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Gazzettino – Nuova Romea, spunta una variante

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14

feb

2014

GRANDI OPERE – Mozione della Lega in Provincia, coinvolta la Regione

Tracciato parallelo alla statale con innesto al casello di Spinea

Liscia, gassata o… Come nella vecchia pubblicità dell’acqua minerale spunta una terza via per l’innesto della Nuova Romea sull’autostrada A4. Diversa dal tracciato attuale ma anche dalla variante che ha suscitato le proteste pressoché unanimi della Riviera del Brenta, che sarebbe tagliata in due dalla nuova autostrada da Lughetto fino a Roncoduro.

La variante al piano B, ovvero il tracciato B1, è stata discussa ieri in Provincia dalla terza commissione, contenuta in una mozione che il gruppo della Lega Nord porterà in Consiglio provinciale, con la richiesta di presentarla in Regione per l’esame di merito.

Il tracciato, spiega il presidente della commissione, il capogruppo del Carroccio Michael Valerio, «consente di mettere in sicurezza l’attuale tracciato della Romea ma soprattutto di evitare l’attraversamento della Riviera del Brenta. In più consente l’accesso al futuro porto offshore senza andare a intasare la tangenziale di Mestre».

L’ipotesi, già presentata in Comune a Dolo, prevede che all’altezza di Codevigo la nuova autostrada corra parallelamente all’attuale statale 309 ma più all’interno. All’altezza di Lughetto, anziché piegare verso sinistra attraversando i territori di Camponogara e Dolo, il percorso seguirebbe il tracciato della statale fino a Malcontenta. Qui, superato in tunnel il Naviglio Brenta, sono previsti due svincoli a beneficio del futuro scalo portuale e del traffico diretto a Porto Marghera. Quindi il tracciato proseguirebbe verso Est, lungo il tracciato del nuovo collegamento ferroviario previsto per il porto. All’altezza di Villabona ci sarebbe un innesto monodirezionale in direzione Ovest (ovvero Padova e Milano), mentre il traffico diretto verso Est (Trieste) proseguirebbe fino all’attuale casello di Spinea lungo il Passante.

La proposta, formalizzata da una mozione presentata dalla Lega, dovrà ora affrontare il dibattito in Consiglio, dove Forza Italia appare intenzionata a confermare la variante che attraversa la Riviera.

L’opposizione di centrosinistra invece punta ad analizzare le planimetrie dei due tracciati “ufficiali”, coinvolgendo allo stesso tempo le popolazioni interessate.

Il percorso, in ogni caso, non sarà breve dato che, se anche la Regione dovesse avallare la nuova variante, il tutto dovrà poi essere trasmesso all’Anas, committente del progetto dell’autostrada Orte-Mestre, di cui la Nuova Romea fa parte.

Alberto Francesconi

 

Nuova Venezia – Raccolta differenziata, promosso il Miranese

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14

feb

2014

Un aumento del sei per cento

MIRANO – Gran balzo in avanti nel 2013 della raccolta differenziata nel Miranese. Ben cinque comuni sono sopra il 70 per cento, gli altri due sono comunque superiori al 65 per cento.

In generale, se nel 2012 la media del comprensorio era del 66,35 per cento, lo scorso anno si è saliti al 72,40 per cento.

Senza dimenticare che tra i primi dieci della lista Veritas, tre del Miranese sono nei primi dieci posti e Martellago ha fatto meglio di tutti, seguita da Spinea. Insomma, numeri da record, con la prospettiva di fare ancora meglio nell’anno in corso.

Situazione. Dodici mesi fa, la media del Miranese era passata dal 58,06 del 2011 al 66,35 del 2012, con un più 8,29 punti percentuali. Nel 2012, Martellago (sistema a calotta) e Salzano (porta a porta) avevano superato il 70%, mentre altri tre erano sopra il 65%: Scorzè (65 %), Spinea (67,10% a calotta) e Santa Maria di Sala (69,34% o a calotta).

Avanti tutta. Martellago si merita la medaglia d’oro per Veritas, con il 78,32 per cento, lasciandosi alle spalle Spinea con il 78,08%. Il podio provinciale è completato da Meolo, con il 77,90% (a calotta).

Scorrendo la graduatoria, Salzano (porta a porta) è all’ottavo posto.

Se allarghiamo lo sguardo anche alla Riviera, Pianiga (75,71% con il porta a porta) e Fossò (74,40% porta a porta) occupano il quinto e il sesto posto.

Over 70. Ma in generale, tutto il Miranese sta facendo bene, con dati importanti. Detto di Martellago, Spinea e Salzano, anche Santa Maria di Sala e Scorzè hanno avuto una progressione in avanti, e non da poco: il primo, si è assestato al 71,85%, il secondo al 70, 39%o. Santa Maria di Sala è passata dal 55,11% del 2011, per salire al 70,06% di dodici mesi dopo e il 71,85 del 2013. Scorzè è passata dal 54,94 del 2011, al 62,06 del 2012 al 70,39 dello scorso anno.

Under 70. Troviamo Mirano (calotta) e Noale (calotta), anche se il primo comune è al 69,49%, dunque a pochi centesimi dal 70%. Più indietro c’è la città dei Tempesta, con il 65,77%. Nell’ultimo triennio, ha avuto una crescita più lenta rispetto agli altri, con 9,82 punti percentuali, Mirano, Spinea, Martellago, Scorzè, Santa Maria di Sala superano i 14 punti. Fa eccezione Salzano, con un più 1,57 punti, ma partiva dal 71,36 per cento di raccolta.

Alessandro Ragazzo

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DOLO – Dolo agli ultimi posti nella raccolta differenziata del Veneziano. Per il gruppo consigliare di opposizione “Per Dolo, Cuore della Riviera” si tratta di «Ennesimo fallimento della Giunta Gottardo».

Il gruppo commenta i dati diffusi da Veritas: «Pionieri della raccolta differenziata, avevamo mantenuto per anni le prime posizioni nella gestione dei rifiuti urbani e assimilati ma nel 2013 la percentuale di raccolta differenziata non è andata oltre al 61,4%, a fronte del 78,32% di Martellago e del 78,08 di Spinea, rispettivamente comuni posizionati al primo e secondo posto della classifica».

I numeri – sostengono – parlano chiaro anche nella Riviera del Brenta: «Il nostro comune è quello che ricicla meno, assieme a Vigonovo e Mira. Infatti, rispetto al 75,71% di Pianiga, al 74,40% di Fossò, al 71,44% di Stra, al 70,16% di Campagna Lupia, al 68,22% di Fiesso d’Artico e al 68,19% di Camponogara, quello dolese è il territorio rivierasco che manifesta risultati di una politica sulla gestione dei rifiuti totalmente inadeguata».

Dura la conclusione: «Rispetto a quanto promesso dal Sindaco nel suo programma di governo, non vi è stato alcun miglioramento favorevole ai cittadini nel rapporto tra costi, pulizia e la qualità ambientale. Di fronte ad un aumento dell’efficienza nei comportamenti delle famiglie e delle imprese, non si è avuta nessuna innovazione in tema di modalità di racconta dei rifiuti in grado di riconoscere e premiare gli utenti virtuosi. Una politica ecologica del “tirare a campare”, che certifica l’inconsistenza di una Giunta che rispetto a quanto promesso, non ha mantenuto nulla».

(L.Per.)

 

 

A Mirano esplode la rabbia dei residenti per l’inquinamento e i disagi in centro «Qui passano 15 mila veicoli al giorno quando la Romea arriva a 18 mila»

MIRANO – Dalle proteste alla proposta, ma con la preghiera di fare presto. Il Coordinamento spontaneo per la salvaguardia del territorio del quartiere via Dante-via Villafranca lancia l’allarme traffico: «Situazione allarmante, esasperante e invivibile», tuona il comitato, che elenca una lunga serie di disagi patiti ogni giorno dai residenti: smog, inquinamento acustico, stress e danni agli edifici provocati dalle continue vibrazioni. Torna insomma a salire la tensione nei quartieri, in un anno cominciato davvero male sul fronte traffico in città, complice anche l’aumento tariffario ai caselli. L’insofferenza è palpabile soprattutto in via Dante Sud, anche perché collega il centro di Mirano con i comuni a nord. Gli abitanti tornano a lamentare volumi di traffico fuori ogni limite di tolleranza e stavolta però avanzano anche una proposta: un anello tra il quartiere Dante e la Fossa, dove sta per arrivare una rotatoria tra via Miranese e via Vittoria, nel contesto della lottizzazione ex Iveco: una soluzione che permetterà la svolta a sinistra per chi arriva dal centro di Mirano. In pratica il comitato di quartiere Dante sud chiede al Comune di allargare la zona dei sensi unici attorno all’ospedale, fino alla Fossa, coinvolgendo via Dante sud, via della Vittoria e via Miranese. Secondo il comitato si potrebbe in questo modo creare una rete di sensi unici sulle strade interne del quartiere, evitando possibili scorciatoie dal traffico di attraversamento e nel contempo creare corsie preferenziali per i bus di linea e piste ciclabili. Una, ovviamente, proprio in via Dante sud, collegando così la ciclabile lungo il canale Taglio con la zona ospedale e il Muson a nord.

«Ipotesi da valutare», secondo il portavoce del comitato Stefano Bonato, «con una preghiera: quella di non aspettare il morto per trovare delle soluzioni. Per ben due volte l’Arpav ha segnalato un forte inquinamento acustico derivato dall’intenso traffico dei mezzi, valori fuori norma anche per quanto riguarda il piano acustico comunale».

Per il comitato la situazione di via Dante sud è “drammatica”: «Quindicimila veicoli al giorno, quando in Romea ne transitano 18 mila e per il 90% sono traffico di attraversamento, senza contare i 223 autobus che passano ogni giorno.

L’apertura del casello di Crea e quello di Vetrego hanno trasformato questa strada residenziale in centro storico in una tangenziale».

Filippo De Gaspari

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Sbarra abbattuta, treni in tilt

Sbarra abbattuta da un “pirata” ritardi fino a un’ora per 25 treni

Incidente al passaggio a livello di via Tempesta: due convogli soppressi sulla Venezia-Bassano

Caccia al responsabile dell’incidente. La situazione è rientrata nella normalità dopo sei ore

NOALE – L’imprudenza, forse la fretta, di certo la manovra scellerata di un conducente, che ha abbattuto una sbarra del passaggio a livello di via Tempesta a Noale, ha causato ieri gravi problemi alla circolazione ferroviaria sulla Venezia-Castelfranco-Bassano, che tocca pure Salzano, Maerne e Spinea. L’effetto domino è stato immediato: convogli in ritardo anche di oltre un’ora, coincidenze saltate, carrozze piene come un uovo, passeggeri costretti a dirottare su autobus e macchina per arrivare a destinazione. Interessati 25 regionali, mentre altri due sono stati cancellati. Insomma, tutto il campionario dei disagi raggruppato in una mattina di passione per migliaia di utenti. L’autista alla guida del mezzo pesante, almeno questo si sospetta dai primi rilievi, non si è fermato e ha tirato diritto, incurandosi del danno fatto. Sull’episodio indagano gli uomini della Polfer. Disagi anche al traffico sulla Noalese in entrata e in uscita da Noale.

L’incidente. Erano attorno le 6, quando è giunta la chiamata che il passaggio a livello di via Tempesta a Noale era stato abbattuto. Con ogni probabilità, l’automobilista viaggiava da Moniego verso Santa Maria di Sala, ha visto abbassarsi le sbarre, schivando la prima ma la seconda, subito dopo le rotaie, l’ha presa in pieno. E ha proseguito la sua corsa. Inevitabile la telefonata ai tecnici di Rfi, alla Polfer, subito arrivati sul posto, e il rallentamento dei treni per evitare guai peggiori. Solo che di lì a poco è iniziata l’ora di punta, ed è scoppiato il caos.

Disagi. Per riparare il danno ci sono volute circa due ore di lavoro per gli uomini delle ferrovie, ma i ritardi sono andati a cascata. Tra l’orario cadenzato e il binario unico su gran parte della linea (da Maerne fino a Bassano), fin dopo mezzogiorno ci sono stati molti problemi. Coinvolti 27 regionali da e per Venezia Santa Lucia. Sei treni erano già in viaggio quando è successo l’incidente: il 5700, il 5701, il 5702, il 5703, il 5704 e il 5705. Questi sono arrivati a destinazione con un ritardo compreso tra 48 e i 66 minuti. Ma non è finita, perché poi è stato un susseguirsi di problemi, di treni in partenza già in ritardo e arrivi alla stazione finale dopo decine di minuti. I regionali più lenti sono stati il 5714 e il 5721; il primo, in partenza prevista da Santa Lucia alle 8.56 con arrivo a Bassano alle 10.05, ha viaggiato con 69 minuti di ritardo, il secondo, con tragitto inverso, doveva partire dalla città vicentina alle 10.25 ma ha potuto farlo solo alle 11.33, per giungere a Venezia 68 minuti dopo l’orario fissato. Sessantuno minuti, invece, per il regionale 5709 da Bassano delle 7.25, 40 minuti per il 5707 (Castelfranco-Venezia) delle 7.04 e il 5708 (Venezia-Castelfranco) delle 7.26, 44 minuti per il 5706 da Venezia a Bassano delle 6.56. E poi gli altri hanno avuto ritardi compresi fra gli 8 e i 37 minuti. Cancellati. Per evitare che i problemi si susseguissero più a lungo, dopo le 11 sono stati cancelli due convogli sulla tratta Venezia-Bassano; si tratta del 5726 in partenza da Venezia alle 11.56 e poi quello che sarebbe dovuto rientrare alle 13.25 (numero 5733). Inoltre, per il regionale 5717 da Bassano, si è fermato a Mestre anziché proseguire a Venezia, mentre il 5722, sempre per la città vicentina, è partito da Mestre e non da Santa Lucia. Solo dopo mezzogiorno la circolazione è tornata alla normalità.

Alessandro Ragazzo

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RETE FERROVIARIA ITALIANA

«Evitare queste manovre spericolate: si rischia la vita»

La Polizia ferroviaria è a caccia del responsabile della manovra azzardata che ha provocato una mattinata di disagi. Se verrà identificato il conducente del mezzo potrebbe vedersi contestati diversi reati. Intanto dalle Ferrovie invitano a evitare queste spericolate manovre, purtroppo piuttosto diffuse da parte di conducenti troppo frettolosi o incuranti delle possibili conseguenze. Manovre che rischiano di mettere a repentaglio la vita altrui. Per evitare l’abbassamento della sbarra, infatti, c’è il rischio di invadere la corsia opposta, o di non prestare sufficiente attenzione a ciclisti o pedoni o di urtare un’altra auto.

«Rete Ferroviaria Italiana» si legge in una nota «rammenta che per evitare questo tipo di inconvenienti e altri incidenti ancora più gravi, è necessario rispettare il Codice della strada (art. 147). Il passaggio a livello deve essere attraversato solo quando le barriere sono completamente alzate, attendendo quindi la loro completa riapertura. Quando le sbarre iniziano a chiudersi è assolutamente necessario fermarsi. E, quando sono abbassate, è vietato, oltre che pericoloso, tentare di sollevarle, scavalcarle o passarci sotto. Per la propria sicurezza e per quella degli altri è quindi necessario rispettare la segnaletica e i semafori stradali che proteggono gli attraversamenti ferroviari».

 

i precedenti

Autobus e mezzi pesanti i più pericolosi

NOALE. La sbarra abbattuta del passaggio a livello su via Tempesta a Noale non è una novità. Anzi, gli anni scorsi c’era da stupirsi se qualcuno, specie camionista, non timbrava il cartellino almeno una volta la settimana. Si è provato a mettere anche un semaforo, in modo da defluire meglio il traffico ed evitare incidenti invece di aspettare il transito del treno. Gli operai di Rfi conoscono bene quella zona, perché di lavori per riparare i danni ne hanno fatti a bizzeffe. In passato, persino un autobus si è schiantato sulle sbarre, mentre, in generale, i problemi maggiori sono arrivati dai mezzi pesanti. E ogni volta scatta il caos, non solo per chi viaggia su rotaia ma anche chi lo fa su gomma. Il 23 dicembre del 2009, in pieno pomeriggio, un camionista non si era “limitato” solo a mandare all’aria le sbarre ma aveva pure tranciato i cavi d’acciaio di protezione della linea elettrica e piegato i pali di sostegno; un macello, insomma, tanto da mandare in tilt tutta la circolazione. Anche in quell’occasione, l’autista aveva pensato bene di proseguire come se nulla fosse. E pure sulla linea Venezia-Castelfranco-Bassano non è la prima volta che accade un fatto simile a ieri; il 27 gennaio scorso alle 6.50, a Piombino Dese, il conducente di furgone Fiat Daily ha attraversato i binari mentre si stavano abbassando le sbarre, nonostante i segnalatori acustici avessero già dato lo stop e si dovesse fermare. Anche in questa occasione le sbarre sono state spezzate e ci sono stati grossi disagi alla circolazione, con ritardi medi di 30 minuti e tre convogli sono stati cancellati o è stato ridotto il percorso previsto.

(a.rag.)

 

«Carrozze strapiene e la navetta non c’era»

La rabbia dei pendolari arrivati in ritardo o costretti a rinviare appuntamenti «Per fortuna ho trovato un passaggio, sono arrivata a Venezia dopo 90 minuti»

NOALE – Chi ci è andato in mezzo a tutto questo caos sono stati soprattutto i pendolari, che si sono trovati a dover disdire appuntamenti, trovare una soluzione per raggiungere destinazione, studenti arrivati tardi a scuola. Iniziare così la settimana non è stato proprio il massimo e in molti hanno chiesto informazioni anche al bar della stazione di Noale. Sui monitor dei binari e del sottopassaggio, inesorabili, scorrevano i ritardi dei treni, andati avanti per tutta la mattina. Alcuni studenti sono arrivati tardi a scuola, dei lavoratori hanno fatto lo stesso in ufficio. C’è chi ha spettato con pazienza, chi ha rotto gli indugi prendendo un autobus o facendosi portare da un parente o amico, chi ha dovuto rassegnarsi a vedere sfumare l’appuntamento di lavoro perché non sarebbe mai riuscito ad arrivare in tempo.

Tra i passeggeri di ieri c’era anche il consigliere comunale di Noale di Uniti per rinnovare Alessandra Dini: ci ha impiegato poco più di un’ora e mezza da casa per raggiungere Venezia. «Dovevo prendere il treno delle 8.02 (il regionale 5709 da Bassano ndr)» racconta «ma quand’ero alla stazione di Noale ho visto che era in ritardo di un’ora. E così tutti gli altri. Non c’era neppure la navetta per Mestre e la mia fortuna è stata di aver ottenuto un passaggio in auto fino a Mestre, altrimenti non so se sarei arrivata in ufficio. A questo aggiungiamoci pure il traffico della mattina e le strade erano bloccate. Quando sono arrivata, ho dovuto attendere altri venti minuti prima di salire sul treno per Venezia, dove sono giunta sulle 9.15-9.20. Di solito c’impiego trenta minuti per arrivare a Santa Lucia, in questa occasione tre volte tanto».

Poi il consigliere descrive la situazione. «I treni erano pieni» rivela «e la gente era arrabbiata: ormai è esasperata perché ogni giorno ce n’è una. È stata una mattinata disastrosa».

Dello stesso avviso un’altra donna che aspettava il treno sempre a Noale. «Ci hanno avvisati che si doveva attendere un’ora per via di un incidente» fa sapere «ma le carrozze erano tutte piene. Si riusciva a salire ma erano più affollate del solito. Sui marciapiedi della stazione si era in tanti, come orario di punta, fra pendolari e lavoratori. Inutile raccontare la rabbia dei passeggeri, la si può immaginare; erano infuriati perché le coincidenze erano saltate, dovevano prendere altri treni e non ci sono riusciti e molti si dovevano spostare per lavoro».

Alessandro Ragazzo

 

Nuova Venezia – Cav: sconti per 40 mila pendolari veneti

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9

feb

2014

Già in vigore le riduzioni fino al 20% sul tratto autostradale Padova-Mestre: per usufruirne è indispensabile il telepass

VENEZIA – Sono già in vigore gli sconti per i pendolari dell’autostrada. L’accordo raggiunto tra il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi e le società concessionarie aderenti all’Aiscat, ne ha sancito l’effetto retroattivo a partire dal 1 febbraio e fino al 31 dicembre 2015. Per ottenere le agevolazioni (fino al 20% per i veicoli leggeri che percorrano almeno 20 volte al mese la stessa tratta andata-ritorno per un massimo di 50 km come illustra nel dettaglio il sito www.telepass.it) è necessario disporre del telepass, come già avviene per il 70% degli utenti abituali che lo alternano alla viacard, sul quale saranno annotate le percorrenze, incluse quelle già compiute dall’inizio del mese. Chi ne è sprovvisto dovrà acquistarlo – Codacons, l’associazione dei consumatori, chiede sia rilasciato gratuitamente a chi viaggia per raggiungere la scuola e il lavoro – e si fanno le prime stime della ricaduta finanziaria dell’operazione. In media il tratto Padova-Mestre (balzato sotto i riflettori per il balzo da 0,80 a 2,80 euro del pedaggio Padova-Dolo) è percorso ogni giorno da 140 mila automobilisti: Cav, la concessionaria del servizio, stima che il 25-30% del flusso sia rappresentato dai pendolari. Quasi 40 mila, quindi, i destinatari della scontistica, che ricadrà interamente sulla concessionaria (50% Anas, 50% Regione) in termini di mancati introiti. «Fin dal primo momento abbiamo espresso la nostra disponibilità ad agevolare gli utenti pendolari in questa congiuntura sociale difficile», commenta Tiziano Bembo, presidente di Cav «e alle parole sono seguiti i fatti: nei prossimi quattro mesi gli oneri di questa iniziativa graveranno interamente sui nostri bilanci e non saranno computati nell’accordo “compensativo” con il ministero». L’allusione è all’impegno assunto da Lupi per garantire una contropartita alle società – Aiscat valuta in una ventina di milioni i minori incassi nel quadrimestre su scala nazionale – agendo su quattro fronti: l’allungamento temporale delle concessioni; l’autorizzazione alla revisione dei piani di investimenti e di quelli finanziari; l’integrazione dell’indennizzo per fine concessione. «Potranno esserci soluzioni differenziate a seconda delle esigenze societarie», afferma Bembo «l’essenziale è che ci pongano in condizione di rispettare gli impegni verso i soci e nei confronti dello Stato che, viceversa, potrebbe contestarci il danno erariale». Una posizione condivisa dalle altre società venete (Brescia-Padova, Autovie, Autobrennero. Autostrade per l’Italia) partecipi al tavolo tecnico dei Trasporti. Nel frattempo, Cav ha concluso le simulazioni scontistiche e adottato il sofwtare capace di registrare tempi, frequenza e distanze sul telepass. La richiesta effettiva di sconti, però, resta un’incognita; ai residenti dei cinque Comuni sul segmento Mirano-Mestre è stata riservata una riduzione tariffaria pari al 40%: si attendevano circa 400 domande, ne è pervenuta la metà.

Filippo Tosatto

 

CONFCOMMERCIO

«Adesso Lupi pensi all’autotrasporto»

«Bene gli sconti per i pendolari ma ora, il ministro Lupi, con estrema urgenza, dica come intende intervenire per risolvere le problematiche che riguardano il trasporto merci in autostrada». Lo dichiara Paolo Uggè, vicepresidente di Confcommercio. «La soluzione per i pendolari», aggiunge «è graduata in ragione dei percorsi effettuati ed è in linea con il principio dei grandi utenti, già in essere da anni per il trasporto merci. Una strada da approfondire e che potrebbe anche essere perseguita per consentire il recupero dei maggiori incrementi subiti dagli autotrasportatori».

 

Pedaggi, protesta bellunese

Niente sconto per chi percorre più di 50 chilometri

Bellunesi tagliati fuori dagli sconti autostradali

Il ministero dei Trasporti limita a 50 chilometri le tratte convenzionate

Iniziano le proteste per chi ogni giorno deve recarsi fino a Venezia per lavoro

BELLUNO – Sconti sì, ma non per tutti. I tanto attesi ribassi sulle tariffe autostradali per i pendolari che ogni giorno si muovono in auto per raggiungere il posto di lavoro rischiano di tagliare fuori proprio chi ne avrebbe più bisogno, come ad esempio chi percorre ogni giorno la A27 tra Belluno e Venezia. Il tragitto, infatti, è troppo lungo per rientrare nella categoria “pendolari” decisa dal ministero dei Trasporti. Secondo i tecnici infatti gli sconti possono essere applicati solo alle tratte di massimo 50 chilometri percorse almeno 20 volte al mese.

E chi ne percorre di più? «Dal 1992 lavoro a Mestre» scrive un lettore, «e quindi sono un assiduo utilizzatore della A27, che inizialmente andavo a prendere a Vittorio Veneto nord e poi man mano che ho visto nascere gli ultimi chilometri prendo a Belluno. Ho sempre utilizzato il Telepass (da quando esiste) e mi sono chiesto perché non ci fosse qualche forma di sconto per chi utilizza questo strumento per lavoro. Quindi quando ho sentito il ministro Lupi iniziare a parlare di sconti per i pendolari, mi sono chiesto se finalmente qualcosa stesse cambiando. Illuso».

Il ministero dei Trasporti motiva la sua scelta prendendo come base la media percorsa ogni giorno dai pendolari in auto, cioè da chi si muove per raggiungere il posto di lavoro, sulle autostade italiane: 40 chilometri. Chi ha lunghe distanze di solito sceglie il treno. La tratta autostradale è stata aggiustata al rialzo arrivando a 50 proprio per includere più automobilisti possibile. Ma oltre i 50 chilometri non si è considerati pendolari. Per chi rientra nel limite, gli sconti sono sostanziosi. Fino a 20 transiti mensili non viene applicato nessuno sconto. A partire dal 21esimo transito lo sconto (per tutti e 21 i viaggi effettuati) sarà dell’1% e crescerà linearmente (2% del pedaggio complessivo per 22 transiti effettuati, 3% per 23 viaggi) fino al 20% del pedaggio complessivo che scatta dopo il 40 transito. Chi fa 41 viaggi, cioè, avrà su tutti e 41 e sino al 46esimo viaggio lo sconto del 20%. Per usufruire degli sconti, riservati ai possessori di Telepass, bisogna andare sul sito Telepass o dei concessionari, dove verrà pubblicato l’elenco dei percorsi, dal 25 febbraio.

I bellunesi potrebbero doversi fermare a Conegliano, visto che anche Treviso rischia di essere troppo lontana, oppure scegliere un percorso alternativo, su strade statali o provinciali, per accorciare il percorso. Una prospettiva che certo non piace agli automobilisti. «Come al solito noi bellunesi siamo becchi, bastonati e brontoloni» sottolinea la lettera firmata dal pendolare deluso.

Valentina Voi

 

Gazzettino – Sconti ai pendolari, ecco i benefici

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9

feb

2014

AUTOSTRADA – Ecco gli sconti per i pendolari mestrini diretti a Padova e S. Donà

SPINEA-PADOVA   Anche il Passante è più conveniente

Per molti rimarrà più conveniente imboccare il Passante a Spinea: con lo sconto i pendolari pagano 1.28 euro anziché 1.60 sulla tratta che porta a Padova Est.

IL SISTEMA – Gli sconti progressivi a partire dal 20. passaggio

AUTOSTRADA – La decisione del governo per la riduzione del 20% in vigore dal 1. febbraio

La tratta Mestre-Padova passerà da 2,80 a 2.24 euro, quella per S.Donà da 3,50 a 2,80

SCONTI – In arrivo le riduzioni per i pendolari dell’autostrada: avranno uno sconto del 20 per cento

SCONTI – Nella tabella qui a fianco alcuni esempi di quanto potranno beneficiare in tyermini di risparmio i pendolari in autostrada

Gli sconti autostradali sono già attivi, benefici in arrivo per tutti i pendolari della Venezia-Trieste e della Venezia-Padova. Le tariffe agevolate sono in vigore retroattivamente dal 1.febbraio, i pendolari di tutta la Provincia riprendono la calcolatrice per valutare cosa cambierà concretamente dal punto di vista economico. I vantaggi saranno per tutti e si potranno notare già nella prossima bolletta Telepass. L’accordo firmato venerdì tra il ministro Maurizio Lupi e l’associazione delle concessionarie autostradali Aiscat prevede sconti fino al 20% per i pendolari che percorrono una tratta di massimo 50 chilometri tra due caselli prefissati. Una notizia positiva per tutto l’hinterland mestrino, ma pure per i tanti padovani che quotidianamente vengono a lavorare nel Veneziano. Per i pendolari la tratta Mestre-Padova Est costerà 2.24 e non più 2.80 euro: una bella notizia per chi fino al 31 dicembre pagava addirittura 3.30 euro, anche se in realtà moltissimi mestrini fino a quella data erano abituati a pagare solo 80 cent perché facevano la nota manovra del «tornello» al casello di Dolo-Mirano. In ogni caso per molti rimarrà più conveniente imboccare il Passante a Spinea: con lo sconto i pendolari pagano 1.28 euro anziché 1.60 sulla tratta che porta a Padova Est. Per i residenti di Mirano, Spinea, Mira, Dolo e Pianiga resta in vigore il piano agevolato avviato il 1.gennaio: sconto del 40% sulla Mirano-Padova Est per chi fa 20 accessi, anche 10 andate e 10 ritorni. «Hanno subito i disagi maggiori a causa del Passante, ecco perché questi pendolari ora sono più agevolati» ha spiegato recentemente il presidente di Cav, Tiziano Bembo. I pendolari di questi cinque Comuni continueranno dunque a pagare 1.70 anziché 2.80 euro, comunque più del doppio rispetto agli 80 cent pagati fino allo scorso 31 dicembre. Gli sconti matureranno gradualmente a partire dal 21esimo transito, fino ad un massimo di 46 viaggi (cioè 23 andate e 23 ritorni). Al 21esimo viaggio lo sconto su tutti i viaggi (compresi i 20 precedenti) sarà dell’1%, al 22esimo del 2%, al 23esimo del 3% e così via fino al 40esimo viaggio che garantirà una riduzione del 20 percento. Gli sconti sono validi per tutti i possessori di Telepass intestati a persone fisiche, i pendolari dovranno semplicemente indicare i due caselli senza presentare particolari attestazioni. Gli uffici della concessionaria autostradale Cav (Venezia-Padova) negli ultimi giorni sono stati subissati di richieste d’informazioni in merito. Sul versante della Venezia-Trieste gestita da Autovie Venete, invece, sorridono i pendolari della Venezia Est-San Donà (2.80 euro anziché 3.50) e della Venezia Est-San Stino (3.68 euro anziché 4.60). Stando al calcolo chilometrico del sito www.autostrade.it, rimarrebbe fuori da questo discorso la tratta Venezia-Portogruaro, superiore ai 50 chilometri. Autovie Venete fa sapere che verifiche tecniche sono ancora in corso, da Roma arriveranno notizie più precise a metà settimana. Se non saranno positive, gli utenti potrebbero inventarsi un «tornello» in un casello precedente, come appunto quello di San Stino.

 

SONDAGGIO – Autostrade, gli sconti per i pendolari della A4. Siete soddisfatti delle “modalità”?

Sì 25.4%
No 65.5%
Speravo meglio 9.1%

 

AUMENTI CONTESTATI

Gli agenti di commercio: «Perdiamo 500 euro l’anno la soluzione è la “vignetta”»

Rappresentano «un gravissimo danno» gli aumenti dei pedaggi autostradali, con cui si è aperto il 2014, per gli agenti e rappresentanti del commercio.

La categoria «è esasperata dall’ennesima stangata che si tramuterà per ogni agente in perdite di 400/500 euro all’anno», a cui si devono sommare le oscillazioni del carburante, 17 accise gravano sui rifornimenti, (fra queste quella che serve a finanziare la guerra di Etiopia), delle assicurazioni e della manutenzione delle auto, indispensabili per il lavoro. Una stangata che, sostengonio i rappresentanti del settore, andrà a colpire non solo questa categoria, ma che si ripercuoterà su tutta la filiera produttiva.

«La perdita prevista non è da sottovalutare – afferma Stefano Montesco, presidente della Confcommercio FNAARC Venezia – se consideriamo che i fatturati degli Agenti di commercio non sono in crescita e quindi ogni aumento di spesa riduce i margini di guadagno. Le tariffe dovrebbero servire a ripagare gli investimenti, non ad arricchire gli azionisti – continua Montesco – l’anomalia è che le tariffe vengono elaborate con un sistema che tiene conto dell’inflazione, di obiettivi di efficienza, del traffico e della qualità dei servizi che sono tutti sbilanciati a favore dei concessionari.

La nostra proposta – conclude il presidente degli agenti di commercio veneziani – è l’adozione del bollino sul modello del contrassegno autostradale austriaco (cosiddetta “vignetta”), con un prezzo fisso forfettario stabilito per l’intero anno».

Montesco è stato riconfermato lo scorso dicembre alla guida della FNAARC provinciale di Venezia, insieme al nuovo Consiglio del sindacato, che ha individuato tra le altre priorità di categoria il supportare con l’assistenza legale gli associati nei difficili rapporti con le case mandanti in questo periodo di crisi, e cercare, quando possibile, di far ridurre la pressione fiscale sulle imprese, come nel caso dell’esenzione IRAP per gli agenti privi di autonoma organizzazione.

 

A proposito di…

IL BOLLINO AUTOSTRADALE

Dopo i vergognosi aumenti autostradali fatti dai concessionari e accettati dalle Istituzioni (Governo e Regioni) i cittadini si rendono conto quanto pesano gli interessi privati nel nostro Paese. Infatti via libera agli aumenti e, come dicevo e scrivevo, difficoltà burocratiche per istituire gli sconti per i lavoratori pendolari. Ma del Bollino (vignetta) autostradale, sistema usato in quasi tutta Europa e che va via via estendendosi, non se ne parla nemmeno. E già i concessionari delle autostrade pensano agli aumenti del 2015… Vergognatevi.

Danilo Rosan – Venezia

 

casello di vetrego

MIRANO. Cav fornirà i dati dei nuovi flussi di traffico ai caselli dopo l’aumento delle tariffe autostradali, ma solo ad aprile. Dopo la richiesta dei sindaci di Mirano e Spinea di conoscere come è cambiato il traffico dal 1° gennaio, giorno dell’entrata in vigore dei nuovi pedaggi, la concessionaria ha risposto:

«È stato avviato il monitoraggio quotidiano dei flussi di traffico ai caselli e lungo le tratte autostradali in gestione per verificare i comportamenti degli utenti», assicura il presidente di Cav Tiziano Bembo, «bisognerà però attendere almeno tre mesi prima che i volumi di traffico si siano stabilizzati e si possano fare valutazioni attendibili».

Accolta dunque la richiesta dei comuni di verificare se, di fatto, i nuovi regimi tariffari stiano provocando disagi ai centri urbani, con lo spostamento del traffico autostradale sulle strade locali. Servirà però del tempo. I tre mesi chiesti da Bembo di fatto spostano le prima valutazioni a primavera. Per questo motivo Mirano, nel frattempo, seguirà la sua strada, già annunciata dal sindaco Maria Rosa Pavanello: «Si faccia il prima possibile, noi intanto procederemo con le nostre misurazioni in viale Venezia. Poi via ai controlli dei vigili».

(f.d.g.)

 

Pedaggi, non c’è intesa Slittano gli sconti promessi ai pendolari

Lungo incontro tra il ministro dei Trasporti Lupi e l’Aiscat ma il nodo dell’allungamento delle concessioni è irrisolto

VENEZIA – Non c’è ancora un’intesa sugli sconti autostradali ai pendolari. L’ottimismo della vigilia, espresso sia dal ministro dei Trasporti Maurizio Lupi che dalle società aderenti all’Aiscat (l’associazione delle concessionarie presieduta da Fabrizio Palenzona) si è scontrato con la realtà che vede le parti distanziate su un punto, quello relativo all’allungamento dei tempi delle concessioni, divenuto decisivo ai fini di una riduzione «mirata» dei pedaggi, rincarati a partire dal primo gennaio. All’incontro romano, circondato da un clima di autentico mistero, hanno partecipato i rappresentanti di 24 concessionarie (incluse le venete Brescia-Padova, Autostrade per l’Italia, Autovie Venete, AutoBrennero e Cav) e lo staff tecnico dei Trasporti guidato dal ministro. Che ha riaffermato la sua proposta: abbonamenti scontati del 20% per chi compia almeno 20 percorsi mensili (ovvero 40 tratte di andata e ritorno) sullo stesso tratto, entro i 50 chilometri; con un’agevolazione «progressiva», che diminuisca con il calo della distanza coperta. Lupi ha insistito sulla tempistica già annunciata – agevolazioni «sperimentali» a partire dal 20 febbraio e fino al 31 dicembre 2015 sull’intera rete italiana – ma al momento di stringere l’accordo, Aiscat ha condizionato il proprio assenso a concrete garanzie sul piano finanziario. «Siamo coscienti della congiuntura critica che il Paese attraversa e vogliamo contribuire ad attenuare l’effetto degli aumenti», il ritornello «ma dobbiamo garantire l’equilibrio dei nostri bilanci perché la tariffa, infatti, hanno poi precisato non è semplicemente il corrispettivo del servizio erogato ma rappresenta un’entrata che compensa gli investimenti effettuati».

Esemplare, in proposito, l’esempio di Cav, la società presieduta da Tiziano Bembo che gestisce il segmento Padova-Mestre e deve ammortizzare la spesa sostenuta per la realizzazione del Passante. È finita dell’occhio del ciclone per l’aumento al casello di Vetrego (da 0,80 a 2,80 euro) che ha oscurato sia gli sconti via telepass offerti ai pendolari – già duecento le richieste pervenute – che il calo del pedaggio (da 3,30 a 2,80 euro) nel tratto Padova est-Mestre. Tant’è. Le concessionarie, oltre a criteri omogenei sull’intero territorio nazionale che evitino “scorciatoie” e concorrenza sleale (leggi uscita da un tornello e rientro da un altro), chiedono a gran voce un allungamento temporale delle concessioni, che oggi si attestano mediamente sui quarant’anni. Ciò, spiegano, consentirebbe di spalmare in un arco maggiore gli esborsi sostenuti per opere infrastrutturali, così da rendere sostenibili le riduzioni tariffarie scongiurando anche il rischio di danno erariale nei confronti dello Stato che eroga le concessioni. Lupi ha preso atto della richiesta, manifestando però seri dubbi circa la possibilità di un prolungamento («Temo che l’Ue lo bloccherebbe perché lesivo della libera concorrenza») affidando comunque l’approfondimento della questione – e di altri nodi emersi dal confronto – a un tavolo tecnico governativo. Il vago spiraglio, evidentemente, non è bastato ad Aiscat che ha mantenuto il punto – «In Spagna le concessioni sono state allungate senza problemi» – inducendo il ministro ad una “pausa di riflessione”. Fumata nera, insomma, almeno per adesso. I rincari per chi viaggia in autostrada (in media +4%) restano in vigore, degli sconti promessi, viceversa, ancora non c’è traccia.

Filippo Tosatto

 

Gazzettino – Caselli, “censimento” al via

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7

feb

2014

MIRANO – Incontro interlocutorio ieri a Roma per gli sconti ai pendolari

Pronti fra tre mesi i dati sui flussi a Spinea e Vetrego

TRAFFICO – Entro maggio i dati della Cav sui flussi ai caselli di Crea (nella foto) e Vetrego

La concessionaria autostradale Cav ha accolto l’appello dei sindaci di Mirano e Spinea, è scattato nei giorni scorsi un accurato monitoraggio dei flussi di traffico ai caselli di Vetrego e Crea. Maria Rosa Pavanello e Silvano Checchin in gennaio avevano più volte sollecitato controlli di questo genere, preoccupati per un aumento del traffico sulle strade interne conseguente all’aumento delle tariffe autostradali, in vigore dal 1. gennaio. I due sindaci intendono dunque confrontare al più presto i dati aggiornati con quelli precedenti alle nuove tariffe.

«Bisogna pensare alle possibili contromisure che gli automobilisti adotteranno per difendersi dall’aumento – aveva spiegato Maria Rosa Pavanello – Mirano e Spinea rischiano di essere investite da flussi imprevisti di traffico».

Sicuramente molti automobilisti diretti a Padova da gennaio hanno scelto tragitti alternativi: c’è chi va ad imboccare il Passante a Spinea e chi invece sceglie di percorrere solamente la viabilità ordinaria come la camionabile viale Venezia, la Noalese e la Riviera.

I dati potranno dare una dimensione ben più nitida della situazione, ma bisognerà attendere il mese di maggio: «Bisogna attendere tre mesi perché i flussi di traffico si siano stabilizzati – scrive il presidente di Cav Tiziano Bembo in una lettera inviata nei giorni scorsi ai due sindaci – solo dopo sarà possibile fare valutazioni attendibili».

Nelle prossime settimane il Comune di Mirano, con l’ausilio della Polizia locale, farà proprie misurazioni in viale Venezia. Intanto gli automobilisti restano in attesa degli sconti ai pendolari annunciati a suo tempo. Ieri a Roma l’incontro fra i presidenti delle concessionarie aderenti all’Aiscat (tra cui Cav) con il ministro Maurizio Lupi ha avuto un esito interlocutorio, con il rinvio a una nuova data. In discussione abbonamenti con sconti del 20% per chi compie almeno 20 volte al mese percorsi di andata e ritorno su tratte di massimo 50 chilometri. I pendolari di Mirano, Spinea, Pianiga, Dolo e Mira stanno già godendo di agevolazioni più ampie, gli altri aspettano novità.

Gabriele Pipia

 

DOMENICA A SPINEA

SPINEA – Spinea celebra la mobilità dolce: domenica in bicicletta, a piedi o anche sui pattini, per promuovere ciclabili, Pedibus e mezzi pubblici o più semplicemente un’idea nuova di città. In piazza Municipio, a partire dalle 10.30, saranno presenti i commercianti di biciclette di Spinea, le associazioni sportive, quelle di volontariato e i bambini del Pedibus, con i loro accompagnatori. Sarà anche a disposizione uno stand per “punzonare” la propria bicicletta, rendendola così più sicura contro i furti. Un semplice codice impresso sul telaio garantirà infatti la riconoscibilità del mezzo a due ruote, sempre più obiettivo dei ladri negli ultimi periodi. A promuovere l’iniziativa anche Avm, Azienda veneziana mobilità e Fiab, Federazione italiana amici della bicicletta. Ci sarà anche l’Associazione sportiva pattinatori Spinea di Natalino Bonadonna. Non solo bici e piedi dunque: anche i pattini diventano un modo per muoversi in città. La manifestazione fa parte del progetto “Una piazza lunga un chilometro”.

(f.d.g.)

 

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