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Il sindaco attacca il Cav dopo gli aumenti. Saranno messi rilevatori del traffico

Schierati i vigili urbani in viale Venezia per multare i transiti vietati dei camion 

MIRANO «Nessuno utilizza più l’autostrada. Con gli aumenti d’inizio anno Cav ha preso un granchio, noi invece ci stiamo subendo il traffico». Come volevasi dimostrare. Ospite in trasmissione di un’emittente locale insieme al collega di Spinea Silvano Checchin, Maria Rosa Pavanello esprime tutte le sue preoccupazioni per gli effetti già visibili del rincaro dei pedaggi in A4 e A57, tanto da spingersi a passare dalle minacce ai fatti: pronte le pattuglie dei vigili a presidio delle strade più frequentate dai pendolari.

«La gente non sta più entrando a Vetrego, ma non lo sta facendo neppure a Spinea. Se Cav aveva bisogno di recuperare l’investimento del Passante con gli introiti dei caselli, sta ottenendo l’effetto contrario: sono tutti sulle nostre strade».

L’invasione è graduale, ma già si vede. E Mirano non ha neppure le contromisure necessarie per farvi fronte.

«Non abbiamo risposte dal punto di vista delle mitigazioni e aspettiamo ancora i soldi delle compensazioni. Stileremo una lista, l’ennesima, di tutto ciò che manca e la denunceremo pubblicamente: barriere, ma anche il consolidamento dei fondi stradali, uno per tutti quello di via Porara».

Sul nuovo traffico a Mirano, però Pavanello, sa che per fare la voce grossa ci vogliono dati certi. Così, entro fine mese, il sindaco passerà all’azione. Ha già ordinato di mettere due rilevatori di flussi in viale Venezia, con i quali misurerà per un breve arco di tempo il transito dei veicoli lungo la Sp 81, la camionabile che di fatto, secondo le prime verifiche, sembra diventata l’alternativa di molti all’autostrada. Qui si riversano non solo le auto in arrivo da Spinea, ma anche tutto il traffico locale, che punta poi dritto a via Cavin di Sala e via Noalese, direzione Padova. Il Comune dispone già degli apparecchi elettronici, basterà posizionarli nei punti prestabiliti, forse già la prossima settimana: nel giro di qualche giorno avrà a disposizione numeri e grafici di passaggi veicolari alle porte del centro. Dati dei flussi alla mano, il sindaco avrà la scusa per schierare i vigili, come già minacciato una settimana fa. Già preallertato il comando della polizia locale, a febbraio i controlli saranno continui. L’obiettivo è non transigere sui passaggi vietati, in particolare dei Tir, ma anche creare una sorta di ostruzionismo che scoraggi gli automobilisti ad attraversare Mirano.

«La città non può sobbarcarsi tutti i problemi», conclude Pavanello, «siamo l’unico comune a non aver ancora visto un euro e ci tocca pure subire traffico e smog. Ci hanno imposto un Passante con la scusa di liberare i paesi dal traffico, ce lo ritroviamo deserto e con il centro città più intasato di prima».

Filippo De Gaspari

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Muri esterni sporcati da writer scatenati a Noale, obliteratrice ostruita a Mirano. Cartelli illeggibili a Maerne, macchina delle informazioni presa a martellate

MIRANO. Le stazioni sono il biglietto da visita delle città. Quando un pendolare scende da un treno o arriva allo scalo ferroviario, capisce subito dove si trova. E nel Miranese non è che trovi il massimo della pulizia, anche se, va detto, negli ultimi mesi sono stati eseguiti degli interventi per sistemare i posti più malandati, come Mira-Mirano e Salzano. Invece nelle stazioni di recente costruzione o restauro, quali, ad esempio, Spinea, Noale-Scorzè e Maerne, iniziano ad affiorare segni di degrado. Colpa dei soliti ignoti che si “divertono” a imbrattare i muri. E questo non fa che peggiorare il biglietto da visita. Vediamo, dunque, come e cosa si trovano davanti i passeggeri del comprensorio. In generale, i parcheggi sono abbastanza pieni, a dimostrazione che la gente usa il treno.

Mirano. Nei mesi scorsi sono state dipinte le mura lungo i binari dei sottopassi e la sala d’attesa. In precedenza c’erano scritte un po’ ovunque che rendevano evidenti tutti i segni del degrado e della sporcizia. Ora si è cercato di dare una sistemata, anche se l’edificio presenta, però, i segni degli anni. Nei sottopassaggi sono state disegnate delle sagome da una cooperativa, per rendere più vivibile il luogo e lo spostamento degli utenti da un binario all’altro o nei parcheggi scambiatori. Le obliteratrici funzionano, eccetto una perché ostruita.

Noale. La situazione è diversa, perché continuano ad essere imbrattati i muri esterni e sotterranei. Anche le coperture per accedervi sono state sporcate con lo spray. E dire che la stazione di Noale è stata sistemata da pochi anni. Invece qualcuno si è divertito, e continua a farlo, scrivendo slogan, dichiarazioni varie e dando l’idea, per chi ci arriva, di un posto in degrado.

Maerne. Anche in questo caso molti muri sono stati sporcati. Fino a poco tempo fa non era così, mentre oggi, invece, si possono leggere scritte sia all’accesso al binario numero uno che al binario due. Sono stati imbrattati i cartelli di divieto di oltrepassare i binari, mentre la macchinetta per le informazioni è guasta perché il vetro è stato mandato in mille pezzi. Anche il corridoio del sottopassaggio è stato sporcato.

Spinea. È l’ultima nata tra le stazioni del Miranese, essendo entrata in funzione a giugno del 2008. All’inizio nessun problema, poi ignoti hanno iniziato a imbrattare con dello spray l’accesso dei disabili e quello degli altri utenti. Già in passato c’erano queste scritte, che ora sono confermate. Anche in questo caso si va dalle dichiarazioni agli slogan vari in molte pareti.

Salzano. Lo scalo è molto piccolo ed è quello che ha meno problemi, non fosse altro perché di recente sono stati risistemati i muri esterni, con le associazioni locali che ne hanno fatto un murales, e sistemata anche la sala d’aspetto, che in passato presentava scritte e panchine rovinate. A Salzano, però, si protesta per il nuovo orario cadenzato entrato in vigore a metà dicembre e sull’unico binario è stato affisso un cartello per raccogliere eventuali disservizi sul trasporto.

Alessandro Ragazzo

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Spinea. Il primo cittadino “armato” di telecamera sul treno Bassano-Venezia. «Un errore togliere la nostra fermata»

SPINEA – Il sindaco fa il pendolare. È una battaglia a tutto campo quella di Silvano Checchin per riavere i suoi quattro treni nelle ore di punta del mattino, dopo che l’entrata in vigore del nuovo orario cadenzato ha ridotto le corse, cancellando in particolare quella delle 7.21, la più frequentata dai pendolari di Spinea. Lo scorso 10 gennaio Checchin si è alzato di buon’ora, precisamente alle 4 del mattino, per raggiungere Bassano del Grappa e salire sul treno regionale veloce 5705 delle 6.25 per Venezia. Armato di telecamera e blocco per gli appunti, Checchin ha preso nota, contandoli uno per uno, dei pendolari saliti in ogni stazione, verificando il numero complessivo dei passeggeri in arrivo a Maerne e l’affollamento del convoglio nei singoli segmenti di percorso. Obiettivo: dimostrare che pochi pendolari che salgono a Bassano arrivano in realtà fino a destinazione, percorrendo tutta la tratta. Molto più richiesta è invece la fermata di Spinea, che il nuovo orario cadenzato ha invece cancellato.

Il video girato da Checchin è già diventato un successo in internet, dove il sindaco veste i panni del pendolare-reporter. Ecco dunque il viaggio all’alba del primo cittadino di Spinea, da Bassano del Grappa fino a Maerne di Martellago. Il treno regionale veloce parte puntuale da Bassano alle 6.25. Subito con Checchin, salgono 37 persone. Poco dopo il treno ferma a Cassola. Alle 6.46, superata anche la fermata di Castello di Godego, quando il treno sta per arrivare a Castelfranco Veneto, Checchin conta a bordo 73 pendolari. In stazione a Castelfranco ne scendono alcuni e ne salgono 27. In totale, il treno riparte da Castelfranco con 97 viaggiatori. Alle 7.14 il regionale arriva a Maerne di Martellago, con una manciata di minuti di ritardo. Checchin scende e tira le somme: il convoglio riparte alla volta di Venezia-Mestre con 322 persone a bordo, raccolte nelle altre fermate intermedie (Piombino Dese e Noale-Scorzè). Mancano, nel totale, i passeggeri saliti a Maerne, ma a Checchin basta e avanza per dimostrare la sua ipotesi.

«Ho potuto evidenziare che la tratta più utilizzata è quella da Castelfranco a Venezia», spiega il sindaco, «quella da Bassano a Castelfranco è utilizzata poco: i passeggeri sono infatti in numero inferiore rispetto a quelli che oggi non possono più prendere lo stesso treno a Spinea».

La fermata spinetense infatti è stata cancellata dal nuovo schema di orario cadenzato e da dicembre Checchin si sta battendo per riattivarla. «Dalle 7 alle 8 la stazione di Spinea necessita di più treni», continua il sindaco, «perché il numero di pendolari è alto. Quella dei bus sostitutivi è una risposta parziale e il pullman che parte alle 7.20 dalla stazione, non è sufficiente».

Filippo De Gaspari

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Linea per Treviso bloccata due ore

Portogruaro. Mattinata d’inferno ieri mattina per un guasto risolto solo alle 10

PORTOGRUARO – Disagi ieri mattina per i pendolari sulla tratta Portogruaro-Treviso: un guasto ha bloccato la linea per oltre due ore. Il treno regionale 5900 in partenza da Portogruaro alle 6.56 a causa di un guasto meccanico si è fermato a Pramaggiore bloccando la linea per oltre due ore. La circolazione ferroviaria è ripresa regolarmente verso le 10. È stata una mattinata di passione quella che hanno vissuto studenti e lavoratori pendolari ieri mattina, in particolare per quelli che da Portogruaro e Annone Veneto dovevano raggiungere Oderzo e Treviso. Il Minuetto partito regolarmente qualche minuto prima delle 7 alla volta di Treviso si è infatti fermato a causa di un guasto in località Belfiore, a Pramaggiore. La corsa è quindi stata recuperata con un autobus, che è stato sufficiente per trasportare i circa 50 viaggiatori, mentre per il treno successivo si sono contati 11 viaggiatori. Da Trenitalia fanno sapere che a causa del guasto sono state limitate tre treni nei tratti tra Pramaggiore e Motta di Livenza, sostituiti con autobus. Verso le 10 del mattino il traffico è stato regolarmente ripristinato. Tra il nuovo orario cadenzato e imprevedibili guasti, non c’è pace per i pendolari della linea Portogruaro-Treviso. Per quanto riguarda il nuovo orario, lunedì 27 gennaio si terrà un nuovo incontro in merito tra l’assessore regionale competente Renato Chisso e i sindaci della tratta che porteranno in Regione le diverse istanze dei propri cittadini-utenti. Riguardo alle vecchie automotrici diesel 668 segnalate dagli utenti, Trenitalia afferma che hanno sempre circolato sulla linea Portogruaro-Treviso e che le scelte dei treni sulle varie linee sono effettuate dalla Regione in base ai flussi di traffico.

Claudia Stefani

 

DOPO LE PROTESTE DEI PENDOLARI PER RITARDI E DISSERVIZI

Treni: il Consiglio convoca Chisso

Riferirà sull’orario cadenzato. Da Bottacin e Reolon critiche a Zaia

VENEZIA – I disservizi e i ritardi ferroviari sulle linee regionali approdano al Consiglio del Veneto. Ad un mese dall’entrata in vigore del nuovo orario cadenzato, la commissione Urbanistica e Trasporti intende fare il punto della situazione e verificare quanto segnalato in queste settimane da pendolari, amministratori locali, associazioni di categoria. «Nella seduta di mercoledì 22 gennaio», annuncia il presidente Andrea Bassi (Lega) «incontreremo l’assessore Renato Chisso e la responsabile regionale di Trenitalia Maria Giaconia per discutere le tante criticità segnalate dagli utenti». I consiglieri Diego Bottacin (misto), Bruno Pigozzo (Pd) e Piergiorgio Cortelazzo (Ncd) hanno chiesto di dedicare un’apposita seduta alla disdetta del contratto con Trenitalia e di messa in gara del servizio ferroviario decisa dal governatore Zaia, sollecitando un confronto diretto tra la commissione e lo stesso Zaia: «Dobbiamo sapere se il governatore pensa davvero di affrontare un impegno così lungo e gravoso con gli uomini e le teste che fino ad oggi hanno sempre affermato, in commissione e fuori, che la gara non solo non si poteva, ma nemmeno si doveva fare», dichiara in proposito Bottacin. E Sergio Reolon (Pd) individua nella volontà di bandire una gara europea una «chiara ammissione di colpa» da parte di Chisso e Zaia: «La Regione non fa attività di programmazione, manca una politica dei trasporti che migliori il servizio: chi viaggia in treno e autobus necessita di un biglietto unico e serve assolutamente la riorganizzazione delle tratte gomma-rotaia che in alcune zone sono percorse da entrambi i trasporti. Il Veneto investe nel servizio ferroviario appena lo 0,31% del bilancio regionale. Risultato? Sulle linee bellunesi dal 18 novembre 2013 fino ad oggi i treni hanno già accumulato più di 1200 ore di ritardo, l’equivalente di circa 53 giorni».

 

Gazzettino – Spinea. Treno semivuoto e pendolari in bus

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16

gen

2014

IL CASO – Il sindaco di Spinea Checchin con un video denuncia l’assurdità

Il treno, questa volta, non è sovraffollato. Anzi, circola semivuoto in un orario a misura di lavoratore. Peccato che i pendolari di Spinea e Salzano non ci possano salire perché il treno, in quelle stazioni, non ferma più. Lo denuncia lo stesso sindaco di Spinea, Silvano Checchin, che è salito di persona sul Regionale veloce delle 6.25 che da Bassano arriva a Venezia. A bordo una novantina di passeggeri, molto meno di quanti a Spinea, privati della fermata, si vedono costretti a salire sugli autobus stracolmi diretti in centro storico. La video-denuncia di Checchin è stata pubblicata sul sito internet del Comune di Spinea.

 

IL CASO – Il sindaco di Spinea Checchin con un video denuncia l’assurdità

Treno semivuoto e pendolari in bus

SPINEA – Il sindaco in viaggio all’alba con i lavoratori diventa un video nel sito del Comune

«Treno semivuoto, pendolari a piedi»

«Perchè non ferma anche a Spinea e Salzano? I posti ci sarebbero»

Il sindaco in viaggio all’alba con i pendolari, per chiedere ancora una volta alla Regione delle modifiche al nuovo orario cadenzato dei treni. Il video, girato lo scorso 10 gennaio, è stato diffuso ieri sulla pagina Facebook del Comune di Spinea. Il filmato si apre con il buio della stazione di Bassano per poi mostrare tappa per tappa il tragitto del treno «Regionale Veloce» diretto a Venezia. La partenza è alle 6.25 del mattino, il treno ferma a Maerne alle 7.08 ma non ferma né a Salzano né a Spinea, dove tanti pendolari lo invocano. Per ogni fermata il sindaco conta il numero di pendolari che salgono, con il chiaro intento di dimostrare una cosa: i viaggiatori di questa corsa non sono un numero così consistente da motivare una «esclusione» di salzanesi e spinetensi.

«Tra Bassano e Castelfranco sono saliti 97 viaggiatori, un numero inferiore rispetto ai 130 che ogni mattina vorrebbero prendere quel treno a Spinea ma sono costretti a riversarsi su altre soluzioni. Questo deve far riflettere – spiega Checchin -. Nel prossimo incontro con la Regione sosterrò le richieste dei pendolari per aumentare il numero dei treni nella fascia oraria 7-8. Il pullman che parte alle 7.20 dalla stazione non è sufficiente, quell’autobus è una risposta parziale ma non può essere la soluzione. L’assessore regionale Chisso si è impegnato a valutare eventuali modifiche, noi appoggiamo e condividiamo la proposta fatta da Comune e pendolari di Salzano. Attendiamo la risposta da Regione e Trenitalia».

Prima di capodanno, infatti, da Salzano è stata inviata alla Regione una proposta di riorganizzazione dell’orario: non sono previste corse in più, ma secondo i pendolari ci sarebbe una miglior distribuzione degli orari. Intanto si apre anche un altro fronte: «Se il treno viene soppresso e io sono costretta al bus Actv, perché devo pagarmi il biglietto?» ha chiesto una pendolare e Trenitalia. «È allo studio un’integrazione per il trasporto pubblico locale» la risposta delle Ferrovie. Ma ora i pendolari del Miranese premono soprattutto per risolvere i problemi di orario.

 

COMMISSIONE TRASPORTI DEL VENETO

Orario cadenzato un mese dopo, convocata Trenitalia

VENEZIA – A un mese dall’entrata in vigore del nuovo orario cadenzato dei treni la commissione Trasporti del Consiglio veneto intende fare il punto della situazione. «Nella seduta di mercoledì 22 gennaio – annuncia il presidente Andrea Bassi (Lega) – incontreremo l’assessore regionale Renato Chisso e la responsabile regionale di Trenitalia Maria Giaconia per discutere le tante criticità segnalate dagli utenti del servizio regionale». Sul tema i consiglieri Diego Bottacin (Gruppo Misto), Bruno Pigozzo (Pd) e Piergiorgio Cortelazzo hanno chiesto di poter dedicare un’apposita seduta anche alla proposta di risoluzione del contratto e di messa in gara del servizio ferroviario avanzata dal presidente Luca Zaia, sollecitando un confronto diretto tra la commissione e lo stesso governatore. «Dobbiamo sapere – ha detto Bottacin – se Zaia pensa davvero di affrontare un impegno così lungo e gravoso con gli uomini e le teste che fino ad oggi hanno sempre affermato, in Commissione e fuori, che la gara non solo non si poteva, ma nemmeno si doveva fare. Mettere a gara, seriamente, non per finta, il servizio ferroviario è un’autentica impresa. Ci chiediamo se possa esser guidata da chi non ci crede».

 

Ha fatto tutta la tratta da Bassano a Maerne per documentare il numero dei viaggiatori e chiedere alla Regione di aumentare le corse dalle 7 alle 8

SPINEA. A Spinea il sindaco fa il pendolare. Telecamerina d’ordinanza e block-notes in mano, Silvano Checchin si è svegliato di buon’ora e ha percorso tutta la tratta ferroviaria da Bassano a Maerne, viaggiando sul treno regionale veloce delle 6.25.

Fermata dopo fermata, il primo cittadino ha verificato di persona il numero preciso di pendolari saliti e scesi dal treno, prendendo nota dei viaggiatori in carrozza per ogni singolo tratto. Checchin ha così avuto conferma di quanto già denunciato in precedenza: il segmento ferroviario più utilizzato è solo quello da Castelfranco a Venezia.

Da Bassano a Castelfranco viaggia invece un numero inferiore di passeggeri rispetto a quelli che da dicembre non possono più salire a Spinea, dove la fermata è stata cancellata.

L’obiettivo di Checchin è quello di chiedere alla Regione di aumentare il numero dei treni a disposizione a Spinea nella fascia oraria che va dalle 7 alle 8, che il nuovo orario cadenzato ha invece fortemente penalizzato.

CLICCARE QUI PER VEDERE IL VIDEO

 

 

Entro sei mesi Mirano, Spinea, Noale, Martellago, Santa Maria di Sala e Salzano riuniranno i comandi dei vigili e le direzioni di economato, personale e messi

MIRANO. Il matrimonio s’ha da fare. Già a fine mese le prime delibere approderanno nei Consigli comunali per essere votate ed entrare poi nella fase esecutiva. Entro il primo semestre del 2014 nascerà così l’Unione del Miranese: sei comuni, 120 mila abitanti. I sindaci hanno dato forma al progetto, la bozza ora coinvolge la Regione e, a breve, diventerà pubblica nei singoli Consigli comunali.

Territorio. Ad oggi l’ambito geografico dell’Unione è il Miranese. Resta in stand-by l’aggregazione con i comuni della Riviera, dove già esiste un’Unione territoriale tra Dolo, Fiesso, Fossò e Campagna Lupia. Se ne potrà però riparlare in futuro, con una “Unione tra unioni”. Quella del Miranese intanto sarà formata dai sei comuni del comprensorio (tutti meno Scorzé). Quindi Mirano, Spinea, Noale, Martellago, Santa Maria di Sala e Salzano. In totale circa 120 mila abitanti, quarta “città” del Veneto per residenti dopo Venezia, Verona e Padova. Pianiga, a questo punto, a metà strada tra Miranese e Riviera, deve decidere con chi aggregarsi.

Funzioni. Scontata l’aggregazione della protezione civile (che già da tempo opera in una logica di distretto) e la polizia locale. Finora è quest’ultima la novità più importante e prossima: già entro giugno i sei comandi municipali saranno riuniti in un solo corpo di polizia, che avrà sede in villa Belvedere a Mirano, scelta come luogo di rappresentanza dell’Unione. A livello di servizi i sei comuni condivideranno quelli relativi al commercio, al personale e ai messi.

Polizia. Aperta la partita per il comandante del corpo Miranese, intanto però i comuni hanno l’urgenza di risolvere questioni logistiche. Prima tra tutte quella relativa ai mezzi: villa Belvedere è una sede di prestigio ma ha la pecca di non poter ospitare le auto di servizio, che nel parco non possono proprio entrare. Mirano avrebbe una soluzione pronta, quella dei 20 posti auto nel parcheggio interrato, chiuso e sicuro, di via Vivaldi, troppo lontano però dal parco Belvedere. Intanto a Mirano i vigili stanno già organizzando il trasloco, pronti a lasciare entro alcuni mesi il comando di via Macello.

Tempi. A fine mese è previsto un incontro dei sindaci in Regione per limare gli ultimi aspetti, sotto l’egida dell’assessore regionale agli Enti locali Roberto Ciambetti, che ha già benedetto l’operazione. Poi saranno coinvolti i consigli comunali. La delibera di adesione all’Unione dei comuni del Miranese dovrà passare in tutti i parlamentini locali. Poi l’associazione dei servizi entrerà nella fase attuativa.

Filippo De Gasperi

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Mirano. Il sindaco Pavanello non ha ancora avuto risposte sui flussi di traffico «Li misuriamo noi, poi faremo controlli a tappeto e vieteremo il transito ai Tir»

MIRANO – Mancano ancora i dati precisi, ma i primi flussi anomali di traffico, dopo l’aumento del pedaggio in A4 applicato dal primo gennaio, già si vedono. A Maria Rosa Pavanello, sindaco di Mirano, basta e avanza per minacciare di schierare i vigili e forse anche qualche divieto.

«Poi vediamo», chiosa il sindaco, «se di fronte al vero caos si prende qualche provvedimento».

È una Pavanello che non ci sta a fare la parte del sindaco che “subisce”, i rincari prima e il traffico che questi produrranno nelle strade miranesi poi. Alcuni giorni fa il primo cittadino di Mirano ha scritto una dura lettera a Cav, ha portato dalla sua parte anche il collega di Spinea Silvano Checchin, poi ha fatto i primi conti in tasca ai miranesi, per dimostrare che il salasso è abnorme e non risolverà i problemi di traffico, anzi li aggraverà (Vetrego, finalmente libero dal tornello, è solo un versante della novità).

«I miranesi hanno la memoria lunga, perché con l’autostrada ci convivevano anche prima del Passante: fino al 2008, con l’entrata a Roncoduro, un viaggio a Padova Est ci costava 60 cent. Con la realizzazione del casello a Vetrego sono diventati 70 cent, il primo gennaio 2013 è scattato l’aumento a 0,80 euro. Va bene, normali aumenti, niente da dire. Com’è che ora, tutto d’un tratto, la tariffa schizza a 2,80? Non abbiamo capito, o meglio non ci hanno ancora spiegato, da dove arriva questo importo, com’è calcolato, quali sono i flussi di traffico e il costo al chilometro».

Ma a parte le domande, per Mirano comunque non finisce qui.

«Non accetteremo nemmeno che fra un po’ alzino anche i costi a Spinea. Perché se è vero che adesso conviene uscire a Crea, tra un po’ Cav si accorgerà che i problemi sono lì e alzerà le tariffe. Hanno bisogno di soldi».

Mirano però non starà a guardare: «Intanto piazzeremo i rilevatori di flussi in viale Venezia: ne abbiamo acquistati due per misurare il traffico cittadino, attualmente si trovano in via Zinelli per raccogliere dati e risolvere la situazione in quell’area dopo le modifiche richieste dai residenti di Luneo, ma terminati quei rilevamenti li sposteremo a sud di Mirano, per vedere come stanno veramente le cose».

Se i dubbi del sindaco saranno confermati, ecco pronte contromisure, anche drastiche:

«Schiero i vigili, in viale Venezia e in via Cavin di Sala, a fare controlli a tappeto su tutti i tipi di veicoli. E se non basta valuterò anche dei divieti».

Pavanello pensa, per esempio, a un divieto di transito ai tir in via Cavin di Sala, che da un po’ di tempo è stata declassata a viabilità comunale nel primo tratto, fino al capolinea Actv: un provvedimento che rischierebbe di bloccare il traffico merci di mezzo Miranese.

Filippo De Gaspari

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Appello a Maniero da Pd e Sel di Marano

MIRA. Dopo la decisione di aumentare le tariffe autostradali da Vetrego a Padova Pd e Sel di Mira chiedono un intervento del sindaco Alvise Maniero.

«La promessa di arretrare il casello di Villabona a Dolo è stata mantenuta “virtualmente” portando non l’arretramento ma il costo del casello a Vetrego» spiega il segretario del Pd Marano Enrico Michieletto.

«Gli accordi scritti sul Passante sono diventati aria fritta. E i maranesi che benefici avranno? Dovranno abituarsi al traffico in centro lungo via Caltana con il futuro parcheggio a nord della stazione ferroviaria voluto dal sindaco e dovranno abituarsi anche a pagare di più».

Critico anche il segretario di Sel Paolo Dalla Rocca. «Sollecitiamo il sindaco Alvise Maniero ad alzare la voce e a pretendere soluzioni nell’interesse di tutti i cittadini».

(a.ab.)

 

Gazzettino – Mestre-Padova, il trucco anti-rincaro

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11

gen

2014

MESTRE-PADOVA Percorrendo solo 5 Km di viabilità ordinaria

Pedaggi, i pendolari hanno scoperto come risparmiare 2,40 euro al giorno

IN MOTO GRATIS – Uscita Dolo-Mirano poi nel Graticolato

Il tragitto si allunga, passando da 21 km a 24.6 km, circa 3,5 chilometri che però valgono il
risparmio di 1,20 euro

BARRIERA – È qui che si concentra ora il traffico dei mestrini diretti a Padova o dei padovani diretti a Mestre. Si deve passare anche attraverso il casello di Mira-Oriago

AUTOSTRADE – Contro gli aumenti tanti automobilisti della tratta hanno già trovato un rimedio

Escono a Mira e in 5 chilometri raggiungono il Passante a Spinea: così risparmiano 2,40 euro, andata e ritorno

Entrano in autostrada alla barriera di Venezia-Villabona ed escono gratuitamente al casello di Mira-Oriago. Percorrono cinque chilometri sulla viabilità ordinaria e poi imboccano il Passante a Spinea per uscire a Padova Est. Risultato? 2.40 euro risparmiati ogni giorno. Mica male, di questi tempi. Le previsioni delle scorse settimane sono state confermate dai fatti, al rientro dopo le festività molti automobilisti si stanno riversando sul casello di Spinea in località Crea. Calcolatrice alla mano, i pendolari mestrini hanno capito presto che questa soluzione economicamente conviene eccome.
Orfani del tornello di Mirano, dunque, hanno già trovato l’alternativa per risparmiare. Allungano il tragitto di 3,5 chilometri e passano in auto una decina di minuti in più, ma per molti di loro il gioco vale la candela. Fino al 31 dicembre i pendolari della Mestre-Padova uscivano e rientravano al casello di Mirano godendo così del pedaggio gratuito tra Mestre e Mirano: pagavano 80 cent anziché 3.30 euro, per un risparmio di 2.50 euro a viaggio. La concessionaria autostradale Cav ha scelto di uniformare a 2.80 euro sia la Mirano-Padova che la Mestre-Padova proprio per rendere vana la manovra del tornello, ma tra i mestrini c’è chi non vuol proprio pagare quella cifra. Un escamotage è già stato trovato: il passaparola corre veloce, di bocca in bocca ma pure su Facebook.
Ricapitolando: la tratta diretta Mestre-Padova Est costa 2.80 euro ed è lunga 21 chilometri. Il percorso alternativo, invece, prevede 1.60 euro e 24.6 chilometri. I pendolari percorrono 1.6 chilometri dalla barriera di Mestre al casello di Mira-Oriago (l’uscita prima rispetto a Dolo-Mirano), poi passando lungo la camionabile «viale Venezia» arrivano dopo cinque chilometri all’imbocco del Passante a Spinea: da lì guidano per altri 18 chilometri ed escono a Padova Est. Certo, al mattino la camionabile è spesso e volentieri trafficata, ma in fin dei conti è una strada dritta con un solo semaforo: nulla di preoccupante per chi era disposto ad immergersi quotidianamente nell’imbuto del tornello di Mirano, passando in coda pure venti minuti ogni viaggio pur di ammontare un significativo risparmio alla fine del mese.

Chi viaggia in moto o con uno scooterone, invece, da Mestre a Padova paga la bellezza di zero euro: «Parto a Mestre ed esco gratis a Dolo-Mirano, poi attraverso il Graticolato arrivo presto a Padova. – racconta un mestrino – Magari ci metto un quarto d’ora in più, ma risparmio 5.60 euro al giorno». Moltiplicando per 220 giorni lavorativi, sono 1.232 euro all’anno. Molti automobilisti che quotidianamente entravano al casello Mirano-Dolo, invece, ora optano per la viabilità ordinaria o per il Passante a Spinea. Insomma, quei 2.80 euro non vuole pagarli proprio nessuno.

I comitati annunciano ricorsi e class action, chiedendo di estendere gli sconti a tutti i residenti e non solo ai pendolari.

I sindaci intanto chiedono a Cav i dati sui flussi di traffico: temono di ritrovarsi le strade urbane congestionate.

 

CARO PEDAGGI – Ora Spinea teme il caos pendolari

I pendolari hanno studiato le contromosse per eludere gli aumenti delle tariffe

Caro casello, ora vanno tutti a Spinea

Il sindaco Checchin: «Temo che il caos si sposti qui»

Le vie dei pendolari sono infinite, di fronte al caro-autostrade gli automobilisti mettono in pratica le contromosse. Appena sono entrate in vigore le nuove tariffe, loro hanno subito preso in mano la calcolatrice. Hanno studiato pedaggi, chilometraggi e tempi di percorrenza per farsi trovare pronti al rientro dopo le festività. E così è stato: questa settimana i pendolari hanno subito sperimentato i percorsi alternativi. Lo scopo? Evitare di pagare il pedaggio di 2.80 euro sulla Mestre-Padova. Chi abita in Riviera si è riversato sulle strade ordinarie, tanti miranesi hanno invece scelto di imboccare il Passante a Spinea (per pagare 1.60 euro anziché 2.80). E i mestrini? Molti di loro stanno provando un nuovo tragitto: entrano alla barriera di Villabona, escono gratis al casello di Mira-Oriago, percorrono cinque chilometri lungo la camionabile Viale Venezia e imboccano il Passante a Spinea. Questo percorso prevede in totale tre chilometri e mezzo in più (24.6 anziché 21) ma consente di risparmiare 2.40 euro al giorno.

«La camionabile sarà pure trafficata, ma eravamo abituati al tornello di Vetrego» spiegano.

Sono stati dunque confermati i timori del sindaco di Spinea, Silvano Checchin, che dieci giorni fa dichiarò:

«Spero che ora il caos del casello di Vetrego non si sposti a Spinea. Gli utenti devono scegliere un casello in ottica trasportistica, non in base alla miglior convenienza tariffaria».

E invece si sta verificando proprio quest’ultimo scenario: molti sono ben disposti a passare in auto dieci minuti in più, pur di risparmiare. Chi viaggia in moto o in scooterone, invece, può permettersi di non pagare proprio nulla: «Entro alla barriera di Mestre ed esco al casello di Mirano, poi attraverso il Graticolato e arrivo a Fiesso: da lì sono presto a Padova. Risparmio 5.6 euro al giorno. Ci metto un quarto d’ora in più, ma ne vale la pena» racconta un mestrino. Intanto i sindaci di Mirano e Spinea temono ingorghi sulle strade interne, e chiedono a Cav di confrontare gli accessi ai due caselli prima e dopo le nuove tariffe.

 

LE PROTESTE – E gli autotrasportatori minacciano il blocco: vogliamo gli abbonamenti

Anche Confindustria contro gli aumenti

VENEZIA – Sul tema delle tariffe autostradali scende in campo Confindustria Veneto. Il presidente Roberto Zuccato ha chiesto ieri al governo di intervenire sul tema della concorrenza e propone una tariffa agevolata per gli utenti del Nordest delle autostrade attraverso il “telepass”, con un sistema che sia in grado di riconoscere gli automezzi di proprietà di imprese e cittadini del territorio.

«L’aumento dei pedaggi autostradali – ha dichiarato – è immotivato e controproducente, soprattutto in un momento difficile come quello che stanno attraversando le famiglie e le imprese. È una iniziativa che potrà solo deprimere ulteriormente i consumi e azzoppare quegli spiragli di ripresa che si intravvedono all’orizzonte. Gli aumenti dei pedaggi penalizzano particolarmente il Veneto, che paga due volte: da un lato per le troppe tasse che gravano su famiglie e imprese, dall’altro per i costi del project financing sulle opere già realizzate».

Zuccato guarda poi alla realtà metropolitana del Veneto. «Nel Nord Est la mobilità è sempre più di tipo metropolitano, e allora perché non studiare una tariffazione adeguata che carichi i costi delle infrastrutture sulle lunghe percorrenze e consenta così di ridurre i costi per chi invece in quest’area si muove per lavoro, studio o altro tutti i giorni?». Guarda con favore alle aperture del ministro Lupi. «Creare un sistema di abbonamenti per pendolari e imprese potrebbe essere un primo passo nella giusta direzione».

Sulla stessa linea Nazzareno Ortoncelli, Cesaro Mariano e Gianni Sattini, presidenti regionali rispettivamente di Confartigianato Trasporti, Fita–Cna e FAI che compongono Unatras Veneto.

«L’autotrasporto non è assolutamente in grado di sopportare gli aumenti sfacciati adottati dalle concessionarie in particolare qui a Nord Est. E se il Ministro alla Infrastrutture non individua un modo per inserire le nostre aziende tra coloro che potranno beneficiare degli “abbonamenti”, il governo si prepari perché siamo pronti allo sciopero bianco e anche al fermo». Segue una richiesta: «Chiediamo di essere convocati, prima dell’incontro annunciato per il 15 gennaio con i concessionari autostradali, affinché ci vengano date precise rassicurazioni rispetto all’inclusione del trasporto merci in conto terzi nella proposta di abbonamenti per l’utenza ricorrente».

 

Nessuna agevolazione per noi pendolari della A4

Ho scritto una e-mail alla Cav società che gestisce l’autostrada, ho messo in evidenza che sono un pendolare (con domicilio a Padova), dipendente presso la centrale termica Enel di Fusina, via dei cantieri, 5 (Malcontenta – Venezia), e percorro dal lunedì al venerdì la tratta (Padova Est – Dolo al mattino e al pomeriggio Dolo – Padova Est).
Leggo che dal 1. gennaio 2014 il costo è salito da 0,80 centesimi ad 2,80 euro, non potendomi permettere tale spesa, ho chiesto se avevo diritto anch’io come pendolare di agevolazioni (percorrendo più di 20 viaggi al mese, naturalmente munito di Telepass da anni); mi ha chiamato una responsabile della Cav, spiegandomi che le agevolazioni venivano applicate solo in alcuni Comuni. Non discuto sull’aumento, che mi sembra a dir poco assurdo, ma almeno avere un piccolo riconoscimento (abbonamento mensile o annuo ed altro) come pendolare.
Nel frattempo sono costretto a percorrere la Riviera del Brenta, dove ho notato un aumento considerevole del traffico, credo che i residenti non saranno molto contenti, per il traffico e per l’inquinamento

Maurizio Burlini   Mestre

 

Da Vetrego inviti a non protestare troppo con chi ha eliminato il tornello

VETREGO «Caro sindaco, se puoi, abbassa i toni». La richiesta arriva dal comitato rinascita Vetrego che con il segretario Giuseppe Vesco invita Maria Rosa Pavanello a non protestare troppo con Cav. Finalmente liberati dal tornello, in paese puntano ora a battersi per una diminuzione delle tariffe ai residenti, dopo il salasso d’inizio anno, ma senza rischiare di sciupare le conquiste sudate gli ultimi anni.

«Ringraziamo Pavanello per aver partecipato con noi alla manifestazione durata un’intera settimana per far eliminare il tornello che ha rovinato la vita ai vetreghesi per oltre 4 anni», spiega Vesco, «ringraziamo però anche il presidente di Cav Tiziano Bembo per aver avuto il coraggio di far cessare questo scandalo causato dall’errata scelta di coloro che avevano “liberalizzato” la tratta Vetrego-Mestre senza prima arretrare la barriera di Villabona a Roncoduro. Per questo invitiamo il sindaco a non protestare contro Cav, società a cui è stata data in mano una patata bollente. La invitiamo semmai ad approfittarne del fatto che il ministro Lupi ha annunciato lo sconto autostradale nazionale del 20%, che il governatore Zaia ha detto di voler aiutare i pendolari e che l’assessore Chisso ha detto di essere disponibile a un incontro con i sindaci».

Da Vetrego arriva anche una proposta: «Stiamo cercando un incontro con Cav per chiedere che a tutti i residenti dei comuni vicini ai caselli di Spinea e Mirano vengano concessi ulteriori sconti: «Con una tariffa di un solo euro, da Vetrego a Padova Est, secondo noi Cav otterrebbe un cospicuo introito dai molti residenti che ora hanno abbandonato l’autostrada. Siamo favorevoli anche all’introduzione di sistemi, come vignette o abbonamenti, per i residenti del territorio. Il sindaco stia con noi, l’obiettivo è comune».

(f.d.g.)

 

 

Lamentele ieri mattina su tutta la tratta Venezia-Castelfranco-Bassano

Lavoratori pendolari in ufficio e studenti a lezione mezz’ora dopo il previsto

NOALE – Mattinata difficile ieri per chi ha preso il treno sulla Venezia-Castelfranco-Bassano, con ritardi di alcuni convogli, anche nelle ore di punta. E a risentirne sono stati pure i passeggeri di Spinea, Maerne, Salzano e Noale. Se a questo aggiungiamo la nebbia, si capisce come potesse essere difficile muoversi. Le prime ore del mattino erano filate via senza grossi problemi, se non ritardi da e verso Venezia Santa Lucia di cinque minuti. Poi, il regionale 5709 in partenza da Bassano alle 7.25, è giunto a Santa Lucia 25 minuti dopo il previsto, ovvero alle 8.59 anziché alle 8.34. Degli utenti del Miranese si sono lamentati, perché a Noale è arrivato con 13 minuti di ritardo e a Maerne con 18. Così eventuali coincidenze da prendere o incontri da fare, sono saltati o slittati. È andata un po’ meglio al treno dopo, il regionale 5711 partito da Castelfranco con cinque minuti di ritardo, alle 8.09 invece delle 8.04, e arrivato a Venezia dieci minuti dopo l’orario programmato, alle 9.14 anziché le 9.04: a Noale, Maerne e Spinea hanno dovuto aspettare otto minuti in più, nove a Salzano.

Disagi anche per chi viaggiava verso Castelfranco e Bassano, con tre regionali arrivati a destinazione attorno ai 15’ di ritardo. I problemi sono iniziati alle 6.56, quando da Santa Lucia è partito il convoglio 5706 per Bassano; la partenza è avvenuta un minuto dopo, a Maerne aveva già sei minuti di ritardo, a Noale otto, a Castelfranco, dove si recano diversi studenti, dodici, e nella città vicentina è giunto alle 8.19 invece delle 8.05. Non è andata meglio per chi è salito a Venezia due ore dopo sul regionale 5714 delle 8.56, sempre verso Bassano, arrivato a destinazione 18 minuti oltre il previsto. Un ritardo di nove minuti accumulato già dal capoluogo veneto e che poi, durante il tragitto, è raddoppiato. Così ha raggiunto la città attraversata dal Brenta alle 10.23 e non alle 10.05 come da orario. Anche chi è salito sul regionale 5718, sempre da Venezia a Bassano stavolta delle 9.56, è arrivato con un quarto d’ora di ritardo. La partenza è avvenuta alle 10.08, ovvero dodici minuti dopo, mentre a Maerne gli utenti hanno aspettato al binario per undici minuti e a Noale per otto. L’arrivo a Bassano è stato alle 11.19 e non alle 11.05, come invece segna il cartellone degli orari. L’orario cadenzato, peraltro apprezzato da molti, ha ancora bisogno di rodaggio.

Alessandro Ragazzo

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Il Comune di Spinea raccoglie le proteste sul profilo Facebook

SPINEA. Nuovo orario cadenzato, la protesta non è solo del sindaco. Il Comune ha aperto in questo inizio d’anno una discussione su Facebook per raccogliere giudizi, pareri, suggerimenti dei pendolari sul nuovo orario dei treni da e per Spinea. Silvano Checchin si è impegnato a portare tutte le indicazioni ricevute nei prossimi incontri in Regione. Gli interventi, naturalmente, non si sono fatti attendere: molti i viaggiatori che hanno utilizzato Facebook per dire la loro, lamentando soprattutto disagi e difficoltà ad usare il treno con i nuovi orari. «A cosa serve la stazione di Spinea se i ragazzi che vanno a scuola a Venezia devono prendere l’autobus?», chiede una mamma. «Servizio sostitutivo che peraltro non funzione», puntualizza un’altra cittadina, «questa mattina (mercoledì, ndr) è arrivato un solo bus e non due come accadeva nei giorni scorsi». «Sono stata costretta a farmi il permesso per entrare a scuola più tardi», protesta una studentessa, mentre un’altra utente propone: «Aumentare le corse e mettere un treno per l’ospedale dell’Angelo-Auchan».

Spinea è il primo comune della provincia a usare lo strumento social per questioni di viabilità. «Sono certo che i cittadini sapranno darmi utili suggerimenti», ha spiegato Checchin, «e visto che il diario Facebook ha 3200 amici ed è in costante crescita, appare lo strumento più facile per mettere in contatto i cittadini e creare una rete per una città realmente partecipata».

In questo inizio d’anno la battaglia di Checchin, a questo punto non più solo personale, contro i nuovo orari dei treni, porteranno il sindaco a farsi viaggiatore e imbarcarsi sul treno regionale veloce da Bassano per Venezia, per studiare da vicino tempi di percorrenza e condizioni di viaggio dei pendolari. Spinea chiede di poter fermare anche a Spinea il regionale da Bassano, per mantenere inalterato il numero di corse nelle ore di punta e, quindi, anche di viaggiatori.

Filippo De Gaspari

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