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IL PROGETTO  «Società a tre con Trenitalia per fare la gara europea»

TRENI – L’assessore alla Mobilità del Pirellone: «Nessun disegno egemonico»

«Ma quale egemonia lombarda sul Veneto». Non è il governatore Roberto Maroni a rassicurare i confinanti. Ci pensa Maurizio Del Tenno (Forza Italia), che, comunque, di Maroni è assessore alla Mobilità e alle Infrastrutture. Stessa qualifica del collega Renato Chisso. Lui che ha rispedito al mittente l’ipotesi che la Lombardia possa sfruttare “pro domo sua” la disdetta del contratto con Trenitalia annunciato dall’altro leghista e presidente, del Veneto, Luca Zaia. Insomma, stando a Chisso, a Milano possono solo sognare che il Veneto affidi alla società lombarda Trenord (quote divise a metà tra Regione e Trenitalia) che sta per fondersi con Atm (azienda trasporti del capoluogo). Con la disdetta del contratto con Trenitalia (scadenza a fine anno), il sistema veneto di collegamento per pendolari andrà in gara, nella speranza che a partecipare siano i grossi calibri europei come la DB tedesca, la OBB austriaca e la SBB svizzera. Questa è la traccia annunciata dallo stesso Zaia.
Assessore Del Tenno, la vostra verità?
«Forse il collega Chisso ha letto una dichiarazione di Maroni mal riportata…».
Alle solite, l’informazione non capisce?
«Dico che quanto riportato non è l’esatta idea del governatore della Lombardia».
Quindi, nessuna idea di controllare il trasporto ferroviario del Veneto?
«Maroni, ne ha parlato con Zaia, ha offerto al Veneto l’ipotesi di lavorare insieme per costituire una società a tre, così da garantire le esigente della macroregione, che possa partecipare alla gara europea alla scadenza del contratto con Trenitalia. Coi problemi che viviamo, gli investimenti non devono avere confini».
In caso di aggiudicazione, sarebbe un ritorno di Trenitalia, visto che è vostra socia in Trenord. E stando ai disservizi quotidiani, forse è meglio tifare per oltre confine.
«È imprescindibile il rapporto col know how di chi è leader nazionale dei trasporti ferroviari».
Mano tesa. Ma vista la polemica scatenata dopo che il Veneto ha eliminato quattro corse Venezia-Milano…
«Incomprensioni del genere non dovrebbero più esserci. Noi abbiamo ripristinato quei convogli fino a Verona. Ma leggo delle proteste per la mancanza di coincidenze per Venezia e per l’attesa che sia a regime il nuovo orario cadenzato».
Il Veneto ha due società di trasporti: Servizi Territoriali e Ferroviaria Servizi.
«Quindi, non si partirebbe da zero. La disponibilità di Maroni è di collaborazione, non di egemonia».

 

SPINEA – Il sindaco invita a segnalare problemi sul social network

Su Facebook i disagi dei pendolari

SPINEA – I disagi legati ferroviari non si placano, da Regione e Trenitalia non arrivano risposte soddisfacenti e così l’amministrazione di Spinea chiama a raccolta i pendolari su Facebook: «Segnalateci i problemi legati al nuovo orario dei treni – si legge nella nota diffusa ieri dal Comune – Il sindaco porterà tutte le indicazioni ricevute nei prossimi incontri con i vertici regionali».

Silvano Checchin è convinto della bontà dell’iniziativa: «Su Facebook ci seguono 3.200 cittadini e il numero continua a crescere, è lo strumento più immediato per creare una rete importante in cui dare utili suggerimenti».

L’invito è stato subito raccolto, in 24 ore sono già arrivate decine di messaggi di lamentele contro l’orario cadenzato.

«Non funziona nemmeno il servizio sostitutivo – scrive una donna, Martina – Mercoledì è arrivato un solo bus anziché due, per giunta pieno. Siamo rimasti a piedi». Alcuni utenti chiedono di potenziare il trasporto verso l’Ospedale dell’Angelo, altri chiedono di non ridurre il numero di corse nei giorni in cui le scuole sono chiuse.

Ribolle di rabbia pure la stazione di Salzano, con molti pendolari che continuano a segnalare ritardi.

(g.pip.)

 

LE REAZIONI CONTRO LE NUOVE TARIFFE

MIRANO – Fuoco di fila politico contro Cav e le nuove tariffe autostradali. Il capogruppo della Lega in Regione Federico Caner lancia una proposta. La vignetta, sul modello austriaco, ma con una variante: invece dell’adesivo da applicare sul cruscotto, un dispositivo elettronico riconoscibile dai caselli automatici. A una condizione però: «Che Roma si assuma la responsabilità dei costi del Passante». Spiega Caner: «Mentre al Nord paghiamo per usare le strade costruite a servizio dei cittadini, al Sud è tutto gratis. Basterebbe che lo Stato decidesse di applicare al Nord sconti come quelli delle tratte gratuite, tipo Grande raccordo anulare di Roma, Palermo-Mazara o Palermo-Catania e saldare una parte del costo del Passante, rendendo così possibili sconti mirati ai residenti».

Interviene invece sul nodo del tornello di Vetrego il deputato Emanuele Cozzolino (M5S): «Il decongestionamento del traffico a Vetrego, se sarà confermato nei prossimi giorni, è positivo», afferma, «ma preoccupa che il problema sia stato risolto con la creazione di un altro danno: l’aumento spropositato delle tariffe. Praticamente un tassa pagata dai lavoratori costretti a spostarsi sulla Mestre-Padova. Al ministro Lupi ci permettiamo di ricordare che il progetto del Passante prevede lo spostamento del casello Venezia Ovest a Roncoduro e la liberalizzazione del tratto autostradale Dolo-Mestre e non gli aumenti scattati dal primo di gennaio».

Infine il comitato Opzione Zero torna sulla querelle: «Zaia propone ora di prorogare la concessione del Passante a Cav fino al 2050 per dilatare i tempi di rientro del debito e diminuire così i pedaggi. Ma per farlo Cav deve prevedere nuovi investimenti, dunque nuove opere. Pensare di uscire dalla crisi moltiplicando l’asfalto è demenziale. Il sistema Veneto è al collasso, Zaia smetta di farsi complice di una politica fallita».

(f.d.g.)

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«Vogliamo i dati sui flussi ai caselli»

Lettera dei sindaci di Mirano e Spinea a Cav: dobbiamo sapere quanti mezzi evitano il Passante per intasare le nostre strade

MIRANO – Mirano e Spinea chiederanno il monitoraggio dei flussi di traffico ai caselli di Mirano-Dolo (a Vetrego) e Spinea (a Crea). Contare, in pratica, i passaggi giornalieri dei veicoli in entrata e in uscita per confrontarne il numero prima e dopo l’aumento delle tariffe. La richiesta parte da Mirano, dove il sindaco Maria Rosa Pavanello ha preparato una pepata lettera indirizzata a Cav, Concessioni autostradali venete, che partirà in giornata. Dovrebbe arrivare anche la firma del sindaco di Spinea Silvano Checchin, interessato dallo stesso problema. Sul tavolo i due comuni pongono il problema del traffico extra-autostrada.

Pavanello parla di “effetto domino”: «Bisogna pensare alle possibili contromisure che gli automobilisti adotteranno per difendersi dall’aumento. Se da Vetrego a Padova la tariffa è di 2,80 euro, ma il pedaggio costa solo 1,60 euro e i due caselli distano tra loro meno di 7 chilometri, è ovvio che molti automobilisti non residenti nei nostri comuni e che prima utilizzavano il casello di Vetrego, ora potrebbero decidere di spostarsi a Spinea. I problemi ora saranno là e comunque resteranno anche per Mirano. A cascata infatti i due comuni potrebbero venire investiti da flussi anomali e imprevisti di traffico».

Considerazioni già espresse dal sindaco di Mirano in occasione della Conferenza dei sindaci di Miranese e Riviera dello scorso 5 marzo a Vigonovo, di fronte ai vertici di Cav. Allora Pavanello sottolineò come istituire tariffe differenti per l’utilizzo di caselli geograficamente vicini (come Vetrego e Spinea appunto) avrebbe potuto rivelarsi dannoso per l’equilibrio della viabilità locale.

Ora il sindaco rincara la dose: «L’elevato e discriminante aumento del pedaggio d’inizio anno non è affatto una corretta politica per incentivare gli utenti a usare il Passante». E chiede perciò a Cav di avviare «con urgenza un’estesa operazione di monitoraggio dei cambiamenti dei flussi di traffico e della reazione degli utenti alle nuove tariffe, sia sulle sia su quelle libere».

Mirano chiede in particolare i dati mensili del 2013 relativi al casello Mirano-Dolo (località Vetrego) e quelli registrati al casello di Spinea. Raffrontando le “alzate di sbarra” del 2013 e quelle di questi primi giorni del nuovo anno si teme di dover scoprire l’amara verità: un “tornello” affatto eliminato, ma solamente spostato o, peggio ancora, spalmato. Dove? Nei paesi, lungo le strade dei quartieri, dove transitano anche pedoni e biciclette.

Filippo De Gaspari

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AUTOSTRADE, PARLA IL CAPOGRUPPO CANER

Lega: vignette telematiche e al Passante ci pensi Roma

VENEZIA – Capitolo autostrade: come neutralizzare la mina vagante dei pedaggi rincarati? Il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, ventila abbonamenti scontati per pendolari e autotrasportatori; le società di gestione – e anche l’Udc veneta per voce di Antonio De Poli – chiedono al Governo un allungamento delle concessioni che consenta di spalmare i debiti e allentare così le tariffe. L’immancabile movimento dei forconi non escludono di allargare la contestazione ai caselli. Vie d’uscita? «Mentre al Nord paghiamo per usare le strade che abbiamo costruito al servizio dei nostri cittadini, al Sud si viaggia gratis, il problema è tutto qui», commenta Federico Caner, capogruppo della Lega in Regione «non serve un grande sforzo da parte di Lupi, basterebbe che lo Stato garantisse al Veneto condizioni simili a quelle in vigore sul Gra di Roma, sulla Palermo-Mazara e sulla Palermo-Catania, tutte gratuite. In fondo con quel che pagano i veneti al Paese, Roma potrebbe pure decidere di saldare una parte del costo del Passante, rendendo così possibile un sistema di sconti mirati ai residenti». «In questo caso», insiste «potremmo adottare una vignetta su modello austriaco, non con adesivo, bensì con dispositivo elettronico che i caselli automatici riconoscerebbero. Così non ci sarebbe bisogno di controlli e di code, e si potrebbe acquistare una sorta di abbonamento per il transito giornaliero, settimanale, mensile, annuale. Ora la palla passa al ministro, spetta a lui il compito di pareggiare le disparità tra la gestione oculata e virtuosa delle nostre autostrade e quella “allegra” del Mezzogiorno dove non si paga, anzi è lo Stato a ripianare i buchi delle società di gestione». Saranno queste le parole d’ordine delle manifestazioni di protesta che la Lega annuncia per domani all’altezza dei principali accessi autostradali.

Di tutt’altro avviso Scelta Civica, «Perché Zaia si sveglia ora che la frittata è fatta?», punge il consigliere Diego Bottacin «dal governatore, abilissimo ad annunciare azioni tanto imprecisate quanto inefficaci, vogliamo sapere perché i tempi di ammortamento del Passante siano tanto brevi visto che la concessione dura soltanto 24 anni anziché gli abituali 40. Ma soprattutto chiediamo cosa sarà fatto, oggi non fra una settimana, per eliminare una tassa occulta sulle tasche di famiglie e imprese, sui migliaia di lavoratori costretti ogni giorno a percorrere l’autostrada».

Siparietto sul web, con un botta e risposta riguardante il presidente della Cav, Tiziano Bembo. Chi lo accusa di incapacità, invitandolo a dimettersi, e chi lo difende ricordando gli oneri scaricati sulla concessionaria di Padova-Mestre: a parte il debito del Passante da ripianare, ci sono la vecchia autostrada Padova-Venezia, liberalizzata nei tratti Mirano-Dolo/Mestre-Venezia e da manutentare; la tangenziale mestrina, gratuita ma onerosa sul versante dell’asfaltatura e dell’illuminazione, così come la bretella per l’aeroporto di Tessera; fino allo sconcertante tornello di Tornello di Vetrego. Il tutto da finanziare con l’unico pedaggio consentito. Le cose stanno davvero così? «Sì, è la pura verità», replica Bembo.

 

LA RISPOSTA

Traffico di attraversamento problema di Mirano

di Maria Rosa Pavanello – Sindaco di Mirano

È vero, come è stato rilevato, che per il nostro comune la questione è di primaria importanza: ecco cosa sta facendo l’Amministrazione

Sul problema della viabilità nel comune di Mirano, per prima cosa devo ringraziare il signor D’Alessandro, lettore della “Nuova Venezia”, che nei giorni scorsi ha analizzato la questione e fatto delle proposte. In molti punti sono concorde, soprattutto nell’analisi del problema di quello che viene definito “traffico di attraversamento”. Questo, come è stato giustamente evidenziato, rappresenta uno degli aspetti più critici, capaci di condizionare negativamente la percezione di vivibilità della nostra città.  Purtroppo l’aumento del traffico non si limita al solo quadrante ovest, analizzato nell’intervento, ma investe molte aree del centro urbano e del comune in genere, non risparmiando i quartieri periurbani e le nostre frazioni.

Consci dell’importanza di individuare soluzioni adeguate, nella fase di conclusione del Piano di assetto del territorio, abbiamo riaperto la consultazione attraverso un processo partecipato che abbiamo chiamato “La Piazza delle idee”, che ha visto coinvolte associazioni e cittadini. Ciascuno ha portato suggerimenti e approfondimenti ai vari temi trattati. Tra questi, quello dell’aumento del traffico e della sua gestione è stato senz’altro uno dei più dibattuti. Certamente il suo puntuale apporto sarebbe stato utile e importante in quella sede. In alternativa, avrebbe potuto chiedere un appuntamento con gli assessori che si occupano di viabilità, ambiente e lavori pubblici. Ad ogni modo, riceviamo ugualmente, e volentieri, lo spirito propositivo della lettera, raccogliendo l’invito a valutare i vari suggerimenti.

Entrando nel merito delle proposte, vanno segnalati alcuni punti deboli delle osservazioni del signor D’Alessandro. Per quanto riguarda l’eventualità della costruzione della camionabile con direzione SR 515 Noalese (la cosiddetta “bretella”), va ricordato che Mirano tutta, in ogni sua sfumatura politica, ha rigettato da tempo l’idea della costruzione di nuove strade: alle ultime consultazioni elettorali nessuno dei partiti e delle coalizioni presentatisi aveva nel suo programma la realizzazione di nuovi percorsi stradali.

La sua proposta di deviare gli autobus in via don Minzoni e via Nazario Sauro non è praticabile: anche volendo sorvolare sul fatto che queste sono due zone interamente residenziali (che, quindi, dovrebbero essere escluse da questo tipo di traffico), occorre notare che le due vie non hanno una larghezza tale da permettere il passaggio di un autobus. Inoltre, non sarebbe consigliabile gravare ulteriormente su via don Minzoni, già affollata dall’inevitabile afflusso quotidiano dei 3600 studenti degli istituti superiori e dei loro insegnanti. La maggior parte delle proposte originano dalla constatazione che via Battisti sia troppo trafficata, in particolare per colpa degli autobus. Non si può esattamente dire che sia così. Gli autobus che percorrono quella strada, infatti, non sono certo molti: oltre alle corse scolastiche (limitate a poche ore del giorno) e al piccolo e poco impattante omnibus per la stazione di Mira-Mirano (16 passaggi al giorno tra andata e ritorno), transitano solo i bus della tratta Borgoricco-Mirano, una quantità decisamente esigua (una quarantina di passaggi quotidiani, tra andata e ritorno), i passaggi di autobus in via Dante sono di gran lunga oltre i 200 al giorno.

D’Alessandro ci chiede, forse con ironia, che voto ci diamo. Sinceramente – ci credano i cittadini – non ci avanza il tempo di pensare a quale voto meritiamo. La verità è che la gestione di un territorio come il nostro è complessa e richiederebbe per essere affrontata con efficacia una possibilità di spesa di livello dieci volte maggiore a quella a cui siamo costretti dalle regole nazionali, come invece era possibile negli anni passati. Questa giunta sta lavorando con passione e attenzione, cercando di risparmiare su tutti i fronti, pur di garantire i servizi necessari ai cittadini, soprattutto quelli delle fasce più deboli, e pur di mantenere livelli sufficienti di manutenzione. Qualche volta si riesce a mettere in cantiere piccoli ma significativi interventi.

Va anche osservato che non tutte le decisioni che riguardano Mirano e la sua viabilità sono completamente in mano all’Amministrazione. Molto dipende da enti sovraordinati. A questo proposito, vale la pena ricordare lo sforzo dell’Amministrazione – attraverso riunioni e lettere, fino alle cause legali – per tutelare Mirano e assicurarle ciò cui ha diritto. Basti ricordare l’impegno che stiamo riversando per la questione dei 19 milioni di euro che Mirano attende da anni per le opere (in gran parte viarie) di compensazione legate al passante autostradale: un importo, questo, con cui la nostra città potrebbe risolvere gran parte dei problemi di viabilità. Abbiamo pesantemente sollecitato e coinvolto tutti gli enti firmatari e addirittura la prefettura come soggetto garante, con sei incontri effettuati alla presenza di dirigenti regionali, provinciali e comunali per sbloccare una situazione bloccata, ma non per cause certamente imputabili all’Amministrazione.

Da ultimo, molte delle iniziative che vengono citate sulla viabilità in altri comuni limitrofi, in realtà sono interventi di competenza sovracomunale, attuati in primo luogo dalla Provincia, con la quale i comuni sono chiamati a collaborare nel rispetto dei rispettivi ruoli (resta da vedere, peraltro, come verranno ridefiniti questi rapporti con l’eliminazione della Provincia di Venezia). In ogni caso, va anche detto che questi interventi – citiamo tra tutti il nuovo casello autostradale di Martellago/Scorzè o l’allargamento di via Costituzione a Spinea – anche se esterni ai nostri confini amministrativi, consentiranno comunque un beneficio anche per il nostro Comune.

 

Un ventaglio di ipotesi per residenti e pendolari. Dossier inviato alla Regione, da verificare la sostenibilità economica

VENEZIA—Ci vorranno dalle tre alle quattro settimane per sapere se Cav sarà in grado di applicare una qualche forma di sconto o abbonamento agli automobilisti che si muovono abitualmente lungo la Venezia-Padova. Un primo schema di lavoro è già stato inviato in Regione ma si tratta più che altro di una road map che, oltre alle intenzioni, ha poco o nulla di concreto (non solo sull’entità dell’eventuale riduzione del pedaggio ma pure sulla sua reale fattibilità).

Gli uffici di Cav sono al lavoro su un ventaglio di ipotesi di riduzione del pedaggio piuttosto ampio che va dal 10 al 50% (attualmente i residenti di Dolo, Mira,Mirano, Pianiga e Spinea godono di uno sconto in direzione Padova del 40%, da 2,8 a 1,68 euro), con perno ora il concetto di «residente» ora quello di «pendolare» ora entrambi ed un confronto con la scontistica e le tariffe applicate in altre parti d’Italia e d’Europa. Fondamentale, per le simulazioni allo studio dei tecnici, è il recupero dei flussi di traffico antecedenti all’apertura del Passante, che aiuterebbero a capire, uniti a quelli successivi, l’evoluzione della domanda e dunque gli effettivi margini di manovra nel rapporto tra gli incassi da pedaggio e i tempi della concessione, che com’è noto scade nel 2029 anche se la società nel 2015 vorrebbe negoziare col ministero dei Trasporti un allungamento fino al 2049 (in cambio della quarta corsia).

Non solo in Veneto la stangata d’inizio anno ha scatenato l’ira degli automobilisti e degli autotrasportatori, come dimostra il fatto che anche il sindaco di Gorizia Ettore Romoli ha chiesto un incontro ad Autovie per verificare se sia possibile ridurre l’impatto dei rincari sulla A4, ma forse qui più che altrove la protesta ha assunto i contorni di una vera e propria sollevazione, in grado di mettere in imbarazzo la Regione, azionista al 50% di Cav. Lo dimostra la lunga serie di comunicati piovuti anche ieri sull’argomento, mentre si attende di capire se Palazzo Balbi sia o meno disponibile a girare nelle casse della concessionaria un budget per la copertura degli sconti, partendo dal presupposto che per molti veneti l’autostrada è un «servizio pubblico» necessario per raggiungere il lavoro alla stregua di bus e treni. Oggi, durante il question time alla Camera, il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi risponderà ad un’interrogazione del Pd, primo firmatario il vice capogruppo Andrea Martella: «Il governo deve contrastare i rincari e ridurre le conseguenze dell’aumento dei pedaggi sulle imprese di trasporto, sui pendolari, sul sistema produttivo e sui consumatori – dice Martella -. E’ necessario definire un sistema di adeguamento delle tariffe autostradali vincolato agli investimenti effettivamente realizzati dai concessionari; essenziale rendere trasparenti i meccanismi di adeguamento delle tariffe e i rapporti contrattuali stipulati in passato tra lo Stato e le concessionarie; urgente garantire più stringenti controlli di gestione, in particolare per evitare ingiustificati aumenti tariffari».

Il capogruppo della Lega in Regione Federico Caner, invece, si allinea alla posizione ribellista già espressa dal governatore Luca Zaia, che nei giorni scorsi era sbottato: «Con 21 miliardi di tasse pagati a Roma ogni anno, i veneti sulle autostrade dovrebbero andarci gratis». Rincara Caner: «Mentre al Nord paghiamo per usare le strade che abbiamo costruito a servizio dei nostri cittadini, al Sud è tutto gratis. Non serve nemmeno un grande sforzo da parte del ministro Lupi: basterebbe che lo Stato decidesse di applicare al Nord sconti simili a quelli già in vigore lungo le tratte gratuite sul Gra di Roma, sulla Palermo-Mazara e sulla Palermo-Catania… In fondo con quel che paga il Veneto al Paese, Roma potrebbe pure decidere di saldare una parte del costo del Passante, rendendo così possibile un sistema di sconti mirati ai residenti ».

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Gazzettino – Pedaggi, il caos a “costo zero”

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8

gen

2014

Autostrada A4, dopo il caro-tariffe, scoppia un altro caso: automobilisti costretti a lunghe attese per passare “gratis”. La Cav: solo problemi tecnici

60.000 PASSAGGI GIORNALIERI SULLA PD-VE

2%  L’AUMENTO DEL TRAFFICO

47%  IL CALO AL CASELLO DI DOLO

Ci mancava la smagnetizzazione di massa, e l’ingiunzione a pagare la somma di zero euro, per riscaldare gli animi dei pendolari dell’autostrada, già imbufaliti per il caro-tariffe e costretti a inventarsi percorsi alternativi, per pagare il meno possibile. È accaduto ieri mattina, in diversi momenti, al casello di Venezia-Mestre. Qualche automobilista, essendo entrato a Mirano-Dolo, si è infilato nella porta (d’uscita) dedicata – da quando esiste il passante – a chi non è tenuto a pagare nulla. Ma il biglietto è stato rifiutato. Vuoi vedere che la Cav si è inventata qualcos’altro?
«Pregasi cambiare verso d’introduzione… biglietto illeggibile…». Finalmente la voce di un operatore, mentre dietro la coda cresceva. «Lei da dove viene?». «Da Mirano». «Attenda… le devo fare il mancato pagamento». «Ma se non devo pagare nulla!». «Glielo devo fare ugualmente…». Implacabile l’esattore virtuale, implacabile il biglietto della lunghezza di 30 centimetri e cinque millimetri che viene sputato dalla feritoia. «Mancato Pagamento. Il pedaggio non è stato corrisposto (in tutto o in parte)». I matematici, o i filosofi, suggeriscano quale può essere una parte dello zero, o del nulla.
Mentre gli veniva consentito di proseguire, l’allibito automobilista poteva leggere, in italiano e in inglese: «Importo totale pedaggio: € 0.00. Importo da pagare: € 0.00. Modalità di pagamento…». A seguire, l’elenco di siti, località, banche dove far fronte al debito entro il termine di 15 giorni per evitare maggiorazioni. Un banale disguido? O invece la spia di un accanimento meccanografico, controllo sulle tratte che scottano mentre la società di gestione Cav è messa sotto accusa per aver aumentato i pedaggi? Il risultato è in quell’irridente invito a pagare e rimborsare il nulla, burocratico rito innescato da una supposta smagnetizzazione della banda che legge il percorso degli utenti.
In serata, dopo che la notizia è apparsa sul sito Gazzettino.it, ecco arrivare la spiegazione di Cav. «C’è chi è transitato senza inconvenienti…». E gli altri? «Nel caso in cui l’utente dichiari di essere entrato in una stazione che dà pedaggio zero, viene emesso automaticamente un rapporto di mancato pagamento». Anche se non deve nulla? «L’operatore invita l’utente a non prendere in considerazione il rapporto e a inserirlo in un apposito contenitore». Quanti sono i malcapitati? «Lo 0,5 per cento». Su 60 mila transiti Padova-Mestre e viceversa, circa 300 al giorno. Guarda caso, sulla pista 88 a passaggio libero, proprio mentre infuria la polemica sui rincari.
Anche ieri il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha impugnato l’arma delle parole per rassicurare i veneti imbestialiti. «Paghiamo talmente tante tasse che dovremmo poter usufruire gratuitamente delle nostre strade. È un problema che ho ereditato…». Ha cercato di giustificare: «Quando si realizzò il Passante, per far evitare al traffico di attraversamento la tangenziale di Mestre, il pedaggio Mestre-Padova era di 2,20 euro, oggi che il Passante è realizzato, con più di 30 chilometri di gratuità, è a 2,80 euro». Ha lanciato segnali a Roma: «Il problema deriva da una concessione anomala di 23 anni: raddoppiandone il numero, riusciremmo anche a diluire il peso del pedaggio». E ha ripreso antichi temi a lui cari: «Dal primo giorno chiediamo che questa situazione atipica sia normalizzata, anche perché vige nei confronti di un concessionario pubblico: che ci diano le strade e che i soldi restino nelle tasche dei Veneti».
Intanto gongola Tiziano Bembo, presidente Cav. «Nei primi 6 giorni dell’anno da Padova a Venezia e viceversa il traffico è aumentato del 2 per cento. E al casello di Dolo-Mirano c’è stato un calo del 47 per cento di entrate e uscite». Infatti, il “tornello” che faceva risparmiare i pendolari non serve più.

 

MIRANO – Ora la lotta contro gli aumenti

Sparito il “tornello”. Vetrego festeggia

MIRANO – «Finalmente potremo respirare un po’ di più, ma la nostra battaglia non finisce qui». Il comitato “Rinascita Vetrego” festeggia per l’eliminazione dell’ormai noto tornello alla rotonda del casello autostradale, ma riporta subito i riflettori su altre due questioni: il caro-tariffe e l’assenza di adeguate barriere fonoassorbenti.
Partiamo dal traffico: chiuse le festività, ieri è stato il primo giorno lavorativo per quasi tutti i pendolari. Il primo senza la manovra degli automobilisti della Mestre-Padova, che uscivano e rientravano a Mirano per godere del pedaggio gratuito tra Mestre e Mirano. Cav ha uniformato apposta le tariffe, ieri in rotonda c’erano certamente meno ingorghi del solito. Il traffico si è spaiato: una fetta di automobilisti si è spostata al casello di Spinea per imboccare il Passante, molti altri si sono riversati su Cavin, Noalese e Riviera. Un netto aumento di auto sulle strade interne c’è stato, ma era prevedibile vista la riapertura delle scuole. La situazione andrà monitorata nelle prossime settimane: I pendolari eviteranno l’autostrada intasando la viabilità ordinaria? Intanto Emanuele Congia, presidente del comitato, rilancia:

«Ora appoggeremo il comitato mirese Opzione Zero per la battaglia contro l’aumento delle tariffe, e continueremo ad insistere con Cav, Regione e Comune per ottenere barriere fonoassorbenti a Vetrego: non basta una collinetta per evitare di essere subissati dallo smog dell’autostrada».

(g.pip.)

 

ULTIMATUM – I “forconi” scaldano i motori: «Autostrade, abbassare i costi»

I “forconi” scaldano i motori. Per il momento stanno a guardare, ai bordi dei nastri d’asfalto dove un mese fa hanno lanciato la protesta contro il governo centrale e la classe politica. Ma tra i punti approvati il 4 gennaio al presidio di Soave nell’ultimatum per il governo ce n’è uno che può accendere le polveri, collegando il mugugno collettivo degli automobilisti con il movimento che il 9 dicembre ha lanciato la rivoluzione del popolo italiano. Punto cinque: «Riduzione considerevole del costo del carburante per uso professionale nonchè dei pedaggi autostradali». Invece è scattato l’aumento. Uno schiaffo. Come reagiranno? Se lo stanno chiedendo gli agenti della Digos che hanno rafforzato i controlli. «Tranquilli, siamo in tranquilla attesa» spiega da Soave il veronese Lucio Chiavegato, uno dei leader. Ma da San Vendemiano (Treviso) arriva l’avvertimento di Geremia Agnoletti: «Dei rincari pensiamo tutto il male possibile. I pedaggi sono un’altra tassa che colpisce lavoratori e produttori. Soltanto per fare un piacere agli amici degli amici…». Chi? «I concessionari delle autostrade che spendono sempre di meno per la manutenzione, mentre vengono ridotti i costi di manutenzione: vogliono farsi le bretelle autostradali pagandole con i pedaggi».

(G. P.)

 

IL FRONTE POLITICO – L’Idv chiede all’assessore Chisso di riferire alla commissione regionale

Da Martella a De Poli tutti in campo contro i rincari

L’ESPONENTE PD  «Cosa intende fare il ministro Lupi?»

IL SENATORE UDC  «Ora il governatore difenda i veneti»

MESTRE – Tutti alla pazza ricerca di strade alternative. Per bypassare caselli e macchinette esattrici, con lo scopo dichiarato di risparmiare qualche euro al giorno, che a fine mese fanno cifre importanti per gli stipendi dei pendolari. Considerando che per molti di loro non ci sono alternative all’auto per andare al lavoro.
Il riflesso di questo sforzo di invenzione collettiva (ma le strade sono quelle che sono) si coglie, sotto forma di preoccupazione, negli interventi di tanti politici che tirano in ballo Regione Veneto e ministro dei Trasporti per il caro-autostrade.

Andrea Martella, deputato, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, ha preparato un’interrogazione urgente: «Questi aumenti triplicano e quadruplicano mediamente il tasso di inflazione media registrato nel 2013. Preoccupano vari elementi: dal rischio che i rincari portino l’utenza a riversarsi sulle strade non a pagamento con conseguenze di intasamento del traffico a discapito della vivibilità dei centri urbani, agli inevitabili aumenti a cascata di materie prime e prodotti finiti». E chiede al ministro Lupi come intende tradurre in pratica l’ipotesi di abbonamenti che riducano il costo dlele autostrade per pendolari e autotrasportatori.

Antonino Pipitone, capogruppo regionale di Italia dei Valori, chiede all’assessore Renato Chisso e ai vertici Cav di uscire allo scoperto. Andando a spiegare in Commissione Urbanistica e trasporti della Regione «i veri motivi del rincaro delle tariffe sulla Padova-Venezia e sul Passante: serve trasparenza sui conti della società e in particolare sui costi del “tornello” che sino al 31 dicembre scorso ha consentito agli automobilisti che uscivano ed entravano a Dolo di non pagare il pedaggio sulla A57». E provocatoriamente aggiunge: «Vorremmo vedere quanto ci sono costati quelli che uscivano e rientravano a Dolo per non pagare il pedaggio fino a Mestre e viceversa».

Chi punta contro il governatore Luca Zaia è il senatore dell’Udc Antonio De Poli, soprattutto dopo l’uscita del governatore sulle strade gratis ai veneti: «Il governatore faccia la sua parte con Cav. Governo e Regione dovranno trovare una soluzione al problema pedaggi. Per il presidente della Regione è arrivato il momento di smetterla di urlare contro il Governo centralista e di vestire i panni del veneto che pensa ai veneti”.

(G. P.)

 

Nuova Venezia – Cav: prove tecniche di sconti autostradali

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8

gen

2014

 

SALASSO PEDAGGI »DOPO L’INTERVENTO DI LUPI
La concessionaria sta simulando gli effetti di riduzioni dal 10 al 40%.

Sul web oltre 2 mila adesioni alla nostra campagna

VENEZIA – Qualcosa si muove sul fronte dei rincari dei pedaggi autostradali. L’intervista di Maurizio Lupi al nostro giornale, dove il ministro dei Trasporti esprime la volontà di compensare gli aumenti tariffari con abbonamenti scontati a pendolari e autotrasportatori, ha impresso un’accelerazione agli eventi mentre sul nostro sito le adesioni alla campagna anti-stangata hanno superato quota 2 mila.

Gli uffici di Cav, la concessionaria nell’occhio del ciclone per l’impennata da 0,80 a 2,80 euro nella tratta Padova-Mirano/Dolo cui fanno riscontro gli analoghi salassi sull’A27 e sulla Padova-Rovigo, hanno iniziato la simulazioni degli sconti, ipotizzando un ventaglio di opzioni – dal 10 al 40% – per valutarne gli effetti in termini di minori introiti ed equilibri di bilancio:

«Condivido le parole di Lupi, soprattutto laddove sottolinea la necessità di rivedere l’intero sistema delle concessioni autostradali adeguandolo ai nuovi volumi di traffico», commenta il presidente Tiziano Bembo «da parte nostra abbiamo garantito in partenza una riduzione del 40% ai residenti di Dolo, Mirano, Pianiga, Mira, Spinea e vogliamo rispondere concretamente alle esigenze di pendolari e autotrasportatori ma anche di artigiani e piccoli commercianti, spesso trascurati».

Pesa il debito del Passante da ripianare (425 milioni saldati, 650 pendenti) ma la circolazione – e i conseguenti incassi – non sembra scoraggiata dagli aumenti: nei primi sei giorni dell’anno il flusso tra Padova est al casello di Mestre segna +2% sul 2013.

Numerosi gli interventi politici. «Il rincaro dei pedaggi in Veneto è destinato a penalizzare l’utenza compromettendo anche quei timidi segnali di ripresa della produttività e dell’economia regionale che si stanno intravvedendo», afferma il vicepresidente del gruppo del Pd alla Camera, Andrea Martella, autore di un’interrogazione a Lupi: «Guardiamo con favore la volontà del ministro di intervenire per abbattere i costi attraverso abbonamenti mirati e la convocazione di un tavolo di confronto con le società autostradali. Ma i tempi di intervento devono essere rapidi: per questo auspico da parte del ministro chiarimenti e decisioni tempestive».

«Finora c’è stato l’amaro ping pong tra politici ed amministratori, ma il vero caos lo vedremo a febbraio», fa eco il capogruppo veneto dell’Idv Antonino Pipitone «quando i pendolari, gli agenti di commercio e le aziende di trasporto controlleranno l’estratto conto del Telepass scoprendo così la reale entità del salasso, la protesta salirà di tono e il traffico si riverserà sulle statali. Invece dei “tornellisti”, avremo i forconi del casello».

Quasi un annuncio della protesta della Lega che sabato – accogliendo l’appello del segretario Salvini – manifesterà all’ingresso delle autostrade: «Rincari solo al Nord mentre nelle autostrade del Sud si gira a sbafo, è l’ennesima rapina, il nostro popolo dice basta»; «Con tutte le tasse che paghiamo a Roma, avremmo il diritto di viaggiare gratis», fa eco il governatore Luca Zaia. In Consiglio regionale, infine, oggi Bruno Pigozzo (Pd) e Dario Bond (Pdl-Ncd) chiederanno una riunione straordinaria della commissione trasporti con l’audizione di tutti i presidenti delle concessionarie venete.

Filippo Tosatto

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LE NUOVE TARIFFE ALLA PROVA

Vetrego senza colonne ma timori per il traffico

MIRANO – Il “tornello”? Deserto. Al primo banco di prova, al rientro dalle ferie, la rotonda del casello di Vetrego ha tante auto quante si registrano nei giorni di festa. Alle 8 di ieri mattina, orario di punta, non si è ripetuto quello che è stato la norma negli ultimi anni: code chilometriche, rotonda congestionata, tempi di attesa eterni per entrare in autostrada e di conseguenza residenti prigionieri in casa loro e smog alle stelle. Oggi tutto questo non c’è più. Sarà anche presto per fare un bilancio e cantare vittoria, ma di sicuro chi si aspettava di mettersi in coda come tutte le altre mattine, si è trovato invece ad arrivare al lavoro in anticipo. I pendolari della Padova-Mestre insomma lo hanno già capito, qualcuno l’ha provato sulla propria pelle nei giorni scorsi: percorrere l’autostrada dal casello di Dolo-Mirano a Padova è davvero un salasso. Uscire e rientrare per poi riprendere gratuitamente il tratto autostradale verso Villabona non conviene più. Tanto si paga lo stesso. A Mirano, in località Vetrego, protestavano da anni per il “tornello”, quella cattiva abitudine dei pendolari (ma pur sempre legale) di uscire al casello miranese, fare un giro di rotatoria e rientrare per sfruttare la liberalizzazione dell’ultimo tratto. Fra i residenti l’impressione è che sia solo la quiete prima della tempesta è diffusa: il timore che tutto il traffico di via Vetrego e via Porara verso il casello si sposterà sulla viabilità ordinaria è quasi una certezza.

Ieri le polizie locali dei comuni del Miranese, soprattutto Mirano e Santa Maria di Sala, non hanno riscontrato un aumento particolare del traffico rispetto agli ultimi giorni del vecchio anno (con le vecchie tariffe). Stesso riscontro anche in Riviera del Brenta. Dove sono finiti i pendolari in auto?

Filippo De Gaspari

 

pedaggi – Ci vuole il bollino autostradale

Ecco siamo alle solite, si sono accorti che le nostre autostrade sono costose. Lo si dice da anni, si fanno i paragoni con altri Paesi europei, delegazioni vanno a verificare all’estero (a spese nostre) la gestione dei servizi al cittadino, nei dibattiti si citano ad esempio altri paesi ma poi nulla si fa per imitarli… Potrei continuare. Oggi le solite lagnanze come per l’aumento della benzina nei periodi di vacanza, per le code chilometriche ai caselli ecc. Ma il vero problema è che le varie società pensano solo ai profitti ricavati da un territorio che è di tutti e dato in concessione senza grosse prescrizioni da rispettare. I CdA delle società si dividono soldi a palate e noi paghiamo. Facciamo degli esempio. In quasi tutta Europa vige il sistema del bollino autostradale. In Germania il turista paga solo per attraversare la Baviera (il tedesco paga ma si scarica la spesa dal costo del Bollo auto). Nella vicina Austria per 10 giorni si paga circa 9 Euro; in Ungheria, Repubblica ceca, Slovacchia, Romania si pagano circa 10 Euro per 10 Giorni. In Slovenia si paga 15 euro per 10 giorni.. Ecc. Col bollino non si fanno code evitando l’inquinamento e non ci sono intasamenti eppure anche in questi Paesi si lavora nelle autostrade. Basta vedere la vicina Austria. Da noi No. Contano più gli interessi delle concessionarie che quelli della collettività. Quando la Slovenia istituì il bollino autostradale molti italiani protestarono perché hanno pensato al loro particolare e momentaneo (vacanze in Istria) interesse. Mi piacerebbe sapere cosa dicono oggi dell’aumento autostradale italiano. Ecco il nostro problema: quello di fare gli interessi dei gruppi economici e politici. Proviamo a copiare dagli altri e vedremo che qualche problema si risolverebbe, almeno proviamo a cominciare sapendo che l’interesse collettivo viene prima di quello privato.

Danilo Rosan Venezia

 

Nuova Venezia – Caos evitato, ritardi e disagi restano.

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8

gen

2014

 

il nuovo orario cadenzato

Caos treni evitato ma restano ritardi e disagi per i pendolari

Non c’è stato il caos, ma ancora ritardi e disagi per i pendolari dei treni. Ieri è stato il primo test per il nuovo orario cadenzato dopo le festività natalizie. Attese tra i 5 e 25 minuti ai binari, qualche convoglio sovraffollato. E gli studenti di Trenitardo raccolgono molte segnalazioni sul web.

 

ORARIO CADENZATO » I TRENI REGIONALI

Ieri nuovo banco di prova nella prima giornata di presenza di lavoratori e studenti pendolari dopo le vacanze natalizie

Il caos non c’è stato: ma i ritardi e i disagi sì nel test di ieri, con lavoratori e studenti pendolari in viaggio dopo le vacanze invernali. Ritardi e treni soppressi. La giornata di ieri ha registrato nuovi ritardi ai convogli. Per quasi tre ore – dalle 7.20 alle 10 – abbiamo monitorato i treni in arrivo e in partenza dalla stazione di Mestre. Ma i ritardi accumulati da alcuni convogli in mattinata sarebbero passati quasi inosservati se non fosse stato per l’attesa di tutti – dalla Regione ai pendolari passando per i sindaci – di sapere come sarebbe andata, temendo un’altra giornata da ko tecnico. E invece: dieci minuti per il regionale 11012 delle 7.29 per Trieste (via Udine), al binario 1 cinque minuti per il regionale 2206 delle 8.10 per Venezia, quindici minuti per il regionale 5714 delle 9.08 diretto a Bassano, partito dal binario 12. Le segnalazioni arrivate dai comitati riguardano invece, sulla linea da Trieste, un ritardo di 10 minuti del treno 11110 da Portogruaro a Venezia e, a Quarto d’Altino, un ritardo di 25 minuti del treno delle 10.55 per Venezia. Da segnalare anche il sovraffollamento, con molti studenti costretti a restare in piedi già da Mestre, del regionale delle 7.54 per Bologna partito dal binario 6. Nel pomeriggio i maggiori disagi sono stati a Padova, con la soppressione del treno per Treviso delle 13.46 per «un guasto al materiale rotabile». Disagi sì, ma non il caos come accadde lo scorso 16 dicembre, quando scoppiò il caos anche a causa di un guasto – per il gelo, informò Trenitalia – alla linea elettrica, nel tratto compreso tra Dolo e Vigonza (linea Venezia-Padova). Il bilancio, a fine giornata, fu di 14 treni regionali con ritardi tra i 20 e i 60 minuti, 6 convogli cancellati, e migliaia di pendolari infuriati e sul piede di guerra. Comitati.

«È vero, ci sono stati ritardi limitati rispetto al passato» commenta Angela Stortini, del Comitato pendolari del Veneto orientale «ma il problema non sono tanto i ritardi, ma la riorganizzazione delle corse introdotta con l’orario cadenzato, che non tiene conto dei flussi delle persone negli orari di punta, e dei turni di pendolari. È su questo fronte, il più importante, che aspettiamo miglioramenti».

Ad annunciare i primi ritocchi era stato, la vigilia di Natale, l’assessore regionale alla Mobilità, Renato Chisso, il padre politico della riorganizzazione ferroviaria. Ma mentre, come promesso, il bus di mezzanotte e venti da venti posti da Venezia a Portogruaro è già stato sostituito da un pullman da 55 posti gran turismo, non è ancora stato ripristinato il treno da Portogruaro a Venezia delle 4.13 (con l’orario cadenzato ne è stato introdotto uno alle 4.38).

«I ritardi restano però diffusi» spiega Luciano Ferro, del comitato di Quarto d’Altino «non c’è da essere soddisfatti e non possiamo certo dire che la situazione sia migliorata. I ritardi e le soppressioni sono all’ordine del giorno, vedremo come andrà nelle prossime settimane».

Incontri. Entro la fine del mese sono previsti due incontri, tra la Regione e i sindaci dei comuni della tratta Venezia-Trieste e Venezia-Bassano che serve il bacino del Miranese, l’area più popolosa del Veneziano. «Sollecitiamo Chisso a convocarci» dice il sindaco di Spinea, Silvano Checchin «e che lo faccia con lo spirito di potenziare i treni nelle fasce più usate dai pendolari che avrebbero voluto essere sentiti per la programmazione».

Francesco Furlan

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Trenitardo, valanga di segnalazioni sul web

La piattaforma creata dagli universitari da ieri è aperta a rimostranze e sfoghi di tutti i viaggiatori

Hanno ricevuto talmente tante richieste da parte di lavoratori e pendolari che i ragazzi di Trenitardo – il sito fondato da un gruppo di studenti degli atenei di Venezia, Padova, Treviso e associazioni studentesche venete che gioca con la somma dei ritardi di tutti i convogli in transito per arrivare a comporre una “banca del tempo perduto” – hanno deciso si aprire la loro piattaforma alle segnalazioni di tutti i viaggiatori.

«Quasi un mese è passato dall’introduzione del nuovo orario cadenzato e i forti disagi della prima settimana non si sono di certo esauriti», spiegano Davide, Francesco e Mauro. «Le promesse a seguito della decisione di sopprimere alcuni treni spezzandone la linea, come i celeberrimi Milano-Venezia, ma anche i Padova-Mantova, continuano a lasciare a piedi moltissime persone per il mancato rispetto delle coincidenze. Le tanto proclamate ?200 corse in più della Regione sono state un facile specchietto per le allodole, perché sono dovute semplicemente all’aumento delle tratte. Spesso il risultato finale è stato la riduzione delle carrozze del treni con il conseguente sovraffollamento di quelle restanti. Se si vogliono ?aumentare le corse? mantenendo sostanzialmente lo stesso parco macchine, non ci vuole un genio a capire cosa succederà».

Gli studenti passano alla loro materia preferita, l’accumulo di ritardo: «I dati raccolti (rilevati sistematicamente ogni giorno su tutti i treni veneti e friulani attraverso viaggitreno.it, il portale di Trenitalia) non sono affatto positivi: il confronto tra le registrazioni del mese precedente al cadenzato e quelle della prima settimana in cui è stato attivato, mostrano quattro punti percentuali in meno sulla ?puntualità (da 78% a 74%); più di un treno su quattro presenta un ritardo maggiore di cinque minuti. Il miglioramento registrato nelle ultime due settimane (+10% di treni in orario) rappresenta per noi un?’ulteriore nota di demerito, in quanto treni più puntuali a basso regime di presenze dovuto alle vacanze natalizie, dimostrano l’inadeguatezza del sistema in regime di utenza ordinaria causato forse da una cattiva programmazione che non tiene conto della presenza di chi usufruisce del servizio. Nonostante ciò, anche se meno affollato un treno su sei continua a superare i cinque minuti di ritardo. Non ci sono più scuse: mentre prima il progetto si limitava alle città universitarie di Padova, Venezia, Udine e Treviso, ora chiunque viaggi in Veneto e Friuli Venezia Giulia per studio, lavoro o qualsiasi altro motivo potrà unire la propria voce a quella di altre migliaia di persone che subiscono un simile trattamento, amplificandola». Concludono: «Crediamo che solo con la collaborazione di tutti ci potranno essere dei cambiamenti reali, per questo stiamo intessendo una rete di contatti nelle altre regioni per estendere il progetto in tutto il territorio nazionale, cercando di rispondere alle peculiarità di ognuna». Gli studenti hanno ricevuto, nelle scorse settimane, una diffida da parte di Trenitalia per l’utilizzo del logo del loro sito. «Abbiamo risposto a Trenitalia inviando una lettera nella quale chiediamo spiegazioni circostanziate in merito alle loro affermazioni», chiariscono Davide e Francesco, «lettera scritta da un avvocato. Per ora abbiamo oscurato il logo in attesa della risposta, che ancora non è arrivata. Chi ci segue ha capito il problema, noi crediamo che non ci siano gli estremi per impedirci di usarlo. In ogni caso una volta che ci avranno dato i dettagli, vedremo il da farsi e se continuare ad utilizzare il logo o meno».

Marta Artico

 

Maroni: maxi società ferroviaria lombarda per aggiudicarci i treni regionali del Veneto

Il trasporto regionale veneto fa gola alla Lombardia. «Se parte il progetto di fusione tra Trenord e Atm avremo un soggetto in grado di allargare la sfera d’azione anche al di fuori della nostra regione così da sfruttare la grande occasione offerta dalla Regione Veneto che ha disdetto il contratto con Trenitalia, in scadenza il 31 dicembre, e farà una gara per aggiudicare l’appalto dei treni regionali dal 1 gennaio 2015». Parole del governatore lombardo Roberto Maroni, che ha replicato così ad una domanda riguardante la possibile fusione tra le due società che attualmente gestiscono il servizio ferroviario: «Ritengo si tratti del l’unica strada utile per recuperare efficienza e spendere meglio i soldi pubblici», ha aggiunto «l’aggregazione fra Atm e Trenord sarebbe funzionale anche alla realizzazione di un sistema di trasporto pubblico macroregionale, perché le intersezioni tra i sistemi regionali ci sono, come si è visto per esempio nel problema che era sorto sui treni tra Bergamo e Verona, problema che poi abbiamo risolto». «E quella offerta dal Veneto», ha concluso Maroni fornendo un assist al collega leghista Luca Zaia «è un’occasione interessante, una prospettiva coerente con l’idea di creare un sistema macroregionale nel trasporto sia su ferro che su gomma».

 

 

Il caro pedaggi aumenterà il traffico in molte strade di Riviera e Miranese

Su Facebook gli automobilisti annunciano l’abbandono dell’autostrada

MIRANO – Il salasso in autostrada e l’invasione di auto nei centri abitati. Ecco perché i rincari del pedaggio in A4 e A57 non riguardano solamente i pendolari. Rischia tutta la viabilità ordinaria, vera alternativa all’autostrada e a tremare sono sia il Miranese che la Riviera. A fare due conti sono gli stessi sindaci, che da questa settimana, al rientro dalle ferie, si troveranno a dover gestire una situazione che non avevano messo in conto in questo inizio d’anno, capitata tra capo e collo a Capodanno con l’aumento delle tariffe al casello fino al 250% sulla tratta Mirano-Padova, a pieno titolo ora diventati gli 11 chilometri più cari d’Italia. Ovvio che con questi aumenti, la maggior parte dei pendolari del Miranese sceglieranno la viabilità locale per raggiungere la città del Santo. Le alternative alla A57 per raggiungere Padova in realtà sono più di una, ma questo non basterà a spalmare la mole di traffico senza un incremento, anche minimo, di auto e tir nei centri abitati, con conseguenze nefaste per la circolazione, i tempi di percorrenza e la sicurezza stradale.

A rischio soprattutto la strada regionale 515 Noalese, che collega Treviso con Padova e attraversa proprio i comuni di Santa Maria di Sala e Pianiga (a Mellaredo). Ma anche la strada provinciale 25 (via Marinoni) tra Caltana e Pianiga, verso la Riviera del Brenta (Fiesso e Stra). Tra Santa Maria di Sala e Mirano a rischio congestione è via Cavin di Sala, fino alla confluenza (in pieno centro del capoluogo salese, alla curva Beccante) con la Noalese, ma anche viale Venezia a Mirano: qui potrebbe riversarsi tutto il nuovo traffico che utilizzerà il casello di Spinea, località Crea, al posto di quello di Dolo-Mirano, località Vetrego. Non se la passerà meglio la Riviera, che rischia di trovarsi tutto il traffico autostradale lungo la statale 11 del Naviglio Brenta e occhio anche alla provinciale 26 da Roncoduro a Dolo, sempre verso la Riviera.

Non si tratta solo di ipotesi: sui social network molti pendolari annunciano già le loro intenzioni. «Abbandono l’autostrada e passo in Riviera», commenta un automobilista. Addirittura un lavoratore incita a fare della convenienza una forma di protesta: «Usiamo tutti le statali, così che capiscano che ci stanno massacrando».

Forconi al volante insomma: anche così si crea il blocco. I sindaci corrono già ai ripari: chiederanno un incontro con la Regione e il prefetto, come annunciato dal primo cittadino di Santa Maria di Sala Nicola Fragomeni, per chiedere la tutela dei paesi attraversati dalle provinciali e regionali. Intanto già oggi, al rientro delle ferie, si avrà il primo banco di prova delle scelte dei pendolari.

Filippo De Gaspari

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IL CALVARIO DEI PENDOLARI »L’AUTOSTRADA

Lupi: abbonamenti scontati ai lavoratori

Il ministro dei Trasporti: «Stiamo lavorando a riduzioni mirate del 20 per cento. Concessioni più lunghe? L’Ue direbbe no»

VENEZIA – Famiglia, messa, staff, cinema. Finalmente, alle otto della sera Maurizio Lupi, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, riaccende il cellulare e replica alle domande del cronista. Nel Veneto cresce la protesta contro i rincari autostradali e le società concessionarie chiamano in causa il suo ministero: eventuali riduzioni dei pedaggi – è la tesi – non rientrano nelle nostre facoltà ma richiedono l’autorizzazione preventiva dei Trasporti.

«Una premessa: nel Veneto, quasi tutte le concessionarie ci avevano richiesto aumenti superiori a quelli accordati, noi li abbiamo calmierati in partenza ma questo non è sufficiente. In tempi di crisi che colpisce le famiglie e le imprese, ogni rincaro diventa doloroso. Per questo, con i tecnici del ministero stiamo studiando un sistema di abbonamenti sulla rete autostradale diretti alle categorie che, per ragioni di lavoro, sono più esposte agli aumenti, come i pendolari e gli autotrasportatori. L’obiettivo realistico? Se attraverso il sistema dell’abbonamento riuscissimo a ridurre i costi del 20%, avremmo ridotto di molto l’impatto degli adeguamenti tariffari».

Nel tratto più controverso, quello Padova-Venezia, la Cav auspica un allungamento dei tempi di concessione, dagli attuali 23 a una quarantina d’anni, perché ciò consentirebbe di “spalmare” il debito contratto per realizzare il Passante di Mestre, rendendo possibili sconti ai caselli altrimenti vietati da esigenze di bilancio. È una prospettiva praticabile?

«Rispondo con franchezza, nell’immediato lo ritengo improbabile alla luce della scontata opposizione dell’Unione Europea, che solleverebbe un problema di violazione della libera concorrenza. È evidente però che la questione è fondata e attuale. Il sistema delle concessioni dev’essere rivisto, anzitutto perché da sei anni a questa parte la domanda di traffico autostradale è diminuita. Dobbiamo garantire i contratti e il rispetto della legge, certo, ma dall’altra parte non si può continuare con questo meccanismo di rinnovo automatico che ignora le mutate condizioni di mercato».

Lei ipotizza una revisione delle regole. Ma su quali basi? E con quali effetti sulle tasche dei consumatori?

«Per quanto riguarda l’interlocutore europeo, dobbiamo avviare un tavolo di confronto nella consapevolezza che i tempi della trattativa non saranno brevi e l’esito non sarà scontato. Sul fronte interno, invece, credo ci sia disponibilità e coscienza da parte del sistema dei concessionari per rivedere una dinamica non più adeguata alle esigenze del Paese, anzi, per molti versi in controtendenza. Su questo versante sono ipotizzabili agevolazioni mirate, almeno per le categorie pendolari: gli abbonamenti scontati favorirebbero non soltanto loro ma anche i concessionari che hanno interesse a stimolare la domanda evitando un ulteriore calo della percorrenza autostradale».

Sconti per lavoratori pendolari e camionisti. È una vaga promessa o un obiettivo concreto del suo ministero?

«È un impegno che assumiamo, al quale stiamo già lavorando. Conto di darvi buone notizie in tempi ragionevoli».

Filippo Tosatto

 

Appello web: adesioni verso quota 2 mila «Scongiurare l’ennesima stangata» 

VENEZIA. Si avviano a quota 2 mila le adesioni giunte al nostro sito a sostegno degli «sconti pendolari» della Venezia-Padova, una campagna inaugurata dal nostro giornale con l’appello rivolto dal direttore Antonio Ramenghi al governatore Luca Zaia. L’iniziativa, che ha sollevato il tema dei rincari autostradali in particolar modo sul Passante (più 20 per cento in due anni), sta raccogliendo consensi crescenti: in meno di quattro giorni hanno firmato cittadini di ogni età e fascia sociale. Qual è la richiesta? Che la Regione Veneto, proprietaria del 50% di Cav, si faccia carico di una serie di agevolazioni e sconti a favore dei pendolari che ogni giorno percorrono la tratta Venezia-Padova. Una misura necessaria, a detta di tutti, perché su questo tratto autostradale padovani, mestrini e trevigiani rischiano di bruciarsi le tredicesime. Il costo dei venti chilometri tra Padova Est e la barriera di Venezia-Mestre, attualmente, è di 2 euro e 80 centesimi. Stessa cifra per chi esce a Mirano/Dolo o Mira/Oriago. Il sistema più conveniente, attualmente, per raggiungere Mestre da Padova è quello di scegliere il casello di uscita di Spinea Crea (1,60 il pedaggio da Padova Est) ed entrare a Mestre attraverso la viabilità ordinaria. Questa tariffa differenziata rischia di riproporre il tema del tornello che tanti disagi ha provocato al casello di Vetrego.

 

MENTRE DE POLI PUNGE ZAIA E IL GOVERNO

Bembo cerca uno spiraglio «Rischio di danno erariale»

VENEZIA – Che fare? A parole tutti concordi, nei fatti prevale un rimpallo di responsabilità sull’asse Venezia-Roma. Che il salasso dei pedaggi autostradali investa competenze svariate lo riconosce anche Antonio De Poli, segretario dell’Udc veneta, lesto peraltro a incalzare la Regione:

«Le concessionarie non possono scaricare le loro inefficienze sui cittadini, il governatore Zaia convochi subito un tavolo con le società concessionarie tra cui la Cav e non stia dalla parte di chi mette i rincari»; il senatore centrista spiega che«quella che si sta giocando è una partita senza colore politico ma in difesa dei veneti, di pendolari e autotrasportatori» e in un’interrogazione parlamentare al ministero dei trasporti chiede spiegazioni sui criteri adottati che «hanno graziato il Sud e dato una stangata al Nord».

Conclusione salomonica: «Ciascuno deve fare la propria parte, solo così riusciremo a vincere questa sfida che si gioca in Veneto ma anche nei palazzi romani».

Giorni di passione per Tiziano Bembo, presidente della Cav. Che si sente preso di mira, perché i contestatissimi aumenti nella sua tratta Padova-Mestre sono pur sempre inferiori a quelli adottati dalle società che gestiscono la Padova-Rovigo e la Treviso nord-Mestre:

«Figuratevi se non vorrei applicare riduzioni tariffarie e sconti», fa sapere «il punto è che gli adeguamenti dei pedaggi sono sanciti dalla concessione, eventuali modifiche, che stiamo valutando dal punto di vista tecnico, devono essere autorizzati dal ministero. In presenza di minori introiti al casello determinati da scelte unilaterali, lo Stato subirebbe un contraccolpo sul piano dell’Iva e dell’Ires e potrebbe farci causa chiedendo il risarcimento del danno erariale».

«È l’ennesimo regalo avvelenato del centralismo», chiosa il governatore Zaia «la Cav non ha effettivo potere decisionale sulle tariffe soggetta com’è alle decisioni del Governo di Roma. Ma noi non ci arrenderemo, lo dobbiamo ai nostri pendolari».

 

SALASSO PEDAGGI»la venezia-padova 

Il governatore Zaia si impegna, Cav studia i flussi. Gli autotrasportatori infuriati, protestano anche gli agenti di commercio

PADOVA – La richiesta corre sul web ma è sempre più diffusa nell’opinione pubblica: «La Regione intervenga per i pendolari di Padova e Mestre» introducendo delle agevolazioni sostenibili dopo il salasso cui sono sottoposti dal primo gennaio i pendolari della Venezia-Padova (più 6,2%, che si aggiunge al più 13,6% dell’anno scorso). Il governatore Luca Zaia si è impegnato, sollecitando il gestore Cav a studiare un sistema che salvi la tredicesima ai pendolari dell’autostrada più trafficata e importante del Veneto (120 mila passaggi al giorno). Cav, dal canto suo, ha promesso di studiare i flussi di traffico ma ha messo le mani avanti: «Allo stato attuale, a normativa vigente, appare difficile estendere la scontistica ad altre categorie, oltre ai residenti dei cinque comuni del Veneziano più danneggiati dal Passante» ha spiegato il presidente Tiziano Bembo. Ad appena 24 ore dal ritorno al lavoro di gran parte dei pendolari, insomma, la protesta anziché spegnersi sembra aumentare in rabbia. Contro la politica, soprattutto: perché non ha saputo aumentare gradualmente i costi e imposto due balzi che, in due anni, hanno fatto crescere il pedaggio del 20%. La Cav è una concessionaria controllata per il 50% dalla Regione Veneto, che ne esprime il presidente, e per il 50% dall’Anas, che ne esprime l’amministratore delegato.

Intanto si aggiungono reazioni: «Far gravare i pedaggi autostradali sulle tasche di tutti i veneti, anche di chi non si mette in auto neppure una volta all’anno, è una proposta inaccettabile che non risolverebbe alla radice la questione: l’equilibrio finanziario delle concessionarie va garantito ma non possono essere pendolari e autotrasportatori a farsene carico» spiega il senatore Udc Antonio De Poli commenta la proposta di «bollino» sul modello austriaco.

Protestano anche le associazioni di categoria: «Noi artigiani siamo come sempre chiamati a pagare e a subire questi aumenti – commenta Roberto Boschetto, presidente dell’Unione provinciale artigiani di Padova – ad incorporarli nei nostri costi per poter lavorare, facendo crescere così le sofferenze di questi mesi. Com’è possibile continuare a chiedere sacrifici sempre agli stessi, quando ci sono realtà che appena hanno una necessita la scaricano sugli altri aumentando le tariffe?»

Anche gli agenti di commercio di Padova e Rovigo prendono posizione contro gli aumenti dei pedaggi: «Questo ulteriore aggravio di costi peserà nel bilancio delle nostre attività e assottiglierà ulteriormente i ricavi derivanti dall’attività svolta».

«Il Passante deve restare una strada a servizio dei veneti e quindi le tariffe non possono diventare proibitive e lo stesso discorso vale per le tratte venete della Società Autostrade» aggiungono Dario Bond e Piergiorgio Cortelazzo, capogruppo e vice del gruppo Ncd in Regione. «Una cosa è certa, un pendolare nella tratta Padova Est-Mestre nel 2014 non può spendere mille euro in più all’anno rispetto al 2013, è quasi uno stipendio medio che si volatilizza. Perché tutta questa fretta negli aumenti? Ragioniamo sulle agevolazioni».

(d.f.)

 

Appello web, 1.700 firme in tre giorni «Ecco come ci bruciamo la tredicesima»

VENEZIA. Millesettecento sottoscrizioni sul sito del nostro giornale a sostegno degli «sconti pendolari» della Venezia Padova: un appello lanciato dal nostro giornale dopo l’appello al governatore Zaia da parte del direttore Antonio Ramenghi. La campagna avviata dal nostro giornale, che ha sollevato il tema dei rincari autostradali in particolar modo sul Passante (più 20 per cento in due anni) sta raccogliendo le adesioni di migliaia di persone: in meno di tre giorni hanno firmato la campagna più di milleseicento persone. Qual è la richiesta? Che la Regione, proprietaria del 50% di Cav, si faccia carico di una serie di agevolazioni e sconti a favore dei pendolari che ogni giorno percorrono la tratta Venezia-Padova. Una misura necessaria, a detta di tutti, perché su questo tratto autostradale padovani, mestrini e trevigiano rischiano di bruciarsi le tredicesime. Il costo dei venti chilometri tra Padova Est e la barriera di Venezia Mestre, attualmente, è di 2 euro e 80 centesimi. Stessa cifra per chi esce a Mirano/Dolo o Mira/Oriago. Il sistema più conveniente, attualmente, per raggiungere Mestre da Padova è quello di scegliere il casello di uscita di Spinea Crea (1,60 il pedaggio da Padova Est) ed entrare a Mestre attraverso la viabilità ordinaria. Questa tariffa differenziata rischia di riproporre il tema del tornello che tanti disagi ha provocato al casello di Vetrego.

 

PROGETTO ALLO STUDIO

Quarta corsia, un sogno che vale 300 milioni

VENEZIA – Il progetto – per ora solo di massima – esiste. E potrebbe prendere forma nei prossimi mesi. Una quarta corsia autostradale tra Padova Est e la barriera di Venezia Mestre potrebbe essere il «grimaldello» attraverso il quale Cav potrebbe riuscire a farsi prolungare la concessione autostradale che attualmente scade nel dicembre 2032. Diciotto anni in più di gestione con l’impegno ad investire altri 300 milioni di euro nel potenziamento dell’asse principale che collega le due città principali del Veneto centrale: Padova e Mestre. Una quarta corsia, del resto, si rende necessaria per snellire il traffico che, soprattutto nei periodi di punta e in caso di incidente, rischia di formare code e incolonnamenti pericolosi. Il sogno di una quarta corsia, del resto, non è nuovissimo: se ne era già parlato ai tempi della realizzazione del Passante. Ma anche alla luce delle recenti polemiche sul salasso dei pedaggi autostradali, il progetto potrebbe essere riesumato. Perché l’investimento nelle reti infrastrutturali è condizione necessaria per ottenere dall’Anas e al Ministero delle Infrastrutture un allungamento della concessione. L’attuale scadenza, infatti, era legata alla conclusione naturale della concessione Anas. Ora però la concessione generale sta per essere allungata per tutti i tronchi stradali in carico ad Anas. E questo potrebbe aprire la strada a un rinnovo della concessione per il Passante e il tratto Padova Est -Venezia della A4 gestito dal concessionario regionale. La scadenza che potrebbe essere ipotizzata è quella del dicembre 2050, diciotto anni più lunga dunque dell’attuale. Con questo sistema, anche il rimborso del debito in carico a Cav potrebbe essere rimodulato e, con esso, anche le tariffe che potrebbero tornare ad essere più leggere.

Più difficile, attualmente, l’estensione delle agevolazioni in essere per i cinque comuni del Veneziano interessato ai pendolari padovani e mestrini. Anche se Cav sta approfondendo la questione.

Dal primo gennaio scorso, inoltre, è stata abolita anche l’ultima convenzione in essere da parte della società Cav, quella a favore dei giornalisti professionisti iscritti all’Ordine del Veneto.

Analoga convenzione era in essere con la società Autostrada Brescia Padova a favore sempre dei giornalisti professionisti iscritti all’Ordine.

(d.f.)

 

Nuova Venezia – Autostrade, no agli sconti

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2014

SALASSO PEDAGGI» la venezia-padova

La Cav si difende dalle accuse ma non modifica i pedaggi dei pendolari

La Cav: «Non possiamo abbassare le tariffe»

Zaia gli aveva chiesto di lavorare «pancia a terra», ma Bembo mette alcuni paletti «Garantirò l’equilibrio finanziario». Allo studio l’allungamento della concessione

VENEZIA – Sul caro pedaggi (più 20 per cento in due anni) nel quale è inciampata la concessionaria regionale Cav si affloscia il mito del Veneto, vacilla la salvifica idea dei progetti di finanza, capitombola la supremazia di chi preferisce farsi le cose da sè anziché chiederle a Roma, l’odiata capitale con la quale è in continua belligeranza. Il presidente di Cav, Tiziano Bembo, sollecitato dal suo azionista regionale, convoca la stampa di sabato mattina per arginare l’alluvione di proteste che si sta abbattendo come un uragano sulla sua società. Una tempesta che rischia di travolgere il fragilissimo equilibrio sul quale si regge la maggioranza in Regione.

«Le preoccupazioni dei pendolari sono anche le mie – spiega il presidente di Cav -: se fosse nelle nostre possibilità non avremmo certamente chiesto adeguamenti tariffari al Ministero delle Infrastrutture. Ma io devo garantire l’equilibrio finanziario della società, in un contesto di riduzione del traffico autostradale e di rimborso del debito legato all’investimento sul Passante». La strada, conferma Bembo, è quella di lavorare sull’allungamento della convenzione con Anas a fronte di un nuovo investimento (la quarta corsia sulla Venezia-Padova).

Ma un po’ di chiarezza sui numeri, Bembo intende farla: «Non è vero che il Passante è l’autostrada più cara d’Italia. Le nostre tariffe sono in linea con quelle degli altri concessionari, tenendo conto di quasi 45 chilometri pedaggiati e liberi il costo medio è pari a 0,06 centesimi al chilometro. Inoltre – spiega Bembo – la Venezia-Padova nel 2009 costava 2 euro e 20 centesimi, nel 2013 tre euro e trenta centesimi ed ora 2 euro e 80 centesimi. Il pedaggio applicato è conforme alle deliberazioni Cipe del progetto originario del Passante. Ora viene applicato un pedaggio equivalente alle tre stazioni di Mirano/Dolo, Mira/Oriago e Venezia/Mestre. Le tariffe sono rimaste uguali per tutto il 2009, il 2010, il 2011 e il 2012. Sono aumentate nel 2013 e dal primo gennaio di quest’anno».

Bembo lamenta la canea cui è stata sottoposta la sua concessionaria: «Non ho visto clamori sulla Padova-Rovigo, che pure costa 3 euro e 40 centesimi». E insiste su un punto: «Cav è nata con lo scopo di rimborsare l’investimento del Passante e progettare nuovi investimenti nelle infrastrutture del Veneto. É quello che stiamo facendo dal primo giorno: sulla tangenziale di Mestre abbiamo rinnovato l’illuminazione e oggi si transita gratis, forse dovremmo ricordarci che cosa era la tangenziale fino a pochi anni fa. Per rimborsare il Passante abbiamo attivato una serie di operazioni finanziarie, con la Bei e con un consorzio di banche: oggi possiamo dire di essere vicini al rimborso di circa la metà dell’investimento complessivo, dopo così pochi anni è un risultato importante».

Ma sulla «vignette» sul modello austriaco che periodicamente il governatore Luca Zaia torna a proporre, Bembo è scettico: «Sarebbe una bella idea, tecnicamente è fattibile. Ma noi possiamo solo chiederla, altri devono autorizzarla».

Quanto alla scontistica per i pendolari, Bembo risponde allargando le braccia: «Abbiamo avviato, in via sperimentale e per due anni, gli abbonamenti pendolari per i cinque comuni veneziani che hanno subito i maggiori disagi dalla costruzione del Passante. Allo stato attuale, con il quadro normativo in vigore, non è pensabile l’estensione di una scontistica senza compromettere l’equilibrio della società».

Diverso il discorso se la Regione riuscisse a strappare ad Anas l’allungamento della convenzione dal 2032 al 2050: «Ci stiamo lavorando da mesi, spero che il presidente Zaia raggiunga questo risultato. Ci consentirebbe di spalmare il rimborso dell’investimento in un arco di tempo maggiore e tenere i pedaggi calmierati».

Daniele Ferrazza

 

Il governatore twitta «Sconti da allargare a Padova e Mestre»

Un tweet del governatore del Veneto Luca Zaia rilancia il tema dell’estensione degli abbonamenti per i pendolari, nonostante il presidente di Cav abbia escluso per ora questa possibilità. «Già attivi gli sconti per pendolari di Mirano, Pianiga, Dolo, Mira e Spinea. Ora su mio mandato Cav studia allargamento anche a Mestre e Padova» scrive il presidente su twitter. L’ipotesi cara al governatore è stata però esclusa dallo stesso presidente di Cav Tiziano Bembo durante la conferenza stampa di ieri mattina. «Estendere la scontistica ad altri soggetti appare, nell’attuale quadro normativo, improponibile» ha spiegato Tiziano Bembo. Le agevolazioni decise per i cinque comuni veneziani consentono ai pendolari di spendere 1,68 centesimi al posto dei 2 euro e 80 centesimi. Finora le richieste sono poco meno di un centinaio: 59 a Mestre e 26 a Padova Est.

 

L’APPELLO – Dal nostro giornale campagna a favore di pendolari, imprese e famiglie

link appello

La campagna d’opinione diretta a bloccare i pesanti rincari delle tariffe autostradali è stata avviata dal direttore del nostro giornale, Antonio Ramenghi, la cui lettera aperta al governatore Luca Zaia ha segnalato e documentato i pesanti effetti dell’aumento dei pedaggi sul bilancio di famiglie e imprese venete, già duramente provate dalla recessione, sollecitando la Regione (che controlla il 50% della concessionaria autostradale Cav) ad agire per scongiurare gli aumenti. Lesta la risposta di Zaia, che ha condiviso le preoccupazioni per gli effetti del salasso sulle tasche di migliaia di lavoratori pendolari, invitando il presidente della Cav, Tiziano Bembo, a impegnarsi «pancia a terra» per risolvere il problema. Nell’attesa, la discussione cresce e si infiamma, coinvolgendo la società civile, la politica e le categorie economiche.

 

 

LA PETIZIONE SUI NOSTRI SITI

Già 1.250 firme: la rabbia sul web

PADOVA – Milleduecentotrentacinque firme alle ore 19, in appena 24 ore: è una valanga inarrestabile la petizione lanciata dai quotidiani veneti del Gruppo Espresso per spingere la Regione a concedere uno sconto ai pendolari costretti a viaggiare tutti i giorni in autostrada, dopo i maxirincari del primo gennaio. Più di 1.200 lettori che hanno voluto sottoscrivere l’appello lanciato dai nostri quotidiani. E sui siti internet del mattino di Padova, Nuova Venezia e Tribuna di Treviso ci sono centinaia di commenti alla notizia del salasso autostradale. «Non esistono al mondo autostrade così costose… 10 km di tratta a 2.70 euro è un furto legalizzato. Vergogna», scrive ad esempio il lettore Massimo Gallo. «Iniziamo con il boicottaggio! Pazienza ci metterò 20 minuti in più per arrivare a Padova ma soldi non ne regalo a nessuno!», sbotta Debora Secci, suggerendo ai pendolari di ricorrere all’alternativa della statale. Quello che farà Michele Foffano: «La mattina lavoro a Mestre, il pomeriggio a Padova. Non posso usare il treno perché oltre al treno dovrei prendere un autobus a Mestre e due a Padova per raggiungere le sedi dove lavoro. Non posso permettermi di spendere 5,60 € al giorno di pedaggio, per cui ho deciso che da quest’anno userò la statale. Se questa poi sarà la soluzione che altri adotteranno qualcuno incasserà di meno e forse rifletterà sull’opportunità di questi aumenti». E Michele Vegro, argomentando che solo il Passante dovrebbe essere a totale pagamento, conclude: «Se il Passante non ha traffico sufficiente per ripagarsi semplicemente vorrà dire che il mercato ha giudicato quell’opera inutile e Cav S.p.A. come qualsiasi azienda di questo mondo dovrà fallire! Non credo sia un ragionamento così difficile da applicare». Sempre a proposito di possibili soluzioni per smaltire la botta, Andrea Vecchiato propone il car pooling, la condivisione della stessa auto da parte di due o più pendolari che hanno la stessa tratta da percorrere: «Spese divise in 4/5 parti e il problema è risolto». «Visto che i gestori si preoccupano tanto di “compromettere l’equilibrio finanziario”- osserva Matteo Montin -, sarebbe curioso conoscere il motivo dell’asfaltatura avvenuta l’anno scorso del tratto Dolo-Padova Est. Di sicuro non è costata due lire, soldi apparentemente sprecati dato che il manto stradale era in ottime condizioni». Marialucia Esteban pone la domanda che ci facciamo un po’ tutti: «E in Germania come fanno con le autostrade gratis? E in Svizzera con 50 euro all’anno per persona come faranno?». E anche ora, di fronte alla proposta Zaia di estendere gli abbonamenti scontati anche ai residenti di Padova e Mestre, c’è chi critica, come Marco Cuccato: «Invece per i pendolari da Boara/Monselice chissenefrega eh? Si pensa sempre in piccolo, a soluzioni tampone per accontentare i pochi e mai a una soluzione vera come la vignetta, ampiamente usata con successo in tutti i paesi civili».

Enrico Pucci

 

IL TRASPORTATORE

Sartor: per la mia azienda un costo di 150 mila euro l’anno

Quanto incidono i pedaggi autostradali nel bilancio di un’impresa di autotrasporti? Vendemiano Sartor gestisce, insieme alla famiglia, una piccola impresa di trasporto a San Polo di Piave, nel Trevigiano: venti automezzi da 44 tonnellate, due milioni di euro di ricavi. Ma, soprattutto, Sartor è uno degli artefici che hanno accompagnato la costruzione del Passante: è stato assessore regionale all’Economia tra il 2008 e il 2010.

«I nostri mezzi fanno circa due milioni di chilometri l’anno, il 70% dei quali in autostrada: paghiamo pedaggi per circa 150 mila euro. Il 6% del fatturato». Troppi? «Un costo aziendale, notevole. Superiore certamente a quello che pagano imprese simili alla nostra in Europa». E la vignette proposta da Zaia? «Improponibile, soprattutto per i mezzi pesanti. E poi ci sono troppi concessionari. Il governatore farebbe meglio a lavorare perché da Trieste a Brescia vi sia un unico concessionario. E dica al suo consulente Malvestio di consigliarlo meglio: questo deve fare la politica, non altro. Zaia è là da quattro anni, non da un mese. E cosa ha fatto, oltre a criticare il passato?». Gli sconti ai residenti? «Non risolvono niente, le tariffe vanno abbassate e basta». «Cav è un’ottima idea, ma gli aumenti di questi giorni sono ingiustificati. Il calcolo di sostenibilità è stato fatto sulla base dei flussi di traffico del 2008. Ora è cambiata la situazione, bisogna adeguarli» E gli aumenti? «Ora sono inopportuni. In periodo di crisi bisogna lavorare a pareggio, non si può fare cassa e progettare nuovi investimenti, vanno agevolati gli utenti». Per Sartor gli aumenti andrebbero spalmati in un tempo più lungo: «Fossi Zaia, deciderei di sospendere gli aumenti, prolungare la concessione e graduare l’incremento sulla base di un nuovo piano finanziario. Non si può spremere la gente così. Quando i flussi di traffico torneranno a crescere, allora si potrà pensare a ritocchi».

 

IL GIORNO DELL’EPIFANIA VICINO A BASSANO

E Don Bizzotto celebra messa lungo la nuova Pedemontana

È stata denominata «Epifania della Terra: eucarestia in solidarietà con tutti i popoli» l’iniziativa che vedrà protagonista don Albino Bizzotto domani, giorno dell’Epifania, in provincia di Vicenza. Il fondatore dell’associazione «Beati i costruttori di pace» celebrerà una messa all’aperto scegliendo come area simbolica un’area adiacente alla nuova Pedemontana Veneta, in costruzione nel Vicentino: l’appuntamento è fissato alle 14.30 nel piazzale del distributore Agip all’altezza dello svincolo di Bassano sud sulla superstrada Gasparona. Al momento hanno già garantito la loro presenza i rappresentanti di una quarantina di comitati di tutto il Veneto, non solo quelli che protestano per la costruzione della Pedemontana Veneta.

«È la prima volta – spiega don Bizzotto – che scopriamo che fare solidarietà con i popoli significa mettere in salvo la Terra. Nella crisi che morde ovunque, tutti sono preoccupati di far girare l’economia per far tornare i conti. E invece prima di tutto dobbiamo affrontare l’emergenza Terra, che è proprio in affanno nel garantire gli elementi necessari alla vita di tutti gli altri esseri». «Per questo – il monito di don Bizzotto – dobbiamo impegnarci nella cura del territorio, per migliorare l’aria che respiriamo, una delle più inquinate d’Europa, per proteggere l’acqua buona per tutti, per non togliere più un metro quadro al terreno coltivabile».

 

l’aci di venezia

Basta umiliare i pendolari dei treni

L’Aci di Venezia si schiera al fianco dei pendolari che protestano per il fallimentare avvio dell’orario cadenzato dei treni voluto dalla Regione. «Se questa innovazione – osserva il presidente Giorgio Capuis – doveva servire a sperimentare forme di mobilità integrata, in vista del completamento dell’Sfmr, che per noi rimane obiettivo prioritario, non possiamo che rimanere sconcertati di fronte ai troppi disservizi causati all’utenza. Credo che ai cittadini non interessi tanto sapere di chi sono le responsabilità, sappiamo che quello dello scaricabarile continua a rimanere un vizio italico, ma pretendano di avere un servizio ferroviario adeguato ai tempi visto anche i costi sostenuti dalla collettività per finanziarlo». Il presidente dell’Automobile club veneziano ribadisce la necessità di dotare l’area centrale del Veneto di un sistema di mobilità integrata sul modello di quanto avviene in altri Paesi d’Europa, anche al fine di decongestionare la rete viaria e migliorare la sicurezza degli utenti.

Puppato accusa Zaia «Imprese arricchite alle spalle dei veneti»

La senatrice del Pd: un aumento spaventoso che divorerà le tredicesime e il copione si ripeterà con la Pedemontana

MONTEBELLUNA «L’aumento dei pedaggi, in particolare sulla Padova-Venezia, è spaventoso: in questo momento si traduce nel furto della tredicesima di migliaia di veneti che fanno i pendolari tra Treviso, Mestre e Padova. Assolutamente inaccettabile».

Laura Puppato, a lungo sindaco di Montebelluna, poi capogruppo in Regione del Partito Democratico, oggi senatore a Palazzo Madama, non ha perso la capacità di indignarsi: «La verità è che il sistema della mobilità disegnato e realizzato dalla Regione in questi anni, il cui interprete maggiore è stato Renato Chisso, ha portato alcune imprese ad arricchirsi sulle spalle dei veneti, vedi la Mantovani spa. Dal suo insediamento, il presidente Luca Zaia non ha fatto nulla per svelare questo meccanismo né per metterlo in discussione».

E Laura Puppato avverte: «C’è un’altra infrastruttura che sta per essere realizzata con lo stesso meccanismo: la Superstrada Pedemontana Veneta, che sarà pagata con i pedaggi di chi vi passerà».

La conclusione è, dunque, che la stangata sulle autostrade del Veneto metropolitano sia solo la prima di una lunga serie. Secondo Puppato, in questo modo il «prima i veneti» tanto invocato da Zaia «si è realizzato», a scapito delle tasche dei cittadini: «Un primato in negativo che pone il Veneto al primo posto per costi autostradali e disagi ferroviari. Vorrei ricordare che il governo di cui Zaia ha fatto parte ha contribuito solo con un quinto dei soldi necessari a costruire il Passante e solo per un ventesimo di quello che costerà la Pedemontana».

«Zaia è un giocatore di poker, il rilancio è la sua specialità» rincara Laura Puppato. «Quando viene colto in fallo infatti è maestro per mettere in campo novità che possano far credere in una soluzione, che tale non è. Se ora Zaia propone un allungamento della convenzione di gestione del Passante vuol dire che i conti sono stati fatti male. Se a distanza di pochi anni si scopre che non si riesce a pagare i mutui e la gestione attraverso gli ordinari incassi dei pedaggi, allora viene spontaneo chiedere a chi amministra che è tenuto a dimostrare la buona gestione prima non dopo aver proceduto agli aumenti».

Tutta l’operazione del Passante, come del resto la Pedemontana, è ancora avvolta per Laura Puppato da una «inaccettabile opacità»: «Ho chiesto per dieci volte, prima alla Regione ed ora al governo, la trasparenza su tutta la documentazione di questi progetti di finanza. La conoscenza, infatti, è indispensabile per ogni valutazione. E per dieci volte mi è sempre stato opposta una fiera resistenza». Una mancata trasparenza che prelude poi agli scandali e alle inchieste che hanno portato ai mandati di cattura per corruzione e concussione.

Con la grande contraddizione che avverte Laura Puppato: «Politici che quando sono a Roma decidono contro l’interesse dei veneti e quando sono nel Veneto gridano a Roma ladrona».

Daniele Ferrazza

 

Miranese, l’Unione dei Comuni si appellerà al prefetto di Venezia

MIRANO. L’Unione dei comuni in campo per far sentire la voce del territorio contro il salasso autostradale. A proporlo è Nicola Fragomeni, sindaco di Santa Maria di Sala, uno dei comuni che rischia più di altri l’invasione di traffico a causa dell’aumento del pedaggio sul sistema A4-A57. Fragomeni chiamerà già martedì i colleghi sindaci, in particolare quelli più interessati dal problema (Mirano, Spinea, Salzano, Noale e Pianiga) e proporrà di coinvolgere la nascente Unione dei Comuni del Miranese per far sentire la voce contraria del territorio. Sulla questione Fragomeni ha già sentito nei giorni scorsi l’assessore regionale alla Mobilità Renato Chisso, il quale ha assicurato un confronto sulla questione del salasso. L’interlocutore dell’Unione però sarebbe anche un altro: il prefetto di Venezia Domenico Cuttaia, canale privilegiato per conferire indirettamente anche con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e convincere così Cav a calmierare i costi del pedaggio schizzati così in alto. Il problema è quanto mai serio e i sindaci (non solo Fragomeni) vengono ora incalzati da più parti a spendersi per far tornare la concessionaria sui propri passi. Il rischio è far riversare sulle strade comunali e provinciali gran parte del traffico che oggi percorre l’autostrada in direzione Padova. Con esiti catastrofici per l’equilibrio già precario della viabilità ordinaria. Le alternative alla A57 per raggiungere Padova sono più di una, ma questo non basterà a spalmare la mole di traffico pendolare senza l’aumento, anche minimo, di auto e tir nei centri abitati, con conseguenze nefaste per la circolazione, i tempi di percorrenza e la sicurezza stradale.

Filippo De Gaspari

 

Gazzettino – Pedaggi, Cav difende la stangata

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2014

«Sull’A4 si paga meno di altrove»

STANGATA – La società Cav difende i pedaggi. Qui, il casello di Preganziol

LA CAV DIFENDE LA STANGATA, MA I CONTI NON TORNANO

AUTODIFESA – Il presidente della Cav, Tiziano Bembo, durante la conferenza stampa per rintuzzare le critiche sugli aumenti.

Il presidente Bembo: «Gli aumenti sono stati del 3,18 per cento in cinque anni. Correttivi per i pendolari? Stiamo facendo i conti…»

2,80  DA PADOVA EST A MESTRE

1,5 MILIARDI DI EURO

3,18%  L’INCREMENTO MEDIO DI TARIFFE E PEDAGGI

PRESIDENTE – Tiziano Bembo della Spa Cav sostiene che i costi per chilometro sulla Padova-Mestre anche dopo gli aumenti sono in linea con la media nazionale

TREVISO-VENEZIA – Si sborsano al casello 0,16 euro ogni “km utile

PADOVA-MESTRE   Sulla tratta il costo medio è di 0,13 euro per chilometro

Cari automobilisti, mettetevi il cuore in pace. E mettete mano al portafogli. I rincari in autostrada non ve li toglie nessuno. Perchè nel cuore del Nordest produttivo sono economicamente necessari, per pagare il Passante di Mestre. Sono in regola con la legge. Anzi, sono perfino in ritardo. E se anche il governatore Luca Zaia ha promesso una soluzione per aiutare «migliaia di lavoratori pendolari», questa si scontrerà inevitabilmente con i conti della società che gestisce il Passante e la Padova-Venezia. Ovvero con il computo di flussi e utenti che potrebbero beneficiare di eventuali sconti o abbonamenti. Altrimenti finisce come con il ministro Maurizio Lupi, che l’altro giorno ha ipotizzato gli abbonamenti con riduzione del 20 per cento, salvo poi sentirsi rinfacciare dagli autotrasportatori che è uno sconto impossibile, da 20 miliardi all’anno.
Nella sede mestrina del Cav è andata in scena, ieri mattina, la conferenza stampa di Tiziano Bembo, il presidente della società nata nel 2008 (metà della Regione Veneto, metà dell’Anas) che gestisce Pd-Ve e Passante. Nel fuoco delle critiche ci sono proprio i salassi su questa tratta, in particolare tra Padova e Mestre, dove il pedaggio è stato unificato a 2.80 euro (sia che si esca a Mirano-Dolo che a Mira-Oriago). Ed è per questo che Bembo si è affrettato a convocare i giornalisti, così da allontanare ombre e sospetti, che lambiscono Palazzo Balbi.
La società Cav spergiura che i rincari sono più contenuti che altrove e in linea con il costo/km nazionale. Sono stati benedetti dal Cipe e sono frutto del progetto del Passante, su cui non influisce il mancato arretramento della barriera di Mestre a Roncoduro. I 2 euro e 80 centesimi che pagano tutti quelli che da Padova vanno a Mirano, Mira o Mestre? «Tale pedaggio è composto da una parte derivante dalla percorrenza del sistema autostradale chiuso (Padova Est – Mirano-Dolo) e da una parte dall’interconnesso sistema autostradale aperto». Ovvero dal sistema Passante-Bretella Marco Polo, a cui vanno «altresì applicate percorrenze chilometriche aggiuntive stabilite dall’Anas in funzione del finanziamento del Passante».
Colpa di chi lo ideò e realizzò, dice Bembo. Inoltre gli aumenti sono approvati dai ministeri dei Trasporti e dell’Economia, con una rimodulazione delle tariffe che «è frutto di un lavoro pluriennale fatto in sintonia con Anas, Regione Veneto e Ministero».
Tutti nella stessa barca. Ma Cav «non ne ricava il minimo profitto – aggiunge Bembo – anzi ne ha una perdita di ricavi da pedaggio». Perchè? «Tutti gli utenti provenienti da ovest pagano un minor pedaggio in uscita alle stazioni di Mira-Oriago e Venezia-Mestre corrispondente al tratto ora totalmente liberalizzato pari a 0.50 euro». Ci sono poi gli sconti (40 per cento) per i pendolari di Mirano, Dolo, Mira, Spinea e Pianiga.
Conclusione Cav: «Il nostro sistema è in vigore dall’8 febbraio 2009 e per tre anni consecutivi – dal 2010 al 2012, per Cav – unica concessionaria in Italia – le tariffe sono diminuite. Gli incrementi autorizzati negli ultimi due anni aggiunti ai decrementi dei primi tre anni corrispondono a un valore medio d’incremento pari al 3.18 per cento». Il che sarebbe nella media degli aumenti in Italia, a parte il non trascurabile aspetto che l’ultimo balzo assume ben altro significato percentuale.
«Sono stato invitato dal presidente Zaia a studiare un sistema di mitigazione degli aumenti. Stiamo controllando i numeri e valutando l’estensione a tutti i pendolari che entrano a Padova Est e vanno a Mestre. Ma solo quando conosceremo le cifre sapremo se c’è sostenibilità economica». E l’ipotesi di una vignette per i veneti sostenuta dal governatore veneto? «Da un punto di vista tecnico tutto si può fare… Comunque le decisioni sono governative altrimenti rispondiamo di eventuali danni erariali». Sullo sfondo c’è il nodo dell’allungamento della convenzione dal 2032 al 2049. «Lo chiederemo presto e un eventuale allungamento permetterebbe di fare altri ragionamenti sulle tariffe, consentendo di spalmare il rientro dei costi in più anni». I pendolari possono attendere.

 

LE REAZIONI  «Zaia non può tirarsi fuori e fare lo scaricabarile»

VENEZIA – (G. P.) «Ma che gioco fa Zaia? Si chiama fuori dalle decisioni del Cav sulle autostrade. Ma chi li mette in quel posto gli amministratori se non la regione? E il presidente Bembo è perfino un leghista. Giocano solo allo scaricabarile». È tagliente Claudio Sinigaglia, consigliere regionale del Pd. E rincara la dose il suo collega di partito Bruno Pigozzo, vicepresidente della Commissione Trasporti in Consiglio regionale. «I nodi sono arrivati al pettine e i cittadini stanno pagando errori e negligenze programmatorie dai quali Zaia e la sua giunta non possono sfuggire».
Scende in campo anche il senatore Antonio De Poli dell’Udc. «Far gravare i pedaggi autostradali sulle tasche di tutti i veneti, anche di chi non si mette in auto, è una proposta inaccettabile». Risponde in questo modo alla proposta di Zaia di un «bollino annuale» che ricalchi il modello di Paesi come Austria e Slovenia. «Condivido il concetto di ammortizzare l’impatto e trovare una soluzione che spalmi i costi alleggerendo così il carico dei pendolari. Ma Zaia non giochi allo scaricabarile e si attivi presso Cav e Ministero perché si possa trovare una soluzione a questa stangata. In questa partita Zaia è parte in causa».
Comitati sul piede di guerra. A partire da quello per il No Valdastico Nord. «Meno male non c’è stato il via libera definitivo al prolungamento dell’A31, altrimenti, come per il passante di Mestre o per la tratta Venezia-Trieste, avremmo subito anche noi ben altri aumenti delle tariffe autostradali» ha commentato il portavoce Giuseppe Sentelli.

 

I CONSUMATORI  «Sulla tratta da Venezia a Trieste un incremento del 12.9 per cento»

Tra costi diretti e indiretti gli aumenti dei pedaggi autostradali scattati dal primo gennaio comporteranno un aggravio di 87 euro annui a famiglia. Lo affermano Adusbef e Federconsumatori nel sottolineare che l’incremento delle tariffe è pari in media al 4%, ma in alcuni casi ha raggiunto punte dell’8,28% (Strada dei Parchi), del 12,9% (autostrada Venezia-Trieste) e del 15% (autostrada Torino-Aosta). Gli aumenti, sottolineano le due associazioni dei consumatori, «risultano di gran lunga superiori al tasso di inflazione e avranno pesanti ripercussioni su tutti prezzi, andando a sommarsi alla ormai insostenibile pressione fiscale».
Intanto la Cna-Fita chiede un tavolo al ministro Maurizio Lupi. «È un passo avanti verso la richiesta di concretezza che l’autotrasporto e tutto il Paese hanno più volte invocato che il ministro sia disposto finalmente a rivedere, migliorandola, la questione pedaggi, riconoscendo così l’insostenibilità di simili aumenti».

 

LA POLEMICA – Il Cav sostiene invece che siamo nella media nazionale (0,06 euro)Quanto ci costa il Passante

A causa dei “chilometri virtuali” si spende il doppio rispetto alle altre autostrade

Quanto grava il “sistema Passante” sulle tariffe che pagano gli automobilisti? Se lo stanno chiedendo un po’ tutti, anche perchè l’opera autostradale fu realizzata con un sistema che teneva conto dei futuri pedaggi, moneta sonante che avrebbe consentito di pagare l’indebitamento accumulato. Il Passante incide in modo determinante, in alcuni tratti comporta un costo al chilometro che è più che doppio rispetto al costo medio delle autostrade italiane: fino a 0,16 euro al chilometro.
Eppure ieri Tiziano Bembo, presidente Cav, ha assicurato il contrario, sostenendo che nel tratto maggiormente incriminato, da Padova Est a Mestre, siamo «in linea con i valori chilometrici nazionali». Ovvero con 0,07 euro al chilometro. Ecco il suo ragionamento: «Il totale complessivo dei chilometri pedaggiati è pari a quasi 45 chilometri con una conseguente tariffa media unitaria chilometrica, ottenuta dividendo il pedaggio di 2,80 euro per i 44 chilometri e 650 metri (somma dei chilometri fisici e virtuali), pari a 0,06 euro al chilometro». Il problema sono quei chilometri “virtuali” (Tangenziale di Mestre, Bretella per l’Aeroporto e Passante stesso) che gravano sull’utenza anche se un automobilista entra a Padova Est ed esce dopo pochi chilometri a Mirano.
Dice Bembo che prima del Passante (2009) la Padova-Mestre costava agli utenti 2,20 euro e oggi 2,80, ovvero solo 60 centesimi in più. E non ha nascosto che il Passante pesa. Ma ha rimarcato: «Da Rovigo a Padova pagano 3,40, 2,60 euro da Treviso Sud a Mestre. Sono pendolari diversi questi?». E ha contestato calcoli giornalistici secondo cui da Padova a Mestre il costo per chilometro è di 0,22 euro, ovvero il triplo del costo medio nazionale. «Siamo ben lontani da quelle cifre» ha concluso.
In realtà l’ombra del Passante sulle tariffe è un macigno che moltiplica gli esborsi. Nel tabellone di questa pagina si può leggere quanto costa spostarsi nel Nordest. Per tutte le tratte, eccetto quello che gravitano nell’area Padova-Venezia-Treviso, siamo nella media nazionale del costo per chilometro. Il calcolo non va fatto solo sui chilometri effettivamente percorsi, ma – come avverte Autostrade per l’Italia nel suo sito – sono conteggiati «oltre ai km tra casello e casello, i km degli svincoli, delle bretelle di adduzione e dei tratti autostradali liberi prima e dopo il casello che sono stati costruiti e sono gestiti dalla Concessionaria autostradale». A questo va aggiunta l’Iva al 22 per cento e si applica «l’arrotondamento, per eccesso o per difetto, ai 10 centesimi di euro». Il risultato sono i «chilometri utili al fine del pedaggio».
Con questo calcolo da Padova Sud a Bologna (98 Km utili) i 6,80 euro equivalgono a uno 0,06 al chilometro. Idem nel tratto da Padova Ovest a Verona Est (75 km utili) o a Piovene Rocchette (62 km utili); oppure da Venezia Est fino a Udine Sud (110 km utili) o a Tarvisio (210 km utili), dove il costo/km è pari a 0,08 euro). E se da Verona Nord andiamo a Vipiteno (209 km utili) il costo è di 0,07euro.
Cosa accade invece nel “triangolo del salasso”? Da Treviso Sud a Venezia (A27) si pagano 2,60 euro per 16 chilometri utili (quelli effettivi sono meno della metà), il che equivale a un costo di 0,16 euro/km. Il che è più del doppio degli 0,07 euro/km della media nazionale. Da Padova Est a Venezia (A27) per 40 km utili si pagano 6,30 euro, pari a 0,13 euro/km. Da Padova Est a Mestre, Mirano e Mira (21 km utili per tutte e tre le tratte) siamo a 0.13 euro/km, anche se i chilometri utili sono rispettivamente 20, 12 e 18.
Se Cav indica «45 chilometri pedaggiati» su tutto il sistema Passante, evidentemente lo può fare. Ma così gli automobilisti pagano il Passante non a tariffe di mercato, ma a tariffe gonfiate. Che conteggiano non solo i chilometri “virtuali”, ma anche le percorrenze chilometriche aggiuntive stabilite a suo tempo dall’Anas, quando il Passante fu progettato e realizzato. Nonchè quello che ieri il presidente Tiziano Bembo ha definito «il cosiddetto “isopedaggio” tra vecchio tracciato e nuovo, al fine di evitare che l’utenza continuasse ad usufruire della tangenziale anzichè del Passante».
Il risultato pratico sta nel differenziale per chi percorre la Padova-Mestre (0,13 euro al chilometro) o la Treviso Sud-Venezia A27 (0,16 euro al chilometro) rispetto a chi si deve muovere nelle altre aree del Nord est o dell’Italia.

G. P.

 

AUTOSTRADA Cav replica alle critiche: «In 5 anni pedaggio salito solo di 60 centesimi»

Mirano “stangata”, Spinea si salva

Mirano-Padova Est: 2.80 euro. Spinea-Padova Est: 1.60 euro. Tiziano Bembo, presidente di Cav, ieri è intervenuto per chiarire la situazione tariffaria autostradale difendendo le scelte della società. «Gli adeguamenti tariffari sono stati a lungo studiati, erano inevitabili e sono equilibrati. La differenza tra Mirano e Spinea? Per i pendolari il problema non si pone, abbiamo studiato le tariffe agevolate apposta». L’aumento del 250% sulla tratta Mirano-Padova ha provocato feroci proteste ma Bembo non ci sta: «A gennaio 2009 la Venezia-Padova costava 2.20 euro, a gennaio 2014 costa 2.80 euro. In cinque anni il pedaggio è salito solo di 60 centesimi»

«Inaccettabile l’ennesimo aumento dei pedaggi»

L’ACCUSA  «L’aumento del 250% sulla Mirano-Padova è inaccettabile»

LA DIFESA  «In cinque anni il pedaggio è salito solo di 60 centesimi»

Ecco le nuove tariffe in vigore dal 1. gennaio. La tratta Mestre-Dolo rimane gratuita

Le nuove tariffe sono entrate in vigore dal 1.gennaio. Mirano-Padova Est è passata da 80 cent a 2.80 euro, Mirano-Padova Zona Industriale da 90 cent a 2.90 euro, Mirano-Padova Ovest da 1.60 euro a 3.60 euro. La tratta che va da Mestre a Dolo-Mirano resta gratuita. Si abbassa il pedaggio della Mestre-Padova Est, che passa così da 3.30 euro a 2.80 euro. Per chi imbocca il Passante a Crea, la tratta Spinea-Padova Est è salita da 1.50 a 1.60 euro.

(g.pip.)

 

Caro casello, un abisso tra Spinea e Mirano

Ma Cav difende le sue scelte: «Adeguamenti equilibrati e per i pendolari il problema non c’è»

Le foto con i due scontrini girano da tre giorni su Facebook, in poche ore quelle due ricevute sono diventate il simbolo di una politica tariffaria che molti utenti definiscono «assurda e iniqua». Mirano-Padova Est: 2.80 euro. Spinea-Padova Est: 1.60 euro. La domanda circola da mercoledì: «Chi me lo fa fare di imboccare l’A4 a Mirano, quando posso prendere il Passante a Spinea e pagare meno?».

Silvano Checchin, sindaco di Spinea, ha subito fiutato il problema: «Non vorrei che gli ingorghi di Vetrego ora si spostassero a Crea, la situazione va monitorata: i caselli devono essere scelti in ottica trasportistica, non tariffaria».

Tiziano Bembo, presidente di Cav, ieri è intervenuto proprio per chiarire la situazione e difendere ogni scelta fatta: «Il tornello di Vetrego era un problema ed è stato giusto eliminarlo, ma non penso che ora il traffico sia stato semplicemente spostato. Gli adeguamenti tariffari sono stati a lungo studiati, erano inevitabili e sono equilibrati. La differenza tra Mirano e Spinea? Per i pendolari il problema non si pone, abbiamo studiato le tariffe agevolate apposta».

In effetti i pendolari della zona hanno diritto ad uno sconto del 40% sulla Mirano-Padova Est: pagheranno così 1.70 euro, e l’utilizzo del Passante porterebbe ad un risparmio di soli 10 cent a viaggio. Per i non pendolari, invece, prendere il Passante sarà molto più conveniente. L’aumento del 250% sulla tratta Mirano-Padova ha provocato feroci proteste, Bembo risponde in modo netto: «A gennaio 2009 la Venezia-Padova costava 2.20 euro, a gennaio 2014 costa 2.80 euro. In cinque anni il pedaggio è salito solo di 60 centesimi, e nel frattempo è stato costruito il Passante».

Già, il Passante: Bembo spiega che i piani finanziari di Cav sono inevitabilmente legati ai costi per la realizzazione di questa infrastruttura: «Cav, società partecipata di Anas e Regione, ha l’obiettivo di ripianare la spesa di 1,2 miliardi per il Passante e per tutte le opere complementari fin qui realizzate. I primi adeguamenti tariffari ci sono stati solo l’anno scorso. Abbiamo la concessione autostradale fino al 2023, contiamo di allungarla fino al 2050 per diluire le spese e quindi poter andare incontro all’utenza». Eppure, ai pendolari di Miranese e Riviera, questo aumento non va proprio giù: «È vero, pagano 2.80 euro ma molti godono pure del tratto gratuito fino a Mestre – replica il presidente – Ricordo che sui 44 chilometri da noi gestiti il costo è di sei centesimi a chilometro, sotto la media nazionale».

 

AGLI SPORTELLI CAV – Corsa per l’abbonamento annuale. Ben 85 richieste in due giorni

Corsa agli sportelli Cav per sottoscrivere l’abbonamento annuale destinato ai pendolari: in due giorni sono già pervenute 85 richieste. Per ora gli sconti sono rivolti ai residenti di Mirano, Spinea, Mira, Dolo e Pianiga, Bembo però non esclude che in futuro le agevolazioni possano essere allargate agli utenti che vivono in altri Comuni del Miranese e della Riviera, ma pure nell’area mestrina. Lo stesso discorso vale per alcuni Comuni del Padovano e del Trevigiano, come ad esempio Preganziol.

«Stiamo valutando questa possibilità, che poi ovviamente dovrebbe essere approvata dal Ministero – conferma il presidente di Cav -. Ne ho già parlato con il governatore Zaia, presto incontrerò alcuni sindaci. Bisogna avere pazienza e valutare bene i flussi di traffico».

Per i prossimi mesi, dunque, gli sconti saranno limitati alla Mirano-Padova Est: i pendolari andranno a pagare 1.70 euro, comunque più del doppio rispetto agli 80 cent pagati fino al 31 dicembre. Gli utenti interessati devono sottoscrivere un contratto «Telepass Family», poi dovranno fare almeno 20 transiti (anche 10 entrate e 10 uscite) in autostrada dal giorno 1 al giorno 31 di un mese. L’abbonamento è riservato ai veicoli di classe A. Per ottenere l’abbonamento l’utente dovrà compilare un modulo ritirabile ai Centri Servizi Cav o scaricabile sul sito di Cav, consegnando il tutto personalmente ai Centri Servizi Cav.

«Il nostro piano era pronto già da marzo, volevamo partire dal 1.giugno ma il Ministero ci ha indicato di attendere gennaio, il mese in cui tradizionalmente scattano gli adeguamenti tariffari. Il via libera è arrivato alle 18.20 del 31 dicembre» spiega Bembo. Prevedendo un assalto agli sportelli, Cav ha deciso di tenere aperta la propria sede alla barriera di Venezia-Mestre sia oggi che il prossimo weekend.

(g.pip.)

 

DOMENICALINO DI LINO TOFFOLO

«Per non lasciar fuori Venezia dai balzelli vuoi vedere che faranno il pedaggio sui ponti?»

“Stiamo lavorando per voi!“. “Per chi?”. “Non possiamo fare i nomi!”. Ci hanno talmente abituati alle cattive notizie che, senza, temevano andassimo in crisi di astinenza. E allora, a mezzanotte, inizio anno nuovo, hanno aumentato con entusiasmo i pedaggi autostradali! “Grazie! Che bravi ragazzi!”. Soprattutto dove passano più macchine: pendolari ecc. Ma non serve il commercialista come per le tasse, perché – casellanti sempre meno – fai tutto da solo: bastano braccia lunghe e snodabili: i braccia corte devono scendere “Che ridere!”. E adesso ci sarà il sociale balletto delle agevolazioni? Carri funebri? “Gratis”. Auto blu? “Neanche parlarne”. Taxi, camion ecc. Un bel carnevale! E al Sud? “Si paga meno, perché non riescono a terminarle! Ogni chilometro uno stop “Pedaggio privato locale!”. In più (esperienza) quando le cinture di sicurezza sono state obbligatorie se le sono stampate sulle magliette “fantasia!”. E perché Venezia – senza macchine – non rimanga fori dal gioco, forse ci sarà un pedaggio per la “bella” Strada nuova e Mercerie, e su tutti i ponti. “Gratis solo a nuoto!”. Gli studiosi dicono che lo fanno, o per far camminare gli anziani in autostrada o per far andare gli italiani all’estero! Di sicuro c’è la ripresa… la ripresa in giro!

 

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