciato della Nuova Romea, o Romea Commerciale, al centro dell’attenzione del prossimo consiglio comunale di Mira, mercoledì 19 febbraio alle 19 in sala consiliare.

Mentre la Lega Nord in Provincia sostiene l’ipotesi che l’ultimo tratto della Mestre – Orte da Lughetto venga realizzato sull’innesto del Passante salvando Dolo e la frazione di Sambruson ma penalizzando Mira, l’amministrazione comunale mirese tende a bocciare a priori qualsiasi ipotesi.

La discussione, in consiglio comunale, è stata chiesta dai gruppi di minoranza e sarà incentrata proprio sull’ipotesi di percorso del tratto finale che tanto desta preoccupazione.

Se passasse il tracciato della Lega Mira subirebbe un pesante impatto ambientale, dopo quello del Passante. Il Consiglio di mercoledì sarà anche l’occasione per fare il punto sulla questione della messa in sicurezza della SS 309 Romea, che proprio nel tratto che attraversa Mira presenta una serie di incroci di grande pericolosità, per i quali da tempo il Comune chiede all’Anas una soluzione.

Se da un lato il consiglio comunale di Mira si è già espresso sulla richiesta, trasversale, della messa in sicurezza della Romea soprattutto negli incroci di Giare, Dogaletto e Malcontenta dall’altro la discussione sul tracciato della Nuova Romea è tutto aperto.

Al consiglio parteciperanno anche i sindaci dei Comuni di Venezia, Spinea, Dolo, Camponogara, Campagna Lupia e Codevigo, la presidente della Provincia Francesca Zaccariotto, l’assessore regionale alla Mobilità Renato Chisso e i consiglieri regionali Laroni, Pigozzo, Tesserin e Tiozzo.

 

A proposito di…

QUEL BOLLINO AUTOSTRADALE

Dopo i vergognosi aumenti autostradali fatti dai concessionari e accettati dalle Istituzioni (Governo e Regioni) i cittadini si rendono conto quanto pesano gli interessi privati nel Nostro Paese. Infatti via libera agli aumenti e, come dicevo e scrivevo, difficoltà burocratiche per istituire gli sconti per i lavoratori pendolari. Ma del Bollino (vignetta) autostradale, sistema usato in quasi tutta Europa e che va via via estendendosi, non se ne parla nemmeno. E già i concessionari delle autostrade pensano agli aumenti del 2015… Vergognatevi!

Danilo Rosan – Venezia

 

Nuova Venezia – Nuova Romea, polemiche a Dolo

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16

feb

2014

MERCOLEDI’ CONSIGLIO STRAORDINARIO A MIRA

Il consigliere Gei al sindaco Gottardo: «Chiarisca la sua posizione»

MIRA «Qual è la posizione della Lega sulla Nuova Romea? Quella espressa pubblicamente due mesi fa dal sindaco Maddalena Gottardo, di totale ripensamento dell’opera o quella del gruppo consiliare in Provincia con la presentazione di un progetto alternativo che sembra voler solo riaprire il contenzioso tra Comuni sull’onere dell’attraversamento?».

Giorgio Gei (Ponte del Dolo) chiede al sindaco di Dolo di fare chiarezza sulla questione. «Provveda a dare seguito» sollecita Gei «alla creazione della rete di contatti tra sindaci decisa in quell’occasione, per portare avanti l’opposizione alla Romea commerciale».

A Mira un Consiglio comunale straordinario sulla Romea commerciale si terrà mercoledì prossimo alle 19.

«Si parlerà – si legge in una nota del Comune – dell’autostrada Orte-Mestre, in particolare delle ipotesi di percorso del tratto finale che tanto destano preoccupazione, perché potrebbero venire a impattare pesantemente con il nostro territorio. Il Consiglio sarà anche l’occasione per fare il punto sulla messa in sicurezza della Romea, che proprio nel tratto che attraversa Mira presenta una serie di incroci di grande pericolosità, per i quali da tempo il Comune chiede all’Anas una soluzione».

Al Consiglio sono stati invitati a partecipare i sindaci di Venezia, Spinea, Dolo, Camponogara, Campagna Lupia e Codevigo, la presidente della Provincia Francesca Zaccariotto, l’assessore Renato Chisso e i consiglieri regionali Laroni, Pigozzo, Tesserin e Tiozzo. L’invito è stato mandato anche all’Anas.

La discussione sulla Romea Commerciale cade proprio nel momento in cui in provincia la Lega Nord e la presidente Francesca Zaccariotto si è schierata con il sindaco di Dolo, optando per un innesto sul Passante invece che a Roncoduro.

(a.ab.-g.pir.)

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Gazzettino – Treni. Pendolari, l’ira contro la Regione

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16

feb

2014

Gli stati generali mettono sotto accusa Palazzo Balbi per ritardi e disservizi

Nel trasporto pubblico investito il 7,5% sulle ferrovie , il 92.4% sulla strada

PROTESTA – I pendolari del Veneto ieri hanno manifestato davanti alla stazione ferroviaria di Santa Lucia a Venezia

I pendolari del sistema ferroviario veneto si sono ritrovati ieri mattina a Venezia, rappresentati dai comitati locali provenienti da tutte le province, rispondendo all’appello di Legambiente Veneto. Da Belluno, Verona, Vicenza, fino a Quarto d’Altino, Salzano, Robegano e Mogliano, oltre a tutti i territori del Veneto orientale, un centinaio di rappresentanti hanno costituito «Gli Stati Generali dei pendolari veneti», organismo creato per avere potere di presenza e di colloquio formale presso la Regione Veneto.

Un salto di qualità nella lotta dei pendolari per ottenere un servizio migliore, supportata dall’esigenza ambientale di favorire il trasporto su ferrovia piuttosto che quello autostradale.

La Regione, invece, sembra agire nel senso contrario, se è vero, come hanno accusato i comitati, che gli investimenti di Palazzo Balbi per le infrastrutture del pubblico trasporto contano un 92,46 per cento dedicato alle strade e solo il 7,54 in favore del sistema ferroviario locale.

L’ulteriore riduzione delle corse, secondo un piano di «orario cadenzato», è stata la goccia che ha fatto traboccare la pazienza dei pendolari, che si son detti già colpiti da anni dai ritardi, dalla povertà di corse e di coincidenze, dallo stato manutentivo dei vagoni.

Insomma, ora gli Stati Generali vogliono sedersi di diritto ai tavoli regionali che trattano la mobilità ed i contratti con Trenitalia, come utenti ma anche cittadinanza attiva. In questo hanno ricevuto l’immediato l’appoggio dei consiglieri regionali Gennaro Marotta (Idv) e Bruno Pigozzo (Pd), oltre a numerosi sindaci (alcuni presenti all’incontro: Quarto d’Altino, Spinea, Marcon. Tuttavia i pendolari cercheranno l’ampia condivisione e la solidarietà di altri consiglieri ed enti locali. Un movimento che va a scuotere la poltrona dell’assessore di riferimento, Renato Chisso, definito, come azione amministrativa, molto più rivolto alla strada che alla ferrovia.

«Eppure – hanno detto i comitati – un buon utilizzo del treno rappresenta un favore all’ambiente e al portafoglio delle famiglie, molte delle quali sono costrette ad usare la macchina, con un aggravio dei costi e perdita continua di possibili utenti ferroviari».

Se Pigozzo ha definito il trasporto locale regionale importante quanto l’alta velocità, insistendo sulla ripresa progettuale della metropolitana di superficie, la prima cittadina di Quarto d’Altino, Silvia Conte, ha preso in considerazione il pendolarismo quotidiano turistico, a suo parere cliente di un non efficiente servizio di mobilità pubblica regionale, capace di limitare, se non inficiare, le prospettive e le strategie turistiche del Veneto.

Gli Stati Generali chiedono alla Regione di investire un punto in più a bilancio per il trasporto ferroviario, mettendo sul piatto almeno 5 milioni euro per coprire i disservizi in merito al numero delle corse e dei vagoni, riorganizzandoli secondo i flussi dell’utenza.

Inoltre pretendono il ripristino delle corse eliminate con l’orario cadenzato e l’istituzione di un tavolo permanente regionale sul trasporto pubblico, al quale possano partecipare associazioni, comitati, studenti e lavoratori.

Altra proposta, il biglietto: unico regionale, con l’integrazione oraria e tariffaria fra treni ed altri vettori di trasporto, fino ad arrivare all’«intermobilycard», avanzato da Legambiente, ticket regionale ricaricabile come unico sistema di tariffazione per treno, bus e trasporto acqueo lagunare».

I comitati si organizzeranno nel nuovo strumento attraverso l’utilizzo dei social forum in internet.

Tullio Cardona

 

IL GIORNO DELLA PROTESTA E i pendolari uniscono i comitati. Anche i sindaci in prima linea

Scuole e treni, Venezia alza la voce

Oltre 2mila tra famiglie e lavoratori al girotondo per la pulizia delle aule. Paura sul ponte di Calatrava

SCUOLA – Erano oltre duemila le persone che hanno manifestato, in modo molto colorato, davanti alla stazione ferroviaria di Venezia per chiedere più pulizia nelle scuole. Paura sul ponte di Calatrava, che ha “tremato” per l’eccessivo carico.

TRENI – Contemporaneamente a questa mobilitazione c’è stata la manifestazione dei pendolari che sono tornati a chiedere più treni ed un investimento più convinto da parte dell’amministrazione regionale.

 

IL GIORNO DELLA PROTESTA E i pendolari uniscono i comitati. Anche i sindaci in prima linea

Scuole e treni, Venezia alza la voce

Oltre 2mila tra famiglie e lavoratori al girotondo per la pulizia delle aule. Paura sul ponte di Calatrava

I TRASPORTI SI MOBILITANO

I PRESENTI – I comitati del Veneto orientale tra i più decisi

GLI STATI GENERALI – Anche consiglieri regionali e i sindaci di Spinea, Marcon e Quarto d’Altino alla giornata di protesta contro i disservizi

«La Regione investe troppo poco per migliorare le linee ferroviarie»

Tutela dell’ambiente con il trasporto su ferrovia, aiuto ai bilanci delle famiglie attraverso la possibilità di usufruire del treno, migliore qualità della vita. Queste sono state le principali tematiche che, promosse da Legambiente Veneto, hanno dato vita agli “Stati generali dei pendolari veneti”. Nella sala San Leonardo, ieri mattina si sono dati appuntamento i rappresentanti dei comitati presenti nella regione, dopo una breve manifestazione nel piazzale della stazione ferroviaria. C’erano, fra gli altri, i comitati Veneto orientale, Quarto d’Altino, Salzano-Robegano, Mogliano, Il Treno dei Desideri, Trenitardo e molti altri provenienti da tutte le province venete. Un centinaio fra rappresentanti ed aderenti, uniti nel chiedere alla Regione Veneto una più marcata attenzione verso il servizio di trasporto locale su ferrovia. «La Regione – hanno enunciato i comitati – investe nel servizio ferroviario lo 0,31 per cento del bilancio, a fronte dell’1,19 della Lombardia; se poi guardiamo la spesa relativa alle infrastrutture, scopriamo che si è investito il 92,46 per cento in strade e solo il 7, 54 nel trasporto ferroviario, con soppressione di treni, ore buche, ritardi continui, sovraffollamento, sporcizia». «Chiediamo a Regione e a Trenitalia di ripristinare le corse eliminate con l’orario cadenzato per turnisti e studenti, l’inserimento di corse nelle ore lasciate sguarnite, l’adeguamento della composizione dei treni alle frequentazioni nelle diverse fasce orarie. Inoltre, come Stati generali dei pendolari veneti, pretendiamo la creazione di un tavolo permanente regionale sul trasporto pubblico, al quale possano partecipare associazioni, comitati, studenti e lavoratori. Infine proponiamo il biglietto unico regionale e l’integrazione oraria e tariffaria fra treni ed altri vettori di trasporto».

In particolare, Legambiente ha caldeggiato la riorganizzazione del servizio e l’«intermobilycard», biglietto regionale ricaricabile come unico sistema di tariffazione per treno, bus e vaporetto. «È giunto il momento che i pendolari veneti escano da una situazione da preistoria – hanno detto da Legambiente – la Regione deve investire in tal senso almeno un punto percentuale in più, aprendo il confronto pubblico sul contratto di servizio con Trenitalia e realizzando uno sportello di ascolto per i pendolari. Lo stesso Governo deve aumentare gli investimenti dedicati alla mobilità ed i comuni ripensare, in sede di pianificazione urbanistica, ai parcheggi d’interscambio».

(t.c.)

 

I pendolari tornano a chiedere più treni

Pigozzo: «È necessario finanziare il progetto della Sfmr, la metropolitana di superficie»

Alla nascita degli Stati generali dei pendolari veneti, hanno partecipato anche consiglieri regionali e i sindaci di Quarto d’Altino, Spinea e Marcon. «Cercheremo in consiglio regionale di costruire una rete per reperire maggiori risorse da destinare al trasporto ferroviario locale – ha promesso Gennaro Marotta, consigliere Idv – un’azione che potrà coinvolgere anche colleghi della maggioranza, sensibili ai problemi del pendolarismo. Sull’assessore al Mobilità Renato Chisso non si può contare, troppo ingessato nelle sue scelte e decisioni. Dobbiamo tutelare più di un percorso, come la linea Bassano – Padova».

«Chisso e la giunta regionale hanno dimostrato poco interesse verso il trasporto ferroviario locale – ha osservato Bruno Pigozzo (Pd) – ed ora la questione è scoppiata loro in mano. Il contratto stipulato con Tranitalia mostra maglie molto rigide, perciò occorrono 5 milioni di euro per rispondere alle necessità dei cittadini, coprendo i buchi del servizio. Da tempo proponiamo di riprendere le fasi del progetto Sfmr, la metropolitana di superficie. Prima fase: 20 milioni; per realizzare la seconda e terza fase servono 120 milioni, ma nei prossimi 7 anni potremo attingere ai fondi europei stanziati ad hoc, per 150 milioni. Il trasporto pubblico locale riveste la medesima importanza dell’alta velocità, ma dobbiamo tornare alla piattaforma progettuale per la Sfmr».

«Con gli Stati generali è giunto il momento del salto di qualità – afferma Silvia Conte, sindaco di Quarto d’Altino – ovvero la nascita di un filo diretto tra i pendolari e la Regione. Nel pendolarismo è giusto inserire anche i turisti: molti non riescono a rientrare alla sera dalle varie località per mancanza di treni e questo diviene un danno per l’intera politica turistica nel Veneto. La cartina tornasole sarà questo imminente carnevale: Chisso ha detto chiaramente che, poiché è «il carnevale di Venezia», i treni straordinari deve pagarli quel comune. Una strategia di trasporto in ambito turistico non funziona il questo modo, per esempio i nostri 150mila turisti, in mancanza di autobus per Quarto, non possono partecipare alle manifestazioni veneziane, o di altre città, nelle ore serali. Da noi abbiamo effettuato un sondaggio: il 25 per cento della popolazione prende il treno, un altro 25 per cento vorrebbe usufruirne, ma il servizio così organizzato non lo permette. Ciò significa perdita di utenza, più automobili, spese per l’assicurazione e costi maggiori per le famiglie già vessate dalla crisi».

 

COMUNICATO STAMPA OPZIONE ZERO – 15 FEBBRAIO 2014

Sulla Nuova Romea Regione e provincia calpestano i sindaci

Le dichiarazioni apparse sui giornali in merito alla mozione leghista sulla Nuova Romea mettono in evidenza la schizofrenia politica di questa regione e dei suoi livelli amministrativi.

Se fino ad oggi si è assistito ad un atteggiamento vergognoso nei riguardi delle popolazioni locali, nell’ignorarle ed escluderle la partecipazione pubblica a scelte terribilmente impattanti; ora diventa finalmente palese il comportamento irrispettoso e irridente finanche nei confronti delle municipalità, ossia degli organi istituzionali di governo locale dei territori che si vedono scavalcate, inascoltate e contraddette da Provincia e Regione.

Negli incontri tenutisi a Dolo è stata dichiarata pubblicamente e in modo inequivocabile, da Sindaco e vice-Sindaco, la posizione di netto di ripensamento dell’opera. Contraria è la posizione del comune di Mira e quella dichiarata dal Sindaco di Campagna Lupia; anche Spinea e Mirano hanno espresso fortissime perplessità…

Insomma, dai territori è sempre più diffusa la necessità di rivedere le scelte infrastrutturali nel loro complesso.

Questo chiedono cittadini e amministratori locali e solo a questo deve rispondere la politica regionale. Ci appelliamo pertanto ai Sindaci e ai Consiglieri Comunali affinché vi sia un atto formale di chiarezza e di coraggio nel prendere le distanze da questo ulteriore inaccettabile vilipendio delle regole democratiche, che passa inevitabilmente per la creazione di un adeguato e serio tavolo di confronto istituzionale che includa le associazioni e i gruppi portatori di interesse.

Altrimenti, ci ritroveremo tutti a dover subire un ridicolo rimpallo di responsabilità, ad assistere a sterili contenziosi nimby e a gestire il caos politico, amministrativo e sociale che ne conseguirà.

 

La Lega presenta un tracciato alternativo per la Riviera che salverebbe Dolo ma penalizzerebbe Mira

MIRA – La Lega Nord forza la mano in commissione viabilità provinciale e fa propria portandola alla votazione del Consiglio, la soluzione del sindaco di Dolo, Maddalena Gottardo, sul tracciato della autostrada Mestre-Orte. Di fatto la Lega e la presidente Francesca Zaccariotto vogliono l’innesto della Romea Commerciale sul Passante, evitando l’innesto a Roncoduro e l’attraversamento della Riviera in direzione Dolo-Pianiga.

«In alternativa al tracciato B», spiega il presidente della commissione mobilità Michael Valerio, «cioè Lughetto-Malcontenta-Villabona che l’Anas ha proposto per l’ultimo tratto della Romea Commerciale, nel dicembre scorso è stato depositato in Provincia (sostenuto da Maddalena Gottardo) un progetto (B1) che ne prevede la modifica da Codevigo a Lughetto, e da Lughetto alla A4-Passante di Mestre».

Nel testo della mozione della Lega Nord si legge che «la modifica proposta di fatto migliora e rende più efficiente la “soluzione B”, evitando l’attraversamento della Riviera del Brenta non aggravando in tal modo il nodo viario di Roncoduro (già di per sé complesso e impattante), minimizza l’impatto con i vari centri abitati e riduce lo spreco di territorio mettendo in sicurezza l’attuale Romea, eliminando gli incroci a raso, fluidifica il traffico, libera ulteriormente la tangenziale di Mestre dal traffico, ripristina la permeabilità dell’entroterra verso la laguna e riduce il rischio idraulico».

Il documento impegna, secondo la Lega Nord, la presidente della Provincia, Francesca Zaccariotto ad attivarsi per sostenere la proposta presentata in Regione «affinché venga presto presa in considerazione la sostituisca alla proposta originaria del tracciato B di Anas».

L’accelerazione impressa dalla Lega su un innesto che salva Dolo, ma che di fatto investe i comuni di Mira, Spinea e Venezia, trova la ferma opposizione del Movimento 5 Stelle, con il capogruppo in consiglio comunale a Mira, Mauro Berti.

«La Romea Commerciale è un’opera sbagliata», dice Berti, «sia a Roncoduro che sul Passante o a Villabona. Noi siamo a favore di una messa in sicurezza dell’attuale Romea. Siamo pronti a mobilitarci contro l’opera».

Il consigliere provinciale mirese del Pd Guerrino Palmarini spiega che la proposta della Lega verrà bocciata. «Lo sanno tutti», dice Palmarini, «che l’assessore Renato Chisso è favorevole all’innesto a Roncoduro cioè a Dolo- Pianiga. Quello che fa la Lega in Provincia è solo un favore politico al sindaco di Dolo».

Alessandro Abbadir

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