Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

Nuova Venezia – “Piu’ treni a Spinea e Maerne”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

14

set

2013

Richiesta dei due sindaci dopo la soppressione di alcuni collegamenti

SPINEA – Spinea e Martellago inviano una nota congiunta all’assessore regionale alla mobilità Renato Chisso, per chiedere di migliorare il traffico ferroviario tra i due comuni. Silvano Checchin e Monica Barbiero hanno anche avanzato alcune proposte concrete alla Regione, come la fermata a Maerne del regionale veloce Venezia-Bassano e la deviazione di altri convogli locali verso Spinea.

Entrambi i comuni fanno parte del contesto metropolitano mestrino e all’hinterland della Castellana e per questo motivo sono interessati al potenziamento delle linee Bassano-Venezia, Mestre-Trento, in particolare nella tratta Maerne-Venezia e Maerne-Castelfranco.

Analizzando le modifiche proposte dalla Regione agli attuali percorsi e orari, i due sindaci, anche sulla base di precise richieste arrivate dai cittadini, hanno individuato le principali criticità sorte nell’eliminazione di alcuni collegamenti diretti a Venezia e Trento-Bassano.

Per questo hanno chiesto che «il treno regionale veloce Venezia-Bassano, di nuova istituzione, fermi alla stazione di Maerne nelle due direzioni».

«Le due amministrazioni», si legge poi nel documento, «ritengono che l’incremento del servizio offerto non compensi adeguatamente la domanda della clientela che, se da una parte potrà contare su più servizi, dall’altra si vedrà costretta a spostarsi di più da un treno all’altro e sottoporsi ad attese, anche lunghe, delle coincidenze, con l’incognita di un aggravamento della situazione in caso non fosse rispettato l’orario».

Checchin e Barbiero chiedono anche «la deviazione dei 13 treni regionali veloci del collegamento Venezia-Conegliano sulla ex linea dei Bivi, con fermata a Spinea. Ciò comporterebbe un aumento di percorrenza di circa sei minuti, ma offrirebbe un importante servizio all’area del Miranese».

Filippo De Gaspari

link articolo

 

TRASPORTI – Due richieste per migliorare il servizio

SPINEA – Fermata a Maerne del Venezia-Bassano e deviazione sui Bivi e fermata a Spinea di alcuni treni della Venezia-Conegliano. Queste le richieste presentate da Spinea e Martellago, in modo congiunto, all’assessore regionale Chisso in vista dell’avvio dell’orario cadenzato, il 14 dicembre.

«I nostri comuni sono interessati al potenziamento della linee Bassano Venezia e Mestre-Trento, in primis la tratta Maerne-Venezia, Maerne-Castelfranco. Analizzando le modifiche proposte dalla Regione agli attuali percorsi e orari, pur apprezzando il lavoro svolto, dopo aver ascoltato le richieste dei cittadini abbiamo individuato le principali criticità nell’eliminazione di alcuni collegamenti diretti a Venezia e Trento-Bassano» spiegano i sindaci di Martellago, Monica Barbiero, e Spinea, Silvano Checchin.

Nella proposta attuale i due treni l’ora che fermeranno in stazione a Maerne, infatti, sono il Castelfranco-Venezia e la navetta Noale-Mestre.

«Riteniamo che l’incremento del servizio non compensi adeguatamente la domanda della clientela, che potrà contare su più servizi, ma dovrà spostarsi di più da un treno all’altro con lunghe attese delle coincidenze – continuano Barbiero e Checchin – Perciò, chiediamo che fermi a Maerne nelle due direzioni anche il regionale veloce Venezia-Bassano di nuova istituzione», che nella proposta attuale salta la fermata. Ma i due sindaci chiedono anche di deviare i 13 regionali veloci della Venezia-Conegliano sulla ex linea dei Bivi, con fermata a Spinea.

«Ciò comporterebbe un aumento di percorrenza di soli 6 minuti ma offrirebbe a tutta l’area del Miranese un importante servizio» di collegamento diretto con il Trevigiano. (N.Der.)

 

Il M5S lancia l’allarme: «Alcuni palazzi avranno i piloni a 60 metri»

SPINEA. «Spinea salva dall’elettrodotto, ma solo temporaneamente». Il Movimento 5 stelle mette in guardia i cittadini:

«La sentenza del Consiglio di Stato ha annullato il parere di compatibilità ambientale di un tratto dell’opera Dolo-Camin, ma sono in corso attività a livello politico per tentare di sbloccarlo». La questione riguarda Spinea da vicino.

«L’area che subisce il maggiore impatto dai lavori di Terna è Fornase», spiegano i grillini, «specie i condomini alla fine di via Prati, vicino all’ex passaggio a livello, avranno a poche decine di metri il traliccio numero 14, posto dall’altra parte della linea ferroviaria, a fianco del cavalcavia sulla provinciale. Non ricadono nella fascia di rispetto dell’elettrodotto, ma ritrovarsi vicino casa un traliccio di 60 metri e una linea aerea ad alta tensione non è piacevole: vi sarà sicuramente impatto sul valore degli immobili».

La linea passa sul canale Menegon e sfila a sud di Crea, in territorio di Mira, ma alcuni edifici, tra cui due residenziali in comune di Spinea, ricadono all’interno delle fasce di rispetto.

«In modo più marginale sono coinvolti anche gli abitanti di via Ferrovia e del tratto di via Oriago vicino al sottopasso dell’autostrada», continua il M5s, «a Spinea, a fronte di 2,1 chilometri di nuovi elettrodotti, è prevista la demolizione di un solo chilometro aereo da 220 kilovolt. Il Comune, in conferenza dei servizi, aveva chiesto di demolire o interrare almeno l’elettrodotto da 132 kilovolt che passa sopra la scuola ex Grimm al Graspo d’Ua, ma Terna si è rifiutata. Spinea sarà così l’unico comune a vedere aumentato, di quasi 16 ettari, il territorio da asservire agli elettrodotti».

Il Movimento ha chiesto al Comune e ai sindaci del Miranese di impegnarsi prendendo posizione come già hanno fatto i primi cittadini della Riviera. (f.d.g.)

link articolo

 

 

Mirano. La società annuncia che da settembre gestirà anche gli ultimi 90 ettari

Il presidente Bembo: «Non capisco le lamentele da parte dei sindaci»

MIRANO – Concessioni autostradali venete assumerà entro un mese la gestione diretta, e dunque anche le manutenzioni, del verde lungo il Passante. A confermarlo ufficialmente è la società stessa, replicando alle accuse di moria del verde piantumato lungo il tracciato, lanciate a più riprese da cittadini e amministratori di Mirano e Spinea.

In una nota la società autostradale, partecipata alla pari da Anas e Regione Veneto, spiega: «Dal 28 maggio 2012 il Commissario delegato ha consegnato a Cav solo 60 dei 150 ettari complessivi che costituiscono l’intero “Passante verde”, mentre i restanti 90 ettari verranno presi in carico nel mese di settembre, dopo la consegna da parte di Anas. I 60 ettari già consegnati vengono regolarmente manutentati da Cav».

Dal prossimo mese dunque l’intero corridoio verde lungo l’autostrada Dolo-Quarto, laddove realizzato, sarà in gestione a Cav e dovrebbero quindi cambiare anche le regole di manutenzione (e, si spera, i risultati).

Proprio nei giorni scorsi Anas aveva scaricato ogni responsabilità sulla manutenzione di molti tratti di competenza della viabilità collegata al Passante.

Alle accuse di inadempienze piovute dal Comune e in particolare dall’assessore Lauro Simeoni, Cav intanto replica: «Circa l’incuria nella manutenzione denunciata dal Comune, con specifico riferimento al parco lungo via Porara, si precisa che Cav non ha ancora competenza sull’area in questione, attualmente sotto la responsabilità della società costruttrice. Cav ha sempre provveduto a rispondere alle formali richieste avanzate dal Comune».

La querelle insomma continua. È il presidente di Cav Tiziano Bembo a replicare direttamente al sindaco Pavanello e ai suoi assessori dopo le ripetute lamentele: «Non capisco perché si continuino ad alimentare polemiche sui giornali», afferma il presidente, «ho avuto modo di incontrare più volte gli amministratori di Mirano dando sempre disponibilità a risolvere i problemi. Hanno il mio cellulare, ho sempre ricevuto tutti i solleciti, spero non si cerchi solo la polemica».

Al di là delle responsabilità di chi debba curare il verde però, il problema rimane: che il parco di 10 ettari lungo via Porara soffra lo testimonia anche l’ennesima denuncia di alcuni cittadini, che in piena estate si sono trovati il laghetto a metà del parco completamente secco: tutti morti i gamberi di fiume che vivevano al suo interno, rimasti agonizzanti sul letto asciutto della pozza d’acqua.

Filippo De Gaspari

link articolo

 

MIRANO. Sale il malumore per la situazione delle mitigazioni ambientali lungo il Passante, dopo le denunce a Mirano e Spinea, dove il verde sembra non attecchire mai. A Mirano ora la protesta ha la voce dell’assessore Lauro Simeoni e del consigliere Idv Giovanni Boldrin.

Cav (Concessioni autostradali venete) e Regione finiscono nel mirino e ai due enti gestori i rappresentanti della maggioranza recapitano un messaggio forte e chiaro: «Basta prenderci in giro». Lo scontro proprio alla vigilia d’importanti appuntamenti che riguarderanno la gestione della viabilità e del Passante a Mirano: a settembre Cav ha annunciato la presa in carico progressiva del verde lungo l’autostrada e in arrivo potrebbero esserci anche gli aumenti tariffari al casello di Vetrego, rinviati a inizio estate.

Simeoni definisce senza mezzi termini “un dispetto” il parco realizzato lungo il Passante in via Porara e cavalca il malumore per la gestione di quei dieci ettari di verde inaugurati due anni fa.

«Non capisco cosa porti la classe politica a punire così Mirano», sbotta Simeoni, «la città ha subito uno stravolgimento dell’accordo di programma originario e guardiamo cosa succede ora alle “piantumazioni”, effettuate due anni fa e sempre sofferenti d’acqua, dove si continua a sostituire sistematicamente le “piantine” morte per sete. A gennaio il nostro sindaco è stato convocato per un’audizione in prima commissione regionale e si è sentita rispondere: “Sì, avete ragione, però la spending-review non ci permette di assolvere agli impegni”, i famosi 19 milioni di euro che i miranesi aspettano dal 2008 per opere complementari e di mitigazione ambientale). Poi leggiamo sui giornali che arriveranno altri 20 milioni per il Passante verde. E i 19 di Mirano?».

Simeoni e Boldrin chiedono dunque, alla vigilia di importanti appuntamenti istituzionali e della ripresa dei soliti problemi viari, come il tornello quotidiano a Vetrego, di cambiare registro: «Si mettano a bilancio i nostri 19 milioni e si facciano quegli interventi di mitigazione ambientale per ripristinare veramente l’equilibrio naturale che il Passante ha stravolto. Ci auguriamo che Cav s’impegni a risarcire i miranesi dello sfregio subito».

Filippo De Gaspari

link articolo

 

SPINEA – Arrivano gli interventi per la messa in sicurezza di via Crea, dove venne uccisa il 24 giugno 2012 Lucilla Lazzarin, residente del luogo, travolta dall’auto di un ventiseienne ubriaco, che in arrivo dal centro di Crea tirò dritto a tutta velocità in curva, falciando la povera donna in sella alla sua bicicletta. La tragedia aveva suscitato le dure proteste dei residenti, perché ritenuta figlia della viabilità a ridosso delle case. Dopo l’autorizzazione di Anas nei giorni scorsi è arrivato il via libera della giunta comunale ai quattro interventi di moderazione del traffico e di messa in sicurezza della strada.
Con la realizzazione del Passante, l’aumento di traffico locale e le nuove modifiche alla viabilità, il Comune aveva da tempo chiesto ad Anas di attivarsi per rendere più sicura la frazione.

Quattro i punti della viabilità che saranno oggetto di sistemazione. Vicino al Passante, dove via Crea curva in prossimità della duna autostradale, verrà realizzato un passaggio pedonale per proteggere i pedoni dalle auto in arrivo dalle curve cieche. È il punto esatto dove venne uccisa Lucilla Lazzarin. Il nuovo passaggio pedonale sarà protetto da un guard rail lato strada e una staccionata lato duna-Passante. Il secondo intervento riguarderà la zona dell’incrocio di via Rossini: una nuova protezione per il capitello ad inizio strada, un attraversamento pedonale su via Crea e nuove transenne parapedonali, oltre al rifacimento della banchina in curva. Nella zona della chiesa verrà realizzato un attraversamento pedonale sicuro con rallentatore rialzato, mentre a Crea est verrà rifatta la segnaletica, con due nuovi attraversamenti pedonali e l’inserimento di uno spartitraffico a centro carreggiata. Tutti gli interventi saranno finanziati da Anas.
«Un risultato importante – spiega l’assessore alla Viabilità Gianpier Chinellato – che consente al Comune di ottenere opere stradali fondamentali per i cittadini senza gravare sul bilancio».

Damiano Corò

 

 

SPINEA. Il “Passante verde” è sempre meno verde. Dopo la “steppa” denunciata da La Nuova in via Porara a Mirano, ecco la morte in diretta anche degli alberi alla Fossa. La denuncia arriva ancora una volta dai cittadini, proprio mentre Cav, Concessioni autostradali venete, annuncia la presa in gestione entro l’anno di 150 ettari di mitigazioni, investendo 20 milioni di euro sul verde dell’autostrada e la sostituzione di un centinaio di piante sulle 18 mila già piantate lungo il tracciato.

Probabilmente ci sarà da partire proprio da Spinea. Qui infatti gli alberi sono morti p

Spinea. Sono già da sostituire, per la terza volta, le piante sistemate alla Fossa.

Intanto Cav investe venti milioni per il bosco attorno all’autostrada.

SPINEA – Il “Passante verde” è sempre meno verde. Dopo la “steppa” denunciata da La Nuova in via Porara a Mirano, ecco la morte in diretta anche degli alberi alla Fossa. La denuncia arriva ancora una volta dai cittadini, proprio mentre Cav, Concessioni autostradali venete, annuncia la presa in gestione entro l’anno di 150 ettari di mitigazioni, investendo 20 milioni di euro sul verde dell’autostrada e la sostituzione di un centinaio di piante sulle 18 mila già piantate lungo il tracciato. Probabilmente ci sarà da partire proprio da Spinea. Qui infatti gli alberi sono morti per la terza volta in quattro anni di esercizio. Una media imbarazzante. E non è solo colpa del caldo torrido di queste ultime settimane, visto che altrove i boschi resistono e, anzi, regalano a chi resta in città un piacevole sollievo dall’afa. A denunciare la nuova morìa di piante lungo il Passante a Spinea sono stati diversi cittadini, a cui non è sfuggito l’ennesimo flop del tentativo di rinverdire le aree attraversate dall’autostrada.

Segnalazioni subito raccolte dal Movimento 5 Stelle, che denuncia: «Sembra una barzelletta: dopo una prima piantumazione nel 2009 e una seconda nella primavera 2011, già a novembre dello stesso anno, si è dovuto procedere alla sostituzione di molte piante morte nel corso dell’estate. In questi giorni scopriamo che è morto un gran numero di alberi piantati sopra la “galleria” della Fossa».

È la storia del bosco impossibile: già due anni fa quasi tutte le essenze messe a dimora lungo via della Costituzione, tra Crea e la Fossa, erano morte. Era successo sempre in agosto e in un periodo di siccità e caldo simile a questo. Per non scatenare il putiferio la ripiantumazione era avvenuta subito in autunno e così gli animi si erano placati. Oggi ci risiamo e l’impressione è che le radici degli alberi del Passante, sul cemento che corre sotto pochi centimetri di terra, proprio non attecchiscano.

«Tra Crea e la Fossa», denuncia il M5s, «non riesce a concretizzarsi il tanto decantato “Passante verde” che, nell’intenzione dei progettisti, doveva fungere da barriera naturale contro l’inquinamento atmosferico e acustico».

Già il prossimo mese di settembre le aree di mitigazione (o quel che resta) inizieranno a passare sotto la diretta gestione di Cav e tra queste figurano anche i nuovi “parchi” di Mirano e Spinea. Aree verdi tutte da ricostruire, mentre per i residenti appaiono lontani anni luce i giorni in cui a separarli dall’autostrada ci sarà una barriera fitta e impenetrabile di alberi rigogliosi.

Filippo De Gaspari

link articolo

 

Nuova Venezia – Altri 20 milioni per il Passante Verde

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

9

ago

2013

 

La Cav completerà entro l’anno il “Parco lineare” con l’acquisizione di nuove aree e la sostituzione delle alberature

La società per azioni Concessioni Autostradali Venete (Cav) concessionaria del Passante autostradale di Mestre entro il 2013 gestirà tutti i 150 ettari di aree del “Passante Verde” e investirà o ulteriori 20 milioni di euro per realizzare gli “interventi mitigativi”, per realizzare un vero e proprio parco lineare che si estende dall’interconnessione A4-A57, ad ovest, in località Dolo-Pianiga fino ad est, nel territorio di Quarto d’Altino. È prevista anche la sostituzione di circa un centinaio di piante sulle 18.000 già piantate, pari a circa lo 0.6 % del totale.

«Il Passante Verde è un’opera di riqualificazione del territorio, con un intervento di mitigazione ambientale che ha ripristinato l’equilibrio naturale che l’opera stradale in qualche modo aveva modificato» osserva l’assessore regionale alla Mobilità e alle Infrastrutture, Renato Chisso «a chi critica il progetto ricordo che sono 150 gli ettari di aree verdi dislocate lungo il tracciato e in macro aree adibite a parco urbano, fruibili dalla popolazione. Con il tempo miglioreremo ancora l’intervento raccogliendo le istanze dei cittadini dei comuni interessati».

Tiziano Bembo, presidente di Cav spa, aggiunge che «l’accordo per la realizzazione dei Passante Verde è stato sottoscritto nel 2003 nell’ambito delle intese per la realizzazione del Passante autostradale; la Cav non solo ha raccolto quell’eredità ma abbiamo anche fatto inserire nel Piano Finanziario della società 20 milioni di euro per realizzare ulteriori interventi mitigativi. Entro la fine di questo anno tutte le aree passeranno sotto la gestione di Cav spa e, dunque, per noi sarà più facile completare gli investimenti».

Cav spa è partecipata pariteticamente dalla Regione del Veneto e dall’Anas che dal 2009 gestisce il progetto del “Passante di Mestre”, infrastruttura realizzata su proposta della Coldiretti per “by–passare” l’area metropolitana di Venezia e decongestionare così il traffico percorrente la Tangenziale Ovest di Mestre. L’infrastruttura, prevista dalla Legge Obiettivo, è inserita nel contesto territoriale dei corridoi europei, nella fattispecie il Corridoio n. 5 di collegamento Lisbona – Kiev.

Gli interventi più importanti del “Passante Verde” – spiegano Cav spa e la Regione Veneto – riguardano principalmente «la realizzazione di macro aree con funzione di parco urbano dislocate nei comuni di Venezia, Mirano, Spinea, Martellago, Salzano, Mogliano Veneto, nonché nel riutilizzo di aree residuali delle procedure di esproprio situate nelle adiacenze dell’opera viaria e opportunamente sistemate a verde».

Le macro aree che costituiscono il parco lineare sono caratterizzate dalla presenza da vegetazione a prato e alberata con la piantumazione di specie arboree ed arbusti autoctoni». Sono presenti anche aree umide, con bacini di “lagunaggio” e laghetti che contribuiscono a variare l’aspetto ambientale e il paesaggio; sono presenti anche percorsi ciclopedonali, che integrano i percorsi preesistenti, aree di sosta, aree ricreative e attrezzate con percorsi vita. I parchi sono a loro volta arricchiti dalla presenza di dune artificiali con pendenze variabili che hanno la principale funzione di abbattere le emissioni di rumore generato dal traffico autostradale, soprattutto a beneficio degli attigui centri abitati, nonché di ridurre l’impatto visivo dell’infrastruttura nel territorio circostante soprattutto per quelle persone che usufruiscono degli ampi spazi a verde del parco.

Gianni Favarato

link articolo

 

L’OPERA – 33 CHILOMETRI E 18 MILA PIANTE PER MITIGARE L’INQUINAMENTO

Per la Regione Veneto e i comuni interessati che l’hanno fortemente voluto, il cosiddetto Passante Verde è una sorta di nuova e grande opera pubblica – collaterale alla rete autostradale – che si sviluppa lungo 33,2 chilometri attraversando il territorio delle provincie di Venezia e Treviso e interessando ben 13 comuni. La realizzazione del Passante Verde è prevista dall’atto Aggiuntivo all’Intesa Generale Quadro del 24 ottobre del 2003, sottoscritto da Governo e Regione Veneto nel dicembre del 2007 e che prevedeva la destinazione di un primo importo per la realizzazione del Passante Verde di circa 20 milioni di euro a cui ora se ne aggiungono altri 20 di nuovi investimenti per un totale di 40 milioni di euro.

L’area totale interessata dagli interventi di mitigazione ambientale del Passante – che ogni giorno è attraversato da camion, tir e auto che scaricano nell’aria grandi quantità di polveri contaminate – misura 150 ettari, comprensivi degli espropri ancora da portare a termine , che si estendono dall’interconnessione tra le autostrade A4-A57 ad ovest ( tra i comuni di Dolo e Pianiga) fino ad est, nel territorio di Quarto d’Altino.

«Il completamento dei lavori del Passante Verde è avvenuto in momenti diversi» precisa la Regione «nel maggio 2012 sono state consegnate a Cav per la gestione e manutenzione le aree a verde ricadenti nei Comuni di Spinea, Salzano, Martellago, Mogliano Veneto e Mirano, ad esclusione di quella a ridosso di Via Porara, nonché le aree comprese tra le interconnessioni A4-A57 nei comuni di Pianiga – Mirano e Quarto d’Altino». Le rimanenti aree sono state completate nel corso del 2012-2013 e nel maggio scorso sono state eseguite le verifiche di «attecchimento delle piante per la loro eventuale sostituzione in garanzia; nella fattispecie, saranno da sostituire circa un centinaio di piante su circa 18.000, pari a circa lo 0.6 % del totale».

link articolo

 

ATTACCO – Il Movimento 5 Stelle di Spinea torna a scagliarsi contro Cav per il tanto decantato “Passante Verde”

«Il Passante c’è, del verde promesso invece non c’è traccia». Il Movimento 5 Stelle di Spinea torna a scagliarsi contro Cav per il tanto decantato “Passante Verde” che, nell’intenzione dei progettisti dell’opera, doveva fungere da barriera naturale per mitigare gli impatti dell’inquinamento atmosferico e acustico. Il motivo è semplice: a più di quattro anni di distanza dall’apertura del Passante (8 febbraio 2009) gli alberi, piantumati per la terza volta sopra e lungo la galleria della Fossa, sono morti o stanno morendo.
Dopo una prima piantumazione effettuata nel 2009 e una seconda nella primavera del 2011, già a novembre dello stesso anno si dovette procedere alla sostituzione di molte piante morte nel corso dell’estate. Fino all’ennesima moria degli ultimi giorni.

«Quegli alberi, per svolgere la loro funzione, dovrebbero diventare sani e grandi – attacca in un comunicato il M5S – ma è evidente che, se per la seconda volta a distanza di due anni dalla piantumazione sono morti o stanno morendo, c’è qualcosa che non va. Ormai l’inquinamento atmosferico e acustico ha raggiunto livelli elevatissimi. Ci compiaciamo dell’approvazione in Conferenza dei Servizi degli interventi per le migliorie alla viabilità, ma attendiamo di vedere soluzioni concrete per la salvaguardia della salute dei residenti».

Ora ci si interroga sui motivi del flop: «Forse è la qualità del terreno utilizzato a non essere adatta o forse scarseggia la manutenzione necessaria per consentire ai giovani alberi di attecchire – proseguono gli attivisti del movimento – Noi non abbiamo le risposte, ma quel che resta è il paesaggio desolante dei filari di piante rinsecchite ed arse dal sole».

Sulla questione è intervenuto anche l’assessore ai Lavori pubblici Gianpier Chinellato. «La realizzazione e la manutenzione del “Passante Verde” è a carico di Cav, non del Comune – spiega l’assessore – Come amministrazione, abbiamo segnalato più volte la situazione e continueremo a sollecitare chi di competenza».

Damiano Corò

 

Il sindaco di Martellago Barbiero contro i nuovi orari dei treni della Regione

Il nuovo orario cadenzato dei treni sulla linea Venezia-Bassano, presentato l’altro ieri ai sindaci e che entrerà in vigore da metà dicembre, rischia di peggiorare il servizio per i tanti pendolari che usano la stazione di Maerne se non saranno adottati correttivi, sui cui comunque c’è la disponibilità della Regione di ragionare. Come spiega il sindaco di Martellago, Monica Barbiero, lungo la linea passeranno tre treni all’ora per Venezia, dalle 6.50 alle 9 di sera. Di questi, però, quello che parte da Bassano servirà tutte stazioni fino a Castelfranco, ma poi farà servizio «veloce» e salterà Maerne, dove, dunque, di fatto fermeranno solo due treni l’ora: quello che parte da Castelfranco e arriva a Venezia e la navetta che farà soltanto il tragitto Noale-Mestre (per continuare fino a Venezia occorrerà cambiare).
E lo stesso discorso vale anche per la stazione di Spinea. «Con l’attuale orario abbiamo diverse fasce scoperte, dalle 11 alle 13 o dalle 16 alle 18, e da questo punto di vista il sistema cadenzato è migliorativo. Ma negli orari di punta, penso a quello tra le 7 e le 8 del mattino, dove già adesso la situazione è critica con 5 convogli che vanno a Venezia, con la proposta che ci hanno presentato facciamo un passo indietro, perché ci troviamo con soli due treni all’ora che danno meno opzioni agli utenti e dove c’è il rischio di avere un sovraffollamento intollerabile» spiega il sindaco Barbiero. La quale, infatti, ha subito chiesto, come il collega di Spinea, Silvano Checchin, di poter fare in modo che nelle due stazioni fermi anche il regionale «veloce» che parte da Bassano. «Su questa proposta c’è stata la totale disponibilità da parte della Regione, sia dell’assessore Chisso sia dei tecnici, di verificarne la fattibilità, e quindi confidiamo venga accolta» conclude la Barbiero.

 

ORARI – Al Veneto orientale non piacciono i nuovi orari

«Treni cadenzati. Si può fare di più»

I sindaci del Veneto orientale incontreranno nuovamente l’assessore Chisso a fine mese

PORTOGRUARO – Treni cadenzati, i sindaci del Veneto Orientale chiedono interventi migliorativi. Il Comune di Portogruaro è stato incaricato dalla Conferenza dei Sindaci del Veneto Orientale di portare le proposte dei primi cittadini sui nuovi orari cadenzati di trasporto ferroviario locale elaborati dalla Regione Veneto, all’incontro di presentazione tenutosi mercoledì alla presenza dell’assessore regionale Renato Chisso, dell’assessore provinciale ai Trasporti Giacomo Grandolfo e dei rappresentanti di Trenitalia.

L’assessore alla Mobilità del Comune, Ivo Simonella, ha rappresentato in particolare tre necessità: garantire le fasce dei collegamenti del primo mattino e della notte, riuscire a coprire il vuoto che permane nella fascia oraria che va dalle 10 alle 12 e armonizzare il più possibile gli orari con quelli delle aziende pubbliche di trasporto locale.

«L’idea di un orario cadenzato che dovrebbe partire dal prossimo 15 dicembre – ha detto l’assessore Simonella – è certamente apprezzabile e condivisibile perché crea fidelizzazione al trasporto ferroviario, sempre preferibile a quello su gomma. Tuttavia, la proposta presentata dalla Regione e da Trenitalia, benché migliorativa rispetto a quella di cui eravamo a conoscenza è ancora migliorabile».

L’assessore Chisso, che ha sottolineato come questo piano consentirà di aumentare del 23 per cento i servizi ai pendolari, del 30 per cento i posti a sedere e del 18 per cento il numero delle fermate, ha accolto la richiesta di creare un ulteriore momento di confronto che si terrà verso fine mese, tra gli amministratori dei Comuni interessati alla tratta ferroviaria Portogruaro-Venezia e gli estensori della proposta. Per questa tratta si parla di sistema orario di regionali con tutte le fermate da Mestre a Portogruaro, di sistema orario di regionali veloci Venezia-Portogruaro-Trieste e di sistema orario di regionali Venezia-Portogruaro. Il tutto con frequenza oraria e con orari facili da memorizzare.

Teresa Infanti

 

A MIRA – Incontro sull’orario ferroviario

MIRA – Il nuovo orario ferroviario sarà illustrato e discusso con i cittadini di Mira, lunedì 5 agosto, alle 20.30 in biblioteca a Oriago. Entro sette giorni la Regione chiede ai Comuni di produrre, sentiti i cittadini, le osservazioni a questa proposta di nuovo orario per il sistema ferroviario veneto, che dovrebbe garantire più treni in servizio, orari più frequenti e coincidenze più sicure per evitare i lunghi tempi morti. Per questo l’amministrazione comunale ha convocato in tutta fretta l’incontro di lunedì. L’orario cadenzato dei treni è consultabile sul sito della Regione alla voce Percorsi e poi andando su Mobilità e Trasporti. (L.gia.)

 

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui