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LA NOVITA’

Entreranno in funzione il 15 dicembre i treni a orario cadenzato, tappa di avvicinamento al sistema ferroviario metropolitano che dovrebbe entrare in funzione a seguire, e a passi, non appena saranno concluse tutte le stazioni del sistema.

In attesa che il sistema metropolitano funzioni a regime, dal 15 dicembre passeggeri e pendolari potranno avere un primo assaggio di come funzionerà.

Poniamo di essere alla stazione ferroviaria di Mestre: al minuto 03 partiranno i treni veloci per Rovigo, al minuto 19 per Verona Porta Nuova, al minuto 49 per Vicenza, al minuto 54 per Padova. Lo shuttle Mestre-Padova, invece, partirà dal binario giardino al minuto 35 e da Padova rientrerà a Mestre al minuto 53. E sulle tratte regionali più importanti ci saranno treni ogni venti minuti. Dalle sette del mattino alle dieci di sera, tutti i giorni.

Funzionerà così il nuovo orario cadenzato, che la Regione sta ancora limando, e presenterà a breve.

Dal punto di vista tecnico il sistema è stato messo a punto da un ingegnere veronese Domenico Menna, che da due anni con assoluta discrezione ha messo a punto il complesso orario cadenzato.

Che ancora prima di partire, sta già suscitando polemiche, come quelle sollevate da Silvano Checchin, sindaco di Spinea, comune la cui stazione può essere considerata a pieno titolo facente parte del sistema metropolitano mestrino.

Con i nuovi orari dei treni regionali, la stazione vedrà passare tre treni anziché quattro nell’ora di punta del mattino. In città infatti, nella fascia oraria 6.55-8, sono oggi presenti per i pendolari quattro convogli: alle 6.55, alle 7.21, alle 7.42 e alle 8 in punto. A servirsene sono circa 300 tra pendolari lavoratori e studenti. Applicando il nuovo però, anziché quattro corse, a Spinea fermeranno solo tre treni nella stessa fascia oraria, la più frequentata. Chi parte dopo le ore 7 avrà a disposizione solo due corse: quella delle 7.39 e quella delle 7.58.

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Gazzettino – Arrivano le “casette” dell’acqua a Spinea.

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17

nov

2013

SPINEA – Offrire acqua di grande qualità spendendo meno e senza produrre inutili rifiuti. Arrivano anche a Spinea le “casette dell’acqua”, strutture dalle quali il cittadino potrà attingere acqua microfiltrata, refrigerata e – volendo – gassata a costi molto contenuti.

L’assessorato all’Ambiente vuole così incentivare il consumo dell’acqua potabile di acquedotto, riducendo il volume dei rifiuti derivanti dall’utilizzo di acqua minerale in bottiglia e il trasporto su gomma.

La giunta ha approvato l’installazione a titolo sperimentale di erogatori di acqua potabile lungo via Matteotti e viale San Remo.

«Per questa iniziativa è necessario trovare adeguate localizzazioni che permettano di raggiungere agevolmente gli erogatori lungo la viabilità principale e nelle zone a maggior densità abitativa – spiega l’assessore all’Ambiente Stefania Busatta – Nelle prossime settimane verrà pubblicato un bando per la scelta del concessionario».

(D.Cor.)

 

 

Tre corse invece di quattro all’ora dei pendolari dalle 7 alle 8, il sindaco Checchin protesta con Chisso

SPINEA «Orari cadenzati, Spinea ci perde». Silvano Checchin va da Renato Chisso e chiede di ripensarci. Con i nuovi orari dei treni regionali, la stazione del Graspo de Uva vedrà passare tre treni anziché quattro nell’ora di punta del mattino. In città infatti, nella fascia oraria 6.55–8, sono oggi presenti per i pendolari quattro convogli: alle 6.55, alle 7.21, alle 7.42 e alle 8 in punto. A servirsene sono circa 300 tra pendolari lavoratori e studenti. Secondo il Comune (a svolgere le analisi sono stati di recente lo stesso sindaco e il consigliere delegato alle Piste ciclabili Mario Zorzetto Penzo), il treno maggiormente utilizzato è quello delle 7.21, con oltre cento passeggeri che salgono a Spinea. Anche le altre tre corse sono molto gettonate. Applicando il nuovo orario cadenzato proposto dalla Regione però, anziché quattro corse, a Spinea fermeranno solo tre treni nella stessa fascia oraria, la più frequentata. Chi parte dopo le ore 7 avrà a disposizione solo due corse: quella delle 7.39 e quella delle 7.58. Gli impatti per lavoratori e studenti sono evidenti, non solo per la cadenza oraria ma anche per il servizio: c’è il rischio infatti che i treni siano ancor più affollati. Secondo il Comune poi il cambiamento degli orari delle Ferrovie potrebbe influire negativamente anche sulle coincidenze degli autobus usati dagli studenti. Con la conseguenza che molti saranno costretti a riprendere l’auto. L’esatto contrario di quello per cui si è lavorato in questi anni, da quando cioè la riorganizzazione infrastrutturale ferroviaria ha portato alla realizzazione della stazione Sfmr di Spinea. La questione non è di poco conto in una città che sta facendo i salti mortali per ridurre il traffico in centro, facendo affidamento anche sulla nuova stazione del Graspo e sull’ampio parcheggio scambiatore realizzato di fronte. Per questo motivo il sindaco si sta muovendo in prima persona in questi giorni e ha già chiesto un appuntamento all’assessore regionale alla Mobilità Renato Chisso per discutere dell’incidenza del nuovo orario cadenzato a Spinea.

«Vogliamo realizzare la mobilità dolce puntando sull’uso della bicicletta e i mezzi pubblici, l’unico modo per fluidificare davvero il traffico e diminuire lo smog e i disagi», spiega Checchin, «proprio in quest’ottica il Comune si farà promotore di incontri e contatti con tutti i soggetti interessati a perseguire questo scopo».

(f.d.g.)

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SPINEA – Un incontro urgente con l’assessore regionale alla Viabilità Renato Chisso per segnalare gli impatti che avranno i nuovi orari cadenzati dai treni e scongiurare un ulteriore affollamento dei treni.

A chiederlo sono il sindaco di Spinea Silvano Checchin e il consigliere delegato alle Piste ciclabili Zorzetto Penzo.

«Applicando il nuovo orario cadenzato, chi prende il treno dopo le 7 avrà a disposizione solo due corse: quella delle 7.39 e quella delle 7.58 – spiega il Sindaco – Gli impatti per lavoratori e studenti sono evidenti, perché c’è il pericolo che i treni siano ancor più affollati. Inoltre, il cambiamento degli orari potrebbe influire negativamente anche sulle coincidenze degli autobus usati dagli studenti».

A Spinea, attualmente, nella fascia oraria 6.55-8 sono presenti quattro diversi convogli (6.55, 7.21, 7.42, 8) che vengono utilizzati da quasi 300 fra pendolari e studenti. Il treno maggiormente utilizzato è quello delle 7.21, con oltre 100 passeggeri che salgono nella sola stazione di Spinea.

(D.Cor.)

 

ped

 

Da Venezia a Trieste il pedaggio resta a 10,10 euro

VENEZIA – L’aumento di un punto percentuale dell’Iva, che dal primo ottobre scorso è passata dal 21 al 22 per cento, si ripercuote sulle spese e il portafoglio dei veneti. Fra gli aumenti dei prezzi in corso, che peseranno sui consumi delle famiglie per almeno un centinaio di euro all’anno, c’è anche il rialzo dei pedaggi autostradali. Dalla mezzanotte fra il 30 settembre e il primo ottobre scorso, ai caselli delle autostrade venete – gestite da cinque diversi concessionari – gli aumenti sfiorano il 7%. L’aggiornamento delle tariffe è scattato alla mezzanotte fra il trenta settembre e il primo ottobre, ed è stato calcolato in base alla norma sugli arrotondamenti varata dal Ministero dei trasporti.

La norma prevede che fino a 5 centesimi, i prezzi debbano essere arrotondati per difetto, cioè a zero. Oltre i 5 centesimi, invece, vanno arrotondati per eccesso a 10 centesimi.

Sul Passante di Mestre – gestito da Cav, Concessioni autostradali venete Spa – la tratta da Padova Est al casello di Venezia-Mestre è passata da 3,20 euro a 3,30 euro per i veicoli di classe “A”, con un aumento del 3,1 per cento rispetto alla tariffa precedente.

Ma il percorso più “salassato” è quello da Spinea a Padova Est per i veicoli di classe “B”, che se fino a settembre pagavano il pedaggio 1,50 euro, da questo mese lo pagano 1,60 per un aumento del 6,7 per cento.

Da Padova Est alla Stazione di Preganziol, la tariffa è invece passata da 3,70 a 3,80 euro per i veicoli di classe “B”: l’aumento è del 2,7 per cento.

Nei tratti autostradali gestiti da Autovie Venete, per i veicoli di classe “A”, la tariffa è rimasta invariata a 10,10 euro fra Venezia est e Trieste Lisert, così come a 2,70 euro fra Venezia est e Meolo/Roncade. Il pedaggio è stato aggiornato anche sulla tratta fra Venezia est e San Donà di Piave, passando da 3,30 a 3,40 euro; fra Venezia est e Cessalto, dove la tariffa è di 3,90 euro contro i 3,80 precedenti; e fra Venezia est e Portogruaro, passato da 5,90 euro agli attuali 6,00.

Anche Autostrada Brescia-Padova Spa rende nota la variazione tariffaria dovuta all’aumento dell’Iva dal primo ottobre. Da Padova est a Vicenza ovest, i veicoli di classe “B” pagano 2,40 euro anziché i 2,30 della tariffa precedente, mentre per i veicoli di classe “A”, il pedaggio è passato da 6,50 a 6,60 euro nella tratta da Padova est a Peschiera, e da 3,90 a 4,00 euro da Padova est a Piovene Rocchette.

Il concessionario Autostrade per l’Italia segnala infine il passaggio da 0,70 euro a 0,80 nella tratta fra Padova Sud e Terme Euganee per i veicoli di classe “B”, mentre per i veicoli di classe “A” la tariffa è rimasta invariata.

Silvia Zanardi

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Nuova Venezia – “Muoversi in bici a Spinea si puo’ “

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7

nov

2013

il sindaco Checchin

SPINEA. Spinea in bici fa paura? Secondo il sindaco non è più così. «In città è possibile muoversi in sicurezza», replica Silvano Checchin. Apprezzabile, secondo il primo cittadino, l’iniziativa della Fiab, la Federazione italiana amici della bicicletta, che a Spinea è andata nelle scuole raccogliendo le impressioni degli alunni sulla pericolosità delle strade. Ma per il Comune, che ha sposato la proposta, l’intento non era dare bacchettate sulla pericolosità delle strade.

«Il questionario indica che il 50% dei ragazzi delle medie va a scuola in bici e ben il 30% a piedi», spiega Checchin, «ben 365 ragazzi su 474 intervistati usano la bici anche per gli spostamenti quotidiani e 146 vanno abitualmente a piedi».

Per il sindaco sono risultati più che soddisfacenti. «Solo una piccola minoranza preferisce andare in auto motivando tale scelta per situazioni di pericolosità su cui siamo già intervenuti o stiamo intervenendo», precisa, «il questionario si riferisce all’anno scorso. Bisogna in primo luogo educare e informare sul corretto uso dei percorsi che conducono i ragazzi da casa a scuola».

Per Checchin insomma Spinea non è pericolosa, bisogna saper scegliere le strade indicate e imparare a utilizzare la bici.

«Agli incontri della Fiab nella scuole partecipa anche l’assessore alla viabilità Gianpier Chinellato», conclude Checchin, «che ha dunque l’occasione per discutere dei problemi emersi dai questionari ma anche di cosa vuol dire andare in bicicletta e quale sia il comportamento corretto per tutelare la propria incolumità e quella degli altri. Si è anche spiegato, ad esempio, come usare correttamente la nuova pista ciclabile su via Roma e informato i ragazzi della possibilità della punzonatura con il codice fiscale sulle bici, per scoraggiare i furti».

(f.d.g.)

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Le risposte dei ragazzi delle medie al questionario della Fiab. «Mancano ciclabili e poi c’è via Roma…»

SPINEA. Viabilità e sicurezza stradale, Spinea è l’ultima della classe? Proprio dalle classi parte la lezione e stavolta la bacchettata è degli alunni. Curiosa iniziativa messa in campo dalla Fiab, Federazione italiana amici della bicicletta di Spinea, che ha sottoposto a 521 scolari un questionario sull’uso della bici e sui problemi di sicurezza in città.

Emerge che la metà di loro va a scuola in bici, mentre con chi arriva a piedi si tocca il 70% della popolazione scolastica.

Resta un 30% di ragazzi che a scuola ci arriva solo con l’auto di mamma e papà, contribuendo ad avvelenare l’aria (dati recenti danno Spinea più inquinata di Mestre) e congestionare le strade. Ma è davvero sempre e solo colpa delle famiglie? Non proprio, visto che sviscerando i questionari si scopre che spesso la colpa del non uso della bici è proprio delle strade insicure.

A segnalare i pericoli e le insidie del percorso casa-scuola sono infatti gli stessi alunni delle medie. Ecco dunque la mappa delle “strade brutte” disegnata dai bambini. Chi va a piedi alla Ungaretti ha segnalato «molte buche» partendo da via Alfieri e «strade senza marciapiede» da via Capitanio.

E chi abita in via Meucci? «Attraversare via Rossignago è difficile, le auto corrono, non ci sono dissuasori nè vigili». Il ragazzino in questione è indignato: sul questionario ha scritto di aver fatto richiesta ma di non aver ottenuto risultati. Non usa la bici perché è troppo pericoloso. Da via Fermi il pericolo sono gli attraversamenti pedonali e la mancanza di ciclabili. Abitando in via De Amicis, un ragazzino di prima rileva che il rischio vero è attraversare via Roma, «e poi manca un parcheggio sicuro per le bici». Via Martiri e viale Viareggio sono pericolose per chi parte da casa in via Baseggio per raggiungere la scuola Vico. Via Roma viene nominata tante, troppe volte: ai bambini fa paura e anche le rotonde sono viste con diffidenza: sembrano fatte solo per le auto. Abitare nelle frazioni poi è ancora più difficile: «Il pericolo è il sottopasso tra Crea e via Martiri e la rotonda di Santa Bertilla», per non parlare di quella della Pam.

«L’obiettivo», dice il presidente della sezione Fiab di Spinea Mario Burlando, «è premere da un lato sul Comune, dall’altro sui ragazzi, per migliorare la circolazione per le bici a Spinea, intervenendo nei punti più pericolosi, dando continuità alla viabilità ciclabile con ulteriori piste protette che raccordino quelle già esistenti e convincendo i ragazzi che usare la bici è anche un modo per essere autonomi e ridurre l’inquinamento».

Filippo De Gaspari

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Gazzettino – Spinea. Firmati i primi testamenti biologici.

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5

nov

2013

SPINEA – Depositate 5 dichiarazioni anticipate di trattamento

SPINEA – Il Comune di Spinea ha sottoscritto i primi Dat, le Dichiarazioni anticipate di trattamento, il cosiddetto «testamento biologico». Dopo aver firmato la convenzione il 24 luglio scorso con l’Ordine dei notai di Venezia, mercoledì scorso lo sportello ha aperto ai cittadini con le prime cinque sottoscrizioni, mentre le successive saranno in programma il 27 novembre e il 18 dicembre, sempre tra le 16 e le 18.

Dopo Marcon, Spinea è il secondo Comune della provincia ad aprire a questa possibilità. Potranno aderire tutti i cittadini maggiorenni, che avranno la possibilità di esprimere anticipatamente la loro volontà rispetto ai trattamenti a cui desiderano o non desiderano essere sottoposti nel caso in cui, per infortunio o malattia invalidante, non fossero più in grado di esprimere il loro consenso o dissenso informato al medico.

Per ogni ulteriore approfondimento il Comune di Spinea ha attivato i numeri 041-5071355/148/142/149/393 e l’indirizzo e-mail baldovino.angiolelli@comune.spinea.ve.it.

Aperta anche la pagina, con la modulistica necessaria, www.spinea.gov.it/comune/servizi/Dichiarazione-Anticipata-di-Trattamento.html.

(D.Cor.)

 

Nuova Venezia – Scattano i divieti per pochi intimi

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5

nov

2013

LE LIMITAZIONI AL TRAFFICO

Niente Euro 0 ed Euro 1 pre ’93 a Mirano, Spinea e S. Maria di Sala

MIRANO – Controlli pochi e occasionali, d’altronde i veicoli interessati dallo stop sono pochi. Qualche decina addirittura, secondo la carta delle immatricolazioni dei residenti. A Mirano, Spinea e Santa Maria Sala le ordinanze “no-kat” sono scattate ieri, senza troppo clamore, ma con le solite polemiche sull’opportunità di varare provvedimenti giudicati dai più inutili per la tutela della salute e dell’aria.

Traffico sostenuto come sempre, controlli come ogni lunedì, veicoli in circolazione per lo più autorizzati a farlo, visto che i divieti riguardano solo poche vecchie auto.

«L’ordinanza risponde alle indicazioni della Provincia diffuse in base ai risultati delle rilevazioni sul Pm 10», spiega il sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello, «i dati evidenziano valori d’inquinamento oltre la soglia tollerabile e si è deciso di riproporre limitazioni, concordate con altri comuni del circondario, senza rendere caotico il passaggio da un territorio all’altro. È solo uno dei passi da fare per ridurre l’inquinamento di quest’area, ma va fatto».

Le limitazioni resteranno in vigore fino al 30 aprile per tutti e tre i comuni: a Mirano niente circolazione in centro da lunedì a venerdì, dalle 8 alle 18, per i mezzi a gasolio Euro 0 e tutti i non eco-diesel, le auto Euro 1 immatricolate prima dell’1 gennaio 1993 e le non catalizzate, comprese le moto, immatricolati prima dell’1 luglio 1999.

Stesse misure anche a Spinea, mentre a Santa Maria di Sala le limitazioni sono in vigore dal lunedì al venerdì in orario ridotto, dalle 9 alle 16, ma sarà consentito circolare lungo la Noalese nei centri abitati di Caselle, Tabina e Treponti.

(f.d.g.)

 

DA OGGI AL 30 APRILE

MIRANO – Attenzioni alle limitazioni del traffico in vigore da oggi e fino al 30 aprile per i comuni di Mirano, Spinea e Santa Maria di Sala.

A Mirano le misure riguarderanno il perimetro compreso tra via Battisti e via Scaltenigo a ovest, viale Venezia a sud, via Dori a est via Miranese e via Mariutto a nord. Niente circolazione da lunedì a venerdì dalle 8 alle 18 per i mezzi a gasolio Euro 0 e tutti i non eco-diesel, le auto Euro 1 immatricolate prima dell’1 gennaio 1993 e le non catalizzate, comprese le moto, immatricolati prima dell’1 luglio 1999. Il provvedimento sarà sospeso dal 16 dicembre al 6 gennaio 2014.

A Spinea ferme le vetture no-kat fino al 15 dicembre e poi da 7 gennaio al 30 aprile, ad eccezione del sabato e dei festivi, infrasettimanali compresi. In entrambi i casi, restano esclusi i veicoli condotti da residenti, ma solo il martedì, mercoledì e giovedì dalle 10 alle 16.

A Santa Maria di Sala le limitazioni valgono dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 16. Il divieto viene sospeso dal 14 dicembre al 6 gennaio compresi. la circolazione è consentita lungo la Noalese nei centri abitati di Caselle, Tabina e Treponti. Consentio l’accesso ai veicoli diretti ai parcheggi pubblici.

(a.rag.)

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