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Nuova Venezia – Orario cadenzato, i dubbi dei sindaci

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1

ago

2013

 

L’assessore Chisso presenta il nuovo sistema, solo una settimana per le osservazioni. «Scoperta una fascia del mattino»

Tanti numeri tutti assieme e troppo poco tempo per analizzarli. È stato svelato ieri nell’auditorium della Provincia ai sindaci del territorio, il sistema di orario cadenzato dei treni che entrerà in funzione a partire dal dicembre 2013, il nuovo modello predisposto da Trenitalia Sistemi Territoriali e Regione, frutto di un lavoro che dura da mesi. L’illustrazione però, ha lasciato perplessi gli amministratori, che hanno visto per la prima volta lo schema e che ora hanno meno di una decina di giorni per analizzarlo e produrre osservazioni.

Fretta. L’assessore regionale ai Trasporti Renato Chisso, aprendo l’incontro, va chiaro al nocciolo della questione: «Che le cose non funzionino a dovere è evidente, il nuovo modello oggi come oggi è la proposta migliore che si poteva fare e dobbiamo chiudere la partita adesso, perché tra 6 mesi potremmo trovarci in presenza di nuove offerte da parte di privati e non (come Italo), che potrebbero prenotarsi le linee e far finire in coda la Regione». Urgente dunque, “prenotarsi” le linee. Il nuovo schema è basato su due punti fissi: treni regionali veloci e regionali lenti che fermano in tutte le stazioni, si intersecano nei poli di interscambio a orari tali da realizzare coincidenze da e per direttrici diverse. Domenico Menna, il dirigente regionale dell’Unità di progetto “Trasporti Ferroviari Veneti”, ha snocciolato quaranta pagine di dati, che non hanno soddisfatto appieno gli amministratori locali, arrivati ciascuno per presentare le proprie rimostranze su qualche punto giudicato carente, ed usciti dall’auditorium pieni di dubbi. Un po’ perché la proposta è stata ritarata rispetto a quanto trapelato nelle scorse settimane (ad esempio è rispuntato il treno delle 4.38 del mattino), un po’ perché effettivamente il malloppo è complesso.

Orario cadenzato. Il nuovo modello aumenta i servizi del 23 per cento, i posti del 30 per cento, il numero di fermate del 18 per cento. Tiene conto di puntualità e coincidenze e deve essere mnemonico, a tale ora, ogni ora, c’è un treno per quella destinazione, un po’ come avviene con la metropolitana. «È un avvio», spiega Chisso, «poi tra un anno, andremo rinforzare il meccanismo, fermo restando che l’obiettivo è l’integrazione ferro gomma ma prima dobbiamo mettere un punto fermo sul ferro».

I Comuni hanno una settimana di tempo per domandare limature, perché entro la prima decade di agosto, la partita dev’essere chiusa. Gap. I sindaci hanno fatto notare che rimane scoperta la fascia del mattino, quella tra le 10 e mezzogiorno, che ci sono pochi treni notturni, che non tutti i convogli, un problema evidenziato da più parti, arrivano fino a Venezia Santa Lucia e da qui tornano indietro. Vogliono sapere quando entrerà in vigore la tariffazione unica e se ci sono già accordi tra il trasporto pubblico locale e ferrovie per gli autobus sostitutivi. La cordata formata dal sindaco di Marcon, Andrea Follini, dalla sindaca di Quarto, Silvia Conte e da Roncade, con il sostegno anche di altri amministratori, ha chiesto che venga considerata la proposta dell’associazione “Ferroviea Nordest”, che tiene in maggior considerazione i comuni di cintura e le fermate locali. Chisso ha annunciato che il Cipe ha appena stanziato un investimento di 40 milioni di euro che consentirà di sciogliere in parte il nodo Venezia, migliorando l’accesso e facendo arrivare 15 treni in più fino alla Stazione Santa Lucia.

Marta Artico

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«Pochi collegamenti notturni con Venezia»

I sindaci sottolineano le criticità: serve la tariffazione unica integrata. Nuovo incontro il 26 agosto

La Regione ha promesso che l’ultima settimana di agosto, probabilmente il 26, incontrerà alcuni sindaci per confrontarsi nuovamente sui punti emersi, fermo restando che entro la prima decade di agosto, le tracce devono essere bloccate.

«A noi», spiega il sindaco di Spinea Silvano Checchin, «non interessa che ci sia un numero maggiore di treni in assoluto, ma che ci siano quando servono. Avevamo da tempo chiesto che venissero deviate alcune corse dalla Venezia-Trieste e che fossero fatte transitare per i Bivi in modo da passare per Spinea, ma non abbiamo mai ricevuto risposta».

«Bene che si inizi a discutere dell’orario cadenzato», incalza il sindaco di Marcon Andrea Follini, «ma è un sistema così complesso, che il tempo è troppo poco per metabolizzarlo. La proposta di “FerrovieaNordest” è davvero metropolitana, speriamo di avere riscontro in tal senso, ma vorrei anche sottolineare il nodo dell’imbuto di Venezia. La Regione ha voglia e forza di ragionare oltre il ponte, per liberare spazio e far arrivare anche i regionali? A noi sindaci sta a cuore il traffico pendolare, speriamo vengano tenute in considerazione tutte le possibilità».

La neoeletta sindaca di Martellago, Monica Barbiero, ha evidenziato le criticità di Maerne e Martellago, in previsione di una fermata. Il Comune di Venezia ha chiesto la tariffazione unica integrata e domandato chiaro e tondo quale quantità di utenza porterà il nuovo sistema, in vista dell’interazione con l’offerta dei servizi urbani.

«Non bocciamo questo nuovo orario, ma lo rinviamo a settembre, perché vorremmo davvero che questa rivoluzione facesse diventare il servizio affidabile», ha aggiunto la sindaca Silvia Conte, «come pensa la Regione che possiamo farcela a fare le osservazioni in poco più di una settimana? Ribadisco le criticità: la fascia del mattino, le corse della sera da e per Venezia, i pendolari mi hanno appena consegnato una petizione di quasi 100 firme per inserire un treno da Venezia per Quarto alle 24.20. Chiediamo di poterci rivedere a breve per discutere alcuni punti».

Critico l’assessore Michele Gatti di Mira: «Se siamo una regione turistica, perché fermare alle 22 le corse della sera? E poi in questi anni sono stati eseguiti interventi sulla scorta dell’Sfmr, un casello e il potenziamento di tre stazioni di cui una nuova, eppure con il nuovo sistema non vengono usate».

Per il Portogruarese, ha parlato l’assessore Ivo Simonella: «Avevamo preparato un documento, ma quanto visto oggi (ieri, ndr) è diverso. Chiaro che ci interessano la proposta e il cadenzamento, ma vorremmo capire come si integra con le regioni limitrofe, vorremmo essere sicuri del treno del mattino, ma anche capire cosa accadrà con le corse serali di ritorno da Venezia, verranno sostituite con degli autobus? E i treni porteranno le bici?. (m.a.)

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Gazzettino – Treni, rivoluzione metropolitana

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1

ago

2013

IL TRASPORTO METROPOLITANO

TRASPORTI – Ma i sindaci esprimono perplessità. Veneto Orientale compatto: «Troppe carenze»

Più treni modello metropolitana

Presentato il piano per il Veneziano: potenziate le corse locali, interscambi a orari certi e meno attese

IL PIANO – Più treni modello metropolitana. Presentato il piano per il Veneziano: potenziate le corse locali, interscambi a orari certi e meno attese in quello che sembra essere un primo passo verso il Sfmr. Aumenteranno i treni, cioè i servizi per i passeggeri, soprattutto sulle tratte locali.

SINDACI DUBBIOSI – I sindaci del Veneto Orientale contestano la proposta del nuovo orario cadenzato dei treni previsto dall’avvio dell’Sfmr. Nel documento votato nell’ultima riunione della Conferenza, i 20 sindaci, sottolineano carenze e difetti delle proposte contenute dalla Delibera della Giunta Regionale.

LE NOVITÀ – Da Venezia e Mestre aumentano i convogli in servizio sulle linee per Verona, Padova e Treviso

LE REAZIONI – Il Veneto orientale boccia il piano: «Troppe carenze»

Presentato il nuovo orario in vigore da metà dicembre: più corse locali, orari fissi e interscambi di linea

Non è una rivoluzione, tantomeno un terremoto. Non accontenta del tutto i sindaci, anzi, per qualcuno c’è forse un po’ di fumo negli occhi costruito in fretta e furia ma di fatto il malloppo c’è, è stato studiato per mesi e messo su carta dalla Regione in accordo con Trenitalia. Al tavolo, ora manca solo Rfi che, secondo l’assessore regionale alla Mobilità Renato Chisso, dovrà entrare primo a poi nella partita. Forse già nel prossimo incontro programmato per fine agosto.
In cosa consisterà quello che sembra essere un primo passo verso il Sfmr che vedrà la luce solo quando anche i treni saranno in grado di sostenerlo. Innanzitutto si partirà da metà dicembre. Aumenteranno i treni, cioè i servizi per i passeggeri (+23%), soprattutto sulle tratte locali che saranno cadenzate ad orari fissi e obbligheranno gli utenti anche a più di un cambio per raggiungere la destinazione (modello metropolitana), ma con la certezza che quel treno, ogni giorno, ci sarà a quell’ora in quella determinata stazione e non ci saranno più tempi morti. Poi aumenteranno anche i treni regionali veloci ma solo per collegare i grandi centri urbani del Veneto. Certo, servirà più elasticità mentale da parte degli utenti, un pizzico di scomodità, ma in questo modo, secondo Regione e Trenitalia si andranno a coprire le carenze che il sistema accusa da tempo e che porta ed ha portato alle proteste degli utenti. Però, in compenso, la tariffazione sarà unificata e semplificata.
«Eravamo di fronte ad un bivio – ha spiegato ieri lo stesso assessore Chisso presentando la rivoluzione del timetable ferroviario veneto ai sindaci della Provincia di Venezia – o rabberciare ancora il sistema già critico o rivoluzionarlo. Abbiamo scelto la seconda strada».
Il Dirigente Regionale dell’Unità di progetto “Trasporti Ferroviari Veneti” Domenico Menna in 39 slide ha cercato di “sintetizzare” quelli che saranno gli interventi sulle linee che interessano da vicino la Provincia di Venezia. Alcuni esempi: i collegamenti dei regionali veloci tra Venezia e Verona arriveranno a 26 treni al giorno (+225%), + 7% invece quello per i treni regionali con 28 treni in più. La tratta Venezia/Mestre–Padova aumenterà di 10 convogli (da 17 a 27) la frequenza negli orari di punta con i Regionale Veloci e dell’87% (da 30 a 56 convogli) per i regionali. Aumento anche per quanto riguarda la corsa da Padova a Venezia Mestre con il 44% in più dei Regionali veloci e l’83% dei regionali. Per quanto riguarda il collegamento diretto tra Venezia e Treviso resterà immutato il numero dei regionali mentre aumenterà del 76% quello dei Regionali Veloci. Numeri diversi sulla Treviso-Venezia con il 114% in più dei Regionali veloci e la diminuzione del 24% per i regionali.
Alla decantazione di numeri e cifre, però, ecco le prime impressioni dei sindaci. Come quello di Martellago Monica Barbiero e di Spinea Silvano Checchin che auspicano la fermata dei convogli negli orari di punta anche a Maerne e nella stessa Spinea. Oppure il sindaco di Marcon Andrea Follini che assieme a quello di Quarto d’Altino Silvia Conte che si sentono come aggrediti nei tempi di decisioni e condivisione di decisioni così importanti per molti cittadini che fanno del pendolarismo in treno il loro mantra quotidiano. A fine agosto si tireranno le fila.

 

PORTOGRUARO – I sindaci del Veneto Orientale contestano la proposta del nuovo orario cadenzato dei treni previsto dall’avvio dell’Sfmr, la metropolitana di superficie, che entrerà in vigore da dicembre. Nel documento votato nell’ultima riunione della Conferenza, i 20 sindaci, dopo avere rilevato l’importanza dell’avvio di un sistema metropolitano di trasporto pubblico con treni cadenzati nel Veneto Orientale, «un’area primaria, oltre che per la residenzialità, anche per un turismo pendolare e residenziale, di livello mondiale, con località come Bibione, Caorle, Eraclea, Jesolo e Cavallino Treporti, leader italiane in termini di arrivi e presenze turistiche», sottolineano carenze e difetti delle proposte contenute dalla Delibera della Giunta Regionale.

Innanzi tutto il metodo. «La proposta – sostengono i sindaci – è stata elaborata senza un coinvolgimento dell’utenza e delle amministrazioni locali;

l’orario in realtà non è cadenzato, nel senso che i due regionali di ogni ora si susseguono uno a distanza di 15 minuti e l’altro di 45 minuti; si riducono le corse di prima mattina e della notte; rimane una parte non coperta tra le ore 10 e le ore 12; viene ulteriormente ridotto il servizio festivo; non risulta siano stati presi contatti con le aziende di trasporto pubblico locale per armonizzare gli orari; non viene evidenziato se il materiale rotabile è attrezzato per il trasporto bici; non sono adeguate le coincidenze con i treni a lunga percorrenza».

Piace poco ai sindaci del Veneto Orientale anche la proposta alternativa presentata in Regione dall’Associazione «Ferrovie a Nordest» in quanto «riduce i treni da Portogruaro a Venezia; crea un reale cadenzamento solo nella direzione da Venezia a Portogruaro; obbliga a chi è diretto ad una stazione tra Quarto d’Altino e Mestre a cambiare a Quarto». (m.mar.)

 

VENEZIA – Santa Lucia, via libera del Cipe al potenziamento degli accessi e dei servizi di collegamento

I sindaci e non solo chiedono una Venezia più accessibile in treno per i pendolari ma anche per i turisti. Meno Freccia Rossa e più regionali che portino la gente a Santa Lucia visto che spesso il ponte della Libertà, fronte gomma, è intasato e inaccessibile (vedi anche per i lavori della posa delle rotaie del tram). Bene, da un paio di giorni, secondo quanto annunciato dall’assessore alla Mobilità della Regione Veneto Renato Chisso il Cipe ha deliberato un finanziamento di 40 milioni di euro per la realizzazione di un nuovo stazionamento sulla linea Venezia-Mestre – Venezia Santa Lucia che consentirà di poter disporre di 15 accessi in più verso la Laguna. «Il ponte della Libertà è quello che tutti conosciamo, non possiamo certo ingrandirlo – ha detto Chisso – Questi 40 milioni ci consentono di intervenire per soddisfare quelle che mi sembrano delle lecite richieste per migliorare l’accesso ferroviario verso Venezia Santa Lucia e anche il servizio di collegamento. Conto di poter partire con i lavori magari già entro il 2014. L’importante, per ora, è sapere che quei soldi ci sono».
Un’esigenza, quella di migliorare il servizio con Venezia, sollevata anche ieri sera da alcuni sindaci della provincia anche a fini turistici rivendicando di poter dare la possibilità ai visitatori della città storica che però, dormono, in terraferma, di poter utilizzare il treno per raggiungere le località dell’entroterra dove soggiornano. E qualcuno ha chiesto anche se è il caso, visto il numero di passeggeri, di far arrivare tutti i convogli Freccia Trenitalia fino a Venezia visto che molte volte non sono così affollati di passeggeri soprattutto in alcuni orari della giornata. (r.ros.)

 

Gazzettino – Spinea. Via agli espropri per le piste ciclabili

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28

lug

2013

SPINEA – Nuovo pacchetto di interventi previsti dalle opere complementari al Passante.

Opere complementari al Passante, si parte con gli espropri. Le aree interessate sono quelle comprese fra la rotonda della Fossa e il confine con Maerne, mentre per i cantieri veri e propri bisognerà attendere fino al 2014.
La Conferenza dei servizi del mese scorso aveva dato il via libera al piano tecnico per la realizzazione dei quattro interventi che andranno a migliorare la viabilità e la sicurezza cittadina. Al tavolo della conferenza, oltre al Comune, erano presenti anche la Provincia, la Soprintendenza per i beni archeologici, la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici, Enel, Snam, Telecom, Veritas e il Consorzio di bonifica Acque Risorgive. La riunione aveva così dato il nulla osta alla progettazione delle quattro opere a lungo attese e richieste dagli spinentesi. Si tratta del sottopasso ciclopedonale sulla provinciale 36 (via della Costituzione) alla rotonda della Fossa, che permetterà di attraversare in sicurezza la camionabile nel collegamento tra via Roma e Mirano; il collegamento ciclabile di via Luneo a lungo richiesto dai residenti, andando così a completare la pista dal confine con Mirano fino alla rotatoria con via della Costituzione; il percorso ciclabile tra via Martiri e via Rimini e la messa in sicurezza del tratto di via Martiri della libertà, dalla camionabile di Crea fino alla nuova rotatoria con la bretella 8-bis che collega via Martiri con via Capitanio.
Molto soddisfatto il consigliere incaricato alle opere complementari al Passante, Adriano Bonaventura: «L’impegno dell’amministrazione ha dato i suoi frutti – spiega il consigliere della lista civica “Spinea con Silvano Checchin” -. Ringrazio il sindaco per l’incarico accordatomi, a dimostrazione della fiducia riposta nella nostra lista, che ormai costituisce la seconda forza politica cittadina». Dopo l’estate, quindi, l’avanzamento dell’iter e cantieri aperti non prima del 2014. Il pacchetto di opere andrà così a completare quelle già in corso per le tre tangenziali, mettendo in sicurezza soprattutto il tratto centrale di via Roma.

Damiano Corò

 

Gazzettino – Testamento biologico operativo a Spinea

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25

lug

2013

Firmata la convenzione con i notai per il registro delle dichiarazioni anticipate

SPINEA – Dopo l’approvazione in Consiglio comunale del 31 maggio, il Comune di Spinea ha firmato la convenzione con l’Ordine dei Notai di Venezia per il registro delle dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat), il cosiddetto «Testamento biologico». La convenzione prevede la presenza, una volta al mese, di un notaio presso il municipio per la raccolta delle dichiarazioni anticipate di volontà di fine vita. Dopo Marcon, Spinea sarà il secondo Comune della provincia ad aprire a questa possibilità. Ora i maggiorenni potranno esprimere anticipatamente la loro volontà rispetto ai trattamenti a cui desiderano o non desiderano essere sottoposti nel caso in cui, per infortunio o malattia invalidante, non fossero più in grado di esprimere il loro consenso o dissenso informato al medico.

«Abbiamo garantito il diritto sancito dall’articolo 32 della nostra costituzione – spiega l’assessore alle Pari opportunità Loredana Mainardi – che tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge e la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana. Abbiamo dato ascolto anche alle richieste di molti cittadini».

Il provvedimento era stato approvato in Consiglio dopo oltre sei mesi di acceso dibattito, con tre commissioni dedicate e numerosi incontri pubblici sul tema. Di testamento biologico e desistenza terapeutica erano venuti a parlare, a Spinea, anche don Dino Pistolato, Beppino Englaro e il dottor Cristiano Samueli, presidente dell’Associazione italiana per le decisioni di fine vita. Già nei prossimi giorni verrà reso noto il calendario per prendere l’appuntamento.

Damiano Corò

 

 

Spinea è il secondo Comune della provincia dopo Marcon ad avere il registro.

Da settembre basterà prendere appuntamento in municipio, il servizio è gratuito

SPINEA. Firmata la convenzione con i notai, da ieri Spinea è a pieno titolo il secondo Comune della provincia, dopo Marcon, ad avere un registro dei Dat, le dichiarazioni anticipate di trattamento, ovvero il cosiddetto “testamento biologico”. D’ora in avanti gli spinetensi maggiorenni potranno esprimere anticipatamente la loro volontà rispetto ai trattamenti a cui desiderano o non desiderano essere sottoposti nel caso in cui, per infortunio o malattia invalidante, non fossero più in grado di esprimere il loro consenso o dissenso informato al medico.

La convenzione è stata firmata in mattinata tra il sindaco Silvano Checchin e il presidente del Consiglio provinciale dei notai Carlo Bordieri e prevede la presenza in municipio, una volta al mese, di un notaio incaricato della raccolta delle dichiarazioni anticipate di volontà dei trattamenti di natura medica. Con la firma della convenzione tra Comune e Ordine notarile si è così perfezionato l’iter burocratico per l’istituzione dei Dat a Spinea e già nei prossimi giorni verrà reso noto il calendario per poter prendere appuntamento per la sottoscrizione del testamento biologico. Basterà recarsi in municipio muniti di carta di identità, codice fiscale e tessera sanitaria. Il servizio è gratuito, fatti salvi gli oneri fiscali e tributari e inizierà a partire da settembre.

Nei mesi scorsi il dibattito tra favorevoli e contrari all’istituzione del registro aveva avuto toni aspri. «Abbiamo garantito il diritto sancito dall’articolo 32 della Costituzione», ricorda l’assessore alle Pari opportunità Loredana Mainardi, «per la tutela della salute come diritto dell’individuo e interesse della collettività e che garantisce cure gratuite agli indigenti».

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SCORZè E SALZANO

SCORZÈ – Altra “sfida” sulla viabilità tra Scorzè e Salzano. Stavolta non sulla Noalese ma su dove far passare il traffico pesante. Salzano chiede di interdire il passaggio dei mezzi pesanti per il centro di Robegano, in direzione Maerne-Noale, mentre per il tragitto inverso già non si può fare. Un’idea emersa con Martellago al momento dell’apertura della variante di Robegano lunga tre chilometri, che congiunge via Roma a Martellago alla Castellana, tra Scorzè e la stessa Martellago.

Salzano aspetta una risposta da Veneto Strade, ente che gestisce la variante di Robegano, dopo che a gennaio la Provincia si era detta favorevole a questa soluzione.

«La strada aperta nel 2012», dice il sindaco di Salzano Alessandro Quaresimin, «è stata fatta apposta per liberare i centri dai mezzi pesanti».

E dove andrebbero finire? Variante di Robegano, Castellana e via Volta a Scorzè. Inutile dire che il sindaco di Scorzè Giovanni Battista Mestriner non ne voglia sentir parlare di questa ipotesi. Di recente, in Prefettura ci sono stati degli incontri tra le parti dove sono si è discusso proprio del nodo-Robegano. A breve ce ne dovrebbero essere altri. Il camionista proveniente da Spinea con direzione Martellago, alla rotonda “a pavesino”, anziché imboccare via Ca’ Rossa e poi via XXV Aprile, andrebbe diritto per via Roma, entrerebbe nella variante di Robegano, percorrerebbe tutti i tre chilometri fino ad arrivare alla Castellana, proseguirebbe fino alla rotonda con via Volta a Scorzè. Qui s’immetterebbe sulla provinciale 37 (via Volta e poi via Cornarotta) per arrivare all’incrocio del Pioppeto a Robegano, dove convergono via Mestrina e via Montegrappa. Ma c’è il no di Scorzè. «Faremo le barricate», dice senza giri di parole Mestriner.

(a.rag.)

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Iniziativa comune per deviare il traffico pesante sulla variante di Robegano senza transitare nella frazione

SALZANO – Stop ai tir nel centro di Robegano e Martellago: i due Comuni lo chiedono da tempo, ora hanno deciso di rivolgersi alla Prefettura per smuovere la situazione di stallo. I due sindaci nel giugno 2012 hanno chiesto alla Provincia, ente competente, di emettere un’ordinanza per vietare il transito ai mezzi pesanti in via XXV aprile a Robegano. Un anno dopo la situazione non è mutata, e così nei giorni scorsi Alessandro Quaresimin e Monica Barbiero si sono rivolti alla Prefettura per ribadire quella vecchia richiesta:

«A gennaio l’assessore alla Viabilità ci aveva risposto in modo positivo ma attendeva il benestare di Veneto Strade, poi non abbiamo più ricevuto alcuna notizia»

spiega Quaresimin. Perché Veneto Strade? Perché è l’ente competente sulla variante di Robegano, ovvero la strada che secondo Quaresimin dovrebbero percorrere i camion bypassando così il centro della frazione.

«Quella bretella è stata realizzata apposta – puntualizza il sindaco – Abbiamo spiegato la situazione alla Prefettura, ora restiamo in attesa».

Con la nuova ordinanza i camion che arriveranno da Spinea in direzione Martellago si immetterebbero nella bretella che collega via Roma a Martellago con la Castellana tra Martellago e Scorzé, evitando quindi di imboccare via Cà Rossa (che poi diventa via XXV aprile). In senso opposto il divieto vige già. Da Scorzé molti storcono il naso prevedendo un riversamento del traffico in altre zone densamente abitate, la partita resta aperta. (g.pip.)

 

 

Spinea. I grillini inscenano la rivolta al termine della seduta durata mezz’ora

De Pieri: «I nostri politici non vogliono arrendersi alla fine dell’era dei metri cubi»

SPINEA. Una seduta convocata in fretta e furia, un solo punto all’ordine del giorno, mezzora scarsa di dibattito e voto unanime del Consiglio comunale. Boccone indigesto per comitati e Movimento 5 stelle, che in piazza e nella rete attaccano centrodestra e centrosinistra sulla nuova lottizzazione del piano norma 22 al Graspo d’Uva.

Il sindaco Silvano Checchin replica: «Trovata l’occasione per fare polemica, non hanno argomenti». A meno di un anno dal voto, forse, trovato anche il filone di scontro della prossima campagna elettorale: l’urbanistica. La delibera votata giovedì riguarda l’area edificabile davanti alla stazione Sfmr. Per la verità la convocazione urgente del Consiglio non riguardava il merito della questione, ma da tempo in città l’intervento suscita dibattito. Domani scade la prima proroga dell’accordo di pianificazione sottoscritto tra Comune, Regione e Consorzio Pn22 a dicembre 2011.

Gli enti coinvolti avevano sottoscritto l’accordo per l’area di otto ettari a ovest della stazione, durata: un anno. Scaduto lo scorso dicembre, l’accordo è stato prorogato sei mesi, ma l’iter non è avanzato. Serve dunque altro tempo e così giovedì maggioranza e opposizione hanno prorogato per altri tre mesi la convenzione. Procedura e metodo si sono inevitabilmente mescolati nel dibattito. Per Claudio Tessari (centrodestra): «Tra tre mesi siamo punto e a capo, a luglio e agosto difficile concludere un accordo già prorogato. Nel merito la superficie netta di pavimento commerciale è eccessiva: molti negozi a Spinea stanno chiudendo, avremo forse un altro ipermercato a scapito dei piccoli esercizi».

Replica di Checchin: «La superficie commerciale è comunque minore del progetto del 2009, abbiamo migliorato l’intervento, creando i presupposti per la nascita di un grande corridoio verde che dal Pn 22 raggiungerà via Costituzione. Per quanto riguarda i tempi, i tre mesi in più sono quelli concessi dai privati». Non ci sono consiglieri a 5 stelle in Consiglio, così la rivolta è fuori dall’aula:

«Convocano una seduta d’urgenza perché sono in ritardo con l’approvazione di una nuova devastante lottizzazione», afferma Massimo De Pieri, «in un momento di crisi del mercato immobiliare causato anche dall’eccessiva quantità di edifici costruiti e invenduti, non ci si vuole arrendere alla fine dell’era dei metri cubi: solo a Spinea il partito unico del cemento non si ferma mai».

Filippo De Gaspari

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Spinea. Espropri entro giugno, ma per i cantieri occorre attendere il 2014

Previsto il sottopasso ciclopedonale in via Costituzione e due piste ciclabili

SPINEA – Conferenza dei servizi per le opere complementari al Passante, Spinea incassa l’ok “tecnico” a quattro interventi per migliorare la viabilità e la sicurezza sulle proprie strade. Ora il via alla fase progettuale, con il passaggio in Consiglio comunale e l’avvio degli espropri di alcune aree interessate dai lavori. Che però non partiranno prima del prossimo anno. Al tavolo della Conferenza dei servizi hanno partecipato ieri, oltre al Comune, anche la Provincia, la Soprintendenza per i beni archeologici, la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici, Enel, Snam, Telecom, Veritas e il Consorzio di bonifica Acque Risorgive. Nella riunione è di fatto arrivato il nulla osta alla progettazione di quattro interventi a lungo attesi e richiesti da Spinea. Si tratta del sottopasso ciclopedonale sulla provinciale 36 (via della Costituzione) alla rotonda della Fossa, all’altezza del deposito della Provincia, che permetterà di attraversare in sicurezza la camionabile nel collegamento tra via Roma e Mirano. Poi il collegamento ciclabile di via Luneo, a lungo richiesto dai residenti, che completa la pista dal confine con Mirano fino alla rotatoria con via della Costituzione. Infine il percorso ciclabile tra via Martiri e via Rimini e la messa in sicurezza del tratto di via Martiri della libertà dalla camionabile di Crea fino alla nuova rotatoria con la bretella 8-bis, che collega proprio via Martiri con via Capitanio. Dal tavolo tecnico solo qualche osservazione che non pregiudica lo svolgimento e i tempi delle opere, che però non si prevedono comunque brevi. Se la questione espropri, per alcune piccole aree interessate dagli interventi, si dovrebbe concludere già entro la prossima settimana, servirà probabilmente almeno un mese per avere un progetto da portare in Consiglio comunale. Dopo l’estate dunque l’avanzamento dell’iter e cantieri aperti non prima del 2014. Ma almeno Spinea ha sbloccato il pacchetto di opere complementari da affiancare a quelle già in corso per le tre tangenziali. «Era importante avere l’ok alla fattibilità degli interventi, che riguardano necessariamente una serie di enti e di servizi collegati», ha detto l’assessore ai Lavori pubblici Gianpier Chinellato, «si è preso atto di alcune osservazioni, ma sostanzialmente gli interventi restano quelli richiesti e per questo ci riteniamo soddisfatti». Insieme al progetto di messa in sicurezza di via Capitanio e al completamento dei lavori per la realizzazione della bretella nord, lungo la ferrovia, da via Costituzione ad Asseggiano, il pacchetto di interventi permetterà di mettere in sicurezza soprattutto il tratto centrale di via Roma.

Filippo De Gaspari

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SAONARA. Con una lettera firmata dal dirigente responsabile autorizzazioni e concertazione Adel Motawi, Terna ha risposto “picche” alla richiesta di interramento della linea elettrica Dolo-Camin avanzata il 26 aprile scorso dai sindaci di ben dieci Comuni: Saonara, Mira, Campolongo Maggiore, Camponogara, Mirano, Spinea, Stra, Fiesso D’Artico, Fossò, Vigonovo. Il progetto è stato autorizzato dal ministero per lo Sviluppo Economico e il 15 novembre 2010 ha ottenuto il decreto di compatibilità ambientale, sostiene Terna, elencando una serie di interventi che dovrebbero mitigare l’impatto delle infrastrutture sull’ambiente. «A fronte di circa 35 km di nuovo elettrodotti ne saranno demoliti 106», scrive Terna, «e per ciascuna stazione elettrica è stato proposto un progetto di mascheramento che, in forma definitiva, sarà concordato con la Regione Veneto. Le distanze di sicurezza di legge (la più restrittiva in Europa) sono ampiamente rispettate».

La lettera di Terna continua argomentando che i tracciati dei nuovi elettrodotti saranno “notevolmente” più distanti dalle aree edificate di quelli già esistenti, e che lungo tutta la linea sarà consentita la permanenza oltre le quattro ore. L’ultima parola spetta ora al Consiglio di Stato, che nei prossimi giorni dovrebbe emettere il suo parere sulla realizzazione dell’opera, richiesto alcuni mesi fa dal Comune di Saonara.

Patrizia Rossetti

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