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Gazzettino – Ferrovie. La rivolta dei pendolari

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4

dic

2013

LA RIVOLTA DEI PENDOLARI

CORTEO A VENEZIA – Annunciate alcune modifiche degli orari. «Però non voglio strumentalizzazioni»

Treni, proteste e prime risposte

L’assessore Chisso riceve una delegazione di sindaci e pendolari, aperture ma anche momenti di tensione

IN CORTEO – Sindaci con fascia tricolore ma soprattutto pendolari, armati di striscioni e cartelli per protestare contro i nuovi orari cadenzati. Così ieri pomeriggio si è svolta la protesta dei cittadini che, arrivati in treno alla stazione di Venezia, sono andati in corteo a Palazzo Balbi per contestare le scelte di Trenitalia e dell’assessore Renato Chisso.

LE APERTURE – Il confronto fra una delegazione di cittadini guidata dai sindaci e l’assessore è stato piuttosto acceso. Chisso, dopo avere denunciato «strumentalizzazioni», ha però illustrato alcuni correttivi, come il ripristino di alcune corse mattutine per Venezia. Altre modifiche sono in corso di verifica con Trenitalia. L’assessore ha invitato i cittadini a segnalare i problemi per cercare uan soluzione.

LE VOCI  «Noi vogliamo continuare a poter andare al lavoro in treno»

Un sindaco: «No ad una guerra tra poveri»

LE PRIME MODIFICHE – Ripristinate le corse delle 4.38 da Portogruaro e delle 5.18 da Mogliano, resta il buco 11-13

Negli striscioni del corteo tutta la rabbia di chi viaggia «Basta prenderci in giro»

«Chisso vai a casa, hai finito di prendere in giro i pendolari. Vogliamo andare al lavoro con il treno e stare tranquilli». «L’orario cadenzato andava concordato coi lavoratori veneti». «Vogliamo le corse come prima». Slogan e striscioni non lasciano alcun dubbio: sono arrabbiati i pendolari che ieri hanno manifestato per chiedere il mantenimento dell’attuale orario estivo dei treni. Qualcuno ha appeso al collo una bara con il numero del treno soppresso, altri hanno foto o cartelli che illustrano la situazione. Mario Fuga, rappresentante dei pendolari della tratta Treviso-Venezia, ha in mano una copia della petizione di 200 firme che ha già consegnato all’assessore Chisso.

«Vogliamo ribadire – spiega – la necessità che il treno che collega Sacile con Venezia delle 4.19 venga mantenuto. È indispensabile per i lavoratori turnisti che entrano in servizio alle 6 del mattino. L’assessore deve intervenire presso la direzione compartimentale di Trenitalia, intercedendo per i pendolari».

«L’assessore aveva promesso di intervenire – afferma Elena Guida, rappresentante dei viaggiatori della tratta Bassano-Venezia – invece i treni sono stati tagliati. Per non parlare della domenica, quando i collegamenti sono ogni tre ore».

«Sono 25 anni che aspettiamo il sistema ferroviario metropolitano – afferma il segretario Filt Cgil Veneto – ed invece il 15 dicembre parte un orario più cadenzato che mette in difficoltà i lavoratori».

«Se la Regione non interviene – concorda Margherita Grigolato, segretaria regionale Filcam Cgil – i lavoratori rischiano l’impiego perché sopprimendo i treni del mattino arriveranno tutti con notevoli ritardi al lavoro».

Roberta Brunetti

(D.G.)

 

Treni, tra Chisso e sindaci confronto ad alta tensione

L’assessore regionale ha ricevuto una delegazione di amministratori e viaggiatori

Alcune aperture significative: «Stiamo già correggendo alcuni errori di Trenitalia»

L’assessore Renato Chisso, da una parte, ammette che nel nuovo orario cadenzato ci sono «errori» da correggere, che altri «problemi dovranno essere risolti», ma minimizza la questione e se la prende con quegli «sciacalli che hanno messo in giro voci sbagliate, solo per creare panico».

I sindaci, dall’altra parte, non mollano: chiedono garanzie per i loro cittadini che patiranno i disagi di questa riorganizzazione e ottengono un nuovo appuntamento con l’assessore, subito dopo Natale, per verificare le novità e studiare correttivi.

Confronto teso, ieri, a Palazzo Balbi sul nuovo orario ferroviario che entrerà in vigore il 15 dicembre. Non poteva andare diversamente, d’altra parte, vista la rabbia montata in questi giorni tra il popolo dei pendolari. Ieri erano in un centinaio davanti alla stazione di Santa Lucia, con nove tra sindaci, vice, assessori alla mobilità e consiglieri comunali in rappresentanza di otto Comuni. Forse meno delle attese, di certo tutti molto arrabbiati. Ad attenderli i consiglieri regionali Bruno Pigozzo e Lucio Tiozzo, che hanno concordato l’incontro con Chisso. Il corteo è così sfilato, con le fasce tricolore in testa, tra slogan e trombette, fino alla sede della Giunta regionale.

Chisso non ha nascosto la sua irritazione per una protesta che giudica esagerata, strumentalizzata a fini politici. Ha accolto solo una delegazione dei manifestanti nel suo piccolo studio, i nuovi orari alla mano. E non sono mancati i battibecchi. Ad esempio, quando amministratori e pendolari gli hanno chiesto di aumentare le corse di primo mattino da Salzano e Spinea verso Venezia, l’assessore ha ribattuto: «Anche a costo di toglierle a Maerne». A quel punto è intervenuto il sindaco di Quarto d’Altino, Silvia Conte: «Non può scatenare una guerra tra poveri». «Questo è politichese – ha reagito Chisso – Vergognatevi a fare politica su queste questioni. Io sono qui per parlare di orari…».

Tensione a parte, qualche apertura è comunque arrivata. Chisso ha premesso che l’orario sarà definito entro il 9 dicembre. «Alcuni errori di Trenitalia li abbiamo già corretti». Ad esempio, è stato ripristinato il treno delle 5.18 da Mogliano o quello delle 4.38 da Portogruaro. «Su altre cose stiamo lavorando – ha continuato – Un po’ le sistemeremo prima del 9, un po’ dopo. I cittadini ci inviino le loro segnalazioni». Chisso ha citato il caso dei sabato e delle domeniche, quando le corse vengono ridotte, ma tanta gente lavora comunque: «Questione aperta. Faremo una verifica dell’affollamento. I pendolari hanno ragione anche sull’ultimo treno per Portogruaro, anticipato dalle 23.12 alle 22.41, anche su quello stiamo lavorando».

Poche speranze, invece, sui cambi a Mestre che allungheranno i tempi di spostamento. «Si tratta di cinque minuti, poco più. In questa logica bisogna entrare».

Zero aperture anche sul buco che si è allungato tra le 11 e le 13. «É una richiesta legata alla manutenzione delle linee, andate a protestare con Rfi» ha ripetuto, piccato, a chi lo accusava di fare lo «scaricabarile». Un confronto-scontro destinato a continuare.

 

LE RIVENDICAZIONI DEI PRIMI CITTADINI

La protesta delle fasce tricolori

«Orari senza criterio, troppi buchi»

Le istanze dei nove rappresentanti dei Comuni presenti al corteo

In fascia tricolore a raccontare la rabbia dei pendolari. Ma anche la propria frustrazione di amministratori che non sono stati ascoltati. Sono calati in nove, ieri, a Venezia: sindaci, vicesindaci, assessori e consiglieri comunali.

«Contestiamo il metodo e il merito – ha accusato il sindaco di Quarto d’Altino, Silvia Conte – Non c’è stata condivisione. E il risultato è un orario che scontenta gli utenti. Ci saranno anche più corse, ma vengono scoperti degli orari cruciali per l’utenza, diradando corse e creando buchi nel servizio. In questo modo, invece di conquistare nuovi passeggeri, la ferrovia rischia di perderne».

«É da quindici anni che ci parlano di metropolitana di superficie, ma sono sempre solo parole – ha sottolineato il sindaco di Salzano, Alessandro Quaresimin – Noi non abbiamo alternative di trasporto pubblico. Questi tagli penalizzano proprio gli studenti e i lavoratori che vanno a Venezia e Castelfranco».

«Per noi il problema sono soprattutto le corse di mattina presto, tra le 7 e le 8, per Venezia: passate da 4 a 3, di cui 2 con il cambio a Mestre – ha spiegato il sindaco di Spinea, Silvano Checchin, che condivide con il collega la stessa tratta -. Si tratta di circa 300 persone che dovranno dividersi in tre corse, già oggi stracolme. Gli studenti, in particolare, non hanno più un treno che li fa arrivare a scuola in orario».

Ma c’è anche chi rischia di non arrivare a lavoro. «Marcon è molto penalizzato da questa nuova organizzazione – ha raccontato l’assessore ai trasporti, Enrico De Marco – Per chi ha il classico turno dalle 6 alle 2, o chi lavora la notte, non ci sono soluzioni. É un’indecenza. Noi avevamo avanzato delle proposte fattibili che non sono state accolte».

Tanta rabbia anche sulla tratta del Veneto orientale. «L’idea era giusta, ma è stata realizzata senza sentirci e il risultato è pessimo» ha sintetizzato l’assessore alla mobilità di Portogruaro, Ivo Simonella. «Il mondo del lavoro è molto cambiato negli ultimi anni. Non ci sono più i turni fissi delle fabbriche, tutto è spalmato – ha osservato il vicesindaco di San Stino di Livenza, Mauro Marchiori – E questo orario creerà problemi a chi va a lavorare nel pomeriggio o rientra dopo le dieci di sera».

«Ma come si fa a creare problemi proprio ai lavoratori, in un momento di crisi come questo» è sbottata Silvia Lasfanti, consigliera comunale e pendolare di San Donà di Piave, arrivata a Venezia con un’altra consigliera, Cinzia Fedrigo.

In corteo anche il vicesindaco di Mirano, Annamaria Tomaello: «Sono qui per sostenere gli altri Comune. Noi non abbiamo grandi tagli, ma i problemi del trasporto ferroviario interessano anche noi. Al mattino i nostri pendolari viaggiano schiacciati come sardine. E ora temiamo, che per agevolare Veneto city, taglino la stazione di Ballò, che serve tanti studenti e lavoratori».

 

Gli altri Comuni bocciano senza appello la richiesta del sindaco Mestriner «Prima di chiedere di andarsene pensi alla qualità dei servizi medici»

MIRANO. Fuori dall’Asl 13? No, grazie. Non sembra trovare molte voci favorevoli tra i sindaci del Miranese il voto della maggioranza del Consiglio di Scorzè, che giovedì sera ha deciso di chiedere alla Regione, l’unica in grado di farlo, di rivedere la geografia delle aziende sanitarie con all’orizzonte la città metropolitana fra Venezia, Treviso e Padova.

Alla luce delle nuove schede approvate di recente da Palazzo Balbi, per il sindaco di Scorzè Giovanni Battista Mestriner, il suo comune è troppo scomodo per raggiungere Dolo, sia se si dovesse prendere la macchina che, e peggio ancora, in autobus. Per chi abita a Rio San Martino, Gardigiano, Peseggia diventerebbe un’impresa raggiungere la Riviera e anche chi abita nel capoluogo non se la passerebbe meglio. Per la maggioranza di Scorzè è meglio virare sull’Asl 12 di Mestre o sull’Asl 9 di Treviso, più vicine e più comode da raggiungere. Il Pd locale è in disaccordo e anche nel resto del comprensorio l’idea non sembra fare troppa breccia tra gli altri colleghi sindaco.

«Per certi versi» spiega Maria Rosa Pavanello (Mirano) «Mestriner ha ragione quando parla di trasporti e di difficoltà a raggiungere un determinato posto. Ma questa è una vicenda nota; più volte in conferenza dei sindaci abbiamo parlato di trasporti non all’altezza ma questa materia è di competenza regionale. Ci sono difficoltà anche ad andare a Mestre. Prima risolviamo questo aspetto. Poi dovremmo capire se le schede saranno applicate: soldi non ce ne sono».

Taglia corto, invece, Silvano Checchin di Spinea. «Il mio Consiglio comunale» dice «ha altre cose da seguire che le esternazioni di Scorzè».

Anche da Martellago arrivano dei grossi dubbi e per Monica Barbiero lasciare l’azienda sanitaria di Dolo e Mirano non è la soluzione. «E andando via» si chiede «cosa risolviamo? Non mi pare che ci siano condizioni diverse».

A Noale è in corso un acceso dibattito sui 40 posti dell’ospedale di comunità assegnati dalla Regione, con la maggioranza che in Consiglio non ha specificato il luogo, mentre parte della minoranza vorrebbe puntare nei locali del Pier Fortunato Calvi. Ma per questa struttura si parla di un possibile trasloco dei dipendenti amministrativi da Dolo e Mirano. «L’idea di Scorzè lascia il tempo che trova» aggiunge Michele Celeghin (Noale) «e penso che si debba puntare più sulla qualità. Poi il cittadino sceglierà dove».

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Nuova Venezia – Spinea. Pm10, il Comune finanzia le analisi

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3

dic

2013

 

La centralina Arpav del Villaggio dei Fiori sarà pagata con le casse municipali 

SPINEA – Polveri sottili sotto controllo in questi primi giorni di dicembre, venerdì e sabato scorsi invece gli ultimi sforamenti dei valori soglia, rispettivamente con 93 e 79 microgrammi per metro cubo. L’aria di Spinea resta avvelenata (in media “scadente”, con picchi che rasentano la soglia “pessima”), ma la notizia è che ora i cittadini possono saperlo, dopo l’avvio dei monitoraggi pagati direttamente dal Comune.

L’Arpav infatti, com’è noto, ha finito i soldi, costretta a “tagliare” le centraline in provincia e a farne le spese, nonostante sia una delle aree più inquinate, è stata proprio quella del Villaggio dei fiori a Spinea.

Il Comune, per non restare senza rilevamenti, ha speso i suoi bei 20 mila euro per misurarsi il veleno in casa (tra l’altro prodotto in buona parte dal Passante). Firmata una convenzione della durata di 24 mesi: la centralina, riposizionata in viale San Remo, al Villaggio dei fiori, è attiva da qualche giorno e le prime misurazioni confermano la qualità non proprio salubre dell’aria respirata dagli spinetensi. L’apparecchio misura non solo Pm10, ma anche ossidi di azoto e monossido di carbonio. Dal 27 novembre Arpav è tornata così a pubblicare i dati validati della stazione di Spinea. Pagando il servizio di tasca propria il Comune ha così incaricato Arpav di riattivare la centralina, che resterà in funzione, come prevede la convenzione, almeno fino al 31 ottobre 2015. In questo modo sarà possibile monitorare costantemente i livelli di inquinanti in città, consentendo al Comune di dimostrare che la qualità dell’aria in questa parte di territorio è tutt’altro che migliorata e che urgono soluzioni e mitigazioni per proteggere i cittadini dalle polveri. Questioni che il sindaco Silvano Checchin aveva già posto, non senza polemica, a ottobre, denunciando il paradosso: Passante calato dall’alto e comuni lasciati soli a risolversi i problemi portati in dote dal tracciato. Ora pagandosi pure i monitoraggi.

(f.d.g.)

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Nuova Venezia – I sindaci bocciano i nuovi orari dei treni

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3

dic

2013

LA PROTESTA»DA PORTOGRUARO A MESTRE

I primi cittadini salgono sul regionale con Legambiente, nuovo attacco: «Viaggiatori penalizzati, la Regione cambi»

MESTRE – Tutti contro il nuovo orario cadenzato. Si sono dati appuntamento ieri mattina alle 7.53 i sindaci della tratta Portogruaro-Mestre, per salire sul regionale 11034, che percorre una delle linee che saranno penalizzate dall’entrata in vigore dei nuovi orari. La manifestazione “Pendolaria”, è stata lanciata da Legambiente e si sta svolgendo in questi giorni in molte città del Veneto, coinvolte dagli stessi problemi. Sul treno assieme ai volontari di Legambiente e rappresentanti dei comitati pendolari, pian piano sono saliti i sindaci dei vari Comuni dove ferma il treno: il sindaco di Marcon, Andrea Follini, il sindaco di Quarto d’Altino, Silvia Conte, l’assessore all’Urbanistica di Ceggia, Mara Bragato, in rappresentanza della Conferenza dei sindaci Francesca Zottis, assessore del comune di San Donà, l’assessore di Portogruaro, Ivo Simonella, il vicesindaco di San Stino di Livenza, Mauro Marchiori, l’assessore di Casale sul Sile Massimo Da Ruos. Dopo il tragitto sul treno, gli amministratori si sono recati verso la sede della Fiab (Federazione Italiana Amici della Bicicletta), dove sono stati ospitati per discutere del nuovo orario.

«Siamo interessati ad una mobilità sostenibile», ha detto Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto, «il nostro obiettivo è ridurre l’inquinamento automobilistico, soffochiamo sotto una pioggia asfalto, non c’è garanzia di mobilità collettiva. Chiediamo un tavolo permanente e un impegno ai comuni. Come cittadini e pendolari è nostro intento dimostrare che il treno lo vogliano prendere, ai comuni domandiamo di riqualificare le aree antistanti le stazioni e renderle raggiungibili».

Nel manifesto che i sindaci sottoscriveranno, si chiede di «destinare più investimenti al trasporto pubblico locale pendolare, di acquistare nuovi treni, di aprire un confronto pubblico sul contratto di servizio, di rivedere la stesura dell’orario cadenzato. Si parla di alleanza tra regioni del Nord, ma siamo in una regione dove non si riesce neppure a tornare dopo una certa ora da alcune parti del territorio. Possibile?».

Il 17 dicembre Legambiente presenterà il rapporto sugli investimenti regionali. Chiosa: «O la Regione cambia, o scelga qualcun altro che gestisca il Trasporto e non chi sta mascherando da mesi gli orari».

«In treno ho parlato con gli studenti», commenta Follini, «sono preoccupati perché d’ora in poi, dopo essere partiti da Gaggio, rimarranno fermi un’ora a Mestre al ritorno».

«Penso ai turisti», interviene Conte, «ai nostri pendolari, agli operatori economici, e agli utenti potenziali: un’amministrazione pubblica ha l’obbligo di migliorare il servizio anche di chi non lo usa. Abbiamo fatto un’indagine, a Quarto il 25 % dei residenti usa il trasporto pubblico, ma c’è un altro 25 % che lo vorrebbe usare se fosse affidabile. Da maggio chiediamo incontri alla Regione, ma si deve cambiare approccio. O si modifica la prospettiva o deve cambiare la Regione».

«Bisogna portare sempre più gente a prendere il treno», spiega l’assessore Simonella, «per questo dobbiamo avere treni più cadenzati, invece abbiamo un buco alla sera, un buco al mattino e un pendolare che si reca a Venezia in mattinata deve tornare in auto. Per aumentare la fruizione, si devono avere treni garantiti a tutte le ore».

«Noi siamo un piccolo Comune», commenta Mara Bragato, «dunque abbiamo ancora meno corse e grossi buchi. La sera chi vuole tornare da Mestre, deve farsi venire a prendere».

«Come Comune e conferenza dei sindaci», chiarisce Zottis, «chiederemo alla Regione di convogliare almeno il 5 per cento del bilancio sui treni, in modo tale che ci sia un investimento in termini di tratte e mezzi, che non sono adeguati».

«Gli incontri fatti finora sono stati solo chiacchiere», critica il vicesindaco di San Stino, «la direzione che sta prendendo la Regione va contro il senso del trasporto».

Marta Artico

 

 

Oggi corteo dalla stazione a palazzo Balbi

Manifestazione dei pendolari a Venezia. Simonaggio (Cgil): «I sindaci scrivano subito a Zaia»

VENEZIA – L’appuntamento con la protesta dei comitati dei pendolari, con in testa Gianni Foffano e Luciano Ferro di Quarto d’Altino, affiancati dai pendolari del comitato del Veneto Orientale, partirà questo pomeriggio alle 14 dalla stazione dei treni di Santa Lucia. Assieme ai manifestanti, ci saranno i lavoratori e i turnisti che devono recarsi al lavoro nelle vetrerie di Murano oppure all’Ospedale civile di Venezia, ma anche residenti che tutti i giorni vanno a Mestre, piuttosto che nella città lagunare. Ad annunciare la loro presenza a fianco ai residenti dei propri comuni, sono i sindaci della tratta Venezia-Trieste, da San Donà a Meolo a Portogruaro, ma in queste ore hanno dato la loro adesione anche rappresentati ed amministratori dei comuni della Riviera e del Miranese. Parteciperanno i comuni di Spinea e di Salzano. E ci saranno Roncade e Casale sul Sile.

«Dobbiamo far sentire la nostra voce», commenta il sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello, «I nuovi orari decisi dalla Regione non vanno in alcun modo verso l’incentivazione del trasporto pubblico. Obiettivo che, oltre ad essere di capitale importanza per la quotidianità come per il futuro del nostro territorio, dovrebbe essere prioritario per un ente come la Regione e una società come Trenitalia».

Da Santa Lucia, tutti insieme i manifestanti marceranno verso palazzo Balbi, per cercare di farsi ricevere dall’assessore regionale ai Trasporti, Renato Chisso.

A sparare a zero contro la Regione e il nuovo sistema di orario cadenzato che entrerà in vigore da metà dicembre, anche Ilario Simonaggio, della Filt Cgil, che oggi sarà presente a Venezia:

«Come sindacato vedremo l’assessore regionale ai Trasporti il 6 dicembre, nella sede di Veneto Strade. Tra i problemi che solleveremo c’è la questione non solo degli orari, ma anche dei materiali rotabili e delle dotazioni organiche. Tra le cose ridicole, annoveriamo quella che Trenitalia può eseguire delle modifiche fino al 9 dicembre, il che fa davvero sorridere, a nostro avviso è una sceneggiata mai vista».

Prosegue: «Sto addirittura pensando se non sia meglio lasciare tutto com’era prima a questo punto, visto che mi sembra ci sia un vero e proprio accanimento terapeutico contro Venezia, a meno che l’idea non sia quella di aumentare la fruizione autostradale, e invito a riflettere anche su ciò».

Chiarisce: «Anche perché in arrivo ci sono aumenti sui pedaggi autostradali. I sindaci scrivano subito al presidente della Regione, Luca Zaia, devono farlo velocemente perché il Governatore obblighi chi di competenza a fare il giro che era stato promesso a giugno, ossia quello di discutere con le amministrazioni locali. Invece si dice che ci sarà un periodo sperimentale di tre mesi, che si allunga e si parla di assestamento di bilancio a marzo».

Precisa: «La nostra denuncia riguarda anche il materiale rotabile. Non ci saranno più treni di prima come qualcuno sostiene, perché abbiamo convogli da rottamare, quindi il saldo sarà sempre il medesimo, ma andrà peggio perché sono previsti meno posti a sedere. I nuovi treni sono stati costruiti nella logica delle metropolitane, solo che nel nostro caso in piedi si faranno anche centinaia di chilometri, non poche fermate».

(m.a.)

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«Il Comune si muova a organizzare l’incontro sul progetto Venezia-Chioggia»

CHIOGGIA. Nuova ferrovia Chioggia-Venezia, il Comune temporeggia ma il comitato popolare vuole una risposta in tempi brevi. Dopo due mesi di incontri cittadini-istituzioni, raccolte di firme, appelli, sembra che l’amministrazione comunale si stia comportando in maniera irresoluta. Almeno così la vede l’avvocato Giuseppe Boscolo Gioachina, del comitato che si batte per il superamento del deficit strutturale del Clodiense. Si tratta di un gruppo ben organizzato, che non vuole rischiare che il lavoro fatto finisca come una bolla di sapone.

«Esprimiamo il nostro rammarico», dice l’avvocato Giuseppe Boscolo, «per il protrarsi dei tempi con cui il Comune di Chioggia sta organizzando l’annunciato incontro pubblico per la illustrazione del progetto della nuova ferrovia verso Padova e Venezia predisposto dalla Regione».

«Il Comune di Chioggia», continua Boscolo «valuti l’opportunità di concordare con Regione e soggetto operativo della nuova Romea commerciale, la sostituzione di uno dei due nuovi collegamenti stradali previsti con la costruzione del tratto ferroviario Chioggia-Piove di Sacco, sulla base dello studio di fattibilità già predisposto dalla Regione nel 2010».

(a.var.)

 

Treni, tutti contro i nuovi orari.

Oggi la protesta di Legambiente

Sindaci, pendolari e volontari monteranno sul regionale con partenza alle 7.53 da Portogruaro

Domani a Venezia la marcia in Regione dei comitati di Quarto d’Altino e del Veneto Orientale

QUARTO D’ALTINO – Al via oggi la due giorni di proteste contro l’orario cadenzato che entrerà in vigore a metà dicembre, ma che sta creando parecchio malcontento, tra i pendolari, i gestori di attività economiche e gli stessi amministratori locali dei territori più penalizzati dalle corse. Questa mattina si terrà la manifestazione lanciata da Legambiente, “Pendolaria”, che coinvolgerà molti sindaci della tratta Venezia-Trieste. Protagonista della mattinata sarà il regionale 11034, in partenza da Portogruaro alle 7.53 del mattino, il quale fermerà in tutte le stazioni, fino ad arrivare a Mestre. Passerà per Ceggia, San Donà di Piave, Quarto d’Altino, Marcon Porta Est, raccogliendo pendolari, accompagnati dai rappresentanti di Legambiente, ma anche i sindaci dei comuni interessati, più arrabbiati che mai e decisi a far sentire la loro voce con chi ha potere di scelta e decisionale. Dopo le soste, il treno arriverà finalmente a Mestre, dove Legambiente assieme ai comitati dei pendolari ed ai primi cittadini, terrà una sorta di incontro-manifestazione, alla quale sono invitati tutti, in programma poco prima delle nove del mattino nella sede della Fiab di Mestre, in via Col di Lana. Legambiente quest’anno ha lanciato il cosiddetto “Manifesto dei pendolari”, precise richieste che verranno inviate al Governo ed alla Regione.

«L’obiettivo», spiega Legambiente, «è dimostrare che l’impegno delle amministrazioni locali non manca, ma serve una politica regionale in grado di pianificare, finanziare ed organizzare una mobilità collettiva all’altezza delle necessità».

Tra i temi all’ordine del giorno che verranno affrontati questa mattina , c’è ovviamente l’avvio dell’orario cadenzato: di discuterà della necessità di cambiarlo, dell’assenza di integrazione oraria tariffaria tra i vari mezzi di trasporto, l’abbandono del servizio nelle fasce sociali, la scomparsa dell’Sfmr (sistema ferroviario metropolitano regionale), il mancato coinvolgimento di associazioni, cittadini, amministrazioni locali.

Domani, invece, sarà la volta della grande manifestazione contro l’orario cadenzato organizzata dai comitati dei pendolari di Quarto d’Altino, con Luciano Ferro e Gianni Foffano in testa e del Veneto Orientale, che si sono uniti contro i disagi della tratta, alla quale hanno aderito però, molti sindaci dei comuni che ricadono all’interno della Venezia-Trieste e sindacati. L’appuntamento, per tutti, è alle 14 davanti alla stazione di Venezia Santa Lucia, per marciare verso palazzo Balbi e ottenere attenzione da parte dell’assessore regionale ai Trasporti, Renato Chisso.

Marta Artico

 

 

Rivoluzione nel Miranese dal 15 dicembre

Con l’orario cadenzato i pendolari dovranno scendere a Mestre e cambiare per Venezia

MIRANO – Con l’entrata in vigore l’orario cadenzato , cambieranno anche le abitudini degli utenti. Anche il Miranese ne sarà interessato e per dei passeggeri si dovrà prendere confidenza anche con il cambio su un altro convoglio a Mestre, perché non tutti arriveranno a Venezia Santa Lucia. Vediamo come saranno modifica gli orari.

Mirano. Primo treno per Santa Lucia alle 5.30, ultimo alle 22.24. Poi ci saranno alle 6.45, alle 7, alle 7.30, alle 7.45 e alle 8. Di fatto ce ne sarà uno ogni 15 minuti. Unico cambio a Mestre per chi salirà alle 8.14 e a Mestre dovrà attendere 5 minuti. Viceversa, primo treno alle 5.05, ultimo alle 22.35. Ci saranno regionali ogni 20, 30 o 40 minuti, a seconda della fascia oraria, con un buco dalle 8.35 alle 10.35.

Spinea. Da Spinea verso Venezia, primo treno alle 6.40, ultimo alle 21.40. Ai minuti 40 di ogni ora, i passeggeri non dovranno cambiare per raggiungere Santa Lucia, mentre chi salirà sul regionale ai 57 di ogni ora, dovrà scendere a Mestre (attesa cinque minuti). Viceversa, primo treno a Santa Lucia alle 5.26 e ultimo alle 20.26. In mezzo convogli diretti ai minuti 26 di ogni ora e sosta a Mestre per chi prenderà quelli ai minuti 39, dove si dovrà aspettare cinque minuti.

Maerne. Per andare a Venezia prima corsa alle 6.08 e ultima alle 21.36. Regionali diretti ai minuti 8 e 36 di ogni ora, per quelli ai 53, cambio a Mestre e attesa di cinque minuti. Da Venezia a Maerne, sempre un treno diretto ai minuti 26 e 56 di ogni ora, cambio a Mestre (attesa cinque minuti) per chi lascerà Santa Lucia ai minuti 39 di ogni ora. Primo treno alle 5.26, ultimo alle 20.56.

Salzano. Verso Venezia si avranno treni dalle 6.31 alle 21.31. Quelli diretti, saranno ai minuti 31, mentre chi dovesse salire sui regionali in partenza ai 48 di ogni ora, dovrà fermarsi a Mestre e salire sulla coincidenza cinque minuti dopo. Viceversa, sempre un treno diretto ai 26 di ogni ora, per chi sale sul treno ai 56 di ogni ora, dovrà andare fino a Noale e aspettare 18 minuti per l’altro regionale e tornare indietro di una fermata. Per rientrare a casa, ci impiegherà 51 minuti. Prima corsa alle 5.56, ultima alle 20.26.

Noale. Per andare a Venezia, il primo treno alle 6.02, l’ultimo alle 21.26. Ci saranno convogli ai minuti 2 e 26 di ogni ora, quello alle 43 di ogni ora si fermerà a Mestre, con attesa per Santa Lucia di cinque minuti. Per il ritorno, prima partenza da Venezia alle 5.26 e l’ultima alle 20.56. I convogli partiranno ai minuti 26 e 56 di ogni ora.

Alessandro Ragazzo

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SPINEA – «Progettare l’innesto della Romea Commerciale nel territorio di Spinea? Non se ne parla proprio. Se succederà, tutti i cittadini saranno pronti a scendere in piazza».

La proposta è stata rilanciata nei giorni scorsi dalla Lega Nord della Riviera del Brenta, ma il sindaco Silvano Checchin non ne vuole affatto sapere:

«Non esiste, da Spinea ci opponiamo fermamente a questa ipotesi e non vogliamo nemmeno discuterne. Il nostro Comune è già abbastanza penalizzato, ho avuto modo di sottolinearlo al sindaco di Dolo pure un anno fa».

E Checchin rispolvera una vecchia lettera inviata proprio alla collega Maddalena Gottardo nel luglio del 2012, visto che la posizione di Spinea non è affatto cambiata.

«Ho ricevuto assieme ad altri Comuni l’invito per una riunione sul progetto della Romea Commerciale – scrisse Checchin alla Gottardo – ma forse si tratta di un errore in quanto il Comune di Spinea non è mai stato interessato a questo tracciato. Se invece lo scopo dell’incontro è quello di valutare nuovi progetti di strade con traffico extraurbano che possano interessare ancora una volta il territorio di Spinea – si legge – comunico fin da subito la mia totale indisponibilità essendo già abbondantemente penalizzati dal passaggio del Passante di Mestre. Di conseguenza non vi sarà alcuna mia partecipazione all’incontro».

Una risposta netta, una presa di posizione che oggi non cambia di una virgola. Dal Municipio di Spinea lo fanno intendere chiaro e tondo:

«Se loro proseguono con questa ipotesi, noi metteremo le barricate».

Checchin incassa pure l’appoggio del consigliere comunale leghista Roberto Lazzarin:

«I cittadini di Spinea hanno già sopportato abbastanza».

(g.pip.)

 

Mattino di Padova – “Metro” ancora sul binario morto

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28

nov

2013

La partenza del collegamento ferroviario veloce Padova-Venezia prevista il 15 dicembre slitta almeno fino a metà 2014

Il collegamento «metropolitano» con Venezia non partirà neanche il 15 dicembre, in occasione dell’entrata in vigore del nuovo orario di TrenItalia, concordato con la Regione. La partenza del sistema metro ferroviario (costata fino ad oggi almeno 100 milioni) era stata programmata a giugno. Nelle ultime settimane di maggio la Regione aveva comunicato che, per motivi tecnici, era stata spostata al 15 dicembre. Ma proprio in questi ultimi giorni i dirigenti di TrenItalia (guidati dalla dottoressa Giaconia) e i colleghi della Regione (coordinati dal dottor Carli) hanno fatto sapere che il primo treno “metro” per Busa, Vigonza-Pianiga, Dolo, Mira-Mirano, Mestre e Venezia Santa Lucia partirà a metà 2014.

In effetti è stato realizzato il quadruplicamento dei binari sulla Padova-Mestre (27 chilometri), come il raddoppio della linea fra Padova-Camposampiero e Castelfranco.

È stata costruita la linea, nuova di zecca, tra Maerne di Martellago e Mestre, via Spinea.

E sono state edificate nuove stazioni ed eliminati decine di passaggi a livello. Sulla carta, sembrava tutto pronto. Invece, debutto rinviato una volta ancora. Nonostante l’impegno preso dalla Regione dieci anni fa, quando allo scalo di Vigodarzere con il cappello da capostazione Giancarlo Galan garantiva che il primo metrò sarebbe partito entro il 2010.

Ma per quali motivi la Smfr non viaggia? Secondo Rfi-Ferrovie dello Stato il sistema veneto è fermo ad un binario morto perché, nonostante la realizzazione completa della stazione giardino sul lato sud di Padova Centrale (da dove partirà, ogni quarto d’ora, un treno per Venezia) mancherebbe il collegamento tra il nuovo fascio di circolazione e la linea per Ponte di Brenta.

Di più: non sarebbe ancora pronta la nuova stazione di Busa di Vigonza, con il relativo parcheggio.

Secondo altri tecnici della Regione, il metrò è ancora in lista di attesa perché dalla Svizzera non sono ancora arrivati tutti i nuovi 24 treni Stadler, in via di acquisizione da tre anni.

In pratica, non ci sarebbero tutti i convogli regionali necessari ad attivare una vera e propria metropolitana tra Padova e Venezia.

Va ricordato poi che tanti nuovi treni ad alta frequentazione avranno 750 posti a sedere, altri 450 posti e solo due (più piccoli, a diesel) soltanto 175 posti perché entreranno in servizio sulle linee non elettrificate. A questo punto, visto che la partenza del metrò viene rimandata per la terza volta, il sindacato esprime un commento a muso duro.

«Ancora una volta Regione e TrenItalia hanno preso in giro i pendolari» sottolinea Ilario Simonaggio, segretario regionale della Filt-Cgil, «Non si parte neanche il 15 dicembre un po’ perché mancano gli allacciamenti in testa alla stazione di Padova e non ci sono ancora tutti i treni necessari. Ma, secondo me, non si accende il semaforo verde alla metropolitana regionale di superficie perché non ci sono ferrovieri a sufficienza per far correre i nuovi treni e la Regione non ha stanziato le risorse economiche che servono per far partire da Padova un metrò ogni 15 minuti».

Felice Paduano

 

Pigozzo e Niero (Pd) contro Chisso «Un comportamento sprezzante»

«E’ vergognoso che a pochi giorni dall’entrata in vigore dell’orario cadenzato ferroviario, l’utenza sia completamente all’oscuro di ogni informazione. L’assessore Chisso fornisca subito tutte le notizie che cittadini e Amministrazioni locali attendono con urgenza».

Bruno Pigozzo vicepresidente della commissione Trasporti, e Claudio Niero, consigliere regionale l Pd, fanno proprie le preoccupazioni dei pendolari e degli utenti .

«L’impegno della giunta Zaia era di comunicare se e quali miglioramenti all’orario erano stati accolti sulla base delle richieste presentate dai sindaci e dai territori. Ma a due settimane dal via, il silenzio è totale« evidenziano Pigozzo e Niero, «Sintomo di un comportamento sprezzante ed irrispettoso nei confronti dei pendolari che già subiscono quotidianamente disagi di ogni tipo».

 

Nuova Venezia – Un grande “occhio” su tutto il Miranese

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27

nov

2013

Più controlli e una rete di telecamere gestita da Venezia dopo l’ondata di furti che ha allarmato la popolazione

VENEZIA – Un “grande fratello con occhi sui sette comuni del Miranese diventati terra di conquista dei predoni della notte, la centrale di coordinamento a Venezia sperando che il sistema di fibre ottiche sia all’altezza per far funzionare la rete di videosorveglianza.

E mentre si discute, tra amministratori pubblici e vertici delle forze dell’ordine sulle contromisure per fare fronte ad una situazione pesante i dati, relativi ai reati commessi nei primi dieci mesi dell’anno, per il Miranese sono impietosi. Rispetto allo scorso anno le rapine sono cresciute del 61,9%, mentre i furti in casa del 19,1%. Complessivamente i reati commessi sono aumentati dell’1,9% e gli arresti del 38%. Una situazione che anche senza i dati statistici era percepita, in tutta la sua gravità, da popolazione e sindaci dei sette comuni che ieri pomeriggio hanno partecipato al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica che si è svolto in Prefettura. A presiederlo il prefetto Domenico Cuttaia ed erano presenti i sindaci di: Martellago, Mirano, Noale, Scorzè, Spinea, Santa Maria di Sala e Salzano.

Dopo aver esaminato la situazione si è passati alla valutazione delle contromosse: tre le direttrici studiate al fine di incrementare i servizi di controllo e rafforzare la percezione di sicurezza dei cittadini. Quindi saranno intensificati i servizi di controllo straordinario del territorio con l’impiego del Reparto di prevenzione crimine della polizia e del 4° Battaglione dei carabinieri. Sarà studiato un sistema di videosorveglianza, possibilmente con l’attivazione di una unica centrale operativa collegata al sistema di videosorveglianza del Comune di Venezia. Come dire che il cuore del “grande fratello” sarà nella centrale della polizia locale di Venezia. Sarà verificata la fattibilità tecnica del progetto, anche superando eventuali problemi che possano ostacolare l’uso delle fibre ottiche.

I sindaci si sono impegnati a promuovere incontri con la popolazione, alla presenza dei rappresentanti delle forze dell’ordine, per individuare forme adeguate di difesa.. Il Prefetto ha sottolineato: «L’inopportunità di dar vita a forme improvvisate di vigilanza da parte di cittadini, in quanto esse rischiano di ostacolare l’operatività delle forze dell’ordine e di ritorcersi contro le persone, sia pure animate da ogni migliore intenzione».

Il Prefetto Cuttaia ha inoltre ricordato come: «Pericolosissime appaiono poi le diffusioni di notizie e foto su internet, suscettibili di avere di per sé solo rilevanza penale e di creare problemi al cittadino ignaro che possa incappare in attività destituite di qualsiasi apporto professionale in tema di sicurezza», ha concluo il Prefetto. «Chi ha notizia o ha documentazione fotografica, o qualsiasi elemento di sospetto sul conto di malintenzionati e autori di reato, non deve fare altro che informare immediatamente le forze di polizia, le quali sapranno, con la professionalità che le contraddistingue, utilizzare al meglio tali elementi informativi ai fini dell’attività investigativa».

Carlo Mion

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Furti aumentati del 19 per cento in dieci mesi

I dati delle forze dell’ordine sono allarmanti. «Ma ora c’è un progetto per arginarli e ridare sicurezza»

MIRANO – I furti nel Miranese registrano un più 19% nei primi dieci mesi dell’anno. Questo il dato che è arrivato ieri nel vertice il Prefettura alla presenza dei sette sindaci del comprensorio e, al solito, ci sono quelli che hanno registrato numeri più negativi e altri che vanno meglio. Ma le forze dell’ordine fanno pure sapere che a livello di reati in genere, nel Miranese si sta meglio che nel resto della provincia. Di certo Martellago, sotto i riflettori in queste settimane per il diffondersi della criminalità, si è vista raddoppiare il dato di topi d’appartamento, mentre Scorzè registra un più 50 per cento e a Mirano c’è la voce più nei furti con destrezza, a partire dal mercato. Va meglio Noale, in controtendenza.

Per questo è arrivato l’invito ai cittadini a collaborare, a chiamare in caso di movimenti sospetti e di lasciar perdere certe forme di “giustizia fai da te”. In generale, si farà il possibile per aumentare la percezione di sicurezza, che in questo momento sembra venire meno.

«Il dato che mi era stato consegnato nei giorni scorsi» ammette Barbiero «non è lo stesso ricevuto a Venezia. Quelli erano numeri generali, stavolta ce li hanno trasmessi specifici. Lo dirò ai cittadini, che invito a collaborare come mi hanno assicurato nella riunione di lunedì in municipio. Facciano attenzione ai particolari, si affidino a polizia e carabinieri».

I sindaci si vedranno ancora con il prefetto e c’è la sensazione che si possa aprire una fase nuova. Più preoccupato il collega di Scorzè, Giovanni Battista Mestriner. «Non bello il dato sul mio comune» fa sapere «anche se a reati, nel Miranese stiamo meglio che altrove. Non siamo abituati a questo livello di criminalità e ho chiesto maggiori presidi. Va bene trovarsi ma serve una maggiore efficienza della giustizia penale e cambiare le leggi. I colpevoli devono restare in carcere: l’amnistia e l’indulto sono una follia».

Per Maria Rosa Pavanello (Mirano) l’idea della centrale unica, emersa nella riunione a Venezia, può essere un’idea valida. «Ci rivedremo in Prefettura per parlare dei dati sulla videosorveglianza, per chi ce l’ha» dice «ma farne una sola potrebbe essere una soluzione. L’esempio del Comune di Venezia è ottimo ma lì è stato fatto un grosso investimento. Pericoloso anche il “fai da te”, come ci hanno detto, come un certo tipo di uso dei social network».

Alessandro Ragazzo

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MARTELLAGO – Barbiero: «Adesso in giro si vedono più pattuglie»

MARTELLAGO «Già si vedono più pattuglie di carabinieri in giro per il comune di Martellago». Lo dice il sindaco Monica Barbiero, dopo aver avuto alcuni colloqui telefonici con i vertici dei carabinieri, che l’hanno assicurata su una maggiore presenza di uomini in tutto il territorio. Intanto in municipio si sta lavorando per mettere appunto il libretto con le istruzioni dell’uso per prevenire la criminalità e cosa fare in caso di auto e individui sospetti. Si tratta di una delle proposte emerse nella riunione di lunedì a mezzogiorno con i cittadini: un vademecum che sarà stampato a breve e poi distribuito alla popolazione. Inoltre si sta lavorando per istituire la sorveglianza di quartiere, come succede già anche all’estero, ma dovrà restare nei limiti della legalità, non puntando su iniziative “fai da te”. Stasera c’è il Consiglio comunale e il tema sicurezza salterà fuori. Tra le interpellanze presentate, ci sarà quella di Moreno Bernardi (Un comune per tutti), dove si chiede una seduta aperta per discutere solo del problema criminalità.

(a.rag.)

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«Raid senza fine. Ce li troviamo in camera»

In Riviera del Brenta la gente è scoraggiata: quattro case e una locanda razziate in una sola notte

CAMPAGNA LUPIA. La Riviera del Brenta colpita da una raffica di furti senza precedenti. I ladri sono entrati anche nelle camere d’albergo della locanda Zabotto a Lugo di Campagna Lupia, mentre i clienti dormivano e hanno portato via due marsupi ai clienti con dentro denaro e preziosi, senza che nessuno se ne accorgesse.

Ma è solo la punta dell’iceberg di un raid che non ha risparmiato nulla. Nel giro di una notte sono state svaligiate quattro abitazioni, qualche sera prima un’auto e poi ancora auto e abitazioni a Mira che da settimane è bersagliata in tutte le sue frazioni dai colpi di bande che si accaniscono contro case e garage. Stessa situazione a Pianiga.

Ma partiamo dall’area della Riviera sud dove i banditi hanno agito in questi ultimi giorni. A Campolongo e a Bojon, sono state visitate tre case nelle prime ore della sera di domenica. I ladri hanno aspettato che le persone si muovessero dall’abitazione per entrare in azione. Hanno forzato porte e finestre e hanno portato via gioielli e contanti per cinquemila euro.

Colpo fotocopia anche a Lova di Campagna Lupia quando i banditi hanno svaligiato una casa nella stessa serata di domenica. Sempre a Lova era sparita qualche sera prima anche un’automobile, una Ford Focus.

«Siamo davvero spaventati – spiegano alcuni esercenti a Campagna Lupia – i colpi che i ladri stanno mettendo a segno sono a ripetizione, ogni sera o quasi ne compiono uno, c’è il terrore di ritrovarseli in casa».

Il caso della locanda Zabotto è emblematico. I banditi non si sono fatti alcun problema: hanno forzato le porte e sono entrati nelle camere, scegliendo quelle occupate. Sono spariti nella notte due marsupi di clienti. «E pensare che non abbiamo mai trascurato sistemi di sicurezza per la nostra clientela – dice il titolare del locale – ma stavolta i ladri hanno agito con velocità e astuzia. È scattato anche l’allarme ma ormai i guai li avevano combinati».

Se nell’area sud della Riviera è scattato per l’ennesima volta l’allarme nelle ultime sere, anche a Mira la gente è terrorizzata dalla continua presenza di razziatori. Sono state colpite nel corso delle ultime settimane decine di abitazioni.

Alcuni anziani a Mira Vecchia una settimana fa se li sono trovati in casa di notte. Le razzie più ampie sono avvenute a Borbiago ed Oriago e da giorni colpi in abitazione vengono registrati anche a Marano. A Cazzago Pianiga nei parcheggi del nuovo quartiere a ridosso della chiesa, è stata presa di mira una decina di veicoli in 3 giorni. La gente, ammettono dalle forze dell’ordine a Mira, a volte nemmeno denuncia più i furti. Ci si trova di fronte ad una ondata predatoria mai vista, e non si sa come fermarla.

Alessandro Abbadir

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AMBIENTE – I dati di Veritas in provincia

Ottobre, mese record di raccolta differenziata. A renderlo noto è Veritas che nel territorio di propria competenza per la gestione dell’igiene urbano lo scorso mese ha raccolto 4.890 tonnellate di vetro, 3170 di plastica, 593 di metalli ferrosi e 75 di alluminio.

Non solo: ad Enel sono state cedute 7500 tonnellate di Cdr – combustibile derivato dai rifiuti – che viene poi bruciato assieme al carbone per produrre energia nella centrale Palladio di Fusina, così che neanche il 5 per cento delle immondizie finisce in discarica.

In tutta la provincia la percentuale di differenziata è oggi pari al 58,04, con i migliori risultati registrati nei Comuni di Fossò (79,44%), Pianiga (78,01%), Martellago (77,64%), Meolo (77,26%) e Spinea (77,08%).

Per quanto riguarda Mestre, si sta completando nella Municipalità del centro l’installazione delle calotte sui cassonetti con apertura a chiave personalizzata.

A Chirignago-Zelarino, che è stata la prima zona a partire, la percentuale è arrivata al 72,77, a Favaro, la seconda in ordine di tempo, al 60,61, infine a Marghera al 57,92.

La terraferma complessivamente considerata è al 54,33%, quota superiore ad altre grandi città italiane ed europee che sono ai vertici delle classifiche di riciclaggio, mentre il dato dell’intero Comune è salito al 43,16%.

Proprio in questi giorni Veritas, in collaborazione con la Questura, distribuisce un volantino tradotto in 15 lingue per spiegare agli stranieri presenti in città le modalità corrette per raccolta differenziata.

(a.spe.)

 

Nuova Venezia – “Nuova Romea a Spinea? Mai”

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19

nov

2013

Il sindaco Checchin contro le proposta della Lega Nord di innesto a Crea

SPINEA «Giù la mani da Spinea». Silvano Checchin dà l’altolà ai leghisti della Riviera, dopo che nei giorni scorsi è tornata alla ribalta l’ipotesi di innestare la Nuova Romea a Crea.

«Non esiste», commenta il sindaco di Spinea, «non sanno nemmeno di cosa stanno parlando».

A sollevare la questione una partecipata riunione del Carroccio a Campagna Lupia, presieduta dall’onorevole ed ex assessore provinciale alla Viabilità Emanuele Prataviera, che in Riviera si è detto disponibile a lavorare a un’ipotesi di un innesto che salvi la Riviera del Brenta. Difficile però che un territorio come quello del Miranese e di Spinea, già solcato dal Passante, resti impassibile di fronte alla proposta-provocazione.

«Mi domando se quando parlano di tratto finale della Romea commerciale abbiano letto i documenti», sbotta Checchin , «dove vedono anche solo ipotizzato il nome di Spinea? Tra l’altro forse non sanno nemmeno che il progetto del casello di Crea è stato ridotto all’epoca per problemi di impatto ambientale. Chi parla di innestarci anche la Romea parla contro quel progetto».

Il sindaco mette tutte le carte sul tavolo, a cominciare dalla delibera di giunta regionale del 23 agosto 2011, dove Spinea non viene contemplata. C’è anche una lettera con cui Checchin, il 9 luglio 2012, rispondendo al sindaco di Dolo Maddalena Gottardo che aveva convocato una riunione a riguardo, scrive senza mezzi termini:

«Cara collega, forse si tratta di un errore perché il Comune di Spinea non è mai stato interessato da alcun tracciato. Se invece lo scopo è valutare nuovi progetti, comunico fin da subito la mia totale indisponibilità. Di conseguenza non parteciperò all’incontro».

Stavolta con il sindaco Pd di Spinea si schiera anche il consigliere Roberto Lazzarin, eletto proprio nelle fila della Lega Nord: «Sto con il sindaco», afferma, «l’accordo era che gli ultimi 14 chilometri di tracciato venissero discussi tra i sindaci, cosa c’entra Spinea non si capisce. Questo territorio ha già dato, anche troppo, vedi Passante».

Filippo De Gaspari

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